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Le Malattie Cardiovascolari Mattia Bruno & Federico Galletti.

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Presentazione sul tema: "Le Malattie Cardiovascolari Mattia Bruno & Federico Galletti."— Transcript della presentazione:

1 Le Malattie Cardiovascolari Mattia Bruno & Federico Galletti

2 Cosa sono? Sono malattie che colpiscono il sistema cardio- circolatorio, nel 45% dei casi provocano la morte. Si manifesta soprattutto negli uomini in età compresa fra i 50 e i 55 anni. Nel mondo ogni anno muoiono circa 16 milioni di persone e sebbene gli uomini siano a più alto rischio di malattia cardiovascolare, la popolazione femminile è più ampia e quindi i numeri della mortalità femminile sono maggiori.

3 Aneurisma celebrale Con il termine di aneurisma cerebrale si indica una dilatazione patologica, simile a una sacca, di un vaso arterioso presente nel cervello. La presenza di questa piccola protuberanza è assai pericolosa, perché potrebbe rompersi e causare un‘emorragia cerebrale, dagli esiti drammatici per il paziente.

4 Sintomi I sintomi di questa malattia, in caso di rottura di un aneurisma, sono immediati e il più rivelativo è la cefalea. Per cefalea o detto anche mal di testa si intende il dolore provato in qualsiasi parte della testa o del collo E’ caratterizzato dalla copresenza di ulteriori segni: disturbi visivi, nausea e vomito, perdita di coscienza ecc. L'aneurisma cerebrale è sempre da considerare una condizione di estrema emergenza.

5 Terapia per la cura Quando un aneurisma cerebrale si rompe, la situazione è critica e il paziente richiede assistenza medica e un intervento chirurgico immediato. Le stesse cure, prestate a questi individui, possono essere riservate anche a coloro che hanno aneurismi prossimi alla rottura. Tuttavia, in tali frangenti, la situazione va valutata caso per caso: se il rischio di emorragia è elevato allora si interviene, altrimenti ci si limita all'osservazione periodica e al controllo dei sintomi e delle situazioni predisponenti.

6 La chirurgia : degli aneurismi cerebrali richiede un'attenta valutazione multifattoriale, che soltanto in centri di elevata esperienza, dotati di tutte le risorse tecnologiche e delle possibili alternative terapeutiche, può essere effettuata mantenendo i rischi entro limiti accettabili. In sintesi il paziente con aneurisma cerebrale dovrebbe poter essere trattato alternativamente dal neurochirurgo vascolare o dal neurochirurgo endovascolare/neuroradiologo interventista con rischi equivalenti. I fattori da valutare ai fini del trattamento sono le condizioni cliniche del paziente (scala HH), il tempo trascorso dalla rottura dell'aneurisma, la conformazione anatomica dell'aneurisma, la presenza di complicanze (edema cerebrale, vasospasmo,idrocefalo). Di questi, la presenza di ematoma cerebrale con effetto massa, la sede anatomica e la conformazione dell'aneurisma stesso sono tra i fattori più rilevanti nella scelta del trattamento chirurgico.

7 Interventi chirurgici Approccio endovascolare (coiling): oramai è sempre più considerato come l’opzione di primo livello, visto gli ottimi risultati di trattamento associati alla miniinvasività. Attraverso la via dell'arteria femorale, tramite un microcatetere si procede a riempire l’aneurisma rilasciando "spirali" o “coil” di platino all’interno della sacca o posizionando uno stent; questo favorirà l'autotrombizzazione e l'aneurisma sarà così obliterato e rinforzato senza pericolo di rottura. Approccio chirurgico extravascolare (clipping): si procede all'esclusione dell'aneurisma dal circolo cerebrale mediante l'applicazione di una (o più) "clip" sul colletto dell'aneurisma, ossia sulla porzione di impianto dell'aneurisma sulla arteria di origine.

8 Prevenzione Come per tutte le patologie, la prevenzione dei fattori di rischio è fondamentale, soprattutto quando si è a conoscenza di essere predisposti a un aneurisma cerebrale, a un ictus ecc. In questi frangenti, il consiglio più importante che si possa dare è di adottare uno stile di vita sano, quindi non fumare, non abusare di alcol, non assumere droghe, mangiare sano, praticare attività fisica anche moderata. Se può risultare vitale seguire queste indicazioni prima della comparsa di un aneurisma cerebrale, lo è altrettanto dopo.


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