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MODELLI E STRUMENTI PER L’ATTUAZIONE DI POLITICHE PER LA FAMIGLIA EFFICACI E SUSSIDIARIE Valerio Valeriani Coordinatore Ambito territoriale sociale XVI.

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1 MODELLI E STRUMENTI PER L’ATTUAZIONE DI POLITICHE PER LA FAMIGLIA EFFICACI E SUSSIDIARIE Valerio Valeriani Coordinatore Ambito territoriale sociale XVI Responsabile del progetto: Della Ceca Lucia – Staff ATS XVI Progetto “ Mi affido a te ” servizio di appoggio familiare

2 2 Titolo del progetto Titolo del progetto: “Mi affido a te – servizio di appoggio familiare” (brochure) Obiettivo generale Obiettivo generale ridare senso e significato al minore e alla famiglia per migliorare il benessere della comunità e del territorio, attraverso una proposta di tipo culturale generata da una rete solidale capace di rimuovere le cause del bisogno delle famiglie e del minore attraverso una logica di tipo incrementale. Obiettivi specifici: Obiettivi specifici: creare un servizio di appoggio familiare, che si attua per sopperire alla difficoltà di un bambino e della sua famiglia che, temporaneamente non è in grado di occuparsi completamente delle sue necessità affettive, accuditive ed educative attraverso un’alleanza educativa tra pubblico e privato sociale capace di realizzare un reciproco rispetto e riconoscimento dei ruoli e delle competenze, una sinergia di valori, professioni e competenze volta ad identificare le risorse nel bisogno manifestato dalla famiglia. Il servizio di appoggio familiare intende valorizzare la famiglia ed i singoli cittadini rendendoli risorse attive per costruire una rete solidale. Risultati raggiunti: Risultati raggiunti: n. 18 famiglie formate, n. 6 famiglie che hanno dato subito la piena disponibilità ad effettuare servizio di appoggio familiare, n. 3 famiglie che attualmente stanno effettuando il servizio di appoggio familiare, creazione di una rete stabile e sostenibile del tempo, realizzazione di buone prassi strutturare e creazione di due centri per la famiglia. Target : Target : nuclei familiari anagrafici e persone singole con o senza figli. Stakeolder: Stakeolder: famiglie, agenzie educativi, operatori socio-sanitari, enti del privato sociale, parrocchie, tribunale e provincie, sale cinematografiche e distributore/produttore video. Identificazione del progetto: ridare senso e significato alla famiglia

3 3 Per avviare il progetto l’ATS XVI, ha cercato di circoscrivere meglio un tema generale quale “La tutela del minore” attraverso l’analisi degli Stakeholder, cercando di comprendere quali le loro aspettative ed il loro contributo rispetto al problema manifestato. Tra gli Stakeholder fondamentale è stato ed è il contributo dell’ Associazione La Goccia onlus di Macerata (foto) capace di: -portare ad una maggiore identificazione del problema : generare famiglie accoglienti; -dare valore aggiunto al servizio mettendo a disposizione professionisti ed idee; -aiutare ad innescare un processo capace di elaborare un luogo definito ed uno spazio intermedio di senso tra operatori socio-sanitari e del privato sociale per trovare una sintesi progettuale capace di attivare buone prassi a favore delle famiglie e del minore; -promuovere la cultura dell’accoglienza tra famiglie attraverso un dialogo continuo con le “Api regine” (attori del privato sociale); -avviare un percorso formativo e di accompagnamento/tutoraggio per la famiglie.SOSTENIBILITA’ La fiducia innescata tra gli operatori dell’associazione e quelle del pubblico ha generato, durante l’implementazione del progetto livello di impatto territoriale successi importanti tali da favorire una nuova collaborazione attraverso la realizzazione di due servizio stabili nel tempo denominati “Centri per la famiglia” situati a Tolentino ed a San Ginesio. I centri avranno come obiettivo quello di offrire una risposta ai bisogni e alle della famiglia mettendo in rete una insieme di interventi e iniziative di più associazione presenti nel territorio per migliorare le competenze genitoriali, la qualità della vita e dare risposte ai bisogni e alle difficoltà della famiglia nel suo ciclo evolutivo. La finalità de Centro è quella di promuovere le risorse della famiglia e dei suoi membri, nonché di prevenire i fattori di rischio che possono essere presenti nei percorsi di crescita dell’individuo e del sistema familiare (foto WWF e Girasole). I centri sono la rappresentanza concreta di una rete strutturata tra le associazioni del territorio e del privato, dove ogni attore diventa corresponsabile nella risposta ad un bisogno manifestato e nel generare una cultura che metta al centro il valore della famiglia che la sappia ascoltare, orientare ed accompagnare. La rete corresponsabile: luogo definito ed un spazio intermedio di senso

4 Minore e famiglia Psicologa dell’ ASUR Assistente sociale Ambito territoriale sociale XVI La Goccia Associazioni del terzo settore

5 5. Il progetto MI affido a te! ha generato un ponte tra la comunità e l’ente locale, un’alleanza educativa volta a superare il «NOI» ed il «VOI» e capace di costruire un servizio sociale volto alla famiglia, al suo sostegno e generare una logica integrata di rete. Finalità della rete: -promuovere, sensibilizzare il territorio sul tema della famiglia accogliente; -lavorare insieme per il progetto famiglie di sostegno; -creare un punto di riferimento per la famiglia portatrice di bisogno; -studiare il territorio capace di orientare gli interventi socio-sanitari sulla base di una logica di tipo follow-up; -orientare decisioni politiche e risorse economiche sulla scala di una priorità d’intervento indirizzata al bisogno del territorio Attori coinvolti: -Operatori socio-sanitario (equipe integrata di ambito territoriale sociale); -Operatori dell’associazione LA Goccia ONLUS; ; -Associazioni del terzo settore “Api regine” del territorio dell’ATS XVI; -Politici; -Parrocchie; -Agenzie educative; -Produttori video, grafici, mezzi di comunicazione sociale; -Credia WWF; -Assoc. Girasole. Ruolo della rete: -essere luogo di senso tra pubblico e privato sociale per trovare una sintesi progettuale strutturata nel tempo nel riconoscimento delle potenzialità dell’altro al fine di soddisfare i bisogni della famiglia e del minore; -essere un ruolo dove ci si incontra, si riflette sui temi, per stabilire priorità d’intervento insieme sui bisogni, per vivere una rete piuttosto che fermarsi a parlarne; -essere un ponte per generare alleanze educative tra pubblico e privato sociale; -essere luogo di dialogo tra diversi ruoli per generare nuove relazioni. La rete: alleanza educativa

6 6 Le modalità di coinvolgimento esteso a soggetti non istituzionali ha portato alle seguenti criticità e punti di forza. Punti di forza: -la pluralità di attori crea una sinergia di valori, professioni, competenze e risorse volta a dare una risposta adeguata ai bisogni manifestati dalla famiglia; -sostenibilità del servizio, ottimizzazione delle risorse e valorizzazione delle potenzialità; -la titolarità del bisogno / caso, è di un gruppo di lavoro, in cui compiti, competenze, e relative responsabilità sono ben distribuite e concertate; -la pluralità di attori consente, tramite un continuo brainstorming, di riflette sui temi, per stabilire priorità d’intervento insieme sui bisogni, per vivere una rete piuttosto che fermarsi a parlarneCriticità: -mantenere costantemente alta l’attenzione, sul piano motivazionale, tra i diversi operatori; -coordinare la relazione diverse figure socio-sanitarie;affinché si riaccendano gli scambi significativi che erano diventati problematici o insufficienti; -Definire nuove buone prassi adattabili alle esigenze del bisogno sulla base di una logica incrementale che si ridefinisce continuamente nel corso dell’azione, sotto la spinta di particolari soggetti in campo, per cui la conflittualità e la necessità di negoziazione accompagnano tutto il percorso di elaborazione e attuazione del piano. Criticità e punti di forza del governo con la rete

7 Dobbiamo riuscire anche solo una volta a non parlare dei bisogni ma a farci interrogare da essi Quella del progetto “Mi affido a te” è una metodologia di lavoro di rete basato sulla logica incrementale, un know how nato dall’esperienza sempre in divenire ed aperta a contributi evolutivi volti verso obiettivi comuni. Dobbiamo riuscire anche solo una volta a non parlare dei bisogni ma a farci interrogare da essi. L’idea che la comunità possa partecipare alla costruzione delle politiche di cui essa in primo luogo è la principale beneficiaria è un passaggio culturale di grandissima rilevanza, perché solo rinnovando a fondo i meccanismi di costruzione dei programmi di intervento è possibile adattare le politiche alle esigenze della società e delle sue istituzioni. - Pierpaolo Donati -


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