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COSA ACCADREBBE SE …... NESSUNO FOSSE PIU ’ LIBERO DI MUOVERSI?

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Presentazione sul tema: "COSA ACCADREBBE SE …... NESSUNO FOSSE PIU ’ LIBERO DI MUOVERSI?"— Transcript della presentazione:

1 COSA ACCADREBBE SE …..

2 NESSUNO FOSSE PIU ’ LIBERO DI MUOVERSI?

3

4 O LIBERO DI GRIDARE FORTE?

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6 O LIBERO DI ESPRIMERSI CON LE PAROLE?

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8 La consapevolezza dell’individuo risiede nell’opportunità che ci offre una società nuova, in cui è possibile conoscere IN MODO COMPLETO SENZA PAURA SENZA CENSURA

9 SENZA CENSURA ….

10 MA ALLORA QUESTO COSA SIGNIFICA SE ….. IL 20 MAGGIO 2006

11 h 12:00

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15 L’eccessiva comunicazione volta a pubblicizzare il romanzo di Dan Brown, “Il Codice Da Vinci”, ne ha fatto scaturire una demonizzazione estrema ed impropria. Si tratta di un giallo complesso e geniale, per quanto riguarda lo svolgimento della vicenda, ma dai contenuti, nonostante molto originali, assolutamente inventati. Pertanto, il gesto compiuto da Massimo Ruspandini (A.N.), e Stefano Gizzi (D.C), consiglieri comunali di Ceccano (in provincia di Frosinone), rappresenta unicamente la rievocazione di tristi rituali appartenenti alla storia, dall’inquisizione ai nazisti. Inoltre, un atteggiamento di questo tipo di fronte a ciò con cui non si concorda, fa riprendere una riflessione già affrontata da alcuni autori del ‘900, in merito a ciò che si definiva “incomunicabilità”. Infatti, è possibile esprimere il proprio disappunto denunciando opinioni personali e critiche, ma non bisogna dimenticare che ognuno è libero di conoscere senza limiti e censure in uno stato come il nostro, fondato sulla democrazia e sulla libertà del pensiero di ognuno. L’eccessiva comunicazione volta a pubblicizzare il romanzo di Dan Brown, “Il Codice Da Vinci”, ne ha fatto scaturire una demonizzazione estrema ed impropria. Si tratta di un giallo complesso e geniale, per quanto riguarda lo svolgimento della vicenda, ma dai contenuti, nonostante molto originali, assolutamente inventati. Pertanto, il gesto compiuto da Massimo Ruspandini (A.N.), e Stefano Gizzi (D.C), consiglieri comunali di Ceccano (in provincia di Frosinone), rappresenta unicamente la rievocazione di tristi rituali appartenenti alla storia, dall’inquisizione ai nazisti. Inoltre, un atteggiamento di questo tipo di fronte a ciò con cui non si concorda, fa riprendere una riflessione già affrontata da alcuni autori del ‘900, in merito a ciò che si definiva “incomunicabilità”. Infatti, è possibile esprimere il proprio disappunto denunciando opinioni personali e critiche, ma non bisogna dimenticare che ognuno è libero di conoscere senza limiti e censure in uno stato come il nostro, fondato sulla democrazia e sulla libertà del pensiero di ognuno. Il giallo di Dan Brown

16 CHI ERANO DUNQUE I GRANDI AUTORI DEL ‘900 A CUI SI FA RIFERIMENTO?

17 COSA EVIDENZIAVANO A PROPOSITO DEL TEMA: INCOMUNICABILITA’?

18 MASSIMO BONTEMPELLI

19 EUGENIO MONTALE

20 EUGENE IONESCO

21 BONTEMPELLI E “MINNIE LA CANDIDA” Minnie è colei che vuole conoscere attraverso la tensione inquieta di chi, ingenuamente, vuole leggere il mondo attraverso il mistero e la scoperta. Tuttavia, questa innocente ingenuità porterà ad una fine tragica, prendendo il sopravvento per esaltare l’assurdo dell’esistenza, concludendosi nella più ampia mancanza di comunicazione.

22 MONTALE: “NON CHIEDERCI LA PAROLA” La poesia non chiarisce in modo assoluto, in quanto forma artistica che non si caratterizza con funzioni conoscitive. Essa fornisce solamente brevi accenni. Infatti il sapere dell’uomo è ostacolato dalla presenza di uno “scalcinato muro”, lasciando come unica certezza “ciò che non siamo,ciò che non vogliamo”. “Non chiedeteci la parola che squadri da ogni lato L’animo nostro informe, e a lettere di fuoco Lo dichiari e risplenda come un croco Perduto in mezzo a un polveroso prato. Ah l’uomo che se ne va sicuro, Agli altri ed a se stesso amico, E l’ombra sua non cura cha la canicola Stampa sopra uno scalcinato muro! Non domandarci la formula che mondi possa aprirti, Si’ qualche storta sillaba e secca come un ramo. Codesto solo oggi possiamo dirti, Ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.”

23 IONESCO E “LA CANTATRICE CALVA” La vicenda “non vicenda” si consuma in un salotto controllato da un tempo senza forma, scandito da orologi che segnalano orari differenti. La situazione rappresenta al meglio il teatro dell’assurdo, in cui si esalta in particolar modo la scarna consistenza della parola, che si accompagna alla più totale superficialità di dialoghi borghesi. La parola non esprime nulla, non è nulla e la sua forma regredisce fino a caratterizzarsi unicamente come suono. La più grande forma di incomunicabilità espressa dal teatro dell’assurdo.

24 IL TEATRO DELL’ASSURDO

25 ... I GRANDI AUTORI DEL ‘900 E IL TEMA DELL’ ASSURDO,DOPO IONESCO …

26 SAMUEL BECKETT

27 FRANZ KAFKA

28 L’ASSURDO DI BECKETT e IONESCO L’ASSURDO DI KAFKA

29 BECKETT E “ASPETTANDO GODOT” Si torna a parlare di “Vicenda non-vicenda”,esattamente come accadeva nel teatro di Ionesco, concetto che enfatizza la caratterizzazione assurda di questo rivoluzionario modo di fare teatro. La trama si sviluppa in uno scenario improbabile, isolato e aggrappato ad un perno incerto:un albero spoglio. Due vagabondi aspettano il fantomatico Godot, e il tutto si conclude nello stesso modo in cui è iniziato.

30 L’ASSURDO DI BECKETT E IONESCO SI CARATTERIZZA SVILUPPANDOSI IN UNO SFONDO TOTALMENTE SURREALE

31 NE CONSEGUE CHE LA SITUAZIONE ASSURDA SI SVILUPPI UGUALMENTE SIA A LIVELLO DELL’AMBIENTAZIONE CHE A QUELLO DELLA TRAMA

32 KAFKA: LA METAMORFOSI Si tratta dell’unico romanzo dell’autore in cui la vicenda si sviluppa per poi completarsi in una conclusione. L’assurdo si riveste nella mutazione del protagonista, da umano a scarafaggio, enfatizzando il problematico rapporto tra l’autore e il padre. Questo riesce ad annullare l’autore fino a far della sua vita la stessa aspirazione che può avere uno scarafaggio,quella di morire per poi essere buttato dentro ad un cestino.

33 ASSURDO E INCOMUNICABILITA’ RAPPRESENTANO UN BINOMIO DI RILEVANZA STORICA, CHE SI CARATTERIZZA IN MODO NOTEVOLE NEL MOMENTO IN CUI SI PARLA DI …

34 INQUISIZIONE

35 NAZISMO

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37 1559 d.C. …

38 INDEX LIBRORUM PROHIBITORUM

39 L’indice dei libri proibiti L’indice fu istituito nel 1559 dalla Santa Congregazione dell’Inquisizione Romana(dal 1908 “Sant ’ Uffizio”), durante il papato di Paolo IV. Lo scopo principale dell’indice era quello di ostacolare la contaminazione della fede e la corruzione morale,ad opera di scritti non corretti a livello di contenuti sul piano teologico. Fu soppresso solo nel 1966, un anno dopo che il Sant’Uffizio, sotto il papato di Paolo VI

40 IL NAZISMO E IL ROGO DEI LIBRI DI BERLINO

41 BEBELPLATZ,Berlino 1933 A Berlino, in Bebelplatz, una grande e bella piazza che si apre sull'Unter den Linden, un monumento ricorda la Bücherverbrennung del 1933, il rogo dei libri voluto dai Nazisti. E' una stanza sotterranea in cui lungo le pareti, su tutti e quattro i lati, corrono scaffali vuoti, a perenne ricordo di uno dei momenti più vergognosi della storia dell'umanità.Bebelplatz Da lì prese le mosse la discriminazione ideologica e razziale che ha portato all'Olocausto. Frutto dell’antisemitismo che dissemina odio amplificandosi nella discriminazione e nellignoranza.


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