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Donato Speroni - Ifg Urbino 2014/15 1 Imprese, mercati e misure statistiche Everything should be made as simple as possible, but not simpler Albert Einstein.

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1 Donato Speroni - Ifg Urbino 2014/15 1 Imprese, mercati e misure statistiche Everything should be made as simple as possible, but not simpler Albert Einstein

2 Donato Speroni - Ifg Urbino 2014/15 2 Ricordiamo… FAMIGLIE IMPRESE LAVORO BENI E SERVIZI RETRIBUZIONI ACQUISTI

3 Donato Speroni - Ifg Urbino 2014/15 3 L’operatore imprese interessa l’economista in quanto: Produttore di beni e servizi. Temi correlati, la misura della produzione (agricola, industriale, di servizi destinati alla vendita); le misure dei prezzi. Acceleratore dell’economia attraverso gli investimenti che aumentano la capacità produttiva e quindi la capacità futura di produrre. Protagonista della domanda di lavoro. Operatore sul mercato finanziario, attraverso i prestiti dal sistema bancario, le obbligazioni e le azioni. Contribuente. Percettore di trasferimenti e incentivi (per i territori disagiati, la ricerca ecc.). Nucleo essenziale di tutti i sistemi economici (non solo di quello capitalista).

4 Quante sono le imprese in Italia? Tutte le imprese sono titolari di partita Iva. Ma lo è anche il libero professionista, che non è considerato “impresa” a meno che non diriga una attività collettiva (per esempio, il medico che gestisce la clinica). Ma è un punto controverso, perché gli artigiani sono considerati imprenditori. Nel complesso le partite Iva attive sono circa 6 milioni. Le imprese attive censite dall’Istat sono (nel 2011). Donato Speroni - Ifg Urbino 2014/15 4

5 5 L’impresa (azienda + imprendito re) Beni e servizi acquistati dall’impresa (materie prime, semilavorati, attività in outsourcing, ecc.) Produzione di beni e servizi Al valore aggiunto contribuiscono: Imprenditori Altri “capitalisti” Management Lavoratori Proprietari di beni naturali dell’azienda PROFITTI INTERESSI FORME MISTE SALARIO RENDITA

6 Donato Speroni - Ifg Urbino 2014/15 6 Ricordate che… L’azienda è l’insieme dei beni atti alla produzione (concetto statico) L’impresa finalizza l’azienda alla produzione di profitto o ad altre finalità sociali ecc. (concetto dinamico) Le imprese possono essere private, pubbliche; individuali o societarie “Public company” vuol dire impresa privata ad azionariato diffuso Tocchiamo alcuni concetti di diritto commerciale, molto utili per i giornalisti, anche nella cronaca locale. Si possono approfondire con “Compendio di diritto commerciale” Edizione Simone

7 Donato Speroni - Ifg Urbino 2014/15 7 Le società, di persone o di capitali Le più comuni società di persone:  S. in nome collettivo (Snc). I soci rispondono illimitatamente col loro patrimonio.  In accomandita semplice (Sas). I soci accomandanti rischiano solo il capitale conferito, l’accomandatario illimitatamente. Società di capitali, dove i soci rispondono solo per il capitale conferito (tranne il caso Sapa)  A responsabilità limitata (srl), proprietà divisa in quote. Capitale minimo 10mila euro.  Per azioni (spa), possono collocare quote (=azioni) in Borsa. Da quest’anno il capitale minimo da 120mila euro è stato portato a 50mila euro.  In accomandita per azioni. (Sapa), dove l’ accomandatario non scade e può essere o no amministratore. Sono le “cassaforti di famiglia”.

8 Donato Speroni - Ifg Urbino 2014/15 8 Le cooperative, realtà importante in Italia Le cooperative sono società a capitale variabile con scopo mutualistico.(Codice civile). I soci devono essere almeno nove (ma in certi casi bastano tre), con quote variabili ma non superiori ai 100mila euro. Si vota “per testa” e non in base al capitale posseduto. Si distinguono in cooperative a mutualità prevalente, che “prevalentemente” svolgono attività per i soci e impiegano lavoro dei soci. Hanno “requisiti di non lucratività”. Le cooperative non a mutualità prevalente sono meno vincolate ma non hanno le stesse agevolazioni fiscali. Le cooperative sociali sono una particolare forma di cooperativa con facilitazioni ed obblighi specifici

9 Il “Terzo settore”, tra Stato e mercato Il terzo settore è quel complesso di istituzioni che all'interno del sistema economico si colloco tra lo Stato e il mercato, ma non sono riconducibili né all’uno né all’altro; sono cioè soggetti organizzativi di natura privata ma volti alla produzione di beni e servizi a destinazione pubblica o collettiva (cooperative sociali, associazioni di promozione sociale, associazioni di volontariato, Organizzazioni non governative, ONLUS, ecc.).Statomercatocooperative sociali associazioni di promozione sociale volontariatoOrganizzazioni non governativeONLUS Anche se non distribuisce profitti, il Terzo settore impiega centinaia di migliaia di persone e si avvale del lavoro gratuito di milioni di volontari (lavoro che non fa parte del Pil). Le istituzioni non profit in Italia sono 301mila (censimento 2011). Donato Speroni - Ifg Urbino 2014/15 9

10 La proprietà pubblica si esercita: 1)Attraverso enti di gestione diretta (sempre meno frequente) a livello nazionale o locale 2)Attraverso enti pubblici di gestione di “Partecipazioni statali”; dal 1992 anche questi enti sono stati trasformati in società. 3)Attraverso il possesso diretto di azioni da parte del M. Economia, eventualmente con “golden share” che limitano alcuni diritti degli altri azionisti. Dopo il 1993 il sistema delle partecipazioni statali è stato smantellato, ma col passaggio alla seconda Repubblica si sono moltiplicate le municipalizzate. Donato Speroni - Ifg Urbino 2014/15 10

11 Donato Speroni - Ifg Urbino 2014/15 11 Come si finanziano le imprese L’impresa inizialmente si finanzia:  Col capitale sociale  Con l’indebitamento (fidi bancari, prestiti di soci) Ogni esercizio crea nuovo cash flow (=utili più ammortamenti):  Con gli utili netti non distribuiti ai soci  Con le quote di ammortamento Fa un salto di dimensione  Con aumenti di capitale e collocamento in Borsa  Con l’emissione di prestiti obbligazionari

12 Donato Speroni - Ifg Urbino 2014/15 12 Il controllo delle società di capitale L’imprenditore possiede la quota di controllo Oppure come nel caso delle “public companies” l’azionariato è così frazionato da massimizzare il potere manageriale Nei “management buy out” i manager si comprano anche l’azionariato di controllo Un controllo “indipendente” è esercitato da sindaci e revisori Esistono forme di tutela dei piccoli azionisti garantite dalle norme di “corporate governance”

13 Donato Speroni - Ifg Urbino 2014/15 13 Strutture di controllo e gestione (dipendono anche dagli statuti dalle società) L’assemblea dei soci approva il bilancio e nomina; Amministratore unico/nelle società più piccole o Consiglio di amministrazione che deve includere una rappresentanza delle minoranze (=parlamento) Il consiglio di amministrazione ha i poteri di ordinaria amministrazione (il “governo dell’impresa”); ne delega una parte (di norma) a:  Presidente (Chairman)  Amministratori delegati, “presidents”  Il DG non fa parte del consiglio di amministrazione CEO (chief executive officer): definizione empirica per indicare quello comanda veramente, che può essere Presidente, AU, AD, DG…

14 Donato Speroni - Ifg Urbino 2014/15 14 Il bilancio delle società si articola in due documenti Lo stato patrimoniale è la fotografia (=stock) dei beni dell’impresa e della loro destinazione a una certa data Il conto economico è il film (=flusso) degli incassi e dei costi nel corso del periodo (solitamente un anno) Sia il conto economico sia lo stato patrimoniale rivelano un utile o una perdita e devono quadrare

15 Donato Speroni - Ifg Urbino 2014/15 15 Anche noi abbiamo un nostro bilancio STATO PATRIMONIALE Attivo Liquidità Crediti Moto Computer Bot TOTALE Passivo Capitale iniz Debiti F. Ammort TOTALE Utile dell’anno 500 CONTO PROFITTI E PERDITE Entrate del 2013 Famiglia12000 Collaborazioni 3000 TOTALE15000 Spese del 2013 Vitto e alloggio 8400 Vestiario 600 Trasporti 2000 Altre spese 2000 Ammortamenti annui 1500 TOTALE Utile dell ’ anno 500

16 Principali rilevazioni che interessano le imprese Censimenti: imprese agricole (XXXO), industrie e servizi (XXX1) Terzo settore Rilevazioni congiunturali:  Produzione industriale  Fatturato e ordinativi  Prezzi all’ingrosso  Occupazione grandi imprese  Bilancia commerciale Indagine sui bilanci delle imprese (Mediobanca) Donato Speroni - Ifg Urbino 2014/15 16

17 Donato Speroni - Ifg Urbino 2014/15 17 Secondo l’oggetto degli scambi, i mercati si distinguono in: Reali: ne esistono per ogni bene e servizio; i più importanti sono: i mercati delle commodities (materie prime); il mercato immobiliare Finanziari o dei capitali: vi si scambiano titoli che equivalgono a denaro o a quote di società La globalizzazione ha moltiplicato l’importanza degli scambi finanziari (non soggetti a vincoli nazionali) rispetto a quelli reali.

18 Donato Speroni - Ifg Urbino 2014/15 18 La determinazione del prezzo Prezzo Quantità Domanda Offerta

19 Donato Speroni - Ifg Urbino 2014/15 19 Principali forme di mercato Domanda Offerta Molti soggettiPochi soggettiUn solo soggetto Molti soggettiConcorrenza puraOligopsonioMonopsonio Pochi soggettiOligopolioOligopolio bilateraleQuasi monopsonio Un solo soggettoMonopolio puroQuasi monopolioMonopolio bilaterale

20 Donato Speroni - Ifg Urbino 2014/15 20 Tra i mercati dei capitali dobbiamo distinguere: Mercato monetario: operazioni a breve termine, solitamente inferiori ai 12 mesi. Ne fa parte anche il mercato dei cambi. Mercato finanziario: negoziazioni con vincolo di credito, a medio e lungo termine e/o con vincolo di capitali. Distinto in:  Mercato dei mutui  Mercato mobiliare: sostanzialmente, azioni, obbligazioni e titoli derivati (quello immobiliare è un mercato reale) Il mercato mobiliare è al centro dell’attenzione dei giornalisti. Per saperne di più:  Capire la finanza – Il Sole 24 Ore  La parte didattica del sito (http://www.borsaitaliana.it/bitApp/glossary.bit?target=GlossarySea rch)www.borsaitalia.ithttp://www.borsaitaliana.it/bitApp/glossary.bit?target=GlossarySea rch  Ma soprattutto, le prossime lezioni di Finanza (qui ci limitiamo a pochi accenni)

21 Donato Speroni - Ifg Urbino 2014/15 21 Gli strumenti del mercato monetario Buoni ordinari del Tesoro, a tre mesi, sei mesi o un anno; Ctz fino a due anni; Accettazioni bancarie; Certificati di deposito; Polizze di credito commerciale; Cambiali finanziarie e certificati di investimento; Pronti contro termine: particolarmente importanti per garantirsi dalle fluttuazioni sui cambi

22 Donato Speroni - Ifg Urbino 2014/15 22 Gli strumenti dei mercati mobiliari Buoni del Tesoro poliennali CCt, Certificati di credito del tesoro Obbligazioni (Bonds) Azioni (Stocks o Shares) Futures e altri titoli derivati Coupon stripping e warrants

23 Donato Speroni - Ifg Urbino 2014/15 23 Le azioni Azioni ordinarie (equity shares): rappresentano una frazione del capitale della società, e hanno diritto al voto e agli utili pro quota. Azioni privilegiate: hanno la precedenza nella ripartizione degli utili; abitualmente hanno limitazioni al diritto di voto nelle assemblee ordinarie Azioni preferenziali: privilegiate con pieno diritto di voto Azioni di risparmio, obbligazioni convertibili: forme “ibride” tra azione e obbligazione.

24 Donato Speroni - Ifg Urbino 2014/15 24 Sulle azioni si può guadagnare in due modi… Attraverso la variazione del prezzo tra il momento dell’acquisto e quello della vendita: si realizza cioè una plusvalenza – ovviamente non è un guadagno garantito: l’operazione può chiudersi con una minusvalenza Attraverso gli earnings, cioè il pagamento annuale del dividendo, cioè della quota di utile. Il P/e, Price/earnings, è uno degli indici più significativi.

25 Donato Speroni - Ifg Urbino 2014/15 25 Le Borse principali In Italia c’è ormai un unico mercato azionario, nato dalla Borsa di Milano. E’ ormai un mercato telematico, immateriale. La società Borsa Italiana (London Stock Exchange Group) garantisce il funzionamento delle strutture di Borsa. In Europa il mercato più importante è il LSE, in Usa il NYSE e il NASDAQ Ogni mercato ha i suoi indici specifici

26 Donato Speroni - Ifg Urbino 2014/15 26 Si può operare in Borsa attraverso… Compravendita di azioni (ma ci vuole un capitale consistente per diversificare l’investimento) Titoli ad alto rischio: derivati ecc. Fondi di investimento e altre forme di ripartizione del rischio su un “giardinetto” più ampio

27 Donato Speroni - Ifg Urbino 2014/15 27 I protagonisti della Borsa Banche Enti gestori di previdenza obbligatoria Compagnie di assicurazione Società di gestione del risparmio SIM (società d’investimento mobiliare) Altri tipi di intermediari finanziari Non esiste più la figura dell’agente di Borsa


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