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La qualità della progettazione del Piano dell’Offerta Formativa Dirigente scolastico Prof.ssa Giovanna Caserta San. Ferdinando di Puglia 1 marzo 2012 INCONTRI.

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1 La qualità della progettazione del Piano dell’Offerta Formativa Dirigente scolastico Prof.ssa Giovanna Caserta San. Ferdinando di Puglia 1 marzo 2012 INCONTRI PEDAGOGICI

2 PROGETTAZIONE DEL POF Il Collegio dei docenti e il Consiglio di Circolo, nelle operazioni di avvio dell’anno scolastico, alla luce dell’esperienza vissuta nei precedenti anni scolastici ed in base ai dati dei monitoraggi effettuati attraverso questionari e focus - group, stabiliscono di condividere alcune priorità didattiche e organizzative che caratterizzano l’impostazione di fondo del Piano dell’Offerta Formativa, elaborato nel rispetto delle linee guida, dei criteri generali e di gestione delineati nell’ambito degli Organi Collegiali.

3 Nello schema di regolamento sull’autonomia organizzativa e didattica delle scuole il Piano dell’Offerta Formativa viene definito come "il documento fondamentale costitutivo dell’identità culturale e progettuale delle istituzioni scolastiche [che] esplicita la progettazione curricolare, extracurricolare, educativa ed organizzativa che le singole scuole adottano nell’ambito della loro autonomia" (DPR. N.275/99 art. 3 c. 1).

4 Delineare e condividere un’idea di scuola Lettura dei contesti globali e locali IDEA DI SCUOLA Indirizzi culturali pedagogici, visione degli esiti e dei processi formativi, costruzione di contesti

5 La qualità della progettazione del POF La scuola attraverso il POF esprime la sua identità, la sua capacità di integrazione con il territorio, la sua flessibilità organizzativa mirata a personalizzare i percorsi formativi e a valorizzare le diversità, la sua responsabilità dei processi organizzativi e dei risultati formativi

6 L’azione progettuale dell’Istituzione scolastica I saperi Le metodologie il Curricolo Sistema didattico d’Istituto Funzioni, ruoli, competenze Risorse umane e materiali Partecipazione Climi e relazioni Territorio Sistema organizzativo d’istituto Sistema valutativo d’Istituto Valutazione degli alunni La valutazione dell’Istituto La valutazione delle performance

7 Il POF si qualifica anche come percorso di elaborazione progettuale, declinabile nelle fasi di ideazione, implementazione e valutazione,finalizzato a produrre un prodotto da tradurre in azioni concrete.

8 Il percorso progettuale del POF:  Esplicitare scelte ed indirizzi qualificanti;  Equilibrare gli aspetti educativi, curricolari, metodologi-didattici,organizzativi e gestionali;  declinare le scelte progettuali e tradurle in azioni fattibili, intese come definizione realistica e commisurata ai vincoli e alle risorse disponibili dei percorsi operativi.

9 Il POF come processo Azioni dell’attività progettuale condotta dai diversi attori che compongono la comunità scolastica: L’attenzione alla domanda formativa, intesa come ascolto e considerazione della domanda emergente dalle famiglie e dal contesto ambientale; la condivisione interna, intesa come partecipazione e coinvolgimento degli operatori scolastici al processo elaborativo, realizzativo e valutativo; la progettualità, intesa come focalizzazione sul POF come strumento di orientamento progettuale; la flessibilità, intesa come considerazione della pluralità e della diversità delle proposte formative;

10  la dinamicità, intesa come considerazione della dimensione evolutiva e di sviluppo del progetto;  la verificabilità, intesa come definizione operativa di modalità e strumenti di valutazione degli esiti e dei processi;  la comunicabilità, intesa come trasparenza e pubblicità delle scelte progettuali ai diversi interlocutori.

11 PROGETTAZIONE PER COMPETENZE Il Circolo sceglie di attivare una progettazione per competenze.  La scelta è motivata dall’esigenza di trovare risposte condivise alla sfida della società sempre più complessa;  aiutare il bambino a diventare autonomo protagonista del proprio processo di apprendimento.

12 La complessità della società richiede progettazioni sempre più mirate e consapevoli che :  favoriscano lo sviluppo di competenze cognitive, metacognitive e sociali attraverso: - apprendimenti significativi - compiti autentici - collegamenti con le progettazione dei diversi ordini di scuole (curricolo verticale).  I docenti lavorano insieme per potenziare, affinare, migliorare le proprie pratiche di insegnamento collegate al curricolo, valorizzando al massimo il modello della ricerca- azione.

13 Se si condivide la definizione che Pellerey dà di competenza: “Capacità di far fronte ad un compito, o un insieme di compiti, riuscendo a mettere in moto ed a orchestrare le proprie risorse interne, cognitive, affettive e volitive e a utilizzare quelle esterne disponibili in modo coerente e fecondo”, a scuola si può lavorare insieme per oltrepassare la logica del MURO (conoscenze passive) e ragionare con il modello del PONTE (quello fondato sulle competenze, che si nutrono di conoscenze e abilità, oltrepassandole).

14 Gli indirizzi metodologici delle Indicazioni per il curricolo: Costruire percorsi formativi a partire dei bisogni concreti e tenendo conto della singolarità e complessità di ogni persona e delle inclinazioni personali; Impegnarsi per il successo formativo di tutti gli studenti e sostiene le diversità, le disabilità, lo svantaggio; Attuare interventi adeguati nei riguardi delle diversità d’intesa con le altre istituzioni territoriali

15 Valorizzare le diverse identità e radici culturali e promuove la interazione fra soggetti portatori di culture diverse; Costruire ambienti sereni e conviviali e si costruisce come contesto idoneo a promuovere apprendimenti significativi; Favorire lo star bene a scuola; Adottare una pedagogia attiva, delle relazioni, dell’esperienza; Favorire l’esplorazione e la scoperta, incoraggiare l’apprendimento collaborativo e concepire la classe come gruppo, realizzare percorsi in forma di laboratorio;

16 Insegnare ad apprendere; Concepire e promuovere le discipline come punti di vista sulla realtà e come modalità di interpretazione del mondo; Aiutare a formulare problemi complessi e a individuare interconnessioni; Promuovere l’attribuzione di senso alle esperienze, l’esercizio della cittadinanza attiva, il pensiero critico e riflessivo; Promuovere il senso di legalità e l’etica di responsabilità;

17 Effettuare la valutazione in funzione formativa e come stimolo al miglioramento; Sviluppare e organizzare la ricerca e l’innovazione educativa; Documentare le sue azioni e rendicontare; Effettuare bilanci critici e di autovalutazione; Stringere alleanze educative con la famiglie Promuovere l’integrazione con il territorio

18 Nodi culturali strategici Atto di indirizzo del Ministro Gelmini (9 settembre 2009) Formazione dell’uomo e del cittadino Una scuola per tutti e per ciascuno Un curricolo verticale, progressivo ed essenziale, che armonizzi le “Indicazioni” La valutazione La ricerca

19 Formazione dell’uomo e del cittadino -Cosa intende il nostro istituto, per “ formazione del cittadino”? -Come la promuove? -Come la verifica? -Come la valuta? -Come sviluppa le “competenze chiave di cittadinanza”? -Come garantisce gli strumenti del leggere, affrontare e modificare la realtà? -Quale rapporto l’istituzione pone tra insegnamenti disciplinari e realtà contemporanea? -Come accerta la spendibilità delle competenze sviluppate? -Cosa mette dentro al voto di comportamento?

20 Una scuola per tutti e per ciascuno Nella nostra scuola non c’è nessuno che rimane indietro, che si sente escluso? In quali classi? Durante quali insegnamenti? Quali sono le nostre strategie di rinforzo, di sostegno, di recupero? Come organizzare interventi di recupero che siano efficici e produttivi?

21 Un curricolo verticale, progressivo ed essenziale che armonizzi le “Indicazioni ” I contenuti disciplinari vanno ripensati in termini di “nuclei fondanti”delle discipline stesse e nella prospettiva di una solida acquisizione di conoscenze e competenze a conclusione del primo ciclo. Predisporre un curricolo che parta da un’impostazione predisciplinare e giunga alla scoperta dei nuclei fondanti delle discipline,senza trascurare le dimensioni trasdisciplinari e interdisciplinari.

22 Prevedere nel curricolo le strategie per valorizzare le capacità e intervenire sulle debolezze degli alunni; Organizzare l’insegnamento curricolare in modo progressivo, riservando specifica attenzione al conseguimento di traguardi,al graduale passaggio da un anno all’altro e alla transizione dalla scuola I grado; Introdurre nella pratica educativa nuovi linguaggi e fare ricorso a contenuti digitali; mantenere il necessario livello di motivazione allo studio e alla partecipazione alle attività didattiche;

23 Sviluppare le dinamiche della didattica laboratoriale e della peer education; Fissare i traguardi da superare nel percorso formativo dai 3 ai 14 anni secondo standard diffusi nell’area UE e OCSE.

24 Percorso di autovalutazione Che cos’è il “ curricolo” nel nostro istituto? In che consiste la sua verticalità? Quali sono i criteri di progressione che abbiamo scelto? Quali sono gli indicatori di competenza disciplinare cui le diverse progettazioni si richiamano? Quali sono i nuclei che ciascuna disciplina ritiene fondanti? Quali gli aspetti che segnano la soglia di sufficienza, quali gli aspetti che sanciscono l’talenti ed eccellenze?

25 Quali dimensioni transdisciplinari privilegia il nostro istituto, e come interpreta la relazione interdisciplinare? Quale coerenza tra i traguardi previsti da noi e gli indirizzi provenienti dal’INVALSI, da OCSE PISA Cos’è per noi la didattica laboratoriale ? Che ce ne facciamo dei contenuti digitali e delle lavagne interattive.

26 La scuola dell’Infanzia E’ luogo educativo intenzionale di particolare importanza. Favorisce l’apprendimento di comportamenti fondamentali e di conoscenze iniziali utili per acquisire le competenze successive per rapportarsi con la società. Occorre pertanto Dialogare con le famiglia e le altre istituzioni per attuare un’autentica centralità del bambino;

27 Costruire ambienti educativi capaci di garantire cura e apprendimento, Elaborare un progetto educativo che curi le diverse dimensioni della formazione (sensoriale,corporea,artistico- espressiva,intellettuale, psicologica,sociale), Promuovere interventi compensativi che realizzino le pari opportunità

28 La scuola del primo ciclo Mira al raggiungimento di traguardi essenziali della strumentalità di base. Occorre pertanto, porre attenzione a quelle aree e discipline in cui le indagini nazionali internazionali denunciano le sofferenze più marcate ( competenze linguistiche e logico-matematiche)

29 Percorso di autovalutazione Quali sono le competenze dei nostri alunni in italiano, matematica, inglese, scienze, al termine della scuola primaria? Quanto il nostro curricolo risponde ai “reali bisogni formativi dei bambini di oggi? Come verifichiamo la fondamentale competenza dell’imparare ad apprendere? Come promoviamo l’acquisizione del metodo di studio?

30 LA VALUTAZIONE La valutazione dei risultati, del comportamento e del processo formativo assume un ruolo centrale nell’esperienza scolastica di ciascun alunno: - Usare la valutazione come strumento pedagogico- didattico: - Accompagnare in modo trasparente e coerente il percorso di ogni singolo alunno; - Garantire ai genitori informazioni attendibili sui risultati in itinere e finali.

31 AZIONI Adottare a livello di istituto corrette strategie perché i voti siano trasparenti, credibili e coerenti con il percorso di formazione seguito; Stabilire uno stretto raccordo tra le “Indicazioni” e gli interventi di valutazione;assumersi le necessarie responsabilità rispetto ai risultati e ai livelli di apprendimento degli alunni; Definire e controllare i livelli di competenza raggiunti con verifiche periodiche e sistematiche ( a fine anno, a fine ciclo), anche tenendo conto delle analisi INVALSI; Attivare iniziative di recupero, sostegno, consolidamento e potenziamento in orario extracurricolare in piccolo gruppi

32 Percorso autovalutativo  Come, nel nostro istituto, si attribuiscono i voti?;  Quale coerenza con gli obiettivi perseguiti?  Quale attendibilità delle verifiche? Quale è il sistema elle verifiche?  Quale equità valutativa?  Quale la comunicazione alle famiglie?  Quale uso pedagogico-didattico della valutazione?  Quale coerenza tra i nostri oggetti di accertamento e gli obiettivi definiti dalle indicazioni?

33  Quali le modalità di recupero?  Quali i criteri di attribuzione del voto conclusivo? Quale lòa riflessione d’Istituto sui risultati delle prove INVALSI?

34 La ricerca Il nuovo Regolamento dell’assetto ordinamentale organzzativo e didattico della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione stabilisce che, per un periodo non superiore ai tre anni scolastici, continuino ad applicarsi le Indicazioni nazionali e le indicazioni per il curricolo, in attesa che il Ministero proceda alla loro compiuta armonizzazione.

35 Acquista un peculiare rilievo, pertanto:  ricercare sui temi della continuità e del curricolo verticale;  Ricercare sulle conoscenze/competenze di base e sui traguardi da raggiungere al termine dei diversi segmenti del primo ciclo;  Porsi la prospettiva di pervenire a definizione ed esiti dei curricoli largamente condivisi dall’intera comunità educante;  Raccogliere e diffondere le migliori esperienze di ricerca didattica ed educativa.

36 Qual è la cultura della ricerca nel nostro istituto? Quanto è promossa la elaborazione individuale e di gruppo, quanto la sperimentazione e il confronto? Chi e come ha elaborato il documento che chiamiamo curricolo? Quanto coerenza c’è tra l’indicazione e le cose che abbiamo scritto su quel documento? Quanta coerenza c’è tra ciò che abbiamo e ciò che facciamo in classe?

37 Quanto il nostro curricolo sta migliorando gli esiti formativi dei nostri ragazzi? Quali le intese verticali e le continuità sostanziali, sul piano dei contenuti, dei metodi, delle verifiche? Quali aspetti organizzativi presentano criticità?

38 “Il Cammino si fa camminando” A.Machado “È leggero il compito quando molti si dividono la fatica” Omero


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