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Fonti e Documenti di H-DATA: La Documentazione Mesopotamica

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Presentazione sul tema: "Fonti e Documenti di H-DATA: La Documentazione Mesopotamica"— Transcript della presentazione:

1 Fonti e Documenti di H-DATA: La Documentazione Mesopotamica
ENEA – II Summer School Fonti e Documenti di H-DATA: La Documentazione Mesopotamica Paola Negri Scafa Roma 11-13 Settembre 2013

2 II Summer School – ENEA 11-13 Settembre 2013
Il mondo mesopotamico Mesopotamia = la terra fra due fiumi, il Tigri e l’Eufrate Ma è anche la terra dove si usa la scrittura cuneiforme e la lingua assiro-babilonese Esaminando la mappa geografica … II Summer School – ENEA Settembre 2013

3 II Summer School – ENEA 11-13 Settembre 2013
Le aree Nella figura a sinistra: L’area di interesse Nella figura a destra: nell’area tra le righe uso esclusivo del cuneiforme; nell’area segnata a puntini l’uso preferibile del cuneiforme II Summer School – ENEA Settembre 2013

4 II Summer School – ENEA 11-13 Settembre 2013
Sicché, per paradosso … Si potrebbe definire Mesopotamia la terra che contiene i due fiumi Tigri ed Eufrate II Summer School – ENEA Settembre 2013

5 Per la prima volta nella nostra storia
In Mesopotamia e Egitto Dal villaggio allo Stato L’impiego di alcune tecnologie Lo sviluppo del commercio La nascita della letteratura (poesia) scritta La nascita dell’amministrazione La nascita della guerra organizzata II Summer School – ENEA Settembre 2013

6 Riconsideriamo gli strumenti dell’indagine
Archeologia Testi scritti Archeometria Iconografia II Summer School – ENEA Settembre 2013

7 II Summer School – ENEA 11-13 Settembre 2013
Archeologia Rentrano, in generale, nella documentazione archeologica : gli oggetti, i resti materiali, quanto rimane dalle età trascorse; in particolare quei manufatti che testimoniano le capacità raggiunte dai loro costruttori, segni del loro tempo e delle civiltà a cui appartengono sono di particolar interesse. L’archeologia è importante per la storia delle tecniche, in quanto: Fornisce i dati primari sui quali applicarsi costituisce l’unico modo per conoscere età in cui la documentazione scritta manca, o è rara; è essenziale, anche per i periodi nei quali la scrittura era in uso. II Summer School – ENEA Settembre 2013

8 II Summer School – ENEA 11-13 Settembre 2013
Archeometria È una fonte specifica per la storia delle tecniche. I dati ricavati dalle analisi archeometriche hanno rilevanza: nella definizione materica degli oggetti nel riconoscimento di dati connessi alla tecnologia. Le analisi archeometriche si sono moltiplicate negli ultimi decenni e consentono di evidenziare le caratteristiche di tecniche e processi circa i diversi materiali e manufatti: metallici, ceramici, etc. contribuiscono allo studio della composizione dei materiali (leghe, impasti, etc.) e di processi ( cottura, fusione, etc.). II Summer School – ENEA Settembre 2013

9 II Summer School – ENEA 11-13 Settembre 2013
Iconografia “Ut pictura poesis” ‘La poesia è come la pittura’ (Orazio, Ars poetica, 361) “La pittura è poesi a silenziosa, e la poesia è pittura che parla” (Simonide, citato da Plutarco, Della gloria degli Ateniesi) L’iconografia, in quanto corretta e completa identificazione del soggetto delle opere, si apre a linguaggi complessi e segreti dell’arte. II Summer School – ENEA Settembre 2013

10 La documentazione scritta
Identificazione, Classificazione e Selezione di Fonti e Documenti di H-DATA Il contributo dei testi per: Ricostruire le antiche tecniche Scrivere una storia delle tecnologie II Summer School – ENEA Settembre 2013

11 Fonti scritte e fonti orali
Le fonti orali = leggende e tradizioni Costituiscono il materiale etnografico che: consente di studiare: singole società culture “senza scrittura” nelle culture dotate di scrittura: contribuisce alla ricostruzione di particolari fasi e momenti. Sono utili per la storia delle tecniche II Summer School – ENEA Settembre 2013

12 Fonti scritte e Fonti orali
È fuorviante mettere in contrapposizione netta parola/scritto: In una società dotata di scrittura anche l’apprendimento orale (da maestro ad apprendista) risulta facilitato: si dispone di un originale, non ci si limita a far riferimento alla propria memoria, si possono confrontare i propri ricordi con dati immagazzinati e certi II Summer School – ENEA Settembre 2013

13 II Summer School – ENEA 11-13 Settembre 2013
Le fonti orali sono indicative di come talune tecniche venivano impiegate Se ne trovano sporadiche indicazioni nei testi scritti Riguarda il solido patrimonio di conoscenze che gli antichi artigiani si sono trasmessi di generazione in generazione L’etnografia, grazie al confronto con popolazione di livello socio-culturale simile a quelle studiate, può contribuire a ricostruire questo patrimonio II Summer School – ENEA Settembre 2013

14 La documentazione scritta sulle tecniche
La documentazione scritta sulle tecniche che è a noi pervenuta: è la testimone della vita culturale e spirituale del periodo in cui è stata redatta può aver risentito in qualche occasione di appunti di officina o di laboratorio. non sarebbe quindi solo materiale “dotto” e antiquario, ma potrebbe aver conservato agganci con realtà operative (cfr i testi mesopotamici sul vetro o le fonti di Plinio). II Summer School – ENEA Settembre 2013

15 Documenti diretti e documenti indiretti
Cosa si intende per documenti diretti? Cosa si intende per documenti indiretti? Sono i testi derivati da fonti manoscritte antecedenti, copiate nel corso del tempo Documenti scritti autografi quindi Iscrizioni e ostraka Tavolette cuneiformi Testi egiziani su papiro e su parete Testi greci e latini su papiro Testi (= codici) letterari o scientifici citazioni di autori classici II Summer School – ENEA Settembre 2013

16 I documenti del Vicino Oriente Antico
Si dividono in due gruppi: Testi cuneiformi Testi in scrittura alfabetica I testi in scrittura cuneiforme sono di gran lunga i più numerosi ricoprono un arco di tempo lunghissimo (dalla fine del IV millennio a.C. fino al I secolo d.C.) II Summer School – ENEA Settembre 2013

17 La scrittura cuneiforme
Nonostante la complessità la scrittura cuneiforme è stata così flessibile da essere impiegata per almeno 8 lingue diverse: Sumerico Mespotamia Assiro-babilonese Eblaita Siria Hittita Palaico Luvio Anatolia Hurrico Hattico II Summer School – ENEA Settembre 2013

18 I documenti conservati nelle biblioteche dei re Assiri e Babilonesi
Poemi epici Fiabe, proverbi, dialoghi Liste di segni (sillabari) e di vocaboli Vocabolari plurilingui Presagi, incantesimi e esorcismi Testi scientifici: Matematica e Astronomia Medicina e rituali Testi tecnici (ricette sul vetro; ricette di fabbricazione profumi) II Summer School – ENEA Settembre 2013

19 II Summer School – ENEA 11-13 Settembre 2013
I tre temi trattati Mattone e ceramica Vetri Metallo L’elemento unificante: l’uso del fuoco fornaci fusione II Summer School – ENEA Settembre 2013

20 II Summer School – ENEA 11-13 Settembre 2013
Uso del fuoco 1600° 1500° Ferro puro Terre refrattarie 1400° Acciaio ipoeutettico 1300° Porcellana dura 1200° Acciaio ipereutettico 1100° Arenaria 1000° Ferro non carburato 900° Bronzo Inizio della vetrificazione 800° Rame impuro 700° Temperatura utile per la cottura all’aperto della ceramica 600° Terracotta (fuoriuscita dell’acqua assorbita) 500° 400° A 450° si ha la temperatura minima per la cottura della ceramica (ceramica neol.) 300° gesso 200° II Summer School – ENEA Settembre 2013

21 L’uso del fuoco dal Neolitico alle età storiche nel Vicino Oriente
Temperature raggiunte 350° - 400° XII mill. a.C.: forni d’argilla VIII mill. a.C.: sviluppo del forno Temperature raggiunte 750° - 800° Temperature raggiunte: 1530° (= fusione del ferro) 1200 a.C.: forni con tiraggio II Summer School – ENEA Settembre 2013

22 Il problema della fornace
La pirotecnologia = studio delle tecnologie legate al fuoco (da Pirotechnia, opera di Vannoccio Biringuccio [ ]) Riguarda: i forni le fornaci per ceramica le fornaci per calce le fornaci per vetro le fornaci per metalli Hanno strutture simili e archeologicamente hanno resti simili Sono diverse per struttura e per documentazione archeologica II Summer School – ENEA Settembre 2013

23 II Summer School – ENEA 11-13 Settembre 2013
Qualche dato I forni: possono raggiungere al massimo i 350°-500°; idonei per cuocere il pane, ma non la ceramica, sono associati a vasellame domestico, sono ad una sola camera, dove bruciava il combustibile e si cuoceva il pane; sono di piccole dimensioni (eccetto quelli romani delle grandi città, incluse Pompei e Ostia, dove raggiungevano i 3,5 - 4,5 m. di diametro ed erano costruiti su una pedana di mattoni) II Summer School – ENEA Settembre 2013

24 II Summer School – ENEA 11-13 Settembre 2013
Le fornaci Fornaci per calce: Difficili da identificare archeologicamente per scarsità di materiale associato; Sono rotonde, con un diametro di almeno 3 m., pareti spesse e intonacate Possono essere a 1 o 2 camere: in quelle a 1 camera il materiale era posto al centro, con intorno il combustibile e due aperture La cottura durava dai 4 ai 6 giorni + 2 per il raffreddamento II Summer School – ENEA Settembre 2013

25 Paragone tra una fornace per calce e una fornace per ceramica
Tratto da: E. Hasaki, Ceramic Kilns in Ancient Greece:Technology and Organization of Ceramic Workshops, Univ. Cincinnati 2002 II Summer School – ENEA Settembre 2013

26 I prodotti dell’argilla
Il mattone La ceramica II Summer School – ENEA Settembre 2013

27 II Summer School – ENEA 11-13 Settembre 2013
Classificazione delle argille grasse in base alla composizione chimica (idrosilicati presenti in esse) e alla struttura: caolinite [silicato di alluminio Al2Si2O5(OH)4] è usata per fabbricazione di porcellane e ceramiche, industria cartaria ecc. Se in un'argilla predominano i minerali del gruppo della caolinite, questa per la elevata temperatura di fusione, la notevole plasticità e la modesta contrazione montmorillonite [(Al2 4SiO2H2O)nH2O] è usata in edilizia (cementi, malte, calcestruzzi), per filtraggio e depurazione di acque e olii minerali e vegetali e come impermealizzanti di bacini e dighe per la grandissima plasticità, alto potere di assorbimento e di scambio e per la proprietà di rigonfiarsi enormemente per l'assorbimento di acqua Se in un'argilla predominano i minerali del gruppo della montmorillonite, questa sericite è usata nelle costruzioni sotto forma di mattoni, tegole, ecc. Se in un'argilla predominano i minerali del gruppo della sericite, (argilliti che subiscono metamorfismo con pressioni e temperature molto basse) questa dopo modellazione e cottura II Summer School – ENEA Settembre 2013

28 II Summer School – ENEA 11-13 Settembre 2013
Il materiale da costruzione per eccellenza : il mattone È il materiale di base dell’architettura I mattoni potevano essere: crudi, fatti di argilla essiccata al sole cotti II Summer School – ENEA Settembre 2013

29 Schema di procedura per la fabbricazione del mattone
Si sceglieva la cava d’argilla il più possibile vicino al luogo del lavoro Si ripuliva l’argilla delle impurità maggiori Si mescolava con acqua, paglia, erba, (+ a volte cenere, sabbia ghiaia) Si calpestavano i componenti per ottenere l’impasto ottimale Si lasciava riposare Si metteva l’impasto nelle forme e si preparavano i mattoni II Summer School – ENEA Settembre 2013

30 II Summer School – ENEA 11-13 Settembre 2013
I più antichi mattoni Sono stati trovati in Palestina Risalgono al IX – VIII millennio a.C. Erano fatti a mano Più tardi si passa agli stampi, che consentono una più veloce esecuzione di oggetti di forma e dimensioni costanti e standardizzate II Summer School – ENEA Settembre 2013

31 Il mattone in Mesopotamia
Data la natura del territorio di quest’area, l’argilla in questa regione ebbe un uso ancora maggiore che altrove Non fu usata solo per costruire mattoni o come materia prima per la preparazione di ceramiche Fu impiegata anche come materiale scrittorio II Summer School – ENEA Settembre 2013

32 Sui mattoni in Mesopotamia
Grazie ai testi possiamo avere qualche dato sui mattoni Scarne informazioni sulla provenienza delle argille Dati sulla tecnica di lavorazione Terminologia di: Materiali Processi di fabbricazione Tempi di fabbricazione Addetti Committenza Valori e costi Questi dati possono poi essere confrontati con informazioni archeologiche e archeometriche di altre aree e località II Summer School – ENEA Settembre 2013

33 II Summer School – ENEA 11-13 Settembre 2013
I tipi di mattoni Una volta ottenuti, i mattoni potevano essere lasciati ad asciugare al sole ottenendo così quello che in babilonese si chiamava libittu Oppure potevano essere cotti in apposite fornaci e si otteneva così un più pregiato e costoso agurru Una costruzione di mattoni cotti è estremamente pregiata, come ci ricorda Gilgameš II Summer School – ENEA Settembre 2013

34 Qualche dato testuale sulla preparazione di mattoni
Alcuni testi fanno riferimento: Alle componenti dei mattoni Alle tempistiche di lavoro Ad aspetti rituali che non potevano mancare in quell’epoca II Summer School – ENEA Settembre 2013

35 Qualche idea sui numeri
I testi danno anche un’idea su quantitativi prodotti: Un testo parla di mattoni in un mese. Poteva essere il lavoro di una squadra di 9-10 uomini in un mese, se teniamo conto: A) di un mese lavorativo di circa 27 giorni (tre decadi lavorative intercalate da un giorno di riposo) B) della testimonianza di BIN 1 40, che ci parla di mattoni al giorno lavorati da un uomo. II Summer School – ENEA Settembre 2013

36 II Summer School – ENEA 11-13 Settembre 2013
Qualche idea sui costi Un testo di Nabonedo ci parla di costi per la costruzione di una casa: “(12 mine) prezzo di mattoni, canne, travi, porte e paglia per costruire una casa” Anche il Codice di Hammurabi (CH 228) parla di un compenso da pagare a chi costruisce una casa, pari a 2 sicli d’argento per ogni sar di terreno su cui è stata costruita la casa II Summer School – ENEA Settembre 2013

37 II Summer School – ENEA 11-13 Settembre 2013
Il vetro E’ UNA SOSTANZA SOLIDA, TENDENZIALMENTE TRASPARENTE DAL PUNTO DI VISTA DELLA STRUTTURA NON È CRISTALLINA, BENSÌ AMORFA SE FOSSE CRISTALLINA NON SAREBBE TRASPARENTE II Summer School – ENEA Settembre 2013

38 L’importanza del vetro
Sono cinque i principali usi del vetro: verroterie [piccoli oggetti]: perline gettoni oggetti ornamentali verrerie [arte vetraria]: vasi recipienti bottiglie vitrail – vitrage [vetri nell’edilizia]: vetri per finestre specchi lenti e prismi PRESENTI NELL’ANTICHITA’ CREAZIONI MODERNE II Summer School – ENEA Settembre 2013

39 COME SI FABBRICA IL VETRO -
Preparazione della miscela vetrogena Fusione della miscela vetrogena Raffreddamento della massa fusa ad opportuna velocità Solidificazione allo stato vetroso II Summer School – ENEA Settembre 2013

40 II Summer School – ENEA 11-13 Settembre 2013
IV Fase Il vetro grezzo fuso viene colorato e lavorato (tra 800°-600°) per fabbricare oggetti I lingotti di vetro grezzo possono essere agevol-mente trasportati da un luogo all’altro, anche a grandi distanze I Fase: miscela vetrogena riscaldata a 800° in un particolare crogiuolo – produce una fritta II Fase: il semilavorato o fritta viene fuso in un altro crogiuolo a 1000° ° III Fase: il fuso o vetro grezzo viene colato in lingotti di vetro grezzo Dal 50 a.C. si usa la fusione per fabbricare le lastre di vetro Si usa la soffiatura per fabbricare i vasi Le fasi di lavorazione II Summer School – ENEA Settembre 2013

41 II Summer School – ENEA 11-13 Settembre 2013
Uno sguardo d’insieme Vetrificanti(75%) Fondenti(15%) Stabilizzanti(10%) E’ l’ingrediente principale; è costituito da ossidi: Facilitano la fusione della massa silicea; Migliorano la durata del prodotto e la sua resistenza; il più noto è l’ossido di silicio tipico della sabbia quarzifera, usato nell’antichità insieme ad arenaria e ciottoli tritati nell’antichità era impiegato l’ossido di sodio di origine vegetale (ceneri di piante) o minerale in genere si tratta di ossido di calcio, o di piombo o di alluminio.In antichità si usavano preferibil-mente i carbonati di calcio II Summer School – ENEA Settembre 2013

42 La preparazione dei composti
Anche per quanto riguarda il vetro esistono problemi di elementi inseriti più o meno casualmente Inoltre, poiché nell’antichità avevano spesso problemi nella preparazione dei composti, si interveniva con correttivi particolari (per esempio sabbie argentifere per decolorare il vetro, vista la difficoltà a volte di reperire il manganese) I Romani cercavano sabbie quarzifere già contenenti calcare di loro; altrimenti, integravano il calcare mancante con conchiglie triturate. II Summer School – ENEA Settembre 2013

43 Alcuni dati sulle tecniche di fabbricazione -1
Pressatura entro stampi, una tecnica che imitava la lavorazione dei metalli: la massa vitrea pastosa veniva pressata in forme di cotto (stampo negativo) oppure modellate su uno stampo positivo poi veniva molata e levigata utilizzando verghe o ‘canne’ di vetro di colori differenti era possibile ottenere vetri policromi II Summer School – ENEA Settembre 2013

44 Alcuni dati sulle tecniche di fabbricazione -2
Intaglio a freddo: Si producevano per stampaggio blocchi di vetro, simili in tutto e per tutto e blocchi di cristallo; Gli intagliatori li lavoravano ricavando oggetti, specialmente gemme, sigilli, ninnoli: in un caso un poggiatesta per Tutankhamon); il primo vaso è del 720 a.C., è di Sargon II e viene da Nimrud. Gli artigiani romani esperti in questa tecnica si chiamano diatretarii II Summer School – ENEA Settembre 2013

45 Alcuni dati sulle tecniche di fabbricazione - 3
Avvolgimento su un’anima: serve per la produzione di recipienti di vetro a forme chiuse (cioè non ciotole, per le quali si usava la pressatura a stampo): È stata in uso dal II mill. a.C. in poi; Un’anima (o nucleo) di sabbia, racchiusa in un involucro di tela, veniva immersa in un crogiuolo contenente la materia vitrea allo stato di fusione Successivamente si faceva rotolare l’oggetto su una lastra di pietra per perfezionarne la forma Si decorava facendo colare sulle pareti filamenti di vetro fuso a strisce o a festoni, o applicando gocce o anelli di altri colori, che potevano venir ‘pettinati’ in rilievo o marmorizzati. II Summer School – ENEA Settembre 2013

46 Alcuni dati sulle tecniche di fabbricazione - 4
Soffiatura: fu probabilmente un’invenzione siriaca del I secolo a.C. – I secolo d.C. Famosi i primi pezzi di Ennio di Sidone L’arte della soffiatura è rimasta invariata fino al XIX secolo, quando sono state inventate tecniche per la preparazione di vetri in quantità industriali II Summer School – ENEA Settembre 2013

47 II Summer School – ENEA 11-13 Settembre 2013
Il Metallo Da una sempre maggiore conoscenza dell’uso del calore deriva nascita della metallurgia Facciamo riferimento al Vicino Oriente e all’Egitto perché: A partire dal VIII millennio abbiamo una significativa documentazione archeologica E dal III millennio abbiamo anche la documentazione scritta II Summer School – ENEA Settembre 2013

48 Diffusione dei metalli in Europa e nell’area Mediterranea
siti rame stagno piombo oro argento Grecia **** Laurion **** Laurion isole dell’Egeo ** Cipro ***** Italia ** Alpi Occidentali *** Ionio Toscana **** Sardegna *** Francia [Bretagna] Spagna Gran Bretagna Germania – Boemia [Herzgebirge] Svizzera Austria - Repubblica Ceca Romania e Danubiana II Summer School – ENEA Settembre 2013

49 Diffusione dei metalli nell’area Vicino e Medio Orientale
siti rame stagno piombo oro argento ferro Anatolia **** * Siria-Canaan *** Egitto ** Cipro Sinai Oman Iran Caucaso Asia Centr. Afganistan II Summer School – ENEA Settembre 2013

50 distribuzione dei metalli e dati metallurgici
Diffusione sulla Crosta terrestre Temperature di fusione Ferro (Fe) 5,00 % 1540° C Rame (Cu) 0,007 % 1083° C Stagno (Sn) 0,004 % 232° C Piombo (Pb) 0,0016% 340° C Argento (Ag) 0,0001% 960° C Oro (Au) 0, % 1063° C Da: A. CAgnana, Archeologia dei materiali da costruzione II Summer School – ENEA Settembre 2013

51 II Summer School – ENEA 11-13 Settembre 2013
Schema di fornace II Summer School – ENEA Settembre 2013

52 Le principali operazioni di estrazione del rame
Minerale cuprifero Cernita Frantumazione Estrazione Fusione Arrostimento Fondente Metallina Rottami Scorie Oggetto Rame grezzo Alliganti Carbone Aria Da C. Giardino II Summer School – ENEA Settembre 2013

53 La raffinazione dell’oro
Uno dei metodi migliori per raffinare l’oro è la coppellazione: si mette l’oro grezzo in una coppella (crogiolo di argilla porosa) insieme a piombo di due metalli sono fusi insieme Il piombo e altri metalli di base sono ossidati Il risultante litargirio in parte viene soffiato via dall’aria, in parte viene assorbito dalle pareti della coppella Sul fondo della coppella rimane l’oro II Summer School – ENEA Settembre 2013

54 II Summer School – ENEA 11-13 Settembre 2013
Argento E’ strettamente collegato al piombo, perché derivano da un minerale comune, la galena Anch’esso si ricavava tramite coppellazione E’ strettamente legato all’introduzione della moneta II Summer School – ENEA Settembre 2013

55 II Summer School – ENEA 11-13 Settembre 2013
Il Ferro Il ferro meteorico / divino Noto fin dal II millennio Diventa il metallo per eccellenza all’inizio del I millennio Ritenuto di origine divina, secondo i testi antico-Assiri (XVIII sec. a.C.) valeva 400 volte lo stagno La lavorazione del ferro ha richiesto lo sviluppo di una tecnologia estremamente complessa (la tempra) II Summer School – ENEA Settembre 2013

56 La lavorazione del ferro
Dopo la frantumazione del minerale (come per gli altri metalli) nel caso di siderite o di pirite si procedeva ad un arrostimento (con cottura ossidante all’aria aperta) Poi si procedeva alla cottura in fornaci apposite La tecnica più antica è detta del bassofuoco: Avveniva a temperature inferiori ai 1540° C Non comportava fusione, ma separazione del metallo dall’ossigeno Non si otteneva un liquido, ma agglomerati microcristallini, detti blumo Il prodotto finale era un ferro dolce, con poco carbonio e poca durezza, che veniva ripetutamente riscaldato e battuto per essere indurito (acciaiatura del ferro) Il blumo, lavorato in questo modo in apposite officine, veniva generalmente commerciato sotto forma di barre di ferro II Summer School – ENEA Settembre 2013

57 Ancora sulla lavorazione del ferro
Sono archeologicamente attestati alcuni oggetti in ghisa prodotti sporadicamente nell’antichità La produzione di ghisa presuppone che si arrivi alla fusione, che si poteva ottenere in un impianto cilindrico (altoforno) in cui si alternavano strati di legna e di minerale L’uso di un mantice esterno permetteva di raggiungere le alte temperature per la fusione: il prodotto di tale fusione era la ghisa, ricca di carbonio A partire dal basso medioevo si riuscì ad incidere sulla quantità di carbonio presente nella ghisa ed arrivare al ferro con diversi tenori di durezza. II Summer School – ENEA Settembre 2013

58 I metalli nell’immaginario dell’uomo
Le varie età dell’uomo Esiodo: Dall’età dell’oro = della perfezione All’età del ferro = della guerra, della sofferenza, della fatica II Summer School – ENEA Settembre 2013

59 Un aspetto culturale particolare
La metallurgia : Richiede che l’uomo penetri nelle viscere della Madre Terra Comporta una capacità di modificare la materia da una sostanza ad un’altra Richiede che gli addetti siano degli specialisti: Del reperimento del materiale Della lavorazione del metallo Ne consegue la nascita di raggruppamenti specializzati di artigiani, con loro speciali rituali Per placare la Madre Terra Per facilitare la trasformazione della materia II Summer School – ENEA Settembre 2013

60 II Summer School – ENEA 11-13 Settembre 2013
GRAZIE DELL’ATTENZIONE II Summer School – ENEA Settembre 2013


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