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Mario Rippa – La Chimica di Rippa Secondo biennio Dalla Struttura degli atomi e delle molecole alla chimica della vita.

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Presentazione sul tema: "Mario Rippa – La Chimica di Rippa Secondo biennio Dalla Struttura degli atomi e delle molecole alla chimica della vita."— Transcript della presentazione:

1 Mario Rippa – La Chimica di Rippa Secondo biennio Dalla Struttura degli atomi e delle molecole alla chimica della vita

2 Mario Rippa – La chimica di Rippa – secondo biennio - © Italo Bovolenta editore Capitolo 18 Acidi e basi 18.1 Proprietà degli acidi e delle basi 18.2 Acidi e basi secondo Brønsted-Lowry 18.3 Coppie coniugate acido-base 18.4 Acidi e basi secondo Lewis 18.5 La ionizzazione e il prodotto ionico dell’acqua 18.6 Soluzioni acide, basiche e neutre 18.7 Il pH 18.8 Elettronegatività e comportamento acido, basico o anfotero 18.9 Costante di dissociazione e forza di acidi e basi

3 Mario Rippa – La chimica di Rippa – secondo biennio - © Italo Bovolenta editore Calcolo del pH delle soluzioni Elettronegatività e forza di acidi e basi Reazioni acido-base L’idrolisi salina Le soluzioni tampone Gli indicatori di pH La titolazione acido-base Equivalente chimico e normalità Capitolo 18 Acidi e basi

4 Mario Rippa – La chimica di Rippa – secondo biennio - © Italo Bovolenta editore Proprietà degli acidi e delle basi Acidi e basi sono tra le sostanze più comuni presenti in natura e sono normalmente presenti nelle nostre case. Acidi e soluzioni acide (A) e basi e soluzioni basiche (B) sono comunemente utilizzati per la pulizia della casa e nel settore alimentare. AB

5 Mario Rippa – La chimica di Rippa – secondo biennio - © Italo Bovolenta editore Proprietà degli acidi e delle basi Nel 1675 Boyle descrisse gli acidi come le sostanze che: hanno sapore aspro; reagiscono con i metalli liberando idrogeno; sono solventi; danno reazione di neutralizzazione con le basi; colorano di rosso la cartina tornasole. Le basi invece: sono amare; danno reazione di neutralizzazione con gli acidi; colorano di blu la cartina tornasole.

6 Mario Rippa – La chimica di Rippa – secondo biennio - © Italo Bovolenta editore Proprietà degli acidi e delle basi Fu Arrhenius a dare una prima spiegazione al comportamento acido e basico di alcune sostanze. Egli osservò che gli acidi e le basi in soluzione conducevano la corrente elettrica, perché davano luogo alla formazione di ioni. Secondo Arrhenius gli acidi sono sostanze capaci di rilasciare in acqua idrogenioni H +, mentre le basi in acqua liberano ioni idrossido OH –. Acidi: HCl (aq) → H + (aq) + Cl – (aq) HNO 3(aq ) → H + (aq) + NO – 3(aq) Basi: NaOH(aq) → Na + (aq) + OH – (aq)

7 Mario Rippa – La chimica di Rippa – secondo biennio - © Italo Bovolenta editore Proprietà degli acidi e delle basi

8 Mario Rippa – La chimica di Rippa – secondo biennio - © Italo Bovolenta editore Proprietà degli acidi e delle basi Un acido secondo Arrhenius è una sostanza che incrementa la concentrazione di ioni H 3 O + in acqua; una base secondo Arrhenius è una sostanza che incrementa la concentrazione di ioni OH – in acqua. Quando un acido in acqua si ionizza, lo ione H + si lega tramite un legame dativo all’atomo di ossigeno di una molecola di acqua. Si forma così il catione H 3 O +, chiamato ione ossonio o ione idronio. CO 2 + 2H 2 O ⇄ H 3 O + + HCO 3 – NH 3 + H 2 O ⇄ NH OH –

9 Mario Rippa – La chimica di Rippa – secondo biennio - © Italo Bovolenta editore Acidi e basi secondo Brønsted-Lowry Secondo la teoria di Brønsted-Lowry, un acido, che può essere una molecola o uno ione, rilascia un idrogenione a condizione che possa trasferirlo a una base, che è un’altra molecola o un altro ione. Un acido è una specie chimica capace di cedere un idrogenione a una base; una base è una specie chimica in grado di accettare un idrogenione da un acido.

10 Mario Rippa – La chimica di Rippa – secondo biennio - © Italo Bovolenta editore Acidi e basi secondo Brønsted-Lowry Secondo la teoria di Brønsted-Lowry, l’acido perclorico è un acido, in quanto è in grado di cedere un idrogenione all’acqua. In soluzione acquosa troviamo ioni ossonio H 3 O + e ioni perclorato ClO 4 –.

11 Mario Rippa – La chimica di Rippa – secondo biennio - © Italo Bovolenta editore Coppie coniugate acido-base Una reazione tra un acido e una base comporta il trasferimento di un idrogenione da una specie chimica a un’altra. Quando un acido perde l’idrogenione si trasforma nella sua base coniugata. Quando la base accetta l’idrogenione si trasforma nel suo acido coniugato. Le due specie chimiche che differiscono per un idrogenione costituiscono una coppia coniugata acido-base.

12 Mario Rippa – La chimica di Rippa – secondo biennio - © Italo Bovolenta editore Coppie coniugate acido-base Ogni reazione acido-base secondo Brønsted-Lowry richiede il trasferimento di un idrogenione da un acido a una base e presenta due coppie coniugate acido-base.

13 Mario Rippa – La chimica di Rippa – secondo biennio - © Italo Bovolenta editore Acidi e basi secondo Lewis Una definizione più generale e più ampia di acido e base fu proposta nel 1930 da Gilbert Lewis. Un acido di Lewis è una specie in grado di accettare un doppietto elettronico da una base di Lewis per formare legame dativo. Una base di Lewis è una specie in grado di donare un doppietto elettronico a un acido di Lewis per formare un legame dativo.

14 Mario Rippa – La chimica di Rippa – secondo biennio - © Italo Bovolenta editore Acidi e basi secondo Lewis I composti che si formano in queste reazioni sono chiamati complessi o composti di coordinazione.

15 Mario Rippa – La chimica di Rippa – secondo biennio - © Italo Bovolenta editore Acidi e basi secondo Lewis Sono reazioni acido-base secondo Lewis quella (A) dell’acido H + con la base acqua, quella (B) dell’acido H + con la base ammoniaca, quella (C) dell’acido AlCl 3 con la base ammoniaca, quella (D) del generico metallo M ++ con la base acqua.

16 Mario Rippa – La chimica di Rippa – secondo biennio - © Italo Bovolenta editore Acidi e basi secondo Lewis

17 Mario Rippa – La chimica di Rippa – secondo biennio - © Italo Bovolenta editore La ionizzazione e il prodotto ionico dell’acqua Alcune molecole d’acqua si ionizzano cedendo un idrogenione H + ad altre molecole d’acqua. Nella reazione si forma lo ione ossonio H 3 O + e lo ione idrossido o ossidrilione OH –. H 2 O (l) + H 2 O (l) ← H 3 O + (aq) + OH – (aq)

18 Mario Rippa – La chimica di Rippa – secondo biennio - © Italo Bovolenta editore L’acqua è un elettrolita anfotero, in quanto si può comportare sia da acido che da base. La reazione di ionizzazione dell’acqua è reversibile e l’equilibrio è spostato verso sinistra. Il prodotto delle concentrazioni dello ione ossonio e dello ione idrossido in acqua è chiamato prodotto ionico dell’acqua K w e ha il valore costante di 1,0·10 –14 a 25 °C 18.5 La ionizzazione e il prodotto ionico dell’acqua

19 Mario Rippa – La chimica di Rippa – secondo biennio - © Italo Bovolenta editore Nell’acqua la concentrazione dello ione ossonio è uguale a quella dello ione idrossido ed è 1,0·10 –7 M La ionizzazione e il prodotto ionico dell’acqua

20 Mario Rippa – La chimica di Rippa – secondo biennio - © Italo Bovolenta editore Soluzioni acidi, basiche e neutre Una soluzione neutra ha la concentrazione degli ioni ossonio uguale a quella degli ioni idrossido.

21 Mario Rippa – La chimica di Rippa – secondo biennio - © Italo Bovolenta editore Soluzioni acidi, basiche e neutre Una soluzione acida contiene ioni ossonio in concentrazione superiore agli ioni idrossido, cioè [H 3 O + ] è maggiore di 10 –7 M.

22 Mario Rippa – La chimica di Rippa – secondo biennio - © Italo Bovolenta editore Soluzioni acidi, basiche e neutre Una soluzione basica contiene ioni idrossid in concentrazione superiore agli ioni ossonio, cioè [OH – ] è maggiore di 10 –7 M.

23 Mario Rippa – La chimica di Rippa – secondo biennio - © Italo Bovolenta editore Soluzioni acidi, basiche e neutre Riassumendo possiamo dire che: in una soluzione neutra: [H 3 O + ] = [OH – ] = 1,0·10 –7 M; in una soluzione acida: [H 3 O + ] > [OH – ], cioè [H 3 O + ] > 10 –7 M e [OH – ] < 10 –7 M; in una soluzione basica: [H 3 O+] < [OH – ], cioè [H 3 O + ] 10 –7 M.

24 Mario Rippa – La chimica di Rippa – secondo biennio - © Italo Bovolenta editore Il pH L’acidità e la basicità delle soluzioni non è espressa tramite la concentrazione molare degli ioni H 3 O + e degli ioni OH –, ma tramite il pH e il pOH. Il pH di una soluzione è il logaritmo negativo in base 10 della concentrazione dello ione ossonio, cioè pH = –log 10 [H 3 O + ]. Il pOH di una soluzione è il logaritmo negativo in base 10 della concentrazione dello ione idrossido, cioè pOH = –log 10 [OH – ].

25 Mario Rippa – La chimica di Rippa – secondo biennio - © Italo Bovolenta editore Il pH Poiché il prodotto ionico dell’acqua K w è costante in tutte le soluzioni, ed è uguale a , per tutte le soluzioni i valori di pH e pOH devono essere tali che la loro somma sia uguale a 14: pH + pOH = pK w = 14 Una soluzione è acida se il pH è minore di 7, neutra se il pH è uguale a 7, basica se il pH è maggiore di 7. Una soluzione è acida se il pH è minore di 7, neutra se il pH è uguale a 7, basica se il pH è maggiore di 7.

26 Mario Rippa – La chimica di Rippa – secondo biennio - © Italo Bovolenta editore Il pH Il pH aumenta quando la concentrazione degli ioni ossonio diminuisce; il prodotto [H 3 O + ]·[OH – ] è sempre 1,0·10 – 14 ; pH + pOH = pK w = 14; al variare di una unità di pH, le concentrazioni di ioni ossonio e di ioni idrossido variano di 10 volte.

27 Mario Rippa – La chimica di Rippa – secondo biennio - © Italo Bovolenta editore Il pH Valore del pH di alcune comuni soluzioni.

28 Mario Rippa – La chimica di Rippa – secondo biennio - © Italo Bovolenta editore Il pH Per la misura rapida e diretta del pH delle soluzioni si usa uno strumento chiamato pH-metro.

29 Mario Rippa – La chimica di Rippa – secondo biennio - © Italo Bovolenta editore Elettronegatività e comportamento acido, basico o anfotero La formula di un composto può dare indicazioni sul comportamento acido o basico della sostanza. Un generico composto X — O — H si comporta da acido, da base o da elettrolita anfotero a seconda che X abbia, rispettivamente, un valore alto, basso o medio di elettronegatività.

30 Mario Rippa – La chimica di Rippa – secondo biennio - © Italo Bovolenta editore Elettronegatività e comportamento acido, basico o anfotero Se il valore di elettronegatività di X è superiore a quello dell’idrogeno, il composto è un acido; se è inferiore è una base; se è all’incirca uguale è un elettrolita anfotero.

31 Mario Rippa – La chimica di Rippa – secondo biennio - © Italo Bovolenta editore Costante di dissociazione e forza di acidi e basi Tutti gli acidi e le basi in soluzione si dissociano in ioni e quindi sono elettroliti. Possono essere, però, elettroliti forti o deboli, cioè possono dissociarsi molto o poco. Acidi e basi che in acqua sono molto dissociati sono detti acidi forti e basi forti. Per un acido o per una base forte si può assumere che la concentrazione degli ioni H 3 O + o degli ioni OH – in soluzione sia uguale alla concentrazione dell’acido o della base prima della dissociazione.

32 Mario Rippa – La chimica di Rippa – secondo biennio - © Italo Bovolenta editore Costante di dissociazione e forza di acidi e basi Acidi e basi che in acqua sono parzialmente dissociati sono detti acidi deboli e basi deboli. Un acido debole in acqua ha la concentrazione degli ioni H 3 O + sempre molto inferiore rispetto alla concentrazione dell’acido prima della dissociazione; stessa situazione vale per gli ioni OH – di una base debole.

33 Mario Rippa – La chimica di Rippa – secondo biennio - © Italo Bovolenta editore Costante di dissociazione e forza di acidi e basi L’equilibrio della loro dissociazione è fortemente spostato a sinistra e il valore della costante K è basso: K < 1. La costante di dissociazione degli acidi è detta costante di dissociazione dell’acido K a, mentre K b è la costante di dissociazione della base.

34 Mario Rippa – La chimica di Rippa – secondo biennio - © Italo Bovolenta editore Costante di dissociazione e forza di acidi e basi

35 Mario Rippa – La chimica di Rippa – secondo biennio - © Italo Bovolenta editore Costante di dissociazione e forza di acidi e basi Un valore elevato di K a indica che i prodotti nella reazione di dissociazione sono favoriti rispetto ai reagenti e quindi l’acido è forte; più forte è l’acido, più debole è la sua base coniugata; più debole è l’acido, più forte è la sua base coniugata; maggiore è il valore di K a in una coppia acido-base coniugata, minore è il valore di K b, e viceversa; il prodotto K a · K b è uguale a 10 –14.

36 Mario Rippa – La chimica di Rippa – secondo biennio - © Italo Bovolenta editore Costante di dissociazione e forza di acidi e basi Gli acidi che possono cedere un solo idrogenione sono detti acidi monoprotici; gli acidi che possono cedere più idrogenioni sono detti acidi poliprotici. In particolare si dicono diprotici, triprotici o tetraprotici a seconda che siano in grado di cedere due, tre o quattro idrogenioni.

37 Mario Rippa – La chimica di Rippa – secondo biennio - © Italo Bovolenta editore Costante di dissociazione e forza di acidi e basi A ogni reazione di dissociazione corrisponde un valore di costante di dissociazione K a. Il valore di K a diminuisce man mano che diminuiscono gli idrogeni ionizzabili, in quanto è più facile togliere uno ione H + da una molecola neutra.

38 Mario Rippa – La chimica di Rippa – secondo biennio - © Italo Bovolenta editore Costante di dissociazione e forza di acidi e basi Le basi che possono cedere un solo idrogenione sono dette basi monoprotiche. Le basiche possono cedere più ioni idrossido sono dette basi polibasiche. In particolare si dicono dibasiche o tribasiche a seconda che siano in grado di ceder due o tre ioni idrossido.

39 Mario Rippa – La chimica di Rippa – secondo biennio - © Italo Bovolenta editore Calcolo del pH delle soluzioni Nel caso di acidi e basi forti la concentrazione dello ione ossonio o dello ione idrossido è uguale a quella dell’elettrolita di partenza. pH = –log[H 3 O + ] = –logC a pOH = –log[OH - ] = –logC b In pratica, per una soluzione 0,1 M di un acido forte come l’acido nitrico HNO 3 pH = –log [H 3 O + ] = –log 10 –1 = – (–1) = 1 Per una soluzione 0,1 M di NaOH, che è una base forte: pOH = –log [OH – ] = –log 10 –1 = – (–1) = 1

40 Mario Rippa – La chimica di Rippa – secondo biennio - © Italo Bovolenta editore Calcolo del pH delle soluzioni Nel caso di acidi o di basi deboli, che si dissociano parzialmente in soluzione acquosa, la concentrazione di ioni ossonio o di ioni idrossido in soluzione è sempre inferiore alla concentrazione dell’elettrolita di partenza. Il pH di un acido debole è sempre più alto del pH di un acido forte alla stessa concentrazione e il pOH di una base debole è sempre più basso del pOH di una base forte alla stessa concentrazione.

41 Mario Rippa – La chimica di Rippa – secondo biennio - © Italo Bovolenta editore Elettronegatività e forza di acidi e basi Le formule degli acidi e delle basi possono fornire indicazioni sulla loro forza. Consideriamo tre composti del tipo generico HOX, in cui X è un elemento del gruppo 17 del Sistema periodico: acido ipocloroso H O Cl acido ipobromoso H O Br acido ipoiodoso H O I Il cloro, che ha un’elettronegatività maggiore di quella degli altri due elementi, ha maggiore tendenza ad attirare su di sé gli elettroni di legame. L’acido ipocloroso è più dissociato e più forte. L’acido ipoiodoso è il meno dissociato e il meno forte dei tre, poiché lo iodio è l’elemento meno elettronegativo.

42 Mario Rippa – La chimica di Rippa – secondo biennio - © Italo Bovolenta editore Elettronegatività e forza di acidi e basi Per quanto riguarda gli idrossidi, sono basi più forti gli idrossidi più solubili e gli idrossidi in cui il metallo ha un valore di elettronegatività minore. Negli ossiacidi, l’acidità aumenta all’aumentare degli atomi di ossigeno legati tramite legame dativo al non-metallo. Ogni ossigeno legato con legame dativo al cloro attira su di sé gli elettroni di legame. L’atomo di cloro attira con più forza gli elettroni del legame covalente Cl–O, facendo spostare verso l’ossigeno gli elettroni del legame O–H. La dissociazione degli ioni H+ aumenta e aumenta la forza dell’acido. L’acido ipocloroso è debolissimo, l’acido perclorico è invece fortissimo.

43 Mario Rippa – La chimica di Rippa – secondo biennio - © Italo Bovolenta editore Reazioni acido base La reazione tra un acido e una base prende il nome di reazione di neutralizzazione. In una reazione di neutralizzazione una soluzione di una base aggiunta a una quantità equimolare di un acido in soluzione, o viceversa, produce una soluzione di un sale in acqua. HCl + NaOH → NaCl + H 2 O acido base sale acqua

44 Mario Rippa – La chimica di Rippa – secondo biennio - © Italo Bovolenta editore Reazioni acido base Mescolando due soluzioni equimolari di HCl e NaOH, tutti gli ioni idrossido si uniscono con gli ioni ossonio formando molecole di acqua. La soluzione ottenuta ha pH = 7 e contiene ioni sodio e ioni cloruro.

45 Mario Rippa – La chimica di Rippa – secondo biennio - © Italo Bovolenta editore L’idrolisi salina Le soluzioni acquose di alcuni sali non sono neutre. La reazione di idrolisi acida avviene nelle soluzioni dei sali provenienti da un acido forte e una base debole; la reazione di idrolisi basica avviene nelle soluzioni dei sali provenienti da un acido debole e una base forte. Il fenomeno per cui la soluzione di un sale è acida o basica si chiama idrolisi salina.

46 Mario Rippa – La chimica di Rippa – secondo biennio - © Italo Bovolenta editore L’idrolisi salina Nel caso del cloruro di ammonio, un sale che possiamo considerare come proveniente da un acido forte (HCl) e una base debole (NH 3 ), avviene una reazione di idrolisi acida.

47 Mario Rippa – La chimica di Rippa – secondo biennio - © Italo Bovolenta editore L’idrolisi salina Nel caso dell’acetato di sodio, un sale che consideriamo come proveniente da una base forte (NaOH) e un acido debole (CH 3 COOH), avviene una reazione di idrolisi basica.

48 Mario Rippa – La chimica di Rippa – secondo biennio - © Italo Bovolenta editore L’idrolisi salina Nei casi di un sale proveniente da una base e un acido ugualmente forti (A), o ugualmente deboli (B) avviene una reazione di idrolisi neutra.

49 Mario Rippa – La chimica di Rippa – secondo biennio - © Italo Bovolenta editore Le soluzioni tampone Alcune soluzioni sono in grado di limitare le variazioni di pH quando vengono aggiunti acidi o basi. Il sistema chimico ottenuto unendo un acido debole a un suo sale con una base forte è in grado di catturare eventuali ioni H 3 O + e OH – aggiunti, impedendo che il pH cambi, ed è chiamato soluzione tampone. Una soluzione tampone, costituita da un acido debole e da un suo sale con una base forte o da una base debole e un suo sale con un acido forte, è un sistema in grado di limitare la variazione del pH di una soluzione in seguito all’aggiunta di un acido o di una base.

50 Mario Rippa – La chimica di Rippa – secondo biennio - © Italo Bovolenta editore Le soluzioni tampone Aggiungendo piccole quantità di acido o di base all’acqua si ha una notevole variazione del pH. Se le stesse aggiunte sono fatte a una soluzione tampone, ad esempio di acido acetico CH 3 COOH e acetato di sodio CH 3 COONa, il pH varia di poco.

51 Mario Rippa – La chimica di Rippa – secondo biennio - © Italo Bovolenta editore Le soluzioni tampone Per le soluzioni tampone formate da un acido debole e da un suo sale con una base forte la concentrazione degli ioni H 3 O + si ricava moltiplicando la K a per il rapporto tra le moli di acido n a e quelle del sale n s, in quanto il volume della soluzione in cui si trovano il sale e l’acido è lo stesso.

52 Mario Rippa – La chimica di Rippa – secondo biennio - © Italo Bovolenta editore Le soluzioni tampone Per le soluzioni tampone formate da una base debole e da un suo sale con un acido forte:

53 Mario Rippa – La chimica di Rippa – secondo biennio - © Italo Bovolenta editore Gli indicatori di pH Alcune sostanze assumono colori diversi a seconda del pH e sono chiamate indicatori di pH. Gli indicatori di pH sono acidi deboli, le cui molecole assumono colori diversi a seconda che siano in forma dissociata o indissociata, dal cui colore è possibile risalire al pH della soluzione. Per il principio dell’equilibrio mobile, l’aggiunta o la sottrazione di ioni ossonio alla soluzione fa spostare l’equilibrio, e fa cambiare il colore della soluzione.

54 Mario Rippa – La chimica di Rippa – secondo biennio - © Italo Bovolenta editore Gli indicatori di pH Il pH al quale un indicatore cambia il proprio colore si chiama pH di viraggio. Il pH di viraggio di un indicatore è uguale al logaritmo negativo in base 10 della costante di dissociazione dell’acido debole K a.

55 Mario Rippa – La chimica di Rippa – secondo biennio - © Italo Bovolenta editore La titolazione acido base Il titolo di una soluzione indica il valore della sua concentrazione. Si chiama titolazione acido-base la determinazione della concentrazione di un acido mediante l’aggiunta di una base a titolo noto, o viceversa.

56 Mario Rippa – La chimica di Rippa – secondo biennio - © Italo Bovolenta editore La titolazione acido base (A), nella beuta vi è una soluzione di un acido a concentrazione incognita con qualche goccia di un indicatore di pH. (B e C), si fa scendere un po’ della soluzione di base, che reagisce con l’acido, ma il colore della soluzione non cambia. (D), il repentino passaggio da un colore all’altro segnala che siamo al pH di viraggio e che tutto l’acido presente ha reagito.

57 Mario Rippa – La chimica di Rippa – secondo biennio - © Italo Bovolenta editore Equivalente chimico e normalità Una mole di acido monoprotico, per esempio HCl, diprotico, per esempio H 2 SO 4, o triprotico, per esempio H 3 PO 4, è capace di cedere rispettivamente una, due o tre moli di ioni ossonio.

58 Mario Rippa – La chimica di Rippa – secondo biennio - © Italo Bovolenta editore Equivalente chimico e normalità Si chiama equivalente chimico la quantità di un acido che rilascia una mole di ioni ossonio o la quantità di una base che reagisce con una mole di ioni ossonio.

59 Mario Rippa – La chimica di Rippa – secondo biennio - © Italo Bovolenta editore Equivalente chimico e normalità La normalità N di una soluzione indica il numero di equivalenti chimici disciolti in 1 dm 3 di soluzione.


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