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Società, globalizzazione e nuovi media Globalizzazione (seconda parte)

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Presentazione sul tema: "Società, globalizzazione e nuovi media Globalizzazione (seconda parte)"— Transcript della presentazione:

1 Società, globalizzazione e nuovi media Globalizzazione (seconda parte)
Francesca Comunello

2 Bauman: l’età dell’incertezza
Zygmunt Bauman (nato 1925, Polonia): “Dentro la globalizzazione” (1999, tr.it 2001); “La solitudine del cittadino globale” (tr. it 2000); “Modernità liquida” (2000, tr. it 2002); “Globalizzazione e glocalizzazione” (2009), ecc. Domanda ricorrente nel lavoro di Bauman: “quale spazio è lasciato all’autonomia sociale e politica dei soggetti nel mondo globale?” Ambivalenza e incertezza sono essenza della vita sociale Caratteristica fondamentale della globalizzazione è la compressione del tempo e dello spazio, che non si applica in modo uniforme a tutti gli individui, ma tende anzi a polarizzare le condizioni umane La globalizzazione divide quanto (e mentre) unisce

3 Annullamento della distanza
Globalizzazione opera una redistribuzione su scala mondiale di risorse quali sovranità, potere, libertà d’azione e di movimento Globalizzazione: processo di stratificazione mondiale che dà origine a nuova gerarchia sociale, che crea due gruppi distinti: I globalizzati (possiedono libertà di movimento, fisica e virtuale) I localizzati (sono condannati a una stanzialità forzata e priva di senso) Cause di questa nuova disuguaglianza: sviluppi della tecnica e riorganizzazione dello spazio che ne segue; sviluppo di trasporti e informazione ha reso possibile la diminuzione della distanza e una mobilità senza precedenti (persone, cose e significati). La dicotomia vicino/lontano è venuta meno (almeno per alcuni) Molti individui restano però ancora incatenati alla loro località, sono separati dai membri delle nuove comunità extraterritoriali

4 Stratificazione sociale basata sulla mobilità
“I globalizzati traggono una libertà senza precedenti dall’annullamento delle distanze spazio-temporali e, in quanto membri della nuova élite fondata sulla mobilità, partecipano a reti di potere dalle dimensioni extraterritoriali” (Guolo, p. 54). I globalizzati vivono nel tempo (scarso significato dello spazio, dato che possono annullare facilmente le distanze) I localizzati restano invece legati al territorio, vivono nello spazio ma il controllo del tempo sfugge loro. “Essere localizzati in un mondo globalizzato diventa segno di inferiorità e degradazione sociale” (Bauman 1999) Nella società della modernità liquida, il grado di mobilità (possibilità di cambiare spazi, ruoli e identità), oscura i tradizionali fattori di diseguaglianza La mobilità assurge al rango più elevato tra i valori che danno prestigio e la libertà di movimento diventa il principale fattore di stratificazione sociale dei nostri tempi. Il grado di immobilità diventa indicatore del livello di deprivazione sociale

5 Stratificazione sociale e confine
La stratificazione sociale fondata sulla mobilità vale anche all’interno delle aree urbane (posizione nella gerarchia sociale data dalla capacità di non rimanere confinato in una singola area e dalla possibilità di ignorare aree “da evitare” “Gli abitanti della città sono stratificati in relazione alla possibilità e alla capacità di ignorare selettivamente la presenza degli stranieri” Nella modernità liquida, il significato del confine consiste nella regolazione delle differenze: divisione rigida tra coloro che hanno la possibilità di superarlo e coloro che devono subirlo, tra la condanna ad essere locali e il privilegio di essere globali (e differenza tra turista e vagabondo)

6 Un capitalismo leggero
Conseguenza della separazione tra globali e locali è il dominio nell’assenza delle nuove élite mobili “La libertà dallo spazio dell’impresa spezza il vincolo tra capitale e lavoro che ha caratterizzato la modernità pesante” Nasce un capitalismo leggero, mobile e svincolato dal suolo, che deve però fare talvolta i conti con fattori territoriali e poteri locali che tentano di limitarne il movimento. Tuttavia, paradossalmente i governi possono vincolare il capitale al territorio solo assicurandogli che sarà libero di andarsene senza troppi problemi Il capitale oggi è marcatamente extraterritoriale “Mentre nel passato ricchi e poveri erano legati da una reciproca dipendenza, nell’era globale extraterritoriale niente unisce i nuovi ricchi globalizzati ai nuovi poveri”

7 La crisi dello stato nazione
Il rapido movimento del capitale azzera anche i vincoli spaziali statali. “Gli stati nazionali non hanno sufficienti risorse o libertà per resistere alla pressione dei mercati finanziari globali che impongono le loro regole all’intero pianeta Costante erosione dell’autorità degli stati nazionali e assenza di un potere sostitutivo legittimato Analogia con la “Grande Trasformazione” alla nascita del capitalismo: secessione del mondo degli affari dal mondo domestico e dalla rete comunitaria, dando vita a una terra di nessuno libera da vincoli morali; in tale contesto, gli stati moderni hanno iniziato a reclamare il proprio diritto a regolare l’economia Oggi quel controllo è nuovamente messo in discussione; la globalizzazione è “una secessione modello secondo”

8 Ordine locale, caos globale
Per Bauman il dominio si ottiene sia abolendo le regole che limitano le proprie scelte, sia imponendo agli altri regole che limitano la loro condotta; la globalizzazione produce la svalutazione dell’ordine in quanto tale “L’incertezza endemica a tutti i livelli della scala sociale è un sostituto efficace e poco costoso della regolamentazione normativa e del controllo disciplinare” Le nuove tecniche di controllo sono leggere, fondate sul disimpegno, l’elusione, la fuga Il potere leggero resta in grado di terrorizzare con la forza, ma lo fa selettivamente Smantellamento welfare state, precarietà, insicurezza… “l’ordine locale sembra così funzionare esclusivamente come ordine pubblico”

9 La sicurezza insicura La globalizzazione incide sulla stessa natura del legame sociale Politiche neoliberiste e relativi mutamenti sociali: duplice effetto: sgretolamento del tessuto sociale; esaltazione della libertà individuale a discapito della dimensione collettiva Distanza tra l’individualità come pratica di autoaffermazione e la limitata capacità di controllare il contesto sociale Si approfondisce il divario tra individualità in quanto sorte decretata (vincoli di appartenenza di classe, genere ecc.) e individualità in termini di capacità di autoaffermazione Enfasi e onere della responsabilità si sono spostati sull’autoaffermazione dell’individuo Rischi e contraddizioni continuano a essere prodotti socialmente ma affrontarli resta un fatto privato La trasformazione dell’individuo de iure in individuo de facto (soggetto davvero padrone della possibilità di autorealizzarsi) appare remota

10 Sicherheit L’individualizzazione comporta la fine della Sicherheit (lett. “sicurezza”), termine che riassume tre diversi significati: Sicurezza esistenziale: stabilità e affidabilità del mondo (abitudini e abilità acquisite) Certezza: prevedibilità razionale nelle scelte quotidiane (aspettative rispetto a azioni) Sicurezza personale: quotidianità (protezione corpo, famiglia, proprietà, ecc.) L’assenza o l’insufficienza di una delle tre produce dissoluzione della sicurezza in sé e sfiducia esistenziale Ambivalenza della retorica dell’individualità, che si declina non come libertà individualizzata ma come ascesa della precarietà a regola del sistema delle relazioni tra capitale e lavoro Freud (Disagio della civiltà): sofferenza psicologica dell’uomo è il risultato della rinuncia alla libertà individuale in cambio di protezione; oggi la situazione si è rovesciata: illimitata libertà e crescente Unsicherheit

11 Identità e nostalgia della comunità
Rif.: dibattito sull’identità La ricerca dell’identità può sfociare anche nel tentativo di ricostruire la comunità, qui intesa come identicità (esclusione dell’altro) “Comunità solipsistica composta da individui che proteggono spasmodicamente la loro solitudine e si aggregano in forme assai labili” Scapegoating: tendenza a proiettare la propria vittimizzazione su un oggetto concreto che può assumere forme diverse (ricerca di un pretesto contro cui combattere) “Comunità guardaroba”: i membri, per aggregarsi, hanno bisogno di uno spettacolo che ridesti interessi simili in individui diversi (transitorie e incentrate su una sola istanza)

12 Voglia di comunità (?) “Questo trasferimento di ansia sociale operato dai poteri territoriali, incapaci di far fronte a quelli extraterritoriali, concentra l’attenzione sulla “difesa della comunità”, rendendo ancora più agevole il flusso del potere globale” Ricerca di un’identità collettiva passa anche per l’illusorio tentativo di ricostituire la “comunità perduta” Ma: dibattito su comunità Gli spazi locali hanno persola loro capacità di generare e imporre significati all’esistenza La ricerca dell’identità a partire dal livello locale si mostra così come vano tentativo di restaurare un equilibrio perduto; le identità comunitarie, che si presuppongono naturalmente condivise, sono in realtà sottoprodotti di un’attività artificiale di definizione di confini Surrogati di comunità; “comunità-gruccia”, cui si appoggiano le paure degli individui, ma che non riescono a recintare le identità esistenti La dimensione localistica è il risultato dell’incapacità di affrancarsi da una morale di prossimità profondamente inadeguata per una società in cui tutto avviene a distanza

13 La polis privatizzata e la società individualizzata
Crisi della polis è legata alla divaricazione tra stato politico e società civile La globalizzazione accentua il processo di spoliticizzazione: nello spazio in cui operano il capitale, la finanza, l’informazione globale non esistono istituzioni di governo e nemmeno cittadinanza L’agorà viene abbandonata, viene occupata dall’oikos (dimensione del privato); il privato colonizza il pubblico La crescente impotenza delle istituzioni pubbliche scoraggia la partecipazione politica, mentre l’incapacità di tradurre le sofferenze private in questioni pubbliche favorisce le forze globali che stimolano quell’impotenza Bauman: qualsiasi processo di liberazione reale richiede più e non meno sfera pubblica. È necessario creare due spazi pubblici: Quello in cui si cerca di ricomporre la separazione tra individualità de iure e de facto Quello in cui si cerca di ricomporre la separazione tra potere e politica


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