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LE MATERIE PLASTICHE E LE GOMME CHE COSA SONO LE MATERIE PLASTICHE IL RICICLAGGIO DELLE PLASTICHE LA PRODUZIONE DELLE MATERIE PLASTICHE LA PRODUZIONE DELLE.

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1 LE MATERIE PLASTICHE E LE GOMME CHE COSA SONO LE MATERIE PLASTICHE IL RICICLAGGIO DELLE PLASTICHE LA PRODUZIONE DELLE MATERIE PLASTICHE LA PRODUZIONE DELLE MATERIE PLASTICHE CARATTERISTICHE E IMPIEGHI DELLE MATERIE PLASTICHE CARATTERISTICHE E IMPIEGHI DELLE MATERIE PLASTICHE GOMME E ADESIVI

2 CHE COSA SONO LE MATERIE PLASTICHE CON L’ESPRESSIONE “MATERIE PLASTICHE”SI INDICA UN’AMPIA GAMMA DI PRODOTTIOTTENUTI DALLA LAVORAZIONE DEL PETROLIO E CARATTERIZZATI DA GRANDE FACILITA’ DI LAVORAZIONE, ECONOMICITA’, COLORABILITA’, ISOLAMENTO ACUSTICO, TERMICO, ELETTRICO, MECCANICO (VIBRAZIONI), RESISTENZA ALLA CORROSIONE E INERZIA CHIMICA, NONCHE’ IDROREPELLENZA E INATTACCABILITA’ DA PARTE DI MUFFE, FUNGHI E BATTERI.

3 CHE COSA SONO LE MATERIE PLASTICHE PLASTICHE OVVERO POLIMERI COME SI OTTENGONO I POLIMERI LE BIO PLASTICHE

4 PLASTICHE OVVERO POLIMERI IL TERMINE “PLASTICA” DERIVA DAL GRECO E SIGNIFICA “MALLEABILE”:LA CARATTERISTICA PIU IMPORTANTE DELLE MATERIE PLASTICHE E’ INFATTI LA FACILITA’ DI LAVORAZIONE. LE MATERIE PLASTICHE –CHIAMATE PIU PROPRIAMENTE RESINE- SONO COSTITUITE DA MACROMOLECOLE (MOLECOLE DI GRANDI DIMENSIONI)DETTE POLIMERI.LE MACROMOLECOLE SONO FORMATE DA UNA SEQUENZA DI UNITA FONDAMENTALI DETTE MONOMERI TENUTE INSIEME DA LEGAMI CHIMICI.TRA LORO LE MACROMOLECOLE NON SONO INVECE LEGATE CHIMICAMENTE BENSI COESE DA DEBOLI FORZE DI ATTRAZIONE

5 COME SI OTTENGONO I POLIMERI IN DETERMINATE CONDIZIONI DI TEMPERATURA E DI PRESSIONE ED EVENTUALMENTE IN PRESENZA DI CATALIZZATORI I MONOMERI SI LEGANO TRA LORO. LA REAZIONE DI FORMAZIONE DEL POLIMERO SI CHIAMA POLIMERIZZAZIONE E PUO ESSERE DI DUE TIPI:

6 POLIADDIZIONE CHE SI REALIZZA PARTENDO DA UN MOMNOMERO DI UN SOLO TIPO CIOE DA UNA SOLA SOSTANZA CHIMICA. POLIMERI OTTENUTI PER POLIADDIZIONE SONIO AD ESEMPIO IL POLIETILENE MOLTO USATO PER IMBALLARE MERCI, IL POLIPROPILENE DI VASTISSIMO IMPIEGO SIA COME MATERIA PLASTICA SIA COME FIBRA TESSILE, IL CLORURO DI POLIVINILE I CUI IMPIEGHI SONO MOLTEPLICI SA COME MATERIA PLASTICA SIA COME ADESIVO OPPURE COME FIBRA TESSILE.

7 POLICONDENSAZIONE CHE SI REALIZZA QUANJDO SI LEGANO TRA LORO DUE MONOMERI DIVERSI (CIOE DUE SOSTANZE CHIMICHE DIVERSE), I CUI CONCATENAMENTO PORTA ALLA FORMAZIONE SIA DEL POLIMERO SIA DI SOSTANZE DI SCARTO( IN GENERE ACQUA). I PIU IMPORTANTI POLIMERI OTTENUTI PER POLICONDENSAZIONE SONO I POLISTERI,CHE TROVANO VASTO IMPIEGO NELL’INDUSTRIA DELLE VERNICI E NEL CAMPO DELLE FIBRE TESSILI,I POLIURETALI,FONDAMENTALI PER LA FABBRICAZIONE DEI MATERIALI ESPANSI(POLIURETANO ESPANSO).

8 LE BIOPLASTICHE GLI OGGETTI IN PLASTICA TRADIZIONALI SONO REALIZZA TESFRUTTANDO ENERGIE NON RINNOVABILI E VENGONO RIASSORBITI DALL’AMBIENTE SOLO DOPO LUNGHI PERIODI DI TEMPO:UNA BOTTIGLIA DI PLASTICA,AD ESEMPIO,CI METTE QUATTROCENTO ANNI A DECOMPORSI.I PROBLEMI LEGATI ALL’INQUINAMENTO CAUSATO DALLA PLASTICA TRADIZIONALE HANNO SPINTO A METTERE A PUNTO MATERIALI ALTERNATIVI, LE COSIDETTE BIOPLASTICHE,REALIZZATE CON MATERIE PRIME VEGETALI QUALI AMIDO DI MAIS,BARBABIETOLA,ALGHE.A SECONDA DELLA COMPOSIZIONE,LA BIOPLASTICA IMPIEGA DA POCHI GIORNI A 4-5 ANNI PER DISSOLVERSI NELL’AMBIENTE SENZA LASCIARE RESIDUI INQINANTI.I CAMPI DI APPLICAZIONE SONO DAVVERO MOLTI:SACCHETTI PER LA SPESA O LA SPAZZATURA,BICCHIERI E POSATE USA E GETTA,SISTEMI DI PACCIAMATURA IMPIEGATI IN AGRICOLTURA E ALTRI OGGETTI DI USO COMUNE.DAL 1 GENNAIO 2011 ANCHE IN ITALIA SONO VIETATI I SACCHETTI DI PLASTICA PER LA SPESA,SOSTITUITI DA QUELLI BIODEGRADABILI.

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10 LA PRODUZIONE DELLE MATERIE PLASTICHE LA CLASSIFICAZIONE DELLE MATERIE PLASTICHE TECNICHE DI LAVORAZIONE

11 LA CLASSIFICAZIONE DELLE MATERIE PLASTICHE A seconda del loro comportamento nei confronti del calore, le materie plastiche (resine) possono essere classificate in termoplastiche e termoindurenti.

12 Resine termoplastiche questi materiali sottoposti a riscaldamento rammolliscono e possono essere foggiati in tutte le forme desiderate. una volta raffreddati tornano a essere rigidi, ma se nuovamente riscaldati rammolliscono ancora perdendo la forma in cui erano stati foggiati e possono quindi assumere nuove forme.

13 Resine termoindurenti questi materiali possiedono solo inizialmente la capacità di rammollire per azione del calore e in tale condizione anch’essi assumono la forma desiderata. Se però si prolunga il riscaldamento,avvengono delle trasformazioni chimiche che portando alla formazione di una massa unica non più lavorabile.

14 Tecniche di lavorazione variano in base alle caratteristiche dei materiali plastici (termoplastici o termoindurenti )e alla forma e dimensione degli oggetti che si vogliono ottenere.

15 Stampaggio per estrusione consiste nell’iniettare in modo continuo, a caldo, il materiale plastico attraverso fori di dimensioni opportune in modo da ottenere dei profilati di diametro differente in relazione alle dimensioni dei fori. Tra le materie plastiche che subiscono questo processo ci sono il PVC e il polistirolo

16 Stampaggio per iniezione È una tecnologia che si applica alle resine termoplastiche :il materiale plastico, sotto forma di granuli viene caricato in un iniettore cilindrico riscaldato all’interno del quale è presente una vite senza fine che spinge il materiale plastico verso il foro d’uscita. la resina è compresa tra la parte fissa e quella mobile di uno stampo,e assume la forma del volume vuoto.

17 Stampaggio per compressione a caldo questa tecnica si applica in genere alle materie plastiche termoindurenti che si trovano in commercio sotto forma di polvere già additivata dei vari ingredienti. Si distinguono, durante il ciclo di produzione, quattro operazioni fondamentali :da prima si riempie lo stampo con la polvere, poi lo si chiude e lo si riscalda sotto pressione. A queste prime fasi segue lo stampaggio vero e proprio durante il quale grazie all’azione del calore la polvere fonde e si distribuisce all’interno dello stampo indurendosi sempre di più finchè il pezzo può essere estratto.

18 Calandratura o laminazione il materiale plastico caldo viene immesso in appositi miscelatori e quindi fatto passare tra una serie di rulli in questo modo si producono lamine di spessore definito che possono assumere un aspetto lucido o goffrato a seconda della superficie dei rulli.

19 Espansione nelle resine mantenute pastose si induce lo sviluppo di sostanze gassose che creano nel materiale una struttura spugnosa con questo metodo si ottengono le resine espanse molto leggere e adatte come isolanti termici e acustici.

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21 CARATTERISTICHE E IMPIEGHI DELLE MATERIE PLASTICHE POLIETILENE(PE) FLESSIBILE,RESISTENTE AGLI URTI,PRESSOCHÉ INSOLUBILE OTTIMO ISOLANTE ELETTRICO PE A BASSA DENSITÀ PER LA PRODUZIONE DI FILM CASALINGHI USA E GETTA GIOCATTOLI PE LINEARE A BASSA DENSITÀ IDEALE PER FILM PER IMBALLAGGI PE AD ALTA DENSITÀ ADATTO PER CASSETTE E CASSONI INDUSTRIALI, CONTENITORI PER LIQUIDI. POLIPROPILENE (PP)RESISTENTE RIGIDO INSOLUBILE NEI SOLVENTI ORGANICI PERFETTAMENTE COLORABILE. COMPONENTI PER AUTO TUBAZIONI CASALINGHI FILM PER IMBALLAGGI FIBRE TESSILI. POLISTIROLO(PS)DURO FRAGILE E POCO RESISTENTE AGLI AGENTI ATMOSFERICI È MOLTO LEGGERO ED È UN OTTIMO ISOLANTE TERMOACUSTICO IMBALLAGGI ARTICOLI DOMESTICI GIOCATTOLI ELETTRODOMESTICI CALOTTE INTERNE DI CASCHI DI PROTEZIONE. POLIVINILCLOURO(PVC)DURO RIGIDO RESISTENTE AGLI AGENTI CHIMICI ATMOSFERICI E AL FUOCO ADDIZIONATO DI PLASTIFICANTI DIVENTA ELASTICO MATERIALI PER L’EDILIZIA IMBALLAGGI ALIMENTARI E FARMACEUTICI,CASALINGHI,ARREDAMENTO E ABBIGLIAMENTO. POLIAMMIDI(PA)TENACE ELASTICO E ALTAMENTE RESISTENTE LOGORAMENTO FIBRE SINTETICHE (NYLON) PART DI MACCHINE FILM PER IMBALLAGGI FLESSIBILE DI PRODOTTI ALIMENTARI. POLICARBONATO(PC)BUONE PROPRIETÀ MECCANICHE BUONA RESILIENZA ED ELEVATA DUREZZA MANUFATTI TRASPARENTI CASCHI PROTETTIVI COMPONENTI PER AUTO. POLIMETILMETACRILATO (PMMA)BUONA RESISTENZA AGLI URTI E AI SOLVENTI TRASPARENTI E LEGGERO NVETRI PIANI O CURVI COPERTURE PER SERRE MOBILI E OGGETTI DA ARREDAMENTO RIENTRANDO IN QUESTA CATEGORIA MATERIALI COME IL PLEXIGLAS. POLIURETANO(PU)ELASTICO RESISTENTE ALL’ACQUA AGLI ALCOOL E AGLI ACIDI FINTE PELLI SUOLE FILM PER ISOLAMENTO ELETTRICO ARTICOLI SPORTIVI. POLIESTERI(UP) ALLO STATO LIQUIDO È PIÙ O MENO VISCOSO E INDURISCE CON L’AGGIUNTA DI CATALIZZATORI LE CARATTERISTICHE MIGLIORANO SE RINFORZANO CON FIBRE DI VETRO O DI CARBONIO INDUSTRIA ELETTRICA ELETTRONICA E CHIMICA EDILIZIA NAUTICA PRODUZIONI DI ARTICOLI SPORTIVI. POLITETRAFLUROETILENE (PTFE)ALTA STABILITÀ TERMICA RESISTENZA AI PRODOTTI CHIMICI E ALLA LUCE INFIAMMA BILE OTTIMO ISOLANTE ELETTRICO RIVESTIMENTI ANTIADERENTI RESISTENTI ALLE ALTE TEMPERATURE,ISOLAMENTO ELETTRICO. RESINE EPOSSIDICHE(EP)OTTIMA RESISTENZA AGLI AGENTI CHIMICI ELEVATO POTERE ADESIVO SU DIVERSI MATERIALI PARTI DI AEROPLANI RACCHETTE DA TENNIS SCI ADESIVI COMPONENTI ELETTRICI RESINE FENOLICHE(PF) INSOLUBILI NEI SOLVENTI E RESISTENTI AL CALORE LAMINATI ADESIVI COMPONENTI ELETTRICI E MOTORISTICI RESINE MELAMMINICHE(MF)RESISTENTI AL CALORE AGLI ACIDI E ALL’ACQUA BUONA RESISTENZA MECCANICA LAMINATI STOVIGLIE ISOLANTI ELETTRICI INDUSTRIA TESSILE.

22 GOMME E ADESIVI GOMME OVVERO ELASOMETRI LA GOMMA NATURALE LE GOMME SINTETICHE GLI ADESIVI

23 GOMME OVVERO ELASTOMERI -LE GOMME SONO CARATTERIZZATE DALLA PROPRIETÀ DI POTER SUBIRE UN FORTE ALLUNGAMENTO, ANCHE PIÙ VOLTE LA LORO LUNGHEZZA, SENZA SPEZZARSI, PER POI TORNARE ALLE DIMENSIONI ORIGINALI UNA VOLTA CHE VENGA MENO LA FORZA APPLICATA. LE GOMME APPARTENGONO ALLA CATEGORIA DI SOSTANZE DETTE ELASTOMERI E POSSONO ESSERE DI ORIGINE NATURALE O SINTETICA.

24 LA GOMMA NATURALE LA GOMMA NATURALE (O CAUCCIÙ) SI RICAVA DA UN LATTICE SECRETO DA ALCUNE PIANTE DELLE REGIONI EQUATORIALI. IL CACCIÙ PRESENTA OTTIME PROPRIETÀ ELASTICHE( CHE TENDONO A DIMINUIRE COL TEMPO A CAUSA DELL’AZIONE DELL’ARIA) E OTTIMA RESISTENZA AGLI AGENTI CHIMICI. DOPO LA RACCOLTA IL LATTICE VIENE FILTRATO, CONCENTRATO E STABILIZZATO; PER LA PREPARAZIONE DI FOGLI IN GOMMA NATURALE, IL LATTICE VIENE ACIDIFICATO, AFFINCHÉ AVVENGA LA COAGULAZIONE DEL POLIMERO, E IN SEGUITO SPREMUTO A MEZZO DI RULLI ROTANTI; I FOGLI DI CACCIÙ CHE NE ESCONO HANNO UNO SPESSORE DI 3-4 MM E VENGONO DETTI CREPE SHEET.

25 LA GOMMA NATURALE LA GOMMA IN FOGLI COSÌ OTTENUTA PASSA ALL’INDUSTRIA OVE SUBISCE UNA SERIE DI LAVORAZIONI TENDENTI A MIGLIORARE LA PROPRIETÀ. LE PRINCIPALI SONO: MASTICAZIONE, EFFETTUATA CON SPECIALI MACCHINE, ALLO SCOPO DI AMMORBIDIRE IL MATERIALE; IMPASTO, OPERAZIONE CON CUI IL MATERIALE GREZZO VIENE IMPASTATO A CALDO VULCANIZZATI, PLASTIFICANTI, ANTIOSSIDANTI, CARICANTI E PIGMENTI; FOGGIATURA, MEDIANTE CUI L’IMPASTO VIENE FOGGIATO NELLA FORMA VOLUTA.

26 LE GOMME SINTETICHE AGLI INIZI DEL NOVECENTO LA DOMANDA DI GOMMA CON BUONE CARATTERISTICHE DI ELASTICITÀ, ATTA DALLA PRODUZIONE DI PNEUMATICI, ERA SUPERIORE ALLE POSSIBILITÀ PRODUTTIVE DELLE PIANTAGIONI DI CACCIÙ SPARSE NEI VARI PAESI; SI CERCÒ QUINDI DI PRODURRE DELLE MATERIE SINTETICHE CHE AVESSERO LE STESSE CARATTERISTICHE MECCANICHE DELLE GOMME PARTENDO DA SOSTANZE SIMILI ALL’ISOPRENE(MONOMERO DELLA GOMMA NATURALE). OGGI ESISTONO NUMEROSI TIPI DI GOMME SINTETICHE

27 GOMMA STIROLO O RSB ( STYRENE BUTADIENE RUBBER ) DETTA ANCHE BUNA N, È UN ELASTOMERO CON BUONA RESISTENZA ALL’ABRASIONE E STABILITÀ ALL’INVECCHIAMENTO. L’RSB È STABILE NEI CONFRONTI DI SOSTANZE QUALI OLI MINERALI, GRASSI E IDROCARBURI, ACIDI E BASI ORGANICHE E INORGANICHE. VIENE UTILIZZATO PRINCIPALMENTE PER PRODURRE PNEUMATICI, TUBI, TACCHI E SUOLE DI SCARPE, GUARNIZIONI, PISTE DI ATLETICA LEGGERA

28 GOMMA NITRILE DETTO ANCHE BUNA N, È UN ELASTOMERO PIÙ RIGIDO DELLA GOMMA NATURALE, MA NOTEVOLMENTE PIÙ INERTE; GRAZIE A QUESTE SUE CARATTERISTICHE VIENE UTILIZZATO PER LA PRODUZIONE DI CONDOTTI PER OLI E BENZINE, PAVIMENTI DI OFFICINE, SERBATOI DI CARBURANTE

29 BUTILE O VISTANEX LE MOLECOLE BASATE SU QUESTO POLIMERO HANNO SCARSA RESISTENZA ALLA TRAZIONE, MA BUONA RESISTENZA ALL’ABRASIONE, AL TAGLIO, ALLA TEMPERATURA E SOPRATTUTTO PERMEABILITÀ AI GAS PARTICOLARMENTE BASSA, PERTANTO SONO USATE PER FABBRICARE CAMERE D’ARIA, TUBI DI GOMMA, ISOLANTI PER CAVI

30 NEOPRENE QUESTO POLIMERO PRESENTA BUONE PROPRIETÀ MECCANICHE, BUONA RESISTENZA AGLI AGENTI CHIMICI E AL CALORE. VIENE UTILIZZATO NELLA FABBRICAZIONE DI GUANTI, GUARNIZIONI, PANNELLI PROTETTIVI, DIAFRAMMI DI VALVOLE E RUBINETTI, ECC

31 GOMMA ETILENPROPILENICA PRESENTA OTTIME CARATTERISTICHE MECCANICHE E DI RESISTENZA ALLE TEMPERATURE ELEVATE; TROVA IMPIEGO NELLA PRODUZIONE DI ACCESSORI PER AUTO, LASTRE PER IMPERMEABILIZZARE TETTI, ECC

32 GLI ADESIVI L’ADESIVO, O COLLA, È UNA SOSTANZA CHE PERMETTE DI FAR ADERIRE UNA SUPERFICE E UN’ALTRA. LE COLLE POSSONO ESSERE COMPOSTE DA MATERIALI DIVERSI E NE ESISTONO NUMEROSE TIPOLOGIE CHE SI ADATTANO A USI SPECIFICI E SONO PIÙ O MENO ADATTE A INCOLLARE DETERMINATI MATERIALI

33 GLI ADESIVI ANTICAMENTE LA COLLA VENIVA RICAVATA DA TESSUTI ANIMALI QUALI PELLAME, OSSA O PESCE, OPPURE DA VEGETALI, AD ESEMPIO LA COLLA DI FARINA UTILIZZATA PER INCOLLARE LA CARTA O LA GOMMA ARABICA, ALTRIMENTI DETTA GOMMA ACACIA, IMPIEGATA ANCHE A LIVELLO COMMESTIBILE

34 GLI ADESIVI OGGI LE COLLE NATURALI SONO DIVENUTE PRODOTTI DI NICCHIA(AD ESEMPIO NEL RESTAURO DI MOBILI ANTICHI) E IL LORO POSTO È STATO PRESO DA ADESIVI SINTETICI A BASE DI RESINE PRODOTTI INDUSTRIALMENTE E DALL’ELEVATO POTERE ADESIVO. GLI ADESIVI SINTETICI PIÙ DIFFUSI SONO: CIANOACRILATI (ADESIVI TENACI, USATI IN CHIRURGIA) COLLA VINILICA O COLLA DA FALEGNAME COLLA EPOSSIDICA (USATA IN EDILIZIA), COLLA UREICA (IMPIEGATA NELL’INDUSTRIA DEI COMPENSATI) COLLA POLIURETANICA, ESISTENTE IN DECINE DI FORMULAZIONI DIVERSE.

35  LE FIBRE VEGETALI LE FIBRE VEGETALI  LE FIBRE ANIMALI LE FIBRE ANIMALI  LE TECNOFIBRE E LE FIBRE MINERALI LE TECNOFIBRE E LE FIBRE MINERALI  LA PRODUZIONE DEI TESSUTI LA PRODUZIONE DEI TESSUTI  IL TELAIO INDUSTRIALE IL TELAIO INDUSTRIALE  LA LAVORAZIONE DEI FILATI LA LAVORAZIONE DEI FILATI  TESSUTI TECNICI E MATERIALI COMPOSITI TESSUTI TECNICI E MATERIALI COMPOSITI  ABBIGLIAMENTO TECNICO ABBIGLIAMENTO TECNICO LE FIBRE TESSILI E I MATERIALI COMPOSTI

36 LE FIBRE VEGETALI CHE COSA SONO LE FIBRE TESSILI IL COTONE IL LINO

37 CHE COSA SONO LE FIBRE TESSILI LE FIBRE TESSILI SONO STRUTTURE SOTTILI DI ORIGINE NATURALE O CHIMICA UTILLIZZATE PER LA RELIZZAZIONE DEI TESSUTI.LE SOSTANZE DI CUI SONO COSTITIUTE HANNO CARATERERISTICHE DI FLESSIBILITÀ TENACITÀ E MALLEABILITÀ,CHE CONSENTANO LA LAVORAZIONE IN FILI SOTTILI E RESISTENTI

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39 CHE COSA SONO LE FIBRE TESSILI LE FIBRE NATURALI POSSONO ESSERE DI ORIGINE: VEGETALE ANIMALE MINERALE QUELLE CHIMICHE POSSONO ESSERE ARTIFICIALI SINTETICHE.

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41 CHE COSA SONO LE FIBRE TESSILI OTRE CHE PER LA REALIZZAZIONE DEI TESSUTI PROPRIAMENTE DETTI,LE FIBRE POSSONO ESSERE IMPIEGATE PER LA PRODUZIONE DI ALTRI ARTICOLI TESSILI DETTI NON TESSUTI: NON SOTTOPOSTI AI TRADIZIONALI PROCEDIMENTI DI FILATURA E TESSTURA, SONO OTTENUTI DALL ACCOSTAMENTO E ASSEMBLAMENTO DI FIBRE ORIENTATE E NON, MEDIANTE TECNICHE DI TIPOMECCANICO, TERMICO O CHIMICO.

42 IL COTONE SI TRATTA DI UNA FIBRA OTTENUTA DALLA CAPSULE MATURE DELLA PIANTA DEL COTONE.LA PIANTA E FORMATA DA UN ARBUSTO ALTO CIRCA 40CM,CON FOGLIE E FIORI DI COLORI ROSSO O GIALLO.QUANDO IL FIORE VIENE FECONDATO,PERDE I PETALI E IN 25 GIORNI CRESCE UNA CAPSULA CIRCONDATA DA UNA FOGLIA CHIAMATA BRATTEA.

43 IL COTONE ALL INTERNO DALLA CAPSULA CI SONO DA CINQUE A OTTO SEMI SU CUI SI SVILLUPPA LA FIBRA.QUANDO LA CAPSULA È MATURA SI APRE IN QUATTRO PARTI MOSTRANDO IL BATUFFOLO DI COTONE. LA PRIAMA OPERAZIONE DOPO LA RACCOLTA E L ESSICAZIONE È LA SGRANATURA CHE PERMETTE DI STACCARE LE FIBRE DAI SEMI. LA LUNGHEZZA DELLA FIBRE DI COTONE È MOLTO IMPORTANTE COMMERCIALMENTE,PERCHE SI OTTENGONO FILATI TANTO PIÙ LA FIBRA È LUNGA

44 IL COTONE IL COTONE È COMPOSTO PER IL 95% DI CELLULOSA ED LEGGERO,MORBIDO,EASSORBENTE. LA FIBRA DI COTONE,MENO ROBUSTA DEL LINO, NON SI USURA MA SI STRAPPA; È POCO ELASTICA E PERTANTO SI SGUALCISCE.I LAVAGGI FREQUENTI E L ESPOSIZIONE AL SOLE TENDONO A SCOLORIRE I TESSUTI DI COTONE. I TESSUTI DI COTONE SI USANO NELLA CONFEZIONE DI BIANCHERIA PER LA CASA E DI CAPI DI ABBIGLIAMENTO ESTIVO, SPECIALMENTE FEMMINILE.

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46 IL LINO LA FIBRA DEL LINO È RICAVATA DAL FUSTO DI UNA PIANTA ALTA DA 80 A 120 CM,POCO RAMIFICATA E CON PICCOLI FIORI,DI UN COLORE VARIABILE DAL BIANCO ALL AZZURRO INTENSO, CHE FIORISCONO SOLO PER UN GIORNO LA PIANTA DEL LINO VIENE ESTIRPATA DAL TERRENO IN MODO DI AVERE LA MASSIMA LUNGHEZZA DELLA FIBRA.DOPO L ESICAZIONE AVVIENE LA SEPERAZIONE DELLA FIBRE TESSILI DAI RESUIDI LEGNOSI E QUINDI LA PETTINATURA CHE ELIMINA LE IMPURITÀ.

47 IL LINO LE FIBRE DI LINO SI MESCOLANO A COTONE, LANA SETA, VISCOSA E POLIESTERE E QUESTI FILATI MISTI PERMETTANO DI OTTENERE MOLTI TIPI DI TESSUTO. LA COMBINAZIONE DI DUE FIBRE CONSENTE DI AVRE UNA "MANO" DIVERSA, CIOÈ UNA CONSISTENZA E UN ASPETTO DIFFERENTI DA QUELLI OTTENUTI CON FILATI SEMPLICI. COMPOSTO PER IL 70% DI CELLULOSA, NON PROVOCA ALERGIE, ASSORBENTE L’UMIDITÀ E LASCIA TRASPIRARE LA PELLE.

48 IL LINO PERTANTO È INDICATO PER LA CONFEZIONE DI CAPI ESTIVI LEZUOLA, TOVAGLIE,ASCIUGMANI E FAZZOLETTI. MOLTO RESISTENTE, SOPRATTUTTO SE BAGNATO PUO ESSERE LAVATO MOLTISSIME VOLTE SENZA ALTERARSI, ANZI DIVENTA SEMPRE PIU MORBIDO, COSA IMPORTANTISSIMA PER I CAPI DI ABBIGLIAMENTO E DI USO QUOTIDIANO CHE RICHIEDONO LAVAGGI FREQUENTI. HA BASSISSIMA ELASTICITÀ, PERTANTO I TESSUTI IN LINO NON SI DEFORMANO.

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50 LE FIBRE ANIMALI LA LANA LA SETA

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53 LE TECNOFIBRE E EL FIBRE MINERALI LE FIBRE ARTIFICIALI LE FIBRE ARTIFICIALI CELLULOSICHE LE FIBRE ARTIFICIALI PROTEICHE LE FIBRE SINTETICHE LE FIBRE MINERALI

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56 LA PRODUZIONE DEI TESSUTI LA FILATURA LA TESSITURA IL TELAIO

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59 IL TELAIO INDUSTRIALE

60 LA LAVORAZIONE DEI FILATI

61 TESSUTI TECNICI E MATERIALI COMPOSITI TESSUTI TECNICI MATERIALI COMPOSITI

62 ABBIGLIAMENTO TECNICO


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