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Cristina Nuccetelli Dipartimento “Tecnologie e Salute”

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Presentazione sul tema: "Cristina Nuccetelli Dipartimento “Tecnologie e Salute”"— Transcript della presentazione:

1 Cenni sulla radioattività e caratteristiche fisiche e chimiche dell’uranio
Cristina Nuccetelli Dipartimento “Tecnologie e Salute” Istituto Superiore di Sanità – Roma

2 Argomenti trattati: brevi cenni sulla radioattività e i decadimenti radioattivi effetti biologici delle radiazioni ionizzanti uranio naturale (NU) e uranio impoverito (DU) composizione isotopica radiazioni emesse caratteristiche chimiche dell'uranio informazioni generali solubilità dei composti con U vie di esposizione irraggiamento esterno irraggiamento interno inalazione ingestione ferite utilizzo del DU

3 Radioattività Un isotopo radioattivo, o radionuclide, decadendo in un altro elemento radioattivo o stabile, compie una disintegrazione ed emette radiazioni ionizzanti (R.I.) che sono in grado di produrre, direttamente o indirettamente, la ionizzazione degli atomi e delle molecole del mezzo attraversato: direttamente ionizzanti: particelle con carica elettrica (elettroni o raggi beta, protoni, particelle alfa) che ionizzano per collisione; indirettamente ionizzanti: particelle senza carica elettrica (fotoni o raggi gamma, neutroni) che, interagendo con la materia, possono mettere in moto particelle cariche o causare reazioni nucleari. I radionuclidi possono essere di origine naturale, cioè esistenti in natura (uranio, radio, torio, radon, ecc..), o di origine atificiale, cioè generati in reazioni nucleari (cesio 137, iodio 131, stronzio 90, cobalto 60, ecc..).

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5 Effetti biologici delle R.I.
gli effetti possono essere: deterministici (reazioni tissutali avverse), quando la gravità dell’effetto è in relazione alla dose ricevuta sopra a una certa soglia (aplasia midollare, opacità del cristallino, lesioni cutanee, sterilità) stocastici, cioè con probabilità di accadimento funzione della dose e senza un valore di soglia (carcinogenesi, effetti ereditari)

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7 Uranio naturale (NU) e impoverito (DU)
L’uranio in natura (NU) ha una precisa composizione isotopica, cioè è una miscela di 238U, 234U e 235U con percentuali in peso fisse e ben note. L'uranio impoverito (DU) è un residuo di produzione dell’uranio arricchito che ha una composizione isotopica alterata, con un aumento della percentuale in peso dell' 235U almeno fino al 3% per il combustibile dei reattori nucleari e fino al 90% per uso bellico. Nell'uranio naturale la percentuale in peso dell' 235U è 0,7%. Il DU è meno radioattivo dell’uranio naturale NU Bq/g DU Bq/g Il DU emette principalmente particelle alfa e beta - le  compiono in aria pochi cm e i  sono schermati anche dai vestiti - ed è quindi una modesta sorgente di irradiazione esterna Se inalato, ingerito o incorporato (schegge di proiettili) si verifica una contaminazione interna DOSE ed effetti tossici

8 Composizione dell'uranio naturale (NU) e dell' uranio impoverito (DU)
1 Bq = 1 decadimento per secondo 1 Ci = Bq

9 relazione dose-risposta lineare
Composizione dell'uranio naturale (NU) e dell' uranio impoverito (DU) (cont.) DU può essere considerato come “solo debolmente radioattivo". Comunque l'esposizione al DU deve essere considerata come portatrice di un potenziale rischio di cancro, data la relazione dose-risposta lineare

10 Caratteristiche chimiche dell’uranio
Dal punto di vista chimico NU e DU si comportano nello stesso modo perchè differiscono perché sono una diversa miscela di isotopi radioattivi dello stesso elemento, l'uranio. L'uranio e un solido dall’aspetto argenteo, di densità g/cm3, MP(punto di fusione)= °C BP(punto di ebollizione)= 4131 °C Ha valenza 2, 3, 4, 5 e 6, è dotato di una grande reattività chimica, si ossida con facilità e brucia per riscaldamento. L’uranio è piroforico, cioè brucia a contatto con O2 o con acqua nel caso sia finemente polverizzato; in questo processo l’uranio determina temperature fino a 3000 oC. Si combina con cloro, zolfo e azoto. Appartiene alla serie degli attinidi.

11 Caratteristiche chimiche dell’uranio (cont.)
l’uranio viene classificato, sia per valutarne gli effetti tossici che quelli radiologici, in funzione della solubilità dei composti che forma: tipo F (Fast absorption) = il 100% dei composti inalati raggiunge i fluidi corporei con T1/2 =10 min tipo M (Moderate absorption) = il 90% dei composti inalati raggiunge i fluidi corporei con T1/2 =140 d; il restante 10% è di tipo F tipo S (Slow absorption) = il 99.9% dei composti inalati raggiunge i fluidi corporei con T1/2 =7000 d (~ 20 anni); il restante 0.1% è di tipo F

12 Caratteristiche chimiche dell’uranio (cont.I)
Le forme chimiche più comuni e più studiate, perché coinvolte nei processi industriali, sono: UO2 diossido di U (uraninite) tipo S U3O8 ottaossido di triU (pechblenda) tipo S o M UO3 triossido di U tipo M UCl4 cloruro tipo M UF6 esafluoruro tipo F U(SO4)2 solfato tipo F UO2(NO3)2 nitrato di uranile tipo F o M

13 Caratteristiche chimiche dell’uranio (cont. II)
I composti dell’uranio di tipo F, che vengono rapidamente assorbiti, hanno lo stesso effetto dei composti di metalli pesanti, quindi sono tossici e hanno i reni come principale organo bersaglio. La radiotossicità di questi composti è minima perché vengono rapidamente escreti dal corpo. Al contrario, i composti di tipo S come UO2 e U3O8, quando inalati, si depositano in gran parte nel tratto respiratorio e causano una prolungata esposizione di questi tessuti alle radiazioni ionizzanti. In particolare, i composti di tipo S si accumulano nei linfonodi tracheobronchiali.

14 Vie di esposizione al DU
Irraggiamento esterno dal DU le radiazioni emesse dal DU sono di tre tipi: a, b e g ma si deve notare che le a non possono penetrare lo strato esterno inerte della pelle sulla gran parte del corpo i b possono penetrare alcuni mm, cioè solo strati di pelle i g si comportano come i b perché sono g di bassa energia Si può concludere che il DU in genere non desta problemi come sorgente di radiazione esterna

15 Vie di esposizione al DU (cont.)
Irraggiamento interno dalle radiazioni emesse dal DU Le particelle radioattive o frammenti, una volta introdotti nel corpo, sono trattenuti nei tessuti ed emettono localmente radiazioni b, g e, soprattutto, a. Ovviamente solo i primi due scenari interessano la popolazione, in particolare l'inalazione, mentre nel terzo possono essere coinvolti i militari. vie di introduzione scenari inalazione presenza di particolato in aria dovuto a esplosione di proiettili al DU o alla risospensione dal suolo di particolato depositato in precedenza ingestione cibi o acqua contaminati da deposizione di particolato o da contaminazione del suolo ferite (schegge o frammenti) combattimenti cn uso di proiettili al DU

16 Uranio impoverito (DU) – inalazione
In caso di inalazione, la solubilità del composto con DU determina il trasferimento al sangue e l’accumulo negli altri organi. La dose da radiazioni tende a essere più alta quando la solubilità del composto con DU è bassa, mentre la tossicità chimica cresce con la velocità di assorbimento, quindi composti F hanno un maggiore effetto tossicologico organi bersaglio = reni, fegato composti S hanno un maggiore effetto radiologico organi bersaglio = polmoni, linfonodi di questo tipo sono circa il 30% dei composti prodotti nell’incendio dei proiettili con DU a seguito di impatto su superfici rigide.

17 Uranio impoverito (DU) - altre vie di esposizione
ingestione: è una via di introduzione meno importante in scenari bellici ma può diventare rilevante a lungo temine per le popolazioni a causa del trasferimento nella catena alimentare (falde acquifere e suoli contaminati). In questo caso il rischio tossicologico è maggiore del rischio radiologico organi bersaglio: tratto gastro intestinale nel primo anno: intestino a lungo termine: fegato, reni, midollo osseo ferite: sono previsti e rilevati principalmente effetti tossicologici.

18 Uranio impoverito (DU) - utilizzo
L’uranio impoverito, estremamente denso, piroforico e relativamente poco costoso, è usato come penetratore di munizioni utilizzate per distruggere carri armati e mezzi blindati. Le munizioni non contengono cariche esplosive: i proiettili d’uranio sono in grado di penetrare la spessa corazza metallica di un carro armato e distruggerlo. L’impiego dell’uranio impoverito ha anche trovato numerose applicazioni civili: nell’industria aeronautica, come contrappeso nelle ali degli aerei; nella nautica come stabilizzatore nelle chiglie delle barche; per la schermatura dalle radiazioni prodotte da dispositivi e impianti per uso medico.

19 Uranio impoverito (DU) - utilizzo (cont.)
Evidenti, da un punto di vista economico, i vantaggi che derivano da un impiego dell’uranio impoverito per scopi industriali: chi produce il materiale (l’industria nucleare) trasforma in guadagno quello che prima era invece un costo di smaltimento; gli utilizzatori, che dispongono di un materiale a basso costo con caratteristiche fisiche eccezionali (in particolare, l’altissima densità, quasi 19 g/cm3, circa una volta e mezza quella del piombo). Dagli anni ‘70 l’impiego dell’uranio impoverito si è diffuso nell’industria aeronautica al posto del tungsteno. Dopo l’incidente di Amsterdam del 4 ottobre 1992 l’utilizzo dell’uranio impoverito come contrappeso nelle ali degli aeromobili è destinato a un progressivo, anche se lento, ridimensionamento.


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