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- LA GESTIONE DELL’EVACUAZIONE -. Introduzione, quadro legislativo e Normativo, realizzazione della soluzione Avotec: EV-COM sistema EV-COM - LA GESTIONE.

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Presentazione sul tema: "- LA GESTIONE DELL’EVACUAZIONE -. Introduzione, quadro legislativo e Normativo, realizzazione della soluzione Avotec: EV-COM sistema EV-COM - LA GESTIONE."— Transcript della presentazione:

1 - LA GESTIONE DELL’EVACUAZIONE -

2 Introduzione, quadro legislativo e Normativo, realizzazione della soluzione Avotec: EV-COM sistema EV-COM - LA GESTIONE DELL’EVACUAZIONE -

3 1.0Introduzione 1.1Il Problema : l’organizzazione dell’Evacuazione 1.2 Le Normative oggi 1.3 La Soluzione 1.4 Cosa fa e cosa risolve la soluzione 1.5 Architettura del sistema 1.6 Composizione del sistema

4 1.0 Introduzione - LA GESTIONE DELL’EVACUAZIONE - Più volte, nelle aziende italiane come nei luoghi pubblici, ci si è chiesti come organizzare e gestire una situazione di emergenza, provocata da incendio, da inquinamento, pericolo tossico, calamità naturali, etc... Le risposte sono tante, forse troppe, anche perché l’unica cosa in comune che hanno queste risposte, è che il problema viene affrontato dal responsabile della sicurezza, il quale, spera di avere dato quelle corrette nel caso si verifichi l’emergenza o l’evacuazione. Ci si domanda quindi perché ad oggi esiste una precisa norma che regola la sorveglianza per la rivelazione incendio e non ne esiste una paritetica per l’organizzazione dell’Evacuazione. A questa lacuna, è la legislazione italiana od europea che deve provvedere. Una precisa norma armonizzerebbe il modo di operare e creerebbe uno standard nel prevedere l’organizzazione delle emergenze. Il compito del responsabile della sicurezza sarebbe quindi semplificato cosi come quello del progettista del sistema di evacuazione.

5 - LA GESTIONE DELL’EVACUAZIONE - 1.0Introduzione 1.1Il Problema: l’organizzazione dell’Evacuazione 1.2 Le Normative oggi 1.3 La Soluzione 1.4 Cosa fa e cosa risolve la soluzione 1.5 Architettura del sistema 1.6 Composizione del sistema

6 1.1 Il Problema: l’organizzazione dell’Evacuazione - LA GESTIONE DELL’EVACUAZIONE - IL PROBLEMA: Nei diversi ambienti ove operano le persone, che siano di lavoro, ludici, o di servizi, esiste una problematica ben precisa relativa all’organizzazione dell’evacuazione, effettuata nel minor tempo possibile ed in modo organizzato secondo la precisa esigenza dettata dal responsabile della sicurezza, in collaborazione con i VVFF. L’evacuazione deve essere gestita ed organizzata preventivamente, non trascurando nessun particolare. L’obiettivo è che tutte le persone presenti siano avvisate nel minor tempo possibile dall’inizio dell’evento e che abbiamo un tempo ragionevole per seguire le procedure di uscita, precedentemente concordate. Le prove di evacuazione sono da effettuarsi con la giusta cadenza.

7 DOVE SI PONE: L’organizzazione dell’evacuazione è un’esigenza di sicurezza che si pone prevalentemente in tutti i luoghi ove è presente l’uomo. In ambienti aperti al pubblico, è più difficile organizzare un’accurata evacuazione, in quanto il pubblico non è addestrato a seguire delle procedure, mentre in ambienti ove il personale è addestrato o dove vengono eseguite le prove di evacuazione almeno una volta l’anno, i tempi di intervento sono notevolmente minori. In pratica l’organizzazione dell’evacuazione NON è rivolta esclusivamente agli insediamenti abitativi, è rivolta invece in tutti gli altri ambienti. 1.1 Il Problema: l’organizzazione dell’Evacuazione - LA GESTIONE DELL’EVACUAZIONE -

8 PROBLEMI DIVERSI, ALMENO 6 CASI NON SIMILI Qui sotto sono riportati degli esempi dove il problema “organizzazione dell’evacuazione” deve essere studiato in modo dedicato, le riposte sono sempre diverse, il metodo rimane sempre il medesimo. Scuola Media distribuita su 2 livelli, con presenza superiore a 800 studenti/docenti. Fabbrica chimica con magazzino e stoccaggio, uffici, laboratorio, con presenza di massimo 150 maestranze. Uffici di compagnia di servizi (es : assicurazione), dislocati su 5 piani, in palazzina di 9 piani, in città, con presenza di 400 impiegati. Cantiere Navale semi aperto, con uffici e magazzino, con presenza di almeno 250 persone. Centro di stoccaggio merci, su due livelli con presenza di personale permanente (es. 100 persone) e personale forestiero (es. da 50 a 130 persone), in ambiente aperto. Ospedale su diversi piani con capienza superiore a 300 posti letto, in ambiente semi aperto. 1.1 Il Problema: l’organizzazione dell’Evacuazione - LA GESTIONE DELL’EVACUAZIONE -

9 OBIETTIVI DELL’EVACUAZIONE: Pur avendo descritto sei differenti casi di “organizzazione dell’evacuazione”, l’obiettivo è identico per tutti: segnalare in modo tempestivo l’Evacuazione a tutte le persone, non tralasciando nessuno, quindi non tralasciando ambienti nei quali potrebbero esserci persone, anche in modo temporaneo (es. manutenzione di una caldaia), o anche se non autorizzate (es. pausa extra lavorativa). La tempestività nella segnalazione, le procedure da applicare in funzione degli ambienti, la sicurezza che la segnalazione funzioni in modo corretto, aiuteranno a fare in modo che le persone vengano avvisate del pericolo e quindi possano essere guidate nel percorso in funzione al tipo di pericolo stesso. 1.1 Il Problema: l’organizzazione dell’Evacuazione - LA GESTIONE DELL’EVACUAZIONE -

10 È evidente che lo studio di un accurato “processo di Evacuazione” deve seguire questi elementi essenziali: Struttura dei locali.  Struttura dei locali. Un palazzo di 8 piani in centro città è diverso da una fabbrica su unico livello in ambiente aperto. Tipologia di utilizzo degli stessi.  Tipologia di utilizzo degli stessi. Un laboratorio chimico ha procedure di controllo differenti da una scuola. Personale presente in modo permanente.  Personale presente in modo permanente. La fabbrica dispone al suo interno di una squadra di emergenza, gli uffici no, è però necessario avviare in modo tempestivo l’Evacuazione.  Persone presenti in modo temporaneo. Anche in questo caso la fabbrica può disporre di squadra di emergenza, un centro commerciale pure, ma il rapporto di presenza delle persone esterne in emergenza è molto diverso. 1.1 Il Problema: l’organizzazione dell’Evacuazione - LA GESTIONE DELL’EVACUAZIONE -

11 Apparati di allarme Evacuazione attive esistenti.  Apparati di allarme Evacuazione attive esistenti. Cosa dà inizio al processo di Evacuazione, oltre alla segnalazione manuale, quali sono le procedure parallele all’attivazione di un’evacuazione? (porte US sbloccate, porte TF chiuse, ascensori al piano terreno, evacuatori aperti). Apparati di allarme passivo Evacuazione esistenti.  Apparati di allarme passivo Evacuazione esistenti. Cosa è presente come sicurezza attiva, può interferire con il processo di evacuazione? (sprinkler, chiusure di interblocco, disalimentazione di apparati). Effetti per Evacuazione in diverse stagioni ed in diversi orari  Effetti per Evacuazione in diverse stagioni ed in diversi orari Può esserci un rischio, in funzione della stagione o del periodo del giorno (o della notte) per l’organizzazione del punto di ritrovo, è necessario eseguire questa valutazione.  Metodo di riunione, metodo di conta Una volta individuato il “punto di raccolta”, come eseguire in modo rapido e sicuro la conta? Come organizzare il dopo emergenza? 1.1 Il Problema: l’organizzazione dell’Evacuazione - LA GESTIONE DELL’EVACUAZIONE -

12 È necessaria infine una procedura per la verifica degli apparati di evacuazione, sia per il controllo del funzionamento, sia per l’organizzazione delle prove di evacuazione. È importante che l’azienda segua un protocollo prestabilito e preorganizzato, al quale potrà o vorrà apportare le modifiche secondo le specifiche esigenze che però dovranno essere inserite in un elenco normativo. Anche il metodo di verifica degli apparati dovrà seguire uno standard certo, di diagnosi automatica di controllo e di prove da effettuarsi con cadenza regolare, per la verifica di funzionamento degli stessi e segnalare evenutali anomalie. 1.1 Il Problema: l’organizzazione dell’Evacuazione - LA GESTIONE DELL’EVACUAZIONE -

13 1.0Introduzione 1.1Il Problema : l’organizzazione dell’Evacuazione 1.2 Le Normative oggi 1.3 La Soluzione 1.4 Cosa fa e cosa risolve la soluzione 1.5 Architettura del sistema 1.6 Composizione del sistema

14 1- Norme sull’Organizzazione dell’evacuazione: DM 10 Marzo 1998 allegato IV 1.2 Le normative Oggi - LA GESTIONE DELL’EVACUAZIONE - 2- Norme sul rumore di fondo UNI EN 9795 Ediz. Gennaio Segnale acustico di evacuazione emergenza udito ISO Evacuazione vocale TC che sostituirà la EN Segnali di pericolo per luoghi pubblici ed aree di lavoro EN ISO 7731 (edizione settembre 2005).

15 - LA GESTIONE DELL’EVACUAZIONE - 1.0Introduzione 1.1Il Problema : l’organizzazione dell’Evacuazione 1.2 Le Normative oggi 1.3 La Soluzione 1.4 Cosa fa e cosa risolve la soluzione 1.5 Architettura del sistema 1.6 Composizione del sistema

16 Ormai da oltre 10 anni AVOTEC si è fatta carico di trovare soluzioni tecniche relative al problema di come organizzare l’evacuazione nei casi di emergenza, sia verticale (palazzine su più piani) che orizzontale (unità produttive), per palazzine uffici, scuole, fabbriche. La risposta in tal senso è il sistema EV-COM, sistema potente, flessibile, affidabile, e personalizzabile in funzione delle reali e diverse esigenze che l’utenza presenta. 1.3 La soluzione - LA GESTIONE DELL’EVACUAZIONE -

17 1.0Introduzione 1.1Il Problema : l’organizzazione dell’Evacuazione 1.2 Le Normative oggi 1.3 La Soluzione 1.4 Cosa fa e cosa risolve la soluzione 1.5 Architettura del sistema 1.6 Composizione del sistema

18 Partendo dal presupposto che l’elemento essenziale è quello delle modalità in cui si articola la risposta all’emergenza, possiamo riassumere qui sotto le fasi principali:  Organizzare in modo ordinato l’evacuazione secondo il DM 10 Marzo  Sapere per certo che al momento dell’emergenza il sistema funziona correttamente.  Personalizzare il sistema secondo la propria necessità di organizzazione.  Conoscere perfettamente i tempi di reazione delle maestranze nel momento del segnale di allertamento / evacuazione. Il sistema EV-COM è in grado di intervenire in modo completo ed attivo fornendo una risposta a tutte le diverse situazioni che si vengono a creare, in funzione delle specifiche esigenze delle emergenze. LA RISPOSTA Il sistema EV COM è una risposta, anzi LA RISPOSTA alle richieste del responsabile sicurezza aziendale, per la gestione dell’Evacuazione. 1.4 Cosa fa e cosa risolve la Soluzione - LA GESTIONE DELL’EVACUAZIONE -

19 1.0Introduzione 1.1Il Problema : l’organizzazione dell’Evacuazione 1.2 Le Normative oggi 1.3 La Soluzione 1.4 Cosa fa e cosa risolve la soluzione 1.5 Architettura del sistema 1.6 Composizione del sistema

20 A B D D D C RS232 RS RS D Uscite O/C B C B B C C Possibilità di connessione da 1 a 30 periferiche C Il sistema si compone delle seguenti parti: - Master centrale (A) - Periferica ottico acustica (B) - Attivazioni manuali (C) - Monitoraggio e visualizzazione (D) 1.5 Architettura del sistema - LA GESTIONE DELL’EVACUAZIONE - RS RS

21 Master centrale (A) È il “cervello” del sistema EV-COM, è da questa scheda che si coordinano le attivazioni di allertamento, evacuazione e reset verso le periferiche ottico acustiche. La scheda può gestire un massimo di 60 periferiche (a bordo sono presenti due interfacce seriali RS485 ciascuna delle quali gestisce fino a 30 periferiche). Esegue continuamente la verifica delle unità connesse al bus seriale (polling), richiedendo tutte le informazioni sullo stato di ogni singola unità (linea pulsanti e anomalie come batteria bassa, batteria guasta, cono – altoparlante guasto, lampeggiante guasto, assenza tensione alimentazione, bus seriale guasto). Sulla scheda è presente una EEPROM configurata secondo le esigenze. Associando l’attivazione di un determinato pulsante, facente capo ad una zona (composta da una o più periferiche), è possibile programmare la conseguente azione successiva, della singola unità o della zona relativa (stato di allertamento e/o evacuazione della zona configurata). I comandi attivati dagli ingressi di questa scheda Master sono di tipo GENERALE ed attivano il sistema in modo totale. Esistono poi uscite (open collector, relè) che garantiscono la versatilità del sistema predisponendolo alle diverse esigenze. 1.5 Architettura del sistema - LA GESTIONE DELL’EVACUAZIONE -

22 Periferica ottico acustica (B) Le unità di evacuazione possono essere suddivise in due categorie:  unità di allertamento - evacuazione ottico acustica di potenza versione metallica (per ambienti ad alto rumore di fondo)  unità di allertamento - evacuazione ottico acustica versione ABS/policarbonato (per ambienti a basso/medio rumore di fondo) Elettronicamente sono identiche. Queste apparecchiature che d’ora in poi chiameremo U-EV (unità evacuazione), vengono continuamente interrogate attraverso il Bus RS485 (polling) dalla scheda master centrale. Ogni U-EV esegue in tempo reale il controllo di efficienza dell’altoparlante, della batteria, del lampeggiante, della tensione dell’alimentazione, del bus seriale di comunicazione, della linea pulsante di attivazione e comunica alla centrale master eventuali anomalie. Ad essa sono connessi i punti di attivazione per generare l’allertamento, l’evacuazione o il reset. Gli ingressi dei pulsanti possono essere bilanciati; in questo caso la sicurezza è totale (sia per eventuale corto circuito che taglio cavo di connessione pulsante – U-EV). 1.5 Architettura del sistema - LA GESTIONE DELL’EVACUAZIONE -

23 La programmazione dell’unità U-EV avviene a mezzo di selettori che stabiliscono:  il codice dell’unità (numero di identificazione).  temporizzazione dell’allertamento (solo nel caso di funzionamento singolo).  attivazione bilanciamento ingressi allertamento, evacuazione e reset/esclusione (solo con funzionamento seriale).  selezione tipologia di pulsante (impulsivo o interruttore). L’ U-EV segnala queste situazioni: allertamento : suono intermittente con tre differenti frequenze. evacuazione :suono fisso continuo. reset :3 impulsi ripetuti per 3 volte. 1.5 Architettura del sistema - LA GESTIONE DELL’EVACUAZIONE -

24 Attivazioni manuali (C) Le attivazioni del sistema EV-COM sono realizzate previo impiego di quadretti che montano pulsanti di allertamento (colore giallo) e/o di evacuazione (colore rosso) e chiave di reset. Questi quadretti sono stati concepiti per poter distinguere l’attivazione manuale degli impianti di antincendio da quella di evacuazione. Sono realizzati due modelli, il primo con un pulsante, il secondo con due pulsanti. Entrambi hanno la chiave di reset/esclusione. Vengono connessi alle proprie periferiche, ciascuna periferica può disporre di uno o più quadretti di attivazione. È possibile anche bilanciare i pulsanti, questa operazione deve includere l’attivazione della funzione bilanciamento ingressi delle periferiche, garantendo così la totale protezione della linea di attivazione anche contro eventuali corto circuito o sconnessioni involontarie dei pulsanti dalle relative periferiche 1.5 Architettura del sistema - LA GESTIONE DELL’EVACUAZIONE -

25 Monitoraggio e visualizzazione (D) Il monitoraggio e la visualizzazione è realizzabile in due modi:  Visualizzazione su periferica display per impieghi in cui numero di periferiche sia contenuto.  Visualizzazione su mappe grafiche per impieghi in cui sia previsto un numero importante di periferiche. 1.5 Architettura del sistema - LA GESTIONE DELL’EVACUAZIONE -

26 Visualizzazione su periferica display Questa periferica passiva, viene connessa al bus RS485 per controllare gli eventi del sistema da una o più postazioni. La periferica di visualizzazione può essere connessa su entrambi i bus seriali RS485 qualora le periferiche siano distribuite sulle due linee seriali, viceversa se viene impiegata solo una linea seriale la periferica di visualizzazione deve essere connessa sulla seriale impiegata. È una periferica passiva quindi non interrogata dalla Master. 1.5 Architettura del sistema - LA GESTIONE DELL’EVACUAZIONE -

27 Visualizzazione su mappe grafiche Questa tipologia di visualizzazione è utile quando il sistema EV-COM è molto complesso quando cioè ha più di una centrale con un numero di periferiche superiore a 50 unità. La scheda di centralizzazione SSC può supportare fino ad un massimo di 4 master centrali per un totale di 240 unità Sul PC sarà quindi disponibile la visualizzazione con la relativa localizzazione sulla relativa piantina o sulla piantina generale dell’unità che stà generando l’evento. Si potrà acquisire l’evento e salvarlo nella memoria. Potrà infine essere stampata la memoria eventi. 1.5 Architettura del sistema - LA GESTIONE DELL’EVACUAZIONE -

28 1.0Introduzione 1.1Il Problema : l’organizzazione dell’Evacuazione 1.2 Le Normative oggi 1.3 La Soluzione 1.4 Cosa fa e cosa risolve la soluzione 1.5 Architettura del sistema 1.6 Composizione del sistema

29 - LA GESTIONE DELL’EVACUAZIONE - EV TRD EV TRD : Centrale master EV VIS/D EV VIS/D : Periferica di visualizzazione EVP/A EVP/A : Pannello ottico acustico DOA EVP/A DOA EVP/A : Pannello ottico acustico EV PR EV PR : Quadretto attivazione remoto EVM EVM : Sirena EV PAR EV PAR : Quadretto attivazione generale

30 - LA GESTIONE DELL’EVACUAZIONE - Grazie per l’attenzione! FINE


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