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HIV estimated Prevalence among 15- 49 years population according to Country (WHO, 2005) Fasce di Rischio Paesi per Fascia di Rischio Namibia, Botswana,

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2 HIV estimated Prevalence among years population according to Country (WHO, 2005) Fasce di Rischio Paesi per Fascia di Rischio Namibia, Botswana, Sudafrica, Zambia, Zimbabue Mozambico, Tanzania, Kenia, Uganda, Malawy, Gabon, Camerun, Repubblica Africa Centrale, Nigeria, Costa d’Avorio, Angola, Etiopia, Togo, Congo, Chad, Suriname, Guiana, Belize, Haiti Santo Domingo, Burkina Faso, Liberia, Russia Ghana, Ucraina, Guinea, Sierra Leone, Ghana, Ucraina, Guinea, Sierra Leone, Eritrea, Panama, Mali, Benin, Sudan, Estonia Mauritania, Somalia, Spagna, Svizzera, Portogallo, Brasile, Perù, Colombia, Paraguay, Uruguay, Argentina, USA Niger, Capo Verde, Senegal, Guatemala, El Salvador, Honduras, Lettonia Germania, Grecia, Algeria, Marocco, Equador, Bolivia, Cile, Costarica, Francia, Inghilterra, Paesi Bassi, Paesi Scandinavi, Ungheria, Romania, Polonia, Austria, Sud Est Asiatico, Australia, ITALIA, Messico, Canada, Cuba, Nicaragua, Guiana, Libia, Tunisia, Albania, Bosnia, Serbia, Bulgaria, Moldavia, Bielorussia, Lituania, Penisola Arabica, Turchia, Madagascar, Cina Croazia, Slovenia, Egitto, Cecoslovacchia, Mongolia, Sri-Lanka 0,5 - 1% 0,1-0,5% 1-2% 2- <5% 5-<15% > 15 % <0,1%

3 HIV- MTCT Trend vs Country of Origin (ASSRC-Infezioni Perinatali vs Registro Italiano Infezione da HIV in Pediatria) Registro Italiano Infezione da HIV in pediatria (INCLUDE ASSRC- Infezioni Perinatali) “PIR- ASSRC” * ▲▲ *E1I SR Est EU (ex URSS) < ( 8.1%) > (10.5%) ASIA < (3.5%) > (2.1%) NORD AFRICA < (22.8%) > (27.4%) AFRICA SUB SAHARIANA < (51.4%) > (49.7%) CENTRO / SUD AMERICA < (14.1%) > (10.2%) Totale <2004 =566 Totale>2004= DI PROVENIENZA NON DEFINITA

4 PIR-ASSRC Access to Preventative Intervention among Immigrant population Registro Italiano Infezione da HIV in pediatria “PIR” Native Immigrant Native

5 HIV-MTCT Secular Trend according to WHO’s Adult HIV- Seroprevalence Groups

6 Sifilide Congenita MTCT:66% Efficacia Prevenzione: 96%

7 * Malgrado che, anche senza trattamento il 95% non è più infettante dopo 6 mesi dal contagio, e la trasmisssione diretta è rara dopo 5 anni dal contagio, rari casi da contatto con le gomme sono stati oggetto di report Clinics in Dermatology; 2004: 22: Storia naturale della Sifilide non trattata 21 gg dal contatto 2- 4 sett Rash +/- febbre +/- mialgie 2- 4 sett

8 Trasmissione Materno-Fetale della Sifilide Circa i 2/3 dei neonati da gravida con sifilide non trattata sono infetti Circa i 2/3 dei neonati da gravida con sifilide non trattata sono infetti (Zenker, Review of Infectious Disease, 1990 (6): ; Cochrane, 2001) In circa il 40% dei casi si verifica la morte in utero In circa il 40% dei casi si verifica la morte in utero Il periodo di maggior rischio di trasmissione verticale è tra la 16 a e la 32 a a settimana di età gestazionale Il periodo di maggior rischio di trasmissione verticale è tra la 16 a e la 32 a a settimana di età gestazionale La rate di trasmissione è funzione dello stadio della malattia materna: La rate di trasmissione è funzione dello stadio della malattia materna: – 100% forme primarie e secondarie – 40% forme latenti precoci – 10% latenti tardive (Ingall, Infectious Disease of Fetus and Newborn Infant, 1990) Fattori di rischio Fattori di rischio: Povertà HIV Sostanze da abuso Sotto-utilizzazione NHS No prenatal care o Tardivo accesso prenatal care)

9 Criteri su cui basare Management Sifilide congenita  Definizione di accuratezza della diagnosi e Stadio dell’infezione materna  Adeguatezza e tempestività del trattamento materno  Evidenze cliniche, di laboratorio e strumentali di infezione congenita  Comparazione livelli materni al parto vs trend temporali nuovo nato Lo screening prenatale tempestivo INTERROMPE il 98% delle Trasmissioni Materno- Fetali La prevenzione secondaria della sifilide cura la infezione materna? Non esistono evidenze del contrario! Fallimenti del trattamento in gravidanza sono descritti in relazione a: Stadio della malattia materna EG avanzata all’inizio del trattamento (>16°; >35° EG) Alti titoli materni di VDRL Intervallo di tempo troppo breve (<30 gg) tra l’inizio del trattamento e il parto

10  Pennicillina G U im/ die x gg  Pennicillina 2.4 MU im (0.03IU/ml x21-23 gg)  Pennicillina 2.4 MU im sifilide early (0.03IU/ml x21-23 gg)  Pennicillina 7.2 MU im (2.4 MU a settimana)  Pennicillina 7.2 MU im (2.4 MU a settimana) sifilide latente o durata ignota  Penicillina ev  Penicillina ev neurosifilide  Regimi alternativi (allergia- resistenza) Doxiciclina 200mg x2/die 14gg (azitromicina, ceftriazone) NB  Una mutazione genetica determina resistenza a macrolidi (Lukehart SA, N Engl J Med 2004)  Mai descritta resistenza alla penicillina Assenza di segni USG di malattia fetale e placentare

11 PIR: VDRL-TPHA+ Delivering Women and CS Secular Trends Tridapalli et al. STI 2007: Overall TPHA+ Prevalence 0.44%; Est EU 4.3%; America 5.8%

12 PIR: VDRL-TPHA+ Delivering Women characteristics and outcomes Status N (%) Country of Origin N (%) - HIV - N (%) HIV+ (± STD) N (%) MTCT N (%) VDRL/TPHA+ Mothers 112 Native 52 (46) 43 (83)9 (17)3 (6) Immigrated 60 (54) Est Europe 40 (67) 31 (77)9 (22)3 (7) America 12 (20)10 (83)2 (17) - Africa 6 (10)5 (83)1 (17) Other 2 (3)2 (67)-- 60 (54)48 (80)12 (20)4 (7) Total

13 Toxoplasmosi Congenita Recupero alla diagnosi Prevenzione terziaria Diagnosi Trattamento Complicanze

14 Corioretinite da Toxoplasmosi Quadro clinico e strumentale comune a forma acquisita e congenita Toxoplasmosis postnatale Esiti? Toxoplasmosi congenita Esordio severo (2 casi) toxoplasmosis acuta in cardiotrapiantato Toxoplasmosi postnatale Corioretinite acuta Corioretinite da T primaria con neurite ottica “Kyrieleis” phenomenon Corioretinite ricorrente A de-la-Torre, Acta Ophthalmol Jul 30. Toxoplasmosi congenita Ricorrenze in esordio subclinico

15 Elegibilità alla diagnosi: appropriatezza diagnosi materna Definita 1.1. Definita 1.1. . Sieroconversione (2 test dopo il concepimento) . cultura positiva 3. CT definita Probabile 1.2 Probabile 1.2 . sieroconversione (I prelievo ante concepimento) . IgM e/o IgA+ e incremento IgG (>2x) . linfoadenopatia, IgM e/o IgA+, IgG  300UI/ml . IgM e/o IgA+, IgG  300UI/ml dopo 18 sett EG Criteri European Network on Congenital Toxoplasmosis Lebech M et al. Eur. J. Clin. Microbiol. Infect. Dis. 1996, 15:

16 Effetti dell’EG al momento dell’infezione Chatterton JMW; in: DO Ho- Yen, AWL Joss, in: Human Toxoplasmosis TrimesterGA rate rateseverity low medium high II III 14% 27% 59% I Lancet 2007; 369: European Multicentre Study on Congenital Toxoplasmosis EMSCOT

17 SeveraSevera Idrocefalia, microcefalia, corioretinite bilaterale con compromissione del visus, anomalie dello stato neurologico Idrocefalia, microcefalia, corioretinite bilaterale con compromissione del visus, anomalie dello stato neurologico BenignaBenigna Anomalie strumentali senza segni clinici e senza certe sequele (corioretinite senza compromissione del visus, calcificazioni endocraniche senza sintomi neurologici) Anomalie strumentali senza segni clinici e senza certe sequele (corioretinite senza compromissione del visus, calcificazioni endocraniche senza sintomi neurologici) SubclinicaSubclinica Segni indiretti di infezione senza manifestazioni cliniche o strumentali di malattia Segni indiretti di infezione senza manifestazioni cliniche o strumentali di malattia Gravità Clinica Esordio: Definizione

18 1991 Prevenzione terziaria TC: Esordio severo- moderato Schema High dose continuousfarmacoDose(mg/Kg/die)Intervallo Pirimetamina (P) (alterni) 2 giorni 3° giorno- 6° mese 7° mese- 1 anno Sulfadiazina (S) mesi 7° mese - 1 anno Folinato +/- 5 (alterni)Fino a 7 giorni dopo P/S Predniso(lo)ne1Fino a remissione Idrocefalo ± microcefalia ± corioretinite bilaterale con visione compromessa ± coinvolgimento neurologico (J Pediatr 1989; 115: 765-9) * Idrocefalo ± microcefalia ± corioretinite bilaterale con visione compromessa ± coinvolgimento neurologico (J Pediatr 1989; 115: 765-9)

19 Trattamento continuo ad alte dosiTrattamento discontinuo a basse dosi FarmacoDosaggio mg/Kg/die IntervalloFarmaco FANSIDAR Dosaggio mg/Kg Intervallo P+P+ 2 1 (o alterni) 2 giorni 4 settimane P+P+ 1,25 ogni 8-14 gg18-24 mesi S+S settimaneSulfadossina25 ogni 8-14 gg18-24 mesi Folinato5 (alterni)7gg dopo P/S stop Alternando o NO Spriramicina1004 settimane Esordio Benigno* o Subclinico°: * Cicatrici corioretiniche o aree di corioretinite senza compromissione della visione ± calcificazioni endocraniche senza compromissione neurologica ° Assenza completa di segni, sintomi o sequelae con positività del profilo sierologico (o della diagnosi fetale??). (J Pediatr 1989; 115: 765-9)

20 Sorveglianza sui Side- Effects Baseline: Emocromo completo, conta Neutrofili e Piastrine, GPT and Bilirubina frazionata, Creatininemia, Esame urine, G6PDH, anamnesi familiare e personale di ADR; ECG TargetTest Midollo Deficit G6PDH escluso una tantum Emocromo, Conta Neutrofili e Piastrine, Reticolociti, MCV (ogni settimana) Emocromo, Conta Neutrofili e Piastrine, Reticolociti, MCV (ogni settimana) Fegato GPT e Bilirubina, Quick, Albumina (ogni 2 sett) Rene (sulfa) Creatininina, Esame Urine (ogni 2 sett) Cuore (Spir) ECG (allungamento P-Q)

21 Prevenzione degli Effetti non desiderati Acido FolinicoAcido Folinico Risparmio su farmaci potenzialmente tossici per il midollo osseoRisparmio su farmaci potenzialmente tossici per il midollo osseo Mantenimento di una diuresi adeguataMantenimento di una diuresi adeguata

22 Regimi Terapeutici alternativi alla P/S Azitromicina: In combinazione con Pirimetamina: ► Sulfa Intolleranza (G6PDH deficit) Senza Pirimetamina ► Neutropenia (<1000/mmc dopo P/S reintroduczione) Schema Trattamento: 20 mg/Kg/ per day X 3 days a week Clindamicina: In combinazione con Pirimetamina: ► Sulfa Intolleranza (G6PDH deficit) ► Encefalite Sintomatica non responsiva alla combinazione P/S Schema di trattamento: 300mg/Kg/ die e.v.

23 Trattamento Effetti Tossici sul Midollo 1991

24  Stimolare una fattiva integrazione professionale e culturale fra gli operatori sanitari pediatrici delle regioni (sudiste) contigue  Contribuire all’accrescimento di capacit à organizzative e comunicative  Migliorare la performance del Centro e la comunicazione col- e dentro- il territorio INFEZIONI PERINATALI (OVERVIEW)_ WILMA BUFFOLANO_CRIP- CAMPANIA

25 Dirigenti Tel_Fax – Giuseppe De Luca – Rosario Russo – Maura Agnese Caposala: Eleonora Capo ne Responsabile: wilma buffolano Tel Il Centro svolge funzioni di: consulenze interne ed esterne diagnosi clinica e di laboratorio delle Infezioni Perinatali a) Toxoplasmosi Congenita b) CMV congenito c) HIV (figlio di madre sieropositiva) d) Rosolia congenita e) Varicella congenita f) Sifilide congenita g) B19 congenito Assistenza, cura e riabilitazione per le persone affette da infezioni congenite, residenti o meno in regione Campania. Le attività del Settore Infezioni Perinatali si svolgono presso l’Edificio 9H, in due fasce orarie ( ed ) nei giorni lunedì- venerdì. La migliore utilizzazione dei servizi offerti dal Settore Infezioni Perinatali è attraverso pediatri specialisti operanti in Punti Nascita (Nido, TIN), nel Distretto (Pediatra di Famiglia) o in Ospedale, anche nel caso in cui non viene operato un trasferimento, bensì l’affidamento al Centro all’atto della dimissione. Infatti, per gli utenti è un vantaggio reale accedere al servizio attraverso una segnalazione scritta (via fax o telematica), da parte di chi conosce cosa è accaduto prima della nascita e nel periodo immediatamente successivo. L'accesso sarà poi organizzato dal Pediatra di Famiglia, che resterà successivamente l’interlocutore diretto del Centro (a meno di scelta differente da parte dei familiari). Infatti, il Settore Infezioni Perinatali NON PUO’ SOSTITUIRE la funzione del Pediatra di Famiglia. In condizioni particolari, un colloquio diretto tra il medico curante e il personale del Settore, che orienti sui motivi e sull’eventuale urgenza dell’accesso, può sostituire la lettera di richiesta. In caso di contatto attraverso l’utente, e per tutti i piccoli pazienti per i quali non risulta chiaramente individuato un percorso specifico, sarà necessario un primo contatto ambulatoriale presso il DUP o lo stesso Settore Infezioni Perinatali. Per i dettagli sulle tariffe vedi la sezione "modalità di accesso e tariffe". Per l’accesso ambulatoriale è sufficiente una prenotazione telefonica; per l’accesso in Day- Hospital è necessario il programma ed una impegnativa per ‘Day Hospital Specialistico Pediatrico. CHI e DOVE SIAMO


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