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Corso di laurea in Scienze della Comunicazione Marco Panizza – Cagliari, 20 febbraio 2009 Comunicazione sonora Timbro e spettro

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Presentazione sul tema: "Corso di laurea in Scienze della Comunicazione Marco Panizza – Cagliari, 20 febbraio 2009 Comunicazione sonora Timbro e spettro"— Transcript della presentazione:

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2 Corso di laurea in Scienze della Comunicazione Marco Panizza – Cagliari, 20 febbraio 2009 Comunicazione sonora Timbro e spettro

3 Corso di laurea in Scienze della Comunicazione Marco Panizza – Cagliari, 20 febbraio 2009 I parametri del suono più complessi: che cos’è il timbro, che cos’è lo spettro Studiare lo spettro: – ascolto dei suoni e visualizzazione dei rispettivi spettri – Suoni, voce parlata, voce cantata, rumori Il timbro dipende dallo spettro, ma non solo Sotto il cofano: istruzioni per l’uso per proseguire negli esperimenti

4 Corso di laurea in Scienze della Comunicazione Marco Panizza – Cagliari, 20 febbraio 2009 Gli alfabeti della comunicazione sonora nascono da modulazioni delle proprietà soggettive del suono. ampiezzafrequenzaspettroduratainviluppo intensità altezza timbro durata ⌾ ⌾⌾⌾ ⌾⌾ ⌾ ⌾ ⌾ ⌾ ⌾ ⌾ ⌾⌾ ⌾ ⌾ ⌾ ⌾⌾ ⌾ ⌾ ⌾ ⌾ ⌾ ⌾ ⌾⌾ ⌾ ⌾ ⌾ ⌾ ⌾ ⌾ ⌾ ⌾⌾⌾ ⌾⌾ ⌾ ⌾ ⌾ ⌾⌾ ⌾ ⌾

5 Corso di laurea in Scienze della Comunicazione Marco Panizza – Cagliari, 20 febbraio 2009 Che cosa significa timbro es, en, fr: timbre de: Klangfarbe dal punto di vista etimologico “timbro” ha origini comuni a “tamburo” e “timpano” (cfr. Salvatore Battaglia, Grande Dizionario della Lingua Italiana, UTET)

6 Corso di laurea in Scienze della Comunicazione Marco Panizza – Cagliari, 20 febbraio 2009 Pietro Righini (Acustica) Il timbro (o colore) è la qualità che permette di distinguere due suoni di uguale intensità e di eguale altezza, ma che producono una diversa sensazione uditiva. Bettina Lupo (Voce) Il timbro è la fisionomia stessa di ciascuna voce, il privilegio, nella stupefacente varietà, dello strumento “voce umana” su tutti gli altri strumenti musicali. […] Colore non è timbro. Si colorisce la voce con il giuoco delle vocali, che debbono piegarsi a innumerevoli modificazioni, da quelle che sono le loro caratteristiche, in ogni lingua. Dal Dizionario Enciclopedico della Musica e dei Musicisti (UTET)

7 Corso di laurea in Scienze della Comunicazione Marco Panizza – Cagliari, 20 febbraio 2009 Murray Campbell (Timbre) (Lat.: tonus). A term describing the tonal quality of a sound; a clarinet and an oboe sounding the same note at the same loudness are said to produce different timbres. Timbre is a more complex attribute than pitch or loudness, which can each be represented by a one-dimensional scale (high–low for pitch, loud–soft for loudness); the perception of timbre is a synthesis of several factors, and in computer-generated music considerable effort has been devoted to the creation and exploration of multi- dimensional timbral spaces. The frequency spectrum of a sound, and in particular the ways in which different partials grow in amplitude during the starting transient, are of great importance in determining the timbre. Dal New Grove Dictionary of Music and Musicians

8 Corso di laurea in Scienze della Comunicazione Marco Panizza – Cagliari, 20 febbraio 2009 Difficoltà nella definizione di una ontologia del timbro. Web semantico Music ontology Audio features ontology Event ontology Chord ontology ontology-driven music retrieval & annotation sharing service DELETED: mo:pitch and mo:timbre - this should go to the audio features ontology

9 Corso di laurea in Scienze della Comunicazione Marco Panizza – Cagliari, 20 febbraio 2009 Influenza dello spettro sul timbro – Conoscere lo spettro (parametro oggettivo, definizione scientifica) Influenza dell’inviluppo sul timbro Dipendenza del timbro dai parametri oggettivi del suono ampiezzafrequenzaspettroduratainviluppo timbro ⌾⌾ ⌾⌾ ⌾⌾ ⌾ ⌾⌾ ⌾ ⌾⌾⌾ ⌾⌾ ⌾

10 Corso di laurea in Scienze della Comunicazione Marco Panizza – Cagliari, 20 febbraio 2009 Grazie alla teoria di Fourier, un segnale di qualunque forma può essere scomposto in componenti, tutte sinusoidali, ciascuna con una certa frequenza e una certa ampiezza. Lo spettro è proprio l’insieme di tali componenti sinusoidali, descritto come ampiezza in funzione della frequenza. Spettro

11 Corso di laurea in Scienze della Comunicazione Marco Panizza – Cagliari, 20 febbraio 2009 Spettro di un segnale periodico infinito (esempio: onda quadra)

12 Corso di laurea in Scienze della Comunicazione Marco Panizza – Cagliari, 20 febbraio 2009 Spettro di un segnale periodico infinito (un altro esempio)

13 Corso di laurea in Scienze della Comunicazione Marco Panizza – Cagliari, 20 febbraio 2009 … ma nessun segnale è perfettamente periodico (e tanto meno infinito), altrimenti non porterebbe informazione, ossia non comunicherebbe alcunché animazioni spettrogrammi … quindi per visualizzare lo spettro usiamo: Lo spettro allora non è più discreto, ma diventa continuo, inoltre non è stazionario ma varia nel tempo

14 Corso di laurea in Scienze della Comunicazione Marco Panizza – Cagliari, 20 febbraio 2009 Componenti armoniche in una corda vibrante dalle animazioni scientifiche di Paul Falstad:

15 Corso di laurea in Scienze della Comunicazione Marco Panizza – Cagliari, 20 febbraio 2009 Vu-meter a bande Anche questa è una visulaizzazione dinamica (anche se un po’ rudimentale) dello spettro di un suono componenti di bassa frequenza componenti di alta frequenza

16 Corso di laurea in Scienze della Comunicazione Marco Panizza – Cagliari, 20 febbraio 2009 Stessa frequenza e stessa altezza (C4) Confrontiamo i suoni di due strumenti musicali Tromba e pianoforte (forme d’onda)

17 Corso di laurea in Scienze della Comunicazione Marco Panizza – Cagliari, 20 febbraio 2009 pianofortetromba Confrontiamo i suoni di due strumenti musicali Tromba e pianoforte (spettri di un segmento stazionario)

18 Corso di laurea in Scienze della Comunicazione Marco Panizza – Cagliari, 20 febbraio 2009 pianoforte tromba Confrontiamo i suoni di due strumenti musicali Tromba e pianoforte (spettrogrammi)

19 Corso di laurea in Scienze della Comunicazione Marco Panizza – Cagliari, 20 febbraio 2009 Rumore registrato all’interno di un treno

20 Corso di laurea in Scienze della Comunicazione Marco Panizza – Cagliari, 20 febbraio 2009 Rumore bianco (tutte le frequenze possibili)

21 Corso di laurea in Scienze della Comunicazione Marco Panizza – Cagliari, 20 febbraio 2009 Spettrogramma tipico di voce parlata

22 Corso di laurea in Scienze della Comunicazione Marco Panizza – Cagliari, 20 febbraio 2009 Nelle vocali le componenti spettrali si raggruppano in bande, dette formanti, più estese in frequenza rispetto agli armonici di un suono strumentale Le consonanti si presentano principalmente come interruzioni dello spettro o come eventi “rumorosi” (distribuzione di frequenze più disordinata) Caratteristiche dello spettro della voce parlata Cfr. anche: International Phonetic Association (http://www.arts.gla.ac.uk/IPA/ipa.html)http://www.arts.gla.ac.uk/IPA/ipa.html

23 Corso di laurea in Scienze della Comunicazione Marco Panizza – Cagliari, 20 febbraio 2009 Spettro delle vocali nella voce parlata

24 Corso di laurea in Scienze della Comunicazione Marco Panizza – Cagliari, 20 febbraio 2009 Un esempio più complesso (musica e parlato) Dalla colonna sonora di una cartone di Bugs Bunny

25 Corso di laurea in Scienze della Comunicazione Marco Panizza – Cagliari, 20 febbraio 2009 Spettrogramma di voce cantata Da un vocalizzo di Maria Callas (“Casta Diva”)

26 Corso di laurea in Scienze della Comunicazione Marco Panizza – Cagliari, 20 febbraio 2009 Il caso della quintina sarda Bernard Lortat–Jacob, Centre de Recherche en Ethnomusicologie, Paris

27 Corso di laurea in Scienze della Comunicazione Marco Panizza – Cagliari, 20 febbraio 2009 Ancora tromba e pianoforte Differenze solo di spettro ? pianoforte tromba

28 Corso di laurea in Scienze della Comunicazione Marco Panizza – Cagliari, 20 febbraio 2009 Ancora tromba e pianoforte Osserviamo la fase di attacco (primo mezzo secondo di vita)

29 Corso di laurea in Scienze della Comunicazione Marco Panizza – Cagliari, 20 febbraio 2009 Ancora tromba e pianoforte Proviamo a modificare l’inviluppo del suono di pianoforte prima della cura dopo la cura

30 Corso di laurea in Scienze della Comunicazione Marco Panizza – Cagliari, 20 febbraio 2009 Ancora tromba e pianoforte Proviamo ora a modificare l’inviluppo del suono di tromba prima della cura dopo la cura

31 Corso di laurea in Scienze della Comunicazione Marco Panizza – Cagliari, 20 febbraio 2009 Mantenendo costante lo spettro, ma modificando l’inviluppo, cambia radicalmente la qualità del suono Lo spettro è lo stesso, ma il timbro è cambiato Esperimenti come questi appartengono a quelli che Pierre Schaeffer chiamava “Solfège des objets musicaux”

32 Corso di laurea in Scienze della Comunicazione Marco Panizza – Cagliari, 20 febbraio 2009 Bibiliografia, oggetti musicali Pierre Schaeffer, Traité del objets musicaux, Paris 1966 “Questo libro aspira a rispondere a due preoccupazioni: fare il punto sulle relazioni tra musica e acustica e offrire un metodo per l’approccio di una musica sperimentale per mezzo di una delle sue operazioni fondamentali: il confronto tra il suono fisico e gli oggetti dell’esperienza musicale.”

33 Corso di laurea in Scienze della Comunicazione Marco Panizza – Cagliari, 20 febbraio 2009 Bibliografia, “timbro” e “tamburo” hanno un’etimologia comune. Marius Schneider, Die Trommel, Königin der Musikinstrumente und Mutter aller Dinge, «Rhytmus» 1962 (tr.it. in Il significato della musica, Milano 1979) “Il tamburo di forma più antica […] è uno strumento cultuale il cui suono riproduce la forma più pura e più astratta di tutti i ritmi vitali creatori e ordinatori. […] Il ritmo dei tamburi è quindi il luogo dove il cielo e la terra s’incontrano e l’orchestra reale è mediatrice fra gli dei e gli uomini.”

34 Corso di laurea in Scienze della Comunicazione Marco Panizza – Cagliari, 20 febbraio 2009 Bibliografia, il timbro nella composizione musicale e nell’organologia W.Gieseler, L.Lombardi, R.D.Weyer, Instrumentation in der Musik des 20.Jahrunderts, Celle 1985 I.R.C.A.M., Le timbre métaphore pour la composition, Paris 1991 N.H.Fletcher, T.D.Rossing, The Physics of Musical Instruments, New York 1998

35 Corso di laurea in Scienze della Comunicazione Marco Panizza – Cagliari, 20 febbraio 2009 Bibliografia, in tempi di multimedialità J.F.Augoyard, H.Torgue, À l’ècoute de l’environnement. Répertoire des effets sonores, Marseille 1995 (tr.it. Repertorio degli effetti sonori, Lucca 2003) V.Lombardo, A.Valle, Audio e multimedia, Milano 2005 Il software utilizzato per gli esempi è Audacity, gratuitamente scaricabile da


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