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Reggio Calabria 1 aprile 2014 Tecnologie a basso costo arch. Agostino Urso.

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1 Reggio Calabria 1 aprile 2014 Tecnologie a basso costo arch. Agostino Urso

2 DUS architects – Amsterdam Prima casa stampata in 3D 3d-amsterdam-kamermaker-bioplastica.htm

3 3D Canal House

4 Prima casa stampata in 3D La casa, la cui costruzione richiederà circa tre anni, misurerà 15 metri di altezza, 6 metri di larghezza e 6 metri di profondità. La stampante 3D utilizza pellet Macromelt in bioplastica, ottenuta dall'olio di semi di colza, che può essere facilmente staccata e riutilizzata se il pezzo prodotto non ha le caratteristiche corrette quando esce dalla stampante. Come sa perfettamente chiunque abbia mai utilizzato una stampante 3D, dispositivi di questo tipo necessitano di essere ricalibrati più volte prima che il pezzo prodotto sia esattamente quello desiderato: dal momento che in questo caso i pezzi sono particolarmente grandi, poter riutilizzare i materiali è un aiuto importante, anche per contenere i costi.

5 3D Canal House

6 Prima casa stampata in 3D Oltre alla tecnica di stampa non convenzionale, gli architetti che stanno progettando l’edificio hanno anche previsto l’uso di materiali alternativi per alcuni ambienti: alcune stanze verranno concepite con l’uso di bioplastiche, altre con rifiuti organici, come le bucce di patate, altre ancora grazie al riciclo delle bottigliette di plastica donate dalla comunità locale, per la cui raccolta è stato creato un centro dove la popolazione può recarsi a portare i propri scarti.

7 L’obiettivo della stampa è quello di ottenere un materiale rinnovabile, sostenibile, forte, piacevole al tatto e, più in generale esteticamente accattivante, che possa competere con le tecniche costruttive attuali: in questo momentosi stanno testando differenti campi oni di materiale basati su una miscela all’80% biologica.

8 Il progetto della casa si comporrà appunto di diverse tipologie di camere, che sono ideate digitalmente e convertite nel disegno strutturale che poi andrà in stampa.

9 Fase di stampa 3D

10 Tecnologia Sostenibile Un’architettura sostenibile deve far uso di materiali locali, quelle che si recuperano 'naturalmente' in ambito locale. Esistono varie tecnologie sostenibili utilizzate come assemblaggio di sottoprodotti basati su: MATERIALI NATURALI: come roccia, terra, canne e tronchi. MATERIALI RIUTILIZZATI: copertoni, bottiglie di plastica, legno, vetro. MATERIALI RICICLATI: plastiche, metalli, legno, vetro. MATERIALI“VERDI”: pannelli solari, sistemi di recupero dell’acqua, utilizzo della vegetazione. Oggi, ci sono montagne di sottoprodotti della nostra civiltà che sono già realizzati e consegnati a tutte le aree.

11 Lavoro sostenibile Bassa percentuale di manodopera specializzata Principio di autocostruzione: questi materiali e le tecniche per il loro utilizzo devono essere accessibili per la persona comune in termini di prezzo e di abilità necessarie per utilizzarli.

12 Materiale sostenibile Minore è la quantità di energia necessaria per trasformare un oggetto trovato in un materiale da costruzione più vantaggioso sarà un suo utilizzo. CONCETTO DI ENERGIA INCORPORATA L’assemblaggio dei sottoprodotti in materiali da costruzione può essere: - monoprodotto (es. legno, terracruda); - multiprodotto: (es. muro portante costruito con alternanza di bottiglie di plastica, sabbia e terra cruda).

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14 Materiali naturali

15 Materiali naturali: il bamboo

16 Simon Velez nel 2000 ha realizzato un padiglione gigante in bamboo per l’Expo di Hannover.

17 Bamboo Velez: “il bamboo come l’acciaio della natura. Qualunque ingegnere può utilizzare il bambù come l’acciaio, è davvero un materiale formidabile”.

18 Shigeru Ban utilizza bambù e tubi di cartone per le sue costruzioni, sia residenze per da realizzare per situazioni di emergenza, sia grandi edifici e tensostrutture con materiali non convenzionali.

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20 Soe ker Tie Hias (casa delle farfalle) Noh Bo, Tak - Thailandia

21 Architetti: TYIN Tegnestue Localizzazione: Noh Bo, Tak, Tailandia Project team: Pasi Aalto, Andreas Grøntvedt Gjertsen, Yashar Hanstad, Magnus Henriksen, Line Ramstad, Erlend Bauck Sole Cliente: Ole Jørgen Edna Progetto: 6 dormitori Budget: NOK (Approx €) Anno: Novembre 2008 – Febbraio 2009 Fotografie: Pasi Aalto Dopo sei mesi di apprendimento reciproco con gli abitanti di Noh Bo, speriamo di aver lasciato qualcosa di utile e di aver apportato un’ importante esperienza ai nostri progetti futuri.

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24 Materiali naturali: la paglia

25 DDA Architetti L’ampliamento di un’abitazione con materiali naturali a km zero Dal tetto alle pareti, infatti, sono state utilizzate a posto dei consueti mattoni in laterizio, balle di paglia direttamente trasportate dal campo vicino al terreno su cui sorge la casa, a solo due chilometri di distanza. Trecentocinquanta balle di paglia, una struttura modulare in legno massello, un committente d'eccezione ed illuminato come l'ex calciatore ed ora tecnico del Pisa Dino Pagliari, più una squadra di lavoro, fra progettisti e manovali, che si auto gestisce.

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27 Paolo Robazza di BAG Officina Mobile Prima casa urbana

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29 Tecnica GREB (paglia) Fondato nel 1990, il GREB è un progetto di ecovillaggio agricolo situato al confluire del fiordo di Saguenay e della baia degli Ha! Ha!, nel nord del Québec, vicino al lago Saint-Jean. Nel 1994, il fisico Patrick Déry integra il progetto. Due anni dopo, costruisce una piccola casa ecologica a doppia ossatura di legno, isolata con balle di paglia protette da malta e alimentata ad energia solare.

30 Materiali naturali: la terra cruda Qasba del XVII secolo nell'oasi di SKOURA, Marocco. Gli edifici sono costruiti con la tecnica del pisé

31 Case in terra cruda

32 Coenraad Rogmans, Cob House, Reno, Nevada La case in terra cruda sono una tipologia di alloggio diffusa in diverse zone del mondo. La terra cruda è costituita da un insieme di argilla, sabbia, paglia e acqua. I materiali di partenza vengono assemblati per realizzare un composto molto resistente, funzionale ed ecosostenibile. In Italia la costruzione di case in terra cruda era diffusa soprattutto in Abruzzo e Marche negli anni Settanta.

33 Case ad obice - Gruppo etnico dei Musgum, nell’estremo Nord del Camerun

34 Ogni scelta formale è qui giustificata da ragioni di natura fisica. I muri di queste case sono molto più spessi alla base che in cima per migliorarne la stabilità conferendogli la forma allungata. Inoltre la loro superficie esterna presenta dei gradoni che potrebbero essere scambiati per semplici decorazioni, ma in realtà servono per due motivi: raggiungere la cima dell’edificio durante la sua manutenzione canalizzare le acque piovane.

35 Il Super Adobe di Nader Khalili Nato da un progetto della NASA per insediamenti a basso costo da costruire sulla LUNA

36 Dall’arabo al-tobe ovvero il mattone, detta anche tecnica dell’Earthbagging Prima viene creata la struttura portante, in elementi simili a mattoni in terra cruda costituiti da sacchi di tessuto da riempire con la terra cruda locale. Dopo viene eseguito il consolidamento e la conseguente finitura della struttura: le pareti vengono intonacate sia esternamente che internamente in argilla Infine le costruzioni si trasformeranno infatti in giganteschi forni, fucine che daranno alla luce i suggestivi ambienti a volta.

37 Il Super Adobe di Nader Khalili

38 PRINCIPI FONDAMENTALI: - Possibilità di applicazione nella maggior parte dei luoghi - Facilità di realizzazione: ogni abitante sarà in grado di realizzare la sua dimora - Economicità del processo e dei materiali: ne sono prova le numerose realizzazioni, oltre che l’essenza originaria e semplice di entrambi. Il nome di Nader Khalili grazie a questi principi rimane per sempre legato alla ricerca dell’architettura per i poveri ed i disagiati della terra. In occasione del recente terremoto in Haiti i figli dell’architetto hanno riproposto il modello abitativo anche per le sue caratteristiche antisismiche.

39 Esempio di tecnica dell’Earthbagging Un Tetto per Tutti© è un progetto promosso da TimeForAfrica Luogo del progetto pilota è il Mozambico, in particolare una zona rurale vicino alla capitale Maputo Il modulo abitativo è costituito da un rettangolo di dimensioni 6×12 m la cui superficie effettiva calpestabile corrisponde a molte delle abitazioni tradizionali familiari di base circolare, presenti in Mozambico. L’unità abitativa complessiva copre una superficie totale di 72 m 2. La fondazione è continua ed è realizzata tramite un cordolo di sabbia e cemento di sezione rettangolare. Lo spazio fra i cordoli viene riempito da pietre. Sopra il cordolo viene realizzato uno zoccolo in cemento e pietra. La struttura principale dell’alloggio è realizzata mediante sacchi di juta o plastica riciclati riempiti di terra e altri materiali lapidei di recupero disponibili in loco.

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41 Materiali naturali: la terra compressa Gli architetti Roger Boltshauser e Martin Rauch hanno utilizzato solo la terra scavata dal cantiere per la costruzione della casa stessa. Infatti pareti, pavimenti e intonaci sono realizzati completamente con la terra dello sbancamento. Questa tecnologia, che riguarda la miscelazione di limo e di terra, è costituita da una serie di strati orizzontali di terra cruda compattati attraverso l’uso dell’aria compressa.

42 Martin Rauch, Villaggio residenziale di Schlins - Vorarlberg (Austria)

43 Materiali riutilizzati

44 Earthship: viaggio tra le case di terra e rifiuti di Michael Reynolds

45 Lo studio del progetto inizia già nel 1969, e nel 1972, Michael Reynolds realizza la Thumb House, la prima casa ecosostenibile che assembla uno speciale impasto di terra cruda con diverse tipologie di materiali di riciclo che vanno dalle lattine di birra alle bottiglie di plastica, dall'alluminio agli pneumatici usati delle auto, avviando una costruzione abitativa completamente a costo zero e che si occupa di impiegare dei materiali che altrimenti non verrebbero utilizzati e andrebbero dispersi in natura.

46 La realizzazione della Phoenix, un'abitazione completamente ecosostenibile, realizzata dopo lo tsunami del 2004 in Indonesia, sotto la spinta di realizzare una struttura abitativa in grado di resistere a questa tipologia di cataclismi. L'innovativa abitazione presenta una struttura completamente a costo zero, realizzata esclusivamente con risorse rinnovabili e materiali di scarto e riciclo, permettendo di azzerare completamente i costi energetici di acqua, luce e gas, oltre alla possibilità di produrre prodotti vegetali per soddisfare il fabbisogno primario del mangiare

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51 Case di carta

52 Gli ideatori dell’originale edificio sono i fratelli Dratz, che hanno usato solo balle di carta, riciclata e pressata. 550 balle di carta, per la precisione! Per il loro progetto i Dratz hanno avuto un finanziamento di 200mila dollari (più o meno 153mila euro) dalla Zollverein School of Management and Design, un’azienda tedesca molto attenta all’ambiente. Eppure, sulla funzionalità della casa di carta ci sono parecchi dubbi: Il primo è il tempo (meteorologico)!

53 Anche se ci sembra un metodo di costruzione all’avanguardia l’utilizzo di carta nell’architettura non è una trovata così moderna la carta è, infatti, alla base della tradizione costruttiva giapponese, tanto che già nel XVI secolo il Giappone era stato definito da un missionario portoghese “la terra dove le case sono fatte di legno e di carta”

54 La Casa di Cartone Moderna Realizzata dal Architetto Giapponese Shigeru Ban che Definisce nella Sua lingua la Carta “Mottainai”, una Espressione che Significa “Qualcosa di Troppo Buono per Essere Sprecato”

55 Anche uno Studente Australiano, Ariano Pupili, si è Cimentato nella Progettazione di una Casa in Cartone

56 Casa a pallet

57 Prototipo costruito per il principe Carlo

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59 Casa in polistirene espanso

60 Dome house - eidotipi

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62 Dome house - componenti

63 Dome house - tipologie Completamente assemblabile in 7 giorni, prezzi base da 25mila euro, resiste al forte vento e al terremoto, è eco-friendly con ottime performance di efficienza energetica. Non essendo affatto tossica, senza formaldeide e grazie a una soluzione antiossidante permette di sfuggire alla “sick building syndrome”.

64 Dome house - tipologie

65 La casa container

66 La casa container: Brasile

67 L'architetto Celso Costa Filho - Per chi vuole vivere in Brasile, ecco la casa da comprare spendendo soltanto 26mila euro. -Una proprietà con isolamento termico e acustico, ecologica, economica e pronta a tempo di record. - Nella città di Bonito le case cominciano ad essere fatte con i containers. A confermare la tendenza globale verso la sostenibilità senza sacrificare la bellezza in Brasile è stato il Mato Grosso do Sul, la regione centro-occidentale del Paese.

68 La casa container: Brasile

69 Choi Jeong-Hwa - Seul Ben 1000 porte colorate una diversa dall’altra e affiancate come a comporre uno splendido mosaico. Le porte posizionate semplicemente una accanto all’altra, dalle fondamenta dell’edificio fino a metà dell’altezza totale. Secondo Jeong Hwa l’arte non è solo quella che si trova chiusa nei musei e nelle galleria, ma, deve essere quotidianamente sotto gli occhi di tutti, perchè le persone possano ammirarla di continuo e non solo pagando un biglietto d’ingresso.

70 Materiali riciclati

71 Azienda Savno (Servizi ambientali Veneto nord orientale)

72 Primo edificio italiano interamente costruito con i rifiuti Il progetto si avvale di 33 metri cubi di materiale isolante in Pet riciclato termolegato (senza quindi utilizzare colle o resine leganti) proveniente da circa 33 mila bottiglie di plastica. Per isolare i pavimenti, sono stati utilizzati 100 metri cubi di carta di giornale trattata e sughero, materiale naturale che richiede poca energia per essere prodotto e può essere rigenerato. Acciaio e alluminio, entrambi riciclabili, caratterizzano le strutture portanti, le armature e gli infissi. Il tamponamento dei muri è fatto con pannelli di legno-cemento, realizzato con scarti di segherie. Un giardino pensile sul tetto che sfrutta il compost, ecosportelli per accogliere i clienti, realizzati con materiale di riciclo, a cominciare dalle sedute in cartone compattato, contribuiscono a diffondere la cultura del riuso.

73 Tom Fruin: KOLONIHAVEHUS

74 Opera scultorea dell'artista di Brooklyn Tom Fruin. L'opera prende il nome e ispirazione dal kolonihavehus onnipresente di Copenaghen: una modesta casetta da giardino originariamente destinato a dare ai lavoratori statali un rifugio dalle condizioni di vita angusti della città. Il progetto consiste in una casa con giardino in plexiglas di recupero colorati e in acciaio. La Kolonihavehus è composta da circa un migliaio di pezzi di plexiglas. Include dettagli come i perni della porta con cerniere fatte a mano.

75 Materiali“verdi”

76 Bolton Eco House - Take Architects

77 La eco-casa utilizza energia fornita da pannelli fotovoltaici e da una turbina eolica, inoltre una pompa di calore geotermica produce riscaldamento. La Bolton Eco House è stata presa come esempio in un piano presentato dal governo britannico per future case, per avere zero emissioni di carbonio. Una casa ecologica costruita con materiali tradizionali e locali, che con la sua forma di fiore ed i suoi volumi interrati, si inserisce perfettamente nel paesaggio. La eco-casa utilizza energia fornita da pannelli fotovoltaici e da una turbina eolica, inoltre una pompa di calore geotermica produce riscaldamento.

78 Bolton Eco House - Take Architects

79 Capsula Alpina - Ross Lovegrove Studio

80 Il progetto è stato un esperimento per studiare futuri alloggi isolati, ma tecnologicamente attrezzati in tutto. La capsula Alpina è un'unità abitativa con soggiorno, bagno e zona contemplazione. Lo studio voleva creare uno spazio chiuso che avesse costantemente contatto con il paesaggio esterno. La capsula è rivestita esternamente di una superficie a specchio per far rimbalzare i raggi infrarossi, proteggendo l'interno dal surriscaldamento. L'involucro interno invece è trasparente, per permettere ai fruitori di godersi il paesaggio circostante. La turbina eolica è formata da otto petali che sono i pannelli fotovoltaici. Un'energia sufficiente può essere fornita in qualsiasi condizione metereologica, ma in caso di vento forte o neve, i pannelli si richiudono, ruotando sul perno. Capsula Alpina - Ross Lovegrove Studio

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82 Architetture attive Technische Universität Darmstad – Department of Energy Solar Decathlon 2009 degli USA Progetto focalizzato sulla produzione massima di energia in funzione delle dimensioni del maggiore ingombro autorizzato per la realizzazione dell’edificio, applicando i pannelli fotovoltaici ad ogni superficie disponibile.


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