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Diocesi di Sessa Aurunca Centro Studi «Tommaso Moro» - PRENDERSI CURA DEL MONDO - Francesco Vespasiano Prof. di Sociologia Università del Sannio 8 febbraio.

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1 Diocesi di Sessa Aurunca Centro Studi «Tommaso Moro» - PRENDERSI CURA DEL MONDO - Francesco Vespasiano Prof. di Sociologia Università del Sannio 8 febbraio 2015

2 Premessa_2 L’assenza di confini Si traduce nella perdita dei punti di riferimento e delle certezze consolidate, ovvero: «in un sentimento diffuso di insicurezza e di impotenza, che riducono l’individuo a puro spettatore passivo di eventi» (Pulcini 2009: 77)

3 Premessa_3 La perdita del limite si biforca in due traiettorie diverse ma convergenti: - da un lato, nello spaesamento di fronte all’eccesso di possibilità aperte dalla globalizzazione del mercato; - dall’altro, nella piena estrinsecazione della hybris prometeica, alimentata da una tecnica resasi autonoma da ogni scopo. (Pulcini 2009: 77-78)

4 Conseguenza_1 «Il rapporto parassitario con le cose viene così totalmente a inghiottire lo spazio della relazione con l’altro, sempre più ridotta a rapporto puramente mimetico, nel quale l’altro assume il ruolo fantasmatico del modello-rivale da imitare e/o da superare nella corsa coattiva al possesso di tutto ciò che è possibile consumare. (Pulcini 2009:77)

5 Conseguenza_2 L’homo creator, che ha smarrito il proprio senso e il proprio senso e il proprio telos e che risponde alla logica puramente immanente dell’imperativo tecnologico, si mostra indifferente ai destini dell’umanità e del mondo. (Pulcini 2009: 78)

6 Vie di uscita: l’Apocalisse «Quando una civiltà ha raggiunto il suo massimo splendore sente, nello stesso tempo, il bisogno di recuperare le sue radici, di ritornare cultura». Per civiltà, Maffesoli intende «il modo di sprecare o meglio di dilapidare il tesoro culturale»; per cultura, intende «il fondo che garantisce la vita sociale permettendo che, al di là di ogni vicissitudine quotidiana, perduri l’essere insieme originario ed essenziale». (Maffesoli M., 2009, Apocalisse. Rivelazioni sulla socialità postmoderna, p. 21)

7 Vie di uscita: l’Apocalisse Il recupero della cultura viene reso possibile grazie alla permanenza di una vitalità sociale sotterranea; si tratta di «una vitalità rinnovata», un «surplus di vita» che determina ciò che veramente e profondamente è societale, che non può essere identificato come «il semplice sociale che aveva come motivo dominante la razionalità e per espressione la politica e l’economia, bensì un’altra maniera di essere insieme, in cui l’immaginario, l’onirico e il ludico occupano un posto fondamentale». (Maffesoli 2009: 27)

8 Vie di uscita: l’Apocalisse La stessa dinamica sociale che esalta le «differenze, le diverse forme di localismo, le superficialità culturali e linguistiche, le rivendicazioni etniche [C. Geertz], sessuali o religiose. Le molteplici aggregazioni intorno a un’origine comune, reale o mitica che sia», sta mostrando i reali processi di ricomposizione delle nuove tribù sociali, che stanno utilizzando forme antiche di solidarietà quotidiane e reti telematiche, costruendo un meccanismo sinergico tra l’arcaico e lo sviluppo tecnologico. (Maffesoli 2009: 39)

9 Vie di uscita: l’Intelligenza «È un errore pensare che gli uomini siano uniti da elementi affettivi. I nostri affetti ci dividono. Noi amiamo il nostro localismo, i nostri costumi, le nostre lingue. È l’intelligenza a unire l’umanità, permettendoci di entrare in empatia con altri tempi, altri luoghi, altre tradizioni». (Erskine J., L’obbligo morale di essere intelligenti, 1915)

10 Vie di uscita: la Resilienza Una visione sistemica: «… noi umani sopravviviamo, e viviamo, grazie alle profonde, intime connessioni che ci assicurano a quanti ci circondano, a quelli che sono venuti prima di noi e a tutti quelli che sono stati, e che potevano essere, importanti nella nostra vita. Di fronte alle avversità, la resilienza è alimentata e sostenuta dalla forza dei legami familiari, sociali, comunitari e culturali». (Walsh F., 2008, La resilienza familiare, pp. XIV-XV)

11 Cos’è la resilienza sociale 1. Sistemi di credenze Significazione delle situazioni avverse Atteggiamento positivo Trascendenza e spiritualità 2. Strutture organizzative Flessibilità Coesione Presenza di risorse sociali ed economiche 3. Processi comunicativi Chiarezza Espressione libera delle emozioni Strategie collaborative di risoluzione dei problemi

12 Vie di uscita: Ripensare il sapere «La chimera del dominio totale del mondo, incoraggiata dai prodigiosi sviluppi delle scienze e delle tecniche, si scontra oggi con la presa di coscienza della nostra dipendenza nei confronti della biosfera e con la nostra presa di coscienza dei poteri distruttivi della tecno- scienza nei confronti dell’umanità stessa». (Morin E., 2011, La via. Per l’avvenire dell’umanità, p. 71)

13 Vie di uscita: Ripensare il sapere «Homo sapiens non deve più cercare di dominare la Terra, ma deve cercare di averne cura e di organizzarla. Ora siamo arrivati a un punto nel quale l’organizzazione disgiuntiva della conoscenza scientifica e tecnica produce conoscenze parcellizzate e separate […] da qui deriva il paradosso di una conoscenza che produce più cecità che lucidità. Una riforma del pensiero, inseparabile da una riforma dell’educazione […] ci porterebbe a riconoscerci come figli della Terra, figli della Vita, figli del Cosmo.» (Morin 2011: 71)


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