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“… Nella mia vita non c’è niente che meriti di essere rilevato: è tutta interiore, nel mio lavoro e nei miei pensieri che … non sono lieti. Io penso che.

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2 “… Nella mia vita non c’è niente che meriti di essere rilevato: è tutta interiore, nel mio lavoro e nei miei pensieri che … non sono lieti. Io penso che la vita è una molto triste buffoneria, perché abbiamo in noi, senza poter sapere né come né perché né da chi, la necessità di ingannare di continuo noi stessi con la spontanea creazione di una realtà (una per ciascuno e non mai la stessa per tutti) la quale di tratto in tratto si scopre vana e illusoria. Chi ha capito il giuoco, non riesce più ad ingannarsi; ma chi non riesce più ad ingannarsi non può più prendere né gusto né piacere alla vita. Così è. La mia arte è piena di compassione amara per tutti quelli che si ingannano.” Lettera autobiografica in “Le lettere”, 15 ottobre 1924

3  Una delle caratteristiche che differenziano la novella rispetto al romanzo è la sua brevità poiché la storia è fatta per essere narrata/letta “tutta in una volta” e deve quindi essere abbastanza lineare da essere facilmente ricordata.  Anche i personaggi sono di solito visti “in azione” all’interno del singolo episodio, pur se alcuni aspetti della loro vita precedente sono ricostruiti dall’autore mediante particolari tecniche narrative.  Dunque la novella è una narrazione breve che presenta eventi che sorprendono, commuovono, divertono.

4  La novella classica si basa sull’intreccio, sul meccanismo degli eventi, delle sorprese, dei colpi di scena, sulle avventure e i sentimenti degli uomini.  A Pirandello più che gli eventi interessano le reazioni degli uomini.  La struttura della novella di Pirandello si svolge tutta al presente; la trama della novella è data da ragionamenti, riflessioni, pensieri sui fatti. Nello sviluppo della vicenda non i fatti cambiano ma il modo di vederli e di viverli.  Il dominio del dialogo nelle novelle porta a dissolvimento la struttura tradizionale della narrazione; le battute diventano azioni perché determinano le reazioni degli interlocutori; i fatti per sé non contano; le storie di Pirandello tendono ad essere storie interiori.

5  NOVELLE VERISTE Il Verismo si proponeva di ritrarre la realtà in modo assolutamente impersonale e oggettivo. Pirandello, di origine siciliana, si forma proprio negli anni del Verismo e indubbiamente le sue prime opere ne risentono in parte l’influenza. Per esempio La giara e L’altro figlio.  NOVELLE UMORISTICHE Lo sono molte delle novelle pirandelliane. L’umorismo non è il ” comico”, la situazione che scatena il riso, ma il sentimento del contrario, l’avvertire cioè la contraddizione che esiste in un personaggio o in una situazione, magari l’assurdità della situazione stessa. Per esempio La patente.  NOVELLE SURREALI E FILOSOFICHE Sono novelle legate al tema della dissoluzione della personalità e alla disgregazione del mondo oggettivo. Per esempio La carriola.

6  La storia si basa sull’opposizione e sullo scontro tra due coprotagonisti, caratterizzati da tratti antitetici;  Dopo una situazione iniziale preliminare che introduce l’antefatto e descrive don Lollò Zirafa, la storia ha uno sviluppo lineare che segue la cronologia degli eventi;  Oltre ai due coprotagonisti, ci sono altri personaggi con funzione “corale”;  Più che i fatti in sé, in questa novella importano le reazioni dei personaggi ai fatti, le loro reciproche prese di posizione.

7  La novella è la storia di un povero diavolo che esige il riconoscimento formale del ruolo di jettatore che la società gli ha affibiato;  Divisa dall’autore in tre parti narrative segnalate da spazi bianchi, si apre con la presentazione del giudice D’Andrea, dell’antefatto e dell’ambiente;  L’azione si sviluppa con la convocazione di Chiàrchiaro da parte del giudice;  La storia si sviluppa in base non a eventi ma ai pensieri, meditazioni e dialoghi dei personaggi;  La conclusione della novella è data dal rovesciamento della prospettiva con cui il giudice ha considerato fino a quel momento i fatti.

8 Le novelle di Pirandello si riallacciano le une alle altre, in un certo senso svolgono lo stesso tema, così come anche le opere di teatro e i romanzi. Possiamo individuare alcuni temi fondamentali e costanti in Pirandello:  L’imprevedibilità del caso che governa la vita (può avere effetti liberatori, far superare paure radicate, complicare la vita, essere cruda fatalità);  La problematicità della conoscenza, la molteplicità del reale (la realtà non è qualcosa di oggettivo e autonomo da rappresentare come un dato di fatto ma si presenta priva di una sua consistenza, caratterizzata da elementi che possono essere interpretati in modo diverso e opposto);  Il conflitto tra apparenza e realtà, tra forma e vita nella scoperta dell’inconsistenza delle forme e delle convenzioni sociali (es.: La carriola);  Come il reale è complesso e inafferrabile e la verità si sfaccetta in tante verità quante sono le persone e le situazioni, così anche l’unità dell’io, l’identità si sfaccetta in diverse forme;  La “maschera” delle convenzioni o del ruolo sociale che soffoca ma protegge;  La pena di vivere, l’impossibilità di realizzare la propria identità, di stabilire rapporti.

9  Nelle novelle agiscono personaggi di tutte le condizioni sociali: cittadini o contadini, borghesi agiati o miseri salariati;  La varietà dei personaggi, dei casi e dei tipi umani rifrange in modi diversi alcuni temi fondamentali: la fatica del vivere, l’inafferrabilità del reale, il contrasto tra l’apparenza e la realtà;  È possibile identificare alcune tipologie di personaggi: personaggi problematici che hanno la percezione del contrasto tra apparenza e realtà e la vivono come conflitto interiore e scontro con l’esterno; personaggi che in apparenza obbediscono alle convenzioni sociali ma che in realtà le ribaltano, come il Chiàrchiaro de La patente; personaggi che si fingono un mondo fittizio come unica modalità e possibilità di vivere;  I personaggi sono fortemente caratterizzati dalle descrizioni della loro fisionomia, dei loro comportamenti, del loro modo di gestire e di parlare.

10  Gli ambienti sono diversi: quello contadino della Sicilia, quello borghese cittadino e quello paesano;  Qualche volta nella stessa novella sono presentati in contrapposizione sia l’ambiente popolano sia quello borghese;  I problemi dei personaggi più che in diretta relazione con l’ambiente sociale lo sono con tematiche più generali;  Le azioni e i fatti si svolgono prevalentemente in un unico luogo, se vi sono spostamenti sono tra luoghi vicini tra loro;  Prevalgono luoghi chiusi e domestici descritti minuziosamente e funzionali alla narrazione;  In alcuni casi la descrizione del paesaggio è un invito a chi lo contempla a pensare, a meditare sui propri casi;  In altri casi la natura ha il potere di dissolvere ogni preoccupazione e angoscia;  Nella maggior parte delle novelle l’azione è compressa in tempi molto limitati come alcune ore, un giorno o alcuni giorni ;  Alcune novelle, a cui corrispondono degli atti unici teatrali, presentano unità di luogo, di tempo e di azione.

11 Pirandello utilizzò una grande varietà di procedimenti per la costruzione dell’intreccio:  che alterano l’ordine temporale degli eventi (epiloghi; apertura in medias res; apertura con descrizione di un personaggio; fatti già tutti accaduti, di cui occorre la spiegazione attraverso la ricerca e il riconoscimento di verità parziali, come se la vicenda fosse un giallo da risolvere; anticipazione ovvero l’annuncio di qualcosa che viene rivelato solo alla conclusione della narrazione);  che alterano la durata temporale degli eventi (con utilizzo di scene, sommari e pause che modificano il ritmo narrativo);  che costruiscono la narrazione intorno a un “motivo” o ad una “immagine” centrale, a cui tutto il racconto tende (agnizione cioè riconoscimento di un aspetto nuovo della realtà esterna o di uno stato interiore o di intenzioni imprevedibili nell’agire di un personaggio o di condizioni insospettabili).

12  Vi sono novelle in cui il narratore si pone all’esterno della storia, narra in terza persona;  In altre il narratore si pone all’interno della storia identificandosi con un personaggio secondario testimone della vicenda;  Il punto di vista della narrazione può essere esterno, interno o variabile (ad esempio ne L’altro figlio)  Le parole e i pensieri dei personaggi sono riferiti attraverso citazioni cioè tecniche con cui si riferiscono le esatte parole o pensieri del personaggio; nel caso della citazione la voce del personaggio sostituisce quella del narratore;  Procedimenti frequenti di citazione di parole e pensieri nelle novelle sono: dialogo, soliloquio, discorso indiretto libero, monologo interiore.

13  I personaggi sono spesso presentati direttamente dal narratore esterno;  La descrizione è precisa, minuziosa, quasi una didascalia teatrale per la messa in scena dei personaggi;  Sono presenti elementi di commento del narratore, sia attraverso l’uso di alterati (es.: donnone) sia attraverso l’esplicitazione del suo atteggiamento verso i personaggi (es.: pareva un mucchio di cenci);  Alcuni personaggi sono presentati attraverso gli occhi di un altro personaggio;  Nella maggior parte i personaggi hanno un’individualità ben definita (tragici, folli, dubbiosi, bizzarri,…) e sono caratterizzati come individui e non come “tipi”, colti in una storia che è la loro storia individuale e non quella di una categoria;  C’è anche l’uomo attento semplicemente al rispetto delle convenzioni e all’interesse personale di cui Pirandello fa spesso una rappresentazione caricaturale, dando molto rilievo ad alcuni tratti;

14  Il nome proprio è molto importante per Pirandello (“nome semantico”) poiché rispecchia la personalità del personaggio, ne veicola le caratteristiche significative;  Il nome scompare quando l’identità del personaggio è troppo complessa per essere etichettata da un nome, quando il personaggio è particolarmente vero in senso pirandelliano da non poter sopportare neanche quel minimo di identità anagrafica che il nome proprio gli conferirebbe (es.: La carriola);  Alcuni personaggi, inseriti in una realtà borghese o paesana, sono nominati per intero; altri, più importanti come individui che per la loro collocazione sociale, sono nominati solo col nome;  Alcuni nomi e soprannomi sono riprese onomatopeiche legate ad alcune caratteristiche dei personaggi.

15 In antitesi con la prosa di D’Annunzio, Pirandello tende ad una prosa “media” che recuperi il parlato, lontana dai preziosismi linguistici. Adotta una “lingua di mediazione” tra dialetto e italiano scritto, con un lessico composito (letterario e raffinato, dialettale e gergale, specialistico e tecnico).  Utilizza parole comuni, conosciute;  Tuttavia ottiene effetti espressivi particolari attraverso aggettivazione multipla, sinestesie (mani rocciose, luce sonora, silenzio di specchio), termini tratti dal parlato popolare (capelli incatricchiati, invetriato), parole nuove ottenute attraverso suffissi (cineruleo, occhi lupigni, nubi bambagiose), metafore (cadaveri di libri, occhi ferrati), parole gergali spesso provenienti dal dialetto siciliano (caruso, lumierina), riproduzione del linguaggio infantile (tonosce, scarica il toncime).  La lingua parlata da un personaggio, per Pirandello, deve rispettare la sua tipologia;  La sintassi è agile, prevale la paratassi; molto vicina al parlato, tende a riprodurre anche le ripetizioni, le allusioni, le esclamazioni, le ellissi tipiche del parlato e la gestualità dei parlanti;  Tra i tempi verbali prevale il presente, il tempo dell’immediatezza (i tempi del racconto sono, in genere, il passato remoto, che situa un evento particolare nel tempo, l’imperfetto, che crea lo sfondo della narrazione o presenta eventi iterativi, e il presente storico, per dare vivacità e attualità alla narrazione. Nelle novelle di Pirandello, invece, spesso gli eventi sono proiettati al presente, attraverso la prevalenza del discorso diretto, del dialogo, del monologo interiore).


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