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LA CLASSE VA IN RETE E ACCORCIA LE DISTANZE 1 E 2B DIGITALI ISTITUTO COMPRENSIVO RAPALLO LA CLASSE VA IN RETE E ACCORCIA LE DISTANZE 1 E 2B DIGITALI ISTITUTO.

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1 LA CLASSE VA IN RETE E ACCORCIA LE DISTANZE 1 E 2B DIGITALI ISTITUTO COMPRENSIVO RAPALLO LA CLASSE VA IN RETE E ACCORCIA LE DISTANZE 1 E 2B DIGITALI ISTITUTO COMPRENSIVO RAPALLO

2 L’IC Rapallo è nato il1° settembre Da quel momento, in questi anni abbiamo avviato diverse iniziative, sull’orientamento post scuola media, contro la dispersione e l’abbandono scolastico, sull’innovazione didattica, in particolare la didattica digitale.

3 DIDATTICA DIGITALE: UN’ESIGENZA SENTITA Abbiamo cominciato a parlare di didattica digitale a marzo dello scorso anno, sull’onda dell’entusiasmo per una visita alla prima “tecnoclasse” della Liguria, a Mele. Da tempo si era acceso a scuola il dibattito sulle nuove tecnologie e sul desiderio di alcuni di noi di far entrare in classe gli strumenti usati abitualmente fuori dalla scuola e condivisi con i nostri alunni.

4 L’ESPERIENZA DI MELE A Mele abbiamo visto una classe digitale: banchi non allineati ma disposti a isole per favorire il lavoro a gruppi, i ragazzi hanno tutti l’IPad aperto davanti, ma nessuno gioca o si distrae. La lezione del giorno è interdisciplinare scienze-geografia e la classe sta lavorando a un progetto di monitoraggio delle possibili frane sul territorio dovuto alle ultime frequenti piogge. L’impressione è quella di una grande concretezza ed efficacia.

5 L’AGGIORNAMENTO In primavera abbiamo partecipato al primo corso di aggiornamento con Pier Cesare Rivoltella, uno dei massimi esperti italiani di didattica digitale. Per la prima volta sentiamo parlare di apprendimento situato, di lezione dialogata e di “gamification”, che sarebbe far imparare ai ragazzi gli argomenti scolastici utilizzando le stesse logiche che loro usano nei videogiochi, come il try and error o le comunità di apprendimento.

6 UN APPROCCIO “SOFT” Presa la grande decisione, di comune accordo stabiliamo di non partire con tutte le materie: un po’ per un fatto contingente - non tutti gli insegnanti sono disponibili alla sperimentazione - un po’ perché ci convince l’idea di un approccio “soft”, che da un lato valorizzi le nuove competenze, dall’altro mantenga l’attenzione su quelle “tradizionali”. Un’idea condivisa anche dai genitori dei futuri alunni.

7 L’IMPEGNO DELLE FAMIGLIE L’iniziativa suscita da subito interesse e in poco tempo la classe è formata, grazie all’impegno - economico ma non solo - dei genitori, che partecipano con grande entusiasmo alle riunioni organizzative della nuova classe, supportandoci con pazienza e coinvolgimento anche quando ci è sembrato di trovarci di fronte a problemi irresolubili, come la questione dei libri di testo: un po’ cartacei, un po’ digitali, solo la minima parte veramente interattivi.

8 NASCE L’AULA DIGITALE… L’estate è dedicata alla formazione dei docenti. Alla fine di luglio, grazie all’importante impegno economico della scuola, abbiamo avuto 6 I Pad per gli insegnanti e alla fine di agosto l’aula allestita per la didattica digitale con lavagna interattiva e una connessione “personalizzata” che ci consente di scaricare materiale da internet anche tutti insieme.

9 … E QUELLA VIRTUALE SUL WEB A questo punto abbiamo allestito la nostra “aula virtuale” creando un sistema di cartelle condivise che ci permette di essere sempre in contatto con i nostri alunni e le loro famiglie. Uno degli obiettivi che ci siamo posti è stato anche quello di allargare lo spazio di interazione tra scuola e famiglia, superando il concetto tradizionale di “orario di ricevimento” ma favorendo un contatto più diretto e immediato.

10 LO SBARCO SUL WEB: I BLOG E FACEBOOK Sul sito della scuola abbiamo creato un blog dove raccontiamo le esperienze più significative della nostra pratica didattica per condividerle con i genitori e le altre scuole.

11 LA SCUOLA SI FA SOCIAL: IL BLOG Sul blog antoinettelarose.over-blog.com l’insegnante di francese posta esercizi interattivi, videolezioni, registrazioni di brani in modo che gli alunni possano migliorare la loro pronuncia, ma anche notizie e video divertenti riguardanti la Francia e la sua cultura

12 LA SCUOLA SI FA SOCIAL: FACEBOOK Sulla pagina Facebook della classe postiamo avvisi, immagini, video, quiz interattivi da fare come un gioco, mappe concettuali e tutte quelle notizie alle quali magari si accenna in classe ma non c’è tempo di approfondire.

13 LA DIDATTICA: GLI EAS Dal punto di vista didattico abbiamo cercato di fare nostro il concetto di “Episodio di Apprendimento Situato” di cui ci ha parlato Rivoltella, ribaltando il concetto tradizionale di apprendimento in cui si spiega un argomento, lo si dà da studiare e poi lo si sente ripetere. Le nuove tecnologie ci permettono di accedere facilmente a qualsiasi notizia o argomento, quindi si può far “costruire” ai ragazzi la lezione invitandoli ad usare tutti gli strumenti a loro disposizione: internet, programmi di videomaking, podcast. Il giorno dopo in classe si discute insieme confrontando le notizie trovate e chiarendo i problemi emersi.

14 L’INSEGNAMENTO CAPOVOLTO L’idea è quella di “capovolgere” la classe - ovvero invertire il tradizionale schema di insegnamento e apprendimento, facendo dell’aula non più il luogo di trasmissione delle nozioni ma lo spazio di lavoro e discussione dove si impara ad utilizzarle nel confronto con i compagni e l’insegnante. Nella “flipped classroom”, l’insegnante fornisce ai ragazzi i materiali utili all’esplorazione autonoma dell’argomento di studio. Questi possono includere: libri, presentazioni, siti web, video tutorial e simili.

15 IN SINTESI TRE MOMENTI ANTICIPATORIO (situazione stimolo: video, immagine, situazione, testimonianza) OPERATIVO (attività di produzione) RISTRUTTURATIVO (fissare gli argomenti importanti)

16 COSA CAMBIA Rende i ragazzi indipendenti nello studio (diamo degli obiettivi, forniamo del materiale semplice e coinvolgente consultabile in qualunque momento che permette ai ragazzi di studiare alla loro velocità) Consente l’apprendimento significativo (i ragazzi arrivano già in classe con delle domande, diminuisce la lezione frontale e aumenta il tempo per seguirli personalmente) Permette ai ragazzi di esprimere la loro creatività

17 IL MEDIOEVO… IN MINIATURA Un esempio del nostro modo di far lezione è stato il lavoro sulle miniature, che ci ha permesso di costruire una Lezione sul Medioevo partendo da un argomento specifico. I ragazzi si sono divisi in gruppi contrassegnati dalle cinque W del giornalismo (who, what, when, where, why) e hanno cercato, aiutati da noi, informazioni e immagini.

18 IL MEDIOEVO… IN MINIATURA Il giorno dopo abbiamo analizzato tutti insieme le informazioni raccolte, correggendo gli eventuali errori e approfondendo gli argomenti più interessanti. Poi abbiamo guardato due libri medievali in formato multimediale, The book ok Kells e Les très riches heuresLes très riches heures du Duc de Berrydu Duc de Berry, in modo da confrontare ciò che avevamo imparato con due autentiche fonti storiche.

19 IL MEDIOEVO… IN MINIATURA Convinte che la scuola debba spiegare ai ragazzi il mondo in cui vivono e i loro simboli, abbiamo usato The book of Kells anche per una discussione sui simboli celtici più frequentemente usati nei tatuaggi, diventata poi una riflessione sull’immagine che si vuole dare di se stessi attraverso il corpo, l’abbigliamento, le scritte sulle magliette o sugli zaini, i profili sui social o le playlist musicali condivise

20 IL MEDIOEVO… IN MINIATURA Alla fine abbiamo raccolto i nostri lavori in un libro elettronico, cosa che poi abbiamo cercato di far diventare una prassi, almeno per gli argomenti più significativi. NOTA: il lavoro dell’insegnante qui è fare una scelta di argomenti e di insegnare un METODO replicabile piuttosto che una successione di argomenti.

21 Le lezioni non sono quasi mai frontali, i banchi si spostano spesso a “isole” per favorire il lavoro di gruppo, l’insegnante è raramente in cattedra. La maneggiabilità degli I-Pad fa sì che si possa far lezione praticamente ovunque e questo ci permette di sfruttare al meglio i diversi ambienti della scuola, come la biblioteca, perfetta con la sua “tavola rotonda”. IL SETTING D’AULA

22 Una volta alla settimana lavoriamo in compresenza Per favorire un approccio il più interdisciplinare possibile agli argomenti trattati. LA COMPRESENZA

23 IN GITA CON L’I-PAD Durante le uscite didattiche i ragazzi usano l’IPad per scrivere, fotografare, disegnare, riprendere: al ritorno in classe si dividono in gruppi, ognuno con un compito preciso (testi, riprese, foto, disegni) e realizzano una presentazione multimediale in modo che resti loro qualcosa di concreto dell’esperienza vissuta.

24 Chi è assente e vuole seguire le lezioni da casa può farlo collegandosi con Skype, intervenendo proprio come se fosse in classe. Usiamo Skype anche per restare in contatto al di là delle ore di scuola, per segnalare un evento interessante sul territorio o commentare insieme una notizia apparsa sui social. Una classe digitale è di fatto una comunità sempre in contatto e questo solidifica il senso di appartenenza e cambia la percezione che abbiamo dei nostri alunni e la loro di noi: ci lega un senso di affettuosa fiducia reciproca, che non viene mai meno, neanche nei momenti di “crisi”, quando l’abitudine al dialogo si mostra molto più efficace e risolutiva di note o punizioni. LE LEZIONI VIA SKYPE

25 Quest’anno il gradimento e le richieste delle famiglie ci hanno permesso di aprire una nuova classe digitale LA CLASSE DIGITALE RADDOPPIA

26 LE CRITICITA’ Non c’è scuola digitale senza banda larga … e senza tecnici che la facciano funzionare: è urgente il bisogno di personale specializzato (anche uno per più scuole o rete di scuole) dal punto di vista tecnico che risolva i problemi che quotidianamente incontriamo

27 Libri “digitali”: ad oggi le case editrici non si sono ancora attrezzate per fornire un servizio semplice ed efficace agli utenti: abbiamo problemi di tutti i tipi (libri impossibili da scaricare se non dopo decine di tentativi, scaricati sul pc di classe che “scompaiono”) senza contare i falsi libri digitali (i PDF). La soluzione è chiaramente di fare i testi in proprio, eppure il libro di testo tradizionale una sua funzione la avrebbe… LE CRITICITA’

28 La scuola aperta: si aprono canali nuovi nel rapporto con gli alunni (comunicazioni via mail, lezioni via skype per gli assenti, blog per il ripasso/recupero, ecc) e con i genitori, al di là delle ore “fisicamente” scolastiche BUONE PRATICHE (replicabili…)

29 L’apprendimento collaborativo: la nostra esperienza di didattica digitale incentiva la partecipazione attiva di ciascun allievo, attraverso il lavoro singolo, a gruppi, il brainstorming, la lezione rovesciata, con mutazione genetica della funzione del docente. BUONE PRATICHE (replicabili…)

30 La formazione dei docenti: abbiamo fatto a settembre un corso di formazione sulla didattica digitale, e sei docenti che lavorano con le nuove tecnologie (più un DS molto stimolante, Maria Garlando dell’IC Valle Stura) hanno formato più di 75 docenti. Se anche solo un quarto ponesse in atto qualcosa di ciò che hanno imparato, la scommessa sarebbe vinta. Ma il vero punto cruciale è FORMARE I FORMATORI, prevedendo un gruppo stabile da formare, riconosciuto dall’USR, e che a sua volta formi altri docenti. BUONE PRATICHE (replicabili…)

31 GRAZIE PER L’ATTENZIONE E… UN SALUTO DALLE NOSTRE CLASSI DIGITALI!


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