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Didattica generale 21 ottobre 2014 La didattica 2° cap “Conoscenza e didattica” 1° cap. di “L’evento didattico”

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Presentazione sul tema: "Didattica generale 21 ottobre 2014 La didattica 2° cap “Conoscenza e didattica” 1° cap. di “L’evento didattico”"— Transcript della presentazione:

1 Didattica generale 21 ottobre 2014 La didattica 2° cap “Conoscenza e didattica” 1° cap. di “L’evento didattico”

2 didattica Un docente sta spiegando: in quel momento si dispiegano numerosi e diversi significati associati al suo fare lezione. Innanzi tutto il docente sta parlando di un argomento che fa riferimento ad una disciplina. Ciò significa che aleggiano i significati di quella disciplina. Ma è il docente che li sta presentando e quindi sta mediando fra i saperi autentici e i propri allievi: ha operato una selezione dei contenuti e li sta trattando per presentarli ai propri allievi; sta cercando di esporli in una forma, coerente con i contenuti che sta trattando, comprensibile, interiorizzabile da parte degli alunni. G. Alessandri, Intersezioni: didattica, tecnologie, sistemi complessi, intelligenza artificiale, …, in c.s.

3 didattica Questa trasposizione non rende questo sapere diverso da quello originario della disciplina ma è solamente un modo diverso di presentarlo. Quindi abbiamo il sapere originario e una sua trasposizione che comprende anche le modalità didattiche con le quale il docente presenta quei contenuti. Abbiamo la disciplina e la Didattica della disciplina. G. Alessandri, Intersezioni: didattica, tecnologie, sistemi complessi, intelligenza artificiale, …, in c.s.

4 didattica Oltre questo sapere s’intravvede qualcosa che va oltre lo specifico che caratterizza la mediazione di quella disciplina (Didattica della disciplina) e si inquadra nei contorni di un campo disciplinare che si interessa di definire criteri e metodi generali che permettano, data una qualunque disciplina, di poterla rendere comprensibile agli allievi. Prende corpo un ulteriore corpo di saperi che è trasversale rispetto alle singole discipline: la Didattica Generale (D’Amore B., 1999, pp , D’Amore B., Sbaragli S., 2011, p. 7). G. Alessandri, Intersezioni: didattica, tecnologie, sistemi complessi, intelligenza artificiale, …, in c.s.

5 didattica Deriva, in questo modo, un significato di Didattica: un insieme di saperi che rendono possibile l’educazione attraverso processi d’istruzione internamente e non alla scuola; si parla di saperi quali la progettazione, la valutazione, le metodologie, la ricerca, ma si parla anche di azioni che avvengono attraverso questi saperi e che sono esse stesse dei saperi: queste azioni sono saperi e quei saperi sono azioni. G. Alessandri, Intersezioni: didattica, tecnologie, sistemi complessi, intelligenza artificiale, …, in c.s.

6 didattica L’elenco è abbastanza lungo e il senso complessivo che restituisce non è sempre riducibile a una somma degli stessi. Molti aspetti dei singoli saperi si intersecano e restituiscono, nell’insieme, un sistema con un più che è dato proprio dalla sinergia fra essi. Non sempre è pssibile separare meccanicamente i singoli, in quanto alcune loro parti esistono in diversi campi. G. Alessandri, Intersezioni: didattica, tecnologie, sistemi complessi, intelligenza artificiale, …, in c.s.

7 did.della matematica matematica did.della chimica chimica did.della filosofia filosofia DIDATTICA

8 Nel corso dei tempi: – riflessione attorno alle azioni che caratterizzano le attività concretamente connesse all’insegnamento; negli ultimi 50anni questa area si è arricchita di un proprio lessico ed apparato concettuale fino a presentarsi oggi come un corpus ragionevolmente ricco ed autonomo di conoscenze e metodologie Didattica Appunti, con frasi riportate, tratti da A. Calvani, Fondamenti di didattica. Teoria e prassi dei dispositivi formativa, Carocci, Roma, 2008

9 Accanto ad una prassi didattica si è costituita una Didattica come ambito di conoscenza, il cui scopo è di migliorare la prima. Vuoi coadiuvando l’individuazione di nuove conoscenze, vuoi suggerendo percorsi e metodologie più efficaci per il loro conseguimento Didattica A. Calvani, Fondamenti di didattica, Carocci, Roma, 2008

10 Definizione La didattica si occupa della riproduzione del sapere in una mediazione fra questo e novizi che avviene attraverso esperti e all’interno di istituzioni a ciò predisposte. Questa mediazione si sviluppa attraverso azioni progettuali, attuative, negoziative e valutative, idonee a favorire, nei diversi contesti, dei processi di acquisizione di migliore qualità ed efficacia attraverso l’allestimento di specifici dispositivi formativi. A. Calvani, Fondamenti di didattica, Carocci, Roma, 2008

11 quindi si colloca all’interno di istituzioni formative: strutture predisposte a favorire processi acquisitivi attraverso l’interazione tra soggetti, norme, supporti materiali e strumentali; queste strutture si collocano in diversi contesti: scuola, extrascuola, università, inserimento professionale, disabilità, intercultura, mondo dei piccoli, mondo degli adulti, …; all’interno di tali organizzazioni la didattica opera per l’ottimizzazione dei processi acquisitivi; essa si esprime attraverso capacità progettuali, attuative, negoziali e valutative, alla luce delle conoscenze che la ricerca ha messo in evidenza. A. Calvani, Fondamenti di didattica, Carocci, Roma, 2008

12 Significato di didattica “didattica e insegnamento non sono parole equivalenti. –ica di didattica ricorre in parole che segnalano aree della conoscenza caratterizzate da una coesione interna (si pensi a matematica, […], informatica). Insegnamento deriva da un verbo (come pentimento, ringraziamento, […]). Quindi didattica si riferisce alle conoscenze relative all’insegnare, mentre insegnamento riguarda l’atto dell’insegnare. (Benedetto. Vertecchi, 1994, La didattica. Interpretazioni e strutture, Tecnodid, Napoli-Roma,p.6)

13 Nella prima il riferimento è a una componente di riflessione che fa da sostegno all’azione dell’insegnare, mentre nella seconda prevale l’attenzione sull’azione in quanto tale Significato di didattica (Benedetto. Vertecchi, 1994, La didattica. Interpretazioni e strutture, Tecnodid, Napoli-Roma,p.6)

14 Didattica[1] non è solo l’azione di insegnare, ma è un sapere che riguarda le modalità di apprendimento- insegnamento; è intesa come disciplina con una propria autonomia scientifica: è una scienza

15 Scienze[1] Dewey: “[…] ritengo che scienza significa la presenza di metodi sistematici di ricerca, i quali, quando siano applicati a un complesso di fatti, ci consentono una migliore comprensione e un controllo più intelligente e meno confuso e abitudinario”

16 Scienze[2] Visalberghi: si può parlare di scienza in presenza di uno dei seguenti elementi: – l’elemento metodologico, che attiene alla natura empirico-sperimentale, ovvero un corpo di conoscenze basato su esperienze replicabili che autorizzano a fare sensate generalizzazioni e perciò previsioni; – l’elemento logico-strutturale, che attiene alla natura ipotetico-deduttiva, ovvero un insieme ordinato e coerente di concetti ben definiti e connessi in proposizioni fondamentali da cui altre sono deducibili secondo regole ben definite

17 Scienze[] Visalberghi (1, agosto, , febbraio, 2007) : “Scienze sono la matematica e la logica, che generalmente non si considerano bisognose di verifica empirica. Ma scienze si considerano spesso anche corpi di conoscenze che mancano di una chiara intelaiatura formale di concetti, cioè di una precisa struttura ipotetico-deduttiva […]”

18 Didattica[2] … è uno dei rami delle scienze dell’educazione, non più subordinata alla pedagogia, ma come disciplina in cui la teoria (intesa come riflessione sull’azione) e prassi (intesa come attività pratica di insegnamento) sono tra loro collegate: è attraverso il legame tra ciò che si conosce e la pratica sul campo che è infatti possibile migliorare i processi di apprendimento-insegnamento dando alla didattica un fondamento scientifico.

19 Alcune scienze dell’educazione psicologia pedagogia sociologia didattica

20 Teoria e prassi Ogni situazione didattica è differente e non esiste un modello valido in assoluto da apprendere e applicare alle diverse situazioni che si trovano nella pratica, che si modificano in relazione ai possibili contesti, destinatari, insegnanti, temi e contenuti da trattare. e quindi

21 Compito di chi insegna […] è saper analizzare il contesto specifico in cui si trova ad operare e saper cercare la soluzione adeguata considerando reciprocamente teoria e pratica. Il docente deve sapere riflettere sulla pratica per poi rivedere e aggiornare la teoria […]. Teoria e prassi

22 Non esiste un unico modello di allievo, come non esiste un unico modello di insegnamento. Ogni intervento educativo certamente dipende dal modo in cui si concepisce l’allievo, ma anche dalla specifica condizione nella quale si agisce, e dall’attenzione che chi insegna dedica ai processi di apprendimento. Teoria e prassi

23 Pur se la didattica si occupa dei processi di insegnamento e delle procedure che chi sa segue per trasmettere il proprio sapere a chi non sa in istituzioni che si propongono di promuove l’apprendimento, tuttavia non esiste un rapporto causale fra insegnamento e apprendimento: se so qualcosa sono in grado di saperlo insegnare e, se lo so insegnare, di farlo apprendere. Teoria e prassi

24 La relazione fra pratica e teoria esiste anche per chi apprende: non si apprende solo studiando, ma anche praticando quello che si studia. L’effettiva comprensione di ciò che si studia avviene evitando acquisizioni meccaniche. Teoria e prassi

25 apprendimento/insegnamento Visalberghi sottolinea come l’apprendimento nell’uomo si fondi soprattutto su processi spontanei e autogestiti di tipo ludiforme; debbono, cioè, avvenire sotto forma di gioco; però il gioco deve ‘partire’ da noi stessi: apprendere veramente è scoprire qualcosa a partire da noi stessi; inoltre l’apprendimento anticipa l’insegnamento

26 comprendiamo ciò attraverso il pensiero di Dewey: l’esperienza coinvolge il passato, il presente e si proietta nel futuro; affinché le esperienze siano educative, non debbono esaurirsi nell’arco dell’esperienza stessa, ma debbono rimanere in noi pronte a raccogliere e dare valore a quelle successive; apprendimento/insegnamento

27 “L’uomo […] cresce e apprende se è in grado di riorganizzare le esperienze passate in modo da accrescere il significato delle esperienze presenti e se è in grado di direzionare quelle future” (p. 71) Una attuale esperienza agisce sulla persona se si colloca con continuità (Dewey) con quelle del passato; si radica in noi attraverso un dialogo con noi stessi che siamo l’insieme delle esperienze vissute; apprendimento/insegnamento

28 In questo senso l’apprendimento anticipa l’insegnamento: non può esserci insegnamento se non esiste apprendimento; quindi l’insegnamento dovrebbe facilitare e promuovere attività di apprendimento spontanee, ludiformi, e partire da ciò che lo studente già sa in modo che il suo sapere lo faciliti per ulteriori attività. apprendimento/insegnamento

29 “La didattica è un complesso di saperi teorico- pratici, scienza contemporaneamente autonoma e strettamente collegata alla pedagogia, dotata di una forte marcatura progettuale, metodologica, valutativa, la cui consapevolezza critica, assunta quale guida dell’agire educativo, trasforma in azione la riflessione sui processi educativi e culturali per ritornare ad essa in un circolo dove l’una continuamente rinvia all’altra.” Didattica (evento didattico) [Cerri, L’evento didattico, Carocci, Roma, 2007]

30

31 scienza autonoma che ha: – un oggetto (processi educativi e culturali), – un linguaggio specifico (sistemi di segni che la regolano e la veicolano), – un metodo, collegata ad altre scienze che si occupano dell’uomo e della sua educazione; un complesso di saperi teorico-pratici, scienza contemporaneamente autonoma e strettamente collegata alla pedagogia [Cerri, L’evento didattico, Carocci, Roma, 2007]

32 non pensare solo alla scuola e all’insegnamento, ma pensare, ad esempio, alla prima educazione impartita dal genitore che insegna regole, conoscenze, comunicazione, regole per la sopravvivenza, … 1 il genitore che ha appreso dalla società (in genere, compresa anche la scuola), trova le modalità operative per rapportarsi ai figli Oggetto: processi educativi e culturali * *.invece che “processi di insegnamento/apprendimento” o “apprendimento/insegnamento” che ricordano esclusivamente la scuola 1.si rimanda, cioè, alla società nella sua funzione educativa [Cerri, L’evento didattico, Carocci, Roma, 2007]

33 il rapporto allievo-didattica è distribuito nella società, non solo scuola ma anche altri contesti come luoghi di formazione nei contesti dell’extrascuola esistono le curvature verso le categorie didattiche di progettazione, valutazione, osservazione, …., che vivono nel rapporto teoria-prassi Oggetto:processi educativi e culturali [Cerri, L’evento didattico, Carocci, Roma, 2007]

34 Didattica

35 pedagogia didattica psicologia [Laneve, Per una teoria della didattica, 2000, La Scuola] rielaborazione sociologia

36 Didattica come teoria-prassi teoriaprassi teoria prassi oppure

37 Didattica come teoria-prassi teoria prassi Oppure teoria prassi

38 nell’agire didattico si ha: 1.un sapere precedente all’azione, 2.un sapere nell’azione, 3.un sapere susseguente all’azione. Didattica come teoria-prassi [Cerri, L’evento didattico, Carocci, Roma, 2007]

39 Sapere precedente l’azione Sapere in azione Sapere conseguente all’azione

40 In 2 e 3, collegamenti con Schön che, nel testo Il professionista riflessivo, parla di: – riflessione in azione – riflessione con l’azione – riflessione sull’azione Didattica come teoria-prassi

41 “Nella prassi delle prestazioni spontanee, intuitive, dell'agire quotidiano, ci dimostriamo intelligenti in modo peculiare. Spesso non riusciamo ad esprimere quello che sappiamo. [...] Il nostro conoscere è normalmente tacito, implicito nei nostri modelli di azione e nella nostra sensibilità per le cose delle quali ci occupiamo.” [PR pp ] Schön: riflessione in azione [1]

42 “Analogamente, l'attività lavorativa quotidiana del professionista si fonda sul tacito conoscere nell'azione, – nella pratica quotidiana egli formula innumerevoli giudizi di qualità per i quali non è in grado di definire criteri adeguati e mostra capacità per le quali non è in grado di definire regole e procedure. Persino quando fa un uso consapevole di teorie e tecniche fondate sulla ricerca, dipende da taciti riconoscimenti, giudizi, e azioni esperte. [...] ” [PR pp ] Schön: riflessione in azione [e]

43 Schön parla di "riflessione nel corso dell'azione" : – “[...] sia la gente comune sia i professionisti spesso riflettono su ciò che fanno, a volte persino mentre lo fanno. [...] [Di fronte a] qualche fenomeno enigmatico, problematico o interessante che l'individuo sta cercando di affrontare, […] egli cerca di coglierne il senso, riflette […] [sulla] sua azione, che fa emergere, critica, ristruttura, e incorpora nell'azione successiva.” [PR p. 76] Schön: riflessione in azione

44 Doppia valenza: – quasi un agire ‘inconsapevole’; si sa agire ma spesso è frutto dell’esperienza radicata più che di analisi, pur veloce, della situazione; – ma anche un agire ‘consapevole’ che consiste nel saper usare conoscenze acquisite; in entrambi i casi con la sua azione ristruttura la sua conoscenza e la propria modalità di azione. Schön: riflessione in azione

45 Schön introduce anche il concetto di riflessione con l’azione: a causa della complessità della situazione, “le azioni del progettista tendono [possono tendere], fortunatamente o sfortunatamente, a produrre conseguenze diverse rispetto a quelle desiderate. Quando questo accade, il progettista può tener conto delle modificazioni non intenzionali che ha prodotto nella situazione generando nuovi apprezzamenti e comprensioni e operando nuove scelte.“[PR p. 155] Schön: riflessione con l’azione [1]

46 “[inizialmente] egli modella la situazione in conformità con il proprio iniziale apprezzamento di essa, la situazione «replica», ed egli risponde alla replica impertinente della situazione.”[PR p. 103] “Il professionista, riflettendo su tale replica, può trovare nella situazione nuovi significati che lo portano ad una nuova ristrutturazione.” [PR p. 155] Schön: riflessione con l’azione [2]

47 in precedenza inteso come – insieme di regole da applicare – e come applicarle; erano intese come norme costantemente applicabili e destinate a non cambiare Il metodo [1]

48 regola [2] Il metodo

49 regola [3] Regole non sempre applicabili rigidamente

50 [4]

51 [5]

52 non è possibile intendere per metodo una serie di regole applicate rigidamente ma “uno schema che regola operazioni distinte, in relazione fra loro, organizzate nella prospettiva del raggiungimento di un obiettivo attraverso la possibilità di replicare tali operazioni, accogliendo in esse la dimensione ideativa, creativa e cooperativa, per cui i loro esiti non saranno puramente ripetitivi […].” 1. B. Lonergan, Il Metodo in teologia, Queriniana, Brescia, 1975, pag. 21; citato in Cerri, L’evento educativo, Carocci, Roma, 2007, pag. 38 Il metodo [8]

53 Il metodo... “E’ metodo, […], quella consapevolezza critica che guida sia l’insegnante sia l’educatore [sia il ricercatore] a progettare- agire-valutare, e a farlo [si] in modo ricorsivo e continuo, [ma] avvalendosi di una pluralità di contributi, di una molteplicità di sguardi, di ricchezza di interpretazioni” [Cerri, L’evento didattico, Carocci, Roma, 2007][7]

54 1.Scelta del problema e definizione delle ipotesi 2.formulazione del disegno della ricerca 3.scelta, costruzione e messa a punto degli strumenti 4.Raccolta dei dati 5.Codifica e analisi dei dati 6.Interpretazione, verifica e comunicazione dei risultati modello circolare per la ricerca

55 Grazie e arrivederci

56 EPISTEMOLOGIA Il termine EPISTEMOLOGIA deriva da EPISTEME che significa CONOSCENZA e LOGOS che significa STUDIO (discorso). L’epistemologia come disciplina autonoma si occupa dello studio/sviluppo della conoscenza in generale, come disciplina applicata alla didattica si occupa invece dello studio della conoscenza didattica.

57 La sociologia […] dell'educazione […] è un'area disciplinare della sociologia che analizza il rapporto tra le funzioni educative e istruttive della scuola e la società, […] La sociologia dell'educazione studia le pratiche, le strutture sociali, il contesto storico e lo sviluppo dei temi comuni a tutti i processi educativi e formativi. Si sottolinea in particolar modo il ruolo che l’educazione ha svolto nelle diverse società, oggi e lungo la storia. I sociologi dell’educazione tentano di spiegare gli effetti della società sull’educazione e gli effetti della educazione sulla società, nonché il loro rapporto dialettico e di interdipendenza. Da wikypedia


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