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Convegno internazionale CeTAmb “Sostenibilità dei progetti ambientali di cooperazione allo sviluppo” Brescia - 20 dicembre 2013 Sezione parallela “Sostenibilità.

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Presentazione sul tema: "Convegno internazionale CeTAmb “Sostenibilità dei progetti ambientali di cooperazione allo sviluppo” Brescia - 20 dicembre 2013 Sezione parallela “Sostenibilità."— Transcript della presentazione:

1 Convegno internazionale CeTAmb “Sostenibilità dei progetti ambientali di cooperazione allo sviluppo” Brescia - 20 dicembre 2013 Sezione parallela “Sostenibilità e nuovi partenariati nei progetti di cooperazione allo sviluppo” LA COLLABORAZIONE CON UNIVERSITA’ ITALIANE E DEI PAESI DESTINATARI. ELEMENTI DI QUALITA’ E IMPATTO SUI PROGETTI DI SVILUPPO DI GTV Onorio Clauser Docente a contratto – Università di Trento Presidente del Gruppo Trentino di Volontariato

2 SENSO DELLA COLLABORZIONE CON L’UNIVERSITA’ 1.Da alcuni anni GTV coinvolge sempre più fre- quentemente l’università nei suoi progetti - per ampliare la visione entro cui inquadrare gli interventi, perché il consulente ha un approccio prevalentemente pragmatico, che limita la percezione dei problemi e la proposta di soluzione - per avvalersi di capacità progettuali articolate che il mercato non offre o che sono troppo costose per un’associazione che è ampiamente basata sul volontariato

3 COOPERATIVA DI ARTIGIANATO 1.Progetto “Reintegrazione delle vittime del traf- fico attraverso la costituzione di una coopera- tiva artigiana” (Provincia Hai Duong - Vietnam) 1.1. Cooperativa formata inizialmente da don- ne trafficate e successivamente da donne socialmente svantaggiate 1.2. Superare lo stigma attraverso un lavoro riconosciuto 2. Assistenza tecnica di EURICSE 2.1. European Research Institut on Cooperative and Social Enterprises fondato da Federa- zione Trentina della Cooperazione, Uni- versità di Trento e Cooperatives Europe

4 COOPERATIVA DI ARTIGIANATO 3. Valutazione intermedia fatta da EURICSE 3.1. Revisione radicale della governance attraverso sostituzione del direttivo con un responsabile tecnico solamente 3.2. Assunzione temporanea di un manager esterno con funzione dirigenziali e di addestramento 3.3. Individuazione di un imprenditore sociale interno da proporre come manager futuro 3.4. Estensione core business dall’artigiana- to artistico alla produzione di serie 3.5. Allargamento del direttivo a rappresen- tanti della comunità locale

5 COMMUNITY BASED ECOTOURISM 1.Progetto”KHE impROnta di turismo responsabile” nella destinazione An Lac-Foresta protetta KHE RO (Provincia di Bac Giang-Nord Vietnam) 1.1. Progetto di turismo integrato Non solo turismo, ma anche piccola indu- tria (bastoncini d’incenso), agricoltura (miele), servizi igienico-sanitari (docce e toilette) e servizi culturali (conser- vazione costumi e musiche tradizionali) 2. Coinvolgimento della National Economic University di Hanoi

6 COMMUNITY BASED ECOTOURISM 2.1. Due ricercatori dell’università attra- verso la società di consulenza Research of Vietnam Tourism Consultant (VToCo) hanno elaborato - analisi domanda effettiva e potenziale di servizi turistici rivolta alla de- stinazione di An Lac-Foresta protetta Khe Ro - analisi degli intermediari di turismo sostenibile in Vietnam (agenzie turistiche vietnamite) 3. Assistenza specializzata di TSM 3.1. Trentino School of Management fondata da Provincia Autonoma di Trento, CCIAA, Università di Trento

7 COMMUNITY BASED ECOTOURISM 3.2. Valutazione intermedia fatta dalla Scuola di Management del Turismo (SMT) Valutazione dei servizi turistici e del posizionamento sul mercato Proposta di creazione e composi- zione del Managemet Board (MB) della destinazione Proposta di composizione del pro- dotto della destinazione (prodotto integrato) Proposta di strategia di marketing

8 PROGRAMMA MULTILATERALE ERASMUS MUNDUS “ONE MORE STEP” DIRETTO DA UNIVERSITA’ TRENTO 1.Obiettivo del progetto Si propone di promuovere lo sviluppo sosteni- bile nel Sud-Est Asiatico attraverso la mobi- lità accademica e il contributo al raggiungi- mento degli obiettivi del Millennio, focalizzandosi sulla qualificazione e valoriz- zazione delle risorse umane per sostenere lo sviluppo locale con ridotta impronta ecologi- ca, l’innovazione e il trasferimento tecnol. 2. Ruolo di GTV - Partner associato di OMS Fornire buone pratiche dell’approccio sostenibile allo sviluppo locale

9 COSTITUENDO CONSORZIO ASSOCIAZIONI PER TIMOR EST 1. Obiettivo del Consorzio Costruire una rete di associazioni trentine - per un approccio integrato (multisettoriale, perché ogni associazione opera in settori diversi: agricolo, idrico, turistico, forma- tivo, materno-infantile) - per avere un cooperante sul campo per un medio periodo al fine di creare capacità organizzativa in associazioni locali partner 2. Coinvolgimento potenziale degli studenti Corso di laurea “Ingegneria per l’ambiente e il territorio”, Indirizzo “Progettazione inte- grata dell’ambiente e del territorio in conte- sti di cooperazione internazionale”

10 COSTITUENDO CONSORZIO ASSOCIAZIONI PER TIMOR EST 2.1. Attività nell’isoletta di Atauro - Analisi della situazione dell’approv- vigionamento idrico e dei servizi igienico-sanitari - Progettazione di nuovi acquedotti e ammodernamento di quelli esistenti - Progettazione di servizi igienico- sanitari adatti al contesto 3. Possibile collaborazione con DiMu (Turismo, Ambiente, Territorio. Storia e Management dello sviluppo sostenibile – Facoltà di Economia) e con SMT (Scuola di Management del turismo)

11 COSTITUENDO CONSORZIO ASSOCIAZIONI PER TIMOR EST 3.1. Attività ad Atauro - Analisi della domanda e della offerta turistica - Progettazione di uno sviluppo eco- turistico adatto al contesto di Atauro 4. Possibile collaborazione con un’università australiana che ha condotto studi su l’offerta turistica di Atauro 4.1. Attività ad Atauro Elaborazione congiunta di una strategia di sviluppo turistico sostenibile

12 STAGISTI IN GTV 1.Invio in Vietnam di una tesista da parte dell’ufficio stage della Facoltà di Lettere e Filosofia 1.1. Analisi dei dati provenienti da fonti secondarie esistenti e da fonti primarie basate su propri questionari e interviste 1.2. Proposte di comunicazione e di commercializzazione 1.3. Elaborazione della tesi “Developing Community-Based Tourism Pro- ject: the Case of Vietnam”

13 STAGISTI IN GTV 2. Invio in Vietnam di una tesista da parte del- l’ufficio stage della Facoltà di Sociologia (nell’ambito di un progetto CFSI) - Analisi del funzionamento del Sostegno A Distanza (SAD) attivato da GTV - Analisi del contesto in cui è inserito SAD - Riflessioni sui risultati e sui problemi 3. Invio per uno stage nella sede italiana di GTV di uno studente cambogiano del Master in “Local Development” - Analisi contesto e piani sviluppo cambogiani

14 STAGISTI IN GTV 4. Due stagisti del Master in Gestione delle im- prese sociali (EURICSE) inviati presso la sede italiana e vietnamita di GTV - Analisi della organizzazione di GTV - Progettazione sul campo in Vietnam - Coinvolgimento del presidente di GTV come docente di “Elementi di progettazione” - Coinvolgimento della direttrice di GTV come tutor del corso

15 APPORTO DELLA COLLABORAZIONE CON L’UNIVERSITA’ A LIVELLO DI PROGETTO 1.Sostanziale contributo a successo del progetto 1.1. Migliore qualità del progetto, in parti- colare nell’elaborazione delle strategie e delle azioni per raggiungere gli obiettivi 1.2. La migliore qualità ha impedito di com- mettere errori gravi, che avrebbero potuto far fallire il progetto (in particolare, nel progetto cooperativa)

16 APPORTO DELLA COLLABORAZIONE CON L’UNIVERSITA’ A LIVELLO DI PROGETTO 2. Fase del PCM in cui la collaborazione è divenuta attiva 2.1. Principalmente nella fase di valutazione intermedia (fase di implementazione) 2.2. Coinvolgimento marginale nella fase di identificazione del problema e degli obiettivi e nella fase di formulazione del progetto 3. Il coinvolgimento delle università dei Paesi destinatari permette di migliorare analisi di contesto e di creare legame duraturo (raffor- zato da coinvolgimento GTV in scambi mobilità)

17 LIMITI ALLA COLLABORAZIONE CON L’UNIVERSITA’ A LIVELLO DI PROGETTO 1.Il coinvolgimento ritardato (principalmente nella fase di implementazione) ha costretto talvolta ad una revisione sostanziale della strategia con il rischio - di non poter elaborare una nuova strategia efficiente ed efficace per vincoli del donor - di non avere il tempo sufficiente per implementare il nuovo indirizzo 2. Difficoltà a trovare una buona sintesi tra teoria e pratica - La università ha difficoltà ad accettare gli stimoli che vengono da operatori sul campo

18 COLLABORAZIONE CON L’UNIVERSITA’ A LIVELLO DI STAGE 1.Lo stagista apporta un notevole contributo a livello di analisi di contesto, che richie- derebbe molto lavoro alle piccole associazioni con scarso personale 2. E’ un buon strumento per selezionare il personale, perché permette di valutare nel tempo le risorse umane sotto molteplici aspetti (selezione attuale cooperante Vietnam) 3. Per le piccole associazioni è un grande dispendio di energie, ma nell’analisi costi- benefici prevalgono i benefici

19 CONCLUSIONI 1.La collaborazione con l’università ha permes- di migliorare la qualità dei progetti e di renderli in tal modo più efficienti ed efficaci 2. La maggiore qualità significa anche maggiore sostenibilità dei progetti, - perché un progetto efficiente addestra i beneficiari ad essere produttivi anche dopo la fine delle attività previste - perché un intervento efficace si prefigge di fare durare nel tempo i risultati raggiunti, altrimenti perde senso l’intervento stesso


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