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1 Data 16.01.2015 La L.R.T. n° 65/2014 e la La L.R.T. n° 65/2014 e la L. n. 164/2014 “SBLOCCA-ITALIA” Il nuovo quadro normativo in Toscana in materia:

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1 1 Data La L.R.T. n° 65/2014 e la La L.R.T. n° 65/2014 e la L. n. 164/2014 “SBLOCCA-ITALIA” Il nuovo quadro normativo in Toscana in materia: EDILIZIA, URBANISTICA e TUTELA DEL PAESAGGIO Relatore: Claudio BELCARI Funzionario con responsabilità dirigenziali del Servizio Sportello Unico EDILIZIA e S.U.A.P. di Comune, consulente e formatore enti locali ed ordini professionali, scuole private ed autore pubblicazioni articoli ed e-book per case editrici di rilevanza nazionale Sede di svolgimento:Hotel Granduca Sede di svolgimento: Hotel Granduca Via Senese n. 170 La L.R.T. n. 65/2014 e la L. n° 164/2014 “SBLOCCA-ITALIA” Il nuovo quadro normativo in Toscana in materia edilizia, urbanistica e paesaggistica relatore: Claudio BELCARI COLLEGIO DEI GEOMETRI COLLEGIO DEI GEOMETRI E GEOMETRI LAUREATI E GEOMETRI LAUREATI DELLA PROVINCIA DI GROSSETO DELLA PROVINCIA DI GROSSETO

2 2INDICE rapporto fra la legge “sblocca Italia” e la legislazione regionale n°65/2014. Inquadramento della legge “blocca Italia” convertito in legge, nell’ambito dell’ordinamento giuridico e delle competenze degli organi legislativi istituzionali. Contenuti della legge “sblocca Italia”- Il D.L. “sblocca Italia” quale espressione delle competenze statali assegnate dall’ordinamento ai sensi degli articoli 117 e 120 della costituzione – Presupposti giuridici che ne affermano l’immediata applicabilità. Indirizzi della corte costituzionale in materia di competenze stato-regione – La sentenza della Corte Costituzionale n° 164 del , sul contenzioso stato- regioni – Considerazioni. Da slide 5 a 8 Le principali novità della legge regionale toscana n°65/2014 revisione delle categorie di intervento e dei relativi titoli edilizi Art. 134 L.R. 65/ Le trasformazioni urbanistiche ed edilizie soggette a permesso di costruire - la ristrutturazione edilizia “conservativa” e “ricostruttiva” – differenze fra sostituzione edilizia e ristrutturazione edilizia – il rispetto delle distanze nella ricostruzione “fuori sagoma” Art. 135 L.R. 65/ Opere ed interventi soggetti a SCIA – i nuovi limiti imposti al titolo auto-dichiarato – la nuova manutenzione straordinaria – il nuovo quadro di titoli edilizi – le opere sottoposte obbligatoriamente a Permesso di costruire, a SCIA o realizzabile facoltativamente con entrambi i titoli Art. 136 L.R. 65/2014 – le novità in materia di attività edilizia libera – la nuova manutenzione straordinaria e le modifiche agli immobili adibiti ad esercizio di impresa - Riduzione della fattispecie di opere penalmente rilevanti Ampliamento della fattispecie delle opere non penalmente rilevanti Art. 242 L.R. 65/2014 – Disposizioni transitorie per gli interventi edilizi di cui agli articoli 78 e 79 della L.R. 1/2005 –esempio pratico Art. 136 della L.R. 65/2014 – le novità in materia di Attività Edilizia Libera – le esclusioni in materia di applicazione del costo di costruzione Art. 137 L.R. 65/ Opere, interventi e manufatti privi di rilevanza edilizia – natura giuridica – rapporto con la normativa di settore – limitazioni e prescrizioni imposte dalla normativa comunale – regime sanzionatorio Art. 182 L.R. 65/ Accertamento di conformità in sanatoria per gli interventi realizzati nelle zone sismiche e nelle zone a bassa sismicità – procedimento di rilascio della sanatoria La L.R.T. n. 65/2014 e la L. n° 164/2014 “SBLOCCA-ITALIA” Il nuovo quadro normativo in Toscana in materia edilizia, urbanistica e paesaggistica relatore: Claudio BELCARI

3 3 Art. 207 L.R. 65/ Sanzioni per opere ed interventi edilizi abusivi anteriori al 1° settembre 1967 Art. 208 L.R. 65/ Sanzioni per opere ed interventi edilizi abusivi anteriori al 17 marzo 1985 Disciplina dei procedimenti - Art Disposizioni generali. Regolamento. L’attività di controllo sulla regolarità contributiva Art. 149 L.R. 65/2014. Ultimazione dei lavori. Certificato di conformità. Certificato di agibilità. Le varianti in corso d’opera a seguito delle novità introdotte dalla L.R. 65/2014 – l’adeguamento alla legge “del fare” e sblocca Italia” – regime sanzionatorio – le varianti deposito stato finale che non necessitano di sospensione dei lavori – la procedura delle varianti essenziali – i diversi effetti giuridici, conseguenze e procedure della variante essenziale e non essenziale Da slide 9 a 82 Le novità della legge “sblocca Italia” in materia edilizia ed urbanistica, che prevalgono sulle disposizioni contenute nella L.R. n. 65/2014 I nuovi contenuti della “relazione asseverata” del professionista da allegare alla comunicazione di inizio dei lavori nell’attività edilizia libera Semplificazione della procedura della variante in corso d’opera al permesso di costruire Da slide 83 a 86 Incentivazione del recupero del patrimonio edilizio esistente, mediante riduzione dei contributi e facilitazione dei cambi di destinazione d’uso funzionali L’esclusione dell’applicazione del costo di costruzione per gli interventi di manutenzione straordinaria consistenti anche nel frazionamento di unità immobiliari ; Riduzione del numero delle categorie funzionali e maggiore liberalizzazione e facilitazione dei cambi di destinazione d’uso degli immobili. Riduzione del numero delle categorie funzionali e facilitazione dei cambi di destinazione d’uso Da slide 87 a 90 Adozione di disposizioni di controllo e sanzionatorio-pecuniarie, finalizzate a contrastare l’abusivismo edilizio e l’evasione fiscale Aumento dell’importo relativo alla sanzione pecuniaria nel caso di opere sottoposte al regime dell’attività edilizia libera e realizzate in mancanza della preventiva comunicazione; Irrogazione di sanzione amministrativa pecuniaria per abusi edilizi non demoliti alla scadenza del termine assegnato dall’ordinanza comunale; Comunicazioni del Comune all’Agenzia delle Entrate relativamente ad opere sottoposte al regime dell’attività edilizia libera, per consentire forme di controllo che prevengano l’evasione fiscale Da slide 91 a 97 La L.R.T. n. 65/2014 e la L. n° 164/2014 “SBLOCCA-ITALIA” Il nuovo quadro normativo in Toscana in materia edilizia, urbanistica e paesaggistica relatore: Claudio BELCARI

4 4INDICE Snellimento dei tempi burocratici e semplificazioni amministrative facilitazioni nei tempi nel permesso di costruire per consentire la realizzazione ed il completamento dei lavori, mediante maggiore possibilità di proroga alla data di ultimazione; ampliamento della fattispecie di opere rientranti nella categoria relativa alla manutenzione ordinaria e sottoposte al regime dell’attività edilizia libera; la disciplina del permesso di costruire convenzionato ammesso anche per stralci funzionali; la regolamentazione della lottizzazione urbanistica ammessa anche per lotti funzionali, fasi e tempi distinti; potere sostitutivo delle regioni nel caso di ritardo nell’approvazione dei piani attuativi da parte dei comuni; regolamento edilizio-tipo. Da slide 98 a 110 Facilitazione del rapporto negoziale pubblico-privato al fine di incentivare l’iniziativa economica e la realizzazione di previsioni urbanistiche di interesse pubblico, generale, collettivo e sociale Ammissibilità del permesso di costruire in deroga alle destinazioni d’uso anche in aree private industriali dismesse; La “compensazione” alternativa all’espropriazione degli edifici “incompatibili” con gli indirizzi della pianificazione; Maggior valore degli immobili per effetto della pianificazione urbanistica che viene suddiviso in maniera paritetica fra ente pubblico e soggetto privato. Da slide 111 a 118 Le novità del d.l. 133/2014 in materia di vincolo paesaggistico Semplificazione procedurale in materia di rilascio dell’autorizzazione paesaggistica Prospettive di esclusione dell’autorizzazione paesaggistica per opere di lieve entità Da slide 119 a 124 La L.R.T. n. 65/2014 e la L. n° 164/2014 “SBLOCCA-ITALIA” Il nuovo quadro normativo in Toscana in materia edilizia, urbanistica e paesaggistica relatore: Claudio BELCARI

5 5 Rapporto fra la legge n. 164/2014 c.d. “sblocca-Italia” e la legge regionale n° 65/2014 Rapporto fra la legge n. 164/2014 c.d. “sblocca-Italia” e la legge regionale n° 65/2014 La L.R.T. n. 65/2014 e la L. n° 164/2014 “SBLOCCA-ITALIA” Il nuovo quadro normativo in Toscana in materia edilizia, urbanistica e paesaggistica relatore: Claudio BELCARI

6 IL RAPPORTO FRA LA LEGGE “SBLOCCA ITALIA”, CHE MODIFICA IL D.P.R. 380/2001 E LA LEGISLAZIONE REGIONALE N° 65/2014 la legge “sblocca Italia” si colloca sulla scia delle altre leggi nazionali intervenute negli ultimi anni, finalizzate ad apportare agevolazioni e snellimenti burocratici, con l’obiettivo di contrastare la crisi economica, tutte denominate da termini di buon auspicio, come i decreti, “sviluppo”, “salva Italia”, “crescita”, “semplificazioni”, “del fare”, oggi “sblocca-Italia”, ecc.. La legge n°164 del , è espressione della competenza esclusiva, assegnata allo stato dagli articoli 117 e 120 della Costituzione - quella di determinare i livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale” fra i quali rientrano i principi di semplificazione amministrativa, così come confermato dalla sentenza della Corte Costituzionale n° 164 del Pertanto è norma immediatamente cogente che supera le disposizioni della legge regionale previgente n°65 del Tuttavia la legge “sblocca Italia”, ove legifera in materia di edilizia ed urbanistica che rientra nel “governo del territorio” tratta materia di carattere “concorrente” secondo l’ordinamento riformato nel 2001 è previsto che la definizione dei principi è competenza allo Stato e la materia di dettaglio spetta alle regioni e pertanto correttamete lascia alle regioni il potere di pronunciarsi nella materia di dettaglio. Tuttavia la legge “sblocca Italia”, ove legifera in materia di edilizia ed urbanistica che rientra nel “governo del territorio” tratta materia di carattere “concorrente” secondo l’ordinamento riformato nel 2001 è previsto che la definizione dei principi è competenza allo Stato e la materia di dettaglio spetta alle regioni e pertanto correttamete lascia alle regioni il potere di pronunciarsi nella materia di dettaglio. La dicitura “salva diversa disciplina regionale” è da intendersi non quella vigente al momento dell’entrata in vigore della legge statale, ma quella eventuale e successiva che sarà emessa dalle regioni in recepimento della legge statale. La dicitura “salva diversa disciplina regionale” è da intendersi non quella vigente al momento dell’entrata in vigore della legge statale, ma quella eventuale e successiva che sarà emessa dalle regioni in recepimento della legge statale. Tuttavia la legge “sblocca Italia”, ove legifera in materia di edilizia ed urbanistica che rientra nel “governo del territorio” tratta materia di carattere “concorrente” secondo l’ordinamento riformato nel 2001 è previsto che la definizione dei principi è competenza allo Stato e la materia di dettaglio spetta alle regioni e pertanto correttamete lascia alle regioni il potere di pronunciarsi nella materia di dettaglio. Tuttavia la legge “sblocca Italia”, ove legifera in materia di edilizia ed urbanistica che rientra nel “governo del territorio” tratta materia di carattere “concorrente” secondo l’ordinamento riformato nel 2001 è previsto che la definizione dei principi è competenza allo Stato e la materia di dettaglio spetta alle regioni e pertanto correttamete lascia alle regioni il potere di pronunciarsi nella materia di dettaglio. La dicitura “salva diversa disciplina regionale” è da intendersi non quella vigente al momento dell’entrata in vigore della legge statale, ma quella eventuale e successiva che sarà emessa dalle regioni in recepimento della legge statale. La dicitura “salva diversa disciplina regionale” è da intendersi non quella vigente al momento dell’entrata in vigore della legge statale, ma quella eventuale e successiva che sarà emessa dalle regioni in recepimento della legge statale.

7 7 IL RAPPORTO FRA LA LEGGE STATALE N° 164/2014 c.d. “SBLOCCA- ITALIA” DI MODIFICA DEL D.P.R. 380/2001 E LA L.R. N° 65/2014 Quando entra in vigore la legge nazionale, è immediatamente cogente e con carattere sovraordinato alla legge regionale che va disapplicata nelle parti in contrasto Quando entra in vigore la legge nazionale, è immediatamente cogente e con carattere sovraordinato alla legge regionale che va disapplicata nelle parti in contrasto D.P.R. 380/2001 D.P.R. 380/2001, modificato dalla legge 164/2014 “sblocca-Italia”, all’art. 2 (L) comma 3 letteralmente cita: “Le disposizioni, anche di dettaglio, del presente testo unico, attuative dei principi di riordino in esso contenuti, operano direttamente nei riguardi delle regioni a statuto ordinario, fino a quando esse non si adeguano ai principi medesimi”. Legge regionale n° 65/2014 L.R. 65/2014 ha recepito il testo del decreto “sblocca Italia” 133/2014 ed all’art. 251 avente ad oggetto “normativa applicabile”, che letteralmente cita: “1. Ai sensi dell’articolo 2, comma 3, del d.p.r. 380/2001, a seguito dell’entrata in vigore del titolo VI della presente legge, non trova diretta applicazione nel territorio regionale la disciplina di dettaglio prevista dalle disposizioni legislative e regolamentari statali della parte I, titoli I, II e 111 dello stesso d.p.r. 380/2001”. L.R. 65/2014 ha recepito il testo del decreto “sblocca Italia” 133/2014 ed all’art. 251 avente ad oggetto “normativa applicabile”, che letteralmente cita: “1. Ai sensi dell’articolo 2, comma 3, del d.p.r. 380/2001, a seguito dell’entrata in vigore del titolo VI della presente legge, non trova diretta applicazione nel territorio regionale la disciplina di dettaglio prevista dalle disposizioni legislative e regolamentari statali della parte I, titoli I, II e 111 dello stesso d.p.r. 380/2001”. Quando entra in vigore la legge regionale di recepimento delle leggi nazionali, quest’ultime non sono più vigenti e si applica unicamente la legge regionale

8 8 ATTUALE QUADRO NORMATIVO IN MATERIA EDILIZIA ED URBANISTICA IN TOSCANA Decreto legge 133/2014 “sblocca-Italia” del Legge regionale n° 65/2014 deliberata dal C.R. il e pubblicata in data Aggiornata con legge “crescita”- “Del fare” e Decreto Legge 133/2014 “sblocca Italia” Legge regionale n° 65/2014 deliberata dal C.R. il e pubblicata in data Aggiornata con legge “crescita”- “Del fare” e Decreto Legge 133/2014 “sblocca Italia” Legge 164 “sblocca- Italia INVARIATA rispetto al D.L. 133/2014 Del Legge 164 “sblocca- Italia INVARIATA rispetto al D.L. 133/2014 Del Legge 164 “sblocca-Italia” VARIATA rispetto al D.L. 133/2014 Del Legge 164 “sblocca-Italia” VARIATA rispetto al D.L. 133/2014 Del ATTUALE QUADRO NORMATIVO IN TOSCANA Legge regionale n° 65/2014 deliberata il pubblicata il Aggiornata con legge “crescita”- “del fare” e Decreto Legge 133/2014 “sblocca Italia” Legge regionale n° 65/2014 deliberata il pubblicata il Aggiornata con legge “crescita”- “del fare” e Decreto Legge 133/2014 “sblocca Italia” Legge 164 “sblocca-Italia VARIATA rispetto al D.L. 133/2014 Del Legge 164 “sblocca-Italia VARIATA rispetto al D.L. 133/2014 Del

9 9 Principali novità della Legge Regionale Toscana n° 65/2014 La L.R.T. n. 65/2014 e la L. n° 164/2014 “SBLOCCA-ITALIA” Il nuovo quadro normativo in Toscana in materia edilizia, urbanistica e paesaggistica relatore: Claudio BELCARI

10 10 Revisione delle categorie di intervento edilizio e dei relativi titoli edilizi abilitativi La L.R.T. n. 65/2014 e la L. n° 164/2014 “SBLOCCA-ITALIA” Il nuovo quadro normativo in Toscana in materia edilizia, urbanistica e paesaggistica relatore: Claudio BELCARI

11 11 La L.R.T. n. 65/2014 e la L. n° 164/2014 “SBLOCCA-ITALIA” Il nuovo quadro normativo in Toscana in materia edilizia, urbanistica e paesaggistica relatore: Claudio BELCARI LE NOVITA’ DELLA L.R. n°65/2014 – La possibilità di utilizzare, per alcune opere edilizie il titolo alternativo in maniera facoltativa Opere sottoposte al permesso di costruire Art. 78 L.R. 1/ L.R. 65/ Trasformazioni urbanistiche ed edilizie soggette a permesso di costruire […] 2. In alternativa al permesso di costruire, possono essere realizzati mediante SCIA gli interventi di cui al comma 1, lettere g) ed h), ove non ricadenti all’interno delle zone omogenee “A” di cui al d.m. 1444/1968 o ad esse assimilate dagli strumenti comunali di pianificazione urbanistica, restando comunque ferme le sanzioni penali previste dal d.p.r. 380/2001 [………] Art. 78 L.R. 1/ L.R. 65/ Trasformazioni urbanistiche ed edilizie soggette a permesso di costruire […] 2. In alternativa al permesso di costruire, possono essere realizzati mediante SCIA gli interventi di cui al comma 1, lettere g) ed h), ove non ricadenti all’interno delle zone omogenee “A” di cui al d.m. 1444/1968 o ad esse assimilate dagli strumenti comunali di pianificazione urbanistica, restando comunque ferme le sanzioni penali previste dal d.p.r. 380/2001 [………] Opere sottoposte a S.C.I.A. S.C.I.A. Art. 135 comma 5 della L.R. 65/2014 – Opere ed interventi sottoposti a S.C.I.A. […] 2. In alternativa alla S.C.I.A. può essere richiesto il permesso di costruire, per gli interventi di cui al comma 2 lettere c), d) ed e). Art. 135 comma 5 della L.R. 65/2014 – Opere ed interventi sottoposti a S.C.I.A. […] 2. In alternativa alla S.C.I.A. può essere richiesto il permesso di costruire, per gli interventi di cui al comma 2 lettere c), d) ed e). Una delle novità rilevanti della legge regionale n° 65/2014 è quella di introdurre in sintonia con la legge nazionale di cui al D.P.R. 380/2001, i titoli alternativi fra permesso di costruire e S.C.I.A.. Per alcune opere è previsto in linea principale un titolo con possibilità di utilizzare in alternativa facoltativamente il titolo immediatamente inferiore quello auto-dichiarato della S.C.I.A. e viceversa. Una delle novità rilevanti della legge regionale n° 65/2014 è quella di introdurre in sintonia con la legge nazionale di cui al D.P.R. 380/2001, i titoli alternativi fra permesso di costruire e S.C.I.A.. Per alcune opere è previsto in linea principale un titolo con possibilità di utilizzare in alternativa facoltativamente il titolo immediatamente inferiore quello auto-dichiarato della S.C.I.A. e viceversa.

12 12 La L.R.T. n. 65/2014 e la L. n° 164/2014 “SBLOCCA-ITALIA” Il nuovo quadro normativo in Toscana in materia edilizia, urbanistica e paesaggistica relatore: Claudio BELCARI LE NOVITA’ DELLA L.R. n°65/2014 – La possibilità di utilizzare, per alcune opere edilizie il titolo alternativo in forma facoltativa Questo aspetto, relativo all’ammissibilità del titolo alternativo, costituisce una novità nella legge regionale toscana. Questo aspetto, relativo all’ammissibilità del titolo alternativo, costituisce una novità nella legge regionale toscana. Infatti diversamente dalla legge nazionale che fin dall’entrata in vigore del D.P.R. 380 nel 2001, ammetteva per gli interventi di ristrutturazione edilizia c.d. “pesante” sottoposta al regime penale, la possibilità di utilizzare facoltativamente il titolo alternativo al permesso di costruire la c.d. “super- D.I.A.”; la Toscana si era caratterizzata in passato per aver stabilito titoli edilizi con applicazione obbligatoria. Infatti diversamente dalla legge nazionale che fin dall’entrata in vigore del D.P.R. 380 nel 2001, ammetteva per gli interventi di ristrutturazione edilizia c.d. “pesante” sottoposta al regime penale, la possibilità di utilizzare facoltativamente il titolo alternativo al permesso di costruire la c.d. “super- D.I.A.”; la Toscana si era caratterizzata in passato per aver stabilito titoli edilizi con applicazione obbligatoria. Con la presente legge, il legislatore regionale in conformità con la legge nazionale, introduce per la prima volta titoli edilizi reciprocamente facoltativi fra Permesso di costruire e S.C.I.A. e viceversa, salvo stabilire per specifiche opere l’obbligatorietà del titolo. Con la presente legge, il legislatore regionale in conformità con la legge nazionale, introduce per la prima volta titoli edilizi reciprocamente facoltativi fra Permesso di costruire e S.C.I.A. e viceversa, salvo stabilire per specifiche opere l’obbligatorietà del titolo. Questo aspetto, relativo all’ammissibilità del titolo alternativo, costituisce una novità nella legge regionale toscana. Questo aspetto, relativo all’ammissibilità del titolo alternativo, costituisce una novità nella legge regionale toscana. Infatti diversamente dalla legge nazionale che fin dall’entrata in vigore del D.P.R. 380 nel 2001, ammetteva per gli interventi di ristrutturazione edilizia c.d. “pesante” sottoposta al regime penale, la possibilità di utilizzare facoltativamente il titolo alternativo al permesso di costruire la c.d. “super- D.I.A.”; la Toscana si era caratterizzata in passato per aver stabilito titoli edilizi con applicazione obbligatoria. Infatti diversamente dalla legge nazionale che fin dall’entrata in vigore del D.P.R. 380 nel 2001, ammetteva per gli interventi di ristrutturazione edilizia c.d. “pesante” sottoposta al regime penale, la possibilità di utilizzare facoltativamente il titolo alternativo al permesso di costruire la c.d. “super- D.I.A.”; la Toscana si era caratterizzata in passato per aver stabilito titoli edilizi con applicazione obbligatoria. Con la presente legge, il legislatore regionale in conformità con la legge nazionale, introduce per la prima volta titoli edilizi reciprocamente facoltativi fra Permesso di costruire e S.C.I.A. e viceversa, salvo stabilire per specifiche opere l’obbligatorietà del titolo. Con la presente legge, il legislatore regionale in conformità con la legge nazionale, introduce per la prima volta titoli edilizi reciprocamente facoltativi fra Permesso di costruire e S.C.I.A. e viceversa, salvo stabilire per specifiche opere l’obbligatorietà del titolo. Quando si deve stabilire le procedure sanzionatorie da applicare in relazione ad opere realizzate in assenza di titolo edilizio o in difformità dallo stesso, si deve prendere a riferimento il titolo principale a cui risultano sottoposte tali opere e non quello alternativo.

13 13 LE NOVITA’ DELLA L.R. n°65/2014 – Il nuovo quadro dei titoli edilizi Art. 78 L.R. 1/ L.R. 65/ Trasformazioni urbanistiche ed edilizie soggette a permesso di costruire – sono rappresentate in colore rosso le pari di nuovo inserimento, in giallo barrato le parte eliminate ed in blù le parti invariate […] G) le addizioni volumetriche agli edifici esistenti realizzate mediante ampliamento volumetrico all’esterno della sagoma esistente non assimilate alla ristrutturazione edilizia; Questa modifica normativa assume importanza rilevante, nel senso che la legge regionale intende allinearsi perfettamente agli indirizzi della legge nazionale di cui al D.P.R. 380 del Questa modifica normativa assume importanza rilevante, nel senso che la legge regionale intende allinearsi perfettamente agli indirizzi della legge nazionale di cui al D.P.R. 380 del Infatti la disposizione statale non aveva mai ammesso la realizzazione dell’addizione volumetrica all’edificio principale con il titolo auto-dichiarato, ma aveva sempre preteso il permesso di costruire, considerando tale intervento trasformazione urbanistica permanente tale da incidere sulle risorse essenziali del territorio. Infatti la disposizione statale non aveva mai ammesso la realizzazione dell’addizione volumetrica all’edificio principale con il titolo auto-dichiarato, ma aveva sempre preteso il permesso di costruire, considerando tale intervento trasformazione urbanistica permanente tale da incidere sulle risorse essenziali del territorio. La legge regionale toscana fin dalla 52 del 1999, risalente a circa quindici anni fa, aveva sempre ammesso con il titolo auto dichiarato (prima D.I.A. poi S.C.I.A.) la possibilità di effettuare addizioni volumetriche a determinate condizioni stabilite dalla circolare illustrativa approvata dalla giunta regionale in data , in applicazione della L.R. n° 53/2004 in materia di condono edilizio. La legge regionale toscana fin dalla 52 del 1999, risalente a circa quindici anni fa, aveva sempre ammesso con il titolo auto dichiarato (prima D.I.A. poi S.C.I.A.) la possibilità di effettuare addizioni volumetriche a determinate condizioni stabilite dalla circolare illustrativa approvata dalla giunta regionale in data , in applicazione della L.R. n° 53/2004 in materia di condono edilizio. Tali condizioni erano quelle di quali non creare contestuali cambi di destinazione d’uso o incremento di unità immobiliari e dopo la L.R. n° 40 del 2011, anche quella di rientrare nella percentuale del 20% in termini di volumetrici in rapporto alla volumetria del fabbricato preesistente. Tali condizioni erano quelle di quali non creare contestuali cambi di destinazione d’uso o incremento di unità immobiliari e dopo la L.R. n° 40 del 2011, anche quella di rientrare nella percentuale del 20% in termini di volumetrici in rapporto alla volumetria del fabbricato preesistente. Questa modifica normativa assume importanza rilevante, nel senso che la legge regionale intende allinearsi perfettamente agli indirizzi della legge nazionale di cui al D.P.R. 380 del Questa modifica normativa assume importanza rilevante, nel senso che la legge regionale intende allinearsi perfettamente agli indirizzi della legge nazionale di cui al D.P.R. 380 del Infatti la disposizione statale non aveva mai ammesso la realizzazione dell’addizione volumetrica all’edificio principale con il titolo auto-dichiarato, ma aveva sempre preteso il permesso di costruire, considerando tale intervento trasformazione urbanistica permanente tale da incidere sulle risorse essenziali del territorio. Infatti la disposizione statale non aveva mai ammesso la realizzazione dell’addizione volumetrica all’edificio principale con il titolo auto-dichiarato, ma aveva sempre preteso il permesso di costruire, considerando tale intervento trasformazione urbanistica permanente tale da incidere sulle risorse essenziali del territorio. La legge regionale toscana fin dalla 52 del 1999, risalente a circa quindici anni fa, aveva sempre ammesso con il titolo auto dichiarato (prima D.I.A. poi S.C.I.A.) la possibilità di effettuare addizioni volumetriche a determinate condizioni stabilite dalla circolare illustrativa approvata dalla giunta regionale in data , in applicazione della L.R. n° 53/2004 in materia di condono edilizio. La legge regionale toscana fin dalla 52 del 1999, risalente a circa quindici anni fa, aveva sempre ammesso con il titolo auto dichiarato (prima D.I.A. poi S.C.I.A.) la possibilità di effettuare addizioni volumetriche a determinate condizioni stabilite dalla circolare illustrativa approvata dalla giunta regionale in data , in applicazione della L.R. n° 53/2004 in materia di condono edilizio. Tali condizioni erano quelle di quali non creare contestuali cambi di destinazione d’uso o incremento di unità immobiliari e dopo la L.R. n° 40 del 2011, anche quella di rientrare nella percentuale del 20% in termini di volumetrici in rapporto alla volumetria del fabbricato preesistente. Tali condizioni erano quelle di quali non creare contestuali cambi di destinazione d’uso o incremento di unità immobiliari e dopo la L.R. n° 40 del 2011, anche quella di rientrare nella percentuale del 20% in termini di volumetrici in rapporto alla volumetria del fabbricato preesistente.

14 14 LE NOVITA’ DELLA L.R. n°65/2014 – Il nuovo quadro dei titoli edilizi Art. 78 L.R. 1/ L.R. 65/ Trasformazioni urbanistiche ed edilizie soggette a permesso di costruire – sono rappresentate in colore rosso le pari di nuovo inserimento, in giallo barrato le parte eliminate ed in blù le parti invariate […] G) le addizioni volumetriche agli edifici esistenti realizzate mediante ampliamento volumetrico all’esterno della sagoma esistente non assimilate alla ristrutturazione edilizia; Con la L.R. n° 65/2014, la categoria di intervento di ristrutturazione edilizia non ammette mai l’ampliamento volumetrico. Con la L.R. n° 65/2014, la categoria di intervento di ristrutturazione edilizia non ammette mai l’ampliamento volumetrico. Ad oggi con la suddetta riscrittura la regione toscana in perfetta conformità alla legge nazionale pretende in linea principale il permesso di costruire, salvo ammettere in alternativa l’utilizzo facoltativo della S.C.I.A., per qualsiasi intervento di addizione volumetrica fuori sagoma,salvo l’ipotesi che l’immobile ricada in area “A” (centro storico), nel qual caso occorre sempre il permesso di costruire. Ad oggi con la suddetta riscrittura la regione toscana in perfetta conformità alla legge nazionale pretende in linea principale il permesso di costruire, salvo ammettere in alternativa l’utilizzo facoltativo della S.C.I.A., per qualsiasi intervento di addizione volumetrica fuori sagoma, salvo l’ipotesi che l’immobile ricada in area “A” (centro storico), nel qual caso occorre sempre il permesso di costruire. Dobbiamo rilevare che ove si utilizzi il titolo alternativo e facoltativo della S.C.I.A., vengono meno le limitazioni applicative previgenti in regime di L.R. 1/2005, quali quella del rispetto della percentuale di ampliamento del 20%, che costituiva elemento dimensionale determinante per qualificare un intervento di ristrutturazione edilizia e l’impossibilità di effettuare frazionamenti e/o cambi di destinazione d’uso contestuali all’ampliamento. Quindi se si utilizza facoltativamente la S.C.I.A. ad oggi si effettuano interventi superiori rispetto a quanto possibile nel regime previgente della L.R. 1/2005 Dobbiamo rilevare che ove si utilizzi il titolo alternativo e facoltativo della S.C.I.A., vengono meno le limitazioni applicative previgenti in regime di L.R. 1/2005, quali quella del rispetto della percentuale di ampliamento del 20%, che costituiva elemento dimensionale determinante per qualificare un intervento di ristrutturazione edilizia e l’impossibilità di effettuare frazionamenti e/o cambi di destinazione d’uso contestuali all’ampliamento. Quindi se si utilizza facoltativamente la S.C.I.A. ad oggi si effettuano interventi superiori rispetto a quanto possibile nel regime previgente della L.R. 1/2005 Con la L.R. n° 65/2014, la categoria di intervento di ristrutturazione edilizia non ammette mai l’ampliamento volumetrico. Con la L.R. n° 65/2014, la categoria di intervento di ristrutturazione edilizia non ammette mai l’ampliamento volumetrico. Ad oggi con la suddetta riscrittura la regione toscana in perfetta conformità alla legge nazionale pretende in linea principale il permesso di costruire, salvo ammettere in alternativa l’utilizzo facoltativo della S.C.I.A., per qualsiasi intervento di addizione volumetrica fuori sagoma,salvo l’ipotesi che l’immobile ricada in area “A” (centro storico), nel qual caso occorre sempre il permesso di costruire. Ad oggi con la suddetta riscrittura la regione toscana in perfetta conformità alla legge nazionale pretende in linea principale il permesso di costruire, salvo ammettere in alternativa l’utilizzo facoltativo della S.C.I.A., per qualsiasi intervento di addizione volumetrica fuori sagoma, salvo l’ipotesi che l’immobile ricada in area “A” (centro storico), nel qual caso occorre sempre il permesso di costruire. Dobbiamo rilevare che ove si utilizzi il titolo alternativo e facoltativo della S.C.I.A., vengono meno le limitazioni applicative previgenti in regime di L.R. 1/2005, quali quella del rispetto della percentuale di ampliamento del 20%, che costituiva elemento dimensionale determinante per qualificare un intervento di ristrutturazione edilizia e l’impossibilità di effettuare frazionamenti e/o cambi di destinazione d’uso contestuali all’ampliamento. Quindi se si utilizza facoltativamente la S.C.I.A. ad oggi si effettuano interventi superiori rispetto a quanto possibile nel regime previgente della L.R. 1/2005 Dobbiamo rilevare che ove si utilizzi il titolo alternativo e facoltativo della S.C.I.A., vengono meno le limitazioni applicative previgenti in regime di L.R. 1/2005, quali quella del rispetto della percentuale di ampliamento del 20%, che costituiva elemento dimensionale determinante per qualificare un intervento di ristrutturazione edilizia e l’impossibilità di effettuare frazionamenti e/o cambi di destinazione d’uso contestuali all’ampliamento. Quindi se si utilizza facoltativamente la S.C.I.A. ad oggi si effettuano interventi superiori rispetto a quanto possibile nel regime previgente della L.R. 1/2005

15 LE NOVITA’ DELLA L.R. n°65/2014 – Il nuovo quadro dei titoli edilizi Nuovo concetto di ristrutturazione edilizia Ristrutturazione conservativa Ristrutturazione ricostruttiva Non si demolisce l’organismo edilizio Si demolisce l’organismo edilizio Si applica in linea principale il titolo edilizio autodichiarato (S.C.I.A.) Si applica in linea principale il titolo edilizio del permesso di costruire Si applica facoltativamente il permesso di costruire Si applica facoltativamente il titolo edilizio auto-dichiarato (S.C.I.A.) salvo la zona A Sempre possibile il titolo alternativo del permesso di costruire Non possibile applicare il titolo alternativo auto-dichiarato (S.C.I.A.) nelle zone “A” centri storici Area a vincolo Area non a vincolo Rispetto sagoma Fuori sagoma Ai fini dell’applicabilità della procedura sanzionatoria vale il titolo principale

16 Art. 78 L.R. 1/ L.R. 1/ Trasformazioni urbanistiche ed edilizie soggette a permesso di costruire – sono rappresentate in colore rosso le pari di nuovo inserimento, in giallo barrato le parte eliminate ed in blù le parti invariate h) gli interventi di ristrutturazione edilizia ricostruttiva consistenti in: 1)interventi di demolizione con fedele ricostruzione di edifici esistenti, intendendo per fedele ricostruzione quella realizzata con gli stessi materiali o con materiali analoghi prescritti dagli strumenti comunali di pianificazione urbanistica oppure dal regolamento edilizio, nonché nella stessa collocazione e con lo stesso ingombro planivolumetrico, fatte salve esclusivamente le innovazioni necessarie per l’adeguamento alla normativa antisismica; h) gli interventi di ristrutturazione edilizia ricostruttiva consistenti in: 1)interventi di demolizione con fedele ricostruzione di edifici esistenti, intendendo per fedele ricostruzione quella realizzata con gli stessi materiali o con materiali analoghi prescritti dagli strumenti comunali di pianificazione urbanistica oppure dal regolamento edilizio, nonché nella stessa collocazione e con lo stesso ingombro planivolumetrico, fatte salve esclusivamente le innovazioni necessarie per l’adeguamento alla normativa antisismica; Una novità sostanziale introdotta dalla nuova legge regionale è quella di operare una distinzione nell’ambito della categoria di intervento edilizio della ristrutturazione edilizia suddividendola in “conservativa” e “ricostruttiva”. Una novità sostanziale introdotta dalla nuova legge regionale è quella di operare una distinzione nell’ambito della categoria di intervento edilizio della ristrutturazione edilizia suddividendola in “conservativa” e “ricostruttiva”. Quella “conservativa” presuppone un intervento edilizio che non demolisce completamente l’organismo edilizio ed in tal caso il titolo edilizio in linea principale da applicare è quello auto- dichiarato della S.C.I.A. ed è sempre ammesso in alternativa l’utilizzo facoltativo del permesso di costruire. Quella “conservativa” presuppone un intervento edilizio che non demolisce completamente l’organismo edilizio ed in tal caso il titolo edilizio in linea principale da applicare è quello auto- dichiarato della S.C.I.A. ed è sempre ammesso in alternativa l’utilizzo facoltativo del permesso di costruire. La ristrutturazione “ricostruttiva”, diversamente presuppone una completa demolizione e ricostruzione del fabbricato, anche se fedele come nella fattispecie indicata sopra, che viene assoggettata in linea principale al titolo del permesso di costruire ed in alternativa facoltativamente al titolo auto-dichiarato relativo alla S.C.I.A., che non può trovare applicazione nelle zone omogenee “A” (centri storici) o aree equipollenti generalmente definite aree della conservazione, dove occorre sempre il P.d.C.. La ristrutturazione “ricostruttiva”, diversamente presuppone una completa demolizione e ricostruzione del fabbricato, anche se fedele come nella fattispecie indicata sopra, che viene assoggettata in linea principale al titolo del permesso di costruire ed in alternativa facoltativamente al titolo auto-dichiarato relativo alla S.C.I.A., che non può trovare applicazione nelle zone omogenee “A” (centri storici) o aree equipollenti generalmente definite aree della conservazione, dove occorre sempre il P.d.C.. Una novità sostanziale introdotta dalla nuova legge regionale è quella di operare una distinzione nell’ambito della categoria di intervento edilizio della ristrutturazione edilizia suddividendola in “conservativa” e “ricostruttiva”. Una novità sostanziale introdotta dalla nuova legge regionale è quella di operare una distinzione nell’ambito della categoria di intervento edilizio della ristrutturazione edilizia suddividendola in “conservativa” e “ricostruttiva”. Quella “conservativa” presuppone un intervento edilizio che non demolisce completamente l’organismo edilizio ed in tal caso il titolo edilizio in linea principale da applicare è quello auto- dichiarato della S.C.I.A. ed è sempre ammesso in alternativa l’utilizzo facoltativo del permesso di costruire. Quella “conservativa” presuppone un intervento edilizio che non demolisce completamente l’organismo edilizio ed in tal caso il titolo edilizio in linea principale da applicare è quello auto- dichiarato della S.C.I.A. ed è sempre ammesso in alternativa l’utilizzo facoltativo del permesso di costruire. La ristrutturazione “ricostruttiva”, diversamente presuppone una completa demolizione e ricostruzione del fabbricato, anche se fedele come nella fattispecie indicata sopra, che viene assoggettata in linea principale al titolo del permesso di costruire ed in alternativa facoltativamente al titolo auto-dichiarato relativo alla S.C.I.A., che non può trovare applicazione nelle zone omogenee “A” (centri storici) o aree equipollenti generalmente definite aree della conservazione, dove occorre sempre il P.d.C.. La ristrutturazione “ricostruttiva”, diversamente presuppone una completa demolizione e ricostruzione del fabbricato, anche se fedele come nella fattispecie indicata sopra, che viene assoggettata in linea principale al titolo del permesso di costruire ed in alternativa facoltativamente al titolo auto-dichiarato relativo alla S.C.I.A., che non può trovare applicazione nelle zone omogenee “A” (centri storici) o aree equipollenti generalmente definite aree della conservazione, dove occorre sempre il P.d.C..

17 17 LE NOVITA’ DELLA L.R. n°65/2014 – il nuovo quadro dei titoli edilizi Art. 78 L.R. 1/ L.R. 65/ Trasformazioni urbanistiche ed edilizie soggette a permesso di costruire – sono rappresentate in colore rosso le pari di nuovo inserimento, in giallo barrato le parte eliminate ed in blù le parti invariate h) gli interventi di ristrutturazione edilizia ricostruttiva consistenti in: […] 2) interventi di demolizione e contestuale ricostruzione, comunque configurata, di edifici esistenti, purché non comportanti incremento di volume, calcolato nel rispetto degli strumenti comunali di pianificazione urbanistica e del regolamento edilizio, fatte salve esclusivamente le innovazioni necessarie per l’adeguamento alla normativa antisismica h) gli interventi di ristrutturazione edilizia ricostruttiva consistenti in: […] 2) interventi di demolizione e contestuale ricostruzione, comunque configurata, di edifici esistenti, purché non comportanti incremento di volume, calcolato nel rispetto degli strumenti comunali di pianificazione urbanistica e del regolamento edilizio, fatte salve esclusivamente le innovazioni necessarie per l’adeguamento alla normativa antisismica Con questo comma di nuovo inserimento, il legislatore regionale recepisce il nuovo concetto della ristrutturazione edilizia c.d. “fuori sagoma” così come novellato dalla legge nazionale n° 98 del 2013 c.d. “legge del fare” a modifica del D.P.R. 380/2001. Infatti il nuovo concetto di ristrutturazione edilizia, in area non sottoposta a vincolo di cui al Codice dei beni culturali e paesaggistici (D.lgs. n° 42/2004), consente la demolizione e ricostruzione di edifici a parità volumetrica con possibilità di variarne l’ubicazione e la sagoma e quindi l’assetto planivolumetrico. Infatti il nuovo concetto di ristrutturazione edilizia, in area non sottoposta a vincolo di cui al Codice dei beni culturali e paesaggistici (D.lgs. n° 42/2004), consente la demolizione e ricostruzione di edifici a parità volumetrica con possibilità di variarne l’ubicazione e la sagoma e quindi l’assetto planivolumetrico. Anche per questa categoria di opere è ammesso in alternativa facoltativamente il titolo auto-dichiarato relativo della S.C.I.A.. Anche per questa categoria di opere è ammesso in alternativa facoltativamente il titolo auto-dichiarato relativo della S.C.I.A.. In area a vincolo di cui al codice beni culturali e paesaggio, gli interventi di demolizione e ricostruzione a parità di volume ma fuori sagoma, costituiscono sempre interventi di sostituzione edilizia e quindi occorre obbligatoriamente il permesso di costruire. In area a vincolo di cui al codice beni culturali e paesaggio, gli interventi di demolizione e ricostruzione a parità di volume ma fuori sagoma, costituiscono sempre interventi di sostituzione edilizia e quindi occorre obbligatoriamente il permesso di costruire. Con questo comma di nuovo inserimento, il legislatore regionale recepisce il nuovo concetto della ristrutturazione edilizia c.d. “fuori sagoma” così come novellato dalla legge nazionale n° 98 del 2013 c.d. “legge del fare” a modifica del D.P.R. 380/2001. Infatti il nuovo concetto di ristrutturazione edilizia, in area non sottoposta a vincolo di cui al Codice dei beni culturali e paesaggistici (D.lgs. n° 42/2004), consente la demolizione e ricostruzione di edifici a parità volumetrica con possibilità di variarne l’ubicazione e la sagoma e quindi l’assetto planivolumetrico. Infatti il nuovo concetto di ristrutturazione edilizia, in area non sottoposta a vincolo di cui al Codice dei beni culturali e paesaggistici (D.lgs. n° 42/2004), consente la demolizione e ricostruzione di edifici a parità volumetrica con possibilità di variarne l’ubicazione e la sagoma e quindi l’assetto planivolumetrico. Anche per questa categoria di opere è ammesso in alternativa facoltativamente il titolo auto-dichiarato relativo della S.C.I.A.. Anche per questa categoria di opere è ammesso in alternativa facoltativamente il titolo auto-dichiarato relativo della S.C.I.A.. In area a vincolo di cui al codice beni culturali e paesaggio, gli interventi di demolizione e ricostruzione a parità di volume ma fuori sagoma, costituiscono sempre interventi di sostituzione edilizia e quindi occorre obbligatoriamente il permesso di costruire. In area a vincolo di cui al codice beni culturali e paesaggio, gli interventi di demolizione e ricostruzione a parità di volume ma fuori sagoma, costituiscono sempre interventi di sostituzione edilizia e quindi occorre obbligatoriamente il permesso di costruire.

18 18 LE NOVITA’ DELLA L.R. n°65/2014 – il nuovo quadro dei titoli edilizi Art Trasformazioni urbanistiche ed edilizie soggette a permesso di costruire – sono rappresentate in colore rosso le pari di nuovo inserimento, in giallo barrato le parte eliminate ed in blù le parti invariate h) gli interventi di ristrutturazione edilizia ricostruttiva consistenti in: […] 3) interventi di demolizione e ricostruzione di cui al punto 2, eseguiti su immobili sottoposti ai vincoli di cui al Codice, nel rispetto della sagoma dell’edificio preesistente; h) gli interventi di ristrutturazione edilizia ricostruttiva consistenti in: […] 3) interventi di demolizione e ricostruzione di cui al punto 2, eseguiti su immobili sottoposti ai vincoli di cui al Codice, nel rispetto della sagoma dell’edificio preesistente; In perfetto e puntuale adeguamento alla “legge del fare” il legislatore regionale stabilisce nelle aree sottoposte al vincolo di cui al Codice, di effettuare interventi qualificabili di ristrutturazione edilizia mediante demolizione e ricostruzione fedele dell’organismo edilizio, nel rispetto della sagoma preesistente, con il titolo edilizio del Permesso di costruire o in alternativa facoltativamente con S.C.I.A.. In perfetto e puntuale adeguamento alla “legge del fare” il legislatore regionale stabilisce nelle aree sottoposte al vincolo di cui al Codice, di effettuare interventi qualificabili di ristrutturazione edilizia mediante demolizione e ricostruzione fedele dell’organismo edilizio, nel rispetto della sagoma preesistente, con il titolo edilizio del Permesso di costruire o in alternativa facoltativamente con S.C.I.A.. In area a vincolo di cui al Codice, nel caso di demolizione e ricostruzione a parità di volume, ma con sagoma diversa, l’intervento qualifica di sostituzione edilizia e quindi occorre obbligatoriamente il permesso di costruire. In area a vincolo di cui al Codice, nel caso di demolizione e ricostruzione a parità di volume, ma con sagoma diversa, l’intervento qualifica di sostituzione edilizia e quindi occorre obbligatoriamente il permesso di costruire. La legge stabilisce due diversi concetti di ristrutturazione edilizia ricostruttiva, con demolizione e ricostruzione a parità di volume, sottoposta in linea principale al P.d.C. e con possibilità di applicare la S.C.I.A.: La legge stabilisce due diversi concetti di ristrutturazione edilizia ricostruttiva, con demolizione e ricostruzione a parità di volume, sottoposta in linea principale al P.d.C. e con possibilità di applicare la S.C.I.A.:  il primo da applicare fuori dalle aree vincolate, con possibilità della ricostruzione “fuori sagoma”;  il secondo nelle aree vincolate, nel rispetto della sagoma. In perfetto e puntuale adeguamento alla “legge del fare” il legislatore regionale stabilisce nelle aree sottoposte al vincolo di cui al Codice, di effettuare interventi qualificabili di ristrutturazione edilizia mediante demolizione e ricostruzione fedele dell’organismo edilizio, nel rispetto della sagoma preesistente, con il titolo edilizio del Permesso di costruire o in alternativa facoltativamente con S.C.I.A.. In perfetto e puntuale adeguamento alla “legge del fare” il legislatore regionale stabilisce nelle aree sottoposte al vincolo di cui al Codice, di effettuare interventi qualificabili di ristrutturazione edilizia mediante demolizione e ricostruzione fedele dell’organismo edilizio, nel rispetto della sagoma preesistente, con il titolo edilizio del Permesso di costruire o in alternativa facoltativamente con S.C.I.A.. In area a vincolo di cui al Codice, nel caso di demolizione e ricostruzione a parità di volume, ma con sagoma diversa, l’intervento qualifica di sostituzione edilizia e quindi occorre obbligatoriamente il permesso di costruire. In area a vincolo di cui al Codice, nel caso di demolizione e ricostruzione a parità di volume, ma con sagoma diversa, l’intervento qualifica di sostituzione edilizia e quindi occorre obbligatoriamente il permesso di costruire. La legge stabilisce due diversi concetti di ristrutturazione edilizia ricostruttiva, con demolizione e ricostruzione a parità di volume, sottoposta in linea principale al P.d.C. e con possibilità di applicare la S.C.I.A.: La legge stabilisce due diversi concetti di ristrutturazione edilizia ricostruttiva, con demolizione e ricostruzione a parità di volume, sottoposta in linea principale al P.d.C. e con possibilità di applicare la S.C.I.A.:  il primo da applicare fuori dalle aree vincolate, con possibilità della ricostruzione “fuori sagoma”;  il secondo nelle aree vincolate, nel rispetto della sagoma.

19 h) gli interventi di ristrutturazione edilizia ricostruttiva consistenti in: […] 3) interventi di demolizione e ricostruzione di cui al punto 2, eseguiti su immobili sottoposti ai vincoli di cui al Codice, nel rispetto della sagoma dell’edificio preesistente; h) gli interventi di ristrutturazione edilizia ricostruttiva consistenti in: […] 3) interventi di demolizione e ricostruzione di cui al punto 2, eseguiti su immobili sottoposti ai vincoli di cui al Codice, nel rispetto della sagoma dell’edificio preesistente; Si tratta di una novità storica nella disciplina della materia urbanistico-edilizia, in quanto il regime delle categorie di intervento è sempre stato stabilito in considerazione della natura delle opere edilizie e non in base alla presenza o meno di vincoli o alla zona omogenea di intervento. Si tratta di una novità storica nella disciplina della materia urbanistico-edilizia, in quanto il regime delle categorie di intervento è sempre stato stabilito in considerazione della natura delle opere edilizie e non in base alla presenza o meno di vincoli o alla zona omogenea di intervento. Se il legislatore intendeva ottenere una maggiore tutela nelle aree sottoposte al vincolo e nei centri storici, limitando l’applicazione della S.C.I.A. per interventi di ristrutturazione ricostruttiva, osserviamo che in realtà ha ottenuto solo una complicazione burocratica che non trova sostanziale giustificazione. Se il legislatore intendeva ottenere una maggiore tutela nelle aree sottoposte al vincolo e nei centri storici, limitando l’applicazione della S.C.I.A. per interventi di ristrutturazione ricostruttiva, osserviamo che in realtà ha ottenuto solo una complicazione burocratica che non trova sostanziale giustificazione. Infatti, se la finalità è la salvaguardia del patrimonio edilizio, le aree a vincolo sono da ritenersi già sostanzialmente tutelate dalla vigente procedura autorizzativa, che prevede il parere della Soprintendenza ed il rilascio di un atto propedeutico al titolo edilizio, cioè l’autorizzazione paesaggistica nel caso di vincolo paesaggistico o il nulla- osta per il vincolo storico. Si ritiene inoltre che i centri storici ritenuti di valore, debbano essere tutelati da specifiche e puntuali norme di disciplina di pianificazione e/o regolamentari e non dal tipo di procedura abilitativa, che impedisce la S.C.I.A.. Infatti, se la finalità è la salvaguardia del patrimonio edilizio, le aree a vincolo sono da ritenersi già sostanzialmente tutelate dalla vigente procedura autorizzativa, che prevede il parere della Soprintendenza ed il rilascio di un atto propedeutico al titolo edilizio, cioè l’autorizzazione paesaggistica nel caso di vincolo paesaggistico o il nulla- osta per il vincolo storico. Si ritiene inoltre che i centri storici ritenuti di valore, debbano essere tutelati da specifiche e puntuali norme di disciplina di pianificazione e/o regolamentari e non dal tipo di procedura abilitativa, che impedisce la S.C.I.A.. La disquisizione sul titolo edilizio, costituisce unicamente una complicazione applicativa e non una ulteriore forma di garanzia di tutela, tenuto conto che il permesso di costruire al pari dei titoli auto-dichiarati, costituiscono atti giuridici di natura vincolata al rispetto delle normative di legge, di pianificazione e regolamentari. La disquisizione sul titolo edilizio, costituisce unicamente una complicazione applicativa e non una ulteriore forma di garanzia di tutela, tenuto conto che il permesso di costruire al pari dei titoli auto-dichiarati, costituiscono atti giuridici di natura vincolata al rispetto delle normative di legge, di pianificazione e regolamentari. Il legislatore torna indietro riproponendo la procedura del permesso di costruire in tal modo evidenzia un atteggiamento di sfiducia nei confronti dell’istituto della S.C.I.A. ritenuto poco garantista per la tutela dell’interesse pubblico. Il legislatore torna indietro riproponendo la procedura del permesso di costruire in tal modo evidenzia un atteggiamento di sfiducia nei confronti dell’istituto della S.C.I.A. ritenuto poco garantista per la tutela dell’interesse pubblico. Si tratta di una novità storica nella disciplina della materia urbanistico-edilizia, in quanto il regime delle categorie di intervento è sempre stato stabilito in considerazione della natura delle opere edilizie e non in base alla presenza o meno di vincoli o alla zona omogenea di intervento. Si tratta di una novità storica nella disciplina della materia urbanistico-edilizia, in quanto il regime delle categorie di intervento è sempre stato stabilito in considerazione della natura delle opere edilizie e non in base alla presenza o meno di vincoli o alla zona omogenea di intervento. Se il legislatore intendeva ottenere una maggiore tutela nelle aree sottoposte al vincolo e nei centri storici, limitando l’applicazione della S.C.I.A. per interventi di ristrutturazione ricostruttiva, osserviamo che in realtà ha ottenuto solo una complicazione burocratica che non trova sostanziale giustificazione. Se il legislatore intendeva ottenere una maggiore tutela nelle aree sottoposte al vincolo e nei centri storici, limitando l’applicazione della S.C.I.A. per interventi di ristrutturazione ricostruttiva, osserviamo che in realtà ha ottenuto solo una complicazione burocratica che non trova sostanziale giustificazione. Infatti, se la finalità è la salvaguardia del patrimonio edilizio, le aree a vincolo sono da ritenersi già sostanzialmente tutelate dalla vigente procedura autorizzativa, che prevede il parere della Soprintendenza ed il rilascio di un atto propedeutico al titolo edilizio, cioè l’autorizzazione paesaggistica nel caso di vincolo paesaggistico o il nulla- osta per il vincolo storico. Si ritiene inoltre che i centri storici ritenuti di valore, debbano essere tutelati da specifiche e puntuali norme di disciplina di pianificazione e/o regolamentari e non dal tipo di procedura abilitativa, che impedisce la S.C.I.A.. Infatti, se la finalità è la salvaguardia del patrimonio edilizio, le aree a vincolo sono da ritenersi già sostanzialmente tutelate dalla vigente procedura autorizzativa, che prevede il parere della Soprintendenza ed il rilascio di un atto propedeutico al titolo edilizio, cioè l’autorizzazione paesaggistica nel caso di vincolo paesaggistico o il nulla- osta per il vincolo storico. Si ritiene inoltre che i centri storici ritenuti di valore, debbano essere tutelati da specifiche e puntuali norme di disciplina di pianificazione e/o regolamentari e non dal tipo di procedura abilitativa, che impedisce la S.C.I.A.. La disquisizione sul titolo edilizio, costituisce unicamente una complicazione applicativa e non una ulteriore forma di garanzia di tutela, tenuto conto che il permesso di costruire al pari dei titoli auto-dichiarati, costituiscono atti giuridici di natura vincolata al rispetto delle normative di legge, di pianificazione e regolamentari. La disquisizione sul titolo edilizio, costituisce unicamente una complicazione applicativa e non una ulteriore forma di garanzia di tutela, tenuto conto che il permesso di costruire al pari dei titoli auto-dichiarati, costituiscono atti giuridici di natura vincolata al rispetto delle normative di legge, di pianificazione e regolamentari. Il legislatore torna indietro riproponendo la procedura del permesso di costruire in tal modo evidenzia un atteggiamento di sfiducia nei confronti dell’istituto della S.C.I.A. ritenuto poco garantista per la tutela dell’interesse pubblico. Il legislatore torna indietro riproponendo la procedura del permesso di costruire in tal modo evidenzia un atteggiamento di sfiducia nei confronti dell’istituto della S.C.I.A. ritenuto poco garantista per la tutela dell’interesse pubblico.

20 20 LE NOVITA’ DELLA L.R. n°65/2014 – Il nuovo quadro dei titoli edilizi Art. 78 L.R. 1/ L.R. 65/ Trasformazioni urbanistiche ed edilizie soggette a permesso di costruire – sono rappresentate in colore rosso le pari di nuovo inserimento, in giallo barrato le parte eliminate ed in blù le parti invariate h) gli interventi di ristrutturazione edilizia ricostruttiva consistenti in: […] 4) ripristino di edifici, o parti di essi, crollati o demoliti, previo accertamento della originaria consistenza e configurazione, attraverso interventi di ricostruzione diversi da quelli di cui alla lettera i). h) gli interventi di ristrutturazione edilizia ricostruttiva consistenti in: […] 4) ripristino di edifici, o parti di essi, crollati o demoliti, previo accertamento della originaria consistenza e configurazione, attraverso interventi di ricostruzione diversi da quelli di cui alla lettera i). Anche questa fattispecie di opere costituisce preciso recepimento della disposizione nazionale della “legge del fare”, che ammette nel concetto di ristrutturazione edilizia, la possibilità di effettuare, relativamente ad edifici crollati per effetto del tempo o demoliti intenzionalmente dall’uomo, la ricostruzione nel rispetto della sagoma originaria, previo accertamento e dimostrazione dell’originaria consistenza. Anche questa fattispecie di opere costituisce preciso recepimento della disposizione nazionale della “legge del fare”, che ammette nel concetto di ristrutturazione edilizia, la possibilità di effettuare, relativamente ad edifici crollati per effetto del tempo o demoliti intenzionalmente dall’uomo, la ricostruzione nel rispetto della sagoma originaria, previo accertamento e dimostrazione dell’originaria consistenza. Questa disposizione apre dal punto di vista giuridico scenari applicativi sul concetto della ristrutturazione, in senso estensivo. Infatti fino alla legge “del fare”, la categoria della ristrutturazione edilizia, al fine di poter essere applicata, necessitava concretamente della presenza di un organismo edilizio esistente in una situazione di fatto, cioè nella propria identificazione volumetrica. Questa disposizione apre dal punto di vista giuridico scenari applicativi sul concetto della ristrutturazione, in senso estensivo. Infatti fino alla legge “del fare”, la categoria della ristrutturazione edilizia, al fine di poter essere applicata, necessitava concretamente della presenza di un organismo edilizio esistente in una situazione di fatto, cioè nella propria identificazione volumetrica. La giurisprudenza appare costante su tale concetto, qualificando invece la ricostruzione di un edificio demolito o semi-demolito, come intervento di nuova costruzione, da sottoporre al rispetto dei parametri edilizi ed alle distanze dai confini e dalle costruzioni. La giurisprudenza appare costante su tale concetto, qualificando invece la ricostruzione di un edificio demolito o semi-demolito, come intervento di nuova costruzione, da sottoporre al rispetto dei parametri edilizi ed alle distanze dai confini e dalle costruzioni. Anche questa fattispecie di opere costituisce preciso recepimento della disposizione nazionale della “legge del fare”, che ammette nel concetto di ristrutturazione edilizia, la possibilità di effettuare, relativamente ad edifici crollati per effetto del tempo o demoliti intenzionalmente dall’uomo, la ricostruzione nel rispetto della sagoma originaria, previo accertamento e dimostrazione dell’originaria consistenza. Anche questa fattispecie di opere costituisce preciso recepimento della disposizione nazionale della “legge del fare”, che ammette nel concetto di ristrutturazione edilizia, la possibilità di effettuare, relativamente ad edifici crollati per effetto del tempo o demoliti intenzionalmente dall’uomo, la ricostruzione nel rispetto della sagoma originaria, previo accertamento e dimostrazione dell’originaria consistenza. Questa disposizione apre dal punto di vista giuridico scenari applicativi sul concetto della ristrutturazione, in senso estensivo. Infatti fino alla legge “del fare”, la categoria della ristrutturazione edilizia, al fine di poter essere applicata, necessitava concretamente della presenza di un organismo edilizio esistente in una situazione di fatto, cioè nella propria identificazione volumetrica. Questa disposizione apre dal punto di vista giuridico scenari applicativi sul concetto della ristrutturazione, in senso estensivo. Infatti fino alla legge “del fare”, la categoria della ristrutturazione edilizia, al fine di poter essere applicata, necessitava concretamente della presenza di un organismo edilizio esistente in una situazione di fatto, cioè nella propria identificazione volumetrica. La giurisprudenza appare costante su tale concetto, qualificando invece la ricostruzione di un edificio demolito o semi-demolito, come intervento di nuova costruzione, da sottoporre al rispetto dei parametri edilizi ed alle distanze dai confini e dalle costruzioni. La giurisprudenza appare costante su tale concetto, qualificando invece la ricostruzione di un edificio demolito o semi-demolito, come intervento di nuova costruzione, da sottoporre al rispetto dei parametri edilizi ed alle distanze dai confini e dalle costruzioni.

21 21 h) gli interventi di ristrutturazione edilizia ricostruttiva consistenti in: […] 4) ripristino di edifici, o parti di essi, crollati o demoliti, previo accertamento della originaria consistenza e configurazione, attraverso interventi di ricostruzione diversi da quelli di cui alla lettera i). h) gli interventi di ristrutturazione edilizia ricostruttiva consistenti in: […] 4) ripristino di edifici, o parti di essi, crollati o demoliti, previo accertamento della originaria consistenza e configurazione, attraverso interventi di ricostruzione diversi da quelli di cui alla lettera i). In sostanza la demolizione di un volume nel tempo, per qualsiasi circostanza, fino ad oggi determinava la perdita di quel volume e l’impossibilità di ricostruirlo, se non con i parametri della nuova costruzione.Si aveva ristrutturazione edilizia solo in caso di preesistenza di un organismo edilizio dotato di mura perimetrali, strutture orizzontali e copertura e non anche nelle ipotesi di ricostruzione di ruderi (T.A.R. Campania, Salerno, Sez II, sentenza , n. 52). In sostanza la demolizione di un volume nel tempo, per qualsiasi circostanza, fino ad oggi determinava la perdita di quel volume e l’impossibilità di ricostruirlo, se non con i parametri della nuova costruzione. Si aveva ristrutturazione edilizia solo in caso di preesistenza di un organismo edilizio dotato di mura perimetrali, strutture orizzontali e copertura e non anche nelle ipotesi di ricostruzione di ruderi (T.A.R. Campania, Salerno, Sez II, sentenza , n. 52). Come riconosciuto da unanime giurisprudenza, sia amministrativa sia del giudice penale (CdS IV 1669/07; Sez. V, 15 aprile 2004 n. 2142; TAR Liguria, Sez. I, 24 gennaio 2002 n. 53; Consiglio di Stato, Sez. V, 1 dicembre 1991 n. 2021; Cass. penale, Sez. III, 20 febbraio 2001, n. 658; id. 20 febbraio 2001 n ; 45240/07), la ricostruzione su ruderi, o su di un edificio da tempo demolito, costituisce nuova costruzione e non ristrutturazione edilizia, quindi, richiede il permesso di costruire (cfr. anche, più di recente, T.A.R. Toscana, 437/2012). Come riconosciuto da unanime giurisprudenza, sia amministrativa sia del giudice penale (CdS IV 1669/07; Sez. V, 15 aprile 2004 n. 2142; TAR Liguria, Sez. I, 24 gennaio 2002 n. 53; Consiglio di Stato, Sez. V, 1 dicembre 1991 n. 2021; Cass. penale, Sez. III, 20 febbraio 2001, n. 658; id. 20 febbraio 2001 n ; 45240/07), la ricostruzione su ruderi, o su di un edificio da tempo demolito, costituisce nuova costruzione e non ristrutturazione edilizia, quindi, richiede il permesso di costruire (cfr. anche, più di recente, T.A.R. Toscana, 437/2012). Generalmente avviene che la giurisprudenza amministrativa fa da indirizzo al legislatore, lo anticipa e successivamente la legge recepisce le conclusioni della giurisprudenza, ne è esempio il riconoscimento dei mezzi di circolazione al titolo del permesso di costruire con rilevanza penale se destinati ad uso diverso recepito nel D.P.R. 380 nell’anno 2001 o l’ampliamento dell’istituto dell’attività edilizia libera avvenuto con la L. n° 73 nel Qui, avviene il contrario il legislatore si pone in chiaro contrasto con l’indirizzo costante della giurisprudenza Generalmente avviene che la giurisprudenza amministrativa fa da indirizzo al legislatore, lo anticipa e successivamente la legge recepisce le conclusioni della giurisprudenza, ne è esempio il riconoscimento dei mezzi di circolazione al titolo del permesso di costruire con rilevanza penale se destinati ad uso diverso recepito nel D.P.R. 380 nell’anno 2001 o l’ampliamento dell’istituto dell’attività edilizia libera avvenuto con la L. n° 73 nel Qui, avviene il contrario il legislatore si pone in chiaro contrasto con l’indirizzo costante della giurisprudenza In sostanza la demolizione di un volume nel tempo, per qualsiasi circostanza, fino ad oggi determinava la perdita di quel volume e l’impossibilità di ricostruirlo, se non con i parametri della nuova costruzione.Si aveva ristrutturazione edilizia solo in caso di preesistenza di un organismo edilizio dotato di mura perimetrali, strutture orizzontali e copertura e non anche nelle ipotesi di ricostruzione di ruderi (T.A.R. Campania, Salerno, Sez II, sentenza , n. 52). In sostanza la demolizione di un volume nel tempo, per qualsiasi circostanza, fino ad oggi determinava la perdita di quel volume e l’impossibilità di ricostruirlo, se non con i parametri della nuova costruzione. Si aveva ristrutturazione edilizia solo in caso di preesistenza di un organismo edilizio dotato di mura perimetrali, strutture orizzontali e copertura e non anche nelle ipotesi di ricostruzione di ruderi (T.A.R. Campania, Salerno, Sez II, sentenza , n. 52). Come riconosciuto da unanime giurisprudenza, sia amministrativa sia del giudice penale (CdS IV 1669/07; Sez. V, 15 aprile 2004 n. 2142; TAR Liguria, Sez. I, 24 gennaio 2002 n. 53; Consiglio di Stato, Sez. V, 1 dicembre 1991 n. 2021; Cass. penale, Sez. III, 20 febbraio 2001, n. 658; id. 20 febbraio 2001 n ; 45240/07), la ricostruzione su ruderi, o su di un edificio da tempo demolito, costituisce nuova costruzione e non ristrutturazione edilizia, quindi, richiede il permesso di costruire (cfr. anche, più di recente, T.A.R. Toscana, 437/2012). Come riconosciuto da unanime giurisprudenza, sia amministrativa sia del giudice penale (CdS IV 1669/07; Sez. V, 15 aprile 2004 n. 2142; TAR Liguria, Sez. I, 24 gennaio 2002 n. 53; Consiglio di Stato, Sez. V, 1 dicembre 1991 n. 2021; Cass. penale, Sez. III, 20 febbraio 2001, n. 658; id. 20 febbraio 2001 n ; 45240/07), la ricostruzione su ruderi, o su di un edificio da tempo demolito, costituisce nuova costruzione e non ristrutturazione edilizia, quindi, richiede il permesso di costruire (cfr. anche, più di recente, T.A.R. Toscana, 437/2012). Generalmente avviene che la giurisprudenza amministrativa fa da indirizzo al legislatore, lo anticipa e successivamente la legge recepisce le conclusioni della giurisprudenza, ne è esempio il riconoscimento dei mezzi di circolazione al titolo del permesso di costruire con rilevanza penale se destinati ad uso diverso recepito nel D.P.R. 380 nell’anno 2001 o l’ampliamento dell’istituto dell’attività edilizia libera avvenuto con la L. n° 73 nel Qui, avviene il contrario il legislatore si pone in chiaro contrasto con l’indirizzo costante della giurisprudenza Generalmente avviene che la giurisprudenza amministrativa fa da indirizzo al legislatore, lo anticipa e successivamente la legge recepisce le conclusioni della giurisprudenza, ne è esempio il riconoscimento dei mezzi di circolazione al titolo del permesso di costruire con rilevanza penale se destinati ad uso diverso recepito nel D.P.R. 380 nell’anno 2001 o l’ampliamento dell’istituto dell’attività edilizia libera avvenuto con la L. n° 73 nel Qui, avviene il contrario il legislatore si pone in chiaro contrasto con l’indirizzo costante della giurisprudenza

22 22 h) gli interventi di ristrutturazione edilizia ricostruttiva consistenti in: […] 4) ripristino di edifici, o parti di essi, crollati o demoliti, previo accertamento della originaria consistenza e configurazione, attraverso interventi di ricostruzione diversi da quelli di cui alla lettera i). h) gli interventi di ristrutturazione edilizia ricostruttiva consistenti in: […] 4) ripristino di edifici, o parti di essi, crollati o demoliti, previo accertamento della originaria consistenza e configurazione, attraverso interventi di ricostruzione diversi da quelli di cui alla lettera i). Infatti la norma, introdotta dalla “legge del fare” ed oggi recepita anche dalla legge regionale, afferma in linea di principio, la possibilità di consentire la ricostruzione di volumetrie ad oggi perdute, con la condizione essenziale e vincolante, che delle stesse ne sia documentata la preesistenza, in quella situazione di fatto che si intende ricostruire e questo costituisce intervento di ristrutturazione edilizia. Infatti la norma, introdotta dalla “legge del fare” ed oggi recepita anche dalla legge regionale, afferma in linea di principio, la possibilità di consentire la ricostruzione di volumetrie ad oggi perdute, con la condizione essenziale e vincolante, che delle stesse ne sia documentata la preesistenza, in quella situazione di fatto che si intende ricostruire e questo costituisce intervento di ristrutturazione edilizia. Ovviamente oltre alla preesistenza è chiaro che ne debba essere dimostrata la legittimità, non si può certo ricostruire un’opera abusiva. Appare chiaro, che ove la preesistenza, sia dimostrata mediante regolare titolo edilizio depositato agli atti comunali, questa sia oggettivamente ed indiscutibilmente dimostrata. Appare ragionevole pensare, che può essere dimostrata attraverso documentazione fotografica per immobili legittimati, per effetto della non necessità del titolo edilizio, in quanto non necessario al momento in cui furono costruiti, si pensi agli edifici fuori dai centri abitati, realizzati prima dell’entrata in vigore della legge 765 dell’anno 1967, che con l’art. 10, estese l’obbligo della licenza edilizia anche fuori dai centri abitati. Oggi è questa stessa legge 65/2014 che all’art. 207 ne decreta la perfetta legittimità. Ovviamente oltre alla preesistenza è chiaro che ne debba essere dimostrata la legittimità, non si può certo ricostruire un’opera abusiva. Appare chiaro, che ove la preesistenza, sia dimostrata mediante regolare titolo edilizio depositato agli atti comunali, questa sia oggettivamente ed indiscutibilmente dimostrata. Appare ragionevole pensare, che può essere dimostrata attraverso documentazione fotografica per immobili legittimati, per effetto della non necessità del titolo edilizio, in quanto non necessario al momento in cui furono costruiti, si pensi agli edifici fuori dai centri abitati, realizzati prima dell’entrata in vigore della legge 765 dell’anno 1967, che con l’art. 10, estese l’obbligo della licenza edilizia anche fuori dai centri abitati. Oggi è questa stessa legge 65/2014 che all’art. 207 ne decreta la perfetta legittimità. Un’applicazione prudente della norma in questione, impone che la dimostrazione della preesistenza sia effettuata nella previsione planivolumetrica dell’edificio ad oggi demolito. In tal senso non si ritiene sufficiente la dimostrazione della preesistenza dell’edificio mediante l’esibizione della sola mappa del catasto terreni. Un’applicazione prudente della norma in questione, impone che la dimostrazione della preesistenza sia effettuata nella previsione planivolumetrica dell’edificio ad oggi demolito. In tal senso non si ritiene sufficiente la dimostrazione della preesistenza dell’edificio mediante l’esibizione della sola mappa del catasto terreni. Anche questa fattispecie di opere si realizza in linea principale con il permesso di costruire ed in alternativa facoltativamente con la S.C.I.A.. Anche questa fattispecie di opere si realizza in linea principale con il permesso di costruire ed in alternativa facoltativamente con la S.C.I.A.. Infatti la norma, introdotta dalla “legge del fare” ed oggi recepita anche dalla legge regionale, afferma in linea di principio, la possibilità di consentire la ricostruzione di volumetrie ad oggi perdute, con la condizione essenziale e vincolante, che delle stesse ne sia documentata la preesistenza, in quella situazione di fatto che si intende ricostruire e questo costituisce intervento di ristrutturazione edilizia. Infatti la norma, introdotta dalla “legge del fare” ed oggi recepita anche dalla legge regionale, afferma in linea di principio, la possibilità di consentire la ricostruzione di volumetrie ad oggi perdute, con la condizione essenziale e vincolante, che delle stesse ne sia documentata la preesistenza, in quella situazione di fatto che si intende ricostruire e questo costituisce intervento di ristrutturazione edilizia. Ovviamente oltre alla preesistenza è chiaro che ne debba essere dimostrata la legittimità, non si può certo ricostruire un’opera abusiva. Appare chiaro, che ove la preesistenza, sia dimostrata mediante regolare titolo edilizio depositato agli atti comunali, questa sia oggettivamente ed indiscutibilmente dimostrata. Appare ragionevole pensare, che può essere dimostrata attraverso documentazione fotografica per immobili legittimati, per effetto della non necessità del titolo edilizio, in quanto non necessario al momento in cui furono costruiti, si pensi agli edifici fuori dai centri abitati, realizzati prima dell’entrata in vigore della legge 765 dell’anno 1967, che con l’art. 10, estese l’obbligo della licenza edilizia anche fuori dai centri abitati. Oggi è questa stessa legge 65/2014 che all’art. 207 ne decreta la perfetta legittimità. Ovviamente oltre alla preesistenza è chiaro che ne debba essere dimostrata la legittimità, non si può certo ricostruire un’opera abusiva. Appare chiaro, che ove la preesistenza, sia dimostrata mediante regolare titolo edilizio depositato agli atti comunali, questa sia oggettivamente ed indiscutibilmente dimostrata. Appare ragionevole pensare, che può essere dimostrata attraverso documentazione fotografica per immobili legittimati, per effetto della non necessità del titolo edilizio, in quanto non necessario al momento in cui furono costruiti, si pensi agli edifici fuori dai centri abitati, realizzati prima dell’entrata in vigore della legge 765 dell’anno 1967, che con l’art. 10, estese l’obbligo della licenza edilizia anche fuori dai centri abitati. Oggi è questa stessa legge 65/2014 che all’art. 207 ne decreta la perfetta legittimità. Un’applicazione prudente della norma in questione, impone che la dimostrazione della preesistenza sia effettuata nella previsione planivolumetrica dell’edificio ad oggi demolito. In tal senso non si ritiene sufficiente la dimostrazione della preesistenza dell’edificio mediante l’esibizione della sola mappa del catasto terreni. Un’applicazione prudente della norma in questione, impone che la dimostrazione della preesistenza sia effettuata nella previsione planivolumetrica dell’edificio ad oggi demolito. In tal senso non si ritiene sufficiente la dimostrazione della preesistenza dell’edificio mediante l’esibizione della sola mappa del catasto terreni. Anche questa fattispecie di opere si realizza in linea principale con il permesso di costruire ed in alternativa facoltativamente con la S.C.I.A.. Anche questa fattispecie di opere si realizza in linea principale con il permesso di costruire ed in alternativa facoltativamente con la S.C.I.A..

23 23 LE NOVITA’ DELLA L.R. n°65/2014 – Il nuovo quadro dei titoli edilizi Art. 78 L.R. 1/ L.R. 65/ Trasformazioni urbanistiche ed edilizie soggette a permesso di costruire – sono rappresentate in colore rosso le pari di nuovo inserimento, in giallo barrato le parte eliminate ed in blù le parti invariate […] i) il ripristino di edifici, o parti di essi, crollati o demoliti, previo accertamento della originaria consistenza e configurazione, attraverso interventi di ricostruzione comportanti modifiche della sagoma originaria, laddove si tratti di immobili sottoposti ai vincoli di cui al Codice Anche questa fattispecie di opere costituisce preciso recepimento da parte della legge regionale 65/2014, della disposizione nazionale della “legge del fare”. Anche questa fattispecie di opere costituisce preciso recepimento da parte della legge regionale 65/2014, della disposizione nazionale della “legge del fare”. Questa categoria di opere riguarda la ricostruzione di edifici crollati o demoliti, con sagoma diversa da quella originaria, in area sottoposta al vincolo di cui al Codice. Questa categoria di opere riguarda la ricostruzione di edifici crollati o demoliti, con sagoma diversa da quella originaria, in area sottoposta al vincolo di cui al Codice. Tale intervento non configura più un intervento di ristrutturazione edilizia, ma configura invece di sostituzione edilizia e come tale è sottoposto obbligatoriamente al Permesso di Costruire e non è mai ammesso in alternativa l’utilizzo facoltativo della S.C.I.A.. Tale intervento non configura più un intervento di ristrutturazione edilizia, ma configura invece di sostituzione edilizia e come tale è sottoposto obbligatoriamente al Permesso di Costruire e non è mai ammesso in alternativa l’utilizzo facoltativo della S.C.I.A.. Anche questa fattispecie di opere costituisce preciso recepimento da parte della legge regionale 65/2014, della disposizione nazionale della “legge del fare”. Anche questa fattispecie di opere costituisce preciso recepimento da parte della legge regionale 65/2014, della disposizione nazionale della “legge del fare”. Questa categoria di opere riguarda la ricostruzione di edifici crollati o demoliti, con sagoma diversa da quella originaria, in area sottoposta al vincolo di cui al Codice. Questa categoria di opere riguarda la ricostruzione di edifici crollati o demoliti, con sagoma diversa da quella originaria, in area sottoposta al vincolo di cui al Codice. Tale intervento non configura più un intervento di ristrutturazione edilizia, ma configura invece di sostituzione edilizia e come tale è sottoposto obbligatoriamente al Permesso di Costruire e non è mai ammesso in alternativa l’utilizzo facoltativo della S.C.I.A.. Tale intervento non configura più un intervento di ristrutturazione edilizia, ma configura invece di sostituzione edilizia e come tale è sottoposto obbligatoriamente al Permesso di Costruire e non è mai ammesso in alternativa l’utilizzo facoltativo della S.C.I.A..

24 24 Art. 78 L.R. 1/ L.R. 65/ Trasformazioni urbanistiche ed edilizie soggette a permesso di costruire – sono rappresentate in colore rosso le pari di nuovo inserimento, in giallo barrato le parte eliminate ed in blù le parti invariate l) h) gli interventi di sostituzione edilizia, intesi come demolizione e ricostruzione di volumi edifici esistenti, non assimilabili alla ristrutturazione edilizia eseguiti anche con contestuale incremento volumetrico di volume, calcolato nel rispetto e nei limiti di quanto espressamente previsto dagli strumenti comunali di pianificazione urbanistica e dal Regolamento edilizio, con diversa sagoma, articolazione, collocazione e destinazione d’uso, a condizione che non si determini modificazione del disegno dei lotti, degli isolati e della rete stradale e che non si renda necessario alcun intervento di adeguamento sulle delle opere di urbanizzazione. Ove riguardanti immobili sottoposti ai vincoli di cui al Codice, gli interventi di demolizione e ricostruzione di cui alla lettera h), punto 2, comportanti modifiche alla sagoma preesistente, costituiscono interventi di sostituzione edilizia ancorché eseguiti senza contestuale incremento di volume; l) h) gli interventi di sostituzione edilizia, intesi come demolizione e ricostruzione di volumi edifici esistenti, non assimilabili alla ristrutturazione edilizia eseguiti anche con contestuale incremento volumetrico di volume, calcolato nel rispetto e nei limiti di quanto espressamente previsto dagli strumenti comunali di pianificazione urbanistica e dal Regolamento edilizio, con diversa sagoma, articolazione, collocazione e destinazione d’uso, a condizione che non si determini modificazione del disegno dei lotti, degli isolati e della rete stradale e che non si renda necessario alcun intervento di adeguamento sulle delle opere di urbanizzazione. Ove riguardanti immobili sottoposti ai vincoli di cui al Codice, gli interventi di demolizione e ricostruzione di cui alla lettera h), punto 2, comportanti modifiche alla sagoma preesistente, costituiscono interventi di sostituzione edilizia ancorché eseguiti senza contestuale incremento di volume; Questo comma, definisce il nuovo concetto della categoria di intervento della sostituzione edilizia, che scaturisce dall’eliminazione del termine “anche” posto prima della frase che rimane “con contestuale incremento di volume...”. Il significato diverso che ne deriva è sostanziale, in quanto ad oggi per avere un intervento edilizio che sia qualificabile di sostituzione edilizia, è necessario non solo che si abbia una demolizione e ricostruzione di un edificio con diversa sagoma, articolazione e collocazione sul lotto, ma che contestualmente sia realizzato un incremento volumetrico. Se la demolizione e ricostruzione con diverso assetto planivolumetrico avviene nel rispetto della volumetria originaria senza alcun incremento volumetrico, siamo in presenza di un intervento che è qualificabile di ristrutturazione edilizia e non di sostituzione edilizia (salvo area a vincolo) Questo comma, definisce il nuovo concetto della categoria di intervento della sostituzione edilizia, che scaturisce dall’eliminazione del termine “anche” posto prima della frase che rimane “con contestuale incremento di volume...”. Il significato diverso che ne deriva è sostanziale, in quanto ad oggi per avere un intervento edilizio che sia qualificabile di sostituzione edilizia, è necessario non solo che si abbia una demolizione e ricostruzione di un edificio con diversa sagoma, articolazione e collocazione sul lotto, ma che contestualmente sia realizzato un incremento volumetrico. Se la demolizione e ricostruzione con diverso assetto planivolumetrico avviene nel rispetto della volumetria originaria senza alcun incremento volumetrico, siamo in presenza di un intervento che è qualificabile di ristrutturazione edilizia e non di sostituzione edilizia (salvo area a vincolo)

25 25 l) h) gli interventi di sostituzione edilizia, intesi come demolizione e ricostruzione di volumi edifici esistenti, non assimilabili alla ristrutturazione edilizia eseguiti anche con contestuale incremento volumetrico di volume, calcolato nel rispetto e nei limiti di quanto espressamente previsto dagli strumenti comunali di pianificazione urbanistica e dal Regolamento edilizio, con diversa sagoma, articolazione, collocazione e destinazione d’uso, a condizione che non si determini modificazione del disegno dei lotti, degli isolati e della rete stradale e che non si renda necessario alcun intervento di adeguamento sulle delle opere di urbanizzazione. Ove riguardanti immobili sottoposti ai vincoli di cui al Codice, gli interventi di demolizione e ricostruzione di cui alla lettera h), punto 2, comportanti modifiche alla sagoma preesistente, costituiscono interventi di sostituzione edilizia ancorché eseguiti senza contestuale incremento di volume; l) h) gli interventi di sostituzione edilizia, intesi come demolizione e ricostruzione di volumi edifici esistenti, non assimilabili alla ristrutturazione edilizia eseguiti anche con contestuale incremento volumetrico di volume, calcolato nel rispetto e nei limiti di quanto espressamente previsto dagli strumenti comunali di pianificazione urbanistica e dal Regolamento edilizio, con diversa sagoma, articolazione, collocazione e destinazione d’uso, a condizione che non si determini modificazione del disegno dei lotti, degli isolati e della rete stradale e che non si renda necessario alcun intervento di adeguamento sulle delle opere di urbanizzazione. Ove riguardanti immobili sottoposti ai vincoli di cui al Codice, gli interventi di demolizione e ricostruzione di cui alla lettera h), punto 2, comportanti modifiche alla sagoma preesistente, costituiscono interventi di sostituzione edilizia ancorché eseguiti senza contestuale incremento di volume; In sostanza la legge regionale si è adeguata alla legge “del fare”, ampliando il concetto di ristrutturazione che oggi ammette la demolizione di un volume, il suo spostamento sul lotto e la sua ricostruzione con assetto planivolumetrico diverso; in tal modo la ristrutturazione edilizia in Toscana è andata a coincidere con la categoria di intervento della sostituzione edilizia così come disciplinata precedentemente, categoria di intervento che esiste solo in questa regione. Pertanto il legislatore regionale ha dovuto rivedere ed ampliare il concetto di sostituzione edilizia per diversificarlo dalla categoria di intervento della ristrutturazione edilizia e lo ha fatto diversificando i due interventi attraverso l’incremento volumetrico, salvo l’area a vincolo dove lo ha diversificato attraverso il mancato rispetto della sagoma. In sostanza la legge regionale si è adeguata alla legge “del fare”, ampliando il concetto di ristrutturazione che oggi ammette la demolizione di un volume, il suo spostamento sul lotto e la sua ricostruzione con assetto planivolumetrico diverso; in tal modo la ristrutturazione edilizia in Toscana è andata a coincidere con la categoria di intervento della sostituzione edilizia così come disciplinata precedentemente, categoria di intervento che esiste solo in questa regione. Pertanto il legislatore regionale ha dovuto rivedere ed ampliare il concetto di sostituzione edilizia per diversificarlo dalla categoria di intervento della ristrutturazione edilizia e lo ha fatto diversificando i due interventi attraverso l’incremento volumetrico, salvo l’area a vincolo dove lo ha diversificato attraverso il mancato rispetto della sagoma. Si sottolinea che la legge 65/2014 rafforzi il rigore applicativo in materia di esclusione degli interventi sulle opere di urbanizzazione, affermando che in sede di intervento di sostituzione edilizia, sono inibiti interventi anche di solo adeguamento delle opere di urbanizzazione. Pertanto si rende necessaria la massima attenzione ove in sede di interventi di sostituzione edilizia, si dovessero rendere necessari interventi di adeguamento delle opere di urbanizzazione (sistema fognario, idrico, gas, elettrico, ecc.). Si sottolinea che la legge 65/2014 rafforzi il rigore applicativo in materia di esclusione degli interventi sulle opere di urbanizzazione, affermando che in sede di intervento di sostituzione edilizia, sono inibiti interventi anche di solo adeguamento delle opere di urbanizzazione. Pertanto si rende necessaria la massima attenzione ove in sede di interventi di sostituzione edilizia, si dovessero rendere necessari interventi di adeguamento delle opere di urbanizzazione (sistema fognario, idrico, gas, elettrico, ecc.). In sostanza la legge regionale si è adeguata alla legge “del fare”, ampliando il concetto di ristrutturazione che oggi ammette la demolizione di un volume, il suo spostamento sul lotto e la sua ricostruzione con assetto planivolumetrico diverso; in tal modo la ristrutturazione edilizia in Toscana è andata a coincidere con la categoria di intervento della sostituzione edilizia così come disciplinata precedentemente, categoria di intervento che esiste solo in questa regione. Pertanto il legislatore regionale ha dovuto rivedere ed ampliare il concetto di sostituzione edilizia per diversificarlo dalla categoria di intervento della ristrutturazione edilizia e lo ha fatto diversificando i due interventi attraverso l’incremento volumetrico, salvo l’area a vincolo dove lo ha diversificato attraverso il mancato rispetto della sagoma. In sostanza la legge regionale si è adeguata alla legge “del fare”, ampliando il concetto di ristrutturazione che oggi ammette la demolizione di un volume, il suo spostamento sul lotto e la sua ricostruzione con assetto planivolumetrico diverso; in tal modo la ristrutturazione edilizia in Toscana è andata a coincidere con la categoria di intervento della sostituzione edilizia così come disciplinata precedentemente, categoria di intervento che esiste solo in questa regione. Pertanto il legislatore regionale ha dovuto rivedere ed ampliare il concetto di sostituzione edilizia per diversificarlo dalla categoria di intervento della ristrutturazione edilizia e lo ha fatto diversificando i due interventi attraverso l’incremento volumetrico, salvo l’area a vincolo dove lo ha diversificato attraverso il mancato rispetto della sagoma. Si sottolinea che la legge 65/2014 rafforzi il rigore applicativo in materia di esclusione degli interventi sulle opere di urbanizzazione, affermando che in sede di intervento di sostituzione edilizia, sono inibiti interventi anche di solo adeguamento delle opere di urbanizzazione. Pertanto si rende necessaria la massima attenzione ove in sede di interventi di sostituzione edilizia, si dovessero rendere necessari interventi di adeguamento delle opere di urbanizzazione (sistema fognario, idrico, gas, elettrico, ecc.). Si sottolinea che la legge 65/2014 rafforzi il rigore applicativo in materia di esclusione degli interventi sulle opere di urbanizzazione, affermando che in sede di intervento di sostituzione edilizia, sono inibiti interventi anche di solo adeguamento delle opere di urbanizzazione. Pertanto si rende necessaria la massima attenzione ove in sede di interventi di sostituzione edilizia, si dovessero rendere necessari interventi di adeguamento delle opere di urbanizzazione (sistema fognario, idrico, gas, elettrico, ecc.).

26 26 DIFFERENZE FRA LE DEFINIZIONI NOVELLATE DI SOSTITUZIONE EDILIZIA E RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA DELLA L.R. 65/2014 SOSTITUZIONE EDILIZIA RISTRUTTURAZIONE ricostruttiva AREE A VINCOLO Demolizione e ricostruzione a parità di volume con sagoma diversa AREE NON A VINCOLO demolizione e ricostruzione con incremento volumerico AREE A VINCOLO AREE A VINCOLO Demolizione e ricostruzione a parità di volume con stessa sagoma AREE NON A VINCOLO Demolizione e ricostruzione a parità di volume con diversa sagoma Possibilità di intervento su più edifici Possibilità di intervento su un unico edificio Si attua sempre con il Permesso di Costruire Si attua in linea principale con il p.d.c., è ammessa facoltivamente la SCIA – Si attua in linea principale con il p.d.c., è ammessa facoltivamente la SCIA – no zona A Ammessa nelle aree a vincolo di cui al Codice dei Beni culturali-paesaggistici Non ammessa “fuori sagoma” nelle aree a vincolo di cui al Codice E’ ammesso espressamente il contestuale incremento volumetrico Non è mai ammesso il contestuale incremento volumetrico  In entrambi gli interventi è sempre ammesso lo spostamento degli edifici demoliti;  In entrambi gli interventi assenza di interventi sulle opere di urbanizzazione, nemmeno di adeguamento altrimenti si ricade in ristrutturazione urbanistica  In entrambi gli interventi è sempre ammesso lo spostamento degli edifici demoliti;  In entrambi gli interventi assenza di interventi sulle opere di urbanizzazione, nemmeno di adeguamento altrimenti si ricade in ristrutturazione urbanistica

27 27 LA RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA FUORI SAGOMA – IL RISPETTO DELLE DISTANZE DAI CONFINI E DAI FABBRICATI. LA SENTENZA DEL CONSIGLIO DI STATO, sez. VI del n LA SENTENZA DEL CONSIGLIO DI STATO, sez. VI del n Quando l’attività edilizia assentita determini un’alterazione della sagoma dell’edificio, stante la rilevanza edilizia delle opere, è indubbio che ci si trovi di fronte ad un significativo mutamento della preesistente costruzione, con una parziale costruzione “nuova” in senso tecnico. Ne discende che le nuove opere così realizzate, in ragione della loro rilevanza, sono sottoposte all’obbligo del rispetto delle distanze minime dai confini previste dagli strumenti urbanistici vigenti. Quando l’attività edilizia assentita determini un’alterazione della sagoma dell’edificio, stante la rilevanza edilizia delle opere, è indubbio che ci si trovi di fronte ad un significativo mutamento della preesistente costruzione, con una parziale costruzione “nuova” in senso tecnico. Ne discende che le nuove opere così realizzate, in ragione della loro rilevanza, sono sottoposte all’obbligo del rispetto delle distanze minime dai confini previste dagli strumenti urbanistici vigenti. La distanza va calcolata con riferimento ad ogni punto dei fabbricati e non alle sole parti che si fronteggiano. La distanza va calcolata con riferimento ad ogni punto dei fabbricati e non alle sole parti che si fronteggiano. Quando l’attività edilizia assentita determini un’alterazione della sagoma dell’edificio, stante la rilevanza edilizia delle opere, è indubbio che ci si trovi di fronte ad un significativo mutamento della preesistente costruzione, con una parziale costruzione “nuova” in senso tecnico. Ne discende che le nuove opere così realizzate, in ragione della loro rilevanza, sono sottoposte all’obbligo del rispetto delle distanze minime dai confini previste dagli strumenti urbanistici vigenti. Quando l’attività edilizia assentita determini un’alterazione della sagoma dell’edificio, stante la rilevanza edilizia delle opere, è indubbio che ci si trovi di fronte ad un significativo mutamento della preesistente costruzione, con una parziale costruzione “nuova” in senso tecnico. Ne discende che le nuove opere così realizzate, in ragione della loro rilevanza, sono sottoposte all’obbligo del rispetto delle distanze minime dai confini previste dagli strumenti urbanistici vigenti. La distanza va calcolata con riferimento ad ogni punto dei fabbricati e non alle sole parti che si fronteggiano. La distanza va calcolata con riferimento ad ogni punto dei fabbricati e non alle sole parti che si fronteggiano. La giurisprudenza in materia di rispetto delle distanze dai confini di proprietà e dai fabbricati, esempio Consiglio di Stato, sez. IV, , n e TAR Lazio, sez. II, , n afferma: DISTANZA DAI CONFINI DI PROPRIETA’ DISTANZA DAI FABBRICATI Profilo civilistico Profilo pubblicistico Derogabile con accordo fra privati Inderogabile Inderogabile applicabile fabbricati stesso proprietario

28 28 Art. 78 L.R. 1/ L.R. 65/ Trasformazioni urbanistiche ed edilizie soggette a permesso di costruire – sono rappresentate in colore rosso le pari di nuovo inserimento, in giallo barrato le parte eliminate ed in blù le parti invariate m) le piscine nonché gli impianti sportivi incidenti sulle risorse essenziali del territorio. Tra le novità della nuova legge regionale, vi è quella di aver superato il concetto di pertinenza quale presupposto per qualificare l’assoggettamento sempre al titolo minore della S.C.I.A. e non a quello superiore del permesso di costruire, bensì di identificare le opere da sottoporsi a quest’ultimo, secondo il concetto generale che vi rientra tutto ciò che costituisce trasformazione urbanistica permanente, in grado di incidere sulle risorse essenziali del territorio. Tra le novità della nuova legge regionale, vi è quella di aver superato il concetto di pertinenza quale presupposto per qualificare l’assoggettamento sempre al titolo minore della S.C.I.A. e non a quello superiore del permesso di costruire, bensì di identificare le opere da sottoporsi a quest’ultimo, secondo il concetto generale che vi rientra tutto ciò che costituisce trasformazione urbanistica permanente, in grado di incidere sulle risorse essenziali del territorio. E’ proprio in relazione a questo concetto, che il legislatore regionale intende ora sottoporre le piscine e gli impianti sportivi al titolo del permesso di costruire, ove questi interventi in relazione allo specifico contesto territoriale in cui si inseriscono siano in grado di incidere sulle risorse essenziali del territorio. E’ proprio in relazione a questo concetto, che il legislatore regionale intende ora sottoporre le piscine e gli impianti sportivi al titolo del permesso di costruire, ove questi interventi in relazione allo specifico contesto territoriale in cui si inseriscono siano in grado di incidere sulle risorse essenziali del territorio. Secondo questo indirizzo sarà sicuramente sottoposta al titolo del permesso di costruire la realizzazione di una piscina o un impianto sportivo privato che viene realizzato in un’area non edificata ma con superficie a terreno naturale. Secondo questo indirizzo sarà sicuramente sottoposta al titolo del permesso di costruire la realizzazione di una piscina o un impianto sportivo privato che viene realizzato in un’area non edificata ma con superficie a terreno naturale. Ove diversamente, la piscina o l’impianto sportivo privato venga realizzato su un’area di pertinenza di un fabbricato, costituita da resede già trasformato con opere edilizie ad esempio con sistemazioni esterne quali pavimentazioni è da ritenersi che tale intervento sia assentibile ancora ad oggi con il titolo auto-dichiarato (S.C.I.A.), in quanto tale intervento non costituisce nuova opera e trasformazione urbanistica permanente del territorio, tale da incidere sulle risorse essenziali del territorio. Ove diversamente, la piscina o l’impianto sportivo privato venga realizzato su un’area di pertinenza di un fabbricato, costituita da resede già trasformato con opere edilizie ad esempio con sistemazioni esterne quali pavimentazioni è da ritenersi che tale intervento sia assentibile ancora ad oggi con il titolo auto-dichiarato (S.C.I.A.), in quanto tale intervento non costituisce nuova opera e trasformazione urbanistica permanente del territorio, tale da incidere sulle risorse essenziali del territorio. Tra le novità della nuova legge regionale, vi è quella di aver superato il concetto di pertinenza quale presupposto per qualificare l’assoggettamento sempre al titolo minore della S.C.I.A. e non a quello superiore del permesso di costruire, bensì di identificare le opere da sottoporsi a quest’ultimo, secondo il concetto generale che vi rientra tutto ciò che costituisce trasformazione urbanistica permanente, in grado di incidere sulle risorse essenziali del territorio. Tra le novità della nuova legge regionale, vi è quella di aver superato il concetto di pertinenza quale presupposto per qualificare l’assoggettamento sempre al titolo minore della S.C.I.A. e non a quello superiore del permesso di costruire, bensì di identificare le opere da sottoporsi a quest’ultimo, secondo il concetto generale che vi rientra tutto ciò che costituisce trasformazione urbanistica permanente, in grado di incidere sulle risorse essenziali del territorio. E’ proprio in relazione a questo concetto, che il legislatore regionale intende ora sottoporre le piscine e gli impianti sportivi al titolo del permesso di costruire, ove questi interventi in relazione allo specifico contesto territoriale in cui si inseriscono siano in grado di incidere sulle risorse essenziali del territorio. E’ proprio in relazione a questo concetto, che il legislatore regionale intende ora sottoporre le piscine e gli impianti sportivi al titolo del permesso di costruire, ove questi interventi in relazione allo specifico contesto territoriale in cui si inseriscono siano in grado di incidere sulle risorse essenziali del territorio. Secondo questo indirizzo sarà sicuramente sottoposta al titolo del permesso di costruire la realizzazione di una piscina o un impianto sportivo privato che viene realizzato in un’area non edificata ma con superficie a terreno naturale. Secondo questo indirizzo sarà sicuramente sottoposta al titolo del permesso di costruire la realizzazione di una piscina o un impianto sportivo privato che viene realizzato in un’area non edificata ma con superficie a terreno naturale. Ove diversamente, la piscina o l’impianto sportivo privato venga realizzato su un’area di pertinenza di un fabbricato, costituita da resede già trasformato con opere edilizie ad esempio con sistemazioni esterne quali pavimentazioni è da ritenersi che tale intervento sia assentibile ancora ad oggi con il titolo auto-dichiarato (S.C.I.A.), in quanto tale intervento non costituisce nuova opera e trasformazione urbanistica permanente del territorio, tale da incidere sulle risorse essenziali del territorio. Ove diversamente, la piscina o l’impianto sportivo privato venga realizzato su un’area di pertinenza di un fabbricato, costituita da resede già trasformato con opere edilizie ad esempio con sistemazioni esterne quali pavimentazioni è da ritenersi che tale intervento sia assentibile ancora ad oggi con il titolo auto-dichiarato (S.C.I.A.), in quanto tale intervento non costituisce nuova opera e trasformazione urbanistica permanente del territorio, tale da incidere sulle risorse essenziali del territorio.

29 29 Art. 79 L.R. 1/ L.R. 65/ Opere ed interventi soggetti a S.C.I.A. - sono rappresentate in colore rosso le pari di nuovo inserimento, in giallo barrato le parte eliminate ed in blù le parti invariate 1.Sono soggetti a SCIA: a) gli interventi di cui all’articolo 78, comma 1, qualora siano specificamente disciplinati dal regolamento urbanistico di cui all’articolo 55, dai piani attuativi comunque denominati, laddove tali strumenti contengano precise disposizioni planivolumetriche, tipologiche, formali e costruttive, la cui sussistenza sia stata esplicitamente dichiarata in base al comma 4; 1.Sono soggetti a SCIA: a) gli interventi di cui all’articolo 78, comma 1, qualora siano specificamente disciplinati dal regolamento urbanistico di cui all’articolo 55, dai piani attuativi comunque denominati, laddove tali strumenti contengano precise disposizioni planivolumetriche, tipologiche, formali e costruttive, la cui sussistenza sia stata esplicitamente dichiarata in base al comma 4; La L.R.T. n. 65/2014 e la L. n° 164/2014 “SBLOCCA-ITALIA” Il nuovo quadro normativo in Toscana in materia edilizia, urbanistica e paesaggistica relatore: Claudio BELCARI E’ stata eliminata la possibilità di applicare la S.C.I.A., per interventi di nuova costruzione oggetto di disciplina urbanistica e compresi in piani attuativi, ove gli stessi contengano dettagli circa precise disposizioni planivolumetriche, tipologiche, formali e costruttive, la cui sussistenza sia espressamente dichiarata da esplicita attestazione del comune da rendersi in sede di approvazione. E’ stata eliminata la possibilità di applicare la S.C.I.A., per interventi di nuova costruzione oggetto di disciplina urbanistica e compresi in piani attuativi, ove gli stessi contengano dettagli circa precise disposizioni planivolumetriche, tipologiche, formali e costruttive, la cui sussistenza sia espressamente dichiarata da esplicita attestazione del comune da rendersi in sede di approvazione. Tuttavia in forma transitoria è ammessa l’applicazione della S.C.I.A. per tale fattispecie di opere di nuova costruzione, in relazione alle disposizioni di cui all’art. 242 della L.R. 65/2014, qualora specificamente disciplinati da disposizioni planivolumetriche, tipologiche e costruttive contenute: Tuttavia in forma transitoria è ammessa l’applicazione della S.C.I.A. per tale fattispecie di opere di nuova costruzione, in relazione alle disposizioni di cui all’art. 242 della L.R. 65/2014, qualora specificamente disciplinati da disposizioni planivolumetriche, tipologiche e costruttive contenute: a) nel regolamento urbanistico vigente alla data di entrata in vigore della presente legge; b) in piani attuativi, comunque denominati, già adottati o approvati alla data di entrata di entrata in vigore della presente legge.” E’ stata eliminata la possibilità di applicare la S.C.I.A., per interventi di nuova costruzione oggetto di disciplina urbanistica e compresi in piani attuativi, ove gli stessi contengano dettagli circa precise disposizioni planivolumetriche, tipologiche, formali e costruttive, la cui sussistenza sia espressamente dichiarata da esplicita attestazione del comune da rendersi in sede di approvazione. E’ stata eliminata la possibilità di applicare la S.C.I.A., per interventi di nuova costruzione oggetto di disciplina urbanistica e compresi in piani attuativi, ove gli stessi contengano dettagli circa precise disposizioni planivolumetriche, tipologiche, formali e costruttive, la cui sussistenza sia espressamente dichiarata da esplicita attestazione del comune da rendersi in sede di approvazione. Tuttavia in forma transitoria è ammessa l’applicazione della S.C.I.A. per tale fattispecie di opere di nuova costruzione, in relazione alle disposizioni di cui all’art. 242 della L.R. 65/2014, qualora specificamente disciplinati da disposizioni planivolumetriche, tipologiche e costruttive contenute: Tuttavia in forma transitoria è ammessa l’applicazione della S.C.I.A. per tale fattispecie di opere di nuova costruzione, in relazione alle disposizioni di cui all’art. 242 della L.R. 65/2014, qualora specificamente disciplinati da disposizioni planivolumetriche, tipologiche e costruttive contenute: a) nel regolamento urbanistico vigente alla data di entrata in vigore della presente legge; b) in piani attuativi, comunque denominati, già adottati o approvati alla data di entrata di entrata in vigore della presente legge.”

30 30 1.Sono soggetti a SCIA: a) gli interventi di cui all’articolo 78, comma 1, qualora siano specificamente disciplinati dal regolamento urbanistico di cui all’articolo 55, dai piani attuativi comunque denominati, laddove tali strumenti contengano precise disposizioni planivolumetriche, tipologiche, formali e costruttive, la cui sussistenza sia stata esplicitamente dichiarata in base al comma 4; 1.Sono soggetti a SCIA: a) gli interventi di cui all’articolo 78, comma 1, qualora siano specificamente disciplinati dal regolamento urbanistico di cui all’articolo 55, dai piani attuativi comunque denominati, laddove tali strumenti contengano precise disposizioni planivolumetriche, tipologiche, formali e costruttive, la cui sussistenza sia stata esplicitamente dichiarata in base al comma 4; Quindi, anche ove alla data di entrata in vigore della legge, siano semplicemente adottati dal Consiglio Comunale, piani attuativi dove in sede di approvazione è stata espressamente dichiarata ed attestata la sussistenza di un piano di dettaglio ai sensi dei contenuti di cui all’art. 79 comma 1 della L.R. 1/2005, l’attuazione potrà avvenire ancora ad oggi con titoli edilizi auto-dichiarati (S.C.I.A.). Quindi, anche ove alla data di entrata in vigore della legge, siano semplicemente adottati dal Consiglio Comunale, piani attuativi dove in sede di approvazione è stata espressamente dichiarata ed attestata la sussistenza di un piano di dettaglio ai sensi dei contenuti di cui all’art. 79 comma 1 della L.R. 1/2005, l’attuazione potrà avvenire ancora ad oggi con titoli edilizi auto-dichiarati (S.C.I.A.). La regione Toscana, con l’eliminazione del suddetto comma, rinuncia pertanto ad una forma di semplificazione prevista in passato, che tutto sommato appariva positiva e ragionevole. Infatti in presenza di un piano attuativo che preveda specifiche progettuali di dettaglio degli edifici, quindi ubicazione piante, sezioni e prospetti regolarmente dimensionati, ivi compreso le indicazioni dei materiali, ottenendo tutti i pareri di competenza ivi compreso quello della Commissione Edilizia Comunale e le approvazioni degli uffici e del Consiglio Comunale, era ragionevole pensare che non residuassero margini di discrezionalità applicativa, al punto che la realizzazione del singolo fabbricato poteva essere rimessa al titolo auto-dichiarato. Infatti, in questi casi concretamente si aveva una rappresentazione progettuale di dettaglio degli elaborati tecnici del piano attuativo precisamente identica nei contenuti e nella stessa scala di rappresentazione degli elaborati che andavano a costituire la documentazione progettuale del titolo edilizio. La regione Toscana, con l’eliminazione del suddetto comma, rinuncia pertanto ad una forma di semplificazione prevista in passato, che tutto sommato appariva positiva e ragionevole. Infatti in presenza di un piano attuativo che preveda specifiche progettuali di dettaglio degli edifici, quindi ubicazione piante, sezioni e prospetti regolarmente dimensionati, ivi compreso le indicazioni dei materiali, ottenendo tutti i pareri di competenza ivi compreso quello della Commissione Edilizia Comunale e le approvazioni degli uffici e del Consiglio Comunale, era ragionevole pensare che non residuassero margini di discrezionalità applicativa, al punto che la realizzazione del singolo fabbricato poteva essere rimessa al titolo auto-dichiarato. Infatti, in questi casi concretamente si aveva una rappresentazione progettuale di dettaglio degli elaborati tecnici del piano attuativo precisamente identica nei contenuti e nella stessa scala di rappresentazione degli elaborati che andavano a costituire la documentazione progettuale del titolo edilizio. Quindi, anche ove alla data di entrata in vigore della legge, siano semplicemente adottati dal Consiglio Comunale, piani attuativi dove in sede di approvazione è stata espressamente dichiarata ed attestata la sussistenza di un piano di dettaglio ai sensi dei contenuti di cui all’art. 79 comma 1 della L.R. 1/2005, l’attuazione potrà avvenire ancora ad oggi con titoli edilizi auto-dichiarati (S.C.I.A.). Quindi, anche ove alla data di entrata in vigore della legge, siano semplicemente adottati dal Consiglio Comunale, piani attuativi dove in sede di approvazione è stata espressamente dichiarata ed attestata la sussistenza di un piano di dettaglio ai sensi dei contenuti di cui all’art. 79 comma 1 della L.R. 1/2005, l’attuazione potrà avvenire ancora ad oggi con titoli edilizi auto-dichiarati (S.C.I.A.). La regione Toscana, con l’eliminazione del suddetto comma, rinuncia pertanto ad una forma di semplificazione prevista in passato, che tutto sommato appariva positiva e ragionevole. Infatti in presenza di un piano attuativo che preveda specifiche progettuali di dettaglio degli edifici, quindi ubicazione piante, sezioni e prospetti regolarmente dimensionati, ivi compreso le indicazioni dei materiali, ottenendo tutti i pareri di competenza ivi compreso quello della Commissione Edilizia Comunale e le approvazioni degli uffici e del Consiglio Comunale, era ragionevole pensare che non residuassero margini di discrezionalità applicativa, al punto che la realizzazione del singolo fabbricato poteva essere rimessa al titolo auto-dichiarato. Infatti, in questi casi concretamente si aveva una rappresentazione progettuale di dettaglio degli elaborati tecnici del piano attuativo precisamente identica nei contenuti e nella stessa scala di rappresentazione degli elaborati che andavano a costituire la documentazione progettuale del titolo edilizio. La regione Toscana, con l’eliminazione del suddetto comma, rinuncia pertanto ad una forma di semplificazione prevista in passato, che tutto sommato appariva positiva e ragionevole. Infatti in presenza di un piano attuativo che preveda specifiche progettuali di dettaglio degli edifici, quindi ubicazione piante, sezioni e prospetti regolarmente dimensionati, ivi compreso le indicazioni dei materiali, ottenendo tutti i pareri di competenza ivi compreso quello della Commissione Edilizia Comunale e le approvazioni degli uffici e del Consiglio Comunale, era ragionevole pensare che non residuassero margini di discrezionalità applicativa, al punto che la realizzazione del singolo fabbricato poteva essere rimessa al titolo auto-dichiarato. Infatti, in questi casi concretamente si aveva una rappresentazione progettuale di dettaglio degli elaborati tecnici del piano attuativo precisamente identica nei contenuti e nella stessa scala di rappresentazione degli elaborati che andavano a costituire la documentazione progettuale del titolo edilizio. La L.R.T. n. 65/2014 e la L. n° 164/2014 “SBLOCCA-ITALIA” Il nuovo quadro normativo in Toscana in materia edilizia, urbanistica e paesaggistica relatore: Claudio BELCARI

31 31 1.Sono soggetti a SCIA: a) gli interventi di cui all’articolo 78, comma 1, qualora siano specificamente disciplinati dal regolamento urbanistico di cui all’articolo 55, dai piani attuativi comunque denominati, laddove tali strumenti contengano precise disposizioni planivolumetriche, tipologiche, formali e costruttive, la cui sussistenza sia stata esplicitamente dichiarata in base al comma 4; 1.Sono soggetti a SCIA: a) gli interventi di cui all’articolo 78, comma 1, qualora siano specificamente disciplinati dal regolamento urbanistico di cui all’articolo 55, dai piani attuativi comunque denominati, laddove tali strumenti contengano precise disposizioni planivolumetriche, tipologiche, formali e costruttive, la cui sussistenza sia stata esplicitamente dichiarata in base al comma 4; Si rileva inoltre che l’eliminazione di questa modalità di semplificazione, che ci costringe ad oggi in Toscana a non poter più utilizzare il titolo auto-dichiarato, ma di dover obbligatoriamente utilizzare il permesso di costruire, si pone anche in chiaro contrasto la legge Statale. Si rileva inoltre che l’eliminazione di questa modalità di semplificazione, che ci costringe ad oggi in Toscana a non poter più utilizzare il titolo auto-dichiarato, ma di dover obbligatoriamente utilizzare il permesso di costruire, si pone anche in chiaro contrasto la legge Statale. Infatti il legislatore statale mantiene la possibilità di applicare il titolo auto- dichiarato per la realizzazione di interventi di nuova costruzione compresi all’interno di piani attuativi, così come previsto dall’art. 22, comma 3, lettera b), del D.P.R. 380/2001 e ss.mm.ii., che letteralmente cita: Infatti il legislatore statale mantiene la possibilità di applicare il titolo auto- dichiarato per la realizzazione di interventi di nuova costruzione compresi all’interno di piani attuativi, così come previsto dall’art. 22, comma 3, lettera b), del D.P.R. 380/2001 e ss.mm.ii., che letteralmente cita: “In alternativa al permesso di costruire, possono essere realizzati mediante denuncia di inizio attività: “In alternativa al permesso di costruire, possono essere realizzati mediante denuncia di inizio attività: […] b) gli interventi di nuova costruzione o di ristrutturazione urbanistica qualora siano disciplinati da piani attuativi comunque denominati, ivi compresi gli accordi negoziali aventi valore di piano attuativo, che contengano precise disposizioni plano- volumetriche, tipologiche, formali e costruttive, la cui sussistenza sia stata esplicitamente dichiarata dal competente organo comunale in sede di approvazione degli stessi piani o di ricognizione di quelli vigenti….” Si rileva inoltre che l’eliminazione di questa modalità di semplificazione, che ci costringe ad oggi in Toscana a non poter più utilizzare il titolo auto-dichiarato, ma di dover obbligatoriamente utilizzare il permesso di costruire, si pone anche in chiaro contrasto la legge Statale. Si rileva inoltre che l’eliminazione di questa modalità di semplificazione, che ci costringe ad oggi in Toscana a non poter più utilizzare il titolo auto-dichiarato, ma di dover obbligatoriamente utilizzare il permesso di costruire, si pone anche in chiaro contrasto la legge Statale. Infatti il legislatore statale mantiene la possibilità di applicare il titolo auto- dichiarato per la realizzazione di interventi di nuova costruzione compresi all’interno di piani attuativi, così come previsto dall’art. 22, comma 3, lettera b), del D.P.R. 380/2001 e ss.mm.ii., che letteralmente cita: Infatti il legislatore statale mantiene la possibilità di applicare il titolo auto- dichiarato per la realizzazione di interventi di nuova costruzione compresi all’interno di piani attuativi, così come previsto dall’art. 22, comma 3, lettera b), del D.P.R. 380/2001 e ss.mm.ii., che letteralmente cita: “In alternativa al permesso di costruire, possono essere realizzati mediante denuncia di inizio attività: “In alternativa al permesso di costruire, possono essere realizzati mediante denuncia di inizio attività: […] b) gli interventi di nuova costruzione o di ristrutturazione urbanistica qualora siano disciplinati da piani attuativi comunque denominati, ivi compresi gli accordi negoziali aventi valore di piano attuativo, che contengano precise disposizioni plano- volumetriche, tipologiche, formali e costruttive, la cui sussistenza sia stata esplicitamente dichiarata dal competente organo comunale in sede di approvazione degli stessi piani o di ricognizione di quelli vigenti….” La L.R.T. n. 65/2014 e la L. n° 164/2014 “SBLOCCA-ITALIA” Il nuovo quadro normativo in Toscana in materia edilizia, urbanistica e paesaggistica relatore: Claudio BELCARI

32 32 LE NOVITA’ DELLA L.R. n°65/2014 – Opere sottoposte a S.C.I.A Art. 79 L.R. 1/ L.R. 65/ Opere ed interventi soggetti a S.C.I.A. - sono rappresentate in colore rosso le pari di nuovo inserimento, in giallo barrato le parte eliminate ed in blù le parti invariate c b) fermo restando quanto previsto dall’articolo 136, comma 2, lettera g), i mutamenti di destinazione d’uso degli immobili, edifici ed aree, eseguiti anche in assenza di opere edilizie, nei casi individuati dalla disciplina della distribuzione e localizzazione delle funzioni di cui all’articolo 58 98; La L.R.T. n. 65/2014 e la L. n° 164/2014 “SBLOCCA-ITALIA” Il nuovo quadro normativo in Toscana in materia edilizia, urbanistica e paesaggistica relatore: Claudio BELCARI La novità sostanziale della riscrittura della suddetta norma, si riscontra nell’eliminazione della parola “anche” che precede la frase “in assenza di opere edilizie”, ciò significa che tale fattispecie ad oggi si limita oggi unicamente alla disciplina del cambio di destinazione d’uso in assenza di opere edilizie. La novità sostanziale della riscrittura della suddetta norma, si riscontra nell’eliminazione della parola “anche” che precede la frase “in assenza di opere edilizie”, ciò significa che tale fattispecie ad oggi si limita oggi unicamente alla disciplina del cambio di destinazione d’uso in assenza di opere edilizie. Il comma suddetto introduce una precisazione nella parte iniziale della frase, facendo salvo quanto previsto dall’art. 136, comma 2, lettera g), dove si disciplina nell’ambito del regime dell’attività edilizia libera la possibilità di effettuare tutti i cambi di destinazione che non riguardino: destinazioni d’uso residenziali, opere di ristrutturazione penalmente rilevanti disciplinate dall’art. 10, comma 1, lettera c) del D.P.R. 380/2001 (cambi di destinazione d’uso in zona “A”), modifiche della superficie coperta preesistente, degli interventi comportanti l’introduzione della destinazione d’uso residenziale ed interventi riguardanti immobili per i quali non siano consentiti interventi eccedenti la categoria del restauro e risanamento conservativo. Il comma suddetto introduce una precisazione nella parte iniziale della frase, facendo salvo quanto previsto dall’art. 136, comma 2, lettera g), dove si disciplina nell’ambito del regime dell’attività edilizia libera la possibilità di effettuare tutti i cambi di destinazione che non riguardino: destinazioni d’uso residenziali, opere di ristrutturazione penalmente rilevanti disciplinate dall’art. 10, comma 1, lettera c) del D.P.R. 380/2001 (cambi di destinazione d’uso in zona “A”), modifiche della superficie coperta preesistente, degli interventi comportanti l’introduzione della destinazione d’uso residenziale ed interventi riguardanti immobili per i quali non siano consentiti interventi eccedenti la categoria del restauro e risanamento conservativo. La novità sostanziale della riscrittura della suddetta norma, si riscontra nell’eliminazione della parola “anche” che precede la frase “in assenza di opere edilizie”, ciò significa che tale fattispecie ad oggi si limita oggi unicamente alla disciplina del cambio di destinazione d’uso in assenza di opere edilizie. La novità sostanziale della riscrittura della suddetta norma, si riscontra nell’eliminazione della parola “anche” che precede la frase “in assenza di opere edilizie”, ciò significa che tale fattispecie ad oggi si limita oggi unicamente alla disciplina del cambio di destinazione d’uso in assenza di opere edilizie. Il comma suddetto introduce una precisazione nella parte iniziale della frase, facendo salvo quanto previsto dall’art. 136, comma 2, lettera g), dove si disciplina nell’ambito del regime dell’attività edilizia libera la possibilità di effettuare tutti i cambi di destinazione che non riguardino: destinazioni d’uso residenziali, opere di ristrutturazione penalmente rilevanti disciplinate dall’art. 10, comma 1, lettera c) del D.P.R. 380/2001 (cambi di destinazione d’uso in zona “A”), modifiche della superficie coperta preesistente, degli interventi comportanti l’introduzione della destinazione d’uso residenziale ed interventi riguardanti immobili per i quali non siano consentiti interventi eccedenti la categoria del restauro e risanamento conservativo. Il comma suddetto introduce una precisazione nella parte iniziale della frase, facendo salvo quanto previsto dall’art. 136, comma 2, lettera g), dove si disciplina nell’ambito del regime dell’attività edilizia libera la possibilità di effettuare tutti i cambi di destinazione che non riguardino: destinazioni d’uso residenziali, opere di ristrutturazione penalmente rilevanti disciplinate dall’art. 10, comma 1, lettera c) del D.P.R. 380/2001 (cambi di destinazione d’uso in zona “A”), modifiche della superficie coperta preesistente, degli interventi comportanti l’introduzione della destinazione d’uso residenziale ed interventi riguardanti immobili per i quali non siano consentiti interventi eccedenti la categoria del restauro e risanamento conservativo.

33 33 LE NOVITA’ DELLA L.R. n°65/2014 – Opere sottoposte a SCIA Art. 79 L.R. 1/ L.R. 65/ Opere ed interventi soggetti a S.C.I.A. - sono rappresentate in colore rosso le pari di nuovo inserimento, in giallo barrato le parte eliminate ed in blù le parti invariate c b) fermo restando quanto previsto dall’articolo 136, comma 2, lettera g), i mutamenti di destinazione d’uso degli immobili, edifici ed aree, eseguiti anche in assenza di opere edilizie, nei casi individuati dalla disciplina della distribuzione e localizzazione delle funzioni di cui all’articolo 58 98; La L.R.T. n. 65/2014 e la L. n° 164/2014 “SBLOCCA-ITALIA” Il nuovo quadro normativo in Toscana in materia edilizia, urbanistica e paesaggistica relatore: Claudio BELCARI Pertanto nella fattispecie di opere relative al cambio di destinazione d’uso, disciplinate dal suddetto comma, tenuto conto dell’assenza di opere edilizie e della casistiche di cambi d’uso ammessi nel regime dell’attività edilizia libera, soprarichiamati, appare rientrare unicamente:  i cambi di destinazione d’uso senza opere, relativamente a tutte le destinazioni d’uso, relativamente ad immobili ubicati in zona “A” (centri storici o equipollenti);  i cambi di destinazione d’uso senza opere, in tutte le zone urbanistiche, limitatamente alla destinazione residenziale. Ad esempio il cambio d’uso di un locale direzionale che in assenza di opere viene utilizzato a civile abitazione Pertanto nella fattispecie di opere relative al cambio di destinazione d’uso, disciplinate dal suddetto comma, tenuto conto dell’assenza di opere edilizie e della casistiche di cambi d’uso ammessi nel regime dell’attività edilizia libera, soprarichiamati, appare rientrare unicamente:  i cambi di destinazione d’uso senza opere, relativamente a tutte le destinazioni d’uso, relativamente ad immobili ubicati in zona “A” (centri storici o equipollenti);  i cambi di destinazione d’uso senza opere, in tutte le zone urbanistiche, limitatamente alla destinazione residenziale. Ad esempio il cambio d’uso di un locale direzionale che in assenza di opere viene utilizzato a civile abitazione

34 34 Art. 79 L.R. 1/ L.R. 65/ Opere ed interventi soggetti a S.C.I.A. sono rappresentate in colore rosso le pari di nuovo inserimento, in giallo barrato le parte eliminate ed in blù le parti invariate Art. 79 L.R. 1/ L.R. 65/ Opere ed interventi soggetti a S.C.I.A. sono rappresentate in colore rosso le pari di nuovo inserimento, in giallo barrato le parte eliminate ed in blù le parti invariate 1.Sono soggetti a SCIA: […] b) fermo restando quanto previsto dall’art. 136, comma 2, lettera a) gli "interventi di manutenzione straordinaria", le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari la volumetria complessiva degli edifici e la sagoma e non comportino modifiche delle destinazioni di uso. Nell'ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono ricompresi anche quelli consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico purché non sia modificata la volumetria complessiva e la sagoma degli edifici e si mantenga l'originaria destinazione d'uso;” 1.Sono soggetti a SCIA: […] b) fermo restando quanto previsto dall’art. 136, comma 2, lettera a) gli "interventi di manutenzione straordinaria", le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari la volumetria complessiva degli edifici e la sagoma e non comportino modifiche delle destinazioni di uso. Nell'ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono ricompresi anche quelli consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico purché non sia modificata la volumetria complessiva e la sagoma degli edifici e si mantenga l'originaria destinazione d'uso;” La modifica appare chiara, nella prima parte si elimina il divieto di alterare volumi e superfici delle singole unità immobiliari che non consentiva il frazionamento o l’accorpamento delle stesse, inserendo invece l’impedimento di variare la volumetria complessiva dell’edificio. La modifica appare chiara, nella prima parte si elimina il divieto di alterare volumi e superfici delle singole unità immobiliari che non consentiva il frazionamento o l’accorpamento delle stesse, inserendo invece l’impedimento di variare la volumetria complessiva dell’edificio. La seconda parte è totalmente di nuovo inserimento e riguarda la possibilità estensiva di effettuare accorpamenti e frazionamenti delle unità immobiliari e quindi di determinare un incremento di carico urbanistico, alla sola condizione di non modificare la volumetria complessiva dell’edificio e mantenerne la destinazione d’uso. La seconda parte è totalmente di nuovo inserimento e riguarda la possibilità estensiva di effettuare accorpamenti e frazionamenti delle unità immobiliari e quindi di determinare un incremento di carico urbanistico, alla sola condizione di non modificare la volumetria complessiva dell’edificio e mantenerne la destinazione d’uso. La modifica appare chiara, nella prima parte si elimina il divieto di alterare volumi e superfici delle singole unità immobiliari che non consentiva il frazionamento o l’accorpamento delle stesse, inserendo invece l’impedimento di variare la volumetria complessiva dell’edificio. La modifica appare chiara, nella prima parte si elimina il divieto di alterare volumi e superfici delle singole unità immobiliari che non consentiva il frazionamento o l’accorpamento delle stesse, inserendo invece l’impedimento di variare la volumetria complessiva dell’edificio. La seconda parte è totalmente di nuovo inserimento e riguarda la possibilità estensiva di effettuare accorpamenti e frazionamenti delle unità immobiliari e quindi di determinare un incremento di carico urbanistico, alla sola condizione di non modificare la volumetria complessiva dell’edificio e mantenerne la destinazione d’uso. La seconda parte è totalmente di nuovo inserimento e riguarda la possibilità estensiva di effettuare accorpamenti e frazionamenti delle unità immobiliari e quindi di determinare un incremento di carico urbanistico, alla sola condizione di non modificare la volumetria complessiva dell’edificio e mantenerne la destinazione d’uso.

35 35 1.Sono soggetti a SCIA: […] b) fermo restando quanto previsto dall’art. 136, comma 2, lettera a) gli "interventi di manutenzione straordinaria", le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico- sanitari e tecnologici, sempre che non alterino i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari la volumetria complessiva degli edifici e la sagoma e non comportino modifiche delle destinazioni di uso. Nell'ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono ricompresi anche quelli consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico purché non sia modificata la volumetria complessiva e la sagoma degli edifici e si mantenga l'originaria destinazione d'uso;” 1.Sono soggetti a SCIA: […] b) fermo restando quanto previsto dall’art. 136, comma 2, lettera a) gli "interventi di manutenzione straordinaria", le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico- sanitari e tecnologici, sempre che non alterino i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari la volumetria complessiva degli edifici e la sagoma e non comportino modifiche delle destinazioni di uso. Nell'ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono ricompresi anche quelli consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico purché non sia modificata la volumetria complessiva e la sagoma degli edifici e si mantenga l'originaria destinazione d'uso;” L’unica modifica apportata dalla L.R. n° 65/2014 alla legge nazionale consiste nel fatto che il legislatore regionale ha voluto giustamente precisare che l’intervento di manutenzione straordinaria novellato, non solo non deve modificare la volumetria complessiva dell’edificio ma non deve nemmeno alterare la sagoma dell’edificio. L’unica modifica apportata dalla L.R. n° 65/2014 alla legge nazionale consiste nel fatto che il legislatore regionale ha voluto giustamente precisare che l’intervento di manutenzione straordinaria novellato, non solo non deve modificare la volumetria complessiva dell’edificio ma non deve nemmeno alterare la sagoma dell’edificio. La definizione della categoria di intervento della manutenzione straordinaria, dall’epoca della sua istituzione, avvenuta con l’art. 31 della L. n° 457/1978 (oltre 35 anni fa), non aveva subito alcuna modifica. La definizione della categoria di intervento della manutenzione straordinaria, dall’epoca della sua istituzione, avvenuta con l’art. 31 della L. n° 457/1978 (oltre 35 anni fa), non aveva subito alcuna modifica. Il concetto sostanziale che caratterizzava questa fattispecie di opere edilizie, era quello di costituire un intervento di tipo puntuale e localizzato anche con carattere strutturale, ma che non poteva alterare volumi e superfici delle singole unità immobiliari che quindi non potevano essere frazionate o accorpate. Il concetto sostanziale che caratterizzava questa fattispecie di opere edilizie, era quello di costituire un intervento di tipo puntuale e localizzato anche con carattere strutturale, ma che non poteva alterare volumi e superfici delle singole unità immobiliari che quindi non potevano essere frazionate o accorpate. La manutenzione straordinaria per propria specifica definizione, in maniera chiara ed oggettiva, non consentiva mai l’incremento del carico urbanistico mediante frazionamento ed aumento delle unità immobiliari che configurava invece categorie di intervento superiori (restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione). La manutenzione straordinaria per propria specifica definizione, in maniera chiara ed oggettiva, non consentiva mai l’incremento del carico urbanistico mediante frazionamento ed aumento delle unità immobiliari che configurava invece categorie di intervento superiori (restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione). L’unica modifica apportata dalla L.R. n° 65/2014 alla legge nazionale consiste nel fatto che il legislatore regionale ha voluto giustamente precisare che l’intervento di manutenzione straordinaria novellato, non solo non deve modificare la volumetria complessiva dell’edificio ma non deve nemmeno alterare la sagoma dell’edificio. L’unica modifica apportata dalla L.R. n° 65/2014 alla legge nazionale consiste nel fatto che il legislatore regionale ha voluto giustamente precisare che l’intervento di manutenzione straordinaria novellato, non solo non deve modificare la volumetria complessiva dell’edificio ma non deve nemmeno alterare la sagoma dell’edificio. La definizione della categoria di intervento della manutenzione straordinaria, dall’epoca della sua istituzione, avvenuta con l’art. 31 della L. n° 457/1978 (oltre 35 anni fa), non aveva subito alcuna modifica. La definizione della categoria di intervento della manutenzione straordinaria, dall’epoca della sua istituzione, avvenuta con l’art. 31 della L. n° 457/1978 (oltre 35 anni fa), non aveva subito alcuna modifica. Il concetto sostanziale che caratterizzava questa fattispecie di opere edilizie, era quello di costituire un intervento di tipo puntuale e localizzato anche con carattere strutturale, ma che non poteva alterare volumi e superfici delle singole unità immobiliari che quindi non potevano essere frazionate o accorpate. Il concetto sostanziale che caratterizzava questa fattispecie di opere edilizie, era quello di costituire un intervento di tipo puntuale e localizzato anche con carattere strutturale, ma che non poteva alterare volumi e superfici delle singole unità immobiliari che quindi non potevano essere frazionate o accorpate. La manutenzione straordinaria per propria specifica definizione, in maniera chiara ed oggettiva, non consentiva mai l’incremento del carico urbanistico mediante frazionamento ed aumento delle unità immobiliari che configurava invece categorie di intervento superiori (restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione). La manutenzione straordinaria per propria specifica definizione, in maniera chiara ed oggettiva, non consentiva mai l’incremento del carico urbanistico mediante frazionamento ed aumento delle unità immobiliari che configurava invece categorie di intervento superiori (restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione).

36 36 1.Sono soggetti a SCIA: […] b) fermo restando quanto previsto dall’art. 136, comma 2, lettera a) gli "interventi di manutenzione straordinaria", le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico- sanitari e tecnologici, sempre che non alterino i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari la volumetria complessiva degli edifici e la sagoma e non comportino modifiche delle destinazioni di uso. Nell'ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono ricompresi anche quelli consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico purché non sia modificata la volumetria complessiva e la sagoma degli edifici e si mantenga l'originaria destinazione d'uso;” 1.Sono soggetti a SCIA: […] b) fermo restando quanto previsto dall’art. 136, comma 2, lettera a) gli "interventi di manutenzione straordinaria", le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico- sanitari e tecnologici, sempre che non alterino i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari la volumetria complessiva degli edifici e la sagoma e non comportino modifiche delle destinazioni di uso. Nell'ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono ricompresi anche quelli consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico purché non sia modificata la volumetria complessiva e la sagoma degli edifici e si mantenga l'originaria destinazione d'uso;” La nuova definizione del concetto di manutenzione straordinaria, consente di effettuare non solo un intervento di accorpamento delle unità immobiliari, bensì un frazionamento delle stesse in più unità, determinando quindi un incremento di carico urbanistico, potenzialmente anche rilevante. La nuova definizione del concetto di manutenzione straordinaria, consente di effettuare non solo un intervento di accorpamento delle unità immobiliari, bensì un frazionamento delle stesse in più unità, determinando quindi un incremento di carico urbanistico, potenzialmente anche rilevante. In relazione alla nuova definizione di manutenzione straordinaria largamente estensiva rispetto all’originaria, si dovranno stabilire concretamente i nuovi elementi che la differenziano dalle categorie di intervento superiori, quelle di restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia. In relazione alla nuova definizione di manutenzione straordinaria largamente estensiva rispetto all’originaria, si dovranno stabilire concretamente i nuovi elementi che la differenziano dalle categorie di intervento superiori, quelle di restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia. In tal senso, si ritiene in generale che la differenziazione si concretizzi nel fatto che anche il nuovo concetto di “manutenzione straordinaria”, non può mai configurare un “insieme sistematico di opere”, ne sostanziali modifiche dell’aspetto esteriore dell’edificio, perché queste costituiscono peculiarità delle categorie di intervento superiori (restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia). In tal senso, si ritiene in generale che la differenziazione si concretizzi nel fatto che anche il nuovo concetto di “manutenzione straordinaria”, non può mai configurare un “insieme sistematico di opere”, ne sostanziali modifiche dell’aspetto esteriore dell’edificio, perché queste costituiscono peculiarità delle categorie di intervento superiori (restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia). La nuova definizione del concetto di manutenzione straordinaria, consente di effettuare non solo un intervento di accorpamento delle unità immobiliari, bensì un frazionamento delle stesse in più unità, determinando quindi un incremento di carico urbanistico, potenzialmente anche rilevante. La nuova definizione del concetto di manutenzione straordinaria, consente di effettuare non solo un intervento di accorpamento delle unità immobiliari, bensì un frazionamento delle stesse in più unità, determinando quindi un incremento di carico urbanistico, potenzialmente anche rilevante. In relazione alla nuova definizione di manutenzione straordinaria largamente estensiva rispetto all’originaria, si dovranno stabilire concretamente i nuovi elementi che la differenziano dalle categorie di intervento superiori, quelle di restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia. In relazione alla nuova definizione di manutenzione straordinaria largamente estensiva rispetto all’originaria, si dovranno stabilire concretamente i nuovi elementi che la differenziano dalle categorie di intervento superiori, quelle di restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia. In tal senso, si ritiene in generale che la differenziazione si concretizzi nel fatto che anche il nuovo concetto di “manutenzione straordinaria”, non può mai configurare un “insieme sistematico di opere”, ne sostanziali modifiche dell’aspetto esteriore dell’edificio, perché queste costituiscono peculiarità delle categorie di intervento superiori (restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia). In tal senso, si ritiene in generale che la differenziazione si concretizzi nel fatto che anche il nuovo concetto di “manutenzione straordinaria”, non può mai configurare un “insieme sistematico di opere”, ne sostanziali modifiche dell’aspetto esteriore dell’edificio, perché queste costituiscono peculiarità delle categorie di intervento superiori (restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia).

37 37 IL NUOVO QUADRO DEI TITOLI EDILIZI DELLA L.R. 65/2014 Opere sottoposte obbligatoriamente al Permesso di Costruire - Nuova edificazione - Manufatti o mezzi mobili per usi diversi - Opere di urbanizzazione primaria e secondaria - Infrastrutture ed impianti anche per pubblici servizi con trasformazione in via permanente di suolo inedificato - Depositi merci o materiali per la realizzazione d’impianti per attività produttive all’aperto che comporti l’esecuzione di lavori con trasformazione permanente del suolo - Ristrutturazione urbanistica - Sostituzione edilizia - Piscine ed impianti sportivi che incidono sulle risorse essenziali del territorio, salva l’ipotesi di utilizzo della S.C.I.A. ove non incidenti sulle risorse essenziali del territorio - Nuova edificazione - Manufatti o mezzi mobili per usi diversi - Opere di urbanizzazione primaria e secondaria - Infrastrutture ed impianti anche per pubblici servizi con trasformazione in via permanente di suolo inedificato - Depositi merci o materiali per la realizzazione d’impianti per attività produttive all’aperto che comporti l’esecuzione di lavori con trasformazione permanente del suolo - Ristrutturazione urbanistica - Sostituzione edilizia - Piscine ed impianti sportivi che incidono sulle risorse essenziali del territorio, salva l’ipotesi di utilizzo della S.C.I.A. ove non incidenti sulle risorse essenziali del territorio Opere sottoposte obbligatoriamente alla S.C.I.A. - Cambi d’uso in assenza di opere, salvo quelli in Attività Edilizia Libera - Demolizioni di edifici non contestuali a ricostruzione - Occupazioni di suolo senza trasformazione permanente -Interventi di manutenzione straordinaria con opere strutturali - Installazione di serre e manufatti aziendali - Installazione di manufatti per l’attività agricola amatoriale - Installazione di manufatti per l’attività venatoria - Opere individuate dal piano antincendi boschivi - Cambi d’uso in assenza di opere, salvo quelli in Attività Edilizia Libera - Demolizioni di edifici non contestuali a ricostruzione - Occupazioni di suolo senza trasformazione permanente -Interventi di manutenzione straordinaria con opere strutturali - Installazione di serre e manufatti aziendali - Installazione di manufatti per l’attività agricola amatoriale - Installazione di manufatti per l’attività venatoria - Opere individuate dal piano antincendi boschivi Opere per le quali può essere utilizzato facoltativamente il P.d.C. o la S.C.I.A. P.d.C. con alternativa SCIA -Addizioni volumetriche agli edifici esistenti - Interventi di ristrutturazione edilizia ricostruttiva - - Interventi di demolizione e fedele ricostruzione con stessi materiali o analoghi - Interventi di demolizione e contestuale ricostruzione a parità volumetrica - Interventi di demolizione e ricostruzione su immobili sottoposti ai vincoli di cui al codice a parità volumetrica stessa sagoma - Il ripristino di edifici o parti essi, crollati o demoliti senza modifica di sagoma in area a vincolo codice SCIA con alternativa P.d.C. SCIA con alternativa P.d.C. Interventi di restauro e risanamento conservativo - Interventi di restauro e risanamento conservativo - Interventi di ristrutturazione edilizia conservativa - Interventi pertinenziali P.d.C. con alternativa SCIA -Addizioni volumetriche agli edifici esistenti - Interventi di ristrutturazione edilizia ricostruttiva - - Interventi di demolizione e fedele ricostruzione con stessi materiali o analoghi - Interventi di demolizione e contestuale ricostruzione a parità volumetrica - Interventi di demolizione e ricostruzione su immobili sottoposti ai vincoli di cui al codice a parità volumetrica stessa sagoma - Il ripristino di edifici o parti essi, crollati o demoliti senza modifica di sagoma in area a vincolo codice SCIA con alternativa P.d.C. SCIA con alternativa P.d.C. Interventi di restauro e risanamento conservativo - Interventi di restauro e risanamento conservativo - Interventi di ristrutturazione edilizia conservativa - Interventi pertinenziali

38 38 LE NOVITA’ IN MATERIA DI ATTIVITA’ EDILIZIA LIBERA La “manutenzione straordinaria” novellata che consente il frazionamento o l’accorpamento con aumento delle unità immobiliari, in assenza di opere strutturali è sottoposta al regime dell’ “attività edilizia libera” La legge n° 164/2014 “sblocca Italia”, art. 17 comma 1, lett. c), punto 1, ha modificato il D.P.R. 380, art. 6 (L), disciplinante l’attività edilizia libera, in particolare il comma 2, lettera a), relativo alla manutenzione straordinaria rientrante in tale regime. La legge n° 164/2014 “sblocca Italia”, art. 17 comma 1, lett. c), punto 1, ha modificato il D.P.R. 380, art. 6 (L), disciplinante l’attività edilizia libera, in particolare il comma 2, lettera a), relativo alla manutenzione straordinaria rientrante in tale regime. La L.R. 65 ha recepito le norme sovraordinate della legge nazionale, introducendo lievi modifiche, rispetto alle stesse. La L.R. 65 ha recepito le norme sovraordinate della legge nazionale, introducendo lievi modifiche, rispetto alle stesse. Riportiamo a seguire in sovrapposto il testo previgente art. 80 della L.R. 1/2005 ed il vigente art. 136 della L.R. 65/2014 che disciplinano la categoria di intervento della manutenzione straordinaria che rientra nell’attività edilizia libera, dove in blù è rappresentata la parte invariata, in rosso quella di nuovo inserimento e giallo barrata la parte stralciata: Riportiamo a seguire in sovrapposto il testo previgente art. 80 della L.R. 1/2005 ed il vigente art. 136 della L.R. 65/2014 che disciplinano la categoria di intervento della manutenzione straordinaria che rientra nell’attività edilizia libera, dove in blù è rappresentata la parte invariata, in rosso quella di nuovo inserimento e giallo barrata la parte stralciata: Gli interventi di manutenzione straordinaria di cui all’art ,comma 2 lettera b), ivi compresa l’apertura di porte interne e la modifica lo spostamento di pareti interne, nonché le opere e le modifiche necessarie per realizzare ed integrare i servizi igienico sanitari e tecnologici,o per determinare il frazionamento o l’accorpamento delle unità immobiliari, sempre che tali interventi non riguardino le parti strutturali dell’edificio, non alterino i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari, non comportino modifiche della destinazione d’uso né aumento del numero delle medesime” “ Gli interventi di manutenzione straordinaria di cui all’art , comma 2 lettera b), ivi compresa l’apertura di porte interne e la modifica lo spostamento di pareti interne, nonché le opere e le modifiche necessarie per realizzare ed integrare i servizi igienico sanitari e tecnologici, o per determinare il frazionamento o l’accorpamento delle unità immobiliari, sempre che tali interventi non riguardino le parti strutturali dell’edificio, non alterino i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari, non comportino modifiche della destinazione d’uso né aumento del numero delle medesime” La legge n° 164/2014 “sblocca Italia”, art. 17 comma 1, lett. c), punto 1, ha modificato il D.P.R. 380, art. 6 (L), disciplinante l’attività edilizia libera, in particolare il comma 2, lettera a), relativo alla manutenzione straordinaria rientrante in tale regime. La legge n° 164/2014 “sblocca Italia”, art. 17 comma 1, lett. c), punto 1, ha modificato il D.P.R. 380, art. 6 (L), disciplinante l’attività edilizia libera, in particolare il comma 2, lettera a), relativo alla manutenzione straordinaria rientrante in tale regime. La L.R. 65 ha recepito le norme sovraordinate della legge nazionale, introducendo lievi modifiche, rispetto alle stesse. La L.R. 65 ha recepito le norme sovraordinate della legge nazionale, introducendo lievi modifiche, rispetto alle stesse. Riportiamo a seguire in sovrapposto il testo previgente art. 80 della L.R. 1/2005 ed il vigente art. 136 della L.R. 65/2014 che disciplinano la categoria di intervento della manutenzione straordinaria che rientra nell’attività edilizia libera, dove in blù è rappresentata la parte invariata, in rosso quella di nuovo inserimento e giallo barrata la parte stralciata: Riportiamo a seguire in sovrapposto il testo previgente art. 80 della L.R. 1/2005 ed il vigente art. 136 della L.R. 65/2014 che disciplinano la categoria di intervento della manutenzione straordinaria che rientra nell’attività edilizia libera, dove in blù è rappresentata la parte invariata, in rosso quella di nuovo inserimento e giallo barrata la parte stralciata: Gli interventi di manutenzione straordinaria di cui all’art ,comma 2 lettera b), ivi compresa l’apertura di porte interne e la modifica lo spostamento di pareti interne, nonché le opere e le modifiche necessarie per realizzare ed integrare i servizi igienico sanitari e tecnologici,o per determinare il frazionamento o l’accorpamento delle unità immobiliari, sempre che tali interventi non riguardino le parti strutturali dell’edificio, non alterino i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari, non comportino modifiche della destinazione d’uso né aumento del numero delle medesime” “ Gli interventi di manutenzione straordinaria di cui all’art , comma 2 lettera b), ivi compresa l’apertura di porte interne e la modifica lo spostamento di pareti interne, nonché le opere e le modifiche necessarie per realizzare ed integrare i servizi igienico sanitari e tecnologici, o per determinare il frazionamento o l’accorpamento delle unità immobiliari, sempre che tali interventi non riguardino le parti strutturali dell’edificio, non alterino i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari, non comportino modifiche della destinazione d’uso né aumento del numero delle medesime”

39 39 La “manutenzione straordinaria” novellata che consente il frazionamento o l’accorpamento con aumento delle unità immobiliari, in assenza di opere strutturali è sottoposta al regime dell’ “attività edilizia libera” Gli interventi di manutenzione straordinaria di cui all’art ,comma 2 lettera b), ivi compresa l’apertura di porte interne e la modifica lo spostamento di pareti interne, nonché le opere e le modifiche necessarie per realizzare ed integrare i servizi igienico sanitari e tecnologici,o per determinare il frazionamento o l’accorpamento delle unità immobiliari, sempre che tali interventi non riguardino le parti strutturali dell’edificio,non alterino i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari, non comportino modifiche della destinazione d’uso né aumento del numero delle medesime” “Gli interventi di manutenzione straordinaria di cui all’art , comma 2 lettera b), ivi compresa l’apertura di porte interne e la modifica lo spostamento di pareti interne, nonché le opere e le modifiche necessarie per realizzare ed integrare i servizi igienico sanitari e tecnologici, o per determinare il frazionamento o l’accorpamento delle unità immobiliari, sempre che tali interventi non riguardino le parti strutturali dell’edificio, non alterino i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari, non comportino modifiche della destinazione d’uso né aumento del numero delle medesime” Il legislatore regionale, in coerenza con la nuova definizione di “manutenzione straordinaria” indicata nelle opere sottoposte a S.C.I.A. (art. 135 comma 2 lettera b) della L.R. 65/2014), che può determinare il frazionamento o l’accorpamento delle unità immobiliari, modifica l’art. 136 comma 2 lettera a) che disciplina l’intervento di manutenzione straordinaria sottoposto al regime dell’ attività edilizia libera, eliminandone le originarie limitazioni. Il legislatore regionale, in coerenza con la nuova definizione di “manutenzione straordinaria” indicata nelle opere sottoposte a S.C.I.A. (art. 135 comma 2 lettera b) della L.R. 65/2014), che può determinare il frazionamento o l’accorpamento delle unità immobiliari, modifica l’art. 136 comma 2 lettera a) che disciplina l’intervento di manutenzione straordinaria sottoposto al regime dell’ attività edilizia libera, eliminandone le originarie limitazioni. Tutte le opere di manutenzione straordinaria, che secondo la nuova definizione possono determinare il frazionamento delle unità immobiliari e quindi l’incremento del carico urbanistico, in assenza di opere strutturali rientrano fra le opere di “attività edilizia libera” e sono sottoposte alla comunicazione dell’avente titolo, corredata della relazione asseverata di un tecnico abilitato; in precedenza in Toscana erano sottoposte a SCIA. Tutte le opere di manutenzione straordinaria, che secondo la nuova definizione possono determinare il frazionamento delle unità immobiliari e quindi l’incremento del carico urbanistico, in assenza di opere strutturali rientrano fra le opere di “attività edilizia libera” e sono sottoposte alla comunicazione dell’avente titolo, corredata della relazione asseverata di un tecnico abilitato; in precedenza in Toscana erano sottoposte a SCIA. La condizione determinante, per rientrare nella procedura della comunicazione prevista nell’attività edilizia libera è quella che l’intervento non riguardi parti strutturali dell’edificio, in quest’ultimo caso l’intervento di manutenzione straordinaria, viene sottoposto al titolo edilizio superiore della S.C.I.A.. La condizione determinante, per rientrare nella procedura della comunicazione prevista nell’attività edilizia libera è quella che l’intervento non riguardi parti strutturali dell’edificio, in quest’ultimo caso l’intervento di manutenzione straordinaria, viene sottoposto al titolo edilizio superiore della S.C.I.A.. Il legislatore regionale, in coerenza con la nuova definizione di “manutenzione straordinaria” indicata nelle opere sottoposte a S.C.I.A. (art. 135 comma 2 lettera b) della L.R. 65/2014), che può determinare il frazionamento o l’accorpamento delle unità immobiliari, modifica l’art. 136 comma 2 lettera a) che disciplina l’intervento di manutenzione straordinaria sottoposto al regime dell’ attività edilizia libera, eliminandone le originarie limitazioni. Il legislatore regionale, in coerenza con la nuova definizione di “manutenzione straordinaria” indicata nelle opere sottoposte a S.C.I.A. (art. 135 comma 2 lettera b) della L.R. 65/2014), che può determinare il frazionamento o l’accorpamento delle unità immobiliari, modifica l’art. 136 comma 2 lettera a) che disciplina l’intervento di manutenzione straordinaria sottoposto al regime dell’ attività edilizia libera, eliminandone le originarie limitazioni. Tutte le opere di manutenzione straordinaria, che secondo la nuova definizione possono determinare il frazionamento delle unità immobiliari e quindi l’incremento del carico urbanistico, in assenza di opere strutturali rientrano fra le opere di “attività edilizia libera” e sono sottoposte alla comunicazione dell’avente titolo, corredata della relazione asseverata di un tecnico abilitato; in precedenza in Toscana erano sottoposte a SCIA. Tutte le opere di manutenzione straordinaria, che secondo la nuova definizione possono determinare il frazionamento delle unità immobiliari e quindi l’incremento del carico urbanistico, in assenza di opere strutturali rientrano fra le opere di “attività edilizia libera” e sono sottoposte alla comunicazione dell’avente titolo, corredata della relazione asseverata di un tecnico abilitato; in precedenza in Toscana erano sottoposte a SCIA. La condizione determinante, per rientrare nella procedura della comunicazione prevista nell’attività edilizia libera è quella che l’intervento non riguardi parti strutturali dell’edificio, in quest’ultimo caso l’intervento di manutenzione straordinaria, viene sottoposto al titolo edilizio superiore della S.C.I.A.. La condizione determinante, per rientrare nella procedura della comunicazione prevista nell’attività edilizia libera è quella che l’intervento non riguardi parti strutturali dell’edificio, in quest’ultimo caso l’intervento di manutenzione straordinaria, viene sottoposto al titolo edilizio superiore della S.C.I.A..

40 40 ATTIVITA’ EDILIZIA LIBERA - LE NOVITA’ DELLA L.R.T. 65/2014 RELATIVAMENTE AD EDIFICI ADIBITI AD ESERCIZIO DI IMPRESA L.R. 65/2014, art. 136 comma 2 lettera “g” “Attività edilizia libera” La legge regionale n° 65 recepisce con modifiche il D.P.R. 380 modificato dal L. n. 134/2012 e recentemente dalla legge “sblocca-Italia” ed all’art. 136, comma 2 ed introduce per la prima volta, in maniera completamente nuova la disciplina dell’attività edilizia libera per quanto riguarda i fabbricati adibiti ad un uso di esercizio d’impresa, introducendo anche elementi di chiarezza La legge regionale n° 65 recepisce con modifiche il D.P.R. 380 modificato dal L. n. 134/2012 e recentemente dalla legge “sblocca-Italia” (ha escluso gli interventi strutturali) ed all’art. 136, comma 2 ed introduce per la prima volta, in maniera completamente nuova la disciplina dell’attività edilizia libera per quanto riguarda i fabbricati adibiti ad un uso di esercizio d’impresa, introducendo anche elementi di chiarezza La L.R.T. n. 65/2014 e la L. n° 164/2014 “SBLOCCA-ITALIA” Il nuovo quadro normativo in Toscana in materia edilizia, urbanistica e paesaggistica relatore: Claudio BELCARI L.R. 65/2014, art. 136 comma 2 lettera “g” “Attività edilizia libera” […] g) le modifiche interne di carattere edilizio da eseguirsi negli organismi edilizi con destinazione d’uso non residenziale, ancorché comportanti mutamento della destinazione d’uso sempre che tali modifiche non riguardino le parti strutturali dell’edificio e, comunque, con esclusione: 1) degli interventi di ristrutturazione edilizia di cui all’articolo 10, comma 1, lettera c), del d.p.r. 380/2001; 2) degli interventi comportanti modifiche alla superficie coperta preesistente; 3) degli interventi comportanti l’introduzione della destinazione d’uso residenziale; 4) degli interventi riguardanti immobili per i quali non sono consentiti interventi eccedenti la categoria del restauro e risanamento conservativo, come definita dall’articolo 135, comma 2, lettera c). L.R. 65/2014, art. 136 comma 2 lettera “g” “Attività edilizia libera” […] g) le modifiche interne di carattere edilizio da eseguirsi negli organismi edilizi con destinazione d’uso non residenziale, ancorché comportanti mutamento della destinazione d’uso sempre che tali modifiche non riguardino le parti strutturali dell’edificio e, comunque, con esclusione: 1) degli interventi di ristrutturazione edilizia di cui all’articolo 10, comma 1, lettera c), del d.p.r. 380/2001; 2) degli interventi comportanti modifiche alla superficie coperta preesistente; 3) degli interventi comportanti l’introduzione della destinazione d’uso residenziale; 4) degli interventi riguardanti immobili per i quali non sono consentiti interventi eccedenti la categoria del restauro e risanamento conservativo, come definita dall’articolo 135, comma 2, lettera c).

41 L.R. 65/2014, art. 136 comma 2 lettera “g” “Attività edilizia libera” non riguardino le parti strutturali dell’edificio con esclusione […] g) le modifiche interne di carattere edilizio da eseguirsi negli organismi edilizi con destinazione d’uso non residenziale, ancorché comportanti mutamento della destinazione d’uso sempre che tali modifiche non riguardino le parti strutturali dell’edificio e, comunque, con esclusione: 1) degli interventi di ristrutturazione edilizia di cui all’articolo 10, comma 1, lettera c), del d.p.r. 380/2001; 2) degli interventi comportanti modifiche alla superficie coperta preesistente; 3) degli interventi comportanti l’introduzione della destinazione d’uso residenziale; 4) degli interventi riguardanti immobili per i quali non sono consentiti interventi eccedenti la categoria del restauro e risanamento conservativo, come definita dall’articolo 135, comma 2, lettera c). L.R. 65/2014, art. 136 comma 2 lettera “g” “Attività edilizia libera” non riguardino le parti strutturali dell’edificio con esclusione […] g) le modifiche interne di carattere edilizio da eseguirsi negli organismi edilizi con destinazione d’uso non residenziale, ancorché comportanti mutamento della destinazione d’uso sempre che tali modifiche non riguardino le parti strutturali dell’edificio e, comunque, con esclusione: 1) degli interventi di ristrutturazione edilizia di cui all’articolo 10, comma 1, lettera c), del d.p.r. 380/2001; 2) degli interventi comportanti modifiche alla superficie coperta preesistente; 3) degli interventi comportanti l’introduzione della destinazione d’uso residenziale; 4) degli interventi riguardanti immobili per i quali non sono consentiti interventi eccedenti la categoria del restauro e risanamento conservativo, come definita dall’articolo 135, comma 2, lettera c). Il legislatore regionale, nel recepimento puntuale dei contenuti sostanziali della legge nazionale, con particolare riferimento all’esclusione nella fattispecie di interventi di carattere strutturale introduce ulteriori elementi di semplificazione e chiarezza. Infatti per quanto attiene alla destinazione “esercizio di impresa”, stabilisce che è da intendersi tutte le destinazioni d’uso, nel senso più generale ed omnicomprensivo, con la sola esclusione della destinazione d’uso residenziale ed a seguire stabilisce inoltre l’esclusione da tale fattispecie, di alcune opere e precisamente: Il legislatore regionale, nel recepimento puntuale dei contenuti sostanziali della legge nazionale, con particolare riferimento all’esclusione nella fattispecie di interventi di carattere strutturale, introduce ulteriori elementi di semplificazione e chiarezza. Infatti per quanto attiene alla destinazione “esercizio di impresa”, stabilisce che è da intendersi tutte le destinazioni d’uso, nel senso più generale ed omnicomprensivo, con la sola esclusione della destinazione d’uso residenziale ed a seguire stabilisce inoltre l’esclusione da tale fattispecie, di alcune opere e precisamente: 1) Tutti gli interventi edilizi su fabbricati esistenti, che configurino opere penalmente rilevanti, tali da rientrare nella fattispecie definita dalla legge statale, D.P.R. 380/2001, art. 10, comma 1, lettera c). Tale disposizione, di cui D.P.R. 380/2001, art. 10, comma 1, lettera c) peraltro è stata oggetto di modifica proprio per effetto della legge “sblocca Italia”, che coerentemente con la nuova definizione della manutenzione straordinaria, ha escluso dalle opere penalmente rilevanti, gli interventi di ristrutturazione edilizia comportanti incremento di unità immobiliari. Tale disposizione, di cui D.P.R. 380/2001, art. 10, comma 1, lettera c) peraltro è stata oggetto di modifica proprio per effetto della legge “sblocca Italia”, che coerentemente con la nuova definizione della manutenzione straordinaria, ha escluso dalle opere penalmente rilevanti, gli interventi di ristrutturazione edilizia comportanti incremento di unità immobiliari. L’esclusione dall’attività edilizia libera, delle opere penalmente rilevanti appare giusta sotto il profilo giuridico, in quanto un’opera giuridicamente liberalizzata sotto il profilo sostanziale del procedimento, qualificabile di “manutenzione straordinaria” e sottoposta a semplice comunicazione, non può essere un intervento edilizio sottoposto al regime penale in caso di assenza di comunicazione o nel caso di realizzazione in difformità dalla stessa. L’esclusione dall’attività edilizia libera, delle opere penalmente rilevanti appare giusta sotto il profilo giuridico, in quanto un’opera giuridicamente liberalizzata sotto il profilo sostanziale del procedimento, qualificabile di “manutenzione straordinaria” e sottoposta a semplice comunicazione, non può essere un intervento edilizio sottoposto al regime penale in caso di assenza di comunicazione o nel caso di realizzazione in difformità dalla stessa. Quanto sopra, afferma implicitamente che per rientrare nel regime dell’attività edilizia libera deve trattarsi di opere edilizie non penalmente rilevanti, fra le quali rientra il frazionamento di una unità immobiliare in assenza di opere di modifica esterna Quanto sopra, afferma implicitamente che per rientrare nel regime dell’attività edilizia libera deve trattarsi di opere edilizie non penalmente rilevanti, fra le quali rientra il frazionamento di una unità immobiliare in assenza di opere di modifica esterna Il legislatore regionale, nel recepimento puntuale dei contenuti sostanziali della legge nazionale, con particolare riferimento all’esclusione nella fattispecie di interventi di carattere strutturale introduce ulteriori elementi di semplificazione e chiarezza. Infatti per quanto attiene alla destinazione “esercizio di impresa”, stabilisce che è da intendersi tutte le destinazioni d’uso, nel senso più generale ed omnicomprensivo, con la sola esclusione della destinazione d’uso residenziale ed a seguire stabilisce inoltre l’esclusione da tale fattispecie, di alcune opere e precisamente: Il legislatore regionale, nel recepimento puntuale dei contenuti sostanziali della legge nazionale, con particolare riferimento all’esclusione nella fattispecie di interventi di carattere strutturale, introduce ulteriori elementi di semplificazione e chiarezza. Infatti per quanto attiene alla destinazione “esercizio di impresa”, stabilisce che è da intendersi tutte le destinazioni d’uso, nel senso più generale ed omnicomprensivo, con la sola esclusione della destinazione d’uso residenziale ed a seguire stabilisce inoltre l’esclusione da tale fattispecie, di alcune opere e precisamente: 1) Tutti gli interventi edilizi su fabbricati esistenti, che configurino opere penalmente rilevanti, tali da rientrare nella fattispecie definita dalla legge statale, D.P.R. 380/2001, art. 10, comma 1, lettera c). Tale disposizione, di cui D.P.R. 380/2001, art. 10, comma 1, lettera c) peraltro è stata oggetto di modifica proprio per effetto della legge “sblocca Italia”, che coerentemente con la nuova definizione della manutenzione straordinaria, ha escluso dalle opere penalmente rilevanti, gli interventi di ristrutturazione edilizia comportanti incremento di unità immobiliari. Tale disposizione, di cui D.P.R. 380/2001, art. 10, comma 1, lettera c) peraltro è stata oggetto di modifica proprio per effetto della legge “sblocca Italia”, che coerentemente con la nuova definizione della manutenzione straordinaria, ha escluso dalle opere penalmente rilevanti, gli interventi di ristrutturazione edilizia comportanti incremento di unità immobiliari. L’esclusione dall’attività edilizia libera, delle opere penalmente rilevanti appare giusta sotto il profilo giuridico, in quanto un’opera giuridicamente liberalizzata sotto il profilo sostanziale del procedimento, qualificabile di “manutenzione straordinaria” e sottoposta a semplice comunicazione, non può essere un intervento edilizio sottoposto al regime penale in caso di assenza di comunicazione o nel caso di realizzazione in difformità dalla stessa. L’esclusione dall’attività edilizia libera, delle opere penalmente rilevanti appare giusta sotto il profilo giuridico, in quanto un’opera giuridicamente liberalizzata sotto il profilo sostanziale del procedimento, qualificabile di “manutenzione straordinaria” e sottoposta a semplice comunicazione, non può essere un intervento edilizio sottoposto al regime penale in caso di assenza di comunicazione o nel caso di realizzazione in difformità dalla stessa. Quanto sopra, afferma implicitamente che per rientrare nel regime dell’attività edilizia libera deve trattarsi di opere edilizie non penalmente rilevanti, fra le quali rientra il frazionamento di una unità immobiliare in assenza di opere di modifica esterna Quanto sopra, afferma implicitamente che per rientrare nel regime dell’attività edilizia libera deve trattarsi di opere edilizie non penalmente rilevanti, fra le quali rientra il frazionamento di una unità immobiliare in assenza di opere di modifica esterna

42 42 LEGGE SBLOCCA ITALIA – AMPLIAMENTO FATTISPECIE DELLE OPERE NON PENALMENTE RILEVANTI D.P.R. 380/2001- Art. 10 (L)comma 1 lettera c) - Interventi di ristrutturazione edilizia “pesanti” sottoposti al titolo D.I.A. alternativo al P.d.C. e penalmente rilevanti D.P.R. 380/2001- Art. 10 (L) comma 1 lettera c) - Interventi di ristrutturazione edilizia “pesanti” sottoposti al titolo D.I.A. alternativo al P.d.C. e penalmente rilevanti La disposizione si compone di due parti, collegate da una “e” che significa che per il verificarsi della fattispecie devono essere soddisfatte entrambe. La disposizione si compone di due parti, collegate da una “e” che significa che per il verificarsi della fattispecie devono essere soddisfatte entrambe. Riportiamo la disposizione normativa in stato “sovrapposto“ dove: - in colore nero è riportata la parte non variata; - in colore rosso è riportata la parte di nuovo inserimento per effetto del D.L. 133/2014 “sblocca Italia”; - in giallo barrato la parte eliminata dalla legge “sblocca-Italia”; - in colore verde la parte inserita per effetto della L. 98/2013 (legge del fare). La disposizione si compone di due parti, collegate da una “e” che significa che per il verificarsi della fattispecie devono essere soddisfatte entrambe. La disposizione si compone di due parti, collegate da una “e” che significa che per il verificarsi della fattispecie devono essere soddisfatte entrambe. Riportiamo la disposizione normativa in stato “sovrapposto“ dove: - in colore nero è riportata la parte non variata; - in colore rosso è riportata la parte di nuovo inserimento per effetto del D.L. 133/2014 “sblocca Italia”; - in giallo barrato la parte eliminata dalla legge “sblocca-Italia”; - in colore verde la parte inserita per effetto della L. 98/2013 (legge del fare). gli interventi di ristrutturazione edilizia che portino ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente e e che comportino aumento di unità immobiliari, modifiche del volume, modifiche della volumetria complessiva degli edifici o dei prospetti o delle superfici, ovvero che, limitatamente agli immobili compresi nelle zone omogenee A, comportino mutamenti della destinazione d’uso, nonché gli interventi che comportino modificazioni della sagoma di immobili sottoposti a vincoli ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42

43 L.R. 65/2014, art. 136 comma 2 lettera “g” “Attività edilizia libera” con esclusione […] g) le modifiche interne di carattere edilizio da eseguirsi negli organismi edilizi con destinazione d’uso non residenziale, ancorché comportanti mutamento della destinazione d’uso sempre che tali modifiche non riguardino le parti strutturali dell’edificio e, comunque, con esclusione: 1) degli interventi di ristrutturazione edilizia di cui all’articolo 10, comma 1, lettera c), del d.p.r. 380/2001; 2) degli interventi comportanti modifiche alla superficie coperta preesistente; 3) degli interventi comportanti l’introduzione della destinazione d’uso residenziale; 4) degli interventi riguardanti immobili per i quali non sono consentiti interventi eccedenti la categoria del restauro e risanamento conservativo, come definita dall’articolo 135, comma 2, lettera c). L.R. 65/2014, art. 136 comma 2 lettera “g” “Attività edilizia libera” con esclusione […] g) le modifiche interne di carattere edilizio da eseguirsi negli organismi edilizi con destinazione d’uso non residenziale, ancorché comportanti mutamento della destinazione d’uso sempre che tali modifiche non riguardino le parti strutturali dell’edificio e, comunque, con esclusione: 1) degli interventi di ristrutturazione edilizia di cui all’articolo 10, comma 1, lettera c), del d.p.r. 380/2001; 2) degli interventi comportanti modifiche alla superficie coperta preesistente; 3) degli interventi comportanti l’introduzione della destinazione d’uso residenziale; 4) degli interventi riguardanti immobili per i quali non sono consentiti interventi eccedenti la categoria del restauro e risanamento conservativo, come definita dall’articolo 135, comma 2, lettera c). 2) Ovviamente sono esclusi gli interventi edilizi che comportano modifiche della superficie coperta preesistente, in quanto questo è uno dei presupposti essenziali per configurare tale fattispecie di opere. Da notare, come il legislatore ponga frequentemente negli interventi sul patrimonio edilizio esistente, non già il rispetto del limite volumetrico bensì quello della superficie coperta, ciò perche opera nell’indirizzo del contenimento del consumo di suolo quale principale mission, che sarebbe violata nel caso di ampliamenti di edifici. 2) Ovviamente sono esclusi gli interventi edilizi che comportano modifiche della superficie coperta preesistente, in quanto questo è uno dei presupposti essenziali per configurare tale fattispecie di opere. Da notare, come il legislatore ponga frequentemente negli interventi sul patrimonio edilizio esistente, non già il rispetto del limite volumetrico bensì quello della superficie coperta, ciò perche opera nell’indirizzo del contenimento del consumo di suolo quale principale mission, che sarebbe violata nel caso di ampliamenti di edifici. 3) Il legislatore esclude poi gli interventi comportanti l’introduzione della destinazione d’uso residenziale e questo appare logico, giusto e coerente, perché tale destinazione d’uso è esclusa da tale fattispecie di opere. Infatti, non dimentichiamo che questo regime di opere particolarmente semplificato e facilitato, ha la finalità di favorire l’attività delle imprese che costituiscono il fulcro principale su cui operare per cercare di riscattarsi dalla crisi economica. 3)Infine sono esclusi da questa fattispecie gli i interventi riguardanti immobili per i quali non sono consentiti interventi eccedenti la categoria del restauro e risanamento conservativo. Anche questa limitazione è da ritenersi giustificata, infatti questo regime di liberalizzazione che ammette qualsiasi tipo di intervento edilizio all’ interno di un organismo edilizio, ivi compreso il cambio di destinazione d’uso con esclusione della destinazione residenziale ed il frazionamento di unità immobiliari, potrebbe arrecare pregiudizio a fabbricati di valore sottoposti ad un regime di tutela con la prescrizione dell’intervento massimo del restauro e risanamento conservativo. 3) Infine sono esclusi da questa fattispecie gli i interventi riguardanti immobili per i quali non sono consentiti interventi eccedenti la categoria del restauro e risanamento conservativo. Anche questa limitazione è da ritenersi giustificata, infatti questo regime di liberalizzazione che ammette qualsiasi tipo di intervento edilizio all’ interno di un organismo edilizio, ivi compreso il cambio di destinazione d’uso con esclusione della destinazione residenziale ed il frazionamento di unità immobiliari, potrebbe arrecare pregiudizio a fabbricati di valore sottoposti ad un regime di tutela con la prescrizione dell’intervento massimo del restauro e risanamento conservativo.

44 44 CAMBIO DI DESTINAZIONE D’USO IN ASSENZA DI DEMOLIZIONE E RICOSTRUZIONE DEL FABBRICATO Destinazione residenziale residenzialeDestinazione Occorre sempre la S.C.I.A. Tutte le destinazioni non residenziali S.C.I.A.S.C.I.A. Attività Edilizia Libera Nel caso si realizzino modifiche esterne dell’edificio (esempio apertura e/o chiusura di finestre) Interventi strutturali (deposito pratica sismica) Opere penalmente rilevanti interventi di ristrutturazione edilizia di cui all’articolo 10, co. 1, lett. c), del d.p.r. 380/2001; Opere penalmente rilevanti interventi di ristrutturazione edilizia di cui all’articolo 10, co. 1, lett. c), del d.p.r. 380/2001; (esempio cambi d’uso zona “A”) Interventi comportanti modifiche della superficie coperta preesistente del fabbricato Interventi comportanti l’introduzione della destinazione d’uso residenziale Interventi riguardanti immobili per i quali non sono consentiti interventi eccedenti il restauro e risanamento conservativo Tutte le opere che NON rientrano nella destinazione residenziale o pur rientrando nella destinazione non residenziale non rientrano nella S.C.I.A. “g) le modifiche interne di carattere edilizio da eseguirsi negli organismi edilizi con destinazione d’uso non residenziale, ancorché comportanti mutamento della destinazione d’uso sempre che tali modifiche non riguardino le parti strutturali dell’edificio e, comunque, con esclusione: 1) degli interventi di ristrutturazione edilizia di cui all’articolo 10, comma 1, lettera c), del d.p.r. 380/2001; 2) degli interventi comportanti modifiche alla superficie coperta preesistente; 3) degli interventi comportanti l’introduzione della destinazione d’uso residenziale; 4) degli interventi riguardanti immobili per i quali non sono consentiti interventi eccedenti la categoria del restauro e risanamento conservativo, come definita dall’articolo 135, comma 2, lettera c).” “g) le modifiche interne di carattere edilizio da eseguirsi negli organismi edilizi con destinazione d’uso non residenziale, ancorché comportanti mutamento della destinazione d’uso sempre che tali modifiche non riguardino le parti strutturali dell’edificio e, comunque, con esclusione: 1) degli interventi di ristrutturazione edilizia di cui all’articolo 10, comma 1, lettera c), del d.p.r. 380/2001; 2) degli interventi comportanti modifiche alla superficie coperta preesistente; 3) degli interventi comportanti l’introduzione della destinazione d’uso residenziale; 4) degli interventi riguardanti immobili per i quali non sono consentiti interventi eccedenti la categoria del restauro e risanamento conservativo, come definita dall’articolo 135, comma 2, lettera c).”

45 45 Art. 242 L.R. 65/2014 – Disposizioni transitorie per gli interventi edilizi di cui agli articoli 78 e 79 della L.R. 1/ Le modifiche introdotte dalla presente legge alle categorie di intervento edilizio già previste dagli articoli 78 e 79 della l.r. 1/2005 non incidono sulla disciplina sostanziale degli interventi urbanistico-edilizi contenuta negli strumenti urbanistici vigenti alla data di entrata in vigore della presente legge e rilevano solo al fine dell’individuazione del titolo abilitativo necessario per la realizzazione degli interventi medesimi. La L.R.T. n. 65/2014 e la L. n° 164/2014 “SBLOCCA-ITALIA” Il nuovo quadro normativo in Toscana in materia edilizia, urbanistica e paesaggistica relatore: Claudio BELCARI La suddetta disposizione normativa appare significativa, infatti afferma che le modifiche sostanziali introdotte dalla legge alle categorie di intervento edilizio, si pensi ad esempio alla nuova definizione della manutenzione straordinaria, alla ristrutturazione edilizia ed alla sostituzione edilizia, non incidono sulle previsioni della disciplina urbanistica comunale, ma sono rilevanti ai soli fini dell’individuazione del titolo edilizio abilitativo necessario. La suddetta disposizione normativa appare significativa, infatti afferma che le modifiche sostanziali introdotte dalla legge alle categorie di intervento edilizio, si pensi ad esempio alla nuova definizione della manutenzione straordinaria, alla ristrutturazione edilizia ed alla sostituzione edilizia, non incidono sulle previsioni della disciplina urbanistica comunale, ma sono rilevanti ai soli fini dell’individuazione del titolo edilizio abilitativo necessario. Questo appare logico, ad esempio la nuova manutenzione straordinaria che consente anche il frazionamento delle unità immobiliari o la nuova ristrutturazione che prevede la possibilità di demolire un volume e ricostruirlo fuori sagoma, si ritiene che tale normativa debba essere applicata nel rispetto delle previsioni della pianificazione, sottoponendola alle eventuali limitazioni e prescrizioni finalizzate alla tutela, da ritenersi inderogabili. Questo appare logico, ad esempio la nuova manutenzione straordinaria che consente anche il frazionamento delle unità immobiliari o la nuova ristrutturazione che prevede la possibilità di demolire un volume e ricostruirlo fuori sagoma, si ritiene che tale normativa debba essere applicata nel rispetto delle previsioni della pianificazione, sottoponendola alle eventuali limitazioni e prescrizioni finalizzate alla tutela, da ritenersi inderogabili. La nuova manutenzione straordinaria e la ristrutturazione “fuori sagoma” sono infatti applicabili unicamente su quegli edifici che non hanno impedimenti in relazione alle previsioni della disciplina di pianificazione. La nuova manutenzione straordinaria e la ristrutturazione “fuori sagoma” sono infatti applicabili unicamente su quegli edifici che non hanno impedimenti in relazione alle previsioni della disciplina di pianificazione. La suddetta disposizione normativa appare significativa, infatti afferma che le modifiche sostanziali introdotte dalla legge alle categorie di intervento edilizio, si pensi ad esempio alla nuova definizione della manutenzione straordinaria, alla ristrutturazione edilizia ed alla sostituzione edilizia, non incidono sulle previsioni della disciplina urbanistica comunale, ma sono rilevanti ai soli fini dell’individuazione del titolo edilizio abilitativo necessario. La suddetta disposizione normativa appare significativa, infatti afferma che le modifiche sostanziali introdotte dalla legge alle categorie di intervento edilizio, si pensi ad esempio alla nuova definizione della manutenzione straordinaria, alla ristrutturazione edilizia ed alla sostituzione edilizia, non incidono sulle previsioni della disciplina urbanistica comunale, ma sono rilevanti ai soli fini dell’individuazione del titolo edilizio abilitativo necessario. Questo appare logico, ad esempio la nuova manutenzione straordinaria che consente anche il frazionamento delle unità immobiliari o la nuova ristrutturazione che prevede la possibilità di demolire un volume e ricostruirlo fuori sagoma, si ritiene che tale normativa debba essere applicata nel rispetto delle previsioni della pianificazione, sottoponendola alle eventuali limitazioni e prescrizioni finalizzate alla tutela, da ritenersi inderogabili. Questo appare logico, ad esempio la nuova manutenzione straordinaria che consente anche il frazionamento delle unità immobiliari o la nuova ristrutturazione che prevede la possibilità di demolire un volume e ricostruirlo fuori sagoma, si ritiene che tale normativa debba essere applicata nel rispetto delle previsioni della pianificazione, sottoponendola alle eventuali limitazioni e prescrizioni finalizzate alla tutela, da ritenersi inderogabili. La nuova manutenzione straordinaria e la ristrutturazione “fuori sagoma” sono infatti applicabili unicamente su quegli edifici che non hanno impedimenti in relazione alle previsioni della disciplina di pianificazione. La nuova manutenzione straordinaria e la ristrutturazione “fuori sagoma” sono infatti applicabili unicamente su quegli edifici che non hanno impedimenti in relazione alle previsioni della disciplina di pianificazione.

46 46 Art. 242 L.R. 65/2014 – Disposizioni transitorie per gli interventi edilizi di cui agli articoli 78 e 79 della L.R. 1/ Le modifiche introdotte dalla presente legge alle categorie di intervento edilizio già previste dagli articoli 78 e 79 della l.r. 1/2005 non incidono sulla disciplina sostanziale degli interventi urbanistico-edilizi contenuta negli strumenti urbanistici vigenti alla data di entrata in vigore della presente legge e rilevano solo al fine dell’individuazione del titolo abilitativo necessario per la realizzazione degli interventi medesimi. Ad esempio, se la disciplina urbanistica comunale prevede l’impossibilità di suddividere alcuni edifici in più unità immobiliari, su questi diverrà inapplicabile il nuovo concetto di manutenzione straordinaria con frazionamento, ugualmente ove non si rispetti la superficie minima degli alloggi e/o gli spazi parcheggio privati per unità immobiliari di nuova creazione, se previsti dalla pianificazione. Ad esempio, se la disciplina urbanistica comunale prevede l’impossibilità di suddividere alcuni edifici in più unità immobiliari, su questi diverrà inapplicabile il nuovo concetto di manutenzione straordinaria con frazionamento, ugualmente ove non si rispetti la superficie minima degli alloggi e/o gli spazi parcheggio privati per unità immobiliari di nuova creazione, se previsti dalla pianificazione. Un altro esempio, se la disciplina urbanistica comunale prescrive su un edificio il rispetto della sagoma, si ritiene inapplicabile la ristrutturazione edilizia “fuori sagoma” ammessa dalla legge regionale e nazionale. Un altro esempio, se la disciplina urbanistica comunale prescrive su un edificio il rispetto della sagoma, si ritiene inapplicabile la ristrutturazione edilizia “fuori sagoma” ammessa dalla legge regionale e nazionale. Per quanto attiene ai titoli edilizi la nuova disciplina della legge regionale 65/2014, prevale invece sulle norme comunali regolamentari o di disciplina urbanistica. Per quanto attiene ai titoli edilizi la nuova disciplina della legge regionale 65/2014, prevale invece sulle norme comunali regolamentari o di disciplina urbanistica. Ad esempio, se in precedenza in area non vincolata, un intervento di demolizione di un edificio, il suo spostamento sul lotto e la sua ricostruzione a parità di volume ma con sagoma planivolumetrica diversa, costituiva un intervento di sostituzione edilizia e si realizzava unicamente ed obbligatoriamente con il permesso di costruire; ad oggi, lo stesso intervento che qualifica invece di ristrutturazione edilizia, si realizza in via principale con il permesso di costruire, ma in alternativa è ammesso facoltativamente la possibilità di utilizzare la S.C.I.A.. Ad esempio, se in precedenza in area non vincolata, un intervento di demolizione di un edificio, il suo spostamento sul lotto e la sua ricostruzione a parità di volume ma con sagoma planivolumetrica diversa, costituiva un intervento di sostituzione edilizia e si realizzava unicamente ed obbligatoriamente con il permesso di costruire; ad oggi, lo stesso intervento che qualifica invece di ristrutturazione edilizia, si realizza in via principale con il permesso di costruire, ma in alternativa è ammesso facoltativamente la possibilità di utilizzare la S.C.I.A.. Ad esempio, se la disciplina urbanistica comunale prevede l’impossibilità di suddividere alcuni edifici in più unità immobiliari, su questi diverrà inapplicabile il nuovo concetto di manutenzione straordinaria con frazionamento, ugualmente ove non si rispetti la superficie minima degli alloggi e/o gli spazi parcheggio privati per unità immobiliari di nuova creazione, se previsti dalla pianificazione. Ad esempio, se la disciplina urbanistica comunale prevede l’impossibilità di suddividere alcuni edifici in più unità immobiliari, su questi diverrà inapplicabile il nuovo concetto di manutenzione straordinaria con frazionamento, ugualmente ove non si rispetti la superficie minima degli alloggi e/o gli spazi parcheggio privati per unità immobiliari di nuova creazione, se previsti dalla pianificazione. Un altro esempio, se la disciplina urbanistica comunale prescrive su un edificio il rispetto della sagoma, si ritiene inapplicabile la ristrutturazione edilizia “fuori sagoma” ammessa dalla legge regionale e nazionale. Un altro esempio, se la disciplina urbanistica comunale prescrive su un edificio il rispetto della sagoma, si ritiene inapplicabile la ristrutturazione edilizia “fuori sagoma” ammessa dalla legge regionale e nazionale. Per quanto attiene ai titoli edilizi la nuova disciplina della legge regionale 65/2014, prevale invece sulle norme comunali regolamentari o di disciplina urbanistica. Per quanto attiene ai titoli edilizi la nuova disciplina della legge regionale 65/2014, prevale invece sulle norme comunali regolamentari o di disciplina urbanistica. Ad esempio, se in precedenza in area non vincolata, un intervento di demolizione di un edificio, il suo spostamento sul lotto e la sua ricostruzione a parità di volume ma con sagoma planivolumetrica diversa, costituiva un intervento di sostituzione edilizia e si realizzava unicamente ed obbligatoriamente con il permesso di costruire; ad oggi, lo stesso intervento che qualifica invece di ristrutturazione edilizia, si realizza in via principale con il permesso di costruire, ma in alternativa è ammesso facoltativamente la possibilità di utilizzare la S.C.I.A.. Ad esempio, se in precedenza in area non vincolata, un intervento di demolizione di un edificio, il suo spostamento sul lotto e la sua ricostruzione a parità di volume ma con sagoma planivolumetrica diversa, costituiva un intervento di sostituzione edilizia e si realizzava unicamente ed obbligatoriamente con il permesso di costruire; ad oggi, lo stesso intervento che qualifica invece di ristrutturazione edilizia, si realizza in via principale con il permesso di costruire, ma in alternativa è ammesso facoltativamente la possibilità di utilizzare la S.C.I.A..

47 47 Art. 242 L.R. 65/2014 – Disposizioni transitorie per gli interventi edilizi di cui agli articoli 78 e 79 della L.R. 1/2005 Le disposizioni della L.R. 65/2014 in relazione alle nuove definizioni delle categorie di intervento edilizio (manutenzione straordinaria, ristrutturazione edilizia, sostituzione edilizia) Rilevano unicamente ai fini dell’individuazione del titolo edilizio, per la realizzazione delle opere In relazione alle opere da realizzare, si applica il titolo edilizio stabilito dalla L.R. 65/2014 e non quello indicato nella disciplina comunale contenuta nelle N.T.A. del R.U. o nel R.E. NON rilevano ai fini disciplina sostanziale degli interventi urbanistico-edilizi contenuta negli strumenti urbanistici vigenti comunali La verifica dell’ammissibilità delle opere si effettua in relazione alla disciplina contenuta nella strumentazione urbanistica comunale di pianificazione e regolamentare (N.T.A. del R.U. ecc.) e non in relazione alle nuove disposizioni della L.R. 65/2014 E’ consentita la presentazione della SCIA per interventi di nuova costruzione, ubicati all’interno di piani attuativi qualora specificamente disciplinati da disposizioni planivolumetriche, tipologiche e costruttive: a ) nel regolamento urbanistico vigente alla data di entrata in vigore della presente legge, finchè non verrà cambiato; b) in piani attuativi, comunque denominati, già adottati o approvati alla data di entrata di entrata in vigore della presente legge finché non decadranno. qualora specificamente disciplinati da disposizioni planivolumetriche, tipologiche e costruttive: a ) nel regolamento urbanistico vigente alla data di entrata in vigore della presente legge, finchè non verrà cambiato; b) in piani attuativi, comunque denominati, già adottati o approvati alla data di entrata di entrata in vigore della presente legge finché non decadranno.

48 48 ESEMPIO PRATICO DI APPLICABILITA’ DEL NUOVO CONCETTO DI RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA RELATIVO A DEMOLIZIONE E RICOSTRUZIONE A PARITA’ VOLUMETRICA CON VARIAZIONE DI SAGOMA ESEMPIO PRATICO DI APPLICABILITA’ DEL NUOVO CONCETTO DI RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA RELATIVO A DEMOLIZIONE E RICOSTRUZIONE A PARITA’ VOLUMETRICA CON VARIAZIONE DI SAGOMA esempio comune Interventi di restauro e risanamento conservativo Edifici con valore storico- testimoniale, vi è un esigenza di tutela e conservazione Interventi di ristrutturazione senza possibilità di effettuare una completa demolizione e ricostruzione Edifici con valenza tipologica e storica da tutelare Interventi edilizi di demolizione e ricostruzione ma rispettando la sagoma preesistente Interventi edilizi di demolizione e ricostruzione ma rispettando la sagoma preesistente Edifici da mantenere nella forma perché comunque hanno una tipologia significativa interventi di addizione volumetrica funzionale (servizio igienico, volume tecnico, ecc.) Edifici da preservare ma con compatibilità per piccole addizioni volumetriche funzionali interventi edilizi fino alla sostituzione edilizia Oggi è diventata ristrutturazio ne edilizia interventi edilizi fino alla sostituzione edilizia Oggi è diventata ristrutturazio ne edilizia Edifici di epoca recente, privi di particolare valore tipologico- testimoniale Interventi di sostituzione edilizia ed ampliamento volumetrico “una-tantum” Edifici di epoca recente, privi di particolare valore tipologico- testimoniale Edifici di epoca recente, privi di particolare valore tipologico- testimoniale indipendenti bifamiliare max Possibilità di applicare la ristrutturazione a parità di volume e diversa sagoma Impossibilità di applicare la ristrutturazione a parità di volume e diversa sagoma La L.R.T. n. 65/2014 e la L. n° 164/2014 “SBLOCCA-ITALIA” Il nuovo quadro normativo in Toscana in materia edilizia, urbanistica e paesaggistica relatore: Claudio BELCARI

49 NUOVO QUADRO DEI TITOLI EDILIZI IN TOSCANA N° 17 1) Attività Edilizia Libera per la quale non occorre nessun adempimento - art. 136 comma 1 della L.R. 65/2014 2) Attività Edilizia Libera sottoposta a sola comunicazione dell’avente titolo - art. 136 comma 2 lettera b), c), d), e), f) della L.R. 65/2014 3) Attività Edilizia Libera che necessita di comunicazione e di relazione asseverata del professionista - art. 136 comma 2 lettera a), g) della L.R. 65/2014 4) S.C.I.A. ammessa in linea principale abilitante interventi di ristrutturazione edilizia conservativa ed altri lavori rispetto di sagoma - art. 135 della L.R. 65/2014 5) S.C.I.A alternativa al permesso di costruire con inizio immediato dei lavori abilitante interventi edilizi di ristrutturazione ricostruttiva ed addizioni volumetriche - art. 134 comma 1 lettera g) ed h) 6) S.C.I.A. con inizio dei lavori differito nel tempo a seguito di acquisizione di tutti gli atti di assenso a cura dello sportello unico art. 147 della L.R. n° 65/2014 7) S.C.I.A abilitante interventi di variante in corso d’opera con il rispetto della sagoma in zona vincolata - art. 143 comma b) della L.R. 65/2014 8) Permesso di costruire con possibilità di utilizzare l’istituto del silenzio assenso in area non vincolata - art. 142 comma 13 della L.R. 65/2014 9) I S.C.I.A. abilitante lavori di ristrutturazione edilizia ricostruttiva nel rispetto della sagoma in area a vincolo – art. 134 comma 1 punto 3 della L.R. 65/ ) Permesso di costruire con silenzio rifiuto in area a vincolo con diniego acquisito mediante conferenza dei servizi - art. 142 comma 13 della L.R. 65/ ) Permesso di costruire alternativo alla S.C.I.A. per opere di ristrutturazione conservativa – art. 135 comma 2 della L.R. 65/ ) P.A.S. per gli impianti di energia rinnovabile - art. 6 del D.lgs n° 28 13) Autorizzazione ai sensi dell’art. 87 del D.lgs. n° 259/2003 (Codice delle comunicazioni elettroniche per installazione di apparati con tecnologia UMTS, ecc 14) D.I.A. ai sensi dell’art. 87 bis del D.lgs. n° 259/2003 (per infrastrutture di comunicazione elettronica per impianti radioelettrici ecc.) 15) Opere, interventi e manufatti privi di rilevanza edilizia – art. 137 della L.R. 65/ ) Comunicazione tardiva inizio lavori attività edilizia libera – art. 136 comma 6 della L.R. 65/ ) Permesso di costruire in sanatoria – art. 209 della L.R. 65/ ) Attestazione di conformità in sanatoria - art. 209 della L.R. 65/2014

50 3) Attività Edilizia Libera con comunicazione e rela.assev. 1) Attività Edilizia Libera senza alcun adempimento 17) P.d.C. in sanatoria 13) Autorizzazione ai sensi dell’art. 87 del Dlgs. 259/2003 6) SCIA con inizio lavori differito pareri a cura S.U.E. 12) P.A.S. Procedura abilitativa semplificata 8) P.d.C. con silenzio assenso 10) P.d.C. con silenzio rifiuto 9) SCIA con rispetto sagoma in area a vincolo 15) Opere, interventi privi di rilevanza edilizia 15) Opere, interventi privi di rilevanza edilizia 2) Attività Edilizia Libera con obbligo di comunicazione 7) SCIA variante rispetto sagoma area vincolata 18) Attestazione di conformità in sanatoria 16) Comunicazione tardiva edilizia libera 14) D.I.A. ai sensi dell’art. 87-bis del D.lgs. 259/ ) P.d.C. alternativo alla S.C.I.A. 4) S.C.I.A. con rispetto di sagoma 5) S.C.I.A. fuori sagoma

51 CON LE RECENTI INNOVAZIONI NORMATIVE, SI E’ DETERMINATO UN MOLTIPLICARSI DEL NUMERO DEI TITOLI EDILIZI Anno 2001 D.P.R. 380/2001 Anno 2015 n°4 titoli edilizi n°18 titoli edilizi Sotto questo punto di vista, il legislatore nel perseguire un intento di semplificazione, ha ottenuto il risultato contrario La L.R.T. n. 65/2014 e la L. n° 164/2014 “SBLOCCA-ITALIA” Il nuovo quadro normativo in Toscana in materia edilizia, urbanistica e paesaggistica relatore: Claudio BELCARI

52 52 LE VARIANTI IN CORSO D’OPERA AI TITOLI EDILIZI 22 (L) del D.P.R. 380/2001 (all’anno 2001) realizzabili mediante D.I.A., le varianti a permessi di costruire che non incidono sui parametri urbanistici e sulle volumetrie, che non modificano la destinazione d'uso e la categoria edilizia, non alterano la sagoma dell'edificio e non violano le eventuali prescrizioni contenute nel permesso di costruire. Ai sensi dell’art. art. 22 (L) del D.P.R. 380/2001 (all’anno 2001) – “Interventi subordinati a D.I.A. ”2. Sono, altresì, realizzabili mediante D.I.A., le varianti a permessi di costruire che non incidono sui parametri urbanistici e sulle volumetrie, che non modificano la destinazione d'uso e la categoria edilizia, non alterano la sagoma dell'edificio e non violano le eventuali prescrizioni contenute nel permesso di costruire. L.R. 1/2005 all’art. 83 comma 12, Il legislatore regionale, aveva ripreso il suddetto concetto, ed aveva inserito nella L.R. 1/2005 all’art. 83 comma 12, la possibilità di effettuare varianti in corso d’opera, con le stesse condizioni, da segnalare con la fine lavori, escludendo espresso richiamo a varianti ai permessi di costruire. (Riporta la dizione: “Alle varianti ai permessi di costruire si applicano le disposizioni dei permessi di costruire”). L.R. n° 40 del 2009, art. 58, Con la L.R. n° 40 del 2009, art. 58, si stabiliva: Modifiche all’articolo 79 della l.r. 1/ Dopo il comma 2 dell’articolo 79 della legge regionale 3 gennaio 2005, n. 1 (Norme per il governo del territorio) è inserito il seguente: Fermo restando quanto previsto dall’articolo 83, comma 12, sono altresì realizzabili mediante denuncia di inizio attività le varianti ai permessi di costruire aventi ad oggetto opere ed interventi di cui ai commi 1 e 2 del presente articolo che risultino conformi alle prescrizioni contenute nel permesso di costruire.”. “2 bis. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 83, comma 12, sono altresì realizzabili mediante denuncia di inizio attività le varianti ai permessi di costruire aventi ad oggetto opere ed interventi di cui ai commi 1 e 2 del presente articolo che risultino conformi alle prescrizioni contenute nel permesso di costruire.”. La L.R.T. n. 65/2014 e la L. n° 164/2014 “SBLOCCA-ITALIA” Il nuovo quadro normativo in Toscana in materia edilizia, urbanistica e paesaggistica relatore: Claudio BELCARI

53 53 LE VARIANTI IN CORSO D’OPERA EFFETTUABILI CON S.C.I.A. LA LEGGE REGIONALE TOSCANA N° 1/2005 ora L.R. 65/2014  l’art. 79, comma “e” della L.R. 1/2005 ora art. 135 comma 3 della L.R. 65/2014 letteralmente cita: “3. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 83 bis, comma 1 L.R. 1/2005, art. 143 L.R. 65/2014 sono altresì realizzabili mediante S.C.I.A., le varianti ai permessi di costruire previa sospensione dei lavori, aventi ad oggetto le opere e gli interventi di cui ai commi 1 e 2 del presente articolo che risultino conformi alle prescrizioni contenute nel permesso di costruire.” “3. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 83 bis, comma 1 L.R. 1/2005, art. 143 L.R. 65/2014 sono altresì realizzabili mediante S.C.I.A., le varianti ai permessi di costruire previa sospensione dei lavori, aventi ad oggetto le opere e gli interventi di cui ai commi 1 e 2 del presente articolo che risultino conformi alle prescrizioni contenute nel permesso di costruire.”  l’art. 79, comma “e” della L.R. 1/2005 ora art. 135 comma 3 della L.R. 65/2014 letteralmente cita: “3. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 83 bis, comma 1 L.R. 1/2005, art. 143 L.R. 65/2014 sono altresì realizzabili mediante S.C.I.A., le varianti ai permessi di costruire previa sospensione dei lavori, aventi ad oggetto le opere e gli interventi di cui ai commi 1 e 2 del presente articolo che risultino conformi alle prescrizioni contenute nel permesso di costruire.” “3. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 83 bis, comma 1 L.R. 1/2005, art. 143 L.R. 65/2014 sono altresì realizzabili mediante S.C.I.A., le varianti ai permessi di costruire previa sospensione dei lavori, aventi ad oggetto le opere e gli interventi di cui ai commi 1 e 2 del presente articolo che risultino conformi alle prescrizioni contenute nel permesso di costruire.”  l’art. 84 comma 5 della L.R. 1/2005 “Disciplina della SCIA” ora art. 145 comma 5 della L.R. 65/2014 letteralmente cita:  l’art. 84 comma 5 della L.R. 1/2005 “Disciplina della SCIA” (novellato dalla L.R. 69/2012) ora art. 145 comma 5 della L.R. 65/2014 letteralmente cita: “..Nel caso di varianti in corso d’opera, quando non ricorrono le condizioni di cui all’art. 83 bis L.R. 1/2005 comma 1 ora all’art. 143 della L.R. 65/2014, l’interessato deve presentare una nuova SCIA, descrivendo le variazioni da apportare all’intervento originario”  l’art. 84 comma 5 della L.R. 1/2005 “Disciplina della SCIA” ora art. 145 comma 5 della L.R. 65/2014 letteralmente cita:  l’art. 84 comma 5 della L.R. 1/2005 “Disciplina della SCIA” (novellato dalla L.R. 69/2012) ora art. 145 comma 5 della L.R. 65/2014 letteralmente cita: “..Nel caso di varianti in corso d’opera, quando non ricorrono le condizioni di cui all’art. 83 bis L.R. 1/2005 comma 1 ora all’art. 143 della L.R. 65/2014, l’interessato deve presentare una nuova SCIA, descrivendo le variazioni da apportare all’intervento originario” In Toscana si fanno con SCIA - VARIANTI a P.d.C. e S.C.I.A. La L.R.T. n. 65/2014 e la L. n° 164/2014 “SBLOCCA-ITALIA” Il nuovo quadro normativo in Toscana in materia edilizia, urbanistica e paesaggistica relatore: Claudio BELCARI

54 54 LEGGI e “SBLOCCA-ITALIA” SEMPLIFICAZIONE DELLA PROCEDURA NELLA REALIZZAZIONE DI VARIANTI IN CORSO D’OPERA AI TITOLI EDILIZI L’art. 30 comma 1 lettera e) della legge n° 98/2013 “legge del fare”, modifica l’art. 22, comma 2, del D.P.R. 380/2001, dopo le parole “non alterano la sagoma dell’edificio” sono aggiunte le parole seguenti “qualora sottoposto a vincolo ai sensi del decreto legislativo n. 42 e successive modificazioni”. L’art. 30 comma 1 lettera e) della legge n° 98/2013 “legge del fare”, modifica l’art. 22, comma 2, del D.P.R. 380/2001, dopo le parole “non alterano la sagoma dell’edificio” sono aggiunte le parole seguenti “qualora sottoposto a vincolo ai sensi del decreto legislativo n. 42 e successive modificazioni”. Il D.L. 133/2014 sostituisce la D.I.A. con la S.C.I.A.. Il D.L. 133/2014 sostituisce la D.I.A. con la S.C.I.A.. L’art. 30 comma 1 lettera e) della legge n° 98/2013 “legge del fare”, modifica l’art. 22, comma 2, del D.P.R. 380/2001, dopo le parole “non alterano la sagoma dell’edificio” sono aggiunte le parole seguenti “qualora sottoposto a vincolo ai sensi del decreto legislativo n. 42 e successive modificazioni”. L’art. 30 comma 1 lettera e) della legge n° 98/2013 “legge del fare”, modifica l’art. 22, comma 2, del D.P.R. 380/2001, dopo le parole “non alterano la sagoma dell’edificio” sono aggiunte le parole seguenti “qualora sottoposto a vincolo ai sensi del decreto legislativo n. 42 e successive modificazioni”. Il D.L. 133/2014 sostituisce la D.I.A. con la S.C.I.A.. Il D.L. 133/2014 sostituisce la D.I.A. con la S.C.I.A.. Il testo dell’art. 22 comma 2 del D.P.R. 380/2001, novellato è il seguente indicato in sovra, dove in rosso si indicano le novità della L. 98/2013 (legge del fare) ed in verde del D.L. 133/2014 (sblocca italia) ed in giallo le parti eliminate: “D.P.R. 380/ Art. 22 (L) - Interventi subordinati a denuncia di inizio attività Segnalazione d’Inizio attività. 2. Sono, altresì, realizzabili mediante D.I.A. S.C.I.A. le varianti a P.d.C. che non incidono sui parametri urbanistici e sulle volumetrie, che non modificano la destinazione d'uso e la categoria edilizia, non alterano la sagoma dell'edificio qualora sottoposto a vincolo ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 e successive modificazioni e non violano le eventuali prescrizioni contenute nel permesso di costruire. Ai fini dell'attività di vigilanza urbanistica ed edilizia, nonché ai fini del rilascio del certificato di agibilità, tali D.I.A. S.C.I.A. costituiscono parte integrante del procedimento relativo al permesso di costruzione dell'intervento principale e possono essere presentate prima della dichiarazione di ultimazione dei lavori”. Il testo dell’art. 22 comma 2 del D.P.R. 380/2001, novellato è il seguente indicato in sovra, dove in rosso si indicano le novità della L. 98/2013 (legge del fare) ed in verde del D.L. 133/2014 (sblocca italia) ed in giallo le parti eliminate: “D.P.R. 380/ Art. 22 (L) - Interventi subordinati a denuncia di inizio attività Segnalazione d’Inizio attività. 2. Sono, altresì, realizzabili mediante D.I.A. S.C.I.A. le varianti a P.d.C. che non incidono sui parametri urbanistici e sulle volumetrie, che non modificano la destinazione d'uso e la categoria edilizia, non alterano la sagoma dell'edificio qualora sottoposto a vincolo ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 e successive modificazioni e non violano le eventuali prescrizioni contenute nel permesso di costruire. Ai fini dell'attività di vigilanza urbanistica ed edilizia, nonché ai fini del rilascio del certificato di agibilità, tali D.I.A. S.C.I.A. costituiscono parte integrante del procedimento relativo al permesso di costruzione dell'intervento principale e possono essere presentate prima della dichiarazione di ultimazione dei lavori”. La L.R.T. n. 65/2014 e la L. n° 164/2014 “SBLOCCA-ITALIA” Il nuovo quadro normativo in Toscana in materia edilizia, urbanistica e paesaggistica relatore: Claudio BELCARI

55 55 L SEMPLIFICAZIONE DELLA PROCEDURA NELLA REALIZZAZIONE DI VARIANTI IN CORSO D’OPERA AI TITOLI EDILIZI L’art. 22 comma 2 del D.P.R. 380/2001, disciplina le varianti in corso d’opera, da sottoporre al titolo semplificato della S.C.I.A., ed in perfetta coerenza con la sovracitata norma, che modifica il concetto di ristrutturazione, ammette la modifica di sagoma, anche per le varianti in corso d’opera da realizzare mediante S.C.I.A.. L’art. 22 comma 2 del D.P.R. 380/2001, disciplina le varianti in corso d’opera, da sottoporre al titolo semplificato della S.C.I.A., ed in perfetta coerenza con la sovracitata norma, che modifica il concetto di ristrutturazione, ammette la modifica di sagoma, anche per le varianti in corso d’opera da realizzare mediante S.C.I.A.. Infatti si inserisce la possibilità di effettuare varianti ai titoli edilizi mediante il titolo della S.C.I.A., anche nel caso di variazioni di sagoma, rimanendo l’obbligo del rispetto della sagoma nel caso di interventi da realizzare in area sottoposta al rispetto del vincolo del d.lgs. n° 42/2004 (codice dei Beni Culturali e Paesaggistici). Infatti si inserisce la possibilità di effettuare varianti ai titoli edilizi mediante il titolo della S.C.I.A., anche nel caso di variazioni di sagoma, rimanendo l’obbligo del rispetto della sagoma nel caso di interventi da realizzare in area sottoposta al rispetto del vincolo del d.lgs. n° 42/2004 (codice dei Beni Culturali e Paesaggistici). L’art. 22 comma 2 del D.P.R. 380/2001, disciplina le varianti in corso d’opera, da sottoporre al titolo semplificato della S.C.I.A., ed in perfetta coerenza con la sovracitata norma, che modifica il concetto di ristrutturazione, ammette la modifica di sagoma, anche per le varianti in corso d’opera da realizzare mediante S.C.I.A.. L’art. 22 comma 2 del D.P.R. 380/2001, disciplina le varianti in corso d’opera, da sottoporre al titolo semplificato della S.C.I.A., ed in perfetta coerenza con la sovracitata norma, che modifica il concetto di ristrutturazione, ammette la modifica di sagoma, anche per le varianti in corso d’opera da realizzare mediante S.C.I.A.. Infatti si inserisce la possibilità di effettuare varianti ai titoli edilizi mediante il titolo della S.C.I.A., anche nel caso di variazioni di sagoma, rimanendo l’obbligo del rispetto della sagoma nel caso di interventi da realizzare in area sottoposta al rispetto del vincolo del d.lgs. n° 42/2004 (codice dei Beni Culturali e Paesaggistici). Infatti si inserisce la possibilità di effettuare varianti ai titoli edilizi mediante il titolo della S.C.I.A., anche nel caso di variazioni di sagoma, rimanendo l’obbligo del rispetto della sagoma nel caso di interventi da realizzare in area sottoposta al rispetto del vincolo del d.lgs. n° 42/2004 (codice dei Beni Culturali e Paesaggistici). La legge “del fare”, consente di effettuare varianti in corso d’opera, fuori dalle aree vincolate con variazione di sagoma, da assoggettarsi al titolo auto-dichiarato, con il solo obbligo di segnalazione prima della dichiarazione di ultimazione dei lavori, mediante SCIA. La legge “del fare”, consente di effettuare varianti in corso d’opera, fuori dalle aree vincolate con variazione di sagoma, da assoggettarsi al titolo auto-dichiarato, con il solo obbligo di segnalazione prima della dichiarazione di ultimazione dei lavori, mediante SCIA. Ciò significa che non c’è più l’obbligo della sospensione lavori e presentazione di titolo edilizio auto-dichiarato (SCIA), per varianti in corso d’opera con variazioni di sagoma, in aree non sottoposte a vincolo. Ciò significa che non c’è più l’obbligo della sospensione lavori e presentazione di titolo edilizio auto-dichiarato (SCIA), per varianti in corso d’opera con variazioni di sagoma, in aree non sottoposte a vincolo. La legge “del fare”, consente di effettuare varianti in corso d’opera, fuori dalle aree vincolate con variazione di sagoma, da assoggettarsi al titolo auto-dichiarato, con il solo obbligo di segnalazione prima della dichiarazione di ultimazione dei lavori, mediante SCIA. La legge “del fare”, consente di effettuare varianti in corso d’opera, fuori dalle aree vincolate con variazione di sagoma, da assoggettarsi al titolo auto-dichiarato, con il solo obbligo di segnalazione prima della dichiarazione di ultimazione dei lavori, mediante SCIA. Ciò significa che non c’è più l’obbligo della sospensione lavori e presentazione di titolo edilizio auto-dichiarato (SCIA), per varianti in corso d’opera con variazioni di sagoma, in aree non sottoposte a vincolo. Ciò significa che non c’è più l’obbligo della sospensione lavori e presentazione di titolo edilizio auto-dichiarato (SCIA), per varianti in corso d’opera con variazioni di sagoma, in aree non sottoposte a vincolo. La L.R.T. n. 65/2014 e la L. n° 164/2014 “SBLOCCA-ITALIA” Il nuovo quadro normativo in Toscana in materia edilizia, urbanistica e paesaggistica relatore: Claudio BELCARI

56 56 LEGGE “sblocca Italia” - SEMPLIFICAZIONE DELLA PROCEDURA NELLA REALIZZAZIONE DI VARIANTI IN CORSO D’OPERA AI TITOLI EDILIZI L’art. Il decreto “sblocca Italia” modifica il D.P.R. 380/2001 art. 22 (L) con la seguente aggiunta: L’art. Il decreto “sblocca Italia” modifica il D.P.R. 380/2001 art. 22 (L) con la seguente aggiunta: “2 bis. Sono realizzabili mediante segnalazione certificata d’inizio attività e comunicate a fine lavori con attestazione del professionista, le varianti a permessi di costruire che non configurano una variazione essenziale, a condizione che siano conformi alle prescrizioni urbanistico-edilizie e siano attuate dopo l’acquisizione degli eventuali atti di assenso prescritti dalla normativa sui vincoli paesaggistici, idrogeologici, ambientali, di tutela del patrimonio storico, artistico ed archeologico e dalle altre normative di settore.” “2 bis. Sono realizzabili mediante segnalazione certificata d’inizio attività e comunicate a fine lavori con attestazione del professionista, le varianti a permessi di costruire che non configurano una variazione essenziale, a condizione che siano conformi alle prescrizioni urbanistico-edilizie e siano attuate dopo l’acquisizione degli eventuali atti di assenso prescritti dalla normativa sui vincoli paesaggistici, idrogeologici, ambientali, di tutela del patrimonio storico, artistico ed archeologico e dalle altre normative di settore.” L’art. Il decreto “sblocca Italia” modifica il D.P.R. 380/2001 art. 22 (L) con la seguente aggiunta: L’art. Il decreto “sblocca Italia” modifica il D.P.R. 380/2001 art. 22 (L) con la seguente aggiunta: “2 bis. Sono realizzabili mediante segnalazione certificata d’inizio attività e comunicate a fine lavori con attestazione del professionista, le varianti a permessi di costruire che non configurano una variazione essenziale, a condizione che siano conformi alle prescrizioni urbanistico-edilizie e siano attuate dopo l’acquisizione degli eventuali atti di assenso prescritti dalla normativa sui vincoli paesaggistici, idrogeologici, ambientali, di tutela del patrimonio storico, artistico ed archeologico e dalle altre normative di settore.” “2 bis. Sono realizzabili mediante segnalazione certificata d’inizio attività e comunicate a fine lavori con attestazione del professionista, le varianti a permessi di costruire che non configurano una variazione essenziale, a condizione che siano conformi alle prescrizioni urbanistico-edilizie e siano attuate dopo l’acquisizione degli eventuali atti di assenso prescritti dalla normativa sui vincoli paesaggistici, idrogeologici, ambientali, di tutela del patrimonio storico, artistico ed archeologico e dalle altre normative di settore.” Con l’introduzione della suddetta disposizione del decreto “sblocca italia”, relativa al comma 2 bis, si stabilisce un ulteriore forma di snellimento procedurale, consentendo di poter presentare a fine lavori una S.C.I.A. per segnalare varianti realizzate in corso d’opera per le quali sussistano le seguenti condizioni: Con l’introduzione della suddetta disposizione del decreto “sblocca italia”, relativa al comma 2 bis, si stabilisce un ulteriore forma di snellimento procedurale, consentendo di poter presentare a fine lavori una S.C.I.A. per segnalare varianti realizzate in corso d’opera per le quali sussistano le seguenti condizioni:  siano conformi alle prescrizioni urbanistico-edilizie;  siano attuate dopo l’acquisizione degli eventuali atti di assenso prescritti dalla normativa sui vincoli paesaggistici, idrogeologici, ambientali, di tutela del patrimonio storico, artistico, archeologico e dalle altre normative di settore;  non configurino variazione essenziale. Con l’introduzione della suddetta disposizione del decreto “sblocca italia”, relativa al comma 2 bis, si stabilisce un ulteriore forma di snellimento procedurale, consentendo di poter presentare a fine lavori una S.C.I.A. per segnalare varianti realizzate in corso d’opera per le quali sussistano le seguenti condizioni: Con l’introduzione della suddetta disposizione del decreto “sblocca italia”, relativa al comma 2 bis, si stabilisce un ulteriore forma di snellimento procedurale, consentendo di poter presentare a fine lavori una S.C.I.A. per segnalare varianti realizzate in corso d’opera per le quali sussistano le seguenti condizioni:  siano conformi alle prescrizioni urbanistico-edilizie;  siano attuate dopo l’acquisizione degli eventuali atti di assenso prescritti dalla normativa sui vincoli paesaggistici, idrogeologici, ambientali, di tutela del patrimonio storico, artistico, archeologico e dalle altre normative di settore;  non configurino variazione essenziale. La L.R.T. n. 65/2014 e la L. n° 164/2014 “SBLOCCA-ITALIA” Il nuovo quadro normativo in Toscana in materia edilizia, urbanistica e paesaggistica relatore: Claudio BELCARI

57 57 REGIME SANZIONATORIO: QUANDO NON SONO CONTESTABILI LE VARIANTI IN CORSO D’OPERA GIA’ REALIZZATE IN TOSCANA  Art. 142 L.R. 1/2005 ora art. 211 della L.R. 65/2014- Varianti in corso d'opera. 1.Non si procede alla demolizione oppure all’applicazione delle sanzioni di cui al presente capo nel caso di realizzazioni di varianti, purché sussistano tutte le condizioni di cui all’articolo 83 bis, comma 1 L.R. 1/2005 ora art. 143 commi 1 e 2 della L.R. 65/ Non si procede alla demolizione oppure all’applicazione delle sanzioni di cui al presente capo nel caso di realizzazioni di varianti, purché sussistano tutte le condizioni di cui all’articolo 83 bis, comma 1 L.R. 1/2005 ora art. 143 commi 1 e 2 della L.R. 65/2014 (varianti stato finale)  Art. 142 L.R. 1/2005 ora art. 211 della L.R. 65/2014- Varianti in corso d'opera. 1.Non si procede alla demolizione oppure all’applicazione delle sanzioni di cui al presente capo nel caso di realizzazioni di varianti, purché sussistano tutte le condizioni di cui all’articolo 83 bis, comma 1 L.R. 1/2005 ora art. 143 commi 1 e 2 della L.R. 65/ Non si procede alla demolizione oppure all’applicazione delle sanzioni di cui al presente capo nel caso di realizzazioni di varianti, purché sussistano tutte le condizioni di cui all’articolo 83 bis, comma 1 L.R. 1/2005 ora art. 143 commi 1 e 2 della L.R. 65/2014 (varianti stato finale) Non son contestabili come abuso edilizio, se pur accertate dagli organi di vigilanza, le varianti in corso d’opera rientranti nella fattispecie di cui all’art. 83 bis, comma 1 della L.R. 1/2005 ora art. 143 commi 1 e 2 della L.R. 65/2014 LEGGE 98/2013 “del fare” - Non sono contestabili come abuso edilizio, se pur accertate dagli organi di vigilanza, le varianti in corso d’opera fuori dalle aree a vincolo comportanti modifiche di sagoma. LEGGE 164/2014 “sblocca-Italia” – Non sono contestabili unicamente le opere realizzate in corso d’opera che non costituiscono varianti essenziali. LEGGE 164/2014 “sblocca-Italia” – Non sono contestabili unicamente le opere realizzate in corso d’opera che non costituiscono varianti essenziali. La L.R.T. n. 65/2014 e la L. n° 164/2014 “SBLOCCA-ITALIA” Il nuovo quadro normativo in Toscana in materia edilizia, urbanistica e paesaggistica relatore: Claudio BELCARI

58 Art. 143 – Varianti in corso d’opera (ex-art. 83bis L.R.1/2005) Art. 143 – Varianti in corso d’opera (ex-art. 83bis L.R.1/2005) La parte invariata è in blu, quella eliminata in giallo barrato ed in rosso la parte nuova …..Le varianti in corso d’opera al permesso di costruire o alla SCIA non comportano la sospensione dei relativi lavori qualora ricorrano tutte le seguenti condizioni: a) dette varianti siano conformi atti di governo del territorio… agli strumenti comunali della pianificazione urbanistica, al regolamento edilizio urbanistici generali vigenti ai regolamenti edilizi vigenti e, comunque, non siano in contrasto con le eventuali prescrizioni contenute nel permesso di costruire; b) non comportino modifiche della sagoma dell’edificio qualora sottoposto a vincolo ai sensi del Codice oppure ricadente in zona omogenea “A” di cui al d.m. 1444/1968, o altra zona ad essa assimilata dagli strumenti comunali della pianificazione urbanistica, né introducano innovazioni che incidono sulle quantità edificabili consentite dagli strumenti e dagli atti comunali della pianificazione urbanistica, o che comportino incrementi di volumetria, oppure che incidono sulle dotazioni di standard; c) Non riguardino beni tutelati ai sensi della parte II del Codice dei beni culturali e del paesaggio; d c) nel caso in cui riguardino l’aspetto esteriore di immobili o aree tutelati ai sensi della parte III del Codice dei beni culturali e del paesaggio, fini idrogeologici, ambientali, o soggetti a norme di tutela del patrimonio storico, artistico ed archeologico, siano realizzate a seguito del rilascio della relativa autorizzazione oppure abbiano ad oggetto gli interventi di cui all’art. 149 del Codice medesimo dell’acquisizione degli eventuali atti di assenso prescritti dalla normativa sui vincoli e dalle altre normative di settore; d) nel caso in cui riguardino l’aspetto esteriore di immobili o aree tutelate ai sensi della parte III del Codice, siano realizzate a seguito del rilascio della relativa autorizzazione, oppure abbiano ad oggetto gli interventi di cui all’articolo 149 del Codice medesimo. 2. Art. 143 – Varianti in corso d’opera (ex-art. 83bis L.R.1/2005) Art. 143 – Varianti in corso d’opera (ex-art. 83bis L.R.1/2005) La parte invariata è in blu, quella eliminata in giallo barrato ed in rosso la parte nuova …..Le varianti in corso d’opera al permesso di costruire o alla SCIA non comportano la sospensione dei relativi lavori qualora ricorrano tutte le seguenti condizioni: a) dette varianti siano conformi atti di governo del territorio… agli strumenti comunali della pianificazione urbanistica, al regolamento edilizio urbanistici generali vigenti ai regolamenti edilizi vigenti e, comunque, non siano in contrasto con le eventuali prescrizioni contenute nel permesso di costruire; b) non comportino modifiche della sagoma dell’edificio qualora sottoposto a vincolo ai sensi del Codice oppure ricadente in zona omogenea “A” di cui al d.m. 1444/1968, o altra zona ad essa assimilata dagli strumenti comunali della pianificazione urbanistica, né introducano innovazioni che incidono sulle quantità edificabili consentite dagli strumenti e dagli atti comunali della pianificazione urbanistica, o che comportino incrementi di volumetria, oppure che incidono sulle dotazioni di standard; c) Non riguardino beni tutelati ai sensi della parte II del Codice dei beni culturali e del paesaggio; d c) nel caso in cui riguardino l’aspetto esteriore di immobili o aree tutelati ai sensi della parte III del Codice dei beni culturali e del paesaggio, fini idrogeologici, ambientali, o soggetti a norme di tutela del patrimonio storico, artistico ed archeologico, siano realizzate a seguito del rilascio della relativa autorizzazione oppure abbiano ad oggetto gli interventi di cui all’art. 149 del Codice medesimo dell’acquisizione degli eventuali atti di assenso prescritti dalla normativa sui vincoli e dalle altre normative di settore; d) nel caso in cui riguardino l’aspetto esteriore di immobili o aree tutelate ai sensi della parte III del Codice, siano realizzate a seguito del rilascio della relativa autorizzazione, oppure abbiano ad oggetto gli interventi di cui all’articolo 149 del Codice medesimo. 2.

59 59 LE NOVITA’ DELLA LEGGE URBANISTICA REGIONALE n° 65 del Art. 143 – Varianti in corso d’opera Art. 143 – Varianti in corso d’opera La parte invariata è in blu, quella eliminata in giallo barrato ed in rosso la parte nuova 2. Oltre a quelle di cui al comma 1, non comportano la sospensione dei relativi lavori le varianti in corso d’opera che non configurino una variazione essenziale come definita dall’articolo 197, al permesso di costruire, a condizione che siano conformi alle prescrizioni urbanistico- edilizie e che: a) nel caso in cui riguardino immobili o aree tutelati ai fini idrogeologici, ambientali, o soggetti a norme di tutela del patrimonio storico, artistico ed archeologico, siano realizzate a seguito dell’acquisizione degli eventuali atti di assenso prescritti dalla normativa sui vincoli e dalle altre normative di settore; b) nel caso in cui riguardino l’aspetto esteriore di immobili o aree tutelate ai sensi della parte III del Codice, siano realizzate a seguito del rilascio della relativa autorizzazione, oppure abbiano ad oggetto gli interventi di cui all’articolo 149 del Codice medesimo. 3. Per le varianti che non comportano la sospensione dei relativi lavori ai sensi dei commi 1 e 2, sussiste esclusivamente l’obbligo del deposito dello stato finale dell’opera come effettivamente realizzata, da effettuarsi unitamente ad apposita attestazione del professionista non oltre la data della comunicazione di ultimazione dei lavori. L’eventuale conguaglio del contributo di cui all’articolo 183, determinato con riferimento alla data titolo abilitativo del permesso di costruire o della SCIA, è effettuato contestualmente agli adempimenti di cui all’articolo 149, comma 1, e comunque prima della scadenza del termine di validità del titolo abilitativo P.d.C. o della SCIA. Art. 143 – Varianti in corso d’opera Art. 143 – Varianti in corso d’opera La parte invariata è in blu, quella eliminata in giallo barrato ed in rosso la parte nuova 2. Oltre a quelle di cui al comma 1, non comportano la sospensione dei relativi lavori le varianti in corso d’opera che non configurino una variazione essenziale come definita dall’articolo 197, al permesso di costruire, a condizione che siano conformi alle prescrizioni urbanistico- edilizie e che: a) nel caso in cui riguardino immobili o aree tutelati ai fini idrogeologici, ambientali, o soggetti a norme di tutela del patrimonio storico, artistico ed archeologico, siano realizzate a seguito dell’acquisizione degli eventuali atti di assenso prescritti dalla normativa sui vincoli e dalle altre normative di settore; b) nel caso in cui riguardino l’aspetto esteriore di immobili o aree tutelate ai sensi della parte III del Codice, siano realizzate a seguito del rilascio della relativa autorizzazione, oppure abbiano ad oggetto gli interventi di cui all’articolo 149 del Codice medesimo. 3. Per le varianti che non comportano la sospensione dei relativi lavori ai sensi dei commi 1 e 2, sussiste esclusivamente l’obbligo del deposito dello stato finale dell’opera come effettivamente realizzata, da effettuarsi unitamente ad apposita attestazione del professionista non oltre la data della comunicazione di ultimazione dei lavori. L’eventuale conguaglio del contributo di cui all’articolo 183, determinato con riferimento alla data titolo abilitativo del permesso di costruire o della SCIA, è effettuato contestualmente agli adempimenti di cui all’articolo 149, comma 1, e comunque prima della scadenza del termine di validità del titolo abilitativo P.d.C. o della SCIA. La L.R.T. n. 65/2014 e la L. n° 164/2014 “SBLOCCA-ITALIA” Il nuovo quadro normativo in Toscana in materia edilizia, urbanistica e paesaggistica relatore: Claudio BELCARI

60 60 LE NOVITA’ DELLA LEGGE URBANISTICA REGIONALE n° 65 del L’art. 143 della L.R. 65/2014 avente ad oggetto “varianti in corso d’opera” afferma “non comportano la sospensione dei lavori le varianti in corso d’opera che non configurino una variazione essenziale come definita dall’art. 197, al permesso di costruire, a condizione che siano conformi…” Art Determinazione delle variazioni essenziali (ex art. 133 L.R.1/2005) Art Determinazione delle variazioni essenziali (ex art. 133 L.R.1/2005) La parte invariata è in blu, quella eliminata in giallo barrato ed in rosso la parte nuova 1. Ai fini dell’applicazione degli articoli e , fermo restando quanto previsto dall’articolo 198costituiscono variazioni essenziali al progetto approvato le opere abusivamente eseguite nel corso dei lavori quando si verifichi una delle seguenti condizioni: 1. Ai fini dell’applicazione degli articoli e , fermo restando quanto previsto dall’articolo 198 (Tolleranze 2%), costituiscono variazioni essenziali al progetto approvato le opere abusivamente eseguite nel corso dei lavori quando si verifichi una delle seguenti condizioni: un mutamento della destinazione d’uso che implichi altra destinazione non consentita dallo strumento della pianificazione territoriale ovvero dagli atti di governo del territorio dagli strumenti della pianificazione urbanistica vigenti o adottati, oppure dalla disciplina di cui all’articolo 5898 a) un mutamento della destinazione d’uso che implichi altra destinazione non consentita dallo strumento della pianificazione territoriale ovvero dagli atti di governo del territorio oppure dagli strumenti della pianificazione urbanistica vigenti o adottati, oppure dalla disciplina di cui all’articolo 58 98; b) un incremento della volumetria complessiva con aumento della superficie utile con destinazione residenziale in misura superiore: 1) al 5 per cento da 0 a 300 metri quadrati; 2) al 2 per cento dai successivi 301 metri quadrati per la parte eccedente 300 metri quadrati; Art Determinazione delle variazioni essenziali (ex art. 133 L.R.1/2005) Art Determinazione delle variazioni essenziali (ex art. 133 L.R.1/2005) La parte invariata è in blu, quella eliminata in giallo barrato ed in rosso la parte nuova 1. Ai fini dell’applicazione degli articoli e , fermo restando quanto previsto dall’articolo 198costituiscono variazioni essenziali al progetto approvato le opere abusivamente eseguite nel corso dei lavori quando si verifichi una delle seguenti condizioni: 1. Ai fini dell’applicazione degli articoli e , fermo restando quanto previsto dall’articolo 198 (Tolleranze 2%), costituiscono variazioni essenziali al progetto approvato le opere abusivamente eseguite nel corso dei lavori quando si verifichi una delle seguenti condizioni: un mutamento della destinazione d’uso che implichi altra destinazione non consentita dallo strumento della pianificazione territoriale ovvero dagli atti di governo del territorio dagli strumenti della pianificazione urbanistica vigenti o adottati, oppure dalla disciplina di cui all’articolo 5898 a) un mutamento della destinazione d’uso che implichi altra destinazione non consentita dallo strumento della pianificazione territoriale ovvero dagli atti di governo del territorio oppure dagli strumenti della pianificazione urbanistica vigenti o adottati, oppure dalla disciplina di cui all’articolo 58 98; b) un incremento della volumetria complessiva con aumento della superficie utile con destinazione residenziale in misura superiore: 1) al 5 per cento da 0 a 300 metri quadrati; 2) al 2 per cento dai successivi 301 metri quadrati per la parte eccedente 300 metri quadrati; La L.R.T. n. 65/2014 e la L. n° 164/2014 “SBLOCCA-ITALIA” Il nuovo quadro normativo in Toscana in materia edilizia, urbanistica e paesaggistica relatore: Claudio BELCARI

61 61 Art. 197 Art. 197 Determinazione delle variazioni essenziali La parte invariata è in blu, quella eliminata in giallo barrato ed in rosso la parte nuova c) un incremento della volumetria complessiva con aumento della superficie utile con destinazione diversa da quella residenziale in misura superiore c) un incremento della volumetria complessiva con aumento della superficie utile con destinazione diversa da quella residenziale in misura superiore: 1) al 5 per cento da 0 a 400 metri quadrati; 2) al 2 per cento dai successivi 301 metri quadrati per la parte eccedente 400 metri quadrati; d) la modifica dell’altezza dell’edificio in misura superiore a 30 centimetri qualora l’altezza dell’edificio sia stata prescritta in relazione a quella di altri edifici; e) la riduzione delle distanze minime dell’edificio fissate nel permesso di costruire dalle altre costruzioni e dai confini di proprietà, in misura superiore al 10 per cento, oppure in misura superiore a 20 centimetri dalle strade pubbliche o di uso pubblico, qualora l’allineamento dell’edificio sia stato prescritto in relazione a quello di altri edifici; f) la violazione delle norme vigenti in materia di edilizia antisismica, quando la stessa non attenga a fatti procedurali. 2. Le variazioni concernenti la superficie e l’altezza costituiscono variazioni essenziali anche se inferiori ai limiti di cui al comma 1, lettere b), c) e d), ove comportino aumento del numero dei piani o delle unità immobiliari. 3. Non possono ritenersi comunque variazioni essenziali quelle che incidono sull’entità delle superfici relative ai vani accessori e ai volumi tecnici, nonché sulla distribuzione interna delle singole unità abitative. Art. 197 Art. 197 Determinazione delle variazioni essenziali La parte invariata è in blu, quella eliminata in giallo barrato ed in rosso la parte nuova c) un incremento della volumetria complessiva con aumento della superficie utile con destinazione diversa da quella residenziale in misura superiore c) un incremento della volumetria complessiva con aumento della superficie utile con destinazione diversa da quella residenziale in misura superiore: 1) al 5 per cento da 0 a 400 metri quadrati; 2) al 2 per cento dai successivi 301 metri quadrati per la parte eccedente 400 metri quadrati; d) la modifica dell’altezza dell’edificio in misura superiore a 30 centimetri qualora l’altezza dell’edificio sia stata prescritta in relazione a quella di altri edifici; e) la riduzione delle distanze minime dell’edificio fissate nel permesso di costruire dalle altre costruzioni e dai confini di proprietà, in misura superiore al 10 per cento, oppure in misura superiore a 20 centimetri dalle strade pubbliche o di uso pubblico, qualora l’allineamento dell’edificio sia stato prescritto in relazione a quello di altri edifici; f) la violazione delle norme vigenti in materia di edilizia antisismica, quando la stessa non attenga a fatti procedurali. 2. Le variazioni concernenti la superficie e l’altezza costituiscono variazioni essenziali anche se inferiori ai limiti di cui al comma 1, lettere b), c) e d), ove comportino aumento del numero dei piani o delle unità immobiliari. 3. Non possono ritenersi comunque variazioni essenziali quelle che incidono sull’entità delle superfici relative ai vani accessori e ai volumi tecnici, nonché sulla distribuzione interna delle singole unità abitative. La L.R.T. n. 65/2014 e la L. n° 164/2014 “SBLOCCA-ITALIA” Il nuovo quadro normativo in Toscana in materia edilizia, urbanistica e paesaggistica relatore: Claudio BELCARI

62 62 LE VARIANTI IN CORSO D’OPERA AI TITOLI EDILIZI I VARI TIPI DI PROCEDURE LE VARIANTI IN CORSO D’OPERA AI TITOLI EDILIZI I VARI TIPI DI PROCEDURE Titolo assentito: PERMESSO DI COSTRUIRE Titolo assentito: S.C.I.A. Varianti a pemesso di costruire rilasciato, con permesso di costruire art. 83 bis comma 1 L.R. 1/2005 ora art. 134 comma 4 della L.R. 65/2014 art. 83 bis comma 1 L.R. 1/2005 ora art. 134 comma 4 della L.R. 65/2014 Varianti a pemesso di costruire rilasciato con presentazione di s.c.i.a. art. 79 comma 3 L.R. 1/2005 ora art. 135 comma 3 della L.R. 65/2014 art. 79 comma 3 L.R. 1/2005 ora art. 135 comma 3 della L.R. 65/2014 Varianti a permesso di costruire rilasciato, con deposito elaborati stato finale art. 83 bis, comma 1 L.R. 1/2005 ora art. 143 comma 1 e 2 della L.R. 65/2014 art. 83 bis, comma 1 L.R. 1/2005 ora art. 143 comma 1 e 2 della L.R. 65/2014 Varianti a s.c.i.a. assentita, con la presentazione di nuova s.c.i.a art. 79 comma 3 L.R. 1/2005 ora art. 145 comma 5 della L.R. 65/2014 art. 79 comma 3 L.R. 1/2005 ora art. 145 comma 5 della L.R. 65/2014 Varianti a s.c.i.a. assentito, con deposito elaborati stato finale art. 83 bis, comma 1 L.R.1/2005 ora art. 143 comma 1 e 2 della L.R. 65/2014 art. 83 bis, comma 1 L.R.1/2005 ora art. 143 comma 1 e 2 della L.R. 65/2014 Le uniche varianti al permesso di costruire da effettuarsi con permesso di costruire, sono quelle di tipo “essenziale” (art. 197 L.R. 65/2014),tali da non rientrare nelle tipologie di intervento consentite con S.C.I.A. (art. 135 comma 3) e in quelle sottoposte al deposito stato finale (art. 143 della L.R. 65/2014). Le uniche varianti al permesso di costruire da effettuarsi con permesso di costruire, sono quelle di tipo “essenziale” (art. 197 L.R. 65/2014), tali da non rientrare nelle tipologie di intervento consentite con S.C.I.A. (art. 135 comma 3) e in quelle sottoposte al deposito stato finale (art. 143 della L.R. 65/2014).

63 63 I DIVERSI EFFETTI DELLA VARIANTE “SOSTANZIALE” AL PERMESSO DI COSTRUIRE DEFINITA DALL’ART. 197 DELLA L.R. N°65/2014 NON SI HA VARIANTE ESSENZIALE, AL PERMESSO DI COSTRUIRE RILASCIATO NON SI HA VARIANTE ESSENZIALE, AL PERMESSO DI COSTRUIRE RILASCIATO (ai sensi art. 197 L.R. 65/2014) SI HA VARIANTE ESSENZIALE,AL PERMESSO DI COSTRUIRE RILASCIATO SI HA VARIANTE ESSENZIALE,AL PERMESSO DI COSTRUIRE RILASCIATO (ai sensi art. 197 L.R. 65/2014) La variante non configura nuova istanza e non c’è bisogno di un nuovo titolo (permesso di costruire o S.C.I.A.) basta presentare deposito dello stato finale dell’opera La variante configura nuova istanza e c’è bisogno di un nuovo titolo edilizio Perm. di costruire art. 135 comma 3 L.R. 65/2014 S.C.I.A.S.C.I.A. art. 134 comma 4 della L.R. 65/2014 Non si deve sospendere i lavori, basta segnalarla prima della fine dei lavori Si deve sospendere i lavori ed ottenere un nuovo titolo (p.d.c. o S.C.I.A.) Non si incorre in nessuna sanzione nel caso di accertamento degli organi di vigilanza, prima della segnalazione prima della fine dei lavori Se eseguita in assenza di titolo (p.d.c. o S.C.I.A.) si incorre nelle procedure sanzionatorie. Nei casi ove ne ricorrano le condizioni si può ottenere un titolo edilizio in sanatoria

64 64 VARIANTE NON ESSENZIALE VARIANTE ESSENZIALE L’istanza non dà luogo ad autonomo procedimento, ma si inserisce nell’ambito dell’originario titolo abilitativo A prescindere dalla presentazione dell’istanza, nell’ambito del procedimento “originario”, concretizzano nella sostanza nuova istanza di titolo; Il titolo in variante non sostituisce il pregresso che continua a disciplinare la fattispecie e ad esso si integra Il nuovo provvedimento, riguarda una diversa fattispecie e si sostituisce all’originario assenso; In considerazione della non autonomia del titolo in variante inessenziale, non opera il principio del tempus regit actum: la conformità o meno delle opere richieste in variante, deve valutarsi alla luce del solo contesto normativo vigente al momento dell’adozione del provvedimento principale (essendo quindi irrilevanti, le sopravvenute normative e/o regolamentari intervenute dopo l’adozione del primo permesso di costruire) Per il principio del tempus regit actum, l’assentibilità o meno dell’intervento in variante deve essere valutata alla luce del contesto normativo e regolamentare vigente al momento di adozione del titolo in variante L’eventuale ricorso giurisdizionale proposto avverso il solo titolo in variante non essenziale è inammissibile Il permesso di costruire rilasciato in variante è suscettibile di autonoma impugnazione giurisdizionale anzi, diviene improcedibile il ricorso proposto avverso l’originario titolo, ormai sostituito

65 65 L.R. 65/ art Opere, interventi e manufatti privi di rilevanza edilizia La L.R.T. n. 65/2014 e la L. n° 164/2014 “SBLOCCA-ITALIA” Il nuovo quadro normativo in Toscana in materia edilizia, urbanistica e paesaggistica relatore: Claudio BELCARI Una delle novità più rilevanti e significative della L.R. 65/2014 è quella di aver dato uno specifico riconoscimento a tante opere di limitata consistenza che non hanno rilevanza edilizia. Una delle novità più rilevanti e significative della L.R. 65/2014 è quella di aver dato uno specifico riconoscimento a tante opere di limitata consistenza che non hanno rilevanza edilizia. Il legislatore regionale con la disposizione del presente articolo, intende recepire nella legge la giurisprudenza in materia, che ha ritenuto irrilevanti alcune opere minime che non hanno rilevanza sotto il profilo urbanistico-edilizio. Il legislatore regionale con la disposizione del presente articolo, intende recepire nella legge la giurisprudenza in materia, che ha ritenuto irrilevanti alcune opere minime che non hanno rilevanza sotto il profilo urbanistico-edilizio. Infatti ci sono interventi e manufatti in grado di non incidere in modo significativo, apprezzabile o permanente sulle risorse del territorio, per i loro oggettivi caratteri di precarietà costruttiva e facile amovibilità o in ragione della temporaneità di installazione. Infatti ci sono interventi e manufatti in grado di non incidere in modo significativo, apprezzabile o permanente sulle risorse del territorio, per i loro oggettivi caratteri di precarietà costruttiva e facile amovibilità o in ragione della temporaneità di installazione. Queste opere essendo considerate irrilevanti giuridicamente sotto il profilo edilizio, non devono essere oggetto di rappresentazione grafica da parte del professionista negli elaborati progettuali. Queste opere essendo considerate irrilevanti giuridicamente sotto il profilo edilizio, non devono essere oggetto di rappresentazione grafica da parte del professionista negli elaborati progettuali. Per l’installazione di queste opere non occorre, alcun adempimento e nessun titolo edilizio e nemmeno una comunicazione; sono opere propriamente liberalizzate ma unicamente sotto il profilo edilizio. Infatti, queste opere possono avere invece una rilevanza sotto altri profili, relativi a specifica normativa di settore caratterizzata da specialità, ad esempio la normativa di cui al codice dei beni culturali e paesaggistici di cui al d.lgs. n° 42/20014 o ai fini del vincolo idrogeologico di cui al R.D. L.gs , n Per l’installazione di queste opere non occorre, alcun adempimento e nessun titolo edilizio e nemmeno una comunicazione; sono opere propriamente liberalizzate ma unicamente sotto il profilo edilizio. Infatti, queste opere possono avere invece una rilevanza sotto altri profili, relativi a specifica normativa di settore caratterizzata da specialità, ad esempio la normativa di cui al codice dei beni culturali e paesaggistici di cui al d.lgs. n° 42/20014 o ai fini del vincolo idrogeologico di cui al R.D. L.gs , n Una delle novità più rilevanti e significative della L.R. 65/2014 è quella di aver dato uno specifico riconoscimento a tante opere di limitata consistenza che non hanno rilevanza edilizia. Una delle novità più rilevanti e significative della L.R. 65/2014 è quella di aver dato uno specifico riconoscimento a tante opere di limitata consistenza che non hanno rilevanza edilizia. Il legislatore regionale con la disposizione del presente articolo, intende recepire nella legge la giurisprudenza in materia, che ha ritenuto irrilevanti alcune opere minime che non hanno rilevanza sotto il profilo urbanistico-edilizio. Il legislatore regionale con la disposizione del presente articolo, intende recepire nella legge la giurisprudenza in materia, che ha ritenuto irrilevanti alcune opere minime che non hanno rilevanza sotto il profilo urbanistico-edilizio. Infatti ci sono interventi e manufatti in grado di non incidere in modo significativo, apprezzabile o permanente sulle risorse del territorio, per i loro oggettivi caratteri di precarietà costruttiva e facile amovibilità o in ragione della temporaneità di installazione. Infatti ci sono interventi e manufatti in grado di non incidere in modo significativo, apprezzabile o permanente sulle risorse del territorio, per i loro oggettivi caratteri di precarietà costruttiva e facile amovibilità o in ragione della temporaneità di installazione. Queste opere essendo considerate irrilevanti giuridicamente sotto il profilo edilizio, non devono essere oggetto di rappresentazione grafica da parte del professionista negli elaborati progettuali. Queste opere essendo considerate irrilevanti giuridicamente sotto il profilo edilizio, non devono essere oggetto di rappresentazione grafica da parte del professionista negli elaborati progettuali. Per l’installazione di queste opere non occorre, alcun adempimento e nessun titolo edilizio e nemmeno una comunicazione; sono opere propriamente liberalizzate ma unicamente sotto il profilo edilizio. Infatti, queste opere possono avere invece una rilevanza sotto altri profili, relativi a specifica normativa di settore caratterizzata da specialità, ad esempio la normativa di cui al codice dei beni culturali e paesaggistici di cui al d.lgs. n° 42/20014 o ai fini del vincolo idrogeologico di cui al R.D. L.gs , n Per l’installazione di queste opere non occorre, alcun adempimento e nessun titolo edilizio e nemmeno una comunicazione; sono opere propriamente liberalizzate ma unicamente sotto il profilo edilizio. Infatti, queste opere possono avere invece una rilevanza sotto altri profili, relativi a specifica normativa di settore caratterizzata da specialità, ad esempio la normativa di cui al codice dei beni culturali e paesaggistici di cui al d.lgs. n° 42/20014 o ai fini del vincolo idrogeologico di cui al R.D. L.gs , n

66 L.R. 65/2014, art Opere, interventi e manufatti privi di rilevanza edilizia In caso di vincoli, l’installazione di tali opere sarà preceduta, ad esempio dalla preventiva acquisizione dell’autorizzazione paesaggistica nel caso di area sottoposta al vincolo paesaggistico o dall’acquisizione del relativo nulla-osta ai fini del vincolo idrogeologico nel caso di sussistenza di tale vincolo. In caso di vincoli, l’installazione di tali opere sarà preceduta, ad esempio dalla preventiva acquisizione dell’autorizzazione paesaggistica nel caso di area sottoposta al vincolo paesaggistico o dall’acquisizione del relativo nulla-osta ai fini del vincolo idrogeologico nel caso di sussistenza di tale vincolo. Tali opere sono sottoposte al rispetto delle eventuali limitazioni e prescrizioni contenute nelle norme regolamentari comunali, non quelle vigenti al momento dell’entrata in vigore della L.R. 65/2014, che risultano automaticamente superati dalla normativa regionale sovraordinata, ma da quelle che saranno eventualmente assunte dai comuni successivamente all’entrata in vigore della legge regionale. Tali opere sono sottoposte al rispetto delle eventuali limitazioni e prescrizioni contenute nelle norme regolamentari comunali, non quelle vigenti al momento dell’entrata in vigore della L.R. 65/2014, che risultano automaticamente superati dalla normativa regionale sovraordinata, ma da quelle che saranno eventualmente assunte dai comuni successivamente all’entrata in vigore della legge regionale. Ad esempio il Comune può stabilire un vero e proprio motivato divieto di tali opere in determinati ambiti territoriali. Ad esempio il Comune può stabilire un vero e proprio motivato divieto di tali opere in determinati ambiti territoriali. A titolo esemplificativo, il Comune potrebbe stabilire con propria norma regolamentare che determinate opere non possono essere effettuate nelle zone omogenee “A”, centri storici o equipollenti. A titolo esemplificativo, il Comune potrebbe stabilire con propria norma regolamentare che determinate opere non possono essere effettuate nelle zone omogenee “A”, centri storici o equipollenti. Oppure l’amministrazione comunale potrebbe stabilire specifiche limitazioni dimensionali o dare specifiche sui materiali e/o sui colori in determinati ambiti territoriali. Oppure l’amministrazione comunale potrebbe stabilire specifiche limitazioni dimensionali o dare specifiche sui materiali e/o sui colori in determinati ambiti territoriali. Ad esempio potrebbe stabilire che le coperture pressostatiche stagionali, sono vietate nei centri storici e/o che nelle zone agricole devono essere di colore verde. Ad esempio potrebbe stabilire che le coperture pressostatiche stagionali, sono vietate nei centri storici e/o che nelle zone agricole devono essere di colore verde. E’ importante segnalare che queste opere, prive di rilevanza edilizia, diversamente da tutte le altre opere anche quelle rientranti nell’attività edilizia libera, nel caso siano realizzate in violazione di norme comunali, che le vietano o che le sottopongano a prescrizioni, non possono legittimamente essere sottoposte a procedure sanzionatorie amministrative ripristinatorie, cioè l’amministrazione comunale non può emettere una ordinanza di rimozione, ma può unicamente applicare una sanzione pecuniario amministrativa. In caso di vincoli, l’installazione di tali opere sarà preceduta, ad esempio dalla preventiva acquisizione dell’autorizzazione paesaggistica nel caso di area sottoposta al vincolo paesaggistico o dall’acquisizione del relativo nulla-osta ai fini del vincolo idrogeologico nel caso di sussistenza di tale vincolo. In caso di vincoli, l’installazione di tali opere sarà preceduta, ad esempio dalla preventiva acquisizione dell’autorizzazione paesaggistica nel caso di area sottoposta al vincolo paesaggistico o dall’acquisizione del relativo nulla-osta ai fini del vincolo idrogeologico nel caso di sussistenza di tale vincolo. Tali opere sono sottoposte al rispetto delle eventuali limitazioni e prescrizioni contenute nelle norme regolamentari comunali, non quelle vigenti al momento dell’entrata in vigore della L.R. 65/2014, che risultano automaticamente superati dalla normativa regionale sovraordinata, ma da quelle che saranno eventualmente assunte dai comuni successivamente all’entrata in vigore della legge regionale. Tali opere sono sottoposte al rispetto delle eventuali limitazioni e prescrizioni contenute nelle norme regolamentari comunali, non quelle vigenti al momento dell’entrata in vigore della L.R. 65/2014, che risultano automaticamente superati dalla normativa regionale sovraordinata, ma da quelle che saranno eventualmente assunte dai comuni successivamente all’entrata in vigore della legge regionale. Ad esempio il Comune può stabilire un vero e proprio motivato divieto di tali opere in determinati ambiti territoriali. Ad esempio il Comune può stabilire un vero e proprio motivato divieto di tali opere in determinati ambiti territoriali. A titolo esemplificativo, il Comune potrebbe stabilire con propria norma regolamentare che determinate opere non possono essere effettuate nelle zone omogenee “A”, centri storici o equipollenti. A titolo esemplificativo, il Comune potrebbe stabilire con propria norma regolamentare che determinate opere non possono essere effettuate nelle zone omogenee “A”, centri storici o equipollenti. Oppure l’amministrazione comunale potrebbe stabilire specifiche limitazioni dimensionali o dare specifiche sui materiali e/o sui colori in determinati ambiti territoriali. Oppure l’amministrazione comunale potrebbe stabilire specifiche limitazioni dimensionali o dare specifiche sui materiali e/o sui colori in determinati ambiti territoriali. Ad esempio potrebbe stabilire che le coperture pressostatiche stagionali, sono vietate nei centri storici e/o che nelle zone agricole devono essere di colore verde. Ad esempio potrebbe stabilire che le coperture pressostatiche stagionali, sono vietate nei centri storici e/o che nelle zone agricole devono essere di colore verde. E’ importante segnalare che queste opere, prive di rilevanza edilizia, diversamente da tutte le altre opere anche quelle rientranti nell’attività edilizia libera, nel caso siano realizzate in violazione di norme comunali, che le vietano o che le sottopongano a prescrizioni, non possono legittimamente essere sottoposte a procedure sanzionatorie amministrative ripristinatorie, cioè l’amministrazione comunale non può emettere una ordinanza di rimozione, ma può unicamente applicare una sanzione pecuniario amministrativa.

67 Art Opere, interventi e manufatti privi di rilevanza edilizia 1. Sono privi di rilevanza urbanistico-edilizia le opere, gli interventi e i manufatti non incidenti in modo significativo o permanente sulle risorse del territorio, per i loro oggettivi caratteri di precarietà costruttiva e facile amovibilità o in ragione della temporaneità di installazione, ed in particolare: Art Opere, interventi e manufatti privi di rilevanza edilizia 1. Sono privi di rilevanza urbanistico-edilizia le opere, gli interventi e i manufatti non incidenti in modo significativo o permanente sulle risorse del territorio, per i loro oggettivi caratteri di precarietà costruttiva e facile amovibilità o in ragione della temporaneità di installazione, ed in particolare: a) gli elementi di arredo o di delimitazione di giardini e spazi pertinenziali, quali: 1) i pergolati, limitatamente alle strutture leggere variamente configurate, costituenti il supporto di vegetazione rampicante o di altri elementi aventi esclusiva funzione ombreggiante, comunque non suscettibili di offrire riparo dalle precipitazioni atmosferiche; 2) i gazebo da giardino, limitatamente alle strutture leggere in legno o metallo contraddistinte da facile amovibilità e reversibilità, prive di chiusure laterali, di coperture realizzate con materiali rigidi e durevoli, nonché di pavimentazioni continue o altre opere murarie destinate a uso stagionale e atte a ombreggiare spazi di soggiorno temporaneo all’aperto; 3) gli arredi da giardino di piccole dimensioni e contraddistinti da facile amovibilità e reversibilità, quali barbecue semplicemente appoggiati al suolo, fontanelle, sculture e installazioni ornamentali in genere, fioriere, voliere e simili; 4) le pavimentazioni esterne costituite da elementi accostati e semplicemente appoggiati sul terreno, prive di giunti stuccati o cementati; 5) l’occupazione temporanea di suolo, anche pubblico o di uso pubblico, di durata non superiore a novanta giorni, con strutture per il rimessaggio delle imbarcazioni e per attrezzature sportive; 6) i piccoli manufatti con funzioni accessorie non destinati alla permanenza di persone collocati nelle aree di pertinenza degli edifici, quali ricoveri per animali domestici o da cortile, ripostigli per attrezzi, coperture di pozzi e simili, purché realizzati in materiali leggeri, senza parti in muratura, semplicemente appoggiati o ancorati al suolo; 7) le recinzioni realizzate in rete e pali in legno semplicemente infissi al suolo senza opere murarie e le staccionate in legno semplicemente infisse al suolo; 8) gli elementi amovibili volti a limitare o regolare l’accessibilità carrabile a spazi di proprietà privata, quali sbarre, paracarri, fioriere, separatori, dissuasori e simili. 1) i pergolati, limitatamente alle strutture leggere variamente configurate, costituenti il supporto di vegetazione rampicante o di altri elementi aventi esclusiva funzione ombreggiante, comunque non suscettibili di offrire riparo dalle precipitazioni atmosferiche; 2) i gazebo da giardino, limitatamente alle strutture leggere in legno o metallo contraddistinte da facile amovibilità e reversibilità, prive di chiusure laterali, di coperture realizzate con materiali rigidi e durevoli, nonché di pavimentazioni continue o altre opere murarie destinate a uso stagionale e atte a ombreggiare spazi di soggiorno temporaneo all’aperto; 3) gli arredi da giardino di piccole dimensioni e contraddistinti da facile amovibilità e reversibilità, quali barbecue semplicemente appoggiati al suolo, fontanelle, sculture e installazioni ornamentali in genere, fioriere, voliere e simili; 4) le pavimentazioni esterne costituite da elementi accostati e semplicemente appoggiati sul terreno, prive di giunti stuccati o cementati; 5) l’occupazione temporanea di suolo, anche pubblico o di uso pubblico, di durata non superiore a novanta giorni, con strutture per il rimessaggio delle imbarcazioni e per attrezzature sportive; 6) i piccoli manufatti con funzioni accessorie non destinati alla permanenza di persone collocati nelle aree di pertinenza degli edifici, quali ricoveri per animali domestici o da cortile, ripostigli per attrezzi, coperture di pozzi e simili, purché realizzati in materiali leggeri, senza parti in muratura, semplicemente appoggiati o ancorati al suolo; 7) le recinzioni realizzate in rete e pali in legno semplicemente infissi al suolo senza opere murarie e le staccionate in legno semplicemente infisse al suolo; 8) gli elementi amovibili volti a limitare o regolare l’accessibilità carrabile a spazi di proprietà privata, quali sbarre, paracarri, fioriere, separatori, dissuasori e simili.

68 68 La L.R.T. n. 65/2014 e la L. n° 164/2014 “SBLOCCA-ITALIA” Il nuovo quadro normativo in Toscana in materia edilizia, urbanistica e paesaggistica relatore: Claudio BELCARI Art Opere, interventi e manufatti privi di rilevanza edilizia b) le installazioni temporanee o stagionali, quali: 1)le installazioni stagionali poste a corredo di attività economiche quali esercizi di somministrazione di alimenti e bevande o attività turistico-ricettive, costituite da elementi facilmente amovibili quali pedane, paratie laterali frangivento, tende ombreggianti o altri elementi non rigidi di copertura, purché non insistano su marciapiedi o altri spazi pubblici destinati alla sosta o al transito pedonale o carrabile. Sono da ritenersi prive di rilevanza urbanistico-edilizia solo le installazioni aventi oggettivo carattere temporaneo, con durata non superiore a novanta giorni consecutivi, contraddistinte da facile amovibilità e reversibilità, e comunque prive di tamponamenti esterni continui e di coperture realizzate con materiali rigidi e durevoli; 2) l’occupazione temporanea di suolo privato, pubblico, o di uso pubblico, con strutture mobili, chioschi e simili, con durata non superiore a novanta giorni consecutivi; 3) le coperture pressostatiche stagionali per lo svolgimento di attività sportive o ricreative al coperto, purché mantenute in opera per periodi di tempo non superiori a novanta giorni consecutivi; 4) le strutture temporanee per manifestazioni, concerti, spettacoli viaggianti, eventi sportivi, fiere, sagre e simili, purché mantenute per il solo periodo di svolgimento della manifestazione, comunque non superiore a novanta giorni consecutivi, comprensivo dei tempi di allestimento e smontaggio delle strutture; 5) le strutture temporanee di supporto a prospezioni geognostiche o al monitoraggio ambientale, non soggette a titolo abilitativo né a obbligo di comunicazione allo sportello unico ai sensi delle norme statali o regionali. 1)le installazioni stagionali poste a corredo di attività economiche quali esercizi di somministrazione di alimenti e bevande o attività turistico-ricettive, costituite da elementi facilmente amovibili quali pedane, paratie laterali frangivento, tende ombreggianti o altri elementi non rigidi di copertura, purché non insistano su marciapiedi o altri spazi pubblici destinati alla sosta o al transito pedonale o carrabile. Sono da ritenersi prive di rilevanza urbanistico-edilizia solo le installazioni aventi oggettivo carattere temporaneo, con durata non superiore a novanta giorni consecutivi, contraddistinte da facile amovibilità e reversibilità, e comunque prive di tamponamenti esterni continui e di coperture realizzate con materiali rigidi e durevoli; 2) l’occupazione temporanea di suolo privato, pubblico, o di uso pubblico, con strutture mobili, chioschi e simili, con durata non superiore a novanta giorni consecutivi; 3) le coperture pressostatiche stagionali per lo svolgimento di attività sportive o ricreative al coperto, purché mantenute in opera per periodi di tempo non superiori a novanta giorni consecutivi; 4) le strutture temporanee per manifestazioni, concerti, spettacoli viaggianti, eventi sportivi, fiere, sagre e simili, purché mantenute per il solo periodo di svolgimento della manifestazione, comunque non superiore a novanta giorni consecutivi, comprensivo dei tempi di allestimento e smontaggio delle strutture; 5) le strutture temporanee di supporto a prospezioni geognostiche o al monitoraggio ambientale, non soggette a titolo abilitativo né a obbligo di comunicazione allo sportello unico ai sensi delle norme statali o regionali.

69 69 Art Opere, interventi e manufatti privi di rilevanza edilizia La L.R.T. n. 65/2014 e la L. n° 164/2014 “SBLOCCA-ITALIA” Il nuovo quadro normativo in Toscana in materia edilizia, urbanistica e paesaggistica relatore: Claudio BELCARI c) le installazioni impiantistiche di modeste dimensioni, quali: 1) l’installazione di impianti tecnologici esterni per uso domestico autonomo, quali condizionatori e impianti di climatizzazione dotati di unità esterna, caldaie, parabole, antenne e simili, escluse le eventuali opere in muratura necessarie per l’installazione; 2) le parabole satellitari condominiali e gli impianti esterni centralizzati di climatizzazione, escluse le eventuali opere in muratura necessarie per l’installazione. 1) l’installazione di impianti tecnologici esterni per uso domestico autonomo, quali condizionatori e impianti di climatizzazione dotati di unità esterna, caldaie, parabole, antenne e simili, escluse le eventuali opere in muratura necessarie per l’installazione; 2) le parabole satellitari condominiali e gli impianti esterni centralizzati di climatizzazione, escluse le eventuali opere in muratura necessarie per l’installazione. d) gli elementi segnaletici e pubblicitari, quali: 1)le insegne di esercizio di attività commerciali, artigianali e industriali, turistico-ricettive, esercizi di somministrazione di alimenti e bevande e simili, escluse le eventuali strutture di sostegno aventi autonoma rilevanza urbanistico-edilizia, nonché le eventuali opere in muratura necessarie per l’installazione; 2) i cartelloni pubblicitari, i segnali e cartelli indicatori di attività private, nonché gli altri mezzi pubblicitari consimili, escluse le eventuali strutture di sostegno aventi autonoma rilevanza urbanistico-edilizia, nonché le eventuali opere in muratura necessarie per l’installazione. 1)le insegne di esercizio di attività commerciali, artigianali e industriali, turistico-ricettive, esercizi di somministrazione di alimenti e bevande e simili, escluse le eventuali strutture di sostegno aventi autonoma rilevanza urbanistico-edilizia, nonché le eventuali opere in muratura necessarie per l’installazione; 2) i cartelloni pubblicitari, i segnali e cartelli indicatori di attività private, nonché gli altri mezzi pubblicitari consimili, escluse le eventuali strutture di sostegno aventi autonoma rilevanza urbanistico-edilizia, nonché le eventuali opere in muratura necessarie per l’installazione.

70 Art Opere, interventi e manufatti privi di rilevanza edilizia e) ulteriori opere, interventi o manufatti privi di rilevanza urbanistico-edilizia, quali: 1) l’installazione di serramenti esterni, quali persiane, inferriate, serrande e simili; 2) le tende da sole retrattili o scorrevoli collocate sulle facciate degli edifici; 3) le coperture retrattili a servizio delle attività artigianali industriali, mantenute stabilmente in posizione chiusa e utilizzate in posizione aperta per il solo tempo necessario all’effettuazione di operazioni di carico scarico merci; 4) i pozzi per approvvigionamento idrico autonomo, limitatamente alle opere di perforazione del terreno e di captazione da falda, escluse le eventuali opere in muratura in soprasuolo, fermo restando il rispetto della normativa di settore; 5) le opere funerarie collocate all’interno delle aree cimiteriali, quali lapidi, cippi, elementi scultorei, monumenti funebri; 6) l’installazione di espositori, bacheche, supporti informativi e simili, nonché di apparecchi per servizi bancomat o per vendita automatizzata; 7) le serre temporanee e le serre con copertura stagionale con altezza inferiore a un metro, non soggette a titolo abilitativo, né ad obbligo di comunicazione allo sportello unico ai sensi delle norme statali o regionali; 8) ogni altra opera, intervento o manufatto, equiparabili per entità e caratteristiche obiettive alle fattispecie elencate nel presente comma. 1) l’installazione di serramenti esterni, quali persiane, inferriate, serrande e simili; 2) le tende da sole retrattili o scorrevoli collocate sulle facciate degli edifici; 3) le coperture retrattili a servizio delle attività artigianali industriali, mantenute stabilmente in posizione chiusa e utilizzate in posizione aperta per il solo tempo necessario all’effettuazione di operazioni di carico scarico merci; 4) i pozzi per approvvigionamento idrico autonomo, limitatamente alle opere di perforazione del terreno e di captazione da falda, escluse le eventuali opere in muratura in soprasuolo, fermo restando il rispetto della normativa di settore; 5) le opere funerarie collocate all’interno delle aree cimiteriali, quali lapidi, cippi, elementi scultorei, monumenti funebri; 6) l’installazione di espositori, bacheche, supporti informativi e simili, nonché di apparecchi per servizi bancomat o per vendita automatizzata; 7) le serre temporanee e le serre con copertura stagionale con altezza inferiore a un metro, non soggette a titolo abilitativo, né ad obbligo di comunicazione allo sportello unico ai sensi delle norme statali o regionali; 8) ogni altra opera, intervento o manufatto, equiparabili per entità e caratteristiche obiettive alle fattispecie elencate nel presente comma. 3. È comunque prescritto: a) il rispetto delle disposizioni del Codice per le opere, interventi e manufatti da realizzarsi o installarsi in aree soggette a tutela paesaggistica; b) il previo conseguimento degli eventuali nulla-osta o atti di assenso comunque denominati, eventualmente prescritti da discipline di settore per la realizzazione o l’installazione delle opere, interventi e manufatti di cui al presente articolo; c) il rispetto delle eventuali limitazioni e prescrizioni contenute nelle norme regolamentari comunali riferite alle opere, interventi e manufatti di cui al presente articolo 3. È comunque prescritto: a) il rispetto delle disposizioni del Codice per le opere, interventi e manufatti da realizzarsi o installarsi in aree soggette a tutela paesaggistica; b) il previo conseguimento degli eventuali nulla-osta o atti di assenso comunque denominati, eventualmente prescritti da discipline di settore per la realizzazione o l’installazione delle opere, interventi e manufatti di cui al presente articolo; c) il rispetto delle eventuali limitazioni e prescrizioni contenute nelle norme regolamentari comunali riferite alle opere, interventi e manufatti di cui al presente articolo

71 71 LE NOVITA’ DELLA L.R. n°65/2014 Art. 182 L.R. 65/ Accertamento di conformità in sanatoria per gli interventi realizzati nelle zone sismiche e nelle zone a bassa sismicità La corte costituzionale con sentenza n°101 del aveva dichiarato l’illegittimità della L.R.T. del n° 4 art. 5 commi 1,2,3,6 e 7 (art. 118 commi 1,2 e 3) della L.R.T. n° 1/2005 […] 3. Ai fini dell’accertamento di conformità di cui all’articolo 209, per le opere realizzate, o in corso di realizzazione, nei comuni già classificati sismici in assenza dell’autorizzazione o dell’attestato di avvenuto deposito e che, a seguito del procedimento di cui ai commi 1 e 2, non risultino conformi alla normativa tecnica, il comune respinge l’istanza, oppure, previo accertamento della conformità dell’intervento realizzato alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente sia al momento della realizzazione dello stesso che al momento della presentazione della domanda, ed ove ritenuto tecnicamente possibile, ordina all’interessato l’adeguamento delle opere alla normativa tecnica nel rispetto della disciplina edilizia ed urbanistica vigente, assegnando un termine congruo per l’esecuzione dei necessari interventi. Decorso inutilmente il termine assegnato, il comune respinge l’istanza di accertamento di conformità in sanatoria. La L.R.T. n. 65/2014 e la L. n° 164/2014 “SBLOCCA-ITALIA” Il nuovo quadro normativo in Toscana in materia edilizia, urbanistica e paesaggistica relatore: Claudio BELCARI

72 72 LE NOVITA’ DELLA L.R. n°65/2014 Art. 182 L.R. 65/ Accertamento di conformità in sanatoria per gli interventi realizzati nelle zone sismiche e nelle zone a bassa sismicità 4. Ove sia stato ordinato, ai sensi del comma 3, l’adeguamento dell’opera alla normativa tecnica, l’interessato presenta alla competente struttura regionale la richiesta di autorizzazione o l’istanza di deposito per le opere di adeguamento necessarie ai fini dell’ottemperanza all’ordinanza ed il relativo progetto. Al termine dei lavori, l’interessato trasmette alla struttura regionale competente la relativa certificazione di rispondenza e, se richiesto dalla normativa, il certificato di collaudo. Accertata l’avvenuta ottemperanza all’ordinanza, il Comune rilascia il permesso di costruire o l’attestazione di conformità in sanatoria. 5. Ai fini dell’accertamento di conformità di cui all’articolo 209, per le opere realizzate nei comuni anteriormente alla classificazione sismica degli stessi, l’interessato trasmette al comune il certificato di idoneità statica, rilasciato dal professionista abilitato. Relativamente a tali opere, gli atti di cui al comma 1, lettere a) e b), non sono presentati. 4. Ove sia stato ordinato, ai sensi del comma 3, l’adeguamento dell’opera alla normativa tecnica, l’interessato presenta alla competente struttura regionale la richiesta di autorizzazione o l’istanza di deposito per le opere di adeguamento necessarie ai fini dell’ottemperanza all’ordinanza ed il relativo progetto. Al termine dei lavori, l’interessato trasmette alla struttura regionale competente la relativa certificazione di rispondenza e, se richiesto dalla normativa, il certificato di collaudo. Accertata l’avvenuta ottemperanza all’ordinanza, il Comune rilascia il permesso di costruire o l’attestazione di conformità in sanatoria. 5. Ai fini dell’accertamento di conformità di cui all’articolo 209, per le opere realizzate nei comuni anteriormente alla classificazione sismica degli stessi, l’interessato trasmette al comune il certificato di idoneità statica, rilasciato dal professionista abilitato. Relativamente a tali opere, gli atti di cui al comma 1, lettere a) e b), non sono presentati. La L.R.T. n. 65/2014 e la L. n° 164/2014 “SBLOCCA-ITALIA” Il nuovo quadro normativo in Toscana in materia edilizia, urbanistica e paesaggistica relatore: Claudio BELCARI

73 IL RILASCIO DI PROVVEDIMENTO DI SANATORIA, CON OPERE EDILIZIE DI ADEGUAMENTO STRUTTURALE PER OTTENERE LA CONFORMITA’ SISMICA PROCEDURA DI RILASCIO DEL PROVVEDIMENTO IN SANATORIA Viene presentata l’istanza di sanatoria con la rappresentazione grafica: Viene presentata l’istanza di sanatoria con la rappresentazione grafica:  dello stato legittimato;  dello stato di fatto attuale come da eventuale verbale di accertamento  dello stato di fatto attuale come da eventuale verbale di accertamento (non conforme);  dello stato di adeguamento, da realizzarsi mediante opere edilizie  dello stato di adeguamento, da realizzarsi mediante opere edilizie (stato conforme). Viene presentata l’istanza di sanatoria con la rappresentazione grafica: Viene presentata l’istanza di sanatoria con la rappresentazione grafica:  dello stato legittimato;  dello stato di fatto attuale come da eventuale verbale di accertamento  dello stato di fatto attuale come da eventuale verbale di accertamento (non conforme);  dello stato di adeguamento, da realizzarsi mediante opere edilizie  dello stato di adeguamento, da realizzarsi mediante opere edilizie (stato conforme). Viene effettuata e completata l’istruttoriae verificata la conformità urbanistico- edilizia, viene comunicato l’accoglimento dell’istanza, con l’intimazione ad eseguire le opere edilizie di adeguamentoentro un congruo termine assegnato. Viene effettuata e completata l’istruttoria e verificata la conformità urbanistico- edilizia, viene comunicato l’accoglimento dell’istanza, con l’intimazione ad eseguire le opere edilizie di adeguamento, entro un congruo termine assegnato. L’interessato presenta alla competente struttura regionale la richiesta di autorizzazione o l’istanza di deposito per le opere di adeguamento necessarie ai fini dell’ottemperanza all’ordinanza ed il relativo progetto. Al termine dei lavori, l’interessato trasmette alla struttura regionale competente la relativa certificazione di rispondenza e, se richiesto dalla normativa, il certificato di collaudo. Il professionista assevera’avvenuta esecuzione in conformità dell’elaborato grafico e trasmette apposita comunicazione, corredata di documentazione fotografica. L’interessato presenta alla competente struttura regionale la richiesta di autorizzazione o l’istanza di deposito per le opere di adeguamento necessarie ai fini dell’ottemperanza all’ordinanza ed il relativo progetto. Al termine dei lavori, l’interessato trasmette alla struttura regionale competente la relativa certificazione di rispondenza e, se richiesto dalla normativa, il certificato di collaudo. Il professionista assevera l’avvenuta esecuzione in conformità dell’elaborato grafico e trasmette apposita comunicazione, corredata di documentazione fotografica. IL COMUNE RILASCIA IL PROVVEDIMENTO IN SANATORIA (p.d.c. o attestazione di conformità).

74 74 L.R. 65/2014 art Sanzioni per opere ed interventi edilizi abusivi anteriori al 1° settembre Con riferimento alle opere ed interventi edilizi eseguiti ed ultimati in data anteriore al 1° settembre 1967, data di entrata in vigore della legge 6 agosto 1967, n. 765 (Modifiche ed integrazioni alla legge urbanistica 17 agosto 1942, n. 1150), in assenza di titolo abilitativo o in difformità dal medesimo, ricadenti all’epoca all’interno della perimetrazione dei centri abitati, il comune valuta prioritariamente la sussistenza dell’interesse pubblico al ripristino della legalità urbanistica violata mediante rimessione in pristino. Qualora il comune valuti che tale interesse sussista, applica, a seconda dei casi, le sanzioni di cui agli articoli 196, 199, 200 e Qualora per le opere ed interventi edilizi di cui al comma 1, il comune non ravvisi la sussistenza dell’interesse pubblico alla rimessione in pristino: a) alle opere ed interventi in contrasto con gli strumenti urbanistici comunali, il comune applica una sanzione pecuniaria pari all’incremento di valore venale dell’immobile conseguente alla realizzazione dell’opera ridotto della metà. La sanzione non può essere in ogni caso inferiore ad euro 1.000,00, e non può essere superiore ad euro 3.000,00. Oltre alla sanzione è prescritta la corresponsione dei contributi di cui al capo I, se dovuti; b) alle opere ed interventi conformi agli strumenti urbanistici comunali, il comune applica una sanzione pecuniaria non superiore ad euro 500,00, oltre ai contributi di cui al capo I, se dovuti. b) alle opere ed interventi conformi agli strumenti urbanistici comunali, il comune applica una sanzione pecuniaria non superiore ad euro 500,00, oltre ai contributi di cui al capo I, se dovuti. (se conformi conviene acquisire un titolo edilizio in sanatoria) 3. La corresponsione delle somme di cui al comma 2, non determina la legittimazione dell’abuso. 3. La corresponsione delle somme di cui al comma 2, non determina la legittimazione dell’abuso. (l’abuso edilizio è fiscalizzato non sanato ed incontra futuri limiti nel suo utilizzo) 1. Con riferimento alle opere ed interventi edilizi eseguiti ed ultimati in data anteriore al 1° settembre 1967, data di entrata in vigore della legge 6 agosto 1967, n. 765 (Modifiche ed integrazioni alla legge urbanistica 17 agosto 1942, n. 1150), in assenza di titolo abilitativo o in difformità dal medesimo, ricadenti all’epoca all’interno della perimetrazione dei centri abitati, il comune valuta prioritariamente la sussistenza dell’interesse pubblico al ripristino della legalità urbanistica violata mediante rimessione in pristino. Qualora il comune valuti che tale interesse sussista, applica, a seconda dei casi, le sanzioni di cui agli articoli 196, 199, 200 e Qualora per le opere ed interventi edilizi di cui al comma 1, il comune non ravvisi la sussistenza dell’interesse pubblico alla rimessione in pristino: a) alle opere ed interventi in contrasto con gli strumenti urbanistici comunali, il comune applica una sanzione pecuniaria pari all’incremento di valore venale dell’immobile conseguente alla realizzazione dell’opera ridotto della metà. La sanzione non può essere in ogni caso inferiore ad euro 1.000,00, e non può essere superiore ad euro 3.000,00. Oltre alla sanzione è prescritta la corresponsione dei contributi di cui al capo I, se dovuti; b) alle opere ed interventi conformi agli strumenti urbanistici comunali, il comune applica una sanzione pecuniaria non superiore ad euro 500,00, oltre ai contributi di cui al capo I, se dovuti. b) alle opere ed interventi conformi agli strumenti urbanistici comunali, il comune applica una sanzione pecuniaria non superiore ad euro 500,00, oltre ai contributi di cui al capo I, se dovuti. (se conformi conviene acquisire un titolo edilizio in sanatoria) 3. La corresponsione delle somme di cui al comma 2, non determina la legittimazione dell’abuso. 3. La corresponsione delle somme di cui al comma 2, non determina la legittimazione dell’abuso. (l’abuso edilizio è fiscalizzato non sanato ed incontra futuri limiti nel suo utilizzo) La L.R.T. n. 65/2014 e la L. n° 164/2014 “SBLOCCA-ITALIA” Il nuovo quadro normativo in Toscana in materia edilizia, urbanistica e paesaggistica relatore: Claudio BELCARI

75 75 Art. 207 L.R. 65/ Sanzioni per opere ed interventi edilizi abusivi anteriori al 1°settembre Le opere ed interventi eseguiti ed ultimati in data anteriore al 1° settembre 1967 in assenza di titolo abilitativo o in difformità dal medesimo, qualora all’epoca della realizzazione risultavano ricadenti all’esterno della perimetrazione dei centri abitati, sono da considerarsi consistenze legittime dal punto di vista urbanistico- edilizio. 5. L’avvenuta ultimazione delle opere ed interventi entro il termine temporale specificato ai commi 1 e 4, nonché la collocazione dei medesimi in relazione alla perimetrazione dei centri abitati, sono comprovate dal proprietario o altro soggetto avente titolo mediante adeguata documentazione, quali riprese fotografiche, estratti cartografici, planimetrie catastali, documenti d’archivio, o altro mezzo idoneo. Non assumono valore di prova ai fini delle disposizioni di cui al presente articolo le prove testimoniali. Nel caso in cui il comune, anche alla luce delle risultanze istruttorie dei competenti uffici, ritenga che la documentazione prodotta dall’interessato contenga in tutto o in parte dati ed elementi non corrispondenti al vero e tali da determinare la violazione delle disposizioni di cui al presente articolo, ne dà contestuale notizia all’autorità giudiziaria. […] 7. Il piano operativo può assoggettare a specifica disciplina le consistenze edilizie oggetto delle sanzioni di cui al comma 2. In assenza di specifica disciplina su tali consistenze non sono consentiti interventi comportanti demolizione e ricostruzione, mutamento della destinazione d’uso, aumento del numero delle unità immobiliari, incremento di superficie utile lorda o di volume. 4. Le opere ed interventi eseguiti ed ultimati in data anteriore al 1° settembre 1967 in assenza di titolo abilitativo o in difformità dal medesimo, qualora all’epoca della realizzazione risultavano ricadenti all’esterno della perimetrazione dei centri abitati, sono da considerarsi consistenze legittime dal punto di vista urbanistico- edilizio. 5. L’avvenuta ultimazione delle opere ed interventi entro il termine temporale specificato ai commi 1 e 4, nonché la collocazione dei medesimi in relazione alla perimetrazione dei centri abitati, sono comprovate dal proprietario o altro soggetto avente titolo mediante adeguata documentazione, quali riprese fotografiche, estratti cartografici, planimetrie catastali, documenti d’archivio, o altro mezzo idoneo. Non assumono valore di prova ai fini delle disposizioni di cui al presente articolo le prove testimoniali. Nel caso in cui il comune, anche alla luce delle risultanze istruttorie dei competenti uffici, ritenga che la documentazione prodotta dall’interessato contenga in tutto o in parte dati ed elementi non corrispondenti al vero e tali da determinare la violazione delle disposizioni di cui al presente articolo, ne dà contestuale notizia all’autorità giudiziaria. […] 7. Il piano operativo può assoggettare a specifica disciplina le consistenze edilizie oggetto delle sanzioni di cui al comma 2. In assenza di specifica disciplina su tali consistenze non sono consentiti interventi comportanti demolizione e ricostruzione, mutamento della destinazione d’uso, aumento del numero delle unità immobiliari, incremento di superficie utile lorda o di volume. La L.R.T. n. 65/2014 e la L. n° 164/2014 “SBLOCCA-ITALIA” Il nuovo quadro normativo in Toscana in materia edilizia, urbanistica e paesaggistica relatore: Claudio BELCARI

76 76 L.R. n° 65/2014, art Sanzioni per opere ed interventi edilizi abusivi anteriori al 1° settembre 1967 Ricadenti all’epoca all’interno della perimetrazione dei centri abitati Sussistenza dell’interesse pubblico alla demolizione delle opere Qualora il comune valuti che tale interesse sussista, applica, a seconda dei casi, le sanzioni di cui agli articoli 196, 199, 200 e 206 Non sussistenza dell’interesse pubblico alla demolizione delle opere In contrasto con gli strumenti urbanistici Sanzione pecuniaria pari all’incremento di valore venale dell’immobile …. ridotto della metà. La sanzione non può essere in ogni caso inferiore ad euro 1.000,00, e non può essere superiore ad euro 3.000,00 Conformi agli strumenti urbanistici Sanzione pecuniaria non superiore ad euro 500,00 La corresponsione della sanzione non determina la legittimazione dell’abuso. In assenza di specifica disciplina su tali consistenze non sono consentiti interventi comportanti demolizione e ricostruzione, mutamento della destinazione d’uso, aumento del numero delle unità immobiliari, incremento di superficie utile lorda o di volume. Ricadenti all’epoca all’esterno della perimetrazione dei centri abitati Sono da considerarsi consistenze legittime Recepito giurisprudenza Sentenze del T.A.R. Toscana n° 92/2009 del comune di Arezzo e n° 197/2011 del comune di Scandicci. Non si tiene conto di norme comunali ante 1942

77 77 Art. 208 L.R. n° 65/ Sanzioni per opere ed interventi edilizi abusivi anteriori al 17 marzo Per le opere ed interventi edilizi eseguiti ed ultimati in data successiva al 1° settembre 1967 ed anteriore al 17 marzo 1985, data di entrata in vigore della legge 28 febbraio 1985, n. 47 (Norme in materia di controllo dell’attività urbanistico- edilizia, sanzioni, recupero e sanatoria delle opere abusive), in assenza o in difformità dal titolo abilitativo, il comune valuta la sussistenza dell’interesse pubblico al ripristino della legalità urbanistica violata mediante rimessione in pristino. Qualora tale interesse sussista il comune applica, a seconda dei casi, le sanzioni di cui agli articoli 196, 199, 200 e Qualora per le opere ed interventi edilizi di cui al comma 1, il comune non ravvisi la sussistenza dell’interesse pubblico alla rimessione in pristino: a) alle opere ed interventi realizzati in assenza di titolo abilitativo ed in contrasto con gli strumenti urbanistici comunali applica una sanzione pecuniaria pari all’incremento di valore venale dell’immobile conseguente alla realizzazione dell’opera. La sanzione non può essere inferiore ad euro 3.000,00 e superiore ad euro 9.000,00. Oltre alla sanzione, è prescritta la corresponsione dei contributi di cui al capo I, se dovuti; b) alle opere ed interventi realizzati in assenza di titolo abilitativo che risultino conformi agli strumenti urbanistici comunali, si applica una sanzione pecuniaria non inferiore ad euro 1.500,00 e non superiore ad euro 4.500,00, oltre ai contributi di cui al capo I, se dovuti; b) alle opere ed interventi realizzati in assenza di titolo abilitativo che risultino conformi agli strumenti urbanistici comunali, si applica una sanzione pecuniaria non inferiore ad euro 1.500,00 e non superiore ad euro 4.500,00, oltre ai contributi di cui al capo I, se dovuti; (se conformi conviene acquisire un titolo edilizio in sanatoria) 1. Per le opere ed interventi edilizi eseguiti ed ultimati in data successiva al 1° settembre 1967 ed anteriore al 17 marzo 1985, data di entrata in vigore della legge 28 febbraio 1985, n. 47 (Norme in materia di controllo dell’attività urbanistico- edilizia, sanzioni, recupero e sanatoria delle opere abusive), in assenza o in difformità dal titolo abilitativo, il comune valuta la sussistenza dell’interesse pubblico al ripristino della legalità urbanistica violata mediante rimessione in pristino. Qualora tale interesse sussista il comune applica, a seconda dei casi, le sanzioni di cui agli articoli 196, 199, 200 e Qualora per le opere ed interventi edilizi di cui al comma 1, il comune non ravvisi la sussistenza dell’interesse pubblico alla rimessione in pristino: a) alle opere ed interventi realizzati in assenza di titolo abilitativo ed in contrasto con gli strumenti urbanistici comunali applica una sanzione pecuniaria pari all’incremento di valore venale dell’immobile conseguente alla realizzazione dell’opera. La sanzione non può essere inferiore ad euro 3.000,00 e superiore ad euro 9.000,00. Oltre alla sanzione, è prescritta la corresponsione dei contributi di cui al capo I, se dovuti; b) alle opere ed interventi realizzati in assenza di titolo abilitativo che risultino conformi agli strumenti urbanistici comunali, si applica una sanzione pecuniaria non inferiore ad euro 1.500,00 e non superiore ad euro 4.500,00, oltre ai contributi di cui al capo I, se dovuti; b) alle opere ed interventi realizzati in assenza di titolo abilitativo che risultino conformi agli strumenti urbanistici comunali, si applica una sanzione pecuniaria non inferiore ad euro 1.500,00 e non superiore ad euro 4.500,00, oltre ai contributi di cui al capo I, se dovuti; (se conformi conviene acquisire un titolo edilizio in sanatoria) La L.R.T. n. 65/2014 e la L. n° 164/2014 “SBLOCCA-ITALIA” Il nuovo quadro normativo in Toscana in materia edilizia, urbanistica e paesaggistica relatore: Claudio BELCARI

78 78 Art Sanzioni per opere ed interventi edilizi abusivi anteriori al 17 marzo 1985 c) alle opere ed interventi realizzati in difformità dal titolo abilitativo ed in contrasto con gli strumenti urbanistici comunali, si applica una sanzione pecuniaria pari all’incremento di valore venale dell’immobile conseguente alla realizzazione dell’opera, ridotto della metà, valutato dall’ufficio tecnico comunale. La sanzione non può essere inferiore ad euro 2.000,00 e superiore ad euro 6.000,00. Oltre alla sanzione, è prescritta la corresponsione dei contributi di cui al capo I, se dovuti; d) alle opere ed interventi realizzati in difformità dal titolo abilitativo che risultino conformi agli strumenti urbanistici comunali, si applica una sanzione pecuniaria non inferiore ad euro 1.000,00 e non superiore ad euro 3.000,00, oltre ai contributi di cui al capo I, se dovuti. d) alle opere ed interventi realizzati in difformità dal titolo abilitativo che risultino conformi agli strumenti urbanistici comunali, si applica una sanzione pecuniaria non inferiore ad euro 1.000,00 e non superiore ad euro 3.000,00, oltre ai contributi di cui al capo I, se dovuti. (se conformi conviene acquisire un titolo edilizio in sanatoria) 3. La corresponsione delle somme di cui al comma 2, non determina la legittimazione dell’abuso. 3. La corresponsione delle somme di cui al comma 2, non determina la legittimazione dell’abuso. (l’abuso edilizio è fiscalizzato non sanato ed incontra futuri limiti nel suo utilizzo) c) alle opere ed interventi realizzati in difformità dal titolo abilitativo ed in contrasto con gli strumenti urbanistici comunali, si applica una sanzione pecuniaria pari all’incremento di valore venale dell’immobile conseguente alla realizzazione dell’opera, ridotto della metà, valutato dall’ufficio tecnico comunale. La sanzione non può essere inferiore ad euro 2.000,00 e superiore ad euro 6.000,00. Oltre alla sanzione, è prescritta la corresponsione dei contributi di cui al capo I, se dovuti; d) alle opere ed interventi realizzati in difformità dal titolo abilitativo che risultino conformi agli strumenti urbanistici comunali, si applica una sanzione pecuniaria non inferiore ad euro 1.000,00 e non superiore ad euro 3.000,00, oltre ai contributi di cui al capo I, se dovuti. d) alle opere ed interventi realizzati in difformità dal titolo abilitativo che risultino conformi agli strumenti urbanistici comunali, si applica una sanzione pecuniaria non inferiore ad euro 1.000,00 e non superiore ad euro 3.000,00, oltre ai contributi di cui al capo I, se dovuti. (se conformi conviene acquisire un titolo edilizio in sanatoria) 3. La corresponsione delle somme di cui al comma 2, non determina la legittimazione dell’abuso. 3. La corresponsione delle somme di cui al comma 2, non determina la legittimazione dell’abuso. (l’abuso edilizio è fiscalizzato non sanato ed incontra futuri limiti nel suo utilizzo) La L.R.T. n. 65/2014 e la L. n° 164/2014 “SBLOCCA-ITALIA” Il nuovo quadro normativo in Toscana in materia edilizia, urbanistica e paesaggistica relatore: Claudio BELCARI

79 79 Art Sanzioni per opere ed interventi edilizi abusivi anteriori al 17 marzo L’avvenuta esecuzione ed ultimazione delle opere ed interventi nei termini di cui al comma 1 è comprovata dal proprietario o altro soggetto avente titolo mediante adeguata documentazione, quali riprese fotografi che, estratti cartografici, planimetrie catastali, documenti d’archivio, o altro mezzo idoneo. Non assumono valore di prova ai fini delle disposizioni di cui al presente articolo le prove testimoniali. Nel caso in cui il comune, anche alla luce delle risultanze istruttorie dei competenti uffici, ritenga che la documentazione prodotta dall’interessato contenga in tutto o in parte dati ed elementi non corrispondenti al vero e tali da determinare la violazione delle disposizioni di cui al presente articolo, ne dà contestuale notizia all’autorità giudiziaria. 6. Il piano operativo può assoggettare a specifica disciplina le consistenze edilizie oggetto delle sanzioni di cui al comma 2. In assenza di specifica disciplina su tali consistenze non sono consentiti interventi comportanti demolizione e ricostruzione, mutamento della destinazione d’uso, aumento del numero delle unità immobiliari, incremento di superficie utile lorda o di volume. 4. L’avvenuta esecuzione ed ultimazione delle opere ed interventi nei termini di cui al comma 1 è comprovata dal proprietario o altro soggetto avente titolo mediante adeguata documentazione, quali riprese fotografi che, estratti cartografici, planimetrie catastali, documenti d’archivio, o altro mezzo idoneo. Non assumono valore di prova ai fini delle disposizioni di cui al presente articolo le prove testimoniali. Nel caso in cui il comune, anche alla luce delle risultanze istruttorie dei competenti uffici, ritenga che la documentazione prodotta dall’interessato contenga in tutto o in parte dati ed elementi non corrispondenti al vero e tali da determinare la violazione delle disposizioni di cui al presente articolo, ne dà contestuale notizia all’autorità giudiziaria. 6. Il piano operativo può assoggettare a specifica disciplina le consistenze edilizie oggetto delle sanzioni di cui al comma 2. In assenza di specifica disciplina su tali consistenze non sono consentiti interventi comportanti demolizione e ricostruzione, mutamento della destinazione d’uso, aumento del numero delle unità immobiliari, incremento di superficie utile lorda o di volume. La L.R.T. n. 65/2014 e la L. n° 164/2014 “SBLOCCA-ITALIA” Il nuovo quadro normativo in Toscana in materia edilizia, urbanistica e paesaggistica relatore: Claudio BELCARI

80 80 L.R. n° 65/2014 art Sanzioni per opere ed interventi edilizi abusivi anteriori al 17 marzo 1985 In assenza di titolo abilitativo In difformità dal titolo abilitativo Opere in contrasto con gli strumenti urbanistici Si applica una sanzione pecuniaria pari all’incremento di valore venale dell’immobile conseguente alla realizzazione dell’opera. La sanzione non può essere inferiore ad euro 3.000,00 e superiore ad euro 9.000,00 Opere conformi agli strumenti urbanistici Si applica una sanzione pecuniaria non inferiore ad euro 1.500,00 e non superiore ad euro 4.500,00 Opere in contrasto con gli strumenti urbanistici Si applica una sanzione pecuniaria pari all’incremento di valore venale dell’immobile conseguente alla realizzazione dell’opera, ridotto della metà, valutato dall’ufficio tecnico comunale che non può essere inferiore ad euro 2.000,00 e superiore ad € ,00 Opere conformi agli strumenti urbanistici Si applica una sanzione pecuniaria non inferiore ad euro 1.000,00 e non superiore ad euro 3.000,00 sono La corresponsione della sanzione non determina la legittimazione dell’abuso. In assenza di specifica disciplina del del Piano Operativo su tali opere non sono consentiti interventi comportanti demolizione e ricostruzione, mutamento della destinazione d’uso, aumento del numero delle unità immobiliari, incremento di superficie utile lorda o di volume.

81 81 Disciplina dei procedimenti - Art. 141 L.R. 65/ Disposizioni generali. Regolamento L’attività di controllo sulla regolarità contributiva. Disciplina dei procedimenti - Art. 141 L.R. 65/ Disposizioni generali. Regolamento L’attività di controllo sulla regolarità contributiva. 10. Al fine di favorire l’attività di controllo sulla regolarità contributiva e l’applicazione delle sanzioni in caso di inosservanza delle relative disposizioni: a) il comune rende accessibile in via telematica ad INPS, INAIL ed alla Cassa edile, nonché agli altri soggetti pubblici interessati, l’elenco delle imprese esecutrici degli interventi edilizi in corso di realizzazione. Le inosservanze degli obblighi contributivi da parte delle imprese esecutrici sono tempestivamente comunicate dai suddetti enti al comune, che ordina la sospensione dei lavori; b) le aziende USL rendono accessibile in via telematica le notifiche preliminari di cui all’articolo 99 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 (Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro), ad INPS, INAIL ed alla Cassa edile; c) l’impresa esecutrice trasmette ad INPS, INAIL ed alla Cassa edile interessata, la comunicazione di ultimazione dei lavori contestualmente alla trasmissione della medesima allo sportello unico, ai fini dei controlli di competenza dei suddetti enti. 10. Al fine di favorire l’attività di controllo sulla regolarità contributiva e l’applicazione delle sanzioni in caso di inosservanza delle relative disposizioni: a) il comune rende accessibile in via telematica ad INPS, INAIL ed alla Cassa edile, nonché agli altri soggetti pubblici interessati, l’elenco delle imprese esecutrici degli interventi edilizi in corso di realizzazione. Le inosservanze degli obblighi contributivi da parte delle imprese esecutrici sono tempestivamente comunicate dai suddetti enti al comune, che ordina la sospensione dei lavori; b) le aziende USL rendono accessibile in via telematica le notifiche preliminari di cui all’articolo 99 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 (Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro), ad INPS, INAIL ed alla Cassa edile; c) l’impresa esecutrice trasmette ad INPS, INAIL ed alla Cassa edile interessata, la comunicazione di ultimazione dei lavori contestualmente alla trasmissione della medesima allo sportello unico, ai fini dei controlli di competenza dei suddetti enti. La L.R.T. n. 65/2014 e la L. n° 164/2014 “SBLOCCA-ITALIA” Il nuovo quadro normativo in Toscana in materia edilizia, urbanistica e paesaggistica relatore: Claudio BELCARI

82 82 Art. 149 L.R. 65/2014. Ultimazione dei lavori. Certificato di conformità. Certificato di agibilità […] 2. La certificazione di agibilità delle unità immobiliari attesta la sussistenza delle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità, risparmio energetico e, ove previsto dalla legge, di accessibilità. Essa è necessaria, oltre che per gli edifici derivanti da interventi di nuova edificazione, anche: a) in conseguenza dell’esecuzione di lavori di sostituzione edilizia o di sopraelevazione, totali o parziali; b) in conseguenza dell’esecuzione di lavori di ristrutturazione edilizia, o di ampliamento, che riguardino parti strutturali degli edifici; c) in conseguenza dell’esecuzione di lavori di restauro e risanamento conservativo o di ristrutturazione edilizia, oppure di ampliamento, contestuali a mutamento della destinazione d’uso; d ) per ogni altro intervento edilizio che introduca modifiche incidenti sulle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità, risparmio energetico, accessibilità delle unità immobiliari. […] La mancata presentazione dell’attestazione comporta l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da 100,00 a 500,00 euro. 4. Entro un anno dalla data in cui è pervenuta l’attestazione di cui al comma 3, l’azienda USL esegue ispezioni, anche a campione, al fine di verificare i requisiti di agibilità delle costruzioni. […] 2. La certificazione di agibilità delle unità immobiliari attesta la sussistenza delle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità, risparmio energetico e, ove previsto dalla legge, di accessibilità. Essa è necessaria, oltre che per gli edifici derivanti da interventi di nuova edificazione, anche: a) in conseguenza dell’esecuzione di lavori di sostituzione edilizia o di sopraelevazione, totali o parziali; b) in conseguenza dell’esecuzione di lavori di ristrutturazione edilizia, o di ampliamento, che riguardino parti strutturali degli edifici; c) in conseguenza dell’esecuzione di lavori di restauro e risanamento conservativo o di ristrutturazione edilizia, oppure di ampliamento, contestuali a mutamento della destinazione d’uso; d ) per ogni altro intervento edilizio che introduca modifiche incidenti sulle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità, risparmio energetico, accessibilità delle unità immobiliari. […] La mancata presentazione dell’attestazione comporta l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da 100,00 a 500,00 euro. 4. Entro un anno dalla data in cui è pervenuta l’attestazione di cui al comma 3, l’azienda USL esegue ispezioni, anche a campione, al fine di verificare i requisiti di agibilità delle costruzioni. La L.R.T. n. 65/2014 e la L. n° 164/2014 “SBLOCCA-ITALIA” Il nuovo quadro normativo in Toscana in materia edilizia, urbanistica e paesaggistica relatore: Claudio BELCARI

83 83 Le novità della legge “sblocca-Italia” in materia edilizia ed urbanistica che prevalgono sulle disposizioni contenute nella L.R. n° 65/2014 Le novità della legge “sblocca-Italia” in materia edilizia ed urbanistica che prevalgono sulle disposizioni contenute nella L.R. n° 65/2014 La L.R.T. n. 65/2014 e la L. n° 164/2014 “SBLOCCA-ITALIA” Il nuovo quadro normativo in Toscana in materia edilizia, urbanistica e paesaggistica relatore: Claudio BELCARI

84 QUADRO GENERALE DELLE NOVITA’ DELLA LEGGE “SBLOCCA-ITALIA”, IN MATERIA EDILIZIA ED URBANISTICA (governo del territorio) QUADRO GENERALE DELLE NOVITA’ DELLA LEGGE “SBLOCCA-ITALIA”, IN MATERIA EDILIZIA ED URBANISTICA (governo del territorio) in verde parti già recepite dalla L.R. 65/2014 Snellimento e semplificazione del regime dei titoli edilizi e di quello penale Snellimento e semplificazione del regime dei titoli edilizi e di quello penale Incentivazione del recupero edilizio e funzionale Snellimento dei tempi burocratici e semplificazioni procedurali Facilitazione del rapporto negoziale pubblico-privato Contrasto all’abusivismo ed all’evasione fiscale Contrasto nuovo concetto di manutenzione straordinaria che consente il frazionamento di unità immobiliari nuovo concetto di manutenzione straordinaria che consente il frazionamento di unità immobiliari ampliamento delle ristrutturazioni c.d. “leggere” ampliamento delle ristrutturazioni c.d. “leggere” riduzione della fattispecie delle opere penalmente rilevanti riduzione della fattispecie delle opere penalmente rilevanti semplificazione procedurale delle varianti in corso d’opera al P.d.C. semplificazione procedurale delle varianti in corso d’opera al P.d.C. esclusione costo di costruzione per frazionamenti effettuati con manutenzione straordinaria esclusione costo di costruzione per frazionamenti effettuati con manutenzione straordinaria facilitazione cambi di destinazione d’uso facilitazione cambi di destinazione d’uso riduzione contributi nella ristrutturazione edilizia riduzione contributi nella ristrutturazione edilizia oneri commisurati alla densità edilizia oneri commisurati alla densità edilizia maggiori possibilità di proroga fine lavori al P.d.C. eliminazione raddoppio tempi comuni > eliminazione raddoppio tempi comuni > 100mila abitanti P.d.C. convenzionato lottizzazione urbanistica per stralci funzionali lottizzazione urbanistica per stralci funzionali Potere sostitutivo regioni ritardo comuni appr. p.a. Regolamento Edilizio-tipo La compensazione alternativa all’espropriazio- ne per gli edifici “incompatibili” Il P.d.C. in deroga alle destinazioni d’uso per interventi di recupero in aree private Pianificazione che valorizza aree con benefici pubblici e privati Incremento sanzioni per l’attività edilizia libera Rilevanti sanzioni amministrativo - pecuniarie per abusi edilizi non demoliti, con particolare riferimento in aree vincolate Controllo incrociato Comuni - Agenzia delle entrate

85 85 LE NOVITA’ DELLA LEGGE n°164/2014 CHE PREVALGONO SULLA L.R. n° 65/2014 I nuovi contenuti della “relazione asseverata” del professionista nella comunicazione di inizio dei lavori nell’attività edilizia libera La legge in oggetto art. 17 comma 1, lett. c), punto 2, modifica il D.P.R. 380, art. 6 (L), comma 4 che viene sostituito dal seguente: La legge in oggetto art. 17 comma 1, lett. c), punto 2, modifica il D.P.R. 380, art. 6 (L), comma 4 che viene sostituito dal seguente: “4. Limitatamente agli interventi di cui al comma 2, lettere a) ed e-bis), l'interessato trasmette all'amministrazione comunale l’elaborato progettuale e la comunicazione di inizio dei lavori asseverata da un tecnico abilitato, il quale attesta, sotto la propria responsabilità, che i lavori sono conformi agli strumenti urbanistici approvati e ai regolamenti edilizi vigenti, nonché che sono compatibili con la normativa in materia sismica e con quella sul rendimento energetico nell’edilizia e che non vi è interessamento delle parti strutturali dell'edificio; la comunicazione contiene, altresì, i dati identificativi dell'impresa alla quale si intende affidare la realizzazione dei lavori.” La disposizione di cui sopra, disciplina i contenuti della relazione asseverata del professionista, che accompagna alcune opere di attività edilizia libera. La disposizione di cui sopra, disciplina i contenuti della relazione asseverata del professionista, che accompagna alcune opere di attività edilizia libera. La disposizione di cui all’art. 136 comma 4 della L.R. 65/2014 è superata dalla suddetta disposizione, intervenuta con la conversione dello “sblocca Italia”. La disposizione di cui all’art. 136 comma 4 della L.R. 65/2014 è superata dalla suddetta disposizione, intervenuta con la conversione dello “sblocca Italia”. La legge in oggetto art. 17 comma 1, lett. c), punto 2, modifica il D.P.R. 380, art. 6 (L), comma 4 che viene sostituito dal seguente: La legge in oggetto art. 17 comma 1, lett. c), punto 2, modifica il D.P.R. 380, art. 6 (L), comma 4 che viene sostituito dal seguente: “4. Limitatamente agli interventi di cui al comma 2, lettere a) ed e-bis), l'interessato trasmette all'amministrazione comunale l’elaborato progettuale e la comunicazione di inizio dei lavori asseverata da un tecnico abilitato, il quale attesta, sotto la propria responsabilità, che i lavori sono conformi agli strumenti urbanistici approvati e ai regolamenti edilizi vigenti, nonché che sono compatibili con la normativa in materia sismica e con quella sul rendimento energetico nell’edilizia e che non vi è interessamento delle parti strutturali dell'edificio; la comunicazione contiene, altresì, i dati identificativi dell'impresa alla quale si intende affidare la realizzazione dei lavori.” La disposizione di cui sopra, disciplina i contenuti della relazione asseverata del professionista, che accompagna alcune opere di attività edilizia libera. La disposizione di cui sopra, disciplina i contenuti della relazione asseverata del professionista, che accompagna alcune opere di attività edilizia libera. La disposizione di cui all’art. 136 comma 4 della L.R. 65/2014 è superata dalla suddetta disposizione, intervenuta con la conversione dello “sblocca Italia”. La disposizione di cui all’art. 136 comma 4 della L.R. 65/2014 è superata dalla suddetta disposizione, intervenuta con la conversione dello “sblocca Italia”. La L.R.T. n. 65/2014 e la L. n° 164/2014 “SBLOCCA-ITALIA” Il nuovo quadro normativo in Toscana in materia edilizia, urbanistica e paesaggistica relatore: Claudio BELCARI

86 86 I nuovi contenuti della “relazione asseverata” del professionista nella comunicazione di inizio dei lavori nell’attività edilizia libera Se confrontiamo la nuova disposizione con quella originaria, possiamo notare alcune differenze: Se confrontiamo la nuova disposizione con quella originaria, possiamo notare alcune differenze: È stata soppressa la dicitura: “provvista di data certa”. Sotto questo aspetto, si coglie una volontà semplificativa del legislatore, relativamente ai contenuti della relazione asseverata del professionista, per la quale non è più espressamente necessaria la data certa, intesa come preteso fino ad oggi da alcuni comuni di far apporre l’autenticazione della stessa nelle forme di legge (uffici postali, ecc.). È stata soppressa la dicitura: “provvista di data certa”. Sotto questo aspetto, si coglie una volontà semplificativa del legislatore, relativamente ai contenuti della relazione asseverata del professionista, per la quale non è più espressamente necessaria la data certa, intesa come preteso fino ad oggi da alcuni comuni di far apporre l’autenticazione della stessa nelle forme di legge (uffici postali, ecc.). L’altro aspetto che si può notare è invece l’aggiunta della dicitura: “nonché che sono compatibili con la normativa in materia sismica e con quella sul rendimento energetico nell’edilizia e che non vi è interessamento delle parti strutturali dell'edificio”. In questo obbligo, da parte del professionista di attestare nell’asseveramento espressamente e specificatamente la compatibilità con la normativa in materia di sismica e l’assenza di opere strutturali, si coglie la volontà del legislatore di rafforzare la consapevolezza delle responsabilità da parte del tecnico su questo specifico aspetto, che è da ritenersi essenziale per la qualificazione della fattispecie di attività edilizia libera. L’altro aspetto che si può notare è invece l’aggiunta della dicitura: “nonché che sono compatibili con la normativa in materia sismica e con quella sul rendimento energetico nell’edilizia e che non vi è interessamento delle parti strutturali dell'edificio”. In questo obbligo, da parte del professionista di attestare nell’asseveramento espressamente e specificatamente la compatibilità con la normativa in materia di sismica e l’assenza di opere strutturali, si coglie la volontà del legislatore di rafforzare la consapevolezza delle responsabilità da parte del tecnico su questo specifico aspetto, che è da ritenersi essenziale per la qualificazione della fattispecie di attività edilizia libera. Inoltre, con l’aggiunta dell’obbligo da parte del tecnico asseverante di attestare che i lavori sono conformi alla normativa in materia di “rendimento energetico nell’edilizia”, si coglie l’intenzione del legislatore di rafforzare la responsabilità del progettista per quanto attiene al rispetto di tali disposizioni; elemento che assume importanza in relazione agli indirizzi legislativi finalizzati al conseguimento di valori prestazionali degli edifici, in termini alla riduzione dei consumi e di conseguente risparmio economico. Inoltre, con l’aggiunta dell’obbligo da parte del tecnico asseverante di attestare che i lavori sono conformi alla normativa in materia di “rendimento energetico nell’edilizia”, si coglie l’intenzione del legislatore di rafforzare la responsabilità del progettista per quanto attiene al rispetto di tali disposizioni; elemento che assume importanza in relazione agli indirizzi legislativi finalizzati al conseguimento di valori prestazionali degli edifici, in termini alla riduzione dei consumi e di conseguente risparmio economico. Se confrontiamo la nuova disposizione con quella originaria, possiamo notare alcune differenze: Se confrontiamo la nuova disposizione con quella originaria, possiamo notare alcune differenze: È stata soppressa la dicitura: “provvista di data certa”. Sotto questo aspetto, si coglie una volontà semplificativa del legislatore, relativamente ai contenuti della relazione asseverata del professionista, per la quale non è più espressamente necessaria la data certa, intesa come preteso fino ad oggi da alcuni comuni di far apporre l’autenticazione della stessa nelle forme di legge (uffici postali, ecc.). È stata soppressa la dicitura: “provvista di data certa”. Sotto questo aspetto, si coglie una volontà semplificativa del legislatore, relativamente ai contenuti della relazione asseverata del professionista, per la quale non è più espressamente necessaria la data certa, intesa come preteso fino ad oggi da alcuni comuni di far apporre l’autenticazione della stessa nelle forme di legge (uffici postali, ecc.). L’altro aspetto che si può notare è invece l’aggiunta della dicitura: “nonché che sono compatibili con la normativa in materia sismica e con quella sul rendimento energetico nell’edilizia e che non vi è interessamento delle parti strutturali dell'edificio”. In questo obbligo, da parte del professionista di attestare nell’asseveramento espressamente e specificatamente la compatibilità con la normativa in materia di sismica e l’assenza di opere strutturali, si coglie la volontà del legislatore di rafforzare la consapevolezza delle responsabilità da parte del tecnico su questo specifico aspetto, che è da ritenersi essenziale per la qualificazione della fattispecie di attività edilizia libera. L’altro aspetto che si può notare è invece l’aggiunta della dicitura: “nonché che sono compatibili con la normativa in materia sismica e con quella sul rendimento energetico nell’edilizia e che non vi è interessamento delle parti strutturali dell'edificio”. In questo obbligo, da parte del professionista di attestare nell’asseveramento espressamente e specificatamente la compatibilità con la normativa in materia di sismica e l’assenza di opere strutturali, si coglie la volontà del legislatore di rafforzare la consapevolezza delle responsabilità da parte del tecnico su questo specifico aspetto, che è da ritenersi essenziale per la qualificazione della fattispecie di attività edilizia libera. Inoltre, con l’aggiunta dell’obbligo da parte del tecnico asseverante di attestare che i lavori sono conformi alla normativa in materia di “rendimento energetico nell’edilizia”, si coglie l’intenzione del legislatore di rafforzare la responsabilità del progettista per quanto attiene al rispetto di tali disposizioni; elemento che assume importanza in relazione agli indirizzi legislativi finalizzati al conseguimento di valori prestazionali degli edifici, in termini alla riduzione dei consumi e di conseguente risparmio economico. Inoltre, con l’aggiunta dell’obbligo da parte del tecnico asseverante di attestare che i lavori sono conformi alla normativa in materia di “rendimento energetico nell’edilizia”, si coglie l’intenzione del legislatore di rafforzare la responsabilità del progettista per quanto attiene al rispetto di tali disposizioni; elemento che assume importanza in relazione agli indirizzi legislativi finalizzati al conseguimento di valori prestazionali degli edifici, in termini alla riduzione dei consumi e di conseguente risparmio economico.

87 87 Le novità della Legge “sblocca-Italia” che prevalgono sulla L.R. n° 65/2014 Incentivazione del recupero del patrimonio edilizio esistente, mediante riduzione dei contributi e facilitazione dei cambi di destinazione d’uso funzionali Incentivazione del recupero del patrimonio edilizio esistente, mediante riduzione dei contributi e facilitazione dei cambi di destinazione d’uso funzionali La L.R.T. n. 65/2014 e la L. n° 164/2014 “SBLOCCA-ITALIA” Il nuovo quadro normativo in Toscana in materia edilizia, urbanistica e paesaggistica relatore: Claudio BELCARI

88 88 Riduzione del numero delle categorie funzionali in materia di destinazioni d’uso (norma non in vigore ad oggi) La legge “sblocca Italia”, art. 17 comma 1, lett. m), modifica il D.P.R. 380/2001, inserendo dopo l’art. 23-bis quanto segue: La legge “sblocca Italia”, art. 17 comma 1, lett. m), modifica il D.P.R. 380/2001, inserendo dopo l’art. 23-bis quanto segue: «Art. 23-ter (Mutamento d'uso urbanisticamente rilevante) 1. Salva diversa previsione da parte delle leggi regionali, costituisce mutamento rilevante della destinazione d'uso ogni forma di utilizzo dell'immobile o della singola unità immobiliare diversa da quella originaria, ancorché non accompagnata dall'esecuzione di opere edilizie, purché tale da comportare l'assegnazione dell'immobile o dell'unità immobiliare considerati ad una diversa categoria funzionale tra quelle sotto elencate: a) residenziale a-bis) turistico-ricettiva; b) produttiva e direzionale; c) commerciale; d) rurale. 2. La destinazione d'uso di un fabbricato o di una unità immobiliare è quella prevalente in termini di superficie utile. (parte già recepita dalla L.R. 65/2014 art. 99 ed già in vigore.) 3. Le regioni adeguano la propria legislazione ai principi di cui al presente articolo entro 90 giorni dalla data della sua entrata in vigore. Decorso tale termine, trovano applicazione diretta le disposizioni del presente articolo. Salvo diversa previsione da parte delle leggi regionali e degli strumenti urbanistici comunali, il mutamento della destinazione d'uso all'interno della stessa categoria funzionale è sempre consentito. La legge “sblocca Italia”, art. 17 comma 1, lett. m), modifica il D.P.R. 380/2001, inserendo dopo l’art. 23-bis quanto segue: La legge “sblocca Italia”, art. 17 comma 1, lett. m), modifica il D.P.R. 380/2001, inserendo dopo l’art. 23-bis quanto segue: «Art. 23-ter (Mutamento d'uso urbanisticamente rilevante) 1. Salva diversa previsione da parte delle leggi regionali, costituisce mutamento rilevante della destinazione d'uso ogni forma di utilizzo dell'immobile o della singola unità immobiliare diversa da quella originaria, ancorché non accompagnata dall'esecuzione di opere edilizie, purché tale da comportare l'assegnazione dell'immobile o dell'unità immobiliare considerati ad una diversa categoria funzionale tra quelle sotto elencate: a) residenziale a-bis) turistico-ricettiva; b) produttiva e direzionale; c) commerciale; d) rurale. 2. La destinazione d'uso di un fabbricato o di una unità immobiliare è quella prevalente in termini di superficie utile. (parte già recepita dalla L.R. 65/2014 art. 99 ed già in vigore.) 3. Le regioni adeguano la propria legislazione ai principi di cui al presente articolo entro 90 giorni dalla data della sua entrata in vigore. Decorso tale termine, trovano applicazione diretta le disposizioni del presente articolo. Salvo diversa previsione da parte delle leggi regionali e degli strumenti urbanistici comunali, il mutamento della destinazione d'uso all'interno della stessa categoria funzionale è sempre consentito.

89 89 LE NOVITA’ DELLA LEGGE n° 164/2014 CHE PREVALGONO SULLA L.R. 164/2014 Riduzione del numero delle categorie funzionali e facilitazione dei cambi di destinazione d’uso La nuova norma, in materia di disciplina dei cambi di destinazione d’uso degli immobili appare di rilevante importanza, in quanto stabilisce una modifica delle categorie funzionali. La nuova norma, in materia di disciplina dei cambi di destinazione d’uso degli immobili appare di rilevante importanza, in quanto stabilisce una modifica delle categorie funzionali. Infatti, vengono accorpate destinazioni d’uso diverse ritenute compatibili che vanno a ridurre il numero delle categorie funzionali; nello specifico viene unificata quella produttiva e direzionale. Infatti, vengono accorpate destinazioni d’uso diverse ritenute compatibili che vanno a ridurre il numero delle categorie funzionali; nello specifico viene unificata quella produttiva e direzionale. La norma stabilisce che non assume rilevanza sotto il profilo urbanistico-edilizio, il cambio di destinazione d’uso all’interno della stessa categoria; quindi non costituisce mutamento rilevante ai fini delle funzioni, il passaggio da produttivo a direzionale. Non occorre quindi un titolo edilizio ne pagamento contributi. La norma stabilisce che non assume rilevanza sotto il profilo urbanistico-edilizio, il cambio di destinazione d’uso all’interno della stessa categoria; quindi non costituisce mutamento rilevante ai fini delle funzioni, il passaggio da produttivo a direzionale. Non occorre quindi un titolo edilizio ne pagamento contributi. La nuova norma, in materia di disciplina dei cambi di destinazione d’uso degli immobili appare di rilevante importanza, in quanto stabilisce una modifica delle categorie funzionali. La nuova norma, in materia di disciplina dei cambi di destinazione d’uso degli immobili appare di rilevante importanza, in quanto stabilisce una modifica delle categorie funzionali. Infatti, vengono accorpate destinazioni d’uso diverse ritenute compatibili che vanno a ridurre il numero delle categorie funzionali; nello specifico viene unificata quella produttiva e direzionale. Infatti, vengono accorpate destinazioni d’uso diverse ritenute compatibili che vanno a ridurre il numero delle categorie funzionali; nello specifico viene unificata quella produttiva e direzionale. La norma stabilisce che non assume rilevanza sotto il profilo urbanistico-edilizio, il cambio di destinazione d’uso all’interno della stessa categoria; quindi non costituisce mutamento rilevante ai fini delle funzioni, il passaggio da produttivo a direzionale. Non occorre quindi un titolo edilizio ne pagamento contributi. La norma stabilisce che non assume rilevanza sotto il profilo urbanistico-edilizio, il cambio di destinazione d’uso all’interno della stessa categoria; quindi non costituisce mutamento rilevante ai fini delle funzioni, il passaggio da produttivo a direzionale. Non occorre quindi un titolo edilizio ne pagamento contributi. L’altro principio importante è che la destinazione d’uso è da riferirsi a quella prevalente in termini di superficie utile, in rapporto alla quale saranno ammesse e ritenute compatibili e non rilevanti altre destinazioni d’uso, alla sola condizione che abbiano una superficie utile inferiore a quella prevalente (principio recepito dall’art. 99 della L.R. 65 del ). L’altro principio importante è che la destinazione d’uso è da riferirsi a quella prevalente in termini di superficie utile, in rapporto alla quale saranno ammesse e ritenute compatibili e non rilevanti altre destinazioni d’uso, alla sola condizione che abbiano una superficie utile inferiore a quella prevalente (principio recepito dall’art. 99 della L.R. 65 del ). La L.R.T. n. 65/2014 e la L. n° 164/2014 “SBLOCCA-ITALIA” Il nuovo quadro normativo in Toscana in materia edilizia, urbanistica e paesaggistica relatore: Claudio BELCARI

90 90 Riduzione del numero delle categorie funzionali e facilitazioni dei cambi di destinazione d’uso L’altro principio che viene istituito è quello che il mutamento della destinazione d'uso all'interno della stessa categoria funzionale è sempre consentito; L’altro principio che viene istituito è quello che il mutamento della destinazione d'uso all'interno della stessa categoria funzionale è sempre consentito; La materia della disciplina delle destinazioni d’uso, generalmente trattata in dettaglio dalla normativa regionale, con la suddetta nuova disposizione nazionale trova una definizione a livello di semplificazione e liberalizzazione. La materia della disciplina delle destinazioni d’uso, generalmente trattata in dettaglio dalla normativa regionale, con la suddetta nuova disposizione nazionale trova una definizione a livello di semplificazione e liberalizzazione. Tuttavia, la disposizione nazionale trattando la materia concorrente, lascia alle regioni la possibilità di legiferare in materia per quanto di competenza e consente ai comuni la possibilità di esercitare il proprio potere di pianificazione e regolamentare, in particolare potranno disciplinare con limitazioni il mutamento della destinazione d'uso all'interno della stessa categoria funzionale Tuttavia, la disposizione nazionale trattando la materia concorrente, lascia alle regioni la possibilità di legiferare in materia per quanto di competenza e consente ai comuni la possibilità di esercitare il proprio potere di pianificazione e regolamentare, in particolare potranno disciplinare con limitazioni il mutamento della destinazione d'uso all'interno della stessa categoria funzionale La materia della disciplina delle destinazioni d’uso, generalmente trattata in dettaglio dalla normativa regionale, con la suddetta nuova disposizione nazionale trova una definizione a livello di semplificazione e liberalizzazione. La materia della disciplina delle destinazioni d’uso, generalmente trattata in dettaglio dalla normativa regionale, con la suddetta nuova disposizione nazionale trova una definizione a livello di semplificazione e liberalizzazione. Tuttavia, la disposizione nazionale trattando la materia concorrente, lascia alle regioni la possibilità di legiferare in materia per quanto di competenza e consente ai comuni la possibilità di esercitare il proprio potere di pianificazione e regolamentare, in particolare potranno disciplinare con limitazioni il mutamento della destinazione d'uso all'interno della stessa categoria funzionale Tuttavia, la disposizione nazionale trattando la materia concorrente, lascia alle regioni la possibilità di legiferare in materia per quanto di competenza e consente ai comuni la possibilità di esercitare il proprio potere di pianificazione e regolamentare, in particolare potranno disciplinare con limitazioni il mutamento della destinazione d'uso all'interno della stessa categoria funzionale A queste nuove disposizioni normative le regioni dovranno adeguarsi entro il termine di giorni 90 (novanta), dalla data di entrata in vigore. Decorso tale termine, troveranno applicazione diretta le disposizioni del presente articolo. Unica norma che non entra immediatamente in vigore. A queste nuove disposizioni normative le regioni dovranno adeguarsi entro il termine di giorni 90 (novanta), dalla data di entrata in vigore. Decorso tale termine, troveranno applicazione diretta le disposizioni del presente articolo. Unica norma che non entra immediatamente in vigore.

91 91 Le novità della legge “sblocca Italia” che prevalgono sulle disposizioni della L.R. 65/2014 Adozione di disposizioni di controllo e sanzionatorio- pecuniarie, finalizzate a contrastare l’abusivismo edilizio e l’evasione fiscale Adozione di disposizioni di controllo e sanzionatorio- pecuniarie, finalizzate a contrastare l’abusivismo edilizio e l’evasione fiscale La L.R.T. n. 65/2014 e la L. n° 164/2014 “SBLOCCA-ITALIA” Il nuovo quadro normativo in Toscana in materia edilizia, urbanistica e paesaggistica relatore: Claudio BELCARI

92 92 LE NOVITA’ DELLA LEGGE n°164/2014” CHE PREVALGONO SULLA L.R. 65/2014 Aumento dell’importo relativo alla sanzione pecuniaria nel caso di opere sottoposte al regime dell’attività edilizia libera e realizzate in mancanza della preventiva comunicazione Aumento dell’importo relativo alla sanzione pecuniaria nel caso di opere sottoposte al regime dell’attività edilizia libera e realizzate in mancanza della preventiva comunicazione La disposizione di legge in oggetto, modifica il D.P.R. 380/2001, art. 6 comma 7 nel seguente modo: «ovvero la mancata trasmissione della relazione tecnica, di cui ai commi 2 e 4 del presente articolo» sono sostituite dalle seguenti: «di cui al comma 2, ovvero la mancata comunicazione asseverata dell'inizio dei lavori di cui al comma 4,» e le parole: «258 euro» sono sostituite dalle seguenti: «1.000 euro». La disposizione di legge in oggetto, modifica il D.P.R. 380/2001, art. 6 comma 7 nel seguente modo: «ovvero la mancata trasmissione della relazione tecnica, di cui ai commi 2 e 4 del presente articolo» sono sostituite dalle seguenti: «di cui al comma 2, ovvero la mancata comunicazione asseverata dell'inizio dei lavori di cui al comma 4,» e le parole: «258 euro» sono sostituite dalle seguenti: «1.000 euro». Per facilità di comprensione si riporta a seguire il D.P.R. 380/2001, art. 6, comma 7, in “stato sovrapposto”, dove la parte invariata è indicata di colore nero, quella eliminata in giallo e quella di nuovo inserimento è in rosso: Per facilità di comprensione si riporta a seguire il D.P.R. 380/2001, art. 6, comma 7, in “stato sovrapposto”, dove la parte invariata è indicata di colore nero, quella eliminata in giallo e quella di nuovo inserimento è in rosso: “7. La mancata comunicazione dell’inizio dei lavori ovvero la mancata trasmissione della relazione tecnica, di cui ai commi 2 e 4 del presente articolo, di cui al comma 2, ovvero la mancata comunicazione asseverata dell'inizio dei lavori di cui al comma 4, comportano la sanzione pecuniaria pari a 258 euro euro. Tale sanzione è ridotta di due terzi se la comunicazione è effettuata spontaneamente quando l’intervento è in corso di esecuzione….” La disposizione di legge in oggetto, modifica il D.P.R. 380/2001, art. 6 comma 7 nel seguente modo: «ovvero la mancata trasmissione della relazione tecnica, di cui ai commi 2 e 4 del presente articolo» sono sostituite dalle seguenti: «di cui al comma 2, ovvero la mancata comunicazione asseverata dell'inizio dei lavori di cui al comma 4,» e le parole: «258 euro» sono sostituite dalle seguenti: «1.000 euro». La disposizione di legge in oggetto, modifica il D.P.R. 380/2001, art. 6 comma 7 nel seguente modo: «ovvero la mancata trasmissione della relazione tecnica, di cui ai commi 2 e 4 del presente articolo» sono sostituite dalle seguenti: «di cui al comma 2, ovvero la mancata comunicazione asseverata dell'inizio dei lavori di cui al comma 4,» e le parole: «258 euro» sono sostituite dalle seguenti: «1.000 euro». Per facilità di comprensione si riporta a seguire il D.P.R. 380/2001, art. 6, comma 7, in “stato sovrapposto”, dove la parte invariata è indicata di colore nero, quella eliminata in giallo e quella di nuovo inserimento è in rosso: Per facilità di comprensione si riporta a seguire il D.P.R. 380/2001, art. 6, comma 7, in “stato sovrapposto”, dove la parte invariata è indicata di colore nero, quella eliminata in giallo e quella di nuovo inserimento è in rosso: “7. La mancata comunicazione dell’inizio dei lavori ovvero la mancata trasmissione della relazione tecnica, di cui ai commi 2 e 4 del presente articolo, di cui al comma 2, ovvero la mancata comunicazione asseverata dell'inizio dei lavori di cui al comma 4, comportano la sanzione pecuniaria pari a 258 euro euro. Tale sanzione è ridotta di due terzi se la comunicazione è effettuata spontaneamente quando l’intervento è in corso di esecuzione….” La L.R.T. n. 65/2014 e la L. n° 164/2014 “SBLOCCA-ITALIA” Il nuovo quadro normativo in Toscana in materia edilizia, urbanistica e paesaggistica relatore: Claudio BELCARI

93 Aumento dell’importo relativo alla sanzione pecuniaria nel caso di opere sottoposte al regime dell’attività edilizia libera e realizzate in mancanza della preventiva comunicazione Aumento dell’importo relativo alla sanzione pecuniaria nel caso di opere sottoposte al regime dell’attività edilizia libera e realizzate in mancanza della preventiva comunicazione La prima parte della modifica appare puramente formale e poco significativa, in quanto attiene unicamente alla sostituzione del vecchio termine “relazione tecnica” con quello novellato indicato come “comunicazione asseverata”. La prima parte della modifica appare puramente formale e poco significativa, in quanto attiene unicamente alla sostituzione del vecchio termine “relazione tecnica” con quello novellato indicato come “comunicazione asseverata”. La parte seconda della modifica appare sostanziale, in quanto modifica il D.P.R. 380/2001 art. 6 comma 7, sostituendo l’importo relativo alla sanzione pecuniaria da applicarsi in caso di realizzazione di opere in assenza di preventiva comunicazione asseverata, pari ad €. 258,00 con € ,00 (L.R. 65 del non allineata). La parte seconda della modifica appare sostanziale, in quanto modifica il D.P.R. 380/2001 art. 6 comma 7, sostituendo l’importo relativo alla sanzione pecuniaria da applicarsi in caso di realizzazione di opere in assenza di preventiva comunicazione asseverata, pari ad €. 258,00 con € ,00 (L.R. 65 del non allineata). Questa modifica normativa, manifesta un evidente indirizzo di rafforzamento del regime sanzionatorio-pecuniario, in materia di realizzazione di opere in assenza di preventiva realizzazione degli adempimenti procedurali stabiliti dalla legge. Questa modifica normativa, manifesta un evidente indirizzo di rafforzamento del regime sanzionatorio-pecuniario, in materia di realizzazione di opere in assenza di preventiva realizzazione degli adempimenti procedurali stabiliti dalla legge. Tale incremento dell’importo avviene in maniera rilevante, all’incirca quadruplicando l’importo originario. Tale incremento dell’importo avviene in maniera rilevante, all’incirca quadruplicando l’importo originario. Il legislatore da una parte semplifica dall’altro rafforza il regime sanzionatorio. A tal fine, si rileva che tale importo pari ad € ,00, da applicarsi per opere di limitata consistenza sottoposte al regime dell’attività edilizia libera, appare eccessivo e sproporzionato, in relazione alle disposizioni di alcune Regioni, quali ad esempio la regione Toscana, che per opere edilizie di maggiore consistenza, sottoposte al titolo superiore della S.C.I.A., ammettono l’applicazione di una sanzione minima largamente inferiore pari ad €. 516,00. A tal fine, si rileva che tale importo pari ad € ,00, da applicarsi per opere di limitata consistenza sottoposte al regime dell’attività edilizia libera, appare eccessivo e sproporzionato, in relazione alle disposizioni di alcune Regioni, quali ad esempio la regione Toscana, che per opere edilizie di maggiore consistenza, sottoposte al titolo superiore della S.C.I.A., ammettono l’applicazione di una sanzione minima largamente inferiore pari ad €. 516,00. Rimane ferma la possibilità di ridurre di due terzi tale sanzione, nel caso la comunicazione sia effettuata spontaneamente quando l’intervento è in corso di esecuzione, ma anche in questo caso si evidenzia un consistente aumento dell’importo che passa da €. 86,00 ad €. 333,33. Rimane ferma la possibilità di ridurre di due terzi tale sanzione, nel caso la comunicazione sia effettuata spontaneamente quando l’intervento è in corso di esecuzione, ma anche in questo caso si evidenzia un consistente aumento dell’importo che passa da €. 86,00 ad €. 333,33. La prima parte della modifica appare puramente formale e poco significativa, in quanto attiene unicamente alla sostituzione del vecchio termine “relazione tecnica” con quello novellato indicato come “comunicazione asseverata”. La prima parte della modifica appare puramente formale e poco significativa, in quanto attiene unicamente alla sostituzione del vecchio termine “relazione tecnica” con quello novellato indicato come “comunicazione asseverata”. La parte seconda della modifica appare sostanziale, in quanto modifica il D.P.R. 380/2001 art. 6 comma 7, sostituendo l’importo relativo alla sanzione pecuniaria da applicarsi in caso di realizzazione di opere in assenza di preventiva comunicazione asseverata, pari ad €. 258,00 con € ,00 (L.R. 65 del non allineata). La parte seconda della modifica appare sostanziale, in quanto modifica il D.P.R. 380/2001 art. 6 comma 7, sostituendo l’importo relativo alla sanzione pecuniaria da applicarsi in caso di realizzazione di opere in assenza di preventiva comunicazione asseverata, pari ad €. 258,00 con € ,00 (L.R. 65 del non allineata). Questa modifica normativa, manifesta un evidente indirizzo di rafforzamento del regime sanzionatorio-pecuniario, in materia di realizzazione di opere in assenza di preventiva realizzazione degli adempimenti procedurali stabiliti dalla legge. Questa modifica normativa, manifesta un evidente indirizzo di rafforzamento del regime sanzionatorio-pecuniario, in materia di realizzazione di opere in assenza di preventiva realizzazione degli adempimenti procedurali stabiliti dalla legge. Tale incremento dell’importo avviene in maniera rilevante, all’incirca quadruplicando l’importo originario. Tale incremento dell’importo avviene in maniera rilevante, all’incirca quadruplicando l’importo originario. Il legislatore da una parte semplifica dall’altro rafforza il regime sanzionatorio. A tal fine, si rileva che tale importo pari ad € ,00, da applicarsi per opere di limitata consistenza sottoposte al regime dell’attività edilizia libera, appare eccessivo e sproporzionato, in relazione alle disposizioni di alcune Regioni, quali ad esempio la regione Toscana, che per opere edilizie di maggiore consistenza, sottoposte al titolo superiore della S.C.I.A., ammettono l’applicazione di una sanzione minima largamente inferiore pari ad €. 516,00. A tal fine, si rileva che tale importo pari ad € ,00, da applicarsi per opere di limitata consistenza sottoposte al regime dell’attività edilizia libera, appare eccessivo e sproporzionato, in relazione alle disposizioni di alcune Regioni, quali ad esempio la regione Toscana, che per opere edilizie di maggiore consistenza, sottoposte al titolo superiore della S.C.I.A., ammettono l’applicazione di una sanzione minima largamente inferiore pari ad €. 516,00. Rimane ferma la possibilità di ridurre di due terzi tale sanzione, nel caso la comunicazione sia effettuata spontaneamente quando l’intervento è in corso di esecuzione, ma anche in questo caso si evidenzia un consistente aumento dell’importo che passa da €. 86,00 ad €. 333,33. Rimane ferma la possibilità di ridurre di due terzi tale sanzione, nel caso la comunicazione sia effettuata spontaneamente quando l’intervento è in corso di esecuzione, ma anche in questo caso si evidenzia un consistente aumento dell’importo che passa da €. 86,00 ad €. 333,33.

94 94 Irrogazione di sanzione amministrativa-pecuniaria per abusi edilizi non demoliti da € ad € La legge in oggetto, stabilisce che al D.P.R. n° 380/2001, art. 31 “Interventi eseguiti in assenza di permesso di costruire, in totale difformità o con variazioni essenziali”., dopo il comma 4 sia inserito il seguente: La legge in oggetto, stabilisce che al D.P.R. n° 380/2001, art. 31 “Interventi eseguiti in assenza di permesso di costruire, in totale difformità o con variazioni essenziali”., dopo il comma 4 sia inserito il seguente: “4-bis. L’autorità competente, constatata l’inottemperanza, irroga una sanzione amministrativa pecuniaria di importo compreso tra euro e euro, salva l’applicazione di altre misure e sanzioni previste da norme vigenti. La sanzione, in caso di abusi realizzati sulle aree e sugli edifici di cui al comma 2 dell’articolo 27, ivi comprese le aree soggette a rischio idrogeologico elevato o molto elevato, è sempre irrogata nella misura massima. La mancata o tardiva emanazione del provvedimento sanzionatorio, fatte salve le responsabilità penali, costituisce elemento di valutazione della performance individuale, nonché responsabilità disciplinare e amministrativo- contabile del dirigente e del funzionario inadempiente. (danno erariale corte dei conti) 4-ter. I proventi delle sanzioni di cui al comma 4-bis spettano al comune e sono destinati esclusivamente alla demolizione e rimessione in pristino delle opere abusive ed all’acquisizione e attrezzatura di aree destinate a verde pubblico. 4-quater. Ferme restando le competenze delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano, le regioni a statuto ordinario possono aumentare l’importo delle sanzioni amministrative pecuniarie previste dal comma 4-bis e stabilire che siano periodicamente reiterabili qualora permanga l’inottemperanza all’ordine di demolizione”. La legge in oggetto, stabilisce che al D.P.R. n° 380/2001, art. 31 “Interventi eseguiti in assenza di permesso di costruire, in totale difformità o con variazioni essenziali”., dopo il comma 4 sia inserito il seguente: La legge in oggetto, stabilisce che al D.P.R. n° 380/2001, art. 31 “Interventi eseguiti in assenza di permesso di costruire, in totale difformità o con variazioni essenziali”., dopo il comma 4 sia inserito il seguente: “4-bis. L’autorità competente, constatata l’inottemperanza, irroga una sanzione amministrativa pecuniaria di importo compreso tra euro e euro, salva l’applicazione di altre misure e sanzioni previste da norme vigenti. La sanzione, in caso di abusi realizzati sulle aree e sugli edifici di cui al comma 2 dell’articolo 27, ivi comprese le aree soggette a rischio idrogeologico elevato o molto elevato, è sempre irrogata nella misura massima. La mancata o tardiva emanazione del provvedimento sanzionatorio, fatte salve le responsabilità penali, costituisce elemento di valutazione della performance individuale, nonché responsabilità disciplinare e amministrativo- contabile del dirigente e del funzionario inadempiente. (danno erariale corte dei conti) 4-ter. I proventi delle sanzioni di cui al comma 4-bis spettano al comune e sono destinati esclusivamente alla demolizione e rimessione in pristino delle opere abusive ed all’acquisizione e attrezzatura di aree destinate a verde pubblico. 4-quater. Ferme restando le competenze delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano, le regioni a statuto ordinario possono aumentare l’importo delle sanzioni amministrative pecuniarie previste dal comma 4-bis e stabilire che siano periodicamente reiterabili qualora permanga l’inottemperanza all’ordine di demolizione”. La L.R.T. n. 65/2014 e la L. n° 164/2014 “SBLOCCA-ITALIA” Il nuovo quadro normativo in Toscana in materia edilizia, urbanistica e paesaggistica relatore: Claudio BELCARI

95 95 LE NOVITA’ DELLA LEGGE n° 164/2014 CHE PREVALGONO SULLA L.R. 65/2014 Irrogazione di sanzione amministrativa pecuniaria per abusi edilizi non demoliti da € ad € Irrogazione di sanzione amministrativa pecuniaria per abusi edilizi non demoliti da € ad € La disposizione in oggetto stabilisce una modifica all’art. 31 del D.P.R. 380/2001, avente ad oggetto “Interventi eseguiti in assenza di permesso di costruire, in totale difformità o con variazioni essenziali”. La disposizione in oggetto stabilisce una modifica all’art. 31 del D.P.R. 380/2001, avente ad oggetto “Interventi eseguiti in assenza di permesso di costruire, in totale difformità o con variazioni essenziali”. Infatti, stabilisce che ove a seguito di emissione di ordinanza di demolizione di abuso edilizio, sia accertata l’inottemperanza, l’autorità comunale competente, irroga una sanzione amministrativa pecuniaria di importo compreso tra euro e euro, salva l’applicazione di ulteriori sanzioni, già previste già dalle vigenti disposizioni di legge in materia. Infatti, stabilisce che ove a seguito di emissione di ordinanza di demolizione di abuso edilizio, sia accertata l’inottemperanza, l’autorità comunale competente, irroga una sanzione amministrativa pecuniaria di importo compreso tra euro e euro, salva l’applicazione di ulteriori sanzioni, già previste già dalle vigenti disposizioni di legge in materia. Nel caso si tratti di abusi realizzati su aree e/o edifici di cui al comma 2 dell’art. 27 (vincolo di inedificabilità, destinate ad opere o spazi pubblici, vincolo idrogeologico, di cui al R.D , n o appartenenti ai beni disciplinati dalla legge , n sugli usi civici, nonché vincolati ai sensi delle disposizioni di cui al D.lgs. n° 42/2004, ivi comprese le aree soggette a rischio idrogeologico elevato o molto elevato) è sempre irrogata nella misura massima. Nel caso si tratti di abusi realizzati su aree e/o edifici di cui al comma 2 dell’art. 27 (vincolo di inedificabilità, destinate ad opere o spazi pubblici, vincolo idrogeologico, di cui al R.D , n o appartenenti ai beni disciplinati dalla legge , n sugli usi civici, nonché vincolati ai sensi delle disposizioni di cui al D.lgs. n° 42/2004, ivi comprese le aree soggette a rischio idrogeologico elevato o molto elevato) è sempre irrogata nella misura massima. La mancata o tardiva applicazione di tale sanzione amministrativa pecuniaria, fatte salve le responsabilità penali, comporta per il dirigente e funzionario inadempiente, elemento di valutazione della performance individuale, nonché di responsabilità disciplinare e amministrativo-contabile. La mancata o tardiva applicazione di tale sanzione amministrativa pecuniaria, fatte salve le responsabilità penali, comporta per il dirigente e funzionario inadempiente, elemento di valutazione della performance individuale, nonché di responsabilità disciplinare e amministrativo-contabile. La disposizione in oggetto stabilisce una modifica all’art. 31 del D.P.R. 380/2001, avente ad oggetto “Interventi eseguiti in assenza di permesso di costruire, in totale difformità o con variazioni essenziali”. La disposizione in oggetto stabilisce una modifica all’art. 31 del D.P.R. 380/2001, avente ad oggetto “Interventi eseguiti in assenza di permesso di costruire, in totale difformità o con variazioni essenziali”. Infatti, stabilisce che ove a seguito di emissione di ordinanza di demolizione di abuso edilizio, sia accertata l’inottemperanza, l’autorità comunale competente, irroga una sanzione amministrativa pecuniaria di importo compreso tra euro e euro, salva l’applicazione di ulteriori sanzioni, già previste già dalle vigenti disposizioni di legge in materia. Infatti, stabilisce che ove a seguito di emissione di ordinanza di demolizione di abuso edilizio, sia accertata l’inottemperanza, l’autorità comunale competente, irroga una sanzione amministrativa pecuniaria di importo compreso tra euro e euro, salva l’applicazione di ulteriori sanzioni, già previste già dalle vigenti disposizioni di legge in materia. Nel caso si tratti di abusi realizzati su aree e/o edifici di cui al comma 2 dell’art. 27 (vincolo di inedificabilità, destinate ad opere o spazi pubblici, vincolo idrogeologico, di cui al R.D , n o appartenenti ai beni disciplinati dalla legge , n sugli usi civici, nonché vincolati ai sensi delle disposizioni di cui al D.lgs. n° 42/2004, ivi comprese le aree soggette a rischio idrogeologico elevato o molto elevato) è sempre irrogata nella misura massima. Nel caso si tratti di abusi realizzati su aree e/o edifici di cui al comma 2 dell’art. 27 (vincolo di inedificabilità, destinate ad opere o spazi pubblici, vincolo idrogeologico, di cui al R.D , n o appartenenti ai beni disciplinati dalla legge , n sugli usi civici, nonché vincolati ai sensi delle disposizioni di cui al D.lgs. n° 42/2004, ivi comprese le aree soggette a rischio idrogeologico elevato o molto elevato) è sempre irrogata nella misura massima. La mancata o tardiva applicazione di tale sanzione amministrativa pecuniaria, fatte salve le responsabilità penali, comporta per il dirigente e funzionario inadempiente, elemento di valutazione della performance individuale, nonché di responsabilità disciplinare e amministrativo-contabile. La mancata o tardiva applicazione di tale sanzione amministrativa pecuniaria, fatte salve le responsabilità penali, comporta per il dirigente e funzionario inadempiente, elemento di valutazione della performance individuale, nonché di responsabilità disciplinare e amministrativo-contabile. La L.R.T. n. 65/2014 e la L. n° 164/2014 “SBLOCCA-ITALIA” Il nuovo quadro normativo in Toscana in materia edilizia, urbanistica e paesaggistica relatore: Claudio BELCARI

96 96 LE NOVITA’ DELLA LEGGE N° 164/2014 PREVALGONO SULLA L.R. N° 65/2014 Irrogazione di sanzione amministrativa pecuniaria per abusi edilizi non demoliti da € ad € La norma in questione, ha un obiettivo di rafforzamento del contrasto del fenomeno dell’abusivismo edilizio, con particolare riferimento alle aree sottoposte a tutela e salvaguardia relative al vincolo idrogeologico, storico, artistico e paesaggistico. La norma in questione, ha un obiettivo di rafforzamento del contrasto del fenomeno dell’abusivismo edilizio, con particolare riferimento alle aree sottoposte a tutela e salvaguardia relative al vincolo idrogeologico, storico, artistico e paesaggistico. Infatti, da oggi l’abusivista ove non provveda autonomamente alla demolizione delle opere abusive, nei termini assegnati dall’ordinanza comunale, non è sanzionato sotto il profilo amministrativo unicamente con la demolizione delle opere o la confisca dell’abuso edilizio e dell’area di sedime nei casi previsti dalla legge, ma anche con l’irrogazione di una rilevante sanzione amministrativa pecuniaria (da € ad € ), Infatti, da oggi l’abusivista ove non provveda autonomamente alla demolizione delle opere abusive, nei termini assegnati dall’ordinanza comunale, non è sanzionato sotto il profilo amministrativo unicamente con la demolizione delle opere o la confisca dell’abuso edilizio e dell’area di sedime nei casi previsti dalla legge, ma anche con l’irrogazione di una rilevante sanzione amministrativa pecuniaria (da € ad € ), I proventi delle sanzioni in oggetto, sono incamerati dal comune e sono destinati esclusivamente alla demolizione e rimessione in pristino delle opere abusive ed all’acquisizione e attrezzatura di aree destinate a verde pubblico. I proventi delle sanzioni in oggetto, sono incamerati dal comune e sono destinati esclusivamente alla demolizione e rimessione in pristino delle opere abusive ed all’acquisizione e attrezzatura di aree destinate a verde pubblico. In questo senso, la norma intende dare una risposta positiva a quella difficoltà economica, manifestato spesso dai comuni, relativamente all’assenza di risorse economiche da destinare all’attività di demolizione delle opere abusive. In questo senso, la norma intende dare una risposta positiva a quella difficoltà economica, manifestato spesso dai comuni, relativamente all’assenza di risorse economiche da destinare all’attività di demolizione delle opere abusive. La norma assegna alle regioni a statuto ordinario, la possibilità di aumentare l’importo delle sanzioni amministrative pecuniarie previste dalla presente disposizione statale, ammettendo anche la possibilità di applicarle periodicamente in forma reiterabile, qualora permanga l’inottemperanza all’ordine di demolizione. La norma assegna alle regioni a statuto ordinario, la possibilità di aumentare l’importo delle sanzioni amministrative pecuniarie previste dalla presente disposizione statale, ammettendo anche la possibilità di applicarle periodicamente in forma reiterabile, qualora permanga l’inottemperanza all’ordine di demolizione. La norma in questione, ha un obiettivo di rafforzamento del contrasto del fenomeno dell’abusivismo edilizio, con particolare riferimento alle aree sottoposte a tutela e salvaguardia relative al vincolo idrogeologico, storico, artistico e paesaggistico. La norma in questione, ha un obiettivo di rafforzamento del contrasto del fenomeno dell’abusivismo edilizio, con particolare riferimento alle aree sottoposte a tutela e salvaguardia relative al vincolo idrogeologico, storico, artistico e paesaggistico. Infatti, da oggi l’abusivista ove non provveda autonomamente alla demolizione delle opere abusive, nei termini assegnati dall’ordinanza comunale, non è sanzionato sotto il profilo amministrativo unicamente con la demolizione delle opere o la confisca dell’abuso edilizio e dell’area di sedime nei casi previsti dalla legge, ma anche con l’irrogazione di una rilevante sanzione amministrativa pecuniaria (da € ad € ), Infatti, da oggi l’abusivista ove non provveda autonomamente alla demolizione delle opere abusive, nei termini assegnati dall’ordinanza comunale, non è sanzionato sotto il profilo amministrativo unicamente con la demolizione delle opere o la confisca dell’abuso edilizio e dell’area di sedime nei casi previsti dalla legge, ma anche con l’irrogazione di una rilevante sanzione amministrativa pecuniaria (da € ad € ), I proventi delle sanzioni in oggetto, sono incamerati dal comune e sono destinati esclusivamente alla demolizione e rimessione in pristino delle opere abusive ed all’acquisizione e attrezzatura di aree destinate a verde pubblico. I proventi delle sanzioni in oggetto, sono incamerati dal comune e sono destinati esclusivamente alla demolizione e rimessione in pristino delle opere abusive ed all’acquisizione e attrezzatura di aree destinate a verde pubblico. In questo senso, la norma intende dare una risposta positiva a quella difficoltà economica, manifestato spesso dai comuni, relativamente all’assenza di risorse economiche da destinare all’attività di demolizione delle opere abusive. In questo senso, la norma intende dare una risposta positiva a quella difficoltà economica, manifestato spesso dai comuni, relativamente all’assenza di risorse economiche da destinare all’attività di demolizione delle opere abusive. La norma assegna alle regioni a statuto ordinario, la possibilità di aumentare l’importo delle sanzioni amministrative pecuniarie previste dalla presente disposizione statale, ammettendo anche la possibilità di applicarle periodicamente in forma reiterabile, qualora permanga l’inottemperanza all’ordine di demolizione. La norma assegna alle regioni a statuto ordinario, la possibilità di aumentare l’importo delle sanzioni amministrative pecuniarie previste dalla presente disposizione statale, ammettendo anche la possibilità di applicarle periodicamente in forma reiterabile, qualora permanga l’inottemperanza all’ordine di demolizione. La L.R.T. n. 65/2014 e la L. n° 164/2014 “SBLOCCA-ITALIA” Il nuovo quadro normativo in Toscana in materia edilizia, urbanistica e paesaggistica relatore: Claudio BELCARI

97 Comunicazioni del Comune all’Agenzia delle entrate relativamente ad opere sottoposte al regime dell’attività edilizia libera La legge “sblocca-Italia”, art. 17 comma 1, lett. c), punto 2, modifica il D.P.R. 380, art. 6 (L), comma 5, che viene sostituito nel seguente modo: La legge “sblocca-Italia”, art. 17 comma 1, lett. c), punto 2, modifica il D.P.R. 380, art. 6 (L), comma 5, che viene sostituito nel seguente modo: “Riguardo agli interventi di cui al comma 2, la comunicazione di inizio dei lavori laddove integrata con la comunicazione di fine lavori è valida anche ai fini di cui all’articolo 17, primo comma, lettera b) del regio decreto-legge 13 aprile 1939, n. 652, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 1939, n. 1249, ed è tempestivamente inoltrata da parte dell’amministrazione comunale ai competenti uffici dell’Agenzia delle entrate”. La norma previgente, stabiliva relativamente alle opere sottoposte al regime dell’ attività edilizia libera, che l’interessato nei casi previsti dalle norme in materia, presentasse gli atti di aggiornamento catastale. La norma previgente, stabiliva relativamente alle opere sottoposte al regime dell’ attività edilizia libera, che l’interessato nei casi previsti dalle norme in materia, presentasse gli atti di aggiornamento catastale. La norma novellata, prevede che la comunicazione inoltrata al comune è valida anche ai sensi dell’art. 17 della L. n° 1249/1939 cioè ai fini della conservazione ed aggiornamento del nuovo catasto edilizio urbano, laddove integrata con la comunicazione di fine lavori, nel qual caso la stessa è inoltrata da parte dell’amministrazione comunale ai competenti uffici dell’Agenzia delle entrate. La norma novellata, prevede che la comunicazione inoltrata al comune è valida anche ai sensi dell’art. 17 della L. n° 1249/1939 cioè ai fini della conservazione ed aggiornamento del nuovo catasto edilizio urbano, laddove integrata con la comunicazione di fine lavori, nel qual caso la stessa è inoltrata da parte dell’amministrazione comunale ai competenti uffici dell’Agenzia delle entrate. La disposizione in questione, sembra stabilire la competenza per il Comune di trasmettere all’Agenzia delle entrate, la comunicazione di attività edilizia libera e della relativa comunicazione di fine dei lavori, con una finalità di controllo e quindi con l’obiettivo di evitare possibili evasioni fiscali. La disposizione in questione, sembra stabilire la competenza per il Comune di trasmettere all’Agenzia delle entrate, la comunicazione di attività edilizia libera e della relativa comunicazione di fine dei lavori, con una finalità di controllo e quindi con l’obiettivo di evitare possibili evasioni fiscali. Questa norma, opera nell’indirizzo legislativo di controllo incrociato fra enti e di contrastare l’evasione fiscale e di assegnare allo sportello unico per l’edilizia, ulteriori funzioni nei rapporti con gli enti esterni. Questa norma, opera nell’indirizzo legislativo di controllo incrociato fra enti e di contrastare l’evasione fiscale e di assegnare allo sportello unico per l’edilizia, ulteriori funzioni nei rapporti con gli enti esterni. La legge “sblocca-Italia”, art. 17 comma 1, lett. c), punto 2, modifica il D.P.R. 380, art. 6 (L), comma 5, che viene sostituito nel seguente modo: La legge “sblocca-Italia”, art. 17 comma 1, lett. c), punto 2, modifica il D.P.R. 380, art. 6 (L), comma 5, che viene sostituito nel seguente modo: “Riguardo agli interventi di cui al comma 2, la comunicazione di inizio dei lavori laddove integrata con la comunicazione di fine lavori è valida anche ai fini di cui all’articolo 17, primo comma, lettera b) del regio decreto-legge 13 aprile 1939, n. 652, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 1939, n. 1249, ed è tempestivamente inoltrata da parte dell’amministrazione comunale ai competenti uffici dell’Agenzia delle entrate”. La norma previgente, stabiliva relativamente alle opere sottoposte al regime dell’ attività edilizia libera, che l’interessato nei casi previsti dalle norme in materia, presentasse gli atti di aggiornamento catastale. La norma previgente, stabiliva relativamente alle opere sottoposte al regime dell’ attività edilizia libera, che l’interessato nei casi previsti dalle norme in materia, presentasse gli atti di aggiornamento catastale. La norma novellata, prevede che la comunicazione inoltrata al comune è valida anche ai sensi dell’art. 17 della L. n° 1249/1939 cioè ai fini della conservazione ed aggiornamento del nuovo catasto edilizio urbano, laddove integrata con la comunicazione di fine lavori, nel qual caso la stessa è inoltrata da parte dell’amministrazione comunale ai competenti uffici dell’Agenzia delle entrate. La norma novellata, prevede che la comunicazione inoltrata al comune è valida anche ai sensi dell’art. 17 della L. n° 1249/1939 cioè ai fini della conservazione ed aggiornamento del nuovo catasto edilizio urbano, laddove integrata con la comunicazione di fine lavori, nel qual caso la stessa è inoltrata da parte dell’amministrazione comunale ai competenti uffici dell’Agenzia delle entrate. La disposizione in questione, sembra stabilire la competenza per il Comune di trasmettere all’Agenzia delle entrate, la comunicazione di attività edilizia libera e della relativa comunicazione di fine dei lavori, con una finalità di controllo e quindi con l’obiettivo di evitare possibili evasioni fiscali. La disposizione in questione, sembra stabilire la competenza per il Comune di trasmettere all’Agenzia delle entrate, la comunicazione di attività edilizia libera e della relativa comunicazione di fine dei lavori, con una finalità di controllo e quindi con l’obiettivo di evitare possibili evasioni fiscali. Questa norma, opera nell’indirizzo legislativo di controllo incrociato fra enti e di contrastare l’evasione fiscale e di assegnare allo sportello unico per l’edilizia, ulteriori funzioni nei rapporti con gli enti esterni. Questa norma, opera nell’indirizzo legislativo di controllo incrociato fra enti e di contrastare l’evasione fiscale e di assegnare allo sportello unico per l’edilizia, ulteriori funzioni nei rapporti con gli enti esterni.

98 98 Le novità della legge “sblocca-Italia” Snellimento dei tempi burocratici e semplificazioni amministrative La L.R.T. n. 65/2014 e la L. n° 164/2014 “SBLOCCA-ITALIA” Il nuovo quadro normativo in Toscana in materia edilizia, urbanistica e paesaggistica relatore: Claudio BELCARI

99 LE NOVITA’ DELLA LEGGE N° 164/2014 CHE PREVALGONO SULLA L.R. 65/2014 Facilitazioni nei tempi nel permesso di costruire per consentire la realizzazione ed il completamento dei lavori, mediante maggiore possibilità di proroga alla data di ultimazione La legge in oggetto, art. 17 comma 1, lett. f), punto 1, modifica il D.P.R. 380/2001 all’art. 15 (R) “Efficacia temporale e decadenza del permesso di costruire”, dove sostituisce il comma 2 nel seguente modo: La legge in oggetto, art. 17 comma 1, lett. f), punto 1, modifica il D.P.R. 380/2001 all’art. 15 (R) “Efficacia temporale e decadenza del permesso di costruire”, dove sostituisce il comma 2 nel seguente modo: “2. Il termine per l’inizio dei lavori non può essere superiore ad un anno dal rilascio del titolo; quello di ultimazione, entro il quale l’opera deve essere completata non può superare i tre anni dall’inizio dei lavori. Decorsi tali termini il permesso decade di diritto per la parte non eseguita, tranne che, anteriormente alla scadenza venga richiesta una proroga. La proroga può essere accordata, con provvedimento motivato, per fatti sopravvenuti estranei alla volontà del titolare del permesso, oppure in considerazione della mole dell'opera da realizzare o delle sue particolari caratteristiche tecnico-costruttive, o di difficoltà tecnico-esecutive emerse successivamente all’inizio dei lavori, ovvero quando si tratti di opere pubbliche il cui finanziamento sia previsto in più esercizi finanziari.” 2bis. La proroga dei termini per l’inizio e l’ultimazione dei lavori è comunque accordata qualora i lavori non possano essere iniziati o conclusi per iniziative dell’amministrazione comunale o dell’autorità giudiziaria rivelatesi poi infondate. La legge in oggetto, art. 17 comma 1, lett. f), punto 1, modifica il D.P.R. 380/2001 all’art. 15 (R) “Efficacia temporale e decadenza del permesso di costruire”, dove sostituisce il comma 2 nel seguente modo: La legge in oggetto, art. 17 comma 1, lett. f), punto 1, modifica il D.P.R. 380/2001 all’art. 15 (R) “Efficacia temporale e decadenza del permesso di costruire”, dove sostituisce il comma 2 nel seguente modo: “2. Il termine per l’inizio dei lavori non può essere superiore ad un anno dal rilascio del titolo; quello di ultimazione, entro il quale l’opera deve essere completata non può superare i tre anni dall’inizio dei lavori. Decorsi tali termini il permesso decade di diritto per la parte non eseguita, tranne che, anteriormente alla scadenza venga richiesta una proroga. La proroga può essere accordata, con provvedimento motivato, per fatti sopravvenuti estranei alla volontà del titolare del permesso, oppure in considerazione della mole dell'opera da realizzare o delle sue particolari caratteristiche tecnico-costruttive, o di difficoltà tecnico-esecutive emerse successivamente all’inizio dei lavori, ovvero quando si tratti di opere pubbliche il cui finanziamento sia previsto in più esercizi finanziari.” 2bis. La proroga dei termini per l’inizio e l’ultimazione dei lavori è comunque accordata qualora i lavori non possano essere iniziati o conclusi per iniziative dell’amministrazione comunale o dell’autorità giudiziaria rivelatesi poi infondate.

100 100 LE NOVITA’ DELLA LEGGE N° 164/2014 CHE PREVALGONO SULLA L.R. 65/2014 Facilitazioni nei tempi nel permesso di costruire per consentire la realizzazione ed il completamento dei lavori, mediante maggiore possibilità di proroga della data di ultimazione Per meglio comprendere la modifica, si riporta a seguire il contenuto del D.P.R. 380/2001 art. 15 (R) comma 2 in “sovrapposto” dove la parte invariata è di colore nero, quella eliminata è barrata di colore giallo e quella di nuovo inserimento è in rosso: “2. Il termine per l’inizio dei lavori non può essere superiore ad un anno dal rilascio del titolo; quello di ultimazione, entro il quale l’opera deve essere completata non può superare i tre anni dall’inizio dei lavori. Entrambi i termini possono essere prorogati, con provvedimento motivato, per fatti sopravvenuti estranei alla volontà del titolare del permesso. Decorsi tali termini il permesso decade di diritto per la parte non eseguita, tranne che, anteriormente alla scadenza venga richiesta una proroga. La proroga può essere accordata, con provvedimento motivato, per fatti sopravvenuti estranei alla volontà del titolare del permesso esclusivamente oppure in considerazione della mole dell'opera da realizzare o delle sue particolari caratteristiche tecnico-costruttive, o di difficoltà tecnico-esecutive emerse successivamente all’inizio dei lavori, ovvero quando si tratti di opere pubbliche il cui finanziamento sia previsto in più esercizi finanziari. “2. Il termine per l’inizio dei lavori non può essere superiore ad un anno dal rilascio del titolo; quello di ultimazione, entro il quale l’opera deve essere completata non può superare i tre anni dall’inizio dei lavori. Entrambi i termini possono essere prorogati, con provvedimento motivato, per fatti sopravvenuti estranei alla volontà del titolare del permesso. Decorsi tali termini il permesso decade di diritto per la parte non eseguita, tranne che, anteriormente alla scadenza venga richiesta una proroga. La proroga può essere accordata, con provvedimento motivato, per fatti sopravvenuti estranei alla volontà del titolare del permesso esclusivamente oppure in considerazione della mole dell'opera da realizzare o delle sue particolari caratteristiche tecnico-costruttive, o di difficoltà tecnico-esecutive emerse successivamente all’inizio dei lavori, ovvero quando si tratti di opere pubbliche il cui finanziamento sia previsto in più esercizi finanziari. Per meglio comprendere la modifica, si riporta a seguire il contenuto del D.P.R. 380/2001 art. 15 (R) comma 2 in “sovrapposto” dove la parte invariata è di colore nero, quella eliminata è barrata di colore giallo e quella di nuovo inserimento è in rosso: “2. Il termine per l’inizio dei lavori non può essere superiore ad un anno dal rilascio del titolo; quello di ultimazione, entro il quale l’opera deve essere completata non può superare i tre anni dall’inizio dei lavori. Entrambi i termini possono essere prorogati, con provvedimento motivato, per fatti sopravvenuti estranei alla volontà del titolare del permesso. Decorsi tali termini il permesso decade di diritto per la parte non eseguita, tranne che, anteriormente alla scadenza venga richiesta una proroga. La proroga può essere accordata, con provvedimento motivato, per fatti sopravvenuti estranei alla volontà del titolare del permesso esclusivamente oppure in considerazione della mole dell'opera da realizzare o delle sue particolari caratteristiche tecnico-costruttive, o di difficoltà tecnico-esecutive emerse successivamente all’inizio dei lavori, ovvero quando si tratti di opere pubbliche il cui finanziamento sia previsto in più esercizi finanziari. “2. Il termine per l’inizio dei lavori non può essere superiore ad un anno dal rilascio del titolo; quello di ultimazione, entro il quale l’opera deve essere completata non può superare i tre anni dall’inizio dei lavori. Entrambi i termini possono essere prorogati, con provvedimento motivato, per fatti sopravvenuti estranei alla volontà del titolare del permesso. Decorsi tali termini il permesso decade di diritto per la parte non eseguita, tranne che, anteriormente alla scadenza venga richiesta una proroga. La proroga può essere accordata, con provvedimento motivato, per fatti sopravvenuti estranei alla volontà del titolare del permesso esclusivamente oppure in considerazione della mole dell'opera da realizzare o delle sue particolari caratteristiche tecnico-costruttive, o di difficoltà tecnico-esecutive emerse successivamente all’inizio dei lavori, ovvero quando si tratti di opere pubbliche il cui finanziamento sia previsto in più esercizi finanziari. La L.R.T. n. 65/2014 e la L. n° 164/2014 “SBLOCCA-ITALIA” Il nuovo quadro normativo in Toscana in materia edilizia, urbanistica e paesaggistica relatore: Claudio BELCARI

101 Il termine per l’inizio dei lavori non può essere superiore ad un anno dal rilascio del titolo; quello di ultimazione, entro il quale l’opera deve essere completata non può superare i tre anni dall’inizio dei lavori. Entrambi i termini possono essere prorogati, con provvedimento motivato, per fatti sopravvenuti estranei alla volontà del titolare del permesso. Decorsi tali termini il permesso decade di diritto per la parte non eseguita, tranne che, anteriormente alla scadenza venga richiesta una proroga. La proroga può essere accordata, con provvedimento motivato, per fatti sopravvenuti estranei alla volontà del titolare del permesso esclusivamente oppure in considerazione della mole dell'opera da realizzare o delle sue particolari caratteristiche tecnico-costruttive, o di difficoltà tecnico-esecutive emerse successivamente all’inizio dei lavori, ovvero quando si tratti di opere pubbliche il cui finanziamento sia previsto in più esercizi finanziari. Il termine per l’inizio dei lavori non può essere superiore ad un anno dal rilascio del titolo; quello di ultimazione, entro il quale l’opera deve essere completata non può superare i tre anni dall’inizio dei lavori. Entrambi i termini possono essere prorogati, con provvedimento motivato, per fatti sopravvenuti estranei alla volontà del titolare del permesso. Decorsi tali termini il permesso decade di diritto per la parte non eseguita, tranne che, anteriormente alla scadenza venga richiesta una proroga. La proroga può essere accordata, con provvedimento motivato, per fatti sopravvenuti estranei alla volontà del titolare del permesso esclusivamente oppure in considerazione della mole dell'opera da realizzare o delle sue particolari caratteristiche tecnico-costruttive, o di difficoltà tecnico-esecutive emerse successivamente all’inizio dei lavori, ovvero quando si tratti di opere pubbliche il cui finanziamento sia previsto in più esercizi finanziari. La modifica sembra comportare effetti sostanziali, infatti in precedenza l’ “esclusivamente” significava limitare i casi di proroga tassativamente alle fattispecie espressamente richiamate; mentre oggi inserendo il termine “oppure” in tal modo sembrano non escludersi altre possibilità e le casistiche indicate potrebbero assumere una valenza esemplificativa e non più esaustiva. La modifica sembra comportare effetti sostanziali, infatti in precedenza l’ “esclusivamente” significava limitare i casi di proroga tassativamente alle fattispecie espressamente richiamate; mentre oggi inserendo il termine “oppure” in tal modo sembrano non escludersi altre possibilità e le casistiche indicate potrebbero assumere una valenza esemplificativa e non più esaustiva. In particolare si rileva la possibilità di concedere la proroga (caso di nuova previsione), relativo alle difficoltà tecnico-esecutive emerse successivamente all’inizio dei lavori, fra le quali sembrano poter rientrare ad esempio la scoperta durante lo scavo delle fondazioni, di reperti archeologici o reperti bellici o che ritardino l’esecuzione dei lavori, un ordinanza di sospensione lavori da parte del comune e/o un sequestro del cantiere da parte dell’autorità giudiziaria, rivelatesi poi infondati, ecc. In particolare si rileva la possibilità di concedere la proroga (caso di nuova previsione), relativo alle difficoltà tecnico-esecutive emerse successivamente all’inizio dei lavori, fra le quali sembrano poter rientrare ad esempio la scoperta durante lo scavo delle fondazioni, di reperti archeologici o reperti bellici o che ritardino l’esecuzione dei lavori, un ordinanza di sospensione lavori da parte del comune e/o un sequestro del cantiere da parte dell’autorità giudiziaria, rivelatesi poi infondati, ecc. In tempi di crisi economica, la norma ha una finalità di incentivare e favorire l’attività edilizia, ampliando le casistiche in relazione alle quali è ammissibile la concessione di una proroga alla fine dei lavori, sulla base di indirizzi già affermati dalla L. n. 98/2013 “del fare”, che stabilisce proroghe automatiche all’inizio ed alla fine lavori ma con validità temporanea ed a carattere eccezionale. In tempi di crisi economica, la norma ha una finalità di incentivare e favorire l’attività edilizia, ampliando le casistiche in relazione alle quali è ammissibile la concessione di una proroga alla fine dei lavori, sulla base di indirizzi già affermati dalla L. n. 98/2013 “del fare”, che stabilisce proroghe automatiche all’inizio ed alla fine lavori ma con validità temporanea ed a carattere eccezionale. La modifica sembra comportare effetti sostanziali, infatti in precedenza l’ “esclusivamente” significava limitare i casi di proroga tassativamente alle fattispecie espressamente richiamate; mentre oggi inserendo il termine “oppure” in tal modo sembrano non escludersi altre possibilità e le casistiche indicate potrebbero assumere una valenza esemplificativa e non più esaustiva. La modifica sembra comportare effetti sostanziali, infatti in precedenza l’ “esclusivamente” significava limitare i casi di proroga tassativamente alle fattispecie espressamente richiamate; mentre oggi inserendo il termine “oppure” in tal modo sembrano non escludersi altre possibilità e le casistiche indicate potrebbero assumere una valenza esemplificativa e non più esaustiva. In particolare si rileva la possibilità di concedere la proroga (caso di nuova previsione), relativo alle difficoltà tecnico-esecutive emerse successivamente all’inizio dei lavori, fra le quali sembrano poter rientrare ad esempio la scoperta durante lo scavo delle fondazioni, di reperti archeologici o reperti bellici o che ritardino l’esecuzione dei lavori, un ordinanza di sospensione lavori da parte del comune e/o un sequestro del cantiere da parte dell’autorità giudiziaria, rivelatesi poi infondati, ecc. In particolare si rileva la possibilità di concedere la proroga (caso di nuova previsione), relativo alle difficoltà tecnico-esecutive emerse successivamente all’inizio dei lavori, fra le quali sembrano poter rientrare ad esempio la scoperta durante lo scavo delle fondazioni, di reperti archeologici o reperti bellici o che ritardino l’esecuzione dei lavori, un ordinanza di sospensione lavori da parte del comune e/o un sequestro del cantiere da parte dell’autorità giudiziaria, rivelatesi poi infondati, ecc. In tempi di crisi economica, la norma ha una finalità di incentivare e favorire l’attività edilizia, ampliando le casistiche in relazione alle quali è ammissibile la concessione di una proroga alla fine dei lavori, sulla base di indirizzi già affermati dalla L. n. 98/2013 “del fare”, che stabilisce proroghe automatiche all’inizio ed alla fine lavori ma con validità temporanea ed a carattere eccezionale. In tempi di crisi economica, la norma ha una finalità di incentivare e favorire l’attività edilizia, ampliando le casistiche in relazione alle quali è ammissibile la concessione di una proroga alla fine dei lavori, sulla base di indirizzi già affermati dalla L. n. 98/2013 “del fare”, che stabilisce proroghe automatiche all’inizio ed alla fine lavori ma con validità temporanea ed a carattere eccezionale.

102 102 Ampliamento della fattispecie di opere rientranti nella categoria relativa alla manutenzione ordinaria e sottoposte al regime dell’attività edilizia libera La legge in oggetto stabilisce all’art. 6 (L) del D.P.R. 380/2001, comma 1, lettera a) dopo le parole “manutenzione ordinaria” l’aggiunta del seguente: “di cui all’articolo 3, comma 1, lettera a), ivi compresi gli interventi di installazione delle pompe di calore aria-aria di potenza termica utile nominale inferiore a 12 kW”. La legge in oggetto stabilisce all’art. 6 (L) del D.P.R. 380/2001, comma 1, lettera a) dopo le parole “manutenzione ordinaria” l’aggiunta del seguente: “di cui all’articolo 3, comma 1, lettera a), ivi compresi gli interventi di installazione delle pompe di calore aria-aria di potenza termica utile nominale inferiore a 12 kW”. Si riporta la disposizione relativa all’art. 6 (L) del D.P.R. 380/2001, comma 1, lettera a) in “sovrapposto” dove la parte preesistente è indicata di colore nero, quella di nuovo inserimento è indicata in rosso: Si riporta la disposizione relativa all’art. 6 (L) del D.P.R. 380/2001, comma 1, lettera a) in “sovrapposto” dove la parte preesistente è indicata di colore nero, quella di nuovo inserimento è indicata in rosso: “a) gli interventi di manutenzione ordinaria di cui all’articolo 3, comma 1, lettera a), ivi compresi gli interventi di installazione delle pompe di calore aria-aria di potenza termica utile nominale inferiore a 12 kW”. La novità normativa riguarda l’ampliamento della categoria di intervento della “manutenzione ordinaria”, sottoposta al regime dell’attività edilizia libera, propriamente detta, cioè quella per la quale non occorre alcun adempimento. Infatti, ad oggi a seguito di tale disposizione, l’installazione delle pompe di calore aria-aria di potenza termica utile nominale inferiore a 12 kw, non necessita di alcun adempimento presso l’amministrazione comunale. Infatti, ad oggi a seguito di tale disposizione, l’installazione delle pompe di calore aria-aria di potenza termica utile nominale inferiore a 12 kw, non necessita di alcun adempimento presso l’amministrazione comunale. Art. 136 della L.R. 65/2014 non allineato da leggere quindi integrato con questa disposizione di legge. La legge in oggetto stabilisce all’art. 6 (L) del D.P.R. 380/2001, comma 1, lettera a) dopo le parole “manutenzione ordinaria” l’aggiunta del seguente: “di cui all’articolo 3, comma 1, lettera a), ivi compresi gli interventi di installazione delle pompe di calore aria-aria di potenza termica utile nominale inferiore a 12 kW”. La legge in oggetto stabilisce all’art. 6 (L) del D.P.R. 380/2001, comma 1, lettera a) dopo le parole “manutenzione ordinaria” l’aggiunta del seguente: “di cui all’articolo 3, comma 1, lettera a), ivi compresi gli interventi di installazione delle pompe di calore aria-aria di potenza termica utile nominale inferiore a 12 kW”. Si riporta la disposizione relativa all’art. 6 (L) del D.P.R. 380/2001, comma 1, lettera a) in “sovrapposto” dove la parte preesistente è indicata di colore nero, quella di nuovo inserimento è indicata in rosso: Si riporta la disposizione relativa all’art. 6 (L) del D.P.R. 380/2001, comma 1, lettera a) in “sovrapposto” dove la parte preesistente è indicata di colore nero, quella di nuovo inserimento è indicata in rosso: “a) gli interventi di manutenzione ordinaria di cui all’articolo 3, comma 1, lettera a), ivi compresi gli interventi di installazione delle pompe di calore aria-aria di potenza termica utile nominale inferiore a 12 kW”. La novità normativa riguarda l’ampliamento della categoria di intervento della “manutenzione ordinaria”, sottoposta al regime dell’attività edilizia libera, propriamente detta, cioè quella per la quale non occorre alcun adempimento. Infatti, ad oggi a seguito di tale disposizione, l’installazione delle pompe di calore aria-aria di potenza termica utile nominale inferiore a 12 kw, non necessita di alcun adempimento presso l’amministrazione comunale. Infatti, ad oggi a seguito di tale disposizione, l’installazione delle pompe di calore aria-aria di potenza termica utile nominale inferiore a 12 kw, non necessita di alcun adempimento presso l’amministrazione comunale. Art. 136 della L.R. 65/2014 non allineato da leggere quindi integrato con questa disposizione di legge. La L.R.T. n. 65/2014 e la L. n° 164/2014 “SBLOCCA-ITALIA” Il nuovo quadro normativo in Toscana in materia edilizia, urbanistica e paesaggistica relatore: Claudio BELCARI

103 103 LE NOVITA’ DELLA LEGGE “SBLOCCA- ITALIA” La disciplina del “permesso di costruire convenzionato”, ammesso anche per stralci funzionali La legge in oggetto, art. 17 comma 1, lettera p), modifica il D.P.R. 380/2001, aggiungendo dopo l’art. 28, quanto segue: “art. 28 bis (Permesso di costruire convenzionato) 1. Qualora le esigenze di urbanizzazione possano essere soddisfatte, con una modalità semplificata, è possibile il rilascio di un permesso di costruire convenzionato. 2. La convenzione, approvata con delibera del consiglio comunale, salva diversa previsione regionale, specifica gli obblighi, funzionali al soddisfacimento di un interesse pubblico, che il soggetto attuatore si assume ai fini di poter conseguire il rilascio del titolo edilizio, il quale resta la fonte di regolamento degli interessi. 3. Sono, in particolare, soggetti alla stipula di convenzione: a) La cessione di aree anche al fine dell’utilizzo di diritti edificatori; b) La realizzazione di opere di urbanizzazione; c) Le caratteristiche morfologiche degli interventi; d) La realizzazione di interventi di edilizia residenziale sociale. 4. La convenzione può prevedere modalità di attuazione per stralci funzionali, cui si collegano gli oneri e le opere di urbanizzazione da eseguire e le relative garanzie. 5. Il termine di validità del permesso di costruire convenzionato può essere modulato in relazione agli stralci funzionali previsti dalla convenzione. 6. Il procedimento di formazione del permesso di costruire convenzionato è quello previsto dal Capo II del Titolo II del DPR 6 giugno 2001, n Alla convenzione si applica altresì la disciplina dell’art. 11 della Legge 7 agosto 1990, n. 241.” La legge in oggetto, art. 17 comma 1, lettera p), modifica il D.P.R. 380/2001, aggiungendo dopo l’art. 28, quanto segue: “art. 28 bis (Permesso di costruire convenzionato) 1. Qualora le esigenze di urbanizzazione possano essere soddisfatte, con una modalità semplificata, è possibile il rilascio di un permesso di costruire convenzionato. 2. La convenzione, approvata con delibera del consiglio comunale, salva diversa previsione regionale, specifica gli obblighi, funzionali al soddisfacimento di un interesse pubblico, che il soggetto attuatore si assume ai fini di poter conseguire il rilascio del titolo edilizio, il quale resta la fonte di regolamento degli interessi. 3. Sono, in particolare, soggetti alla stipula di convenzione: a) La cessione di aree anche al fine dell’utilizzo di diritti edificatori; b) La realizzazione di opere di urbanizzazione; c) Le caratteristiche morfologiche degli interventi; d) La realizzazione di interventi di edilizia residenziale sociale. 4. La convenzione può prevedere modalità di attuazione per stralci funzionali, cui si collegano gli oneri e le opere di urbanizzazione da eseguire e le relative garanzie. 5. Il termine di validità del permesso di costruire convenzionato può essere modulato in relazione agli stralci funzionali previsti dalla convenzione. 6. Il procedimento di formazione del permesso di costruire convenzionato è quello previsto dal Capo II del Titolo II del DPR 6 giugno 2001, n Alla convenzione si applica altresì la disciplina dell’art. 11 della Legge 7 agosto 1990, n. 241.”

104 104 LE NOVITA’ DELLA LEGGE “SBLOCCA-ITALIA” La disciplina del “permesso di costruire convenzionato”, ammesso anche per stralci funzionali La norma suddetta introduce la disciplina del permesso di costruire convenzionato, da attuarsi quando l’intervento di nuova realizzazione, richieda l’esecuzione di modeste opere di urbanizzazione da realizzarsi a cura del privato. La norma suddetta introduce la disciplina del permesso di costruire convenzionato, da attuarsi quando l’intervento di nuova realizzazione, richieda l’esecuzione di modeste opere di urbanizzazione da realizzarsi a cura del privato. Il permesso di costruire convenzionato, costituiva in alcuni comuni una prassi applicata da tempo; ad oggi con tale disciplina si ottiene un riconoscimento di perfetta legittimità. Il permesso di costruire convenzionato, costituiva in alcuni comuni una prassi applicata da tempo; ad oggi con tale disciplina si ottiene un riconoscimento di perfetta legittimità. La possibilità di attuare interventi edilizi con il permesso di costruire convenzionato, in alternativa alla procedura del piano attuativo, più lunga e complessa, rappresenta una semplificazione procedurale importante, in grado di favorire anche il recupero edilizio attraverso snellezza amministrativa, economicità d’azione, riduzione dei tempi procedimentali e garanzia comunque di buon risultato sotto il profilo dell’interesse pubblico. La possibilità di attuare interventi edilizi con il permesso di costruire convenzionato, in alternativa alla procedura del piano attuativo, più lunga e complessa, rappresenta una semplificazione procedurale importante, in grado di favorire anche il recupero edilizio attraverso snellezza amministrativa, economicità d’azione, riduzione dei tempi procedimentali e garanzia comunque di buon risultato sotto il profilo dell’interesse pubblico. Al fine di facilitare l’iniziativa economica, la convenzione può prevedere la possibilità di attuare gli interventi per stralci funzionali, per ciascuno dei quali è collegato il relativo impegno economico, per quanto attiene al pagamento degli oneri, e le relative opere di urbanizzazione da eseguire e garanzie. Al fine di facilitare l’iniziativa economica, la convenzione può prevedere la possibilità di attuare gli interventi per stralci funzionali, per ciascuno dei quali è collegato il relativo impegno economico, per quanto attiene al pagamento degli oneri, e le relative opere di urbanizzazione da eseguire e garanzie. La L.R. 65/2014 ha recepito tale istituto all’art. 121 “progetto unitario convenzionato” La L.R. 65/2014 ha recepito tale istituto all’art. 121 “progetto unitario convenzionato” La norma suddetta introduce la disciplina del permesso di costruire convenzionato, da attuarsi quando l’intervento di nuova realizzazione, richieda l’esecuzione di modeste opere di urbanizzazione da realizzarsi a cura del privato. La norma suddetta introduce la disciplina del permesso di costruire convenzionato, da attuarsi quando l’intervento di nuova realizzazione, richieda l’esecuzione di modeste opere di urbanizzazione da realizzarsi a cura del privato. Il permesso di costruire convenzionato, costituiva in alcuni comuni una prassi applicata da tempo; ad oggi con tale disciplina si ottiene un riconoscimento di perfetta legittimità. Il permesso di costruire convenzionato, costituiva in alcuni comuni una prassi applicata da tempo; ad oggi con tale disciplina si ottiene un riconoscimento di perfetta legittimità. La possibilità di attuare interventi edilizi con il permesso di costruire convenzionato, in alternativa alla procedura del piano attuativo, più lunga e complessa, rappresenta una semplificazione procedurale importante, in grado di favorire anche il recupero edilizio attraverso snellezza amministrativa, economicità d’azione, riduzione dei tempi procedimentali e garanzia comunque di buon risultato sotto il profilo dell’interesse pubblico. La possibilità di attuare interventi edilizi con il permesso di costruire convenzionato, in alternativa alla procedura del piano attuativo, più lunga e complessa, rappresenta una semplificazione procedurale importante, in grado di favorire anche il recupero edilizio attraverso snellezza amministrativa, economicità d’azione, riduzione dei tempi procedimentali e garanzia comunque di buon risultato sotto il profilo dell’interesse pubblico. Al fine di facilitare l’iniziativa economica, la convenzione può prevedere la possibilità di attuare gli interventi per stralci funzionali, per ciascuno dei quali è collegato il relativo impegno economico, per quanto attiene al pagamento degli oneri, e le relative opere di urbanizzazione da eseguire e garanzie. Al fine di facilitare l’iniziativa economica, la convenzione può prevedere la possibilità di attuare gli interventi per stralci funzionali, per ciascuno dei quali è collegato il relativo impegno economico, per quanto attiene al pagamento degli oneri, e le relative opere di urbanizzazione da eseguire e garanzie. La L.R. 65/2014 ha recepito tale istituto all’art. 121 “progetto unitario convenzionato” La L.R. 65/2014 ha recepito tale istituto all’art. 121 “progetto unitario convenzionato” La L.R.T. n. 65/2014 e la L. n° 164/2014 “SBLOCCA-ITALIA” Il nuovo quadro normativo in Toscana in materia edilizia, urbanistica e paesaggistica relatore: Claudio BELCARI

105 105 La lottizzazione urbanistica ammessa anche per stralci funzionali, fasi e tempi distinti La legge “sblocca Italia”, art. 17 comma 4 modifica l’art. 28 della legge 17 agosto 1942, n. 1150, inserendo dopo il sesto comma, quanto segue: La legge “sblocca Italia”, art. 17 comma 4 modifica l’art. 28 della legge 17 agosto 1942, n. 1150, inserendo dopo il sesto comma, quanto segue: “L’attuazione degli interventi previsti nelle convenzioni di cui al presente articolo ovvero degli accordi similari comunque denominati dalla legislazione regionale, può avvenire per stralci funzionali e per fasi e tempi distinti. In tal caso per ogni stralcio funzionale nella convenzione saranno quantificati gli oneri di urbanizzazione o le opere di urbanizzazione da realizzare e le relative garanzie purché l’attuazione parziale sia coerente con l’intera area oggetto d’intervento.” “L’attuazione degli interventi previsti nelle convenzioni di cui al presente articolo ovvero degli accordi similari comunque denominati dalla legislazione regionale, può avvenire per stralci funzionali e per fasi e tempi distinti. In tal caso per ogni stralcio funzionale nella convenzione saranno quantificati gli oneri di urbanizzazione o le opere di urbanizzazione da realizzare e le relative garanzie purché l’attuazione parziale sia coerente con l’intera area oggetto d’intervento.” La legge “sblocca Italia”, art. 17 comma 4 modifica l’art. 28 della legge 17 agosto 1942, n. 1150, inserendo dopo il sesto comma, quanto segue: La legge “sblocca Italia”, art. 17 comma 4 modifica l’art. 28 della legge 17 agosto 1942, n. 1150, inserendo dopo il sesto comma, quanto segue: “L’attuazione degli interventi previsti nelle convenzioni di cui al presente articolo ovvero degli accordi similari comunque denominati dalla legislazione regionale, può avvenire per stralci funzionali e per fasi e tempi distinti. In tal caso per ogni stralcio funzionale nella convenzione saranno quantificati gli oneri di urbanizzazione o le opere di urbanizzazione da realizzare e le relative garanzie purché l’attuazione parziale sia coerente con l’intera area oggetto d’intervento.” “L’attuazione degli interventi previsti nelle convenzioni di cui al presente articolo ovvero degli accordi similari comunque denominati dalla legislazione regionale, può avvenire per stralci funzionali e per fasi e tempi distinti. In tal caso per ogni stralcio funzionale nella convenzione saranno quantificati gli oneri di urbanizzazione o le opere di urbanizzazione da realizzare e le relative garanzie purché l’attuazione parziale sia coerente con l’intera area oggetto d’intervento.” In tempi di crisi economica la suddetta norma ha una finalità di favorire l’iniziativa imprenditoriale nel settore edilizio, prevedendo la possibilità di realizzare gli interventi sottoposti alla procedura del piano attuativo, per stralci funzionali e quindi per fasi e tempi distinti e relativi impegni economici. In tempi di crisi economica la suddetta norma ha una finalità di favorire l’iniziativa imprenditoriale nel settore edilizio, prevedendo la possibilità di realizzare gli interventi sottoposti alla procedura del piano attuativo, per stralci funzionali e quindi per fasi e tempi distinti e relativi impegni economici. La L.R.T. n. 65/2014 e la L. n° 164/2014 “SBLOCCA-ITALIA” Il nuovo quadro normativo in Toscana in materia edilizia, urbanistica e paesaggistica relatore: Claudio BELCARI

106 106 LE NOVITA’ DELLA LEGGE “SBLOCCA-ITALIA” La lottizzazione urbanistica ammessa anche per stralci funzionali, fasi e tempi distinti La lottizzazione urbanistica per stralci funzionali, costituiva in alcuni comuni una prassi applicata da tempo; ad oggi che il legislatore l’ha recepita nella normativa con apposita disciplina, si ottiene un riconoscimento di perfetta legittimità. La lottizzazione urbanistica per stralci funzionali, costituiva in alcuni comuni una prassi applicata da tempo; ad oggi che il legislatore l’ha recepita nella normativa con apposita disciplina, si ottiene un riconoscimento di perfetta legittimità. Ove esistano previsioni di piani attuativi di rilevante, consistenza ed impegno imprenditoriale ed economico, la possibilità di suddividerla in più stralci funzionali di minore dimensione, può effettivamente facilitarne le possibilità di realizzazione. Ove esistano previsioni di piani attuativi di rilevante, consistenza ed impegno imprenditoriale ed economico, la possibilità di suddividerla in più stralci funzionali di minore dimensione, può effettivamente facilitarne le possibilità di realizzazione. In tal caso, gli oneri di urbanizzazione e relative garanzie saranno quantificati in relazione ad ogni singolo stralcio funzionale. In tal caso, gli oneri di urbanizzazione e relative garanzie saranno quantificati in relazione ad ogni singolo stralcio funzionale. La lottizzazione urbanistica per stralci funzionali, costituiva in alcuni comuni una prassi applicata da tempo; ad oggi che il legislatore l’ha recepita nella normativa con apposita disciplina, si ottiene un riconoscimento di perfetta legittimità. La lottizzazione urbanistica per stralci funzionali, costituiva in alcuni comuni una prassi applicata da tempo; ad oggi che il legislatore l’ha recepita nella normativa con apposita disciplina, si ottiene un riconoscimento di perfetta legittimità. Ove esistano previsioni di piani attuativi di rilevante, consistenza ed impegno imprenditoriale ed economico, la possibilità di suddividerla in più stralci funzionali di minore dimensione, può effettivamente facilitarne le possibilità di realizzazione. Ove esistano previsioni di piani attuativi di rilevante, consistenza ed impegno imprenditoriale ed economico, la possibilità di suddividerla in più stralci funzionali di minore dimensione, può effettivamente facilitarne le possibilità di realizzazione. In tal caso, gli oneri di urbanizzazione e relative garanzie saranno quantificati in relazione ad ogni singolo stralcio funzionale. In tal caso, gli oneri di urbanizzazione e relative garanzie saranno quantificati in relazione ad ogni singolo stralcio funzionale. La condizione che deve essere garantita è logicamente che ogni stralcio funzionale sia coerente ed organico in relazione alla previsione urbanistica complessiva ed abbia condizioni di autonomia funzionale in attesa del completamento della stessa. La condizione che deve essere garantita è logicamente che ogni stralcio funzionale sia coerente ed organico in relazione alla previsione urbanistica complessiva ed abbia condizioni di autonomia funzionale in attesa del completamento della stessa. Tale disposizione di legge si pone nell’indirizzo già operato dalla L. 98/2013 (legge “del fare”) che ha consentito l’agibilità parziale degli edifici, differendo nel tempo la possibilità di completamento dei lavori, in questa maniera facilitando la possibilità di investimento e l’iniziativa economica nel settore edilizio. Tale disposizione di legge si pone nell’indirizzo già operato dalla L. 98/2013 (legge “del fare”) che ha consentito l’agibilità parziale degli edifici, differendo nel tempo la possibilità di completamento dei lavori, in questa maniera facilitando la possibilità di investimento e l’iniziativa economica nel settore edilizio. La L.R.T. n. 65/2014 e la L. n° 164/2014 “SBLOCCA-ITALIA” Il nuovo quadro normativo in Toscana in materia edilizia, urbanistica e paesaggistica relatore: Claudio BELCARI

107 107 LE NOVITA’ DELLA LEGGE “SBLOCCA-ITALIA” Potere sostitutivo delle regioni nel caso di ritardo nell’approvazione dei piani attuativi da parte dei comuni La legge “sblocca Italia”, art. 17 comma 3 introduce nel D.P.R. 380/2001 quanto segue: La legge “sblocca Italia”, art. 17 comma 3 introduce nel D.P.R. 380/2001 quanto segue: “2. Le Regioni, con proprie leggi, assicurano l’attivazione del potere sostitutivo allo scadere dei termini assegnati ai comuni per l’adozione da parte degli stessi dei piani attuativi comunque denominati in base alla normativa statale e regionale.” “2. Le Regioni, con proprie leggi, assicurano l’attivazione del potere sostitutivo allo scadere dei termini assegnati ai comuni per l’adozione da parte degli stessi dei piani attuativi comunque denominati in base alla normativa statale e regionale.” La legge “sblocca Italia”, art. 17 comma 3 introduce nel D.P.R. 380/2001 quanto segue: La legge “sblocca Italia”, art. 17 comma 3 introduce nel D.P.R. 380/2001 quanto segue: “2. Le Regioni, con proprie leggi, assicurano l’attivazione del potere sostitutivo allo scadere dei termini assegnati ai comuni per l’adozione da parte degli stessi dei piani attuativi comunque denominati in base alla normativa statale e regionale.” “2. Le Regioni, con proprie leggi, assicurano l’attivazione del potere sostitutivo allo scadere dei termini assegnati ai comuni per l’adozione da parte degli stessi dei piani attuativi comunque denominati in base alla normativa statale e regionale.” La suddetta norma ha una finalità di garantire un acceleramento dei tempi di approvazione dei piani attuativi da parte dei comuni, stabilendo che le Regioni con proprie leggi, devono istituire l’attivazione di un potere sostitutivo allo scadere dei termini assegnati ai comuni per l’adozione dei piani attuativi. La suddetta norma ha una finalità di garantire un acceleramento dei tempi di approvazione dei piani attuativi da parte dei comuni, stabilendo che le Regioni con proprie leggi, devono istituire l’attivazione di un potere sostitutivo allo scadere dei termini assegnati ai comuni per l’adozione dei piani attuativi. Se concretamente applicata, tale disposizione costituirebbe un rilevante acceleratore dei tempi burocratici di approvazione dei piani attuativi, che molto spesso incontrano situazioni “di stallo” in relazione alla loro complessità e natura giuridica non vincolata, ma attinenti a valutazioni discrezionali e come tali rimessi all’approvazione degli organi politici. Se concretamente applicata, tale disposizione costituirebbe un rilevante acceleratore dei tempi burocratici di approvazione dei piani attuativi, che molto spesso incontrano situazioni “di stallo” in relazione alla loro complessità e natura giuridica non vincolata, ma attinenti a valutazioni discrezionali e come tali rimessi all’approvazione degli organi politici. La suddetta norma ha una finalità di garantire un acceleramento dei tempi di approvazione dei piani attuativi da parte dei comuni, stabilendo che le Regioni con proprie leggi, devono istituire l’attivazione di un potere sostitutivo allo scadere dei termini assegnati ai comuni per l’adozione dei piani attuativi. La suddetta norma ha una finalità di garantire un acceleramento dei tempi di approvazione dei piani attuativi da parte dei comuni, stabilendo che le Regioni con proprie leggi, devono istituire l’attivazione di un potere sostitutivo allo scadere dei termini assegnati ai comuni per l’adozione dei piani attuativi. Se concretamente applicata, tale disposizione costituirebbe un rilevante acceleratore dei tempi burocratici di approvazione dei piani attuativi, che molto spesso incontrano situazioni “di stallo” in relazione alla loro complessità e natura giuridica non vincolata, ma attinenti a valutazioni discrezionali e come tali rimessi all’approvazione degli organi politici. Se concretamente applicata, tale disposizione costituirebbe un rilevante acceleratore dei tempi burocratici di approvazione dei piani attuativi, che molto spesso incontrano situazioni “di stallo” in relazione alla loro complessità e natura giuridica non vincolata, ma attinenti a valutazioni discrezionali e come tali rimessi all’approvazione degli organi politici. La L.R.T. n. 65/2014 e la L. n° 164/2014 “SBLOCCA-ITALIA” Il nuovo quadro normativo in Toscana in materia edilizia, urbanistica e paesaggistica relatore: Claudio BELCARI

108 108 LE NOVITA’ DELLA LEGGE “SBLOCCA-ITALIA” Regolamento Edilizio-tipo L’art. 17-bis del decreto in oggetto, stabilisce: L’art. 17-bis del decreto in oggetto, stabilisce: (regolamento unico edilizio) – 1. Dopo il comma 1-quinquies dell’articolo 4 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, è inserito il seguente: “1-sexies. Il Governo, le regioni e le autonomie locali, in attuazione del principio di leale collaborazione, concludono in sede di Conferenza unificata accordi ai sensi dell’art. 9 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281 o intese ai sensi dell’articolo 8 della legge 5 giugno 2003, n. 131, per l’adozione di uno schema di regolamento edilizio-tipo, al fine di semplificare e uniformare le norme e gli adempimenti. Ai sensi dell’articolo 117, secondo comma, lettere e) e m), della Costituzione, tali accordi costituiscono livello essenziale delle prestazioni, concernenti la tutela della concorrenza e i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale. Il regolamento edilizio-tipo, che indica i requisiti prestazionali degli edifici, con particolare riguardo alla sicurezza e al risparmio energetico, è adottato dai comuni nei termini fissati dai suddetti accordi, comunque entro i termini previsti dall’articolo 2 della legge 7 agosto 1990, n. 241 e successive modificazioni”. La legge in oggetto, stabilisce che in sede di Conferenza unificata verrà adottato dal Governo, Regioni ed autonomie locali, uno schema di regolamento edilizio-tipo. La legge in oggetto, stabilisce che in sede di Conferenza unificata verrà adottato dal Governo, Regioni ed autonomie locali, uno schema di regolamento edilizio-tipo. L’art. 17-bis del decreto in oggetto, stabilisce: L’art. 17-bis del decreto in oggetto, stabilisce: (regolamento unico edilizio) – 1. Dopo il comma 1-quinquies dell’articolo 4 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, è inserito il seguente: “1-sexies. Il Governo, le regioni e le autonomie locali, in attuazione del principio di leale collaborazione, concludono in sede di Conferenza unificata accordi ai sensi dell’art. 9 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281 o intese ai sensi dell’articolo 8 della legge 5 giugno 2003, n. 131, per l’adozione di uno schema di regolamento edilizio-tipo, al fine di semplificare e uniformare le norme e gli adempimenti. Ai sensi dell’articolo 117, secondo comma, lettere e) e m), della Costituzione, tali accordi costituiscono livello essenziale delle prestazioni, concernenti la tutela della concorrenza e i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale. Il regolamento edilizio-tipo, che indica i requisiti prestazionali degli edifici, con particolare riguardo alla sicurezza e al risparmio energetico, è adottato dai comuni nei termini fissati dai suddetti accordi, comunque entro i termini previsti dall’articolo 2 della legge 7 agosto 1990, n. 241 e successive modificazioni”. La legge in oggetto, stabilisce che in sede di Conferenza unificata verrà adottato dal Governo, Regioni ed autonomie locali, uno schema di regolamento edilizio-tipo. La legge in oggetto, stabilisce che in sede di Conferenza unificata verrà adottato dal Governo, Regioni ed autonomie locali, uno schema di regolamento edilizio-tipo. La L.R.T. n. 65/2014 e la L. n° 164/2014 “SBLOCCA-ITALIA” Il nuovo quadro normativo in Toscana in materia edilizia, urbanistica e paesaggistica relatore: Claudio BELCARI

109 109 LE NOVITA’ DELLA LEGGE “SBLOCCA-ITALIA” Regolamento Edilizio-tipo Nella prima bozza del decreto “sblocca- Italia”, eliminata poi nel testo definitivo del decreto, le indicazioni per la formazione del regolamento edilizio unico, definivano i contenuti per quanto attiene alla disciplina delle modalità costruttive, con particolare riferimento, al rispetto delle normative tecnico-estetiche, igienico-sanitarie, di sicurezza, vivibilità degli immobili e delle relative pertinenze. Nella prima bozza del decreto “sblocca- Italia”, eliminata poi nel testo definitivo del decreto, le indicazioni per la formazione del regolamento edilizio unico, definivano i contenuti per quanto attiene alla disciplina delle modalità costruttive, con particolare riferimento, al rispetto delle normative tecnico-estetiche, igienico-sanitarie, di sicurezza, vivibilità degli immobili e delle relative pertinenze. Rinviando la redazione di tutti i contenuti del regolamento tipo alla conferenza unificata, si rischia di tornare a definire regolamenti edilizi diversificati in relazione alle specifiche esigenze e peculiarità locali, di fatto vanificando l’intento di massima uniformità. Rinviando la redazione di tutti i contenuti del regolamento tipo alla conferenza unificata, si rischia di tornare a definire regolamenti edilizi diversificati in relazione alle specifiche esigenze e peculiarità locali, di fatto vanificando l’intento di massima uniformità. L’unificazione della regolamentazione edilizia per gli oltre ottomila comuni italiani, è stata auspicata da sempre da parte dei professionisti, in quanto in grado di facilitare e semplificare il loro lavoro. L’unificazione della regolamentazione edilizia per gli oltre ottomila comuni italiani, è stata auspicata da sempre da parte dei professionisti, in quanto in grado di facilitare e semplificare il loro lavoro. In passato, si è assistito ad un indirizzo politico-amministrativo verso una ricerca di valorizzazione delle autonomie locali, che ha modificato l’ordinamento costituzionale che ha trovato la sua massima espressione nella Legge , n. 3, che ha riformato il titolo V della costituzione. In passato, si è assistito ad un indirizzo politico-amministrativo verso una ricerca di valorizzazione delle autonomie locali, che ha modificato l’ordinamento costituzionale che ha trovato la sua massima espressione nella Legge , n. 3, che ha riformato il titolo V della costituzione. Tale riforma ha determinato una valorizzazione del potere delle regioni, che di fatto sono gli organi istituzionali che, diversamente dallo stato e dagli enti locali (province e comuni), hanno tutti i poteri previsti dall’ordinamento in materia di governo del territorio, quello legislativo, regolamentare e di pianificazione. Tale riforma ha determinato una valorizzazione del potere delle regioni, che di fatto sono gli organi istituzionali che, diversamente dallo stato e dagli enti locali (province e comuni), hanno tutti i poteri previsti dall’ordinamento in materia di governo del territorio, quello legislativo, regolamentare e di pianificazione. Nella prima bozza del decreto “sblocca- Italia”, eliminata poi nel testo definitivo del decreto, le indicazioni per la formazione del regolamento edilizio unico, definivano i contenuti per quanto attiene alla disciplina delle modalità costruttive, con particolare riferimento, al rispetto delle normative tecnico-estetiche, igienico-sanitarie, di sicurezza, vivibilità degli immobili e delle relative pertinenze. Nella prima bozza del decreto “sblocca- Italia”, eliminata poi nel testo definitivo del decreto, le indicazioni per la formazione del regolamento edilizio unico, definivano i contenuti per quanto attiene alla disciplina delle modalità costruttive, con particolare riferimento, al rispetto delle normative tecnico-estetiche, igienico-sanitarie, di sicurezza, vivibilità degli immobili e delle relative pertinenze. Rinviando la redazione di tutti i contenuti del regolamento tipo alla conferenza unificata, si rischia di tornare a definire regolamenti edilizi diversificati in relazione alle specifiche esigenze e peculiarità locali, di fatto vanificando l’intento di massima uniformità. Rinviando la redazione di tutti i contenuti del regolamento tipo alla conferenza unificata, si rischia di tornare a definire regolamenti edilizi diversificati in relazione alle specifiche esigenze e peculiarità locali, di fatto vanificando l’intento di massima uniformità. L’unificazione della regolamentazione edilizia per gli oltre ottomila comuni italiani, è stata auspicata da sempre da parte dei professionisti, in quanto in grado di facilitare e semplificare il loro lavoro. L’unificazione della regolamentazione edilizia per gli oltre ottomila comuni italiani, è stata auspicata da sempre da parte dei professionisti, in quanto in grado di facilitare e semplificare il loro lavoro. In passato, si è assistito ad un indirizzo politico-amministrativo verso una ricerca di valorizzazione delle autonomie locali, che ha modificato l’ordinamento costituzionale che ha trovato la sua massima espressione nella Legge , n. 3, che ha riformato il titolo V della costituzione. In passato, si è assistito ad un indirizzo politico-amministrativo verso una ricerca di valorizzazione delle autonomie locali, che ha modificato l’ordinamento costituzionale che ha trovato la sua massima espressione nella Legge , n. 3, che ha riformato il titolo V della costituzione. Tale riforma ha determinato una valorizzazione del potere delle regioni, che di fatto sono gli organi istituzionali che, diversamente dallo stato e dagli enti locali (province e comuni), hanno tutti i poteri previsti dall’ordinamento in materia di governo del territorio, quello legislativo, regolamentare e di pianificazione. Tale riforma ha determinato una valorizzazione del potere delle regioni, che di fatto sono gli organi istituzionali che, diversamente dallo stato e dagli enti locali (province e comuni), hanno tutti i poteri previsti dall’ordinamento in materia di governo del territorio, quello legislativo, regolamentare e di pianificazione. La L.R.T. n. 65/2014 e la L. n° 164/2014 “SBLOCCA-ITALIA” Il nuovo quadro normativo in Toscana in materia edilizia, urbanistica e paesaggistica relatore: Claudio BELCARI

110 Regolamento Edilizio-tipo Con la riforma del titolo V della costituzione, nella materia concorrente relativa al governo del territorio che comprende l’urbanistica e l’edilizia, si è sostanzialmente superato il modello gerarchico piramidale nella relazione tra gli organi pubblici istituzionali del territorio (Stato – Regioni – Province e Comuni). Con la riforma del titolo V della costituzione, nella materia concorrente relativa al governo del territorio che comprende l’urbanistica e l’edilizia, si è sostanzialmente superato il modello gerarchico piramidale nella relazione tra gli organi pubblici istituzionali del territorio (Stato – Regioni – Province e Comuni). Infatti, la materia del governo del Territorio è oggi disciplinata secondo una competenza autonoma di tipo “orizzontale” e lo Stato, le Regioni, le Province ed i Comuni, giuridicamente stanno sullo “stesso piano”, in quanto tutti hanno autonomia di iniziativa nel concorrere a determinare il quadro generale di disciplina della materia, nei limiti dei poteri assegnati dall’ordinamento, secondo principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza. Infatti, la materia del governo del Territorio è oggi disciplinata secondo una competenza autonoma di tipo “orizzontale” e lo Stato, le Regioni, le Province ed i Comuni, giuridicamente stanno sullo “stesso piano”, in quanto tutti hanno autonomia di iniziativa nel concorrere a determinare il quadro generale di disciplina della materia, nei limiti dei poteri assegnati dall’ordinamento, secondo principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza. Questo sovrapporsi di competenze in senso orizzontale stabilito dall’ordinamento, dall’anno 2001 della suddetta riforma, ha spesso creato incertezze applicative, in quanto fra gli stessi organi legislativi sono subentrate talora conflittualità circa possibili reciproche ingerenze di competenza, da cui sono scaturiti fra Stato e Regioni, reciproci ricorsi alla Corte Costituzionale, organo istituzionale competente a dirimerle. Questo sovrapporsi di competenze in senso orizzontale stabilito dall’ordinamento, dall’anno 2001 della suddetta riforma, ha spesso creato incertezze applicative, in quanto fra gli stessi organi legislativi sono subentrate talora conflittualità circa possibili reciproche ingerenze di competenza, da cui sono scaturiti fra Stato e Regioni, reciproci ricorsi alla Corte Costituzionale, organo istituzionale competente a dirimerle. Ad oggi è in atto sotto il profilo dell’indirizzo politico-amministrativo un processo inverso alla valorizzazione delle autonomie locali, che nel tentativo di dare ordine, organicità, uniformità e quindi anche chiarezza e semplificazione alla disciplina urbanistica-edilizia, cerca di ritrovare regole unitarie su larga scala territoriale. Ad oggi è in atto sotto il profilo dell’indirizzo politico-amministrativo un processo inverso alla valorizzazione delle autonomie locali, che nel tentativo di dare ordine, organicità, uniformità e quindi anche chiarezza e semplificazione alla disciplina urbanistica-edilizia, cerca di ritrovare regole unitarie su larga scala territoriale. Un esempio in tal senso è stato il D.L. 90/2014 convertito nella L. 114/2014 in materia di indirizzo di unificazione della modulistica edilizia Un esempio in tal senso è stato il D.L. 90/2014 convertito nella L. 114/2014 in materia di indirizzo di unificazione della modulistica edilizia (SCIA e P.d.C.) - Par.urb. regionali La disposizione normativa in questione, relativa alla prospettiva di definire il regolamento edilizio-tipo, si colloca in questo indirizzo politico-amministrativo, che assume una rilevanza anche più generale manifestando una esigenza di revisione delle disposizioni del titolo V della Costituzione. La disposizione normativa in questione, relativa alla prospettiva di definire il regolamento edilizio-tipo, si colloca in questo indirizzo politico-amministrativo, che assume una rilevanza anche più generale manifestando una esigenza di revisione delle disposizioni del titolo V della Costituzione. Con la riforma del titolo V della costituzione, nella materia concorrente relativa al governo del territorio che comprende l’urbanistica e l’edilizia, si è sostanzialmente superato il modello gerarchico piramidale nella relazione tra gli organi pubblici istituzionali del territorio (Stato – Regioni – Province e Comuni). Con la riforma del titolo V della costituzione, nella materia concorrente relativa al governo del territorio che comprende l’urbanistica e l’edilizia, si è sostanzialmente superato il modello gerarchico piramidale nella relazione tra gli organi pubblici istituzionali del territorio (Stato – Regioni – Province e Comuni). Infatti, la materia del governo del Territorio è oggi disciplinata secondo una competenza autonoma di tipo “orizzontale” e lo Stato, le Regioni, le Province ed i Comuni, giuridicamente stanno sullo “stesso piano”, in quanto tutti hanno autonomia di iniziativa nel concorrere a determinare il quadro generale di disciplina della materia, nei limiti dei poteri assegnati dall’ordinamento, secondo principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza. Infatti, la materia del governo del Territorio è oggi disciplinata secondo una competenza autonoma di tipo “orizzontale” e lo Stato, le Regioni, le Province ed i Comuni, giuridicamente stanno sullo “stesso piano”, in quanto tutti hanno autonomia di iniziativa nel concorrere a determinare il quadro generale di disciplina della materia, nei limiti dei poteri assegnati dall’ordinamento, secondo principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza. Questo sovrapporsi di competenze in senso orizzontale stabilito dall’ordinamento, dall’anno 2001 della suddetta riforma, ha spesso creato incertezze applicative, in quanto fra gli stessi organi legislativi sono subentrate talora conflittualità circa possibili reciproche ingerenze di competenza, da cui sono scaturiti fra Stato e Regioni, reciproci ricorsi alla Corte Costituzionale, organo istituzionale competente a dirimerle. Questo sovrapporsi di competenze in senso orizzontale stabilito dall’ordinamento, dall’anno 2001 della suddetta riforma, ha spesso creato incertezze applicative, in quanto fra gli stessi organi legislativi sono subentrate talora conflittualità circa possibili reciproche ingerenze di competenza, da cui sono scaturiti fra Stato e Regioni, reciproci ricorsi alla Corte Costituzionale, organo istituzionale competente a dirimerle. Ad oggi è in atto sotto il profilo dell’indirizzo politico-amministrativo un processo inverso alla valorizzazione delle autonomie locali, che nel tentativo di dare ordine, organicità, uniformità e quindi anche chiarezza e semplificazione alla disciplina urbanistica-edilizia, cerca di ritrovare regole unitarie su larga scala territoriale. Ad oggi è in atto sotto il profilo dell’indirizzo politico-amministrativo un processo inverso alla valorizzazione delle autonomie locali, che nel tentativo di dare ordine, organicità, uniformità e quindi anc