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Cap. 6. Libertà e signoria del mercato 1. L’ontologizzazione del paradigma economico 2. La monetarizzazione del mercato 3. La libertà come scelta e consumo.

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1 Cap. 6. Libertà e signoria del mercato 1. L’ontologizzazione del paradigma economico 2. La monetarizzazione del mercato 3. La libertà come scelta e consumo di merci 4. Il prezzo della libertà del mercato

2 -il modello dell’homo oeconomicus incoraggia una visione dell’individuo autonomo chiuso autointeressato che riflette sulle proprie azioni dentro questa situazione Mercato come meccanismo che è povero di comunicazione e che limita la libertà Analisi dell’espansione del mercato nella società

3 6.1. L’ontologizzazione del paradigma economico 1.1.economia come prima philosophia? 1.2.il mercato come sistema autopoietico in Luhman 1.3.la bioeconomia di Becker 1.4.osservazioni critiche

4 Sistema economico Sistema politico Sistema socioculturale IL SISTEMA SOCIALE

5 Economia come prima philosophia? A)bioeconomia: il paradigma economico esteso alle scienze naturali, introduce elementi teleologici e antropomorfici nello studio della vita non umana, vicinanza con la tradizione della legge naturale ma -riduzione dei fini umani all’utilità

6 -sorge l’antica questione del fine ultimo dell’uomo, la sopravvivenza genetica -imperialismo economico come forma di filosofia pratica. Tutti gli atti di scelta o selezione dei fini vengono ridotti a problemi allocativi di selezione dei mezzi per dei fini che sono la salute gen l’utilità o il risparmiare tempo

7 Wicksteed estende il comportamento razionale all’organizzazione di tutte le risorse umane, il principio dell’utilità marginale decrescente come una forza universale, spec. nello studio della gestione del tempo e nelle relazioni

8 -in pericolo molte pratiche sociali significative come l’amicizia, il matrim l’educazione : i loro fini sono volti dal non economico all’economico. Estensione del mercato Le attività del medico, dell’insegnante, delle mogli e mariti appaiono molto diverse se guidate dal guadagno invece che dalla salute, dall’aiuto educativo, dai legami affettivi…

9 B)critica di Marx: inversione dei fini-mezzi, il capitale diventa un fine in sè -critica a Marx: la trasformazione del denaro in capitale richiede che qualche valore d’uso sia stato creato nella produzione, la relazione mercificante come possibilità perversa già presente in Aristotele, critica morale, e non inevitabile legge storica

10 - determinismo e storicismo economico E negazione del diritto naturale: l’econom non è una parte dell’ordine sociale e dei suoi valori che limitano l’autonomia dell’economia

11 -la società civile diventa una sovrastruttura ideologica, lo sviluppo storico dei paesi comunisti ha falsificato questa teoria -Marx si avvicina alla teoria econ come prima filosofia la cui pretesa di verità è messa in crisi dalla critica al modello di scienza a cui si ispira (critica di Kuhn al modello tradizionale della scienza)

12 Il mercato come sistema autopoietico in Luhmann A) –l’economia si autoproduce, è un sistema autopoietico, la società non porta inscritto un fine, nessuna spiegazione morale (il lavoro come pagamento…) -non il lavoro ma i prezzi sono l’anima dell’economia

13 -i valori sono la rilevanza sociale dei fatti economici, il sistema econ produce bisogni specifici che legittima, l’attività econ ha significato autoreferenziale e determina l’intera società -crit.i prezzi non solo dipendono dai costi di produz ma anche riflettono un ordine sociale di preferenze, una specifica struttura sociale dei bisogni

14 -visione che richiama la concezione organicistica e biologica della vita (Gaia) -l’uomo naturalizzato, li paradigma biologico come misura anche dell’economia. Si postula la possibilità di ricognizione della verità del reale a prescindere da riferimento all’esistenza umana

15 B) Critica: la fallacia economicistica o identità tra economia in generale ed economia moderna, differenze solo di grado -la produzione con i vincoli sociali e ambientali subordinata al sistema di mercato, specificamente econ cioè senza senso, autopoietico

16 L’alternativa: mercato come attività dell’uomo inteso come immagine ideale e non solo come insieme di bisogni: superamento dell’autonomia del sistema economico, nuova interazione tra mercato e società, questione del senso o del suo fine. A che cosa gli affari tendono? Il rischio del sistema è di dare la priorità alla propria autoriproduzione

17 6.1.3.La bioeconomia di G.Becker A) le interazioni sociali nella teoria della domanda del consumatore: approccio matematico che massimizza poche funzioni, interpretazione economicistica di tutti i valori: famiglia, volontariato…. -l’egoista diretto alla massimizzazione ha un incentivo ad agire come se fosse un altruista, perché certe azioni che beneficiano gli altri beneficeranno anche lui

18 -comprime l’altruismo in poche funzioni finalizzate alla massimizzazione, la pienezza dell’amore è messa dentro la macchina dell’analisi matematica, la selezione del partner è ridotta al calcolo delle utilità -necessità di analisi econom non positivista, e dove le esigenze etiche hanno il loro ruolo dentro di essa

19 -es. il comportamento del consumatore in relazione al suo benessere individuale e sociale compreso in senso etico e materiale L’impresa intesa non solo a massimizzare il profitto, ma anche il benessere dei dipendenti e dei consumatori

20 -l’inflazione non solo come effetto del cattivo allineamento della domanda di moneta e del mercato del lavoro, ma come tassa ingiusta per i più deboli -il lavoro come parte del benessere individuale e sociale e non solo nel suo ruolo produttivo

21 B)privilegio dei modelli matematici -esclusione dei valori dalle premesse esatte, dal ragionamento rigoroso e dalle conclusioni precise, connessione remota con la realtà -le considerazioni etiche devono toccare le premesse e non solo il risultato

22 -logica quantitativa: le sensazioni, sentimenti, qualità della vita sono ridotte a categorie statistiche, riduzionismo, concezione materialistica di tale scienza econom che esclude le considerazioni etiche dalle sue premesse matematiche

23 C) esclusione del contesto sociale da parte dei modelli quantitativi es. fabbrica -tutti i comportamenti sono coordinati da mercati, Becker: analisi economica della famiglia, la teoria del consumatore come modello del singolo membro della famiglia (efficienza, massimizzaz, vincoli, scelta del più e del meno, aspetto qualitativo assorbito in quello quantitativo, muro tra teoria econom ed etica

24 6.1.4.osservazioni conclusive A) nelle relazioni di scambio i beni sono trasformati in merci, se il mercato invade la società tutti i beni sono trasformati in merci -le relazioni personali sono opposte spesso alle relazioni di scambio mercantile. Ideali della sfera personale sono l’intimità (partecipazione, affetti) e l’impegno (non solo cooperazione, l’io come includente l’altro come nel matrimonio)

25 valori comuni come l’amore e la fiducia superano il rispetto formale, le norme delle relazioni personali sono governate dallo spirito del dono -lo scambio di doni differisce dallo scambio mercantile perché afferma i legami, realizza valori partecipati, debiti di amicizia e debiti commerciali. Doni come risposta alle caratteristiche personali

26 B) le minacce dell’estensione del mercato alle relazioni personali, es. relazioni paternalistiche delle imprese dove i legami di fiducia non sono reciproci Es contratto dettagliato di matrimonio dove ambedue le parti adottano le norme del mercato per governare lo scambio di valori personali.

27 –indebolimento dell’impegno e della responsabilità per rafforzare l’uguaglianza…, spirito di fiducia e obbligazione contrattuale -settori non separati ma distinti e rispondenti a diverse dimensioni della persona in comunità

28 6.2. La monetarizzazione dei beni -l’espansione del mercato si esprime nella mercificazione di tutti i beni, questa agevola lo scambio dei prodotti, tutte le attività sono merci -nella new economy si passa dal valore delle cose al valore delle idee, la cultura tende ad essere mercificata, la rete offre l’accesso a pagamento, possibili vantaggi nella maggior disponibilità di idee

29 A) la mercificazione nella misurazione inadeguata del benessere: il PIL misura tutti i beni aggregando tutte le spese monetarie -presupposti: ogni attività economica è monetaria, ogni crescita del Pil è buona, l’ambiente può sostenere una crescita infinita

30 -non tutte le attività economiche sono monetarizzabili come l’economia domestica informale es lavoro delle donne extradomestico -non ogni crescita del PIL è buona, non si tiene conto dei costi sociali della produzione, se monetari sono aggiunti al Pil come benefici

31 Es i costi dell’inquinamento, servizi domestici esterni -necessità di indicatori adeguati, che includono i costi sociali e ambientali, e che riflettano i valori della società, cioè ripristino di una visione etica dell’economia, diversamente gli economisti fraintendono le situazioni e danno rimedi astratti

32 B) l’uso inadeguato dell’analisi costi- benefici fa emergere la mercificazione di tutti i beni -inizialmente uno strumento per prendere decisioni negli investimenti nel settore pubblico delle infrastrutture (trasporti, salute, educazione), i cui risultati, che non sono sul mercato, sono difficili da valutare: giudicare la profittabilità dei vari progetti è utile per il benessere sociale

33 -questioni circa quali elementi includere e quanto devono essere valutati (tempo risparmiato attraverso le autostrade…) -le risposte dipendono dalle concezioni di efficienza e dalle implicazioni etiche, dalla natura dei problemi, diventano importanti i presupposti come una visione di utilità che comprenda i benefici sociali e culturali. Come è stimata l’utilità in campi come la salute l’educazione?

34 -Diverse strategie: non usarla o usarla per ogni elemento. Strategie intermedie si limitano ad elementi decisivi tralasciando quelli delicati es incidenti sul lavoro: come valutarli? Calcolare la perdita di produzione? -danno informazioni utili su elementi non di mercato senza interpretarli adeguatamente, ma dei quali bisogna dare qualche valutazione

35 -sono strumenti utili (specialmente nell’applicazione al commercio) e aiutano come elementi di una discussione più ampia su piani che non possono essere decisi solo sulla base di dati di mercato, ma possono deformare la situazione a motivo dell’enfasi quantitativa (comportamento del consumatore, allocazione dei fattori di produzione nell’impresa)

36 -La DSC valorizza il fine dell’efficienza per evitare sprechi e ottimizzare risorse scarse -valori più ampi influiscono su come i fattori possono essere combinati con più efficienza e su come limitare gli effetti negativi

37 6.3. La libertà come scelta e consumo di merci A) la libertà di mercato è legata ad un modo di valutare i beni: l’uso, come unica dimensione di valore delle cose considerata dal mercato -l’uso subordina ai propri fini es arte

38 -il rispetto è un altro modo di valutare le cose -l’uso è un modo impersonale di valutazione, bene come intercambiabile senza un legame personale

39 -può opporsi ai valori partecipati che non possono essere realizzati in atti privati di uso(luoghi di eventi storici, integrità architettonica…) -libertà di usare le merci senza le costrizioni degli altri modi di valutazione che limitano i gradi di mercificazione delle cose

40 B) caratteristiche delle relazioni sociali di mercato:- impersonalità, relazioni come mezzo tra estranei, senza obblighi precontrattuali, apertura a tutti in proporzione della capacità di pagare -individualismo, cura del proprio interesse senza considerare il vantaggio dell’altro

41 -solo in rapporto alla classe dei beni esclusivi, il valore dei quali è nel consumo personale -le relazioni di mercato rivolte solo ai desideri sostenuti dal denaro, non distinguono tra bisogni e desideri, le preferenze sono ridotte a questioni di gusto attorno a cui non si può discutere: è il costo della libertà di mercato

42 -influenza dell’individuo solo attraverso l’ “uscita” e non attraverso la voce, se uno è scontento della relazione di mercato può solo ritirarsi da essa e non impegnarsi a riformarla dal di dentro

43 C) molti beni delle relazioni personali sono la risposta a caratteristiche personali - e sono beni partecipati (valuta stabile, sicurezza, sistema di comunicazioni…) che possono richiedere una distribuzione tramite istituzioni di voce ed hanno più che una dimensione di valore -perché sono sostenuti dalla comune attività e tutti devono partecipare a formarli

44 -perché parte del loro valore sta nell’accesso aperto a tutti. Il mercato li minaccia restringendo l’accesso -perché il loro valore è realizzato non nell’uso esclusivo e individuale ma in attività comuni

45 -esprimono i nostri ideali, scambiarli sul mercato li rimuove dalle relazioni sociali Es. parchi pubblici Es. strade private: la restrizione della mia libertà per la manutenzione delle strade pubbliche non è una perdita di libertà ma di denaro

46 D) la libertà dei libertari: la libertà è accresciuta quando ciò che è comune è diviso in parti su cui gli individui hanno esclusivo controllo -alcune libertà possono essere solo esercitate in spazi partecipati

47 -il mercato considera solo i prezzi e non le qualità dei beni che non sono paragonabili, lascia da parte le domande sui motivi e destinazione dei beni, nessuna valutazione morale dei beni scambiati (armi, medicinali…) - e permette di valutare un bene come uno desidera: questo non è il tutto della valutazione di un bene

48 -la capacità di valutazione di un bene ha sempre dimensioni sociali, è guidata da diversi criteri (es. barzelletta), e dalla percezione totale della situazione (ossia dall’intreccio di valutazioni diverse dentro la pratica sociale es.schiavitù),

49 diversamente le cose sono valutate solo come oggetto di gusto (individualismo) -la libertà di mercato è solo uno degli ideali, la libertà è interpretata come libertà dai legami di obbligo verso gli altri

50 -le relazioni di impegno offrono un ideale diverso di libertà, dove si è liberi di rivelare se stessi agli altri, mentre nel mercato si deve tener nascosti i propri interessi -la sfera della politica democratica offre un altro ideale di libertà diverso da quello del mercato

51 6.4.Il prezzo della libertà del mercato -aspetto non mercificabile dei beni, Radin -l’estensione del mercato incoraggia stili di vita “sperimentali”, provare per credere

52 -il prezzo della sua libertà: la rinuncia a valutare le scelte a procedere dalla propria identità, scelta senza impegno dell’io, distaccato dalle sue azioni, azione economica solo strumentale, non esprime la persona e non è possibile la reciprocità interpersonale

53 il bene,superiore ad ogni preciso obiettivo, si dà nella testimonianza di una prossimità e di cura per il destino dell’altro. Solo l’agire che persegue questo bene può realizzare la figura dell’agire libero

54 -alla luce della frattura tra scambio materiale e scambio simbolico le implicazioni antropologiche della signoria del mercato: la libertà separata dalla giustizia e dallo sviluppo della persona.

55 Libertà positiva e libertà negativa A)Hayek: il mercato come istituzione morale per il mantenimento della libertà, la libertà ridotta a libertà negativa: autonomia e immunità. -la libertà positiva riguarda le opportunità per acquisire le proprie finalità

56 -Sen: la libertà positiva implica un’analisi sostanziale di come i mercati funzionano, quanta libertà le persone conseguono….carestie possono accadere senza violare l’autonomia nelle transazioni

57 -la libertà positiva richiede la presenza delle dotazioni necessarie, rese possibili dall’opera di altri come la società -il capitalismo promuove la libertà negativa Se una persona possiede poco o nulla non può scambiare molto, concentrarsi solo sulle transazioni di mercato è una riduzione di visuale

58 B ) DSC: la libertà negativa è condizione necessaria ma non sufficiente per la libertà positiva, il mercato non garantisce la realizzazione della libertà positiva.

59 -una non equa ripartizione delle risorse impedisce l’esercizio della libertà di scelta di alcuni: fatto oscurato dal meccanismo dei prezzi, paradigma teorico che separa l’efficienza dalla giustizia -efficienza realizzata dal mercato e giustizia realizzata dallo stato

60 libertari: ogni mercato è libero e volontario, quindi giusto -la libertà non è l’unico valore: va insieme alla giustizia e solidarietà, restrizioni alla libertà individuale per ampliare le opzioni di tutti

61 -i beni partecipati sono necessari per il buon funzionamento del mercato (valuta stabile, infrastrutture…per conservarli alcune restrizioni alla libertà)

62 La formazione delle preferenze come attualizzazione dell’io A)comparare i beni porta l’attenzione alla formazione delle preferenze individuali - uno non si sente più libero quando ha più grandi possibilità di scelta -la libertà è la capacità di realizzare i fini scelti

63 La scelta dei fini e formazione delle preferenze come una scelta di sé, una decisione circa il proprio essere che non può essere basata solo sulla scelta del consumo -la scelta di se si forma anche nell’azione economica considerata in tutta la sua estensione

64 - la coordinazione delle azioni individuali nel mercato permette la libertà di azione e non solo di consumo -la coordinazione del mercato deve avvenire sempre in una struttura sociale che le condizioni di questa coordinazione presuppongono

65 B)l’azione economica: realizza l’efficienza e rende possibile l’attualizzazione dell’io in un progetto di vita nella modalità della produzione e del consumo -noi realizziamo noi stessi piuttosto nella produzione che nel consumo, l’ordine econ. coordina le libertà di produzione primariamente

66 -libertà di scelta: condizione necessaria ma non sufficiente per integrare le scelte in un progetto di vita, ci si può sentire meno liberi quando ci sono troppe alternative es, pericolo dell’affidamento acritico al mercato

67 C) il significato della libertà economica: -promuovere l’uomo nella libertà di agire, l’autorealizzazione, che comporta il peso della responsabilità e della fiducia in se stessi -espressione della libertà umana nella sfera della produzione e del consumo

68 -sussidiaria: funzione di informazione e di controllo attraverso i risultati profitto - collega la libertà individuale alla realtà esterna, un meccanismo di coordinazione sociale

69 D) limiti del mercato: l’azione economica non è tutta l’azione sociale - il capitalismo deve essere integrato in una filosofia sociale: l’accumulazione della proprietà, la ricerca del profitto e il successo del mercato senza coordinazione si autodistruggono, il mercato è libero in quella società in cui è assicurata la libertà, stretta interdipendenza


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