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Sabrina Cesetti – AID Bolgna 03.05.09 PERCHE’ GLI STUDENTI NON IMPARANO CIO’ CHE GLI INSEGNANTI INSEGNANO.

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1 Sabrina Cesetti – AID Bolgna PERCHE’ GLI STUDENTI NON IMPARANO CIO’ CHE GLI INSEGNANTI INSEGNANO

2 ABILITA’ DI STUDIO Sono operazioni concrete che servono a rendere più efficace e produttivo il proprio studio. Capacità pratiche - modi di fare Capacità accademiche - modi di pensare

3 Dimensioni interagenti delle abilità di studio Capacità operative Abitudini di lavoro Atteggiamenti e valori

4 La responsabilità per lo sviluppo delle abilità di studio viene spostata verso livelli scolastici precedenti o delegata ai docenti delle discipline umanistiche C’è la convinzione che queste capacità costituiscano un prodotto naturale e automatico del frequentare la scuola Le abilità di studio sono sempre richieste dagli insegnanti, ma raramente vengono fatte oggetto di un’attenzione non episodica e occasionale Devi studiare di più Dovrebbe migliorare il metodo di studio

5 OBIEZIONI Se le strategie di apprendimento sono peculiari a ogni individuo, quale può essere il ruolo della scuola che lavora su grandi numeri e con la cronica mancanza di tempi, spazi e risorse materiali e umane? E come la mettiamo con il programma disciplinare? Le abilità di studio non sono già intuitivamente possedute dagli studenti? Non si rischia di insegnare l’ovvio? Le abilità di studio non sono abilità più o meno strettamente linguistiche?

6 STILI DI APPRENDIMENTO E’ la predisposizione ad adottare una particolare strategia di apprendimento indipendentemente dalle caratteristiche specifiche del compito Si manifesta in maniera costante, in una varietà di contesti e condiziona la scelta e l’uso di strategie.

7 Apprendere a classificare strategia olistica strategia seriale stile apprenditivo per comprensione operazioni tendenza a costruire uno schema generale affrontare il compito passo passo

8 Acquisizione dei concetti Strategia di esame simultaneo: si esaminano più ipotesi contemporaneamente, decidendo quali eliminare e quali mantenere Strategia di esame successivo: si controlla un’ipotesi alla volta

9 KOLB sperimentazione attiva ACCOMODATORE CONVERGENTE esperienza concreta concettualiz.astratta DIVERGENTE ASSIMILATORE osservazione riflessiva

10 Convergente: Privilegia la concettualizzazione astratta e la sperimentazione. E’ abile nell’applicazione pratica delle idee, preferisce l’azione immediata all’introspezione e pensa meglio quando può fare esperienza di prima mano. Tende ad affrontare i problemi in base ad un ragionamento ipotetico- deduttivo. Scienze fisiche.

11 Divergente: Privilegia l’osservazione riflessiva e l’esperienza concreta. Risolve i problemi da vari punti di vista e organizza i contenuti in strutture significative. Si chiede continuamente perché per ricercare i significati del mondo attorno a sé. Si interessa più delle persone che delle cose. E’ socievole e collaborativo Settore artistico

12 Assimilatore: Privilegia l’interazione tra concettualizzazione astratta e osservazione riflessiva. E’ abile ad elaborare modelli teorici attraverso ragionamenti induttivi. Assimila concetti in strutture coerenti ed esplicative. E’ obiettivo e razionale. E’ più un teorico che un pratico e attiva una metodologia coerente e precisa. Ricerca scientifica

13 Accomodatore: E’ abile nell’attività di sperimentazione che applica all’esperienza concreta. Sa fare sintesi tra situazioni concrete e principi teorici. E’ un pensatore pratico, flessibile, intuitivo, a cui piace apprendere per tentativi ed errori più che per analisi. E’ affascinato dallo sperimentare ed inventare. Preferisce l’azione al contatto sociale. Prevale nella tecnica e nel commercio.

14 Stile visivo verbale Preferisci vedere ciò che devi imparare e basarti soprattutto sul linguaggio verbale: trovi utile, per esempio: * leggere delle istruzioni piuttosto che ascoltarle * prendere nota di ciò che viene detto in classe * vedere scritte le cose alla lavagna * studiare sui libri piuttosto che ascoltare una lezione

15 Strategie suggerite: * prendi appunti in classe e riguardali a casa; anche ricopiarli e riordinarli può aiutarti a ricordare meglio * prima di studiare un capitolo di un libro, leggi attentamente i titoli, i sottotitoli, le didascalie delle figure * riassumi per iscritto quanto hai letto o ascoltato * prendi nota delle istruzioni per i compiti e le lezioni * studia e leggi silenziosamente (non a voce alta) * evidenzia con sottolineature, simboli o abbreviazioni le idee più importanti di un testo, e riassumile a margine dei paragrafi con parole tue * accompagna grafici e diagrammi con spiegazioni scritte * in generale, elenca per iscritto ciò che desideri ricordare * chiedi all'insegnante istruzioni o spiegazioni scritte * guarda in volto la persona che parla: può aiutarti a concentrarti * in classe, cerca di sederti in un posto vicino all'insegnante e alla lavagna

16 STILE VISIVO NON VERBALE Preferisci vedere ciò che devi imparare, ma basandoti soprattutto sul linguaggio non verbale (disegni, fotografie, simboli, grafici, diagrammi, ecc.). Trovi utile, per esempio: * scorrere un libro o una rivista guardando le figure * imparare a fare qualcosa osservando come si fa piuttosto che leggendo o ascoltando delle spiegazioni * guardare un film su un certo argomento piuttosto che ascoltare una lezione o una discussione * basarti sulla memoria visiva per ricordare luoghi, persone, fatti e circostanze

17 Strategie suggerite: * disegna figure, grafici, diagrammi per ricordare termini, e concetti e per riassumere ciò che hai letto o ascoltato * usa evidenziatori colorati nei tuoi appunti * prima di leggere un capitolo di un libro, guarda attentamente figure, fotografie, eventuali grafici, ecc. * creati delle immagini mentali di ciò che stai leggendo o ascoltando, in modo da ricordare meglio le informazioni date solo verbalmente * usa simboli e abbreviazioni * chiedi all'insegnante esempi concreti di concetti difficili e modelli di come deve essere svolto un compito * guarda in volto la persona che parla: può aiutarti a concentrarti

18 STILE UDITIVO Preferisci sentire ciò che devi imparare: trovi utile, ad esempio: * ascoltare una lezione piuttosto che studiare su un libro * leggere a voce alta * ripetere mentalmente * partecipare a discussioni in classe * lavorare con un compagno o a gruppi * ascoltare una dimostrazione di come fare qualcosa piuttosto che leggere istruzioni scritte

19 Strategie suggerite: * prima di leggere un capitolo, guarda titoli e figure e dì a voce alta di che cosa secondo te tratterà il capitolo * riferisci a qualcuno ciò che hai studiato; fatti fare domande * leggi e riassumi le idee principali a voce alta; se non ti è possibile, cerca comunque di "sentire" le parole nella mente mentre leggi * recita a voce alta la soluzione di un problema prima di trascriverla * registra su una cassetta le lezioni o i tuoi appunti e ascolta la registrazione * chiedi all'insegnante spiegazioni o istruzioni orali * lavora con un compagno

20 STILE CINESTETICO Preferisci svolgere attività concrete: trovi utile, ad es.: * fare esperienza diretta di un problema * eseguire lavori anche senza leggere/ascoltare istruzioni * poterti muovere mentre studi * usare gesti nella conversazione * lavorare con un compagno o in gruppo * fare esperienze attive dentro e fuori della scuola, come ricerche, interviste, esperimenti di laboratorio

21 Strategie suggerite: * prendi appunti mentre ascolti una lezione o studi un testo a casa: scrivere può aiutare la concentrazione * prima di studiare un capitolo di un libro, guarda le figure, leggi eventuali introduzioni o riassunti, considera con attenzione i titoli e le parole in neretto o corsivo * accompagna i tuoi appunti con grafici e diagrammi * evidenzia le idee principali in un testo, poi fanne un riassunto con parole tue su un foglio a parte * programma il tuo studio in modo da alternare i periodi di lavoro con le pause di cui hai bisogno * dividi un compito lungo in parti più piccole, e varia le attività in modo da non dover fare la stessa cosa a lungo * a casa, cerca le posizioni e i movimenti che più ti aiutano a concentrarti mentre studi: per esempio, alterna momenti in cui stai seduto a momenti in cui cammini * in classe, cerca di fare qualche movimento (anche solo con le mani), senza naturalmente disturbare gli altri * studia con un compagno

22 STILE ANALITICO Preferisci considerare un problema scomponendolo nelle sue parti e considerando ogni parte una per una: trovi utile, ad esempio, * ragionare in modo logico, basandoti su fatti precisi * mettere a fuoco le differenze tra le cose * procedere nel lavoro in modo lineare, passo dopo passo * svolgere i compiti in modo sistematico * programmare in anticipo ciò che devi fare * usare bene il tempo che hai a disposizione, sia per lo studio che per altre attività * non essere distratto da altri stimoli (per esempio, musica) mentre studi * avere e rispettare dei termini entro cui svolgere determinati compiti

23 Strategie suggerite: cerca di sfruttare a fondo i tuoi punti di forza, che sono quelli sopra elencati, ma cerca anche di renderti conto dei vantaggi di uno stile più globale: ad esempio: * sforzati di considerare un problema nel suo complesso * sintetizza i particolari e i dettagli di un argomento in una visione di insieme * non trascurare le tue sensazioni e ciò che ti suggerisce l'intuito * cerca di esprimere e di comunicare ciò che sai anche se non possiedi tutte le informazioni che vorresti * confrontati con i compagni e l'insegnante

24 STILE GLOBALE Preferisci considerare un problema valutandolo nel suo complesso: trovi utile, ad esempio: * sintetizzare spesso quello che stai studiando * mettere a fuoco le somiglianze tra le cose * prendere decisioni in modo intuitivo, basandoti sulle sensazioni * svolgere più compiti nello stesso tempo * decidere cosa fare man mano che il lavoro procede, piuttosto che pianificare tutto in anticipo * non programmare rigidamente il tempo per lo studio e per altre attività

25 Strategie suggerite: * cerca di sfruttare a fondo i tuoi punti di forza, che sono quelli sopra elencati, ma cerca anche di renderti conto dei vantaggi di uno stile più analitico: ad esempio: * cerca di organizzare il tuo tempo, prendendo nota di scadenze e decidendo l'ordine in cui svolgere i lavori * concentrati a fondo su un particolare compito, evitando di disperderti in più direzioni * oltre a una visione d'insieme di un problema, analizza le informazioni in tuo possesso e integra la visione complessiva con i necessari dettagli * sforzati di prendere decisioni non solo in base all'intuito ma anche considerando attentamente i fatti e i legami logici * leggi attentamente le istruzioni di un compito e cerca di capire bene come devi procedere prima di cominciare il lavoro * confrontati con i compagni e l'insegnante

26 STILE INDIVIDUALE Preferisci lavorare da solo e condurre uno studio individuale piuttosto che con un compagno o in gruppo. Impari forse meglio studiando su un libro, a casa, che non lavorando con gli altri a scuola. Strategie suggerite: * tieni presente che il confronto con l'insegnante e i compagni può essere molto utile: non toglie nulla al tuo stile personale di lavoro, ma in più ti dà la possibilità di conoscere altre opinioni, altri modi di pensare e di fare * cerca di sfruttare meglio il tempo di lavoro in classe, oltre che a casa, per esempio cominciando ad ascoltare con attenzione ciò che gli altri dicono e confrontandolo con ciò che tu sai o pensi

27 STILE DI GRUPPO Preferisci lavorare in classe piuttosto che a casa, a coppie o in gruppo piuttosto che da solo, discutendo con gli altri piuttosto che studiando per conto tuo sui libri. Strategie suggerite: * il confronto con gli altri è indubbiamente prezioso, ma lo studio individuale è altrettanto importante per rielaborare in modo personale ciò che stai imparando * cerca di sfruttare meglio il tempo di lavoro a casa, oltre che in classe, per esempio organizzando i tuoi strumenti di lavoro (libri, quaderni, appunti, ecc.) e facendo delle sintesi personali di quanto hai studiato

28 Un concetto più ampio di quello di stile di apprendimento, e che ingloba quest’ultimo come aspetto particolare, è quello di stile cognitivo con il quale si intendono le modalità preferenziali con cui gli individui elaborano l’informazione nel corso di compiti complessi. Nel caso di compiti apprenditivi gli stili cognitivi dell’individuo tendono a determinare le strategie che questi adotterà per cercare di imparare (il suo stile di apprendimento), ma avranno anche un’influenza complessiva sul processo di acquisizione delle abilità perseguite e sulle probabilità che tale processo abbia successo in relazione alle caratteristiche del compito.

29 STILI COGNITIVI Per stile cognitivo si intendono le differenze individuali durature, diffuse ed internamente coerenti nell’organizzazione e nel funzionamento cognitivo. E’ una modalità di elaborazione dell’informazione che si manifesta in compiti diversi e in settori diversi del comportamento. Riflette differenze di personalità e differenze genetiche ed esperenziali nella capacità e nel funzionamento cognitivo; e di fatto opera una mediazione tra motivazione, emozione e cognizione.

30 STILI COGNITIVI Almeno tre fattori condizionano l’applicazione e l’utilità di una strategia: Variabilità individuale Variabilità dei compiti Variabilità del contesto

31 STILI COGNITIVI Stile sistematico-intuitivo Riguarda la maniera di classificare e fare ipotesi di un individuo La persona intuitiva segue le sue ispirazioni con prontezza, ama cimentarsi in nuove situazioni, salta facilmente alle conclusioni, fa fatica a programmare e a seguire il procedimento logico La persona sistematica ama programmare le sue attività e portarle a conclusione. Procede a piccoli passi, considera accuratamente e sequenzialmente tutti gli elementi concreti che ha a disposizione.

32 STILI COGNITIVI Stile globale-analitico Concerne la percezione, la preferenza per la considerazione dell’insieme o del dettaglio La persona globalista osserva, legge, scrive, studia soffermandosi sugli aspetti di insieme La persona analitica si sofferma sui singoli dettagli, anche se minimi

33 STILI COGNITIVI Stile impulsivo-riflessivo Riguarda i processi decisionali, il modo di pianificare la risposta, la modalità di affrontare il compito. La persona riflessiva ha bisogno di più tempo per procedere e commette meno errori, ma può perdere qualche occasione. La persona impulsiva riflette poco prima di dare una risposta o compiere un’azione, prende velocemente decisioni e spesso commette errori

34 STILI COGNITIVI Stile verbale-visuale Trasversale a vari compiti cognitivi, concerne la percezione, la preferenza di risposta. Gli effetti di questo stile si evidenziano nella maniera in cui una persona ricorda le informazioni apprese. Un verbalizzatore preferisce e riesce meglio in attività basate su un codice linguistico, ricorda meglio parole e incontra difficoltà in compiti visivi. Un visualizzatore preferisce l’uso di figure, schemi e altri tipi di elaborazione visiva, ricorda meglio gli oggetti e le immagini.

35 STILI COGNITIVI Stile convergente-divergente (Guilfort) o dipendente indipendente dal campo Il convergente tende a svilupparsi verso mete consequenziali su cui convergono altre catene di pensiero, subisce molto le pressioni e i condizionamenti del contesto, anche interpersonali in cui si trova ad agire Il divergente sviluppa percorsi che possono produrre soluzioni originali e creative; origina da sé e liberamente nuove soluzioni o possibilità. Il pensiero divergente è caratterizzato da fluidità, flessibilità, originalità.

36 Secondo la concezione classica di intelligenza, questa è considerata come un fattore unico e generale, di cui gli individui sono portatori in misura diversa: si può quindi definire un QI legato alla media dei quozienti misurati in una certa popolazione. Il QI è di solito misurato attraverso test che si basano molto sull’uso del linguaggio logico e d quello verbale, ossia dei linguaggi tipici dei sistemi scolastici, per cui il quoziente stesso potrebbe essere considerato indicativo del “potenziale di riuscita accademica” di una persona.

37 Il valore 100 identifica la normalità. Valori superiori o inferiori identificano le eccellenze o le deficienze.

38 Olson ha dilatato la pluralità delle intelligenze e sottolineato il ruolo della mediazione culturale nello sviluppo delle diverse forme di intelligenza. 1. L’intelligenza è l’abilità in un medium culturale 2. Il medium culturale è un campo di attività esecutiva a partire da quelli elaborati dalla cultura: parlare, contare, disegnare … 3. I differenti campi di attività esecutiva trovano collocazione e significato in specifici contesti socioantropologici.

39 Ciò suggerisce la relatività culturale del concetto di intelligenza: ogni cultura tende a sviluppare l’intelligenza in certi media piuttosto che in altri.

40 Gardner Howard Gardner, psicologo americano nato nel 1943 Esce dall’area di influenza della psicologia piagetiana Elabora una concezione nuova dell’intelligenza 1. L’intelligenza L’essere umano non possiede una ma tante intelligenze Gardner ipotizza che la pluralità dell’intelligenza si sostanzi in distinte formae mentis, in matrici cognitive differenziate che si traducono in diverse attitudini intellettive

41 Gardner è fortemente articolata, differenziata, utilizza molteplici canali - ciascuno è un sistema a sé - proprie strategie di sviluppo è in continua mobilità, non segue circuiti facilmente descrivibili, segue percorsi propri, inusuali, esplora itinerari divergenti, è fortemente creativa intelligenza linguistica, matematica, spaziale, musicale, fisico-cinestetica, naturalistica, interpersonale e intrapersonale

42 Gardner 2. Sviluppo mentale - procede : per scoperte, conquiste, salti, esplorazioni intuitive, situazioni nuove problemi da risolvere: più punti di partenza e d’arrivo - verifiche continue: che portano a organizzare e riorganizzare le strategie, le tattiche cognitive, sottoporre continuamente a feedback e rottura 3. Apprendimento concezione mobilissima entra a far parte il momento dialettico della discontinuità discontinuità come valore positivo non può che adeguarsi a percorsi frastagliati

43 Sternberg “Le tre intelligenze: come potenziare le capacità analitiche, creative e pratiche La teoria triarchica dell’intelligenza si basa sul postulato che il pensiero umano sia composto da tre dimensioni fondamentali: Analitica o pensiero astratto, che corrisponde alla capacità di giudicare, valutare, scomporre, fare confronti ed esaminare i dettagli Creativa o pensiero divergente, ovvero la capacità di scoprire, produrre la novità, immaginare ed intuire Pratica o pensiero operatorio, ossia l’organizzazione e l’abilità di usare strumenti, applicarli, attuare concretamente progetti e piani mirati ad obiettivi concreti

44 ATTIVITA’ 1 Leggi questa descrizione delle intelligenze multiple e identifica ogni intelligenza, scegliendo tra: fisico-cinestetica interpersonale naturalistica logico-matematica linguistica spaziale intrapersonale musicale 1. L’intelligenza ……………….. è la capacità di usare tutto il proprio corpo o parti del proprio corpo – mani, dita, braccia – per risolvere un problema, costruire qualcosa, o realizzare qualche tipo di prodotto. Gli esempi più evidenti sono gli atleti o gli artisti dello spettacolo, in particolare nella danza o nella recitazione. 2. L’intelligenza ……………….. si riferisce al fatto di avere una comprensione di se stessi, di sapere chi si è, che cosa si è in grado di fare, che cosa si vuole fare, come si reagisce alle cose, quali cose evitare e verso quali cose muoversi. Siamo attratti dalle persone che hanno una buona conoscenza di se stessi perché queste persone tendono a non rinchiudersi in sé, a sapere che cosa sono in grado di fare e che cosa non sono in grado di fare, e a sapere dove andare se hanno bisogno di aiuto. 3. L’intelligenza ……………….. si riferisce all’abilità di rappresentare il mondo spaziale all’interno della propria mente – come fa un marinaio o un pilota di aerei, o come un giocatore di scacchi o uno scultore rappresenta un mondo spaziale più circoscritto. L’intelligenza ……………….. può essere utilizzata nelle arti o nelle scienze. Se si è orientati verso le arti, è più probabile che si diventi un pittore o uno scultore o un architetto piuttosto che, ad esempio, un musicista o uno scrittore. In modo simile, certe scienze come l’anatomia e la topologia enfatizzano questa intelligenza. 4. L’intelligenza ……………….. è la capacità di usare il linguaggio, la lingua madre e magari altre lingue, per esprimere che cosa si ha in mente e per capire gli altri. I poeti in modo particolare utilizzano l’intelligenza ……………….., ma qualsiasi tipo di scrittore, conferenziere, oratore, avvocato o persona per cui il linguaggio è un importante ferro del mestiere esprime questa intelligenza.

45 5. L’intelligenza ……………….. è la capacità di pensare in musica, di percepire schemi, riconoscerli, ricordarli e magari manipolarli. Chi ha una forte intelligenza ……………….. non solo ricorda facilmente la musica – non riesce a togliersela dalla testa, è onnipresente. 6. L’intelligenza ……………….. è la comprensione degli altri. E’ un’abilità di cui tutti noi abbiamo bisogno, ma è indispensabile se si è un insegnante, un medico, un venditore, o un politico. Chiunque abbia a che fare con altre persone deve essere abile in questa sfera. 7. Le persone con un’intelligenza ……………….. altamente sviluppata comprendono i principi sottostanti ai sistemi causali, come fa uno scienziato o un logico; o sono in grado di manipolare numeri, quantità e operazioni, come fa un matematico. 8. Chi possiede un'intelligenza ama stare all'aria aperta e tende a notare schemi, caratteristiche e anomalie negli ambienti ecologici in cui vive. Utilizza questi schemi e queste caratteristiche per classificare e categorizzare gli esseri viventi e gli elementi inanimati. Dimostra apprezzamento e comprensione dell'ambiente e dei suoi problemi.. Ora completa questa frase come preferisci. Spiega la tua scelta (perchè...) citando qualche esempio di tuoi comportamenti, abitudini, preferenze... Penso di avere una buona intelligenza ……………………….. perché …………

46 Sulla base di quanto sinora definito, si sollecitano gli insegnanti a stimolare negli studenti il pensiero efficace, che in ambito scolastico si traduce nell’insegnare ad imparare Il riferimento pedagogico di fondo è rappresentato dal costruttivismo, che identifica la costruzione attiva della conoscenza nel collegamento di nuovi saperi con i saperi pregressi. Studente = persona attiva Per sollecitare e stimolare questa attività, il costruttivismo propone di applicare all’insegnamento criteri: Endogeni, che non prevedono insegnamenti espliciti o diretti Esogeni, che prevedono un insegnamento diretto mediante pratica Dialettici, che riguardano un tipo di insegnamento cooperativo e per scoperta

47 La scuola dovrebbe farsi carico della contemporanea presenza in classe di diversi stili cognitivi e superare il modello unico di intelligenza che comporta l’esclusione di chi non è assimilabile ad esso e riconoscere pari dignità ai vari stili cognitivi e alle diverse forme di intelligenza. Ciò consentirebbe di favorire l’integrazione dei soggetti con difficoltà cognitive e permettere il recupero e il potenziamento delle abilità residue degli studenti che presentano speciali bisogni educativi. Organizzazione delle lezioni Moltiplicazione delle tipologie di prove Sviluppo di strategie cognitive o abilità di regolamentazione Diversificazione della valutazione

48 Nella nostra didattica esiste una tendenza all’astrazione e al pensiero analitico tipica dell’impianto idealista della scuola italiana. Il fatto che il ragazzo sia in grado progressivamente di raggiungere livelli sempre più alti di astrazione non significa che nella didattica si debba accantonare ogni altro tipo di intelligenza. E così abbiamo laureati che disegnano come bambini di 5 anni perchè per decenni non hanno più esercitato quel tipo di intelligenza e le abilità ad essa connesse.

49 Ci sono almeno tre fattori che condizionano l’applicazione e l’utilità di una strategia Variabilità individuale: la misura in cui le strategie possono essere recepite e utilizzate dai singoli individui in base alle loro preferenze Variabilità dei compiti: la misura in cui le strategie possono essere utili, inutili o dannose a seconda delle caratteristiche dell’esercizio o dell’attività Variabili del contesto in cui gli studenti affrontano i compiti, e in primo luogo la dinamica che lega studenti e insegnanti, apprendimento e insegnamento

50 Vai verso la gente Vivi in mezzo a loro Comincia da ciò che sanno Costruisci su ciò che hanno Quando il loro compito sarà svolto E il loro lavoro sarà finito Tutti diranno L’abbiamo fatto noi


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