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CEFAL – Il ciclo del riciclo Seminario di disseminazione dei risultati e dei prodotti realizzati Roma, 8 - 9 giugno 2009 CEFAL Centro di Formazione e Addestramento.

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1 CEFAL – Il ciclo del riciclo Seminario di disseminazione dei risultati e dei prodotti realizzati Roma, giugno 2009 CEFAL Centro di Formazione e Addestramento al Lavoro È un ente di formazione (no profit) di dimensione regionale attivo dal 1972 che opera per la netta prevalenza su progetti finanziati da fondi pubblici. È accreditato dalla Regione Emilia Romagna per tutti gli ambiti di formazione professionale, compresa la formazione rivolta specificamente alle “utenze speciali”. È certificato UNI EN ISO9001:2000 (EA37). Mission è la promozione della crescita integrale delle persone e il sostegno allo sviluppo inclusivo, coesivo e sostenibile della società attraverso interventi formativi e di inclusione aperti ai cambiamenti sociali.

2 CEFAL – Il ciclo del riciclo Seminario di disseminazione dei risultati e dei prodotti realizzati Roma, giugno 2009 Obiettivi DISPOSITIVO/ESPERIENZA: FILIERA PERFORMANTE NEL SETTORE DELLA RACCOLTA TRATTAMENTO E RECUPERO DEI RIFIUTI DA APPARECCHIATURE ELETTRICHE ED ELETTRONICHE ADATTAMENTO del dispositivo sul territorio Emilia-Romagna (trasferire l’innovazione sviluppata dai partner belgi ai partner italiani, e in particolare su un territorio di livello regionale); Offerta di azioni di formazione, assistenza tecnica, supporto per acquisire nuove competenze e per inserirsi all’interno di un circuito virtuoso ad altri Paesi UE. Si intende realizzare un’azione di diffusione di queste innovazioni verso Polonia e Malta, sedi di svolgimento di attività di sensibilizzazione e diffusione dei risultati del progetto e in particolare del valore aggiunto sociale, economico ed ambientale che l’esperienza oggetto di trasferimento può portare anche in altri contesti geografici. Creazione di una RETE UE qualificata di attori pubblici e privati provenienti dal pubblico e dal privato che si occupi di trasferimento di filiere innovative di formazione creatrice di lavoro per persone “deboli” sul mercato del lavoro, in grado di accrescere le opportunità per i centri di formazione e i loro utenti, soprattutto quelli più in difficoltà.

3 CEFAL – Il ciclo del riciclo Seminario di disseminazione dei risultati e dei prodotti realizzati Roma, giugno 2009 Obiettivi Si intende quindi rendere operativo il trasferimento dell’innovazione in Italia, consolidando in una regione (EMILIA ROMAGNA) una RETE/consorzio tra realtà che hanno intrapreso questo percorso (parte delle quali attraverso una sperimentazione nell’ambito dell’iniziativa EQUAL) per “stabilizzare” l’offerta di opportunità di formazione e occupazione in questo settore, attraverso il rafforzamento della cooperazione al proprio interno e con gli stakeholder pubblici e privati del territorio. Si ritiene infatti che l’approccio usato nell’esperienza belga possa essere utile a “istituzionalizzare”, ovvero a creare le condizioni per cui la sperimentazione iniziata nell’ambito del progetto EQUAL in Emilia Romagna possa divenire un sistema permanente integrato multi servizi gestito da una partnership consolidata e con carattere di stabilità che rappresenti i diversi attori pubblici, privati e dell’economia sociale, che operano per garantire l’applicazione della direttiva RAEE in maniera socialmente responsabile e inclusiva.

4 CEFAL – Il ciclo del riciclo Seminario di disseminazione dei risultati e dei prodotti realizzati Roma, giugno 2009 Partenariato CEC - Comité Européen de Coordination – Rete europea di organizzazioni – Belgio (Bruxelles) AID - Actions Intégrées de Développement asbl – Rete belga di organizzazioni - Belgio (Bruxelles) AID Tubize – Impresa di Formazione - Belgio (Tubize) RAPPEL Scrl – Impresa dell’economia sociale - Belgio (Tubize) Fundacja Barka – ONG - Polonia (Poznan) European Consulting LTD – Società internazionale di servizi– Malta (Mriehel) A.L.C.G. Association de Lutte Contre le Gaspillage – Associazione/Ressourcerie - Francia (Poligny) It2 coop.soc. – Italia (Bologna) TECHNE Società Consortile per Azioni EnAIP Ferrara (Ente Nazionale ACLI Istruzione Professionale – Italia (Ferrara) Coop. L’Ulivo – Italia (Bologna) C.I.D.E.S. (Centro Internazionale Dell'Economia Sociale) – Italia (Bologna) SIC CONSORZIO DI INIZIATIVE SOCIALI Cooperativa Sociale – Italia (Bologna) Coop.soc. “La Valle del Lavoro”– Italia (Bologna) Consorzio ASAS scarl – Italia (Bologna)

5 CEFAL – Il ciclo del riciclo Seminario di disseminazione dei risultati e dei prodotti realizzati Roma, giugno 2009 Beneficiari Beneficiari diretti: i partner stanno realizzando un’azione di qualificazione delle proprie organizzazioni, realizzando percorsi di aggiornamento per i propri operatori, e in particolare per migliorare la loro capacità di agire in una logica di rete e di cooperare tra loro e con gli stakeholder del territorio (istituzioni, organismi di formazione, imprese, parti sociali…). Beneficiari indiretti: persone in situazione di difficoltà e a rischio di emarginazione per problematiche diverse. Il progetto non si rivolge a una tipologia specifica di svantaggio ma potrà coinvolgere gruppi disomogenei costituiti da detenuti ed ex detenuti, disabili, persone con disagio psichiatrico, immigrati o altra condizione di fragilità sociale.

6 CEFAL – Il ciclo del riciclo Seminario di disseminazione dei risultati e dei prodotti realizzati Roma, giugno 2009 Prodotti FORMAZIONE: I partner Belgi del progetto hanno maturato esperienza nella progettazione didattica di moduli formativi tecnico professionali nel settore dei RAEE, e nella cooperazione attraverso una rete multiservizi consolidata e stabile. Queste risorse sono indispensabili ai partner dell’Emilia Romagna per accrescere la loro capacità di fornire opportunità di formazione e occupazione nel settore dei RAEE qualificando la propria azione formativa, sociale ed imprenditoriale. (project work) Partecipa alla “formazione operatori” un partner francese, che porta al partenariato testimonianza della propria esperienza specifica nel settore RAEE e Impresa Sociale. DISSEMINAZIONE: I partner Maltesi e Polacchi fruiscono di azioni di formazione, assistenza tecnica, supporto per acquisire nuove competenze e per inserirsi all’interno di un circuito virtuoso di realtà. Si intende realizzare un’azione di diffusione di queste innovazioni verso Polonia e Malta, sedi di svolgimento di attività di sensibilizzazione e diffusione dei risultati del progetto e in particolare del valore aggiunto sociale, economico ed ambientale che l’esperienza oggetto di trasferimento può portare anche in altri contesti geografici. (eventi nazionali) ADATTAMENTO: Si intende trasferire l’innovazione sviluppata dai partner belgi ai partner italiani, e in particolare su un territorio di livello regionale (l’Emilia Romagna) e, nel contempo, favorire la creazione di condizioni favorevoli per l’allargamento del trasferimento di innovazione alla Polonia e a Malta. (accordi)

7 CEFAL – Il ciclo del riciclo Seminario di disseminazione dei risultati e dei prodotti realizzati Roma, giugno 2009 Prodotti RETE UE: Con il presente progetto si intende quindi costruire tra i paesi in cui operano i partner (Francia, Belgio, Italia, Malta e Polonia) una rete qualificata di attori pubblici e privati provenienti, che agisce su livelli concentrici (locale, nazionale ed europeo) per il trasferimento di filiere innovative di formazione creatrice di lavoro per persone “deboli” sul mercato del lavoro, in grado di accrescere le opportunità per i centri di formazione e i loro utenti, soprattutto quelli più in difficoltà. (accordi) RETE ER: Si intende quindi rendere operativo il trasferimento dell’innovazione in Italia, consolidando in una regione (Emilia Romagna) una rete/consorzio tra realtà che hanno intrapreso questo percorso (parte delle quali attraverso una sperimentazione nell’ambito dell’iniziativa EQUAL) per “stabilizzare” l’offerta di opportunità di formazione e occupazione in questo settore, attraverso il rafforzamento della cooperazione al proprio interno e con gli stakeholder pubblici e privati del territorio. Si ritiene infatti che l’approccio usato nell’esperienza belga possa essere utile a “istituzionalizzare”, ovvero a creare le condizioni per cui la sperimentazione iniziata nell’ambito del progetto EQUAL in Emilia Romagna possa divenire un sistema permanente integrato multi servizi gestito da una partnership consolidata e con carattere di stabilità che rappresenti i diversi attori pubblici, privati e dell’economia sociale, che operano per garantire l’applicazione della direttiva RAEE in maniera socialmente responsabile e inclusiva. (accordi/consorzi)

8 CEFAL – Il ciclo del riciclo Seminario di disseminazione dei risultati e dei prodotti realizzati Roma, giugno 2009 Elementi valore aggiunto Il progetto intende intervenire nel settore dei RAEE coniugando, come è stato fatto in maniera originale e con successo dai partner Belgi, alle esigenze di natura ambientale anche un forte valore aggiunto dal punto di vista sociale, cioè la promozione di una responsabilità sociale a livello di comunità locali, che favorisca la valorizzazione delle opportunità di lavoro offerte dall’applicazione delle direttive RAEE all’inserimento di persone in situazione di svantaggio che possono essere formate, in percorsi formativi e attraverso il lavoro in imprese sociali. Si evidenzia che le competenze tecnico- professionali oggetti di questi percorsi formativi sono altamente spendibili sul mercato del lavoro europeo in funzione di un processo di adeguamento dei sistemi di gestione dei RAEE che riguarda tutti i Paesi Membri. In Belgio, questa opportunità è stata colta con successo, sviluppando un modello di intervento integrato, di raccordo tra pubblico, privato ed economia, che promuove la creazione di valore aggiunto dal punto di vista sociale, ambientale ed economico (vedi sezione 8.5). L’efficacia di questa soluzione, che fa della gestione “socialmente responsabile” dei rifiuti e del loro recupero/ricilaggio un settore strategico in cui formare e inserire persone in difficoltà, è testimoniata dalle dimensioni del “valore sociale” aggiunto creato dalla rete formata dai partner di progetto e composta da figure della cooperazione sociale, della formazione, dell’impresa profit, dell’istituzione pubblica.

9 CEFAL – Il ciclo del riciclo Seminario di disseminazione dei risultati e dei prodotti realizzati Roma, giugno 2009 Elementi valore aggiunto Promuovere l’inclusione socio-lavorativa di persone svantaggiate, per le quali si rende necessario un accompagnamento competente e in raccordo con il territorio, che ne favorisca il pieno rientro nella legalità e nella vita civile della comunità. Il progetto promuove il coinvolgimento attivo dell’economia sociale e l’alleanza con il sistema profit territoriale, a sostegno della continuità delle iniziative e della valorizzazione dell’impegno sociale delle imprese. Promuovere l'inserimento sociale e la creazione di opportunità di lavoro per persone svantaggiate in esecuzione penale sul territorio di Bologna, il loro reingresso da cittadini attivi nella vita civile, nella legalità e l'emancipazione dallo svantaggio sociale, Promuovere l'acquisizione di competenze professionali e trasversali per le persone in esecuzione penale, nonché favorire processi di collaborazione tra cooperative sociali e imprese profit, al fine di promuovere la transizione delle persone svantaggiate verso l’occupazione stabile al termine della pena, anche tramite l’accompagnamento al reinserimento lavorativo nelle imprese del territorio; Favorire il recupero dei RAEE, con conseguente riduzione dell’impatto ambientale nella loro gestione, ed il raggiungimento degli obiettivi previsti dal D.Lgs. 151/2005; Valorizzare in ogni sede e contesto, in forma concordata e singolarmente da parte di ogni partner, le finalità del progetto e l’impegno sociale delle imprese coinvolte, tramite iniziative di comunicazione pubblica, sensibilizzazione e visibilità sui media locali e nazionali, nonché di informazione e valorizzazione presso ogni altra istituzione regionale e nazionale.

10 CEFAL – Il ciclo del riciclo Seminario di disseminazione dei risultati e dei prodotti realizzati Roma, giugno 2009 Elementi valore aggiunto/Sostenibilità al termine del progetto Il valore aggiunto del progetto risiede nell’integrazione in rete dei partner uniti da finalità e obiettivi, condividendo strategie, informazioni e risorse investite, ma anche difficoltà, impegno e risultati raggiunti. Il valore aggiunto è insito nella composizione della rete...e si sta lavorando alla costruzione di un protocollo, che poitrebebbe determinare la nascita di un consorzio permanente in grado di offrire sostenibilità al progetto attribuendo ruoli ad ogni partner…. - Amm. provinciale – ambiente ( sostegno allo sviluppo del progetto e promozione delle risorse necessarie; assistenza agli iter autorizzativi per l’esercizio dell’attività produttiva; valorizzazione e visibilità pubblica del progetto in una ottica di “Responsabilità sociale” ); - Amm. provinciale – formazione ( promozione dell’inserimento lavorativo tramite risorse per la realizzazione di percorsi formativi e del monitoraggio; sostegno alla continuità dell’attività produttiva e dei percorsi di reinserimento lavorativo delle persone; valorizzazione e visibilità pubblica del progetto in una ottica di “Responsabilità sociale”; promozione del coinvolgimento di nuove imprese ); -Comuni ( sostegno alla continuità dell’attività produttiva e dei percorsi di reinserimento lavorativo delle persone; valorizzazione e visibilità pubblica del progetto in una ottica di “Responsabilità sociale”; promozione del coinvolgimento di nuovi soggetti di rete ); - Hera SpA ( Supporto nella fornitura di commesse tramite promozione e gestione dei contatti con gli interlocutori commerciali più diretti; assistenza tecnica; fornitura di attrezzature e macchinari; promozione contatti, relazioni e coinvolgimento di nuove imprese );

11 CEFAL – Il ciclo del riciclo Seminario di disseminazione dei risultati e dei prodotti realizzati Roma, giugno 2009 Sostenibilità al termine del progetto - Consorzio di produttori ( Conferimento e ritiro RAEE con mezzi propri verso impianti di recupero/smaltimento finale; stipula accordi commerciali con la Coop e remunerazione adeguata; conferimento di tonnellaggi adeguati alla sostenibilità dell’attività; assistenza tecnica; monitoraggio della produzione ); - Cooperazione Sociale ( colloqui di selezione, gestione del gruppo di lavoro, monitoraggio del livello di produttività; remunerazione dei lavoratori detenuti; stipula accordi commerciali con il Consorzio; collaborazione con partner impegnati nelle attività sul campo; collaborazione al reinserimento sul territorio dei lavoratori detenuti e alla transizione verso imprese locali ); - Enti di Formazione ( Supporto alla pianificazione e organizzazione delle attività; coordinamento delle relazioni tra i partner; colloqui di selezione, attività formative-professionalizzanti, tirocini per l’acquisizione di competenze da parte dei lavoratori; accompagnamento e tutoraggio delle relazioni interne al gruppo di lavoratori; collaborazione al reinserimento sul territorio e alla transizione dei lavoratori; supporto e organizzazione del reperimento di risorse necessarie all’avvio del laboratorio; supporto alla valorizzazione e visibilità pubblica delle imprese coinvolte in una ottica di “Responsabilità sociale” anche a livello regionale ); - C.C. e U.E.P.E. ( Selezione/segnalazione dei lavoratori in esecuzione penale da inserire; organizzazione colloqui di selezione; supporto organizzativo alla partecipazione e all’inserimento lavorativo dei detenuti al laboratorio; comodato d’uso gratuito degli spazi interni della Casa Circondariale adibiti a laboratorio; raccordo informativo e gestionale con i partner ); - CNA ( coinvolgimento di imprese proprie associate per il sostegno alle necessità materiali/logistiche nella gestione del laboratorio; promozione dell’inserimento socio-lavorativo delle persone in esecuzione penale nelle imprese del territorio; supporto alla valorizzazione e visibilità pubblica delle imprese coinvolte in una ottica di “Responsabilità sociale” ).


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