La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La legge di Dio come fonte di libertà da ogni forma di idolatria e il riferimento alla croce di Cristo come unica via di salvezza convergono nelle letture.

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "La legge di Dio come fonte di libertà da ogni forma di idolatria e il riferimento alla croce di Cristo come unica via di salvezza convergono nelle letture."— Transcript della presentazione:

1 La legge di Dio come fonte di libertà da ogni forma di idolatria e il riferimento alla croce di Cristo come unica via di salvezza convergono nelle letture di questa domenica. Non si può rinunciare a questi punti di riferimento perché attraverso essi si rivela a noi l’amore di Dio.

2 vangelo La purificazione del tempio da mercanti e cambiavalute, ad opera di Gesù (vangelo) ci richiama alla necessità di un rinnovamento interiore, a una purificazione del cuore dall’egoismo e dagli interessi terreni. Tutto questo per una relazione con Dio autentica e personale. prima lettura Essa è anticipata nella prima lettura, con la proclamazione della legge dell’alleanza, che guida il credente nel suo cammino di fedeltà a Dio. seconda lettura Il segno più alto di questo dono di alleanza è visto, nella seconda lettura, nell’offerta esemplare che Gesù fa della sua stessa vita.

3 È una delle pagine più importanti e impegnative della Scrittura: I dieci comandamenti o meglio… Le dieci parole. Secondo il narratore biblico, è proprio in questo contesto che Israele da popolo… Servo del farone… Diventa… Servo di JHWH Popolo di Dio. Significative queste parole di Es 19,4-6:

4

5

6 All’inizio del cap. 20, questa voce risuona di nuovo per donare le 10 Parole a fondamento della libertà a cui l’Israele di ogni tempo è chiamato. In questo modo, tutto il libro dell’Esodo diventa la storia di un cammino di profonda conversione individuale e comunitaria. Un passaggio (= PASQUA!) dalla schiavitù dell’idolatria alla scelta di un unico vero Dio. Non si può non ricordare, a questo proposito, il celebre passo di Deuteronomio 6, 4s:

7

8

9 Per questi motivi il libro dell’Esodo manifesta la sua sorprendente attualità e tutta la sua carica di provocazione per una cultura, la nostra, che rischia di fare della libertà un nuovo seducente idolo. L’esperienza di Israele, soprattutto grazie alla predicazione profetica, conferma che la vera libertà sta nella relazione profonda con l’Altro, descritta secondo la categoria dell’alleanza.

10 Quindi le 10 Parole sono un dono, più che un’imposizione… Sono una conseguenza di una scoperta, quella di Israele e di ogni uomo, di essere amato profondamente da questo Dio che lo chiama a libertà. È però un cammino difficile, rischioso, pieno di insidie a ogni passo. L’apostolo Paolo lo attesta molto bene in Galati 5,13- 14:

11

12

13

14 Non basta essere liberati da Dio. È necessario restare liberi, custodendo la sua Parola di vita. In questo sta il vero senso di ogni alleanza che Dio stringe con l’uomo: Non comandamento, ma dono della vita, per la vita.

15

16

17 Dio riscatta anche dalla schiavitù del tempo. Esso non è un nuovo idolo da servire, ma è un dono per la vita e per la crescita da figli di Dio. Santificare il sabato è ricordare che il senso di tutto il tempo è in Dio. A lui la storia converge. In questo settimo giorno, giorno senza fine, sta la chiamata della storia dell’uomo e dell’universo.

18

19

20 Per questo Giovanni chiama questa Pasqua… Pasqua dei Giudei e non… Pasqua del Signore, come è attestato nelle Scritture. Perché? Il termine “Giudei” non rappresenta il popolo ebraico, ma i capi del popolo contrari e avversari di Gesù. Quasi che questa Pasqua non sia più secondo quanto scritto nel libro dell’Esodo e sia diventata uno strumento oppressivo delle autorità religiose. Ecco che quindi Gesù sale a Gerusalemme per purificare tempio e festa di Pasqua!

21 Gesù non trova nel tempio gente in adorazione o in preghiera… Ma venditori di buoi, pecore e colombe e là seduti i cambiamoneta… Egli cioè trova mercato, interesse, quasi che il Dio del tempio non sia il Signore, ma il guadagno!

22 Allora Gesù fa una frusta di cordicelle. Questo particolare è interessante perché la tradizione si immaginava il Messia armato di flagello con quale avrebbe dovuto castigare ed eliminare i peccatori. Tuttavia, Gesù non scaccia i peccatori e i lontani da Dio! Egli scaccia quanti sono responsabili dell’impurità del tempio

23 “E scacciò tutti fuori dal tempio con pecore e buoi…” Gesù comincia scacciando le pecore. L’immagine è quella del pastore che libera le pecore dall’ovile in cui sono state rinchiuse. L’espressione è parallela a quella del cap. 10, 3:

24

25 I Giudei gli dissero: “Quale segno ci mostri per fare queste cose?”. Gli avversari di Gesù interpretano il gesto del maestro di Nazaret sulla linea di quelli dei profeti. E per questo chiedono un segno a conferma della veridicità della sua missione. “Distruggete questo tempio…” Ma qui Giovanni usa più propriamente il termine “santuario”

26 Il Santuario era la parte centrale e più importante del complesso templare di Gerusalemme. Il luogo dove si riteneva esserci la presenza di Dio. Ebbene, Gesù dice di distruggere questo santuario perché… È Lui il nuovo santuario!

27

28

29

30

31


Scaricare ppt "La legge di Dio come fonte di libertà da ogni forma di idolatria e il riferimento alla croce di Cristo come unica via di salvezza convergono nelle letture."

Presentazioni simili


Annunci Google