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PERCORSI FRANCESI E BELGI. Jean Jaurès (1859-1914) Leader socialista francese predidente della SFIO (Sèction Française de l’Internationale Ouvrière),

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Presentazione sul tema: "PERCORSI FRANCESI E BELGI. Jean Jaurès (1859-1914) Leader socialista francese predidente della SFIO (Sèction Française de l’Internationale Ouvrière),"— Transcript della presentazione:

1 PERCORSI FRANCESI E BELGI

2 Jean Jaurès ( ) Leader socialista francese predidente della SFIO (Sèction Française de l’Internationale Ouvrière), dputato e giornalista. Fondatore e direttore del foglio socialista «L'Humanité»(1904) Professore di filosofia nei licei e docente di storia all’Università di Tolosa. Storico della rivoluzione francese, caposcuola della storiografia socialista e filogiacobina. Esponente della sinistra socialista e pacifista convinto, nel 1914 cerca in tutti i modi di scongiurare la guerra, battendosi contro l’intervento della Francia e tentando di organizzare un movimento pacifista comune tra Francia e Germania, che facesse pressione sui rispettivi governi tramite lo sciopero generale. Il 31 luglio 1914 è assassinato in un caffè di Parigi da un giovane nazionalista francese fautore della guerra contro la Germania.

3 Marc Bloch storico e soldato: dalle memorie di guerra a La guerra e le false notizie (1921)

4 Marc Bloch ( ) nasce il 6 luglio a Lione da una famiglia alsaziana di origine ebraica; il padre, Gustave Bloch, è professore di storia antica prima all'Università di Lione e quindi all'Ecole Normale Superieure di Parigi si iscrive all'Ecole Normale Superieure, dove segue in particolare le lezioni del sociologo Emile Durkheim consegue l'agrégation in storia e trascorre due anni ( ) a Lipsia e Berlino specializzandosi in storia medievale. 19O prosegue gli studi grazie ad una borsa di studio della "Fondation A. Thiers" pubblica sulla "Revue de synthèse historique" di H. Berr una monografia sull'Ile-de-France tratta dalla sua tesi di dottorato, che si affianca a quella di L. Febvre sulla Franca Contea inizia ad insegnare storia e geografia nei licei, prima a Montpellier e poi ad Amiens, ma deve interrompere nel 1914 a causa della guerra.

5 Dal fronte orientale all’Università di Strasburgo ( ) si arruola in fanteria col grado di sergente e combatte sul fronte orientale, nelle trincee delle Argonne; partecipa alla battaglia della Somme e viene promosso prima tenente e poi capitano; ferito due volte, ottiene quattro menzioni e la Legion d'Onore per meriti di guerra Alla fine del conflitto, "Per non abbandonare ai capricci della memoria" l'esperienza vissuta, stende un quaderno di Ricordi di guerra ( ) che saranno pubblicati postumi solo nel è nominato maitre de conférences (ricercatore) di storia medievale all'Università di Strasburgo, dove incontra Lucien Febvre del quale aveva già letto ed apprezzato la tesi discute alla Sorbona la sua tesi di dottorato su Rois et serfs, un chapitre d'histoire capétienne, che viene pubblicata lo stesso anno diviene agrégé (professore associato) di storia medievale a Strasburgo. Incontra a Bruxelles lo storico Henri Pirenne. Pubblica sulla "Revue de synthèse historique" di Henri Berre il saggio metodologico Réflexions d'un historien sur les fausses nouvelles de la guerre, ripensando anche alla propria esperienza militare.

6 Le Réflexions d'un historien sur les fausses nouvelles de la guerre (1921) Il tema centrale è il rapporto fra verità ed errore nella ricerca storica. Bloch - stimolato dagli studi dei suoi colleghi Blondel e Halbwachs - propone agli storici di far propri i risultati delle ricerche sulla psicologia della testimonianza dando una dimensione collettiva e non solo individuale all’analisi psicologica. In questo senso la guerra è stata un «esperimento immenso di psicologia sociale» con cui lo storico deve fare i conti. La diffusione delle false notizie è possibile quando, come in guerra, si realizzano le condizioni della loro accettazione (censura, disorganizzazione dei circuiti di comunicazione, isolamento dei piccoli gruppi, paura). Il laboratorio della guerra ricrea per breve tempo situazioni e contesti comunicativi paragonabili a quelli dei secoli passati. «Una falsa notizia nasce sempre da rappresentazioni collettive che preesistono alla sua nascita».

7 L’Università di Strasburgo: una fucina di idee Nel 1919 viene riaperta l’Università di Strasburgo - città di frontiera annessa alla Germania nel 1870 e restituita alla Francia nel 1919 – con l’idea di farne una vetrina della nuova cultura francese e al tempo stesso una sfida multiculturale alla Germania. Nella bilingue Strasburgo, in un contesto culturale straordinario, giungono da diverse parti della Francia giovani docenti di diverse discipline che si impegnano in un fecondo confronto interdisciplinare dal quale nel 1929 nascerà la rivista «Annales d’histoire économique et sociale» diretta da Marc Bloch e Lucien Febvre. Del corpo docente della Facoltà di Lettere dell’Università di Strasburgo fanno parte: Marc Bloch, storia medievale Lucien Febvre, storia moderna Georges Lefebvre, storia della Rivoluzione Francese André Piganiol, storia romana Charles Blondel, psicologia sociale Maurice Halbwachs, sociologia Henri Brémond, letteratura Gabriel le Bras, storia del diritto (ma sociologia storica della religione)

8 Maurice Halbwachs ( ) Raffrontabile a quella di Bloch è la vicenda del sociologo Maurice Halbwachs, anch’egli figlio di un professore e di origine alsaziana, formatosi a Parigi all’Ecole Normale, dove è allievo di Emile Durkheim, e poi perfezionatosi in Germania a Gottingen e a Berlino; è uno degli intellettuali francesi più vicini al mondo tedesco e grande ammiratore della sociologia germanica. Militante socialista, dedica i suoi primi studi alla condizione delle classe operaia. Nel 1914 viene colpito dai toni violenti del manifesto dei 93, sottoscritto da molti suoi colleghi tedeschi, ma si rifiuta di aderire ai provvedimenti di ritorsione con i quali i soci tedeschi vengono radiati dalle accademie francesi. Dopo l’assassinio di Jaurés si mobilita per l’union sacrée e vorrebbe arruolarsi, ma viene riformato a causa della forte miopia. Esentato dal fronte è però chiamato, fra il 1915 e il 1917, a far parte del Gabinetto del Ministro dell’Armamento, lo storico socialista Albert Thomas, con il compito di coordinare la logistica e gli equipaggiamenti bellici. Accanto a lui sono tre grandi intellettuali socialisti: François Simiand, storico dell’economia Mario Roques, peruviano, filologo romanzo William Oualid, ebreo, giurista

9 Halbwachs e Bloch a Strasburgo Nel 1919 Marc Bloch e Maurice Halbwachs si incontrano all’Università di Strasburgo e iniziano un dialogo scientifico fecondo, riflettendo anche sulle rispettive esperienze di guerra. Halbwachs sostituisce sulla cattedra il sociologo tedesco Georg Simmel, morto l’anno prima. E in questo momento che Halbwachs incomincia ad approfondire il tema dei quadri della memoria collettiva, e lo fa proprio a Strasburgo, città di frontiera gravemente colpita dalla guerra.

10 L’incontro con Lucien Febvre e la fondazione delle “Annales” ( ) pubblica il suo capolavoro su Les Rois thaumaturges, incrociando per la prima volta – in chiave comparativa - storia sociale e storia delle mentalità diventa professore ordinario a Strasburgo fonda insieme a Lucien Febvre la rivista "Annales d'histoire économique et sociale" Nel comitato di direzione della nuova rivista figurano anche: il geografo A. Demangeon il sociologo M. Halbwachs l'economista Ch. Rist il politologo A. Siegfried

11 La prima stagione delle “Annales” ( ) pubblica Les caractères originaux de l'histoire rurale française, rielaborazione di una serie di conferenze tenute nel 1929 all' "Istituto per la storia comparata delle civiltà" di Oslo. Come ne La terre et l’évolution humaine di Febvre al centro sono i rapporti fra il territorio e i suoi abitanti con il sostegno di L. Febvre è candidato ad una cattedra di "Histore comparée des sociétés européennes" al Collège de France, ma non la ottiene (viene scelto invece il suo eterno rivale Louis Halphen) lascia Strasburgo per Parigi, dove è chiamato sulla cattedra di storia economica lasciata da H. Hauser. Pochi mesi dopo ottiene dalla Facoltà di Lettere la creazione di un nuovo "Istituto di storia economica e sociale". Pur rifiutando il marxismo e non aderendo ad alcun partito, si ritiene un uomo di sinistra e sostiene il Fronte Popolare pubblica in due volumi la grande sintesi su La société féodale per la collana "L'évolution de l'humanité" diretta da H. Berr. Allo scoppio della guerra, pur potendo evitarlo per ragioni di età, si arruola nell‘esercito francese con il grado di capitano di stato maggiore; sfugge alla cattura da parte dei tedeschi dopo la battaglia di Dunkerque e rientra in Francia in abiti civili.

12 La resistenza antinazista e la morte ( ) viene escluso dall'insegnamento a causa della sua origine ebraica, ma il governo di Vichy, "per eccezionali servizi scientifici resi alla Francia", gli evita l'epurazione, limitandosi a trasferirlo da Parigi a Clermond-Ferrand (dove è stata trasferita l'Università di Strasburgo) tiene un corso universitario sul tema: "Come e perché lavora uno storico", nel quale abbozza le linee dell'Apologie pour l'histoire adducendo le cattive condizioni di salute della moglie, ottiene il trasferimento all'Università di Montpellier, dove è fatto oggetto degli attacchi del preside della Facoltà di Lettere, fascista ed antisemita. A Montpellier entra in contatto con la Resistenza e aderisce alla rete "Combat". In seguito al crollo della Repubblica di Vichy ed all'occupazione tedesca di tutta la Francia viene nuovamente epurato e si rifugia in una casa di campagna nella Creuse. A causa delle leggi antiebraiche è costretto a firmare i suoi articoli con lo pseudonimo "M. Fougères". Un'ultima possibilità gli viene offerta dalla "New School of Social Research" di New York, che gli propone di emigrare negli Stati Uniti mettendosi in salvo. L'impossibilità di condurre con sè tutta la famiglia impedisce la realizzazione del progetto ritorna a Lione da solo ed entra nella Resistenza clandestina, aderendo al movimento "Franc-Tireur" con il nome di battaglia di "Narbonne" è membro del direttivo regionale della Resistenza ed organizza materialmente l'insurrezione nei dieci dipartimenti (Rhône-Alpes) dipendenti da Lione. - durante la clandestinità scrive numerosi articoli (firmati con gli pseudonimi di "Chevreuse" e "Arpajon") e due libri che saranno pubblicati postumi: L'étrange défaite (1940) e Apologie de l'histoire, ou métier d'historien (pubblicato da Febvre nel 1949) mentre organizza la rete clandestina nella zona di Lione è catturato dalla Gestapo l'8 marzo, sottoposto a tortura ed infine fucilato il 16 giugno con altri ventisei membri della Resistenza nei pressi del villaggio di Saint-Didier-de-Formans.

13 Henri Pirenne ( )

14 Henri Pirenne prima della guerra ( ) Henri Pirenne si forma all'università di Liegi dove è allievo di P. Fredericq e di G. Kurth che lo orienta verso lo studio del medioevo. Completa la sua formazione storica con soggiorni di studio in Francia e in Germania: a Parigi, a Berlino e a Lipsia. Nel 1885 (a soli 23 anni) ottiene il primo incarico universitario e l’anno seguente vince la cattedra di storia medievale nell’Università di Gand che terrà fino alla morte. I suoi primi studi riguardano il mondo urbano nel medioevo e la democrazia rappresentativa nei Paesi Bassi. La sua opera più imponente è la Storia del Belgio in 7 volumi ( ). Nel 1914 al momento dell’invasione tedesca del Belgio, organizza con l’amico e collega fiammingo Paul Frédéricq, professore di storia moderna, la resistenza non violenta. Il figlio Pierre, partito volontario a 19 anni, muore dopo poche settimane di guerra nella battaglia dell’ Yser. Nel marzo 1916 Henri Pirenne viene arrestato e deportato in diversi campi di prigionia in Germania dove rimarrà fino al novembre A memoria della sua prigionia scriverà il volume Souvenirs de Captivité en Allemagne (Mars 1916-Novembre 1918), pubblicato nel 1920

15 La resistenza ( ) Nell’agosto 1914 al momento dell’invasione tedesca del Belgio, Pirenne organizza con l’amico e collega fiammingo Paul Frédéricq, professore di storia moderna, la resistenza non violenta. Nell’autunno 1914 Pirenne chiede al Senato Accademico della sua università di respingere la richiesta delle autorità tedesche di riaprire l’Ateneo sotto il loro controllo imponendo il fiammingo come unica lingua. Il Senato accoglie la proposta e l’Università viene epurata dagli elementi antigermanici. Il figlio di Pirenne, Pierre, partito volontario a 19 anni, muore dopo poche settimane di guerra nella battaglia dell’ Yser. Nel marzo 1916 Henri Pirenne e Paul Frédéricq vengono arrestati e deportati in diversi campi di prigionia in Germania fino al novembre 1918.

16 Henri Pirenne prigioniero di guerra ( ) 18 marzo 1916: al momento dell’arresto Pirenne, che aveva studiato in Germania e parlava perfettamente il tedesco, risponde in francese all’ufficiale tedesco che lo prende in consegna: «J’ai oublié tout mon allemand le 3 aout 1914» (la data dell'invasione tedesca del Belgio). Pirenne viene trasferito prima nel campo militare di Crefeld, poi nella cittadina di Holzminden, poi nella città universitaria di Jena, dove gode del domicilio sorvegliato, infine nel villaggio di Creuzburg.

17 Henri Pirenne prigioniero di guerra ( ). 1. Crefeld 18 marzo maggio 1916 : campo di prigionia militare per ufficiali di Crefeld. In virtù del suo ruolo di professore P. è alloggiato in una stanza singola, dotato di un attendente, e può studiare liberamente richiedendo libri dall’esterno. Nel campo è presente una biblioteca ben fornita con circa volumi. P. discute di politica e di storia con ufficiali belgi, inglesi e russi, per lo più dotato di buona cultura, e organizza cicli di lezioni e conferenze di storia e letteratura.

18 Henri Pirenne prigioniero di guerra ( ). 2. Holzminden 15 maggio agosto 1916: campo di prigionia per civili di Holzminden ( prigionieri civili di tutt’Europa, fra cui donne e bambini). Un grande villaggio di baracche perfettamente organizzato e parzialmente autogestito dai prigionieri, con botteghe, cappelle, sedi di associazioni, scuole e biblioteche, cinema. P. alloggia in un’ampia camera singola con libri e scrivania, ha la facoltà di scrivere e ricevere lettere e di ricevere pacchi di libri dall’esterno. P. organizza una università e cura la biblioteca di volumi (in francese e in tedesco); tiene lezioni di storia e organizza due corsi sulla storia del Belgio e sulla storia economica d’Europa, seguiti da 200 studenti (soprattutto russi). Impara il russo dai suoi studenti.

19 Henri Pirenne prigioniero di guerra ( ). 3. Jena 28 agosto 1916-febbraio 1917: trasferito nella città universitaria di Jena, dove è ospitato in pensione e sottoposto al regime di soggiorno obbligato, con facoltà di muoversi e di frequentare l’università e le biblioteche. È accolto «con pari dignità» dai colleghi storici Alexander Cartellieri, Georg Menz e Alfred Weber e inserito in uno «spazio neutrale» estraneo ai conflitti che però lui rifiuta denunciandone l’ipocrisia. Paul Frédéricq, anche lui prigioniero a Jena, rifiuta qualsiasi contatto con i colleghi tedeschi, studiando in solitudine e isolamento.

20 I professori : «specialisti al servizio dello Stato» «Come la massa dei Tedeschi, i professori universitari erano degli ‘specialisti’, che concentravano tutte le forze e tutta l’attenzione nel loro lavoro scientifico, abbandonando al governo, che consideravano anch’esso come uno specialista, le cure della nazione. E, anche, perché erano abituati da secoli all’assolutismo, consideravano lo Stato come un ente dotato di tutti gli attributi della forza e dell’intelligenza. Erano pertanto disposti a obbedirgli senza discutere, perché riconoscevano a se stessi la competenza e il diritto di pensare e di esercitare la critica solo nel proprio lavoro di erudizione»

21 Henri Pirenne prigioniero di guerra ( ). 4. Creuzburg Pirenne e Frédéricq sono separati e trasferiti in residenza obbligata in due piccoli villaggi: Creuzburg e Burgel. Ospitato in una casa di contadini e privato dell’accesso a grandi biblioteche, P. vive la vita di ogni giorno di una normale famiglia tedesca, ma si getta a capofitto nello studio lavorando al progetto di una storia economica d’Europa e dedicandosi allo studio della lingua e della storia russa e della storia bizantina. Qui incomincia a rivedere nel profondo le categorie storiografiche e politiche alla luce delle quali si era fino a quel momento formato.

22 Le Réflections d’un solitarie Durante la prigionia si dedica alla redazione di un quaderno di note e riflessioni di vari argomenti storici, sotto il titolo di Réflections d’un solitarie, dalle quali emerge nitidamente l’impatto della guerra sul suo pensiero. I temi trattati spaziano dalla storia medievale alla contemporanea, dalla nota di lettura alla recensione al saggio metodologico. Pirenne affronta temi di storia della Russia in età medievale e di storia dei paesi slavi, riprende le sue interrotte considerazioni su Napoleone, letto alla luce della guerra mondiale in atto, riflette sulla natura del nazionalismo in rapporto alla lingua, alla razza e all’ideologia. Riflette soprattutto sul ruolo della guerra nella storia, ipotizzando la creazione di un’istituzione sovrastatale che ponga fine a tutte le guerre: “un valentuomo del secolo XI avrebbe potuto affermare che ci sarebbero state sempre guerre feudali; ma poi lo Stato, costituendosi, vi mise fine: perché, dunque, gli Stati moderni non potrebbero a loro volta organizzarsi in una istituzione superiore per evitare le guerre tra di loro?”.

23 L’Histoire de l’Europe: un progetto mancato Il dramma umano e intellettuale di Pirenne emerge nitidamente a proposito del suo progetto di storia d’Europa – libro iniziato, abbandonato, ripreso e mai terminato – nel momento in cui lo storico si rende conto che le categorie intellettuali e storiografiche che avevano orientato i suoi lavori precedenti erano irrimediabilmente entrate in crisi con la guerra. L’Europa stessa non era più quella di prima, né poteva essere pensata con le categorie di anteguerra. “La meditazione sul comportamento dei popoli d’Europa durante il conflitto mondiale e sui loro destini si risolse per il Pirenne in un ripensamento della tradizione storica delle singole civiltà nazionali e dei loro rapporti reciproci nella formazione dei valori comuni di portata sempre più vasta. L’Histoire de l’Europe fu scritta in contrapposto alle idee fino allora diffuse dagli storici tedeschi”. La nuova interpretazione pirenniana della storia europea – esplicitata in alcuni scritti pubblicati tra il 1922 e il si traduce in un disegno teso a svalutare il ruolo del germanesimo nella formazione della società feudale a favore dell’impronta romana, posticipando la frattura fra mondo antico e medioevo dal V al VII secolo, quindi non con le invasioni barbariche e con la caduta dell’impero romano, ma con l’espansione della civiltà musulmana a nord del Mediterraneo e con la chiusura dell’Europa carolingia in se stessa, tema centrale del suo postumo, celebre e discusso libro su Maometto e Carlo Magno (1937). Dal XII secolo in avanti sarebbe stata la civiltà germanica, caratterizza da militarismo e politica di potenza, e dall’affermazione della propria superiorità razziale, ad imprimere in impronta negativa sull’Europa, fino alla guerra mondiale scatenata nel Lo stesso ritorno al servaggio, fra il XVI e il XIX secolo, rappresentava un processo opposto a quello di altre parti d’Europa, e da questo derivava per la Germania un senso di obbedienza e disciplina, una riduzione dello spirito di libertà, un’attitudine opposta alle libertà sviluppate in altre parti d’Europa come le Fiandre, l’Italia e parte della Francia.

24 Henri Pirenne dopo la guerra ( ) Nell’autunno 1918 Pirenne riprende il suo posto all’Università di Gand dove è stato eletto Rettore il suo caro amico Paul Frédéricq, reduce come lui dalla prigionia. Il trauma della guerra costringe Pirenne a rivedere radicalmente la sua visione della storia europea, impedendogli di concludere e pubblicare i suoi studi più importanti. Nel 1923 presiede il IV Congresso internazionale degli storici a Bruxelles, ottenendo l’esclusione degli storici tedeschi. Nel 1927 pubblica il libro su Le città del Medioevo. Nel viene contattato da Marc Bloch per far parte della direzione delle «Annales» ma declina l’offerta, preferendo rimanere defilato, pur sostenendo l’impresa dei giovani colleghi. maggior parte delle sue opere storiche escono postume: - Maometto e Carlomagno (1937) - Storia d'Europa. Dalle invasioni al XVI secolo Nel libro su Maometto e Carlomagno sostiene la continuità della struttura romana negli stati barbarici e dell'unità culturale ed economica del mondo mediterraneo sino al 7º-8º secolo. Tale unità sarebbe stata infranta con l'estendersi della dominazione musulmana dal Nordafrica alle coste dell’Europa meridionale, che avrebbe causato lo spostamento dell'asse economico-culturale del mondo europeo verso i territori compresi tra il Rodano e il Reno. Il Medioevo quindi sarebbe iniziato nel sec. VIII inoltrato per dare la sua prima genuina espressione con Carlomagno.

25 Le scienze precettate: storia e chimica Nella dura e lucida prolusione inaugurale al IV Congresso internazionale degli storici convocato a Bruxelles nel 1923 Pirenne afferma: «Durante l’intero corso della guerra, i combattenti hanno precettato in particolare modo due scienze: la storia e la chimica. Quest’ultima ha fornito loro esplosivi e gas, la prima pretesti, giustificazioni e scuse». «Mentre però la chimica ha conosciuto in quella tragica congiuntura progressi scientifici significativi, la storia, al contrario, gettandosi nella mischia vi ha perso troppo spesso ciò in cui consiste la sua stessa essenza: la critica e l’imparzialità».


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