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COME GUSTARE I PIATTI TIPICI DELLA NOSTRA PENISOLA.

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Presentazione sul tema: "COME GUSTARE I PIATTI TIPICI DELLA NOSTRA PENISOLA."— Transcript della presentazione:

1 COME GUSTARE I PIATTI TIPICI DELLA NOSTRA PENISOLA

2 Maccheroni alla chitarra Difficoltà: Media Cottura: 8-10 min Preparazione: 120 min Dosi per 4 persone I maccheroni alla chitarra, sono un formato di pasta tipico della cucina Abruzzese che consiste in spaghetti a sezione quadrata; la loro preparazione avviene con un telaio rettangolare di legno di faggio, chiamato “chitarra”, che deve il suo nome al fatto che lungo i suoi lati più lunghi, sono tesi dei sottili fili metallici, che ricordano appunto le corde di una chitarra. Su questi fili viene stesa la sfoglia di pasta, che pressata con un matterello, viene tagliata in striscioline a sezione quadrata: ed ecco formati i maccheroni alla chitarra! Generalmente vengono accompagnati con un sugo di castrato d'agnello, o d'agnello e peperoni o con un semplice sugo di pomodoro al peperoncino spolverizzato da abbondante pecorino. Ingredienti per la pasta Farina di grano duro 400 gr Farina Sale un grosso pizzico Sale Uova di gallina 4 Uova di gallina ■ Preparazione

3 preparazione Disponete la farina a conca su di una spianatoia e al centro di essa rompete le uova, aggiungendo un grosso pizzico di sale; impastate energicamente per almeno minuti fino ad ottenere una pasta omogenea e compatta. Avvolgetela nella pellicola trasparente e fatela riposare per 1 ora in un luogo fresco. Stendete la pasta fino ad ottenere una sfoglia non troppo sottile (circa 5 mm) e tagliatela della lunghezza e della larghezza dell’insieme dei fili che formano la “chitarra”. Avvolgete la sfoglia su di un matterello leggermente infarinato e poi srotolatela ben distesa sulla chitarra; con il piccolo matterellino usato per questo formato di pasta, premete forte e in modo deciso in modo da recidere la sfoglia in un'unica passata. Procedete nello stesso identico modo per tutte le sfoglie di pasta, e a mano a mano che ricaverete i maccheroni alla chitarra, spargeteli ben aperti su di una spianatoia infarinata per farli asciugare un po’. Nel frattempo iniziate a preparare il sugo; mondate e tritate la cipolla e l’aglio, e fateli soffriggere in un tegame con l’olio, poi unite la passata di pomodoro, il sale, il peperoncino e le olive nere tagliate a rondelle, e fate consumare il tutto fino a che si addensi; prima di togliere dal fuoco la salsa unite le foglie di basilico. Lessate i maccheroni in abbondante acqua salata, poi scolateli al dente e conditeli con il sugo, spolverizzandoli di formaggio pecorino grattugiato. ■ Consiglio Se volete preparare i maccheroni alla chitarra con il sugo di castrato, non dovete fare altro che aggiungere al soffritto di aglio e cipolla 250 gr di polpa di agnello, e farla rosolare, bagnarla poi con mezzo bicchiere di vino bianco, lasciare evaporare ed unirvi il passato di pomodoro e due foglie di alloro. Lasciate cuocere per circa 45 minuti, e poi unite al sugo dei peperoni di diverso colore tagliati a listarelle e precedentemente saltati in padella con dell’olio.

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6 Difficoltà: media Tempo di preparazione: 20 minuti preparazione, 20 cottura Attrezzatura: una pentola, una teglia Ingredienti per quattro persone: 500g di farina grano duro 50g di anice 5 uova 1 bicchiere di rum o brandy 1/2 bicchiere di olio d'oliva 50g di zucchero sale Impastate farina, anice olio liquore e le uova sbattute. Salate leggermente. Ricavate dei bastoncini dal diametro di 2 cm ed accartocciateli. Fateli cuocere in abbondante acqua bollente, togliendoli quando salgono a galla. Disponeteli in una teglia e fateli cuocere in forno a 200° per 20 minuti. Spolverateli con un po' di zucchero e serviteli.

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8 » “cuzzupe” di pasqua Ingredienti 600 gr di farina bianca, 15 gr di lievito di birra, 200 gr di zucchero, 100 gr di strutto, un bicchierino di anice, un limone, quattordici uova (circa) Preparazione preparare un panetto con un poco di farina e il lievito di birra disciolto in un poco d'acqua calda e metterlo a lievitare in luogo caldo. quando sarà ben lievitato, mescolarlo alla farina disposta a fontana sulla spianatoia, unendovi quattro uova, il liquore, lo zucchero, un pizzico di sale e, da ultimo, lo strutto ammorbidito. lavorare a lungo ed energicamente la pasta che deve essere soda ed elastica. farne tante ciambelle o dei panetti lunghi una decina di centimetri e su ciascuno incastrare un uovo crudo. allineare le “cuzzupe” sopra la piastra infarinata, farla lievitare per un paio d'ore poi metterle a cuocere in forno caldo (220°).

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10 LA VERA PIZZA NAPOLETANA La vera ricetta della pizza napoletana, certificata anche dal disciplinare che è alla base del riconoscimento europeo del marchio di Specialita' Tradizionale Garantita. Impasto: Per ogni litro di acqua ci vogliono 50 grammi di sale, 5 grammi di lievito e 1,8 kg di farina. La farina deve essere aggiunta lentamente, in non meno di dieci minuti, e l'impasto va lavorato per venti minuti fino a che non raggiunge il "punto di pasta", cioè grasso all'aspetto e liscio al tatto, molto estensibile e poco elastico. Lievitazione: L'impasto va lasciato a riposare su un piano di marmo o in una madia di legno per quattro ore coperto da un panno umido per evitare che la superficie indurisca. Va poi suddiviso in sfere da circa gr. Ogni pallina sarà una pizza. Stendere la pasta: Niente matterello. La vera pizza napoletana si stende solo con abili movimenti delle mani su un piano di marmo coperto di farina fino a che lo spessore diventa pari a 0,3 cm centrali e 1 cm per il cornicione. Condimento: un filo d'olio - da preferire quello extra vergine di produzione campana per una pizza margherita, pomodoro rigorosamente San Marzano e solo mozzarella di bufala campana tagliati in pezzetti non molto spessi. Cottura: la nostra pizza e' pronta per la cottura che va fatta in un forno a legna con una base di mattoni refrattari e una cupola anch'essa in materiale refrattario a temperatura di gradi e va rigirata spesso in modo che riceva il calore in modo uniforme. A fine cottura il bordo esterno e' regolare, gonfio, privo di bolle e bruciature, di colore dorato e dal profumo caratteristico del pane. La parte centrale e' invece morbida.

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12 Ingredienti Un chilo di farina non troppo setacciata (altrimenti diventa esageratamente fine); 4 grammi di bicarbonato di sodio, 300 grammi di strutto (ma alcune azdore assicurano che ne bastano anche cento) e sale. Se non volete usare lo strutto provate con mezzo bicchiere di olio extra vergine di oliva. Preparazione Impastare tutti gli ingredienti assieme. Aggiungere un po` d`acqua per formare un impasto piuttosto sodo. Oppure, al posto dell`acqua potete mettere il latte o addirittura il vino bianco secco. Distendere l’impasto col mattarello, sulla spianatoia formando un bel tondo di pasta più o meno sottile a seconda dei gusti. Cospargere di tanto in tanto il mattarello con la farina, altrimenti la pasta si potrebbe attaccare al legno e il sottile "lenzuolo" bucarsi. Mettere a cuocere la pasta sul testo di terracotta, sotto cui deve ardere un fuoco piuttosto allegro, perché la piadina va cotta in fretta. Man mano che la piadina si cuoce in superficie forma delle lievi bolle, che vanno schiacciate con le punte di una forchetta, le cui impronte restano anche dopo la cottura, a ricordare il lavoro delle donne davanti al calore del testo bollente. Armatevi anche di un coltello a lama lunga, che vi servirà a rigirare in senso orario e a rivoltare il disco di pasta.

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15 Preparazione: Preparare un impasto con 100 gr. di farina e il lievito sciolto in poco latte tiepido. Lasciarlo lievitare per 20 minuti circa, quindi incorporare la farina rimasta, le 3 uova,130 gr. di zucchero, 100 gr. di burro ammorbidito, l'acquavite, il sale, la scorza di limone e latte quanto ne occorre per ottenere un impasto morbido e compatto. Mettere ad ammorbidire l'uvetta nel vino. Scottare in acqua bollente le noci e le mandorle, poi pelarle e tritarle, tritare anche il cedro e l'arancia canditi. Mettere il tutto in una ciotola, unire i pinoli, la scorza grattugiata del limone e dell'arancia, l'uvetta strizzata, la grappa e il pane grattato soffritto con 30 gr. di burro, mescolare con cura e quindi unire un uovo più un albume montato a neve. Stendere la pasta e distribuire sulla superficie il ripieno, quindi avvolgerla su se stessa formando una spirale. Metterla sulla placca imburrata e infarinata, spennellare la superficie con il tuorlo rimasto, leggermente sbattuto, dopo di che spolverizzare con 4 cucchiai di zucchero. Cuocere in forno già caldo a 190° per 45/50 minuti

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17 La ricetta dei bucatini all'amatriciana Ingredienti per 4 persone: g di spaghetti; g di pomodori; g di guanciale stagionato; - 60 g di pecorino stagionato; - vino bianco secco; - sale e pepe; - peperoncino (facoltativo); Preparazione: tagliare il guanciale a cubetti e cuocerlo a fuoco basso in una padella antiaderente di 28 cm, quando il grasso è diventato trasparente aggiungere mezzo bicchiere di vino bianco secco e far evaporare, aggiungere quindi i pomodori tagliati a pezzetti e il peperoncino e cuocere per 5 minuti a fuoco vivace. Lessare la pasta in abbondante acqua salata, quindi unirla al sugo insieme al pecorino grattugiato, mescolare bene per condire uniformemente la pasta e servire. Volendo, il guanciale può essere rimosso prima di unire i pomodori e rimesso in padella prima di condire la pasta, per evitare che diventi troppo croccante e che assuma lo sgradevole aroma di bruciato. Calorie per porzione: 530

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27 Baccalà mollicato Tipo: Secondo Persone: 4 Difficoltà: Media Tempo: 60 Costo: Medio Ingredienti 500 g di baccalà già spugnato 4-6 peperoni tondi sotto aceto mollica di pane casareccio raffermo capperi sotto aceto uva passa fatta rinvenire in acqua calda prezzemolo olio pepe nero sale Preparazione Diliscare e spezzettare il baccalà, metterlo in una tortiera amalgamando con l'aglio ed il prezzemolo, l'olio ed un po' di sale. Spolverare di pepe nero e cospargere la superficie con la mollica di pane. Attorno disporre i peperoni, dopo averli riempiti di altra mollica, capperi uva passa, prezzemolo ed un filo d'olio. Passare in forno già caldo e servire tiepido o freddo.

28 Questa è la ricetta classica della polenta alla piemontese: un piatto molto nutriente, corposo, ottimo per essere gustato in montagna. Di solito costituisce un piatto unico, ma potete unirle un contorno di verdura fresca. Vi consiglierei l’abbinamento con un Oltrepò Pavese Pinot Nero Rosso. Ingredienti per la polenta alla piemontese 250 g farina di granturco 50 g farina bianca di frumento 150 g fontina tagliata a dadini 100 g parmigiano 50 g burro 1 bicchiere latte 500 ml brodo vegetale 200 ml panna da cucina 1 cipolla 1 porro 1 sedano 3 spicchi d’aglio qualche foglia di salvia 1 rametto di rosmarino qualche foglia di basilico 1 foglia di alloro olio extravergine d’oliva q.b. sale e pepe q.b. Preparazione

29 Prima di tutto pulite e tritate insieme il sedano, la cipolla, l’aglio e il porro e soffriggete il tutto per qualche minuto con 2-3 cucchiai d’olio extravergine. Intanto unite in una terrina le due farine. In una pentola capiente mescolate il brodo e il latte e, quando bolliranno, versatevi a pioggia le farine, mescolando in continuazione. Come sappiamo il momento la cosa più noiosa nella preparazione della polenta è proprio il fatto che bisogna mescolarla in continuazione per minuti: se siete consumatori abituali di polenta o se comunque volete semplificarvi il lavoro, esistono in commercio delle apposite macchine dal costo accessibile che sono dotate di un braccio meccanico che mescola la polenta in una contenitore di rame; ve lo consiglio perché non solo si dura meno fatica, ma si risparmia tempo e la polenta viene anche più buona! Comunque, se non disponete di questo simpatico strumento, dovete rassegnarvi a mescolare la polenta per 40 minuti. Fate attenzione che non si formino grumi. Terminata la cottura, unite alla polenta calda il soffritto preparato, la fontina a dadini, il burro, la panna, il parmigiano e un trito di salvia, rosmarino, basilico e alloro. Infine regolate di sale e di pepe. Mescolate bene e servite subito la polenta. Come saprete, se vi avanza un po’ di polenta, il giorno dopo, quando si sarà rassodata, potete usarla per friggerla: è buonissima!

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