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L’EFFETTO SERRA Atmosfera e componenti I gas serra Effetto serra Aumento della temperatura. Mutamenti climatici. L’innalzamento del livello del mare. Siti.

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1 L’EFFETTO SERRA Atmosfera e componenti I gas serra Effetto serra Aumento della temperatura. Mutamenti climatici. L’innalzamento del livello del mare. Siti ecologici.Effetto serra Aumento della temperaturaMutamenti climatici L’innalzamento del livello del mareSiti ecologici Protocollo di Kyoto ET: emission trading europeo Nat Source Combustibili fossili Fonti di energia alternativa Come ridurre le emissioni di CO 2Come ridurre le emissioni di CO 2

2 L'atmosfera è l'involucro di gas che circonda la Terra.In realtà,non si può definire un vero e proprio limite superiore dell’atmosfera,ma solo una regione di transizione in cui essa si confonde con lo spazio interplanetario. La sua composizione è costante fino a circa 100 km di altitudine. Al di sopra di questa quota i gas si stratificano in base al peso molecolare, a partire da circa 800 km l'attrazione gravitazionale diviene insufficiente a trattenere stabilmente le molecole di gas che quindi “scappano” dalle vicinanze dalla Terra per andare a spasso per il cosmo. La composizione chimica e le caratteristiche fisiche dell’atmosfera variano secondo la quota infatti l’atmosfera viene divisa in fasce,ognuna delle quali ha temperature e caratteristiche differenti. Composizione percentuale dell'aria secca pulita: Azoto (N 2 ) % Ossigeno (O 2 ) % Argon (Ar) % Altri gas % Oltre a questi gas l'atmosfera può contenere grandi quantità di vapore acqueo (fino al 4 %), in concentrazioni che variano a seconda della quota e della latitudine. L'atmosfera riveste un ruolo particolare nello studio dell'inquinamento globale poiché in essa i fenomeni di trasporto delle specie inquinanti avvengono più facilmente che nelle fasi condensate (come le acque superficiali ed il suolo), grazie alla maggiore mobilità delle molecole allo stato gassoso. Spesso noi abbiamo una visione statica del nostro ambiente, come se esso fosse sempre stato come ci appare oggi, in realtà non dobbiamo dimenticare che ciò che noi vediamo è il risultato di condizioni che si sono evolute nel corso dei milioni di anni. Per questo motivo non possiamo prevedere quali effetti avranno sul futuro dell'ambiente le piccole variazioni, apparentemente insignificanti, che le attività dell'uomo inducono negli equilibri naturali. L’ATMOSFERA E I SUOI COMPONENTI

3 L’anidride carbonica Anidride carbonica o biossido di carbonio è un gas incolore, inodore, leggermente acido al gusto, di formula CO 2 ; talvolta è detto semplicemente biossido di carbonio o ossido dell'acido carbonico. L'anidride carbonica fu ottenuta per la prima volta dalla decomposizione del gesso e del calcare dal chimico scozzese Joseph Black, il quale la chiamò "aria fissa" e la ritenne un componente di queste sostanze. Può essere prodotto per combustione, oppure per ossidazione di materiali contenenti carbonio, come il carbone, il legno, l'olio o alcuni cibi; per fermentazione dello zucchero; dalla decomposizione dei carbonati ottenuta per effetto del calore o per azione di acidi. L'anidride carbonica per usi commerciali è preparata anche sfruttando la reazione del vapore con il gas naturale; essa viene quindi purificata in una soluzione concentrata di carbonati alcalini, scaldata con vapore e infine conservata in bombole di acciaio. Contenuto nell'atmosfera in proporzioni variabili, il biossido di carbonio è usato dalle piante verdi durante il processo della fotosintesi, ed è parte del più complesso ciclo del carbonio. Non brucia e non favorisce la combustione, perciò trova impiego nella produzione di strumenti anti- incendio. L'estintore a CO 2 è formato da una bombola di acciaio riempita di anidride carbonica liquida che, se viene liberata, si espande rapidamente. Ossigeno

4 L’atmosfera terrestre è composta principalmente da azoto (78%) e ossigeno (21%), e contiene in quantità minori argo (0,9%) e anidride carbonica (0,03%); sono presenti anche percentuali variabili di vapore acqueo e tracce di idrogeno, ozono, metano, monossido di carbonio, elio, neon, cripto e xeno.elioneoncripto e xeno La percentuale di vapore acqueo nell’aria, che varia notevolmente a seconda della temperatura, viene indicata per mezzo dell’umidità relativa. Con il 100% di umidità relativa, il contenuto di vapore acqueo varia tra 190 parti per milione (ppm) alla temperatura di -40 °C e ppm a 30 °C. Piccole quantità di altri gas, come l’ammoniaca, il solfuro di idrogeno, gli ossidi e i solfuri di azoto, sono temporaneamente presenti nell’atmosfera, soprattutto in prossimità dei vulcani, e giungono al suolo trasportati da pioggia e neve. Il contenuto di ossidi e di altri agenti inquinanti che vengono immessi nell’atmosfera dagli scarichi industriali e dai motori delle automobili costituisce oggi un grave problema a causa degli effetti dannosi che possono manifestarsi sull’ambiente (ad esempio, piogge acide). Inoltre, esiste un'elevata probabilità che l’aumento dell’anidride carbonica atmosferica, determinato dallo sviluppo industriale e dall’uso di ingenti quantità di combustibile, possa modificare il clima terrestre, dando luogo a un processo oggi noto come effetto serra. Preoccupante è anche il netto aumento del metano atmosferico, dal momento che dal 1978 a oggi si è registrata una crescita del livello di questo gas pari a circa l’11%. Oltre ad accrescere l’entità dell’effetto serra, il metano riduce il volume del gruppo ossidrile, peggiorando la capacità dell’atmosfera di purificarsi da sola dagli agenti inquinanti. Anidrite carbonica CO 2 Ossigeno O 2 o c 0 oo I gas serra

5 Preoccupante è anche il netto aumento del metano atmosferico, dal momento che dal 1978 a oggi si è registrata una crescita del livello di questo gas pari a circa l’11%. Oltre ad accrescere l’entità dell’effetto serra, il metano riduce il volume del gruppo ossidrile, peggiorando la capacità dell’atmosfera di purificarsi da sola dagli agenti inquinanti. L’analisi dei campioni d’aria mostra che fino a circa 100 km di quota la composizione dell’atmosfera è sostanzialmente uguale a quella che si rileva al livello del mare; ciò significa che il continuo mescolamento prodotto dalle correnti atmosferiche contrasta la tendenza dei gas pesanti a collocarsi sotto quelli leggeri. L’ozono, forma allotropica dell'ossigeno caratterizzata da molecole triatomiche di formula O3, si forma in piccole quantità nell'atmosfera sia dall'ossigeno dell'aria, sia dagli ossidi di azoto e dai gas di scarico emessi dalle vetture e dalle industrie. Ha origine nella stratosfera, per azione dei raggi ultravioletti emessi dal Sole sulle molecole di ossigeno e svolge quindi un'azione filtrante nei confronti delle radiazioni impedendo loro di raggiungere la superficie terrestre. È pericoloso per la salute, e può anche provocare danni alla vegetazione. è contenuto in quantità sensibilmente maggiori nello strato compreso fra i 30 e i 50 km di quota, dove rappresenta lo 0,001 in volume. I movimenti dell’atmosfera e le precipitazioni trasportano sulla superficie terrestre una percentuale variabile di ozono; notevoli quantità sono inoltre prodotte dagli scarichi dei motori a combustione interna e dalle centrali termoelettriche: come conseguenza di ciò, nel corso degli ultimi trent’anni il livello di questo gas al suolo è circa raddoppiato, con conseguenti rischi per la vegetazione e per la salute; sembra infatti che una percentuale elevata di ozono possa infatti provocare l’insorgere di difficoltà respiratorie, bronchiti e attacchi d’asma. La terra è malata

6 I gas nobili costituiscono il diciottesimo gruppo della tavola periodica degli elementi. Ne fanno parte i seguenti elementi: ELIO NEON ARGON KRIPTON XENO RADON

7 Il termine gas nobili deriva dal fatto che, parafrasando l'atteggiamento della nobiltà, questi gas evitano di reagire con gli elementi "comuni". I gas nobili venivano anche chiamati gas inerti, ma il termine non era accurato, in quanto alcuni di essi hanno mostrato di prendere parte in reazioni chimiche. A causa della loro non- reattività, i gas nobili non furono scoperti fin quando l'esistenza dell'elio non fu dedotta ipoteticamente da un analisi spettrografica del Sole, e successivamente provata quando William Ramsay riuscì a isolarlo. I gas nobili inoltre hanno forze di attrazione interatomica molto deboli e conseguentemente punti di fusione ed ebollizione molto bassi.

8 Tutti questi elementi hanno il massimo numero possibile di elettroni esterni, e non formano facilmente composti chimici. Gli atomi più grossi della serie sono leggermente più reattivi, e lo xeno è stato indotto a formare un numero di composti con il fluoro e con l‘ossigeno. Nel 1962, Neil Bartlett, mentre lavorava alla University of British Columbia, fece reagire lo xeno con il fluoro ottenendo XeF2, XeF4, e XeF6. Il radon reagisce con il fluoro formando fluoruro di radon, RnF, e il composto, allo stato solido, emette una luce gialla. Anche il kripton reagisce con il fluoro formando KrF2.

9 L’ELIO L'elio è l'elemento chimico della tavola periodica degli elementi che ha come simbolo He e come numero atomico 2. È un gas nobile incolore e inodore; ha il più basso punto di ebollizione fra tutti gli elementi e può solidificare solo se sottoposto ad altissime pressioni. Si presenta come gas monoatomico ed è chimicamente inerte. È il secondo elemento più diffuso nell'universo, dopo l'idrogeno. Tracce di elio, dovute al decadimento di certi minerali, sono presenti nell'atmosfera terrestre; l'elio si trova inoltre in alcune acque minerali e, in quantità economicamente sfruttabili, anche in alcuni gas naturali. È usato nei palloni aerostatici, come liquido refrigerante per i magneti superconduttori e come gas nelle miscele per le immersioni di profondità.

10 IL NEON Il neon è un elemento chimico della tavola periodica degli elementi, che ha come simbolo Ne e come numero atomico 10. Gas nobile, quasi inerte, incolore. Il neon possiede una distintiva incandescenza rossastra quando è utilizzato in un tubo a scarica o nelle lampade dette, appunto, "al neon". È presente in tracce nell'aria

11 EFFETTO SERRA Fenomeno climatico che consiste nel riscaldamento degli strati inferiori dell’atmosfera per effetto della schermatura offerta da alcuni gas in essa contenuti. Questi ultimi, detti comunemente gas- serra, risultano trasparenti alle radiazioni di lunghezza d'onda relativamente piccola e opachi a lunghezze d’onda maggiori; il loro comportamento fa sì che le radiazioni a breve lunghezza d’onda provenienti dal Sole attraversino con facilità l’atmosfera e riescano a raggiungere la superficie terrestre, che in parte le riflette, in parte le assorbe. La frazione di radiazione assorbita dalla Terra viene restituita sotto forma di raggi infrarossi a lunghezza d’onda maggiore, che non si disperdono, ma rimangono intrappolati negli strati inferiori dell’atmosfera, in quanto assorbiti dai gas-serra. L’assorbimento dei raggi infrarossi provoca un naturale innalzamento della temperatura dell’aria e della superficie terrestre: mentre in assenza di atmosfera la temperatura media del pianeta sarebbe di circa -18 °C, grazie all’effetto serra naturale è di circa 15 °C. I principali gas-serra naturalmente presenti in atmosfera sono l’anidride carbonica (che da sola contribuisce al 50% dell’effetto serra), il metano, gli ossidi di azoto, gli idrocarburi alogenati e l’ozono.Sole

12 IN PRATICA

13 IL SOLE Il Sole appartiene ad un sistema stellare formato da circa 200 miliardi di stelle, che prende il nome di Galassia. La maggior parte delle stelle è concentrata in una regione di spazio a forma di disco disegnato dai bracci che si dipartono a spirale da un nucleo centrale. Il disco ha un raggio di circa 40 mila anni luce ed il Sole occupa una posizione periferica, a circa 27 mila anni luce dal centro, intorno al quale ruota con una velocità di circa 225 km/s. Compie quindi una rivoluzione completa in milioni di anni (=1 anno cosmico). Poichè si ammette oggi che l'età del Sole è di circa 5 miliardi di anni, ciò significa che ha compiuto sino ad ora poco più di 22 rivoluzioni galattiche. A differenza della maggior parte delle stelle della Via Lattea, che frequntemente appartengono a sistemi binari o multipli, la nostra è una stella singola. Il Sole è la stella centrale del nostro sistema planetario ed intorno ad esso ruotano i nove pianeti conosciuti, a distanze comrpese tra 46 milioni di km ( Mercurio ) e 7,4 miliardi di km ( Plutone).sistema planetario Mercurio Plutone La distanza media Terra -Sole è invece pari a 149,6 milioni di km ed è detta unità astronomia, in simbolo U.A.Terra La stella

14 COSTITUZIONE DEL SOLE Dall'esame della densità e conoscendo le altissime temperature della sua superficie (5750 gradi Kelvin, è una stella di classe G2 ed appartiene alla sequenza principale), si può affermare che Sole deve essere allo stato aeriforme nella parte esterna; procedendo verso l'interno i gas devono essere sottoposti a pressioni sempre crescenti, cosicché essi si avvicinerebbero allo stato liquido.sequenza principale Nulla si conosce sul nucleo solare, perciò le indagini si limitano alla fotosfera, che è la parte luminosa a noi visibile e all'atmosfera che la circonda e che può essere esaminata durante le eclissi, quando cioè la Luna copre la massima parte del disco solare e perciò l'atmosfera non è più abbagliata dalla fotosfera. Concludendo, la struttura solare si può schematizzare così:eclissiLuna –nucleo –fotosfera (con macchie e facole) –atmosfera (stato di inversione, cromosfera, corona solare)

15 Aumento della temperatura Dalla rivoluzione industriale, l’incremento nell’uso di combustibili fossili ha causato un aumento del 30% della concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera. Tale condizione si è aggravata a causa della progressiva distruzione delle foreste(deforestazione) che, eliminando le piante, ne annulla l’azione fotosintetica di Riciclaggio della CO 2 ; in questo modo, nell’atmosfera si accentua lo squilibrio tra input (immissione) e output (fuoriuscita) di anidride carbonica. Nel corso della seconda metà del XX secolo, si è registrato anche l’incremento di altri gas serra; in particolare, del metano, derivante da allevamenti di ruminanti, dalle risaie e dalle attività industriali, che è aumentato del 145%; degli ossidi di azoto, prodotti da alcune lavorazioni agricole e dai gas di scarico degli autoveicoli; dell’ozono degli strati più bassi dell’atmosfera (troposfera), prodotto per effetto di reazioni chimiche di agenti inquinanti. L’aumento dei gas serra ha determinato dal 1860 un incremento del riscaldamento globale della Terra di 0,3-0,6°C, fenomeno che si è verificato soprattutto dopo il L’attuale tendenza sembra verso un ulteriore aumento della temperatura, che entro i prossimi cento anni potrebbe ulteriormente crescere da 1,5 a 4°C.

16 Sue conseguenze L'innalzamento del livello del mare è una delle più gravi conseguenze del processo di riscaldamento globale. Il riscaldamento delle acque che bagnano l'Antartide potrebbe portare alla fusione di gran parte dei suoi ghiacci occidentali, che da soli potrebbero innalzare il livello di 2,4 m. Circa il 50% di tutti gli abitanti del pianeta vive sulle zone costiere. L'innalzamento del livello del mare costituirebbe quindi un grave problema, in particolare per le isole. Potrebbe condizionare la produttività agricola, inondando le regioni fertili dei delta dei fiumi; inoltre, potrebbero insorgere problemi di infiltrazioni di acqua salata nelle falde acquifere, che provocherebbero la contaminazione dell'acqua potabile e di quella destinata all'agricoltura Il riscaldamento globale avrebbe anche un effetto diretto sulla salute umana. I problemi più seri potrebbero riguardare la distribuzione delle malattie e dei loro portatori (insetti e altri invertebrati). In particolare, le malattie tropicali come la malaria si spingerebbero in direzione dei poli, approfittando del clima favorevole. Allo stesso modo potrebbero aumentare le malattie degli animali d'allevamento, con gravi conseguenze per l'economia. Uno degli effetti più temuti del riscaldamento globale è l'aumento della probabilità che si verifichino tornadi, in particolare quelli tropicali, che traggono tutta la loro forza dalle acque degli oceani. Forse la peggiore di tutte le conseguenze del riscaldamento globale sarà un grave depauperamento della diversità biologica (la varietà di piante, animali e microrganismi che vivono sulla Terra). Mutamenti nei ritmi delle stagioni, nei tempi di fioritura, di disgelo e di disponibilità delle risorse alimentari potrebbero avere enormi conseguenze sulla salute delle specie viventi che ne dipendono.

17 Mutamenti climatici e cambiamenti in Europa Primavere anticipate e autunni sempre più in ritardo sono per i climatologi i chiari sintomi di come il clima europeo sia cambiato, definitivamente. Le cause dello stravolgimento stagionale non sono fluttuazioni climatiche naturali, bensì l’effetto serra che ormai viene accettato come un dato di fatto dalla maggior parte della comunità scientifica. Cambiamenti significativi potrebbero avere importanti ripercussioni, soprattutto sulle attività agricole oltre che sull’ecologia della regione geografica. L’attuale surriscaldamento del pianeta potrebbe portare in tempi anche brevi, all’arresto delle correnti oceaniche che mantengono l’Europa temperata. Accelerare catastrofi ambientali già in atto quali alluvioni, uragani, siccità ed incendi, darebbero il via ad un congelamento dell’Europa.

18 L’innalzamento del livello del mare Secondo gli scienziati, il surriscaldamento globale determinerà un innalzamento della temperatura delle acque e del livello del mare e il cambiamento delle correnti. Gli oceani e gli abitanti dell'oceano saranno inevitabilmente esposti agli impatti del surriscaldamento globale e del cambiamento climatico. Contrariamente a quanto si pensa, il fenomeno che più contribuisce all’aumento del livello degli oceani non è lo scioglimento dei ghiacci, ma il fatto che a temperature più alte l’acqua del mare si espande, e occupa quindi un volume maggiore. Quando ci sono serie inondazioni dovute all'aumento del livello dei mari, vengono sommerse vaste aree di vegetazione, che vanno in decomposizione anaerobica e rilasciano vate quantita' di metano, intensificando ulteriormente l'effetto serra. Nei prossimi cento anni si prevede un aumento del livello medio del mare compreso tra i 9 e gli 88 centimetri, a causa delle immissioni in atmosfera di gas serra. Un incremento del livello del mare potrebbe prevedibilmente verificarsi per svariate ragioni, tutte legate al riscaldamento della superficie terrestre, che la maggior parte degli esperti considera un'inevitabile conseguenza dell'aumento della concentrazione nell'atmosfera di anidride carbonica e degli altri cosiddetti gas-serra, in grado cioè di intrappolare calore. La Figura 1 mostra le variazioni di temperatura globali dal 1990 come verificate da un modello di tipo mono- direzionale di diffusione dei gas serra in riferimento a livelli di emissione costanti (linee punteggiate) e così come si presenterebbero in presenza di una regolamentazione dovuta a normative internazionali in materia di emissioni più restrittive (linee continue). Per considerare i cambiamenti di livello del mare nelle varie zone, si devono prendere in considerazione anche i movimenti verticali del terreno e i cambiamenti delle correnti e dei venti oceanici. IPCC: Intergovernmental Panel on Climate Change. Organizzazione istituita nel 1988 dall’Agenzia per l’ambiente delle Nazioni Unite (UNEP) e dalla World Meteorological Organization con l’obiettivo di valutare lo stato e l’evoluzione del clima, di prevedere gli effetti sull’uomo del cambiamento climatico, e di studiare contromisure. Figura 1

19 Ma quali saranno le conseguenze in Europa? Riguardo alle conseguenze pratiche di questo fenomeno, un fattore importante da considerare è che le linee di costa non sono regolari e non hanno la stessa pendenza. Sebbene un innalzamento a breve termine di pochi centimetri non sia un grosso problema per molti litorali, le aree costiere con pendenze molto dolci subiranno invece una significativa sottrazione di superficie in rapporto ad un piccolo innalzamento del livello globale del mare. In alcune parti del mondo intere nazioni subiscono questo rischio, come ad esempio il Bangladesh, le Maldive o i Paesi Bassi. In tutto il mondo l'innalzamento delle acque determinerà il ritiro della linea costiera (il 70% dei litorali è già in contrazione) mettendo in pericolo le dune sabbiose, le lagune costiere e la loro fauna. Con una crescita del livello del mare, gran parte della popolazione mondiale dovrà fronteggiare condizioni che renderanno critico il loro modo di vivere, perfino la loro stessa sopravvivenza. Gli habitat estuariali inoltre, verrebbero ad essere compromessi a causa dell’influsso dell’acqua salata; come conseguenza, molte comunità intercotidali saranno costrette a migrare verso luoghi diversi. Questo innalzamento metterà in pericolo molte sorgenti di acqua dolce. Molte falde acquifere stanno già cominciando a diventare saline in quelle località dove l’intrusione di acqua salata ha accompagnato il fenomeno della subsidenza. Di conseguenza le città potrebbero dover ridurre il tasso a cui abitualmente pompano l’acqua dalle falde, inducendole a ricercare altre fonti per rifornirsi di acqua dolce. Le conseguenze di un innalzamento del livello del mare,sarebbero gravissime nelle zone costiere e nelle piccole isole. Già oggi 50 milioni di persone sono soggette alle inondazioni provocate da tempeste e diventerebbero molte di più se il livello del mare si alzasse anche solo di 1 metro. Studi recenti indicano che il 17% del Bangladesh potrebbe sparire mettendo a rischio 70 milioni di persone, altrettante in Cina. L'aumento di temperatura aumenterà il rischi di invasione di specie esotiche con conseguenze che talvolta potranno essere catastrofiche. Le barriere coralline sono a grave rischio, fra l'altro pur coprendo solo l'1% della superficie del pianeta contengono circa il 4-5% delle specie: alcune ricerche mostrano che le barriere coralline se sono in buono stato possono crescere mantenendo il passo con l'innalzamento delle acque; dato che la temperatura ideale per la loro crescita si aggira tra i °C sono molto sensibili ad aumenti della temperatura dell'acqua. Le temperature eccezionalmente calde registrate nei mari tropicali negli ultimi anni hanno causato un vasto fenomeno di "sbiancamento" dei coralli che se le condizioni persistono potrebbero portare alla loro morte. Questi atolli rappresentano secondo la definizione dell'IPCC "un ambiente tra i più sensibili alle variazioni climatiche a lungo termine e all'innalzamento del livello del mare".

20 Il mare ci sommergerà? Secondo una ricerca condotta da un team di ricercatori della Rutgers University del New Jersey, il livello degli oceani starebbe crescendo di 2 millimetri l'anno, contro il solo millimetro annuale di incremento avvenuto nelle ultime migliaia di anni. E il principale responsabile sembra essere il riscaldamento globale provocato dall'uomo. Se la velocità con cui gli oceani si stanno innalzando non è certo sufficiente per farne un buon film catastrofico, è però abbastanza per confermare le preoccupazioni degli scienziati riguardo al riscaldamento globale. In un articolo pubblicato sull'ultimo numero di “Science” (vol. 310, numero 5752), Kenneth G. Miller, professore di scienze geologiche alla Rutgers University, ha riportato le misurazioni sul livello dei mari negli ultimi 100 milioni di anni svolte grazie a perforazioni e carotaggi effettuati lungo la costa del New Jersey. I dati segnalano un aumento annuale di circa 1 millimetro da 5000 anni fa fino a circa 200 anni fa.

21 Al contrario, le misurazioni sull'attuale livello dei mari dal 1850 a oggi, effettuate tramite mareografi e, più recentemente, attraverso immagini satellitari, hanno rivelato che l'aumento è a un livello doppio, cioè di 2 millimetri l'anno. “Senza informazioni che ci permettessero di confrontare le misurazioni attuali con quelle di un ampio spettro del passato, non avremmo mai potuto essere sicuri di cosa stesse realmente accadendo - ha detto Miller -. Ora, con solidi dati storici, possiamo dire che l'innalzamento del livello dei mari è un fenomeno recente”. “La cosa principale che è cambiata dal XIX secolo è stato l'utilizzo dei combustibili fossili e l'emissione di gas serra. I dati che abbiamo raccolto possono fungere da nuovo punto di partenza per gli studi sul riscaldamento globale indotto dall'uomo”. Il team guidato da Miller ha studiato 5 campioni di 500 metri l'uno di sedimenti lungo la costa del New Jersey, ne ha esaminato la composizione, i fossili, la datazione con gli isotopi e il diverso livelli raggiunto nel tempo dagli stessi elementi. Miller ha poi confrontato i suoi dati con quelli provenienti da altre parti del mondo per valutarne la portata planetaria. Questa notizia è stata diffusa dall'agenzia “ZadiG”.

22 Una terribile previsione: la morte della barriera corallina Lo rivela una ricerca del Centro studi marini dell'Università del Queensland. La colpa? L'aumento della temperatura marina. Il solo che non ha nulla da temere è il pesciolino Nemo. Tutti gli altri navigano, è proprio il caso di dirlo, in pessime acque. Ce lo dicono gli scienziati: la Grande Barriera Corallina australiana - una delle meraviglie del mondo - potrebbe scomparire presto e assieme a lei tutte le centinaia di specie di pesci coloratissimi ospitati nei suoi «anfratti». La causa di tutto questo? L'innalzamento della temperatura del mare, un fatto così grave da determinare la peggiore delle previsioni: la morte della Grande Barriera entro il La terribile previsione è contenuta in una ricerca curata da Hans Hoegh-Guldberg, capo del Centro di studi marini dell'Università australiana del Queensland, e dal padre Ove, economista.

23 I ricercatori hanno esaminato gli effetti del surriscaldamento dell'oceano sulla sterminata barriera, lunga oltre chilometri. Nel rapporto di 350 pagine gli Hoeg-Guldberg non lasciano spazio all'ottimismo. Non c'è speranza, dicono, di scongiurare la «terrificante prospettiva a lungo termine» della morte dei coralli, dal momento che i «gas-serra» hanno già surriscaldato i mari e occorrerebbero decenni per bloccare questo processo. «La copertura corallina si ridurrà a meno del 5 per cento sulla maggior parte della barriera entro la metà del secolo, nella migliore delle ipotesi», si legge nel documento, «è l'unica conclusione plausibile se le temperature del mare continueranno a innalzarsi». La previsione si basa sull'ottimistico presupposto che le acque si surriscaldino di 1 solo grado centigrado, mentre si teme che l'aumento di temperatura nei prossimi 100 anni sia tra 2 e 6 gradi.

24 Se la «Great Barrier Reef», nella quale restò imprigionato nel 1768 anche il grande capitano James Cook, dovesse sparire, vi sarebbe un riflesso sull'intero ecosistema del Mar dei Coralli. Tutti gli organismi che vivono attaccati alla barriera morirebbero. E sarebbe un danno gravissimo anche per l'economia locale e il settore turistico. Costituita da barriere collegate e 900 isole, la Grande barriera Corallina al largo della costa nordorientale australiana copre nel suo complesso una superficie di 345mila chilometri quadrati. Nelle sue acque vivono specie di pesci.

25 In Italia 58 auto ogni 100 abitanti: record europeo. Per Legambiente:"E' segno d'arretratezza economica“ Anno 2007: partono gli incentivi per la rottamazione. “Un così alto numero di auto pro capite è indicativo dell’arretratezza dell’intero sistema economico e la prova che è necessario investire nelle infrastrutture che migliorino la mobilità, soprattutto ferroviaria. Il trasporto stradale continua ad essere una delle fonti principali dell’inquinamento atmosferico nel nostro Paese con gravi conseguenze sia sul piano della salute che sull’intero sistema economico, visto che se non riusciremo a diminuire le nostre emissioni, non rientreremo mai nei limiti dettati dal protocollo Kyoto e le sanzioni saranno inevitabili”. Ma cosa significa immettere sul mercato ognuna delle circa 300 mila vetture nuove in più del ricambio fisiologico? Ammettendo che l’inquinamento sia proporzionale al consumo energetico, per ogni vettura di media cilindrata occorrono, per la sua costruzione, circa kWh di energia primaria prodotta per l’80% col petrolio; tradotto in percorso chilometrico di una vettura media corrisponde a circa 45 mila chilometri: praticamente mettiamo sul mercato una macchina che ha gia inquinato all’atto della sua costruzione come se avesse percorso 45mila Km; questo significa che la vecchia macchina da rottamare con inquinamento maggiore del 5% rispetto alla nuova per raggiungere quell’inquinamento dovrebbe ancora percorre oltre circa un milione di km, cosa impossibile; così la rottamazione procura un inquinamento aggiuntivo nel complesso atmosferico del quale non ce ne rendiamo conto.

26 Fiat la più "virtuosa" nelle emissioni di CO2 La Federazione europea per il trasporto e l'ambiente ha reso pubblici i risultati di uno studio sulla riduzione delle emissioni carboniche nelle auto prodotte tra il 1997 e l'anno scorso, i cui risultati, per tre quarti delle marche analizzate, sono tutt’altro che confortanti. Fiat Auto, al primo posto nella classifica dei produttori d'auto più solleciti nell'abbassare le emissioni CO 2, è riuscita a migliorare il target di un terzo, scendendo sotto la quota di 140 grammi di CO 2 per km percorso da rispettare entro il 2008.

27 L’emission trading (ET) è uno dei sistemi di flessibilità, oltre al JI(joint implementation e al CDM(clean DEvelopment Mechanism), emanati dal protocollo di kyoto per il rispetto degli obiettivi per la diminuzione delle emissioni dei gas responsabili dell’ effetto serra.protocollo di kyoto effetto serra L’ ET è il sistema di scambio dei diritti di emissione che permette di commerciare tali crediti per adempiere agli obblighi di riduzione. L’elemento della compravendita è stato introdotto in questo sistema per il limitare al minimo il costo della riduzione delle emissioni di anidride carbonica. Il Protocollo di Kyoto ha dato origine ad un nuovo mercato globale in cui viene scambiata CO 2 eq (diritti ad emettere gas climalteranti, anche detti gas serra). Il mercato, simile a quello di una commodity, è oggi incentrato sulla domanda-offerta di CO 2, ma dovrebbe allargarsi ad altre emissioni. Il carbon market è al momento diviso in più segmenti, in cui vengono scambiati asset a prezzi differenti, ma i diversi crediti potranno essere utilizzati per adempiere agli obblighi di riduzione che gravano su paesi e imprese. I volumi di scambio mostrano un trend fortemente crescente, ma esistono ancora imperfezioni e frizioni di mercato dovute all'evolversi del quadro normativo e all'andamento dei principali market drivers. Kyototarget offre analisi relative al mercato della CO 2 e alla carbon finance, con particolare attenzione al sistema di Emission Trading Europeo, ai flussi di investimento nei progetti CDM e JI e agli strumenti finanziari ad essi connessi. ET: EMISSION TRADING EUROPEO

28 Questo grafico rappresenta la variazione delle temperature medie annuali superficiali nel corso degli anni La linea dello zero rappresenta la media di tutte le temperature, mentre le barre rosse e blu indicano gli scostamenti da tale media. Come si può vedere, c'è un chiaro trend di crescita. Le temperature riferite alle terre emerse presentano degli scostamenti maggiori di quelle degli oceani perchè le terre si riscaldano e si raffreddano più velocemente delle acque

29 Combustibili Fossili Si definiscono combustibili fossili quei combustibili che derivano dalla trasformazione della sostanza organica a forme via via più ricche di carbonio. In questo campo rientrano quindi: -P-Petrolio e derivati -C-Carbone -G-Gas naturale

30 Combustibili fossili Vantaggi -sono "compatti", ovvero hanno un alto rapporto energia/volume -sono facilmente trasportabili -sono facilmente stoccabili -sono utilizzabili con macchine relativamente semplici -costano poco Svantaggi -sono inquinanti, anche se con l'utilizzo di macchine moderne questo problema si è notevolmente ridotto -determinano un incremento di CO 2 in atmosfera, un gas non inquinante ma oggi considerato come il maggiore imputato del surriscaldamento globale -non sono rinnovabili

31 Petrolio Il petrolio, anche detto oro nero, è un liquido infiammabile, denso di colore marrone scuro o verdognolo, che si trova in alcuni punti negli strati superiori della crosta terrestre. È composto da una mistura di vari idrocarburi, in prevalenza alcani, ma possono esserci variazioni nell'aspetto nella composizione e nelle proprietà del petrolio.

32 Carbone Il carbone è un combustibile fossile estratto dal terreno sia in miniere, che in miniere a cielo aperto. È un combustibile pronto all'uso, formato da roccia sedimentaria nera o bruna. È composto principalmente da carbonio e idrocarburi, oltre a vari altri elementi assortiti, compresi alcuni a base di zolfo. Esistono vari metodi di analisi per caratterizzarlo. Spesso associato alla Rivoluzione Industriale, il carbone rimane un carburante assolutamente importante, e produce un quarto dell'elettricità in tutto il mondo. Negli Stati Uniti circa la metà dell'elettricità è generata dal carbone. In Italia la quota è del 17 per cento. In passato era utilizzato anche per alimentare alcuni mezzi di trasporto, quali le locomotive.

33 Gas naturale Il gas naturale è un gas prodotto dalla decomposizione anaerobica di materiale organico. Solitamente si trova insieme al petrolio e in giacimenti di gas naturale, ma si genera anche in paludi (in questo caso viene chiamato anche gas di palude), in discariche, e durante la digestione negli animali.

34 Disboscamento Il disboscamento, o deforestazione, consiste nell'abbattimento di tutti gli alberi per motivi commerciali o per sfruttare il terreno per la coltivazione. Fin dall'antichità si disbosca per ottenere la legna da ardere per il riscaldamento domestico o da usare come materiale da costruzione, per ottenere nuovi terreni da destinare all'agricoltura e all'espansione urbana. Questo fenomeno interessa soprattutto le aree tropicali dove vengono eseguite con il metodo del "taglia e brucia": dapprima si abbattono gli alberi e poi si incendia il sottobosco rimanente. Una volta terminato l'incendio si sarà depositata sul terreno della cenere che fertilizza il terreno. Questo fenomeno, purtroppo ancora molto frequente nella foresta amazzonica e in crescita in molte altre aree del pianeta porta via molti alberi al polmone verde della Terra. I paesi maggiormente interessati da questo fenomeno (spesso anche connesso con attività illegali) sono Cina, Colombia, Congo, Brasile, India, Indonesia, Myanmar, Malesia, Messico, Nigeria e Thailandia, che insieme compiono più del 70% di diboscamento mondiale

35 I danni della deforestazione Le piante verdi aiutano a mantenere stabile la concentrazione in anidride carbonica nell'atmosfera (attraverso la fotosintesi clorofilliana). L'utilizzo di combustibili fossili ed il diboscamento stanno causando un aumento di CO2 nell'atmosfera, che ha diretta influenza in fenomeni come l'effetto serra ed il riscaldamento globale. Gli effetti negativi del diboscamento sono numerosi e comprendono:fotosintesi clorofillianacombustibili fossili l'effetto serra desertificazione nei territori secchi erosione, frane e smottamenti nei territori piovosi e collinari inquinamento degli ecosistemi acquatici (a causa del dilavamento delle acque) sottrazione di risorse per le popolazioni indigene

36 Fotosintesi clorofilliana La fotosintesi clorofilliana è un processo attraverso cui, mediante la clorofilla, viene trasformata l'energia solare (luce) in una forma di energia utilizzabile dagli organismi vegetali per la propria sussistenza.clorofilla Oggi nettamente dominante sulla Terra per la produzione di composti organici da sostanze inorganiche. Il prodotto organico della fotosintesi è il glucosio ( C 6 H 12 O 6 ), il carboidrato monosaccaride più diffuso sul nostro pianeta. Il carbonio e l'ossigeno da convertire in sostanza organica sono forniti dall'anidride carbonica (CO 2 ) atmosferica. La sua equazione chimica è: 6 CO H 2 O → C 6 H 12 O O 2

37 Fasi della fotosintesi La fotosintesi consiste in due fasi: quella luminosa e quella di fissazione del carbonio. La seconda fase veniva erroneamente definita "fase oscura", dalla credenza che essa potesse avvenire anche in assenza di luce. La "fase luce dipendente" è dominata dalla clorofilla, le cui molecole assorbono selettivamente luce nelle porzioni rossa e azzurro- violetta dello spettro visibile. L'energia catturata permette la produzione di un composto riducente ad alta energia (il NADPH, nicotinammide adenina nucleotide fosfato ridotto) e di ATP. La "fase di fissazione del carbonio" o "ciclo di Calvin" comporta l'organicazione della CO 2, ossia la sua incorporazione in composti organici e la riduzione del composto ottenuto grazie al NADPH.

38 Clorofilla La clorofilla è un pigmento di colore verde presente nei grani dei cloroplasti delle cellule vegetali, o negli organismi procarioti che realizzano la fotosintesi clorofilliana. Negli eucarioti sono presenti due diverse tipologie di clorofilla: la clorofilla a, che assorbe soprattutto la luce blu-violetta e rossa la clorofilla b, che assorbe soprattutto la luce blu ed arancione. Altri pigmenti minoritari sono i carotenoidi, che assorbono la luce verde-blu. Le piante appaiono verdi, poiché le lunghezze d'onda del verde sono le meno assorbite dalle piante. La clorofilla degli eucarioti è leggermente diversa. Le molecole di clorofilla a e b e i carotenoidi sono racchiuse nei tilacoidi. Quando la luce li colpisce, essa permette l'eccitazione dei pigmenti e il passaggio di un elettrone di una specifica molecola di clorofilla ad un accettore primario. Il complesso di clorofilla a e accettore è chiamato centro di reazione, che unito ai pigmenti prende il nome di fotosistema.

39 Le fonti di energia alternativa Per fonte di energia alternativa (o anche energia alternativa) si intende un modo di ottenere energia elettrica fondamentalmente differente da quella ottenuta con l'utilizzo dei combustibili fossili, che costituiscono fonti "non rinnovabili". Negli ultimi trent'anni sono state investite nella ricerca in tal senso molte risorse umane ed economiche. Nonostante ciò, uno dei problemi è rappresentato da conflitti d'interesse tra chi dovrebbe investire i fondi nella ricerca e chi produce attualmente l'energia o chi vende petrolio: di conseguenza vengono a mancare le alternative per il futuro. Alcune fonti energetiche alternative sono rappresentate da: energia nucleare (sia a fissione che a fusione) energia eolica energia solare

40 L’energia nucleare Con energia nucleare si intendono tutti quei fenomeni in cui si ha la produzione di energia in seguito a trasformazioni nei nuclei atomici. La prima persona che intuì la possibilità di ricavare energia dal nucleo dell’atomo fu lo scienziato Albert Einstein. Per ricavare energia dal nucleo dell’atomo esistono due procedimenti opposti: la fissione (rotture) di un nucleo pesante la fusione (unione) di nuclei leggeri La fusione sarebbe più vantaggiosa rispetto alla fissione visto che essa non produce radioattività e ha bisogno di materiali combustibili facilmente ritrovabili. Purtroppo, però, l’uomo non è ancora riuscito a riprodurre la fusione in modo controllato.

41 L’energia eolica L'energia eolica è il prodotto della conversione dell'energia cinetica del vento in elettrica. Prima tra tutte le energie rinnovabili per il rapporto costo/produzione è stata anche la prima fonte energetica rinnovabile usata dall'uomo. Il suo sfruttamento, relativamente semplice e poco costoso, è attuato tramite macchine eoliche divisibili in due gruppi ben distinti: Generatori eolici ad asse verticale Generatori eolici ad asse orizzontale

42 L’energia solare Per energia solare si intende l'energia, termica o elettrica, prodotta sfruttando direttamente l'energia irraggiata dal Sole verso la Terra. La quantità di energia solare che arriva sul suolo terrestre è quindi enorme, circa mille volte superiore a tutta l'energia usata dall'umanità nel suo complesso, ma poco concentrata, nel senso che è necessario raccogliere energia da aree molto vaste per averne quantità significative, e piuttosto difficile da convertire in energia facilmente sfruttabile (principalmente in elettricità) con efficienze accettabili. Risorse globali di energia solare. I colori sulla mappa indicano l'energia media che raggiunge la terra, in un periodo di tre anni dal 1991 al 1993 (24 ore al giorno, tenendo conto anche della copertura nuvolosa indicata dai satelliti meteorologici). La scala è in watt per metro quadrato. L'area necessaria per fornire l'energia equivalente alla richiesta primaria di energia attuale è indicata dai dischetti scuri.

43 IL PROTOCOLLO DI KYOTO Il protocollo di Kyoto prende come riferimento, per le emissioni di gas serra, l’anno 1990 e prevede per il quinquennio 2008/2012, una riduzione media del 5,2%,assegnando ad ogni paese industrializzato un obiettivo specifico (8,2% per l’ UE, 6,5% per l’ Italia). Per i paesi "in via di sviluppo" non si pone alcun obiettivo, se non l’impegno generico all’efficienza energetica e alla conservazione delle foreste. L’energia nucleare è esplicitamente esclusa dagli strumenti di riduzione del gas serra. Al momento il Protocollo è in una fase di stallo. Per diventare operativo deve essere firmato da almeno 55 paesi (e siamo già a 119), responsabili di almeno il 55% delle emissioni del 1990 dei pesi industrializzati. Siamo fermi al 45%. USA e Russia non l’hanno ancora firmato. Bush, sostenuto dalle lobbies delle grandi compagnie petrolifere, nel 2001 ha detto che non intende firmarlo; intanto dal 1990 al 2000 le emissioni USA sono aumentate del 21%. La Russia ha smantellato la grande industria pesante sovietica e dispone di una grande massa di "unità di riduzione" ed è impegnata in un gioco al rialzo del loro valore. La UE e l’Italia hanno ratificato l’accordo nel Sono acerrime nemiche del Protocollo le lobbies del petrolio e delle armi, mentre lo sostengono i settori della tecnologia avanzata. La sua attuazione favorirebbe l’innovazione tecnologica e lo sviluppo economico. Ad esempio avrebbe un grande vantaggio il settore delle energie rinnovabili o delle ottimizzazioni delle forniture energetiche.

44 LE DEBOLEZZE DI KYOTO Alle conferenze internazionali COP si è parlato quasi soltanto di impianti industriali, dimenticando le emissioni dovute ai trasporti. In Italia contribuiscono per il 27% del totale. Nel 2001 (COP7) di Marrakesh viene definito il complesso sistema dei "meccanismi flessibili", che permettono agli stati industrializzati di aggirare in parte gli obiettivi di riduzione in casa propria in cambio di azioni per la riduzione delle emissioni in altri paesi. Ad esempio uno stato industrializzato potrà realizzare progetti per l’"imprigionamento" della CO2 (riforestazione) in un altro paese. Questo meccanismo ha suscitato molte critiche da parte del mondo ambientalista perché potrebbe disincentivare l’innovazione tecnologica e deresponsabilizzare i paesi industrializzati rispetto alla riduzione sul loro territorio, creando gravi squilibri geopolitici tra paesi industrializzati fortemente inquinanti da un lato e paesi sottosviluppati "fornitori di foreste" dall’altro. C’è anche un altro punto critico: con il precedente meccanismo, i paesi industrializzati ottengono una "unità di riduzione" ogni tonnellata sottratta, e queste "unità" sono commerciabili tra stati in basi ad accordi bilaterali. Per capire il genere di rischio osserviamo che gli USA, uscendo dal Protocollo, hanno abbattuto il prezzo delle "unità"da 50 a 10 euro; si valuta che in Europa, per ottenere l’abbattimento di una unità, si debbano spendere circa 32 euro: è allora più conveniente comprare un credito di emissioni che fare un investimento su un ciclo produttivo o sulle fonti rinnovabili.

45 L’ITALIA DIETRO LA LAVAGNA CON IL CAPPELLO DA SOMARO L’Italia dietro la lavagna con il cappello da somaro, meglio l’Europa. In Italia dal 1990 le emissioni, invece che diminuire del 6,5% secondo gli impegni assunti, sono aumentate del 7,5%, con il settore dei trasporti che dovrebbe avere in un futuro prossimo una crescita del 30-40%. I meriti di questo risultato vanno equamente divisi tra tutti i governi dell’ultimo decennio, governi che si sono distinti per avere ignorato l’efficienza energetica e trascurato le fonti energetiche rinnovabili: riusciamo ad istallare trenta volte meno pannelli solari degli austriaci, cinquanta volte meno fotovoltaico dei tedeschi e quarantacinque volte meno generatori eolici degli spagnoli. Mentre l’Italia fa danni, l’Europa, nel suo complesso ha ridotto le emissioni. Prime della classe sono la Germania (-16,9%) e la Gran Bretagna (-13,1%). La finanziaria per il 2004 sta passando senza l’assicurazione obbligatoria contro catastrofi naturali perché le compagnie non vogliono più garantire a causa dell’eccessiva imprevedibilità degli eventi climatici.

46 L’INTELLIGENZA QUOTIDIANA Le famiglie sono responsabili del 27% delle emissioni di gas serra. Possono ridurre questa quantità con le scelte quotidiane. L’azione più efficace è la drastica riduzione dell’uso dell’auto privata, un mezzo altamente inefficiente: su 100 litri di benzina, solo 5 servono a spostare i passeggeri, ad una velocità nelle città di 8/10 chilometri l’ora, poco più che un passo veloce. Efficace anche il risparmio energetico domestico: coibentazione dell’abitazione, elettrodomestici e lampadine ad alta efficienza, eliminazione degli sprechi. Una buona edilizia evita l’uso dei condizionatori (il massimo consumo di energia elettrica si ha in estate) e il ciclo vizioso caldo – condizionatore – effetto serra – ancor più caldo.

47 COME POSSIAMO RIDURRE LE EMISSIONI DI CO 2 ? La lotta alle emissioni di anidride carbonica CO 2 e altri gas serra deve cominciare da noi comuni cittadini, infatti le famiglie sono responsabili del 27% delle emissioni di gas serra. Si possono ridurre questa quantità con le scelte della vita quotidiana. L’azione più efficace è la drastica riduzione dell’uso delle automobili, un mezzo altamente inefficiente: su 100 litri di benzina, solo 5 servono a spostare i passeggeri, ad una velocità nelle di 10 Km/h nelle città, poco più che un passo veloce. È molto efficace anche il risparmio energetico domestico: riscaldamento dell’abitazione, uso di elettrodomestici e lampadine ad alta efficienza e soprattutto evitare gli sprechi. Un punto chiave può essere anche una buona edilizia che evita l’uso dei condizionatori, il massimo consumo di energia elettrica si ha in estate, e il ciclo vizioso caldo – condizionatore – effetto serra – caldo.

48 Lo strato di ozono divenne oggetto di discussione all’inizio degli anni Settanta, quando fu dimostrato che i cloro - fluorocarburi (CFC), o cloro - fluorometani, potevano danneggiarne seriamente l’integrità. Questi composti, utilizzati come gas refrigeranti e come propellenti nelle bombolette spray e quindi liberati in grandi quantità nell’atmosfera, possono attaccare chimicamente l’ozono atmosferico, che protegge la superficie terrestre dalla radiazione ultravioletta proveniente dal Sole. Per ridurre l’entità del problema, le aziende dei paesi industrializzati hanno sostituito i cloro – fluoro - carburi in quasi tutti i loro usi. Gli studi sull’atmosfera non hanno ancora raggiunto risultati definitivi riguardo all’attuale minaccia che le attività umane rappresentano per lo strato di ozono, e l’argomento rimane a tutt’oggi un campo di discussione aperto.

49 NATSOURCE Che cos’è? Di cosa si occupa?

50 INDIETRO Natsource LLC è una società di primo piano a livello mondiale per i servizi di gestione delle attività, le transazioni, la consulenza e la ricerca. Essa sfrutta la sua esperienza nei settori normativo, del mercato e delle transazioni di borsa per assistere aziende private di tutto il mondo nella gestione strategica del rischio ambientale e per far rendere al massimo gli investimenti che traggono vantaggio da opportunità nei mercati delle emissioni e delle energie rinnovabili locali, regionali e globali. Natsource ha la sua sede centrale a New York e distaccamenti a Calgary, La Paz, Londra, Ottawa, Tokyo e Washington DC, e vanta così sia una portata globale, sia una prossimità con molti dei più importanti centri finanziari al mondo.

51 INDIETRO Natsource LLC, società di primo piano a livello mondiale per i servizi di gestione delle attività, le transazioni, la consulenza e la ricerca nei settori delle emissioni e delle energie rinnovabili, ha annunciato che la sua consociata interamente di proprietà Natsource Asset Management Corp. (NAMC) ha concluso l'accordo per la creazione di un pool di acquisizione di crediti di emissione di gas serra, il GG-CAP, con impegni per 455 milioni di euro (550 milioni di dollari US) da parte di 26 membri. Il GG-CAP è la prima iniziativa nata in seno al settore privato che ha come obbiettivo quello di fornire alle aziende un mezzo economico di soddisfare i propri obblighi di riduzione delle emissioni di gas serra previsti dal piano dell'Unione Europea per il commercio delle emissioni e dal protocollo di Kyoto. "La conclusione dell'accordo del GG-CAP, primo pool di acquisizione di crediti del settore privato, è uno spartiacque nello sviluppo del mercato dei gas serra," ha dichiarato Jack Cogen, presidente di Natsource LLC. "La partecipazione di così tante prestigiose società di tutto il mondo dimostra l'attuabilità di questo approccio per il conseguimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni. Siamo orgogliosi della fiducia che queste importantissime aziende hanno dimostrato nei nostri confronti." Le 26 aziende che partecipano al programma sono tra le principali realtà del settore dei prodotti di consumo, manifatturiero, energetico e dei servizi pubblici in Europa, Giappone e Nordamerica, e la loro capitalizzazione totale ammonta a oltre 300 miliardi di dollari US. Tra queste aziende figurano Chugoku Electric Power Co., Inc.; Cosmo Oil Co. Ltd.; Electricity Supply Board (Irlanda); Endesa Generacion; E.ON UK; EPCOR; Hokuriku Electric Power Company; Hokkaido Electric Power Co., Inc.; Iberdrola; Norsk Hydro ASA; Okinawa Electric Power Co., Inc.; Public Power Corporation S.A.; Repsol YPF; Sergey Brin; Suntory, Ltd.; e Tokyo Gas Co., Ltd.

52 Un giro tra i siti ecologici Il sito di Slate dopo una semplice registrazione permette di compilare il test che vi darà quanta anidride carbonica state producendo.www.slate.com/id/ Un calcolatore del consumo di CO 2 insieme ai consigli su come ridurla, si trova sul sito Buoni suggerimenti sono anche su Riflessioni su natura, politica e consumi su ecoblogo.it, eco-alfabeta.blogosfere.it o Per calcolare il costo indicativo di impianti termici o fotovoltaici e il risparmio annuo in bolletta Oppure calcolare la cosiddetta impronta ecologica individuale attraverso un quiz del Wwf cioè verificando quanto incidono i propri consumi sulla salute della Terra e un corso di formazione interattivo sull’efficienza energetica domestica. L’Enel invece ha immaginato una Casa virtuale come in un videogioco, il visitatore ottiene un punteggio in base alle abitudini di consumo nell’impiego degli elettrodomestici di bagno, camera da letto, cucina e soggiorno.www.enel.it Lega ambiente: per una scienza alleata dell’ambiente Inoltre sul sito è possibile consultare dossier e documenti.sito


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