La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

Prevenzione degli infortuni nella pratica sportiva agonistica. Interventi primari di pronto soccorso. Raimondo Domenico 20/02/15.

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "Prevenzione degli infortuni nella pratica sportiva agonistica. Interventi primari di pronto soccorso. Raimondo Domenico 20/02/15."— Transcript della presentazione:

1 Prevenzione degli infortuni nella pratica sportiva agonistica. Interventi primari di pronto soccorso. Raimondo Domenico 20/02/15

2 Premessa Al giorno d’oggi è diventato indispensabile per ogni società sportiva avvalersi di un Tecnico qualificato che a sua volta deve avere una serie di consulenti : Medico, fisioterapista, preparatore atletico osteopata, psicologo, dietologo. Compito del tecnico sarà quello di coordinare il lavoro di questi professionisti al servizio dei proprii giocatori e delle loro esigenze.

3 Principali tipi di infortunio - Infortunio Muscolare - Tendineo - Infortunio Articolare - Distorsioni - Lussazioni - Fratture

4 Infortunio muscolare Possiamo dividere le lesioni muscolari in due grandi gruppi: lesioni muscolari da trauma diretto (contusione muscolare), in cui il meccanismo di lesione avviene attraverso un contatto fisico con l'avversario o con un agente esterno; lesioni muscolari da trauma indiretto, in cui un improvviso ed eccessivo allungamento passivo o una improvvisa ed eccessiva contrazione generano un danno anatomico.

5 Le lesioni muscolari rappresentano traumi molto frequenti nell'attività agonistica, rappresentando almeno il 30-40% di tutte le lesioni acute. La categoria delle lesioni muscolari acute comprende vari generi di patologie, classificate secondo la gravità del danno muscolare. Molte sono le classificazioni proposte in letteratura, molto simili, ma non del tutto sovrapponibili.

6 Le lesioni muscolari possono essere causate da contusioni, stiramenti, o strappi del muscolo. Gli strappi muscolari sono le meno frequenti delle lesioni del muscolari che accadono negli sport, poiché più del 90% di tutte le lesioni sono o contusioni o stiramenti.

7 Lesioni muscolari da trauma diretto Una contusione si verifica quando un muscolo è sottoposto ad una forza di compressione improvvisa e pesante, quale un colpo diretto al muscolo, questo genere di trauma del muscolo avviene tipicamente negli sport di contatto, mentre negli sport dove si attuano degli scatti e dei salti, sono più comuni gli stiramenti muscolari (Pallapugno).

8 Lesioni muscolari da trauma indiretto I muscoli colpiti più frequentemente da infortuni non contusivi sono : Coscia: il quadricipite e i muscoli ischiocrurali. Gamba: il tricipite surale (polpaccio) Braccio : il tricipite brachiale

9 Classificazione infortuni muscolari contratture: o lesione di grado 0; il muscolo è contratto elongazioni: o stiramento, lesione di grado 1; si ha una distensione delle fibre muscolari, ma non c'è rottura distrazioni: o lesione di grado 2; in questo caso le rotture interessano parte delle fibre del muscolo, con emorragie e conseguenti ecchimosi a livello sottocutaneo: – I stadio - rottura di poche fibre – II stadio - rottura di più fibre – III stadio - rottura parziale rotture: in questo caso la rottura delle fibre interessa tutto il muscolo.

10 Importante ! L'ecografia consente di stabilire lo stato preciso della situazione patologica e di seguirne l'evoluzione e la guarigione. Senza una diagnosi precisa è impossibile approntare una strategia terapeuticamente valida.

11 Crampo muscolare E’ una contrazione muscolare involontaria e dolorosa (al limite con la fisiologia dell’esercizio ), può essere considerato un trauma indiretto dato di solito da uno stato di affaticamento. Nella sua eziologia entrano in gioco: - Deficit energetico - Squilibri elettrolitici - Malattie neuromuscolari - Fattori psicologici

12 Principali cause di infortunio Fattori intrinseci Fattoti estrinseci

13 Fattori intrinseci, come: preparazione atletica insufficiente o inadeguata alle caratteristiche morfo-strutturali dell'atleta; insufficiente riscaldamento prima dell'allenamento o della gara; recupero insufficiente dopo un precedente sforzo atletico; eccessiva fatica; ridotta elasticità e flessibilità; pregressi infortuni articolari o muscolari; condizioni sfavorenti come lombalgie e cervicoalgie.

14 Fattori estrinseci, come ad esempio: temperature fredde e/o umide; condizioni del terreno di gioco; calzature;

15 Lesioni traumatiche dei tendini Quando la lesione è di tipo traumatico, spesso si tratta di rotture, queste sono sottocutanee durante una contrazione muscolare anche di lieve entità. La rottura può avvenire nel contesto del tendine o alla giunzione miotendinea. I tendini più colpiti sono: Il capo lungo del bicipite brachiale, Il tendine rotuleo, Il tendine d’Achille.

16 La sintomatologia è tipica, il soggetto riferisce la sensazione di uno strappo, un calcio o una frustata con dolore, spesso questa sensazione è accompagnata da un rumore (crack), sintomi simili ad uno strappo muscolare. Tutto ciò è accompagnato immediatamente da impotenza funzionale. Quasi sempre è necessario l’intervento chirurgico, eseguito tempestivamente.

17 Tendinopatie Tendinite: patologia infiammatoria che coinvolge tipicamente il tendine Peritendinite: condizione infiammatoria che coinvolge la guaina tendinea Tendinosi: fenomeno di degenerazione che riduce la resistenza meccanica del tendine

18 Fattori predisponenti Squilibrio di forza tra muscoli agonisti ed antagonisti (es. spalla) Condizioni anatomiche particolari, come difetti di assialità (es. ginocchio) Sovraccarico funzionale (es. tendine rotuleo)

19 Dismetrie degli arti inferiori >15millimetri. Gesto atletico “non fisiologico”, soprattutto per atleti amatoriali. Allenamento non corretto Materiali ed attrezzi non idonei.

20 Epicondilite Fattori predisponenti: – Sovraccarico funzionale – Allenamento non corretto – Gesto atletico non fisiologico (colpo corretto)

21 Epicondilite Il trattamento elettivo è il riposo, associato a FANS e terapie. La ripresa dell’attività sportiva sarà possibile non appena scomparirà il dolore (anche diverse settimane) e dovrà essere graduale. Saranno indicati esercizi di rinforzo della muscolatura peri-articolare, con carichi moderati.

22 Pubalgia La pubalgia è anche chiamata la malattia degli adduttori. Come tutti sanno colpisce prevalentemente i calciatori, ma è presente a volte anche nella pallapugno. Questo per le violente sollecitazioni di passi laterali e scatti. Recenti studi dimostrano la correlazione della patologia con tipo di allenamento, cattiva qualità dell’allungamento muscolare, riscaldamento mal condotto e scarpe inadatte.

23 Pubalgia Il sintomo che si riscontra è un dolore sotto- pubico che si irradia sulla faccia interna della coscia, provocato dal gesto sportivo (es. passo laterale durante il colpo sul pallone). Il trattamento consiste nel riposo attivo che va da 2 settimane a 1 mese, associando FANS. La ripresa dell’allenamento deve essere progressiva e personalizzata. Fondamentale importanza deve essere data al riscaldamento, allo stretching muscolare, alle posture ed al gesto tecnico

24 Ginocchio Patologie : Morbo di Osgood - Schlatter Tendinite del tendine rotuleo Tendinite del tendine quadricipitale

25 Morbo di Osgood-Schlatter Causato da un sovraccarico funzionale del quadricipite nel bambino/ragazzo. Colpisce prevalentemente i maschi (75%). È un’infiammazione dell’apofisi tibiale ed è caratterizzata da un dolore cronico sulla tibia

26 Tendinite t. rotuleo Causata da un sovraccarico funzionale del quadricipite. Colpisce prevalentemente i maschi. È un’infiammazione del tendine rotuleo ed è caratterizzata da un dolore cronico sulla superficie tendinea che va dalla rotula alla tibia.

27 Trattamento/Prevenzione Il trattamento di queste ultime 2 patologie consiste nel: – Evitare movimenti dolorosi durante l’allenamento. – Crioterapia ed eventualmente terapia con farmaci antinfiammatori. – Rinforzo muscolare e ginnastica propriocettiva.

28 Traumi articolari I traumi degli arti sono i più frequenti di tutta la traumatologia. Possono produrre lesioni dei vari tessuti che li compongono: cute, tessuti molli, osso, vasi e nervi.

29 Le lesioni traumatiche possono essere: Distorsioni Lussazioni Fratture

30 Distorsione La distorsione è la perdita temporanea e transitoria del contatto tra i capi articolari. Vengono distinte in 3 gradi secondo la gravità. Il danno può essere limitato, come accade quando la capsula e i legamenti vengono stirati, o più seria, con la lacerazione di queste strutture. Solitamente non si verifica rottura.

31 Le zona colpita più di frequente è la caviglia (distorsione tibio-tarsica). Più grave può essere quella del ginocchio, specie se comporta anche lesioni multipe di legamenti e menischi (crociati, collaterali, ed anche traumi da impatto osseo).

32 Lussazione La lussazione è la perdita permanente dei rapporti (contatto) tra capi articolari. Le lussazioni di spalla rappresentano il 50% di tutte le lussazioni.

33 Frattura La Frattura è una soluzione di continuo (interruzione della continuità) parziale o totale di un segmento osseo. La frattura si può presentare anche esposta. Segni di probabilità sono il dolore, edema, impotenza funzionale. Mentre deformità angolare o rotatoria e accorciamento sono segni piuttosto certi di frattura o lussazione.

34 Un forte dolore in corrispondenza di un segmento osseo o di un’articolazione deve essere considerato come una frattura o una lussazione fino a prova contraria!

35 Primo soccorso! Fase acuta : protocollo RICE. Si tratta di un acronimo anglosassone che riassume gli interventi che devono essere eseguiti immediatamente dopo un infortunio (qualunque esso sia) e significa Riposo, ghiaccio (Ice in inglese), Compressione, Elevazione.

36 Nel caso di traumi articolari acuti con rischio di lussazioni o fratture, vale tutto ciò detto prima, con in più l’accortezza di fare attenzione a muovere con molta cautela l’arto infortunato, cercando quindi di non angolarlo per non peggiorare la situazione (ed anche non comprimere).

37 Fasi di guarigione muscolare 1. fase infiammatoria, caratterizzata dalla rottura e dalla necrosi delle miofibrille, dalla formazione di un ematoma fra i monconi rotti del muscolo e dalla reazione infiammatoria cellulare; 2. fase di rigenerazione, consistente nella fagocitosi del tessuto necrotizzato, dalla rigenerazione delle miofibrille e dalla produzione concomitante di una cicatrice di tessuto connettivo, così come la proliferazione capillare nella zona danneggiata. 3. fase di rimodellamento del muscolo, è un periodo durante il quale avviene la maturazione delle miofibrille rigenerate, la contrazione e la riorganizzazione del tessuto cicatriziale ed il recupero della capacità funzionale del muscolo. Le ultime 2 fasi – riparazione e rimodellamento – sono solitamente associate e/o sovrapposte.

38 Lesione all’interno di un muscolo Sezione trasversale

39 Cosa fare e cosa non fare nel caso di infortuni muscolari. Da queste considerazioni derivano alcuni consigli validi per tutti i gradi delle lesioni muscolari acute: è opportuna l’applicazione di ghiaccio sulla sede della lesione per diminuire l’eventuale fuoriuscita di sangue e l’edema reattivo ed ottenere quindi tempi di guarigione più brevi; la crioterapia non deve avere durata eccessiva(5-10 Minuti), non oltre le ore, in base alla gravità del trauma, per evitare il pericolo di “organizzazione” dell’ematoma

40 Attenzione ! E’ assolutamente da evitare qualunque forma di massaggio o di manipolazione, nonché qualunque forma di calore esogeno. Sono interventi controindicati in quanto determinano l’evoluzione dell’ematoma verso l’ossificazione intramuscolare circoscritta (questo si intende nelle prime ore) poi va valutato ogni singolo caso.

41 Dopo la cicatrizzazione della lesione (da verificare preferibilmente con un esame ecografico) è opportuno rieducare la muscolatura mediante esercizi specifici allo scopo di ri-elasticizzare, per quanto possibile, il tessuto di riparazione. Non si devono accelerare mai i tempi di recupero, in quanto, nonostante tutte le possibili precauzioni, la presenza di una cicatrice fibrosa, così diversa funzionalmente dal tessuto muscolare (contrattilità, elasticità, resistenza meccanica inferiore), espone di per sé all’eventualità di recidive.

42 Tempi di recupero approssimativi Per una contusione lieve sono necessari pochi giorni (2-3 giorni), per una contusione moderata il recupero è previsto dopo circa 7-10 giorni, dopo un trauma contusivo grave il recupero necessita non meno di giorni.

43 la contrattura muscolare si risolve solitamente in meno di una settimana; lo stiramento (lesione di 1° grado) impiega non meno di 15 giorni a risolversi; la lesione muscolare di 2° grado,1° stadio guarisce in giorni, la lesione di 2° grado, 2° stadio si risolve in giorni, infine la lesione muscolare di 2° grado, 3° stadio non guarisce prima di 2 mesi.

44 Le lesioni tendinee impiegano più tempo per guarire completamente di quelle muscolari. Quindi per queste e per le lesioni articolari è necessario valutare ogni caso singolarmente. Grazie per l’attenzione


Scaricare ppt "Prevenzione degli infortuni nella pratica sportiva agonistica. Interventi primari di pronto soccorso. Raimondo Domenico 20/02/15."

Presentazioni simili


Annunci Google