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TEORIA DELLA GRAVITAZIONE “La soluzione del problema della gravitazione non può essere la medesima nella fisica classica e nella teoria della relatività.

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Presentazione sul tema: "TEORIA DELLA GRAVITAZIONE “La soluzione del problema della gravitazione non può essere la medesima nella fisica classica e nella teoria della relatività."— Transcript della presentazione:

1 TEORIA DELLA GRAVITAZIONE “La soluzione del problema della gravitazione non può essere la medesima nella fisica classica e nella teoria della relatività generale” L’evoluzione della fisica pag 246

2 Due idee fondamentali: 1)Non esiste la forza di gravità, ma le masse deformano, incurvandolo, lo spazio-tempo. 2) I corpi che abitualmente pensiamo come soggetti alla forza di gravità devono essere considerati come particelle libere di muoversi nello spazio- tempo,seguendo le sue geodetiche(= traiettoria più breve possibile) CUORE DELLA TEORIA

3 LO SPAZIO-TEMPO

4 La materia dice allo spazio-tempo come curvarsi. Lo spazio-tempo dice alla materia come muoversi.. (JJJohn A. Wheeler. LO SPAZIO-TEMPO

5 Si passa da una visione “dinamica” della gravitazione ad una visione “cinematica” o meglio ancora “geometrica”. La geometria da usare non è però quella euclidea: lo spazio-tempo non è euclideo DESCRIZIONE GEOMETRICA DELLA GRAVITA’

6 Cosa significa? Pensiamo ad una superficie sferica, pensando che essa sia tutto ciò che esiste. In questo spazio-tempo: 1) le “rette” sono le circonferenze massime e le geodetiche sono archi di circonferenza 2) Non esistono rette parallele 3) La somma degli angoli interni di un triangolo è maggiore di 180° SPAZIO-TEMPO NON EUCLIDEO

7 ESEMPIO DELLA SUPERFICIE SFERICA ( geometria non euclidea ellittica) Supponiamo che lo spazio-tempo sia come questa superficie sferica. Consideriamo due punti che si muovono su due “rette” diverse. Noi li vediamo avvicinare e potremmo interpretare ciò come l’effetto di una forza attrattiva tra i due, ma essi stanno solo percorrendo la propria geodetica

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9 Lo spazio-tempo della relatività generale ha una geometria non euclidea. Una massa non soggetta a forze che si trova nello spazio-tempo per il 1° principio della dinamica si muove di moto rettilineo uniforme, ma le “rette” che percorre sono le geodetiche! MOTI NELLO SPAZIO-TEMPO

10 La massa scura, che è libera, non è “attratta dalla massa arancione”, ma segue l’andamento dello spazio- tempo intorno alla massa arancione

11 CONFERME SPERIMENTALI 1- La deflessione della luce per effetto gravitazionale 2-La precessione del perielio di mercurio 3-Il red shift gravitazionale 4-Il rallentamento gravitazionale degli orologi 5-Le onde gravitazionali

12 Ci si aspetta che la traiettoria della luce vicino ad una massa ( in un campo gravitazionale) sia curva per due motivi : 1)In un sistema di riferimento accelerato la luce segue una traiettoria curvilinea; per il principio di equivalenza non c’è differenza tra un sistema accelerato e un campo gravitazionale,quindi anche in un campo gravitazionale la luce deve seguire una traiettoria curvilinea 2)La luce trasporta energia e l’energia è massa. E’ vero!!! CONFERME SPERIMENTALI: 1- Deflessione della luce

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15 Un raggio di luce proveniente dalla stella A viene curvato passando nelle vicinanze del Sole. La stella viene osservata nella posizione apparente B data dalla proiezione del raggio di luce che arriva a Terra. I raggi di luce vengono curvati passando nelle vicinanze di una grande massa. CONFERME SPERIMENTALI: 1- Deflessione della luce

16 La congettura sulla curvatura della luce fu verificata sperimentalmente per la prima volta nel 1919 durante un’eclissi totale di Sole. IDEA di Einstein: «Immaginiamo che ci sia una stella lontana, dietro al nostro Sole. Non dovremmo vederla, perché è coperta dal disco solare. Accade spesso, invece, che questi corpi celesti nascosti si possano lo stesso scorgere: la loro luce, infatti, viene deflessa dalla normale traiettoria rettilinea, perché "attratta" da grandi masse, proprio come il Sole». LA CURVATURA DELLA LUCE CONFERME SPERIMENTALI: 1- Deflessione della luce

17 Figura A Le stelle vengono osservate in assenza del Sole. Il raggio di luce che parte da esse giunge direttamente agli occhi dell’osservatore Figura B Le stelle vengono osservate in presenza del Sole. Il raggio di luce che parte da esse viene deflesso dal campo gravitazionale del Sole e l’osservatore le vede in una posizione differente rispetto a quella della figura A. E’ necessaria l’eclissi in modo che la luce del Sole non copra la luce da esse emessa CONFERME SPERIMENTALI: 1- Deflessione della luce

18 La prima osservazione di deflessione della luce venne effettuata nel 1919 da Arthur Eddington e suoi collaboratori durante un’ eclissi solare totale, in modo da poter vedere la luce emessa dalle stelle vicine al Sole.luceArthur Eddingtoneclissi solare Le osservazioni vennero effettuate simultaneamente nelle città di Sobral (Brasile) e a São Tomé e Príncipe sulla costa occidentale dell'Africa.SobralBrasileSão Tomé e Príncipe Il risultato fu considerato una notizia straordinaria e finì sulle prime pagine di tutti i giornali più importanti, dando risonanza ad Einstein e alla sua teoria della relatività in tutto il mondo. CONFERME SPERIMENTALI: 1- Deflessione della luce

19 2-Precessione del perielio di Mercurio

20 L’asse dell’orbita del pianta Mercurio tra un a rivoluzione e l’altra non è fisso, ma si sposta, ruotando (per un arotazione completa ci vogliono circa tre milioni di anni) 2-Precessione del perielio di Mercurio

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22 Nella fisica newtoniana ogni pianeta descrive intorno al sole un’ellisse di cui il Sole occupa uno dei fuochi. Il punto di massimo avvicinamento, chiamato perielio è fisso. Ci sono però un certo numero di fattori nel nostro sistema solare che causano lo spostamento del perielio dei pianeti. Tale spostamento, detto precessione, è dovuto principalmente all'attrazione gravitazionale degli altri pianeti ed in misura minore, allo schiacciamento polare del Sole.precessioneschiacciamento polare Il tasso anomalo di precessione del perielio dell'orbita di Mercurio fu riconosciuto nel 1859 come un problema della meccanica celeste da Urbain Le Verrier.precessione del perielio dell'orbita di Mercurio meccanica celesteUrbain Le Verrier La sua ri-analisi sulle osservazioni calcolate in base al tempo utile del transito di Mercurio sul disco del Sole dal 1697 al 1848 ha mostrato che il tasso reale della precessione è in disaccordo con quello che viene calcolato tramite la teoria di Newton, di una quantità stimata inizialmente di 38" (arcosecondi) per secolo (successivamente ri-stimata a 43").Mercurio Furono proposte alcune soluzioni ad hoc, ma tutte in definitiva infruttuose. Verrier ipotizzò la presenza di un altro pianeta ( Vulcano) che ne perturbava le orbite. Nella relatività generale, questao mutamento dell'orientazione dell'ellisse orbitale dentro il suo piano orbitale, viene spiegata per mezzo della gravitazione mediata dalla curvatura dello spazio-tempo. Einstein dimostrò che la relatività generale prevede esattamente una quantità osservata di spostamento di perielio. Questo è stato un potente fattore che ha motivato l'adozione della relatività generale. Anche se le misurazioni precedenti delle orbite planetarie sono state effettuate con telescopi convenzionali, la maggior parte di quelle più accurate vengono adesso realizzate con i radar. La precessione complessiva osservata di Mercurio è di 5600 arcosecondi per secolo per quanto riguarda la posizione dell'equinozio invernale del Sole.radararcosecondiequinozio invernale 2-Precessione del perielio di Mercurio

23 Croce di Einstein Anello di Einstein Lente gravitazionale disomogenea 1-Deflessione della luce: lente gravitazionale

24 Il campo gravitazionale non è costante Dove la gravità è più forte, il tempo scorre più lento. Orologi più veloci in montagna, più lenti a livello del mare E’ stato verificato sperimentalmente!!! 4-Rallentamento gravitazionale degli orologi

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26 “Il problema di formulare le leggi della fisica per qualsiasi SC è stato risolto dalla teoria della relatività generale ; la teoria che l’ha preceduta e che si applica solo ai sistemi inerziali è chiamata teoria della relatività speciale. Naturalmente le due teorie non possono contraddirsi, poiché le vecchie leggi della relatività speciale vanno incluse nelle leggi generali, valevoli per un sitema inerziale” L’evoluzione della fisica pag 222 RELATIVITA’ GENERALE

27 In un’ascensore in caduta libera non si sente la gravità RELATIVITA’ GENERALE

28 Immaginiamo ora un ascensore all'ultimo piano di un grattacielo. Di colpo si spezza il cavo portante e la cabina inizia a cadere liberamente con accelerazione costante. Contemporaneamente una persona che si trova nel suo interno lascia cadere un sasso ed una piuma. La forza di gravità attrae allo stesso modo sia i due oggetti che l'ascensore, per cui la velocità relativa tra sasso e piuma è nulla. In altre parole sia il sasso che la piuma non arrivano a toccare il fondo dell'ascensore, dal momento che quest'ultimo sta cadendo con la loro stessa accelerazione. L'uomo all'interno della cabina potrebbe quindi a buon diritto affermare di trovarsi in una zona dello spazio lontana dall'azione gravitazionale di stelle e pianeti, dal momento che i due oggetti lasciati a se stessi rimangono sospesi a mezz'aria. RELATIVITA’ GENERALE

29 Relatività Generale Paradosso dei gemelli Tutti i sistemi di riferimento sono validi Situazione simmetrica? L’astronave, quando inverte la rotta, sente un’accelerazione  avvertita come un’accelerazione di gravità  orologio rallenta

30 Relatività Generale Anche il cammino della luce è influenzato dai corpi che distorcono lo spazio-tempo Prima evidenza sperimentale 1919 Eclisse

31 Relatività Generale Croce di Einstein Anello di Einstein Lente gravitazionale disomogenea

32 Relatività Generale La curvatura dello spazio-tempo cambia a seconda della massa dell'oggetto Se un oggetto è abbastanza massivo (almeno 3 volte la massa del Sole) può collassare fino a un punto (singolarità  la teoria non è completa?) Stadio finale della vita di una stella

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34 Relatività Generale I buchi neri sono previsti dalla Relatività Generale: regioni in cui la curvatura è così forte da intrappolare anche la luce Nulla che vi si avvicini troppo (orizzonte degli eventi – linea invisibile) ne può fuggire Osservatori esterni non possono vedere aldilà di questa linea Immagine artistica

35 Campo EM =) trasf. di Lorentz Campo Gravitazionale =) ? Ma se non conosciamo le equazioni del campo (per il campo EM sono le eq. di Maxwell) come possiamo determinare il gruppo di invarianza? Qui si esprime al massimo livello il genio di Einstein: L’esempio dell’osservatore in caduta libera =) un cambio di coordinate elimina (localmente) il campo gravitazionale L’esempio dell’osservatore che accelera =) un cambio di coordinate genera un campogravitazionale Einstein osserva allora che (generalizzare astrattamente era una sua caratteristica) Un cambiamento arbitrario del sistema di coordinate spazio-temporali è indistinguibile da un cambiamento del campo gravitazionale. Dunque non si dovrebbe assumere l’esistenza di sistemi di coordinate privilegiati. Si perviene così all’idea che la fisica del campo di gravità deve essere tale da avere un gigantesco gruppo di invarianza: tutte le possibili trasformazioni di coordinate, non solo il limitato gruppo delle TL lineari: e riempiamo dunque il box Campo Gravitazionale =) trasformazioni arbitrarie al più soggette solo a restrizioni di tipo matematico (differenziabilità, invertibilità, ecc.). Nota tecnica: Il gruppo di tutte le trasformazioni di coordinate soggette a queste restrizioni è detto il gruppo dei diffeomorfismi dello spazio-tempo

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38 Costruire una teoria le cui equazioni ammettano il gruppo dei diffeomorfismi è un problema difficilissimo che costò ad Einstein almeno 10 anni di lavoro. Ma deve essere possibile eliminare, almeno localmente, il campo di gravità: basta mettersi in caduta libera! Perciò Einstein basa la sua teoria sul seguente assioma, detto il Principio di equivalenza forte A. In un piccolo intorno di ogni evento (punto dello spazio-tempo) è possibile trovare un sistema di coordinate spazio-temporali rispetto al quale le leggi fisiche sono le stesse che in assenza di gravitazione, cioè quelle della relatività ristretta. Queste coordinate si chiamano localmente inerziali (CLI) [..]

39 Supponiamo di voler calcolare gli effetti del campo gravitazionale in una regione dell’universo, per esempio il sistema solare o una porzione della galassia. In base all’assioma possiamo dividere la regione in tante piccole regioni, scegliervi le coordinate in caduta libera e calcolare gli effetti come se non ci fosse gravitazione. quando si incollano tutte queste piccole regione si ottiene in generale uno spazio- tempo Curvo per esempio, una particella libera si muoverà su uno spezzone di linea retta nelle CLI: incollando tutti gli spezzoni si otterrà in generale una linea curva, magari chiusa come l’orbitadi un pianeta! È in questo modo che Einstein ha potuto calcolare la precessione anomala del perielio di Mercurio, un annoso problema astronomico che durava da almeno 50 anni!

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41 La teoria si chiama Relatività Generale perchè possiede il massimo grado di relatività: tutti i sistemi di coordinate sono ammessi. Al punto tale che non è nemmeno più richiesto un significato fisico diretto nel senso operazionale, le coordinate rappresentando semplicemente convenzioni che si utilizzano per “etichettare” gli eventi La curvatura, che la geometria insegna a calcolare, è infatti totalmente indipendente dalla coordinate scelte, e caratterizza il campo gravitazionale: infatti essa è nulla se e solo se lo spazio-tempo è quello della RS Il PE è di fatto la definizione dell’interazione gravitazionale, che permette di distinguerla da altre forze a lungo raggio d’azione

42 Il passaggio dalla RS alla RG ci ha insegnato che è possibile liberare la Fisica dalla più potente delle convenzioni: la scelta delle coordinate spazio-temporali


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