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Disabilità cognitiva e autismo Dr. Enrico Biagioni U.O. Neuropsichiatria Infantile ASL 3 di Pistoia.

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Presentazione sul tema: "Disabilità cognitiva e autismo Dr. Enrico Biagioni U.O. Neuropsichiatria Infantile ASL 3 di Pistoia."— Transcript della presentazione:

1 Disabilità cognitiva e autismo Dr. Enrico Biagioni U.O. Neuropsichiatria Infantile ASL 3 di Pistoia

2 La disabilità cognitiva (ritardo mentale): classificazione secondo il Quoziente Intellettivo (QI) “Area limite”: da 84 a 71“Area limite”: da 84 a 71 Disabilità lieve: da 70 a 50-55Disabilità lieve: da 70 a Disabilità media: da a 35-40Disabilità media: da a Disabilità grave: da a 20-25Disabilità grave: da a Disabilità gravissima: minore di 20-25Disabilità gravissima: minore di N.B.: Importante distinguere fra le diverse competenze (verbali, extra-verbali..)

3 La disabilità cognitiva: eziopatogenesi Patologie genetichePatologie genetiche Malformazioni cerebraliMalformazioni cerebrali Pregresse encefalopatie ipossico-ischemico- emorragiche (p.e.: sofferenza perinatale)Pregresse encefalopatie ipossico-ischemico- emorragiche (p.e.: sofferenza perinatale) Patologie neurometabolichePatologie neurometaboliche EndocrinopatieEndocrinopatie....

4 La disabilità cognitiva: strumenti diagnostici AnamnesiAnamnesi Accurata valutazione psicologicaAccurata valutazione psicologica Valutazione clinica (esame neurologico, valutazione genetica)Valutazione clinica (esame neurologico, valutazione genetica) Esami strumentali (neuroimaging, indagini elettrofisiologiche, esame cromosomico, genetica molecolare, esami neurometabolici, ecc.)Esami strumentali (neuroimaging, indagini elettrofisiologiche, esame cromosomico, genetica molecolare, esami neurometabolici, ecc.)

5 La disabilità cognitiva: modalità di intervento Prima dei 3 anni: interventi di tipo fisioterapico/psicomotorioPrima dei 3 anni: interventi di tipo fisioterapico/psicomotorio Dopo i 3 anni: introduzione del trattamento logopedicoDopo i 3 anni: introduzione del trattamento logopedico Sostegno scolasticoSostegno scolastico Interventi di tipo psicoeducativo (autonomie, aspetti di tipo comportamentale)Interventi di tipo psicoeducativo (autonomie, aspetti di tipo comportamentale)

6 L’autismo: definizione L’Autismo è una sindrome comportamentale causata da un disordine dello sviluppo biologicamente determinato, con esordio nei primi tre anni di vita.L’Autismo è una sindrome comportamentale causata da un disordine dello sviluppo biologicamente determinato, con esordio nei primi tre anni di vita. Le aree prevalentemente interessate sono quelle relative all’interazione sociale reciproca, all’abilità di comunicare idee e sentimenti e alla capacità di stabilire relazioni con gli altri.Le aree prevalentemente interessate sono quelle relative all’interazione sociale reciproca, all’abilità di comunicare idee e sentimenti e alla capacità di stabilire relazioni con gli altri. L’Autismo, pertanto, si configura come una disabilità “permanente” che accompagna il soggetto nel suo ciclo vitale, anche se le caratteristiche del deficit sociale assumono un’espressività variabile nel tempo.L’Autismo, pertanto, si configura come una disabilità “permanente” che accompagna il soggetto nel suo ciclo vitale, anche se le caratteristiche del deficit sociale assumono un’espressività variabile nel tempo.

7 Epidemiologia La stima più attendibile sulla prevalenza è di circa 10 casi per 10000, quindi 3-4 volte più frequente rispetto a 30 anni fa, forse anche a causa di:La stima più attendibile sulla prevalenza è di circa 10 casi per 10000, quindi 3-4 volte più frequente rispetto a 30 anni fa, forse anche a causa di:  una maggiore definizione dei criteri diagnostici, con inclusione di forme più lievi; con inclusione di forme più lievi;  una maggiore diffusione di procedure diagnostiche standardizzate; standardizzate;  una maggiore sensibilizzazione degli operatori e della popolazione in generale popolazione in generale La frequenza è 3-4 volte superiore nei maschi rispetto alle femmine.La frequenza è 3-4 volte superiore nei maschi rispetto alle femmine.

8 L’autismo: questo sconosciuto A più di 60 anni dalla prima descrizione (Kanner, 1943), persistono ancora notevoli incertezze in termini di: eziologia eziologia elementi caratterizzanti il quadro clinicoelementi caratterizzanti il quadro clinico confini nosografici con sindromi similiconfini nosografici con sindromi simili diagnosidiagnosi presa in caricopresa in carico evoluzione a lungo termineevoluzione a lungo termine

9 Cos’è l’autismo? Diagnosi clinica (criteri condivisi)Diagnosi clinica (criteri condivisi) Strumenti diagnosticiStrumenti diagnostici Esami strumentaliEsami strumentali....

10 Il disturbo autistico: la diagnosi compromissione qualitativa dell'interazione socialecompromissione qualitativa dell'interazione sociale compromissione qualitativa della comunicazionecompromissione qualitativa della comunicazione modalità di comportamento, interessi e attività ristretti, ripetitivi e stereotipatimodalità di comportamento, interessi e attività ristretti, ripetitivi e stereotipati ritardo o funzionamento anomalo in almeno una delle seguenti aree, con esordio prima dei 3 anni di età:ritardo o funzionamento anomalo in almeno una delle seguenti aree, con esordio prima dei 3 anni di età: (1) interazione sociale, (2) linguaggio usato nella comunicazione sociale, (3) gioco simbolico o di immaginazione

11 Compromissione qualitativa dell'interazione sociale marcata compromissione nell'uso di svariati comportamenti non verbali, come lo sguardo diretto, l'espressione mimica, le posture corporee e i gesti, che regolano l'interazione sociale a) marcata compromissione nell'uso di svariati comportamenti non verbali, come lo sguardo diretto, l'espressione mimica, le posture corporee e i gesti, che regolano l'interazione sociale b) incapacità di sviluppare relazioni coi coetanei adeguate al livello di sviluppo c) mancanza di ricerca spontanea della condivisione di gioie, interessi o obiettivi con altre persone (per es., non mostrare, portare, né richiamare l'attenzione su oggetti di proprio interesse) d) mancanza di reciprocità sociale o emotiva

12 Compromissione qualitativa della comunicazione ritardo o totale mancanza dello sviluppo del linguaggio parlato (non accompagnato da un tentativo di compenso attraverso modalità alternative di comunicazione come gesti o mimica) a) ritardo o totale mancanza dello sviluppo del linguaggio parlato (non accompagnato da un tentativo di compenso attraverso modalità alternative di comunicazione come gesti o mimica) b) in soggetti con linguaggio adeguato, marcata compromissione della capacità di iniziare o sostenere una conversazione con altri c) uso di linguaggio stereotipato e ripetitivo o linguaggio eccentrico d) mancanza di giochi di simulazione vari e spontanei, o di giochi di imitazione sociale adeguati al livello di sviluppo

13 Modalità di comportamento, interessi e attività ristretti, ripetitivi e stereotipati dedizione assorbente ad uno o più tipi di interessi ristretti e stereotipati anomali o per intensità o per focalizzazione a) dedizione assorbente ad uno o più tipi di interessi ristretti e stereotipati anomali o per intensità o per focalizzazione b) sottomissione del tutto rigida ad inutili abitudini o rituali specifici c) manierismi motori stereotipati e ripetitivi (battere o torcere le mani o il capo, o complessi movimenti di tutto il corpo) d) persistente ed eccessivo interesse per parti di oggetti

14 Gli strumenti diagnostici Childhood Autism Rating Scale (CARS)Childhood Autism Rating Scale (CARS) Autism Diagnostic Observation Schedule (ADOS)Autism Diagnostic Observation Schedule (ADOS) Autism Diagnostic Interview - Revised (ADI-R)Autism Diagnostic Interview - Revised (ADI-R) Autism Behavior Checklist (ABC)Autism Behavior Checklist (ABC) Checklist for Autism in Toddlers (ChAT)Checklist for Autism in Toddlers (ChAT)....

15 Gli esami strumentali Esame audiometricoEsame audiometrico Indagini genetiche (cariotipo ad alta risoluzione, ricerca X-fragile)Indagini genetiche (cariotipo ad alta risoluzione, ricerca X-fragile) Indagini neurometabolicheIndagini neurometaboliche EEGEEG RM-encefaloRM-encefalo

16 Perché l’autismo? Basi neurobiologicheBasi neurobiologiche Modelli interpretativi della clinicaModelli interpretativi della clinica Modelli di ispirazione psico-dinamicaModelli di ispirazione psico-dinamica....

17 Basi neurobiologiche Alterazioni di tipo neuromalformativo; alterazioni in studi di RM-funzionaleAlterazioni di tipo neuromalformativo; alterazioni in studi di RM-funzionale Alterazioni di tipo neurometabolico e neurotrasmettitorialeAlterazioni di tipo neurometabolico e neurotrasmettitoriale Maggiore incidenza nei soggetti autistici di encefalopatie ipossico-ischemiche perinataliMaggiore incidenza nei soggetti autistici di encefalopatie ipossico-ischemiche perinatali Maggiore incidenza di epilessia ed anomalie EEGraficheMaggiore incidenza di epilessia ed anomalie EEGrafiche (coincidenza fra comparsa primi sintomi autistici e vaccinazioni)(coincidenza fra comparsa primi sintomi autistici e vaccinazioni)

18 Basi neurobiologiche: la genetica Maggiore incidenza nei fratelli dei soggetti autistici (+ nei gemelli omozigoti rispetto agli eterozigoti).Maggiore incidenza nei fratelli dei soggetti autistici (+ nei gemelli omozigoti rispetto agli eterozigoti). Alcune sindromi genetiche (es. X-fragile) hanno un’elevata incidenza di autismoAlcune sindromi genetiche (es. X-fragile) hanno un’elevata incidenza di autismo Implicazione di particolari siti genici (cromosomi 7, 2, 16, 17, ecc.)Implicazione di particolari siti genici (cromosomi 7, 2, 16, 17, ecc.)

19 Modelli Interpretativi della Clinica - Teoria Socio-Affettiva - Teoria della Mente - Coerenza Centrale - Coerenza Centrale - Funzioni Esecutive

20 Teoria Socio-Affettiva La teoria socio-affettiva parte dal presupposto che l'essere umano nasce con una predisposizione innata ad interagire con l'altroLa teoria socio-affettiva parte dal presupposto che l'essere umano nasce con una predisposizione innata ad interagire con l'altro Secondo la teoria socio-affettiva, pertanto, esisterebbe nell'autismo un'innata incapacità, biologicamente determinata, di interagire emozionalmente con l'altro.Secondo la teoria socio-affettiva, pertanto, esisterebbe nell'autismo un'innata incapacità, biologicamente determinata, di interagire emozionalmente con l'altro. Tale incapacità, secondo una reazione a cascata, porterebbe all'incapacità di imparare a riconoscere gli stati mentali degli altri, alla compromissione dei processi di simbolizzazione, al deficit del linguaggio, al deficit della cognizione sociale.Tale incapacità, secondo una reazione a cascata, porterebbe all'incapacità di imparare a riconoscere gli stati mentali degli altri, alla compromissione dei processi di simbolizzazione, al deficit del linguaggio, al deficit della cognizione sociale.

21 La Teoria della Mente Indica la capacità di riflettere sulle emozioni, sui desideri e sulle credenze proprie ed altrui e di comprendere il comportamento degli altri in rapporto non solo a quello che ciascuno di noi sente, desidera o conosce, ma in rapporto a quello che ciascuno di noi pensa che l'altro senta, desideri o conosca.Indica la capacità di riflettere sulle emozioni, sui desideri e sulle credenze proprie ed altrui e di comprendere il comportamento degli altri in rapporto non solo a quello che ciascuno di noi sente, desidera o conosce, ma in rapporto a quello che ciascuno di noi pensa che l'altro senta, desideri o conosca. L'autismo sarebbe legato ad un’incapacità da parte del bambino di accedere ad una Teoria della Mente. L'autismo sarebbe legato ad un’incapacità da parte del bambino di accedere ad una Teoria della Mente. Il bambino sarebbe perciò incapace di comprendere e riflettere sugli stati mentali propri ed altrui e, conseguentemente, di comprendere e prevedere il comportamento degli altri.Il bambino sarebbe perciò incapace di comprendere e riflettere sugli stati mentali propri ed altrui e, conseguentemente, di comprendere e prevedere il comportamento degli altri.

22 Debolezza della Coerenza Centrale La Coerenza Centrale va intesa come quella capacità di sintetizzare in un tutto coerente, o se si preferisce di sistematizzare in un sistema di conoscenza le molteplici esperienze parcellari che investono i nostri sensi.La Coerenza Centrale va intesa come quella capacità di sintetizzare in un tutto coerente, o se si preferisce di sistematizzare in un sistema di conoscenza le molteplici esperienze parcellari che investono i nostri sensi. Una “debolezza” in suddetta capacità porta il bambino autistico a rimanere ancorato a dati esperenziali parcellizzati, con incapacità di cogliere il significato dello stimolo nel suo complesso.Una “debolezza” in suddetta capacità porta il bambino autistico a rimanere ancorato a dati esperenziali parcellizzati, con incapacità di cogliere il significato dello stimolo nel suo complesso. Un tale modello suggerisce che il funzionamento mentale di tipo autistico si caratterizza come uno stile cognitivo che investe non solo l’elaborazione degli stimoli sociali, ma più in generale di tutti i dati esperenziali.Un tale modello suggerisce che il funzionamento mentale di tipo autistico si caratterizza come uno stile cognitivo che investe non solo l’elaborazione degli stimoli sociali, ma più in generale di tutti i dati esperenziali.

23 Deficit delle Funzioni Esecutive Con il termine di Funzioni Esecutive vengono indicate una serie di abilità che risultano determinanti nell’organizzazione e nella pianificazione dei comportamenti di risoluzione dei problemi.Con il termine di Funzioni Esecutive vengono indicate una serie di abilità che risultano determinanti nell’organizzazione e nella pianificazione dei comportamenti di risoluzione dei problemi. Molti dei comportamenti autistici sarebbero l’espressione di un deficit di tali abilità (impulsività, incapacità di inibire le risposte inappropriate, iperselettività, incapacità di cogliere il tutto senza rimanere ancorato al particolare, perseverazione, incapacità di ridirezionare in maniera flessibile l’attenzione, ecc.).Molti dei comportamenti autistici sarebbero l’espressione di un deficit di tali abilità (impulsività, incapacità di inibire le risposte inappropriate, iperselettività, incapacità di cogliere il tutto senza rimanere ancorato al particolare, perseverazione, incapacità di ridirezionare in maniera flessibile l’attenzione, ecc.).

24 L’autismo: diagnosi differenziale Gli altri disturbi generalizzati dello sviluppoGli altri disturbi generalizzati dello sviluppo I disturbi psicotici ad insorgenza precoceI disturbi psicotici ad insorgenza precoce La disabilità cognitivaLa disabilità cognitiva I disturbi del linguaggioI disturbi del linguaggio …

25 I disturbi generalizzati dello sviluppo Disturbo autisticoDisturbo autistico Disturbo di RettDisturbo di Rett Disturbo disintegrativo della fanciullezzaDisturbo disintegrativo della fanciullezza Disturbo di AspergerDisturbo di Asperger

26 Disturbo di Rett Disturbo neurodegenerativo con eziologia definita (mutazione nel gene MECP2)Disturbo neurodegenerativo con eziologia definita (mutazione nel gene MECP2) Colpisce quasi esclusivamente le femmine ed esordisce tra i 6 e i 18 mesi, dopo un periodo di sviluppo normaleColpisce quasi esclusivamente le femmine ed esordisce tra i 6 e i 18 mesi, dopo un periodo di sviluppo normale È caratterizzato da:È caratterizzato da: decelerazione della crescita del capo (non costante); atassia e tremori; perdita delle competenze prassiche e della coordinazione motoria; perdita delle competenze comunicative verbali e non verbali; anomalie EEGrafiche ed epilessia anomalie EEGrafiche ed epilessia

27 Disturbo disintegrativo della fanciullezza Esordio successivo ai primi due anni di etàEsordio successivo ai primi due anni di età Perdita di capacità già acquisite in ambito linguistico, sociale, delle autonomie, del gioco, ecc. (entro i 10 anni di età)Perdita di capacità già acquisite in ambito linguistico, sociale, delle autonomie, del gioco, ecc. (entro i 10 anni di età) Compromissione significativa dell’interazione socialeCompromissione significativa dell’interazione sociale Compromissione significativa della comunicazioneCompromissione significativa della comunicazione Interessi ed attività ristretti, ripetitivi e stereotipati, inclusi manierismi e stereotipie motorieInteressi ed attività ristretti, ripetitivi e stereotipati, inclusi manierismi e stereotipie motorie

28 Disturbo di Asperger Marcata compromissione dei comportamenti sociali non verbali (sguardo, mimica, gestualità)Marcata compromissione dei comportamenti sociali non verbali (sguardo, mimica, gestualità) Incapacità di sviluppare relazioni sociali adeguateIncapacità di sviluppare relazioni sociali adeguate Mancanza di reciprocità, mancata ricerca di condivisione (di gioie, di interessi, ecc.)Mancanza di reciprocità, mancata ricerca di condivisione (di gioie, di interessi, ecc.) Interessi ed attività ristretti, ripetitivi e stereotipiInteressi ed attività ristretti, ripetitivi e stereotipi Assenza di ritardo del linguaggioAssenza di ritardo del linguaggio Assenza di ritardo cognitivoAssenza di ritardo cognitivo

29 Very early onset schizophrenia Classico repertorio sintomatologico della schizofrenia (deliri, allucinazioni, linguaggio disorganizzato, comportamento grossolanamente disorganizzato o catatonico, appiattimento affettivo, ecc.) ad insorgenza precocissima (prima dei 12 anni di età)Classico repertorio sintomatologico della schizofrenia (deliri, allucinazioni, linguaggio disorganizzato, comportamento grossolanamente disorganizzato o catatonico, appiattimento affettivo, ecc.) ad insorgenza precocissima (prima dei 12 anni di età) Esordio solitamente subdoloEsordio solitamente subdolo Frequentemente preceduta da alterazioni premorbose della personalità (stranezze, isolamento, ritiro)Frequentemente preceduta da alterazioni premorbose della personalità (stranezze, isolamento, ritiro)

30 I disturbi specifici dell’apprendimento E. Biagioni U.O. Neuropsichiatria Infantile Azienda USL 3 di Pistoia

31 Cosa sono i disturbi specifici dell’apprendimento? Difficoltà specifiche di: lettura (dislessia) lettura (dislessia) scrittura (disortografia) scrittura (disortografia) calcolo matematico (discalculia) calcolo matematico (discalculia) in: persone con sviluppo cognitivo nell’ambito della norma nell’ambito della norma

32 I disturbi specifici dell’apprendimento: eziopatogenesi e storia clinica Problematica di natura geneticamente determinataProblematica di natura geneticamente determinata Di regola, nessun sintomo fino all’ingresso alla Scuola PrimariaDi regola, nessun sintomo fino all’ingresso alla Scuola Primaria Importanti difficoltà nell’apprendimento della letto-scrittura (e del calcolo)Importanti difficoltà nell’apprendimento della letto-scrittura (e del calcolo) Espressività ed evoluzione diverse a seconda della gravità del disturbo (e di molti altri fattori)Espressività ed evoluzione diverse a seconda della gravità del disturbo (e di molti altri fattori)

33 La difficoltà di lettura (dislessia) Lettura lenta, difficoltosa e scorrettaLettura lenta, difficoltosa e scorretta Difficoltà nel ritenere l’informazione contenuta nel testo lettoDifficoltà nel ritenere l’informazione contenuta nel testo letto

34 La difficoltà di scrittura (disortografia) Molteplici e ripetuti errori di tipo ortografico, con caratteristiche abbastanza peculiari rispetto alla normale popolazione scolasticaMolteplici e ripetuti errori di tipo ortografico, con caratteristiche abbastanza peculiari rispetto alla normale popolazione scolastica

35 La difficoltà di calcolo (discalculia) Difficoltà nel calcolo matematico, anche a livelli apparentemente molto sempliciDifficoltà nel calcolo matematico, anche a livelli apparentemente molto semplici Difficoltà nell’apprendimento delle “tabelline”Difficoltà nell’apprendimento delle “tabelline”

36 I disturbi specifici dell’apprendimento: quando è possibile porre la diagnosi Data la grande variabilità inter-individuale nell’apprendimento della lingua scritta, è possibile porre diagnosi di disturbo specifico dell’apprendimento solo alla fine del primo ciclo della Scuola PrimariaData la grande variabilità inter-individuale nell’apprendimento della lingua scritta, è possibile porre diagnosi di disturbo specifico dell’apprendimento solo alla fine del primo ciclo della Scuola Primaria

37 I disturbi specifici dell’apprendimento: diagnosi differenziale Disabilità cognitivaDisabilità cognitiva Disturbi specifici del linguaggioDisturbi specifici del linguaggio Disturbi del comportamento (disturbo oppositivo- provocatorio – disturbo da iperattività e deficit d’attenzione)Disturbi del comportamento (disturbo oppositivo- provocatorio – disturbo da iperattività e deficit d’attenzione) Disturbi d’ansiaDisturbi d’ansia Disturbi della comunicazione e della relazioneDisturbi della comunicazione e della relazione Alcune patologie neurologiche progressiveAlcune patologie neurologiche progressive Alcune forme di epilessiaAlcune forme di epilessia....

38 I disturbi specifici dell’apprendimento: cosa dobbiamo (e possiamo) fare Diagnosi nei tempi correttiDiagnosi nei tempi corretti Corretta informazioneCorretta informazione Interventi di tipo riabilitativoInterventi di tipo riabilitativo Modificazioni dell’attività didattica (predisposizione di un piano didattico personalizzato con utilizzo di strumenti compensativi e dispensativi – L. 170/10)Modificazioni dell’attività didattica (predisposizione di un piano didattico personalizzato con utilizzo di strumenti compensativi e dispensativi – L. 170/10)

39 Lo screening per i disturbi dell’apprendimento: il progetto Sco.le.di Valutazioni standardizzate delle capacità di lettura e scrittura da effettuarsi più volte nel corso del primo ciclo della Scuola PrimariaValutazioni standardizzate delle capacità di lettura e scrittura da effettuarsi più volte nel corso del primo ciclo della Scuola Primaria –Sinergia fra diverse strutture: Associazione Italiana Dislessia, scuola, ASL –Basso costo –Nessuna “intrusione” da parte del personale sanitario nella vita scolastica

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41 I disturbi specifici dell’apprendimento: il vero obiettivo per il futuro Garantire alle persone che presentano un disturbo specifico dell’apprendimento la possibilità di seguire un percorso scolastico del tutto adeguato alle proprie possibilità e ai propri interessiculturaliGarantire alle persone che presentano un disturbo specifico dell’apprendimento la possibilità di seguire un percorso scolastico del tutto adeguato alle proprie possibilità e ai propri interessi culturali

42 I disturbi specifici dell’apprendimento: diagnosi differenziale in età scolare E. Biagioni U.O. Neuropsichiatria Infantile Azienda USL 3 di Pistoia

43 Diagnosi differenziale dei DSA in età scolare Disabilità cognitivaDisabilità cognitiva Disturbi da deficit d’attenzione e comportamento dirompenteDisturbi da deficit d’attenzione e comportamento dirompente Disturbi d’ansiaDisturbi d’ansia Disturbi dell’umoreDisturbi dell’umore Disturbi generalizzati dello sviluppo e disturbi psicoticiDisturbi generalizzati dello sviluppo e disturbi psicotici Mutismo selettivoMutismo selettivo Alcune patologie neurologiche progressiveAlcune patologie neurologiche progressive Alcune forme di epilessiaAlcune forme di epilessia Preesistenti disturbi del linguaggioPreesistenti disturbi del linguaggio

44 Disturbi da deficit d’attenzione e comportamento dirompente Disturbo da deficit d’attenzione e iperattività (ADHD)Disturbo da deficit d’attenzione e iperattività (ADHD) Disturbo della condottaDisturbo della condotta Disturbo oppositivo-provocatorioDisturbo oppositivo-provocatorio

45 Disturbo da deficit d’attenzione e iperattivitàcriteri diagnostici Disturbo da deficit d’attenzione e iperattività : criteri diagnostici Esordio prima dei 7 anniEsordio prima dei 7 anni Presenza di sintomi da deficit d’attenzione e/o da iperattivitàPresenza di sintomi da deficit d’attenzione e/o da iperattività Tali sintomi determinano una significativa compromissione del funzionamento del bambino in almeno due contesti diversi (p.e., a scuola e a casa)Tali sintomi determinano una significativa compromissione del funzionamento del bambino in almeno due contesti diversi (p.e., a scuola e a casa)

46 Deficit d’attenzione: i sintomi Non presta attenzione ai particolari, compie errori di distrazioneNon presta attenzione ai particolari, compie errori di distrazione Non mantiene l’attenzione sui compitiNon mantiene l’attenzione sui compiti Non sembra ascoltare quando gli si parlaNon sembra ascoltare quando gli si parla Non segue le istruzioni, non porta a termine i compitiNon segue le istruzioni, non porta a termine i compiti Ha difficoltà ad organizzarsi nelle attivitàHa difficoltà ad organizzarsi nelle attività È riluttante a impegnarsi negli sforzi mentali protrattiÈ riluttante a impegnarsi negli sforzi mentali protratti Perde gli oggetti necessari per i compitiPerde gli oggetti necessari per i compiti È facilmente distratto da stimoli esterniÈ facilmente distratto da stimoli esterni È sbadato nelle attività quotidianeÈ sbadato nelle attività quotidiane

47 Iperattività: i sintomi Muove con irrequietezza mani o piediMuove con irrequietezza mani o piedi Lascia il proprio posto a sedereLascia il proprio posto a sedere Scorrazza e salta dovunque in modo eccessivoScorrazza e salta dovunque in modo eccessivo Ha difficoltà a dedicarsi a divertimenti in modo tranquilloHa difficoltà a dedicarsi a divertimenti in modo tranquillo Appare come “sotto pressione” o “motorizzato”Appare come “sotto pressione” o “motorizzato” Parla troppoParla troppo “Spara” la risposta prima che la domanda sia stata completata“Spara” la risposta prima che la domanda sia stata completata Ha difficoltà ad attendere il proprio turnoHa difficoltà ad attendere il proprio turno Interrompe gli altri ed è invadenteInterrompe gli altri ed è invadente

48 Disturbo della condotta Aggressioni a persone o animaliAggressioni a persone o animali Distruzione di oggetti o di proprietà altruiDistruzione di oggetti o di proprietà altrui Frode o furtoFrode o furto Gravi violazioni di regoleGravi violazioni di regole

49 Disturbo oppositivo-provocatorio Va in colleraVa in collera Litiga con gli adulti Litiga con gli adulti Sfida attivamente gli adultiSfida attivamente gli adulti Irrita deliberatamente le personeIrrita deliberatamente le persone Accusa gli altri per i propri errori o per il proprio cattivo comportamentoAccusa gli altri per i propri errori o per il proprio cattivo comportamento È suscettibile, arrabbiato e rancorosoÈ suscettibile, arrabbiato e rancoroso È dispettoso e vendicativoÈ dispettoso e vendicativo

50 I disturbi d’ansia nel bambino Disturbo d’ansia di separazioneDisturbo d’ansia di separazione Fobia socialeFobia sociale Disturbo ossessivo-compulsivoDisturbo ossessivo-compulsivo Disturbo d’ansia generalizzatoDisturbo d’ansia generalizzato Disturbo di panicoDisturbo di panico Fobia specificaFobia specifica

51 Disturbo d’ansia di separazione Sta male quando si separa dai genitoriSta male quando si separa dai genitori Si preoccupa eccessivamente riguardo alla perdita dei genitoriSi preoccupa eccessivamente riguardo alla perdita dei genitori Si preoccupa eccessivamente di essere rapito o di smarrirsiSi preoccupa eccessivamente di essere rapito o di smarrirsi Rifiuta di andare a scuolaRifiuta di andare a scuola Ha paura di stare soloHa paura di stare solo Va a dormire solo se ha vicino un genitoreVa a dormire solo se ha vicino un genitore Ha incubi frequenti sulla perdita dei genitoriHa incubi frequenti sulla perdita dei genitori Lamenta sintomi fisici (mal di testa, mal di stomaco, vomito, ecc.) quando si separa dai genitoriLamenta sintomi fisici (mal di testa, mal di stomaco, vomito, ecc.) quando si separa dai genitori

52 Fobia sociale Marcata e persistente paura di trovarsi in situazioni sociali in cui si è esposti a persone non familiari o al giudizio degli altriMarcata e persistente paura di trovarsi in situazioni sociali in cui si è esposti a persone non familiari o al giudizio degli altri

53 I disturbi dell’umore in età scolare Gli episodi maniacali sono relativamente rariGli episodi maniacali sono relativamente rari Anche gli episodi depressivi maggiori sono meno frequenti che negli adultiAnche gli episodi depressivi maggiori sono meno frequenti che negli adulti La depressione si manifesta più spesso nel bambino con lamentele somatiche, irritabilità e ritiro socialeLa depressione si manifesta più spesso nel bambino con lamentele somatiche, irritabilità e ritiro sociale Molto frequentemente sono ben evidenti un ridotto interesse nelle attività e una ridotta capacità di concentrazioneMolto frequentemente sono ben evidenti un ridotto interesse nelle attività e una ridotta capacità di concentrazione

54 I disturbi generalizzati dello sviluppo e i disturbi psicotici in età scolare Disturbi generalizzati dello sviluppo: Disturbo autisticoDisturbo autistico Disturbo di RettDisturbo di Rett Disturbo disintegrativo della fanciullezzaDisturbo disintegrativo della fanciullezza Disturbo di AspergerDisturbo di Asperger Disturbi psicotici Very early onset schizophreniaVery early onset schizophrenia

55 Mutismo selettivo Costante incapacità di parlare in situazioni sociali specifiche (p.e., a scuola) mentre è possibile parlare in altre situazioni (p.e., a casa)Costante incapacità di parlare in situazioni sociali specifiche (p.e., a scuola) mentre è possibile parlare in altre situazioni (p.e., a casa) Esordio di norma intorno ai 5 anni di etàEsordio di norma intorno ai 5 anni di età Frequentemente transitorioFrequentemente transitorio

56 Alcune patologie neurologiche che possono dar luogo a problematiche di apprendimento in età scolare Encefaliti lenteEncefaliti lente Alterazioni del comportamento successive ad infezione streptococcicaAlterazioni del comportamento successive ad infezione streptococcica Alcune patologie neurometaboliche ad esordio tardivoAlcune patologie neurometaboliche ad esordio tardivo Neoplasie sopratentorialiNeoplasie sopratentoriali....

57 Patologie neurologiche in età scolare: strumenti diagnostici AnamnesiAnamnesi Accurato esame clinico (possibile presenza di segni neurologici)Accurato esame clinico (possibile presenza di segni neurologici) Esami elettrofisiologici (EEG, PE)Esami elettrofisiologici (EEG, PE) Neuroimaging (TC, RM)Neuroimaging (TC, RM) Esami neurometabolici, immunologici, ecc.Esami neurometabolici, immunologici, ecc.

58 Alcune forme di epilessia che possono disturbare l’apprendimento in età scolare Epilessia-assenza (piccolo male) idiopatica, benignaidiopatica, benigna assenze pluriquotidiane di breve durata, di regola non accompagnate da altri sintomi, con sospensione completa della coscienzaassenze pluriquotidiane di breve durata, di regola non accompagnate da altri sintomi, con sospensione completa della coscienza Sindromi da punta-onda continua nel sonno possibili diversi quadri eziopatogeneticipossibili diversi quadri eziopatogenetici tipico aspetto EEG nel sonnotipico aspetto EEG nel sonno talora crisi convulsive relativamente raretalora crisi convulsive relativamente rare possibilità di un progressivo deterioramento del linguaggio e delle funzioni cognitivepossibilità di un progressivo deterioramento del linguaggio e delle funzioni cognitive

59 Preesistenti disturbi specifici del linguaggio Disturbo dell’espressione del linguaggioDisturbo dell’espressione del linguaggio Disturbo misto dell’espressione e della ricezione del linguaggioDisturbo misto dell’espressione e della ricezione del linguaggio

60 I disturbi specifici del linguaggio Sono caratterizzati da problematiche di tipo linguistico in soggetti con sviluppo neuropsichico e cognitivo per il resto del tutto normaleSono caratterizzati da problematiche di tipo linguistico in soggetti con sviluppo neuropsichico e cognitivo per il resto del tutto normale Sono di regola geneticamente determinatiSono di regola geneticamente determinati

61 I disturbi specifici del linguaggio Disturbo dell’espressione del linguaggioDisturbo dell’espressione del linguaggio Disturbo fonologicoDisturbo fonologico Disturbo misto dell’espressione e della ricezione del linguaggioDisturbo misto dell’espressione e della ricezione del linguaggio (Balbuzie)(Balbuzie)

62 Disturbo dell’espressione del linguaggio Si rilevano alterazioni sia di tipo fonologico che di tipo morfo-sintatticoSi rilevano alterazioni sia di tipo fonologico che di tipo morfo-sintattico La comprensione verbale è buonaLa comprensione verbale è buona Prognosi favorevolePrognosi favorevole Utile intervento logopedico alla fine del 3° anno di vita (per prevenire difficoltà di apprendimento all’ingresso alla Scuola Primaria)Utile intervento logopedico alla fine del 3° anno di vita (per prevenire difficoltà di apprendimento all’ingresso alla Scuola Primaria)

63 Disturbo fonologico del linguaggio Si rilevano alterazioni che interessano in maniera nettamente prevalente il versante fonologicoSi rilevano alterazioni che interessano in maniera nettamente prevalente il versante fonologico La comprensione verbale è buonaLa comprensione verbale è buona Prognosi molto favorevolePrognosi molto favorevole Utile intervento logopedico (si possono attendere anche i 4-4½ anni)Utile intervento logopedico (si possono attendere anche i 4-4½ anni)

64 Disturbo misto dell’espressione e della ricezione del linguaggio Si rilevano alterazioni sia di tipo fonologico che di tipo morfo-sintattico nella produzioneSi rilevano alterazioni sia di tipo fonologico che di tipo morfo-sintattico nella produzione La comprensione verbale è compromessaLa comprensione verbale è compromessa Prognosi assai meno favorevolePrognosi assai meno favorevole Quasi sempre, nonostante l’intervento logopedico, si rilevano successive problematiche di apprendimentoQuasi sempre, nonostante l’intervento logopedico, si rilevano successive problematiche di apprendimento

65 Disritmia locutoria (balbuzie) Non è sicuramente legata ad un difetto articolatorioNon è sicuramente legata ad un difetto articolatorio È sicuramente connessa a problematiche di tipo ansiosoÈ sicuramente connessa a problematiche di tipo ansioso Spesso evolve positivamenteSpesso evolve positivamente Di regola è sconsigliabile (almeno nel bambino) l’intervento logopedicoDi regola è sconsigliabile (almeno nel bambino) l’intervento logopedico Attenzione alla balbuzie fisiologica!Attenzione alla balbuzie fisiologica!

66 I disturbi da comportamento dirompente in età evolutiva: un’emergenza epidemiologica? E. Biagioni U.O. Neuropsichiatria Infantile ASL 3 di Pistoia

67 Disturbi da deficit d’attenzione e comportamento dirompente Disturbo da deficit d’attenzione e iperattività (ADHD)Disturbo da deficit d’attenzione e iperattività (ADHD) Disturbo oppositivo-provocatorioDisturbo oppositivo-provocatorio Disturbo della condottaDisturbo della condotta

68 Disturbo da deficit d’attenzione e iperattivitàcriteri diagnostici Disturbo da deficit d’attenzione e iperattività : criteri diagnostici Esordio prima dei 7 anniEsordio prima dei 7 anni Presenza di sintomi da deficit d’attenzione e/o da iperattivitàPresenza di sintomi da deficit d’attenzione e/o da iperattività Tali sintomi determinano una significativa compromissione del funzionamento del bambino in almeno due contesti diversi (p.e., a scuola e a casa)Tali sintomi determinano una significativa compromissione del funzionamento del bambino in almeno due contesti diversi (p.e., a scuola e a casa)

69 Deficit d’attenzione: i sintomi Non presta attenzione ai particolari, compie errori di distrazioneNon presta attenzione ai particolari, compie errori di distrazione Non mantiene l’attenzione sui compitiNon mantiene l’attenzione sui compiti Non sembra ascoltare quando gli si parlaNon sembra ascoltare quando gli si parla Non segue le istruzioni, non porta a termine i compitiNon segue le istruzioni, non porta a termine i compiti Ha difficoltà ad organizzarsi nelle attivitàHa difficoltà ad organizzarsi nelle attività È riluttante a impegnarsi negli sforzi mentali protrattiÈ riluttante a impegnarsi negli sforzi mentali protratti Perde gli oggetti necessari per i compitiPerde gli oggetti necessari per i compiti È facilmente distratto da stimoli esterniÈ facilmente distratto da stimoli esterni È sbadato nelle attività quotidianeÈ sbadato nelle attività quotidiane

70 Iperattività: i sintomi Muove con irrequietezza mani o piediMuove con irrequietezza mani o piedi Lascia il proprio posto a sedereLascia il proprio posto a sedere Scorrazza e salta dovunque in modo eccessivoScorrazza e salta dovunque in modo eccessivo Ha difficoltà a dedicarsi a divertimenti in modo tranquilloHa difficoltà a dedicarsi a divertimenti in modo tranquillo Appare come “sotto pressione” o “motorizzato”Appare come “sotto pressione” o “motorizzato” Parla troppoParla troppo “Spara” la risposta prima che la domanda sia stata completata“Spara” la risposta prima che la domanda sia stata completata Ha difficoltà ad attendere il proprio turnoHa difficoltà ad attendere il proprio turno Interrompe gli altri ed è invadenteInterrompe gli altri ed è invadente

71 Disturbo oppositivo-provocatorio Va in colleraVa in collera Litiga con gli adulti Litiga con gli adulti Sfida attivamente gli adultiSfida attivamente gli adulti Irrita deliberatamente le personeIrrita deliberatamente le persone Accusa gli altri per i propri errori o per il proprio cattivo comportamentoAccusa gli altri per i propri errori o per il proprio cattivo comportamento È suscettibile, arrabbiato e rancorosoÈ suscettibile, arrabbiato e rancoroso È dispettoso e vendicativoÈ dispettoso e vendicativo....

72 Disturbo della condotta Aggressioni a persone o animaliAggressioni a persone o animali Distruzione di oggetti o di proprietà altruiDistruzione di oggetti o di proprietà altrui Frode o furtoFrode o furto Gravi violazioni di regoleGravi violazioni di regole....

73 I disturbi da comportamento dirompente nell’ASL di Pistoia DOP 219 (7,2%)DOP 219 (7,2%) ADHD 6 (0,2%)ADHD 6 (0,2%) ADHD + DOP 9 (0,3%)ADHD + DOP 9 (0,3%) DC 13 (0,4%)DC 13 (0,4%) (09.03–07.08 – n° 3042) (09.03–07.08 – n° 3042)

74 I disturbi da comportamento dirompente nell’ASL di Pistoia DOP 197 (7,9%)DOP 197 (7,9%) ADHD 3 (0,1%)ADHD 3 (0,1%) ADHD + DOP 9 (0,4%)ADHD + DOP 9 (0,4%) DC 12 (0,5%)DC 12 (0,5%) (esclusi extra-ASL - n° 2478 ) (esclusi extra-ASL - n° 2478 )

75 I disturbi da comportamento dirompente: alcuni quesiti Quanto gli accessi ad un servizio territoriale di NPI sono indicativi rispetto alla “sofferenza” della popolazione generale?Quanto gli accessi ad un servizio territoriale di NPI sono indicativi rispetto alla “sofferenza” della popolazione generale? Fra quelli che non accedono al servizio quanti si rivolgono ad altre strutture sanitarie (enti convenzionati, altre ASL, strutture universitarie, professionisti privati, ecc.) e quanti invece non accedono ad alcuna cura?Fra quelli che non accedono al servizio quanti si rivolgono ad altre strutture sanitarie (enti convenzionati, altre ASL, strutture universitarie, professionisti privati, ecc.) e quanti invece non accedono ad alcuna cura?

76 Come arriva ai servizi un minore con disturbo comportamentale? Su iniziativa “primaria” della famigliaSu iniziativa “primaria” della famiglia Dietro “pressione” della scuolaDietro “pressione” della scuola Dietro “pressione” di altre strutture educative (es. centri pomeridiani socio-educativi)Dietro “pressione” di altre strutture educative (es. centri pomeridiani socio-educativi) Su precisa richiesta dei Servizi Sociali o di organi giudiziari (Tribunale dei Minori)Su precisa richiesta dei Servizi Sociali o di organi giudiziari (Tribunale dei Minori)....

77 Perché invece un minore con disturbo comportamentale non arriva ai servizi? Nessuno rileva il problemaNessuno rileva il problema Il problema viene rilevato (dalla scuola o da un’altra struttura educativa) ma la famiglia non ritiene utile una valutazioneIl problema viene rilevato (dalla scuola o da un’altra struttura educativa) ma la famiglia non ritiene utile una valutazione La famiglia ritiene utile la valutazione ma il minore non accetta di farsi valutare (e la famiglia non riesce a convincerlo)La famiglia ritiene utile la valutazione ma il minore non accetta di farsi valutare (e la famiglia non riesce a convincerlo)

78 Cosa fare quando il minore arriva al servizio Individuare il disturbo comportamentaleIndividuare il disturbo comportamentale Effettuare una valutazione accurata, anche per escludere problematiche associateEffettuare una valutazione accurata, anche per escludere problematiche associate Impostare il percorso terapeuticoImpostare il percorso terapeutico

79 Co-morbidità dei disturbi comportamentali: su 219 casi con DOP.. disturbi del linguaggio34disturbi del linguaggio34 disturbi dell’apprendimento12disturbi dell’apprendimento12 disturbi d’ansia 10disturbi d’ansia 10 disturbi del tono dell’umore 6disturbi del tono dell’umore 6 disabilità cognitiva 8disabilità cognitiva 8 sviluppo cognitivo in area-limite 8sviluppo cognitivo in area-limite 8 sviluppo cognitivo ai limiti inferiori 9sviluppo cognitivo ai limiti inferiori 9 encopresi 5encopresi 5 epilessia 10epilessia 10 convulsività febbrile 5convulsività febbrile 5 cefalea 5cefalea 5 parasonnie 9parasonnie 9 varie patologie internistiche 11varie patologie internistiche 11

80 L’intervento: alcuni punti fermi Per quanto diverse possano essere le nostre interpretazioni riguardo all’eziopatogenesi del disturbo, bisogna sempre tener presente che è possibile fare qualcosa per modificarloPer quanto diverse possano essere le nostre interpretazioni riguardo all’eziopatogenesi del disturbo, bisogna sempre tener presente che è possibile fare qualcosa per modificarlo L’intervento può essere molto variegato ma l’approccio psicoeducativo appare irrinunciabileL’intervento può essere molto variegato ma l’approccio psicoeducativo appare irrinunciabile Il coinvolgimento della famiglia, della scuola e delle altre agenzie educative è indispensabileIl coinvolgimento della famiglia, della scuola e delle altre agenzie educative è indispensabile L’intervento farmacologico (quando necessario) deve far parte di un progetto più ampio, deve porsi un obiettivo ben preciso e deve comunque essere limitato nel tempoL’intervento farmacologico (quando necessario) deve far parte di un progetto più ampio, deve porsi un obiettivo ben preciso e deve comunque essere limitato nel tempo

81 La prognosi: obbligatorio il pessimismo? Possibilità di miglioramento tanto maggiori quanto più precoce è l’età di interventoPossibilità di miglioramento tanto maggiori quanto più precoce è l’età di intervento Importanza della massima coesione di tutti coloro che “ruotano” intorno al minoreImportanza della massima coesione di tutti coloro che “ruotano” intorno al minore Data l’importanza della posta in gioco non vanno trascurati interventi anche molto onerosi e molto complessiData l’importanza della posta in gioco non vanno trascurati interventi anche molto onerosi e molto complessi

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84 Alessandro Anamnesi familiare Madre affetta da disturbo psichiatrico non precisato (assume benzodiazepine) Gravidanza e periodo perinatale nella norma Nei primi 6 bilanci di salute non ho individuato Anomalie di sviluppo. Solo a 4 anni,nella scuola materna viene rilevato ritardo del linguaggio e comportamento iperattivo.

85 Alessandro Prima visita NPI : disturbo dell’attenzione,del linguaggio,del comportamento; immaturità emotivo-affettiva. Seconda visita 1 anno dopo con diverso NPI : disturbo dello spettro autistico. Si prescrivono i seguenti esami: aminoacidi urinari e plasmatici, consulenza genetica standard e per X fragile che non vengono effettuati, esami di routine, celiachia, tiroide, EEG nella norma.

86 Alessandro Terapia : psicomotricità, logopedia, insegnante di sostegno. Ha posticipato di 1 anno la scuola Elementare (ha 22 ore di sostegno) Quesiti Avrei potuto individuare qualche segno o sintomo nei precedenti bilanci? La madre con le sue problematiche può essere considerata un fattore di rischio per attivare un attenzione maggiore? Difficoltà per i genitori ad eseguire quegli esami. Rifacendo il questionario la madre ricorda solo un contatto breve dello sguardo ma riferisce che il bimbo ha sempre sorriso ed interagito con lei.

87 Lo screening neonatale precoce all’interno del reparto di Pediatria E. Biagioni U.O. Neuropsichiatria Infantile Azienda USL 3 di Pistoia

88 La valutazione neurologica del neonato: strumenti diagnostici e prognostici Esame neurologicoEsame neurologico Strumenti neuroradiologici (US, TC, RM..)Strumenti neuroradiologici (US, TC, RM..) Strumenti elettrofisiologici (EEG, CFM, PE..)Strumenti elettrofisiologici (EEG, CFM, PE..)

89 L’esame neurologico del neonato Al di là della valutazione del tono muscolare, dei riflessi, ecc. è fondamentale l’osservazione della motricità spontaneaAl di là della valutazione del tono muscolare, dei riflessi, ecc. è fondamentale l’osservazione della motricità spontanea I “general movements”, in particolare, ci forniscono informazioni molto attendibili riguardo allo stato di salute del Sistema Nervoso CentraleI “general movements”, in particolare, ci forniscono informazioni molto attendibili riguardo allo stato di salute del Sistema Nervoso Centrale

90 I general movements nel neonato La valutazione dei general movements costituisce, per la neurologia neonatale, uno strumento attendibile, a basso costo e del tutto non-invasivoLa valutazione dei general movements costituisce, per la neurologia neonatale, uno strumento attendibile, a basso costo e del tutto non-invasivo In particolare, la “qualità” dei general movements (coinvolgimento delle diverse parti del corpo, armonia del movimento, graduale crescendo e decrescendo, presenza di movimenti distali eleganti e complessi, ecc.) è altamente predittivaIn particolare, la “qualità” dei general movements (coinvolgimento delle diverse parti del corpo, armonia del movimento, graduale crescendo e decrescendo, presenza di movimenti distali eleganti e complessi, ecc.) è altamente predittiva

91 Strumenti neuroradiologici: l’ecografia cerebrale Strumento non-invasivo, a basso costo, adatto per essere eseguito più volte direttamente al letto del neonatoStrumento non-invasivo, a basso costo, adatto per essere eseguito più volte direttamente al letto del neonato Elevato valore diagnostico e prognosticoElevato valore diagnostico e prognostico

92 L’ecografia cerebrale: principali campi di applicazione EmorragieEmorragie Lesioni della sostanza biancaLesioni della sostanza bianca InfartoInfarto IdrocefaloIdrocefalo MalformazioniMalformazioni ecc.ecc.

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95 Strumenti neuroradiologici: la Risonanza Magnetica Strumento invasivo ad alto costo (il bambino deve essere spostato)Strumento invasivo ad alto costo (il bambino deve essere spostato) Immagini a maggiore risoluzioneImmagini a maggiore risoluzione

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98 Strumenti elettrofisiologici: l’elettroencefalogramma (EEG) Strumento non-invasivo, a basso costo, adatto per essere eseguito al letto del neonatoStrumento non-invasivo, a basso costo, adatto per essere eseguito al letto del neonato Valore diagnostico e prognostico assai più elevato all’interno di specifiche finestre temporali (p.e., fra 4 e 13 giorni di età post- natale)Valore diagnostico e prognostico assai più elevato all’interno di specifiche finestre temporali (p.e., fra 4 e 13 giorni di età post- natale)

99 Principali anomalie EEG nel neonato Basso voltaggio costanteBasso voltaggio costante Burst suppression (solo nei nati a termine)Burst suppression (solo nei nati a termine) AsimmetriaAsimmetria Dismaturità (specie nei pretermine)Dismaturità (specie nei pretermine) Anomalie parossistiche (elementi aguzzi isolati, EEG discharges, Status Epilepticus)Anomalie parossistiche (elementi aguzzi isolati, EEG discharges, Status Epilepticus)

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105 Il follow-up nel neonato a rischio neurologico: quali bambini vanno seguiti? Pretermine (età gestazionale < 37 sett.)Pretermine (età gestazionale < 37 sett.) Encefalopatie ipossico-ischemico-emorragiche del nato a termineEncefalopatie ipossico-ischemico-emorragiche del nato a termine Patologie genetiche e metabolichePatologie genetiche e metaboliche Malformazioni cerebraliMalformazioni cerebrali....

106 Il follow-up del neonato a rischio neurologico Figure professionali coinvolte:Figure professionali coinvolte: neuropsichiatra infantile (in stretta neuropsichiatra infantile (in stretta connessione con il pediatra) connessione con il pediatra) neuropsicomotricista dell’età evolutiva neuropsicomotricista dell’età evolutiva altri (psicologo, logopedista, ecc.) altri (psicologo, logopedista, ecc.) Eventuali esami strumentali:Eventuali esami strumentali: EEG EEG ecografia cerebrale ecografia cerebrale altri (potenziali evocati visivi, ecc.) altri (potenziali evocati visivi, ecc.)

107 A cosa serve il follow-up del neonato a rischio neurologico? Diagnosi precoce di gravi patologieDiagnosi precoce di gravi patologie paralisi cerebrali infantili paralisi cerebrali infantili encefalopatie epilettiche encefalopatie epilettiche ritardo cognitivo ritardo cognitivo.... Concreto sostegno alla famiglia nel passaggio dalla “nascita patologica” alla vita normaleConcreto sostegno alla famiglia nel passaggio dalla “nascita patologica” alla vita normale

108 Il follow-up: calendario degli incontri 1.età del termine – 1 mese di età corretta 2.2½ - 3 mesi di età corretta mesi di età corretta 4.circa 9 mesi di età corretta 5.circa 12 mesi di età corretta 6.circa 18 mesi di età corretta 7...

109 Primo incontro età del termine - 1 m. di età corretta Conoscenza dei genitori e del bambinoConoscenza dei genitori e del bambino Prima valutazione neuropsichiatrica:Prima valutazione neuropsichiatrica: la fissazione e l’inseguimento oculari la fissazione e l’inseguimento oculari la motricità spontanea la motricità spontanea l’esame neurologico tradizionale l’esame neurologico tradizionale i primi aspetti relazionali (sorriso) i primi aspetti relazionali (sorriso) Eventuali esami strumentali (EEG, ecografia, ecc.)Eventuali esami strumentali (EEG, ecografia, ecc.)

110 Secondo incontro 2½ - 3 m. di età corretta La motricità spontanea (specie distale)La motricità spontanea (specie distale) Il controllo del capoIl controllo del capo La fissazione e l’inseguimento oculariLa fissazione e l’inseguimento oculari Gli aspetti relazionali (sorriso, vocalizzi..)Gli aspetti relazionali (sorriso, vocalizzi..) Eventuale controllo ecograficoEventuale controllo ecografico EEG (diagnosi precoce encefalopatie epilettiche)EEG (diagnosi precoce encefalopatie epilettiche)

111 Terzo incontro 5-6 mesi di età corretta Motricità finalizzata degli arti superioriMotricità finalizzata degli arti superiori Competenze posturali (capo e tronco)Competenze posturali (capo e tronco) Interesse alla relazione e all’oggettoInteresse alla relazione e all’oggetto ‘Linguaggio’ (vocalizzi, lallazione)‘Linguaggio’ (vocalizzi, lallazione)

112 Quarto incontro circa 9 mesi di età corretta ManipolazioneManipolazione Stabilità della posizione sedutaStabilità della posizione seduta Primi spostamenti orizzontaliPrimi spostamenti orizzontali Passaggi posturaliPassaggi posturali Evoluzione del linguaggioEvoluzione del linguaggio Evoluzione della relazione (‘angoscia dell’estraneo’)Evoluzione della relazione (‘angoscia dell’estraneo’)

113 Quinto incontro circa 12 mesi di età corretta La stazione eretta, la deambulazioneLa stazione eretta, la deambulazione I passaggi posturaliI passaggi posturali Le prime paroleLe prime parole La relazioneLa relazione

114 Sesto incontro circa 18 mesi di età corretta Verifica finale degli aspetti motori (deambulazione, passaggi posturali, ecc.)Verifica finale degli aspetti motori (deambulazione, passaggi posturali, ecc.) Verifica sugli aspetti linguisticiVerifica sugli aspetti linguistici Verifica sugli aspetti relazionaliVerifica sugli aspetti relazionali


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