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Patologia del linguaggio in età evolutiva Ritardi e disordini di acquisizione del linguaggio.

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Presentazione sul tema: "Patologia del linguaggio in età evolutiva Ritardi e disordini di acquisizione del linguaggio."— Transcript della presentazione:

1 Patologia del linguaggio in età evolutiva Ritardi e disordini di acquisizione del linguaggio

2 Disturbi del linguaggio Quadri clinici molto eterogenei : disturbi del linguaggio secondari le difficoltà linguistiche possono manifestarsi in associazione con altre condizioni patologiche (deficit neuromotori, sensoriali, cognitivi,relazionali); disturbi primitivi o specifici (DSL) relativamente “puri” o di cui non siano identificabili fattori causali noti.

3 Prospettiva storica Lo studio dei disordini di linguaggio nel bambino nasce dall’afasiologia dell’adulto (Broca 1865) e la rieducazione dei bambini sordi. Orton (1937) affronta il problema dei rapporti tra afasia acquisita dell’adulto e disordini congeniti dello sviluppo: 1° tentativo di elaborazione di una hp fisiopatologica unitaria che attribuisce alla dominanza emisferica un ruolo centrale nello sviluppo di funzioni simboliche complesse; relazione causale diretta tra ontogenesi asimmetrie funzionali e deficit congeniti di sviluppo.

4 Afasia/Disfasia Benton (1959) ritiene inappropriato utilizzare un termine che indica la perdita del linguaggio in un adulto per b. che non hanno mai acquisito il linguaggio; viene criticata l’hp che un danno o una disfunzione neurologica debbano necessariamente essere alla base del disturbo. Compare il termine “disfasia di sviluppo”: tentativo di affermare la natura evolutiva del disturbo e di allontanarsi dalla prospettiva strettamente neurologica dell’afasiologia dell’adulto.

5 Sistemi di classificazione Criteri clinico- eziologici (esterni al linguaggio): attenzione centrata sulla ricerca delle cause e sulla raccolta di informazioni inerenti altre aree di sviluppo (fisico, emotivo, sociale, intellettivo); es. cl. INGRAM tiene conto delle principali funzioni linguistiche compromesse e delle caratteristiche cliniche associate Criteri psicolinguistici (intrinseci al funzionamento del linguaggio stesso)

6 Classificazione di Ingram (1972) 1) Disfonie: disturbi della voce 2) Disritmie o balbuzie 3) Disartrie: dist. di articolazione dovuti ad anomalie strutturali o funzionali degli organi articolatori: a) anomalie morfologiche bucco-laringo-faringee b) anomalie di innervazione degli organi fonatori 4) Disturbi del linguaggio secondari a: deficit intellettivo, acustico, disturbi psichiatrici, deprivazione 5) Disturbi evolutivi primitivi o specifici 6) Quadri misti ( 2 o più delle categorie precedenti risultano associate)

7 Disturbi specifici di linguaggio secondo Ingram A) Turbe isolate dell’articolazione (dislalia evolutiva ) B) Turbe articolatorie evolutive con ritardo dello sviluppo linguistico ( disfasia espressiva) C) Turbe articolatorie,ritardo dello sviluppo linguistico,turbe della comprensione verbale (disfasia recettiva, sordità verbale, impercezione acustica) D) Gravissimo ritardo dello sviluppo articolatorio associato a grave ritardo del linguaggio espressivo, grave deficit di comprensione verbale e di discriminazione acustica (impercezione acustica, sordità centrale)

8 Classificazione di Levi (1977) 1) Disturbi strumentali: disordine a livello dell’anello audio-articolatorio:percezione e realizzazione della parola ( disartrie per lo più nelle PCI, ipoacusie) 2) Disturbi di integrazione: correlati a ritardo mentale,motorio, psicosi,situazioni socio- economiche di isolamento e ipostimolazione 3) Disturbi specifici: difficoltà linugistica non prevedibile in rapporto allo sviluppo cognitivo e affettivo del b., in assenza di deficit percettivi e danni neurologici: a) ritardo semplice b) ritardo specifico c) disfasia evolutiva

9 Criteri di classificazione Le distinzioni fondamentali sono 2: A 1) Disturbi del linguaggio primitivi o specifici 2) Disturbi del linguaggio secondari o associati ad altre condizioni patologiche B 1) Disturbi della parola (speech): è compromessa la capacità di realizzazione articolatoria dei suoni del linguaggio: componente fonetica, come conseguenza di un danno anatomico o neurofunzionale all’apparato vocale 2) Disturbi del linguaggio (language): il disturbo riguarda la componente simbolica, cioè i meccanismi sottostanti la rappresentazione-formulazione del messaggio verbale

10 Modello psicolinguistico produzione linguaggio Grunwell (1990): nel processo di produzione dei suoni sono identificabili almeno 3 livelli: Livello di esecuzione o di realizzazione dei movimenti articolatori ( livello senso-motorio) Livello di organizzazione e pianificazione del programma articolatorio ( livello prassico) Livello di conoscenze fonologiche e loro organizzazione (livello di rappresentazione dei suoni della lingua)

11 Disordini della parola e disordini propriamente linguistici Disordini della parola :è compromessa la capacità di realizzazione articolatoria dei suoni del linguaggio, cioè la componente fonetica Disordini linguistici: riguardano la componente simbolica, ad es. sono colpite le capacità di rappresentazione-selezione dei suoni che costituiscono la parola, per una inadeguata specificazione dei fonemi e del valore linguistico che certe caratteristiche acustiche assumono all’interno di ciascuna lingua (disturbo fonologico)

12 Disturbi della voce e della parola Deficit dell’articolazione e/o della fonazione, con etiologia organica identificabile Disfonia: disturbo della voce dovuto per lo più a cause locali (infiammatorie, traumatiche, malformative) Disartria:disturbo di articolazione dei fonemi complessi conseguente a insufficienza (neurofunzionale o anatomica)degli apparati deputati alla produzione del linguaggio Cause: PCI, palatoschisi, insufficienze congenite velofaringee

13 Disturbi secondari o associati ad altre patologie Deficit uditivo Ritardo mentale Disturbi psichiatrici: mutismo elettivo disturbi pervasivi di sviluppo grave deprivazione ambientale

14 DISTURBI SPECIFICI DI LINGUAGGIO (DSL) Significativa limitazione della competenza linguistica in assenza di sordità o ipoacusia, lesioni neurologiche, deficit intellettivi, difficoltà affettivo-relazionali, importanti carenze socio- ambientali Difficoltà di vario grado nella comprensione, produzione e uso del linguaggio,in una o più componenti linguistiche(fonologia,semantica, sintassi, pragmatica) con evoluzione variabile in rapporto a gravità e persistenza del disturbo linguistico.

15 ICD-10 Disturbo specifico dell’articolazione della parola Disturbo del linguaggio espressivo Disturbo del linguaggio recettivo Afasia acquisita con epilessia ( s.Landau-Kleffner)


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