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STRATEGIE OPERATIVE PER LA SCUOLA SECONDARIA DI SECONDO GRADO STRATEGIE OPERATIVE PER LA SCUOLA SECONDARIA DI SECONDO GRADO Referente per l’integrazione.

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Presentazione sul tema: "STRATEGIE OPERATIVE PER LA SCUOLA SECONDARIA DI SECONDO GRADO STRATEGIE OPERATIVE PER LA SCUOLA SECONDARIA DI SECONDO GRADO Referente per l’integrazione."— Transcript della presentazione:

1 STRATEGIE OPERATIVE PER LA SCUOLA SECONDARIA DI SECONDO GRADO STRATEGIE OPERATIVE PER LA SCUOLA SECONDARIA DI SECONDO GRADO Referente per l’integrazione dell’Istituto di Istruzione Secondaria Negrelli: Malacarne Nadia A.S ; ; CTI FELTRE

2 L’ISTITUTO L’Istituto non vanta una grande tradizione in fatto di alunni diversamente abili. Gli alunni disabili che si sono iscritti sono stati per lo più disabili con handicap sensoriali o ritardi mentali lievi. L’Istituto non vanta una grande tradizione in fatto di alunni diversamente abili. Gli alunni disabili che si sono iscritti sono stati per lo più disabili con handicap sensoriali o ritardi mentali lievi. L’Istituto, soprattutto nel triennio, presenta materie complesse, fortemente specifiche e tecniche che sottintendono una buona padronanza della matematica. L’Istituto, soprattutto nel triennio, presenta materie complesse, fortemente specifiche e tecniche che sottintendono una buona padronanza della matematica. Per quanto riguarda l’indirizzo informatico, nello specifico, oltre alla matematica, che viene trattata in modo molto approfondito, si ha a che fare con materie quali informatica (programmazione), statistica, elettronica e sistemi. Per quanto riguarda l’indirizzo informatico, nello specifico, oltre alla matematica, che viene trattata in modo molto approfondito, si ha a che fare con materie quali informatica (programmazione), statistica, elettronica e sistemi. Dunque all’insegnante di sostegno specializzato in area scientifica vengono richieste non solo una buona padronanza delle pratiche di inclusione, ma anche grandi competenze specifiche Dunque all’insegnante di sostegno specializzato in area scientifica vengono richieste non solo una buona padronanza delle pratiche di inclusione, ma anche grandi competenze specifiche

3 L’ALUNNO M. è affetto da Paralisi Cerebrale Infantile che ha colpito prevalentemente gli arti inferiori e meno quelli superiori. M. è affetto da Paralisi Cerebrale Infantile che ha colpito prevalentemente gli arti inferiori e meno quelli superiori. L’alunno ha problemi di deambulazione (nelle gite porta sempre la sedia a rotelle ma a scuola viene con le stampelle e i bidelli lo vanno a prendere e lo accompagnano alla corriera). L’alunno ha problemi di deambulazione (nelle gite porta sempre la sedia a rotelle ma a scuola viene con le stampelle e i bidelli lo vanno a prendere e lo accompagnano alla corriera). Gli altri deficit connessi alla patologia sono: difficoltà legate ai limiti motorioprassici (di coordinazione oculomanuale e visione stereografica), discalculia, disprassia, difficoltà nell’orientamento visivo-spaziale e nella coordinazione oculo-manuale Gli altri deficit connessi alla patologia sono: difficoltà legate ai limiti motorioprassici (di coordinazione oculomanuale e visione stereografica), discalculia, disprassia, difficoltà nell’orientamento visivo-spaziale e nella coordinazione oculo-manuale Compensa ansie e paure con un carattere molto esuberante, una loquacità talvolta eccessiva e una miriade di interessi che occupano il suo tempo libero. Compensa ansie e paure con un carattere molto esuberante, una loquacità talvolta eccessiva e una miriade di interessi che occupano il suo tempo libero.

4 DIFFICOLTA’ SCOLASTICHE L’alunno ha accettato senza problema il suo handicap fisico (innegabile), ma ha avuto difficoltà ad accettare gli altri limiti connessi con la patologia (meno visibili e che più potevano minare la sua autostima, dato il suo grande orgoglio). L’alunno ha accettato senza problema il suo handicap fisico (innegabile), ma ha avuto difficoltà ad accettare gli altri limiti connessi con la patologia (meno visibili e che più potevano minare la sua autostima, dato il suo grande orgoglio). L’alunno evidenzia qualche difficoltà nella memoria. I suoi ritmi di lavoro sono più lenti rispetto ai compagni. I tempi di attenzione sono leggermente inferiori a causa della fatica che l’alunno compie per dare sistematicità ai dati che raccoglie. La concentrazione tende a dissolversi se si richiedono tempi lunghi in attività di apprendimento di nuove conoscenze. Infatti per M. è difficoltoso saper integrare i dati elementari dal particolare al generale avendo una visione d’insieme degli argomenti. Lo studio pomeridiano è discontinuo e superficiale sia a causa della difficoltà a studiare in modo autonomo sia perché il carico di attenzione che deve prestare in classe lo lascia senza forze al pomeriggio. Infatti per M. operazioni come riconoscere, catalogare, fare proprio e memorizzare un concetto astratto richiedono molta energia. L’alunno evidenzia qualche difficoltà nella memoria. I suoi ritmi di lavoro sono più lenti rispetto ai compagni. I tempi di attenzione sono leggermente inferiori a causa della fatica che l’alunno compie per dare sistematicità ai dati che raccoglie. La concentrazione tende a dissolversi se si richiedono tempi lunghi in attività di apprendimento di nuove conoscenze. Infatti per M. è difficoltoso saper integrare i dati elementari dal particolare al generale avendo una visione d’insieme degli argomenti. Lo studio pomeridiano è discontinuo e superficiale sia a causa della difficoltà a studiare in modo autonomo sia perché il carico di attenzione che deve prestare in classe lo lascia senza forze al pomeriggio. Infatti per M. operazioni come riconoscere, catalogare, fare proprio e memorizzare un concetto astratto richiedono molta energia.

5 APPUNTI. Comprende generalmente i messaggi orali, ma quando bisogna contemporaneamente ascoltare, leggere le cose scritte alla lavagna e prendere appunti emergono delle difficoltà legate ai limiti motorioprassici e l’alunno non riesce a stare al passo con i ritmi di lavoro della classe. APPUNTI. Comprende generalmente i messaggi orali, ma quando bisogna contemporaneamente ascoltare, leggere le cose scritte alla lavagna e prendere appunti emergono delle difficoltà legate ai limiti motorioprassici e l’alunno non riesce a stare al passo con i ritmi di lavoro della classe. MATEMATICA. Gli ostacoli maggiori si hanno soprattutto nelle materie che richiedono un pesante uso della matematica ovvero nell’area tecnico-scientifica. In particolare M. incontra difficoltà: sul piano aritmetico (errori continui nell’elaborazione dei calcoli), algebrico, geometrico (geometria analitica) e simbolico dato che la patologia comporta disprassia. Alcune cadute rasentano la discalculia. Gli errori si hanno nonostante la buona comprensione teorica. MATEMATICA. Gli ostacoli maggiori si hanno soprattutto nelle materie che richiedono un pesante uso della matematica ovvero nell’area tecnico-scientifica. In particolare M. incontra difficoltà: sul piano aritmetico (errori continui nell’elaborazione dei calcoli), algebrico, geometrico (geometria analitica) e simbolico dato che la patologia comporta disprassia. Alcune cadute rasentano la discalculia. Gli errori si hanno nonostante la buona comprensione teorica.

6 ASSENZE. L’alunno compensa i suoi problemi con un iperinvestimento nella funzione verbale e un’iperattività in generale. A causa di ciò egli si stanca molto e risulta assente da scuola per lunghi periodi. ASSENZE. L’alunno compensa i suoi problemi con un iperinvestimento nella funzione verbale e un’iperattività in generale. A causa di ciò egli si stanca molto e risulta assente da scuola per lunghi periodi. CARATTERE. Talvolta ostenta troppa sicurezza ed esuberanza e questo comportamento lo allontana dai compagni CARATTERE. Talvolta ostenta troppa sicurezza ed esuberanza e questo comportamento lo allontana dai compagni PROGRAMMAZIONE. Quando è stato il momento di decidere il tipo di programmazione che l’alunno avrebbe dovuto seguire, si è optato per quella ad obiettivi minimi. Nel caso di studenti con disabilità ci può essere il rischio di compiere l’errore di sottovalutarne le potenzialità optando subito per un percorso differenziato. Talvolta il risultato è che questa profezia si avvera perché vengono proposti loro solo contenuti molto semplici. Abbiamo deciso di optare per un programma curricolare (pronti, in caso di necessità a “cambiare rotta”). Utilizzando adeguate tecniche didattiche è stato possibile aggirare alcuni ostacoli del deficit e sono stati proposti argomenti e attività aderenti a quelle della classe. PROGRAMMAZIONE. Quando è stato il momento di decidere il tipo di programmazione che l’alunno avrebbe dovuto seguire, si è optato per quella ad obiettivi minimi. Nel caso di studenti con disabilità ci può essere il rischio di compiere l’errore di sottovalutarne le potenzialità optando subito per un percorso differenziato. Talvolta il risultato è che questa profezia si avvera perché vengono proposti loro solo contenuti molto semplici. Abbiamo deciso di optare per un programma curricolare (pronti, in caso di necessità a “cambiare rotta”). Utilizzando adeguate tecniche didattiche è stato possibile aggirare alcuni ostacoli del deficit e sono stati proposti argomenti e attività aderenti a quelle della classe. Le verifiche proposte sono quelle dei compagni; in caso di necessità viene solo fornito tempo ulteriore e nella correzione vengono sempre tenuti in considerazione gli obiettivi del P.E.I. M. è seguito dall’insegnante di sostegno per 10 ore in area tecnico-scientifica: matematica, statistica, elettronica. Le verifiche proposte sono quelle dei compagni; in caso di necessità viene solo fornito tempo ulteriore e nella correzione vengono sempre tenuti in considerazione gli obiettivi del P.E.I. M. è seguito dall’insegnante di sostegno per 10 ore in area tecnico-scientifica: matematica, statistica, elettronica.

7 CONTESTO Ho conosciuto M. al terzo anno e lo seguo tuttora (quinto anno). Per avere a priori un’idea esaustiva del caso, oltre a leggere attentamente tutta la documentazione, ho contattato l’insegnante di sostegno che lo seguiva al biennio. Ho conosciuto M. al terzo anno e lo seguo tuttora (quinto anno). Per avere a priori un’idea esaustiva del caso, oltre a leggere attentamente tutta la documentazione, ho contattato l’insegnante di sostegno che lo seguiva al biennio. La difficoltà per un insegnante che segue alunni diversamente abili che seguono programmi curricolari è trovare (in accordo con gli insegnanti curricolari) le strategie più idonee per rendere i contenuti (complicati, soprattutto nell’area tecnico- scientifica) accessibili anche agli alunni con disabilità. Un’altra sfida è nata dal fatto che l’alunno fa lunghi periodi di assenza a causa dell’affaticamento che gli deriva in parte dal venire a scuola, in parte dai molteplici impegni pomeridiani. La difficoltà per un insegnante che segue alunni diversamente abili che seguono programmi curricolari è trovare (in accordo con gli insegnanti curricolari) le strategie più idonee per rendere i contenuti (complicati, soprattutto nell’area tecnico- scientifica) accessibili anche agli alunni con disabilità. Un’altra sfida è nata dal fatto che l’alunno fa lunghi periodi di assenza a causa dell’affaticamento che gli deriva in parte dal venire a scuola, in parte dai molteplici impegni pomeridiani. E’ stato fondamentale il raccordo con i colleghi con i quali c’è stata programmazione e condivisione di intenti e che sono stati sempre disponibili a chiarirmi eventuali dubbi relativi anche ai contenuti delle materie. Molti insegnanti sono particolarmente attenti alla presenza di un alunno disabile in classe e si rapportano con lui direttamente, senza la mia “mediazione”. Essi non lo trattano con pietismo ma lo riconoscono nella sua peculiarità e nei suoi punti di forza. Ad esempio, viene valorizzata la passione di M. per la musica tanto che, alla fine di ogni anno scolastico, viene organizzato un concerto in cui si esibisce la sua band. E’ stato fondamentale il raccordo con i colleghi con i quali c’è stata programmazione e condivisione di intenti e che sono stati sempre disponibili a chiarirmi eventuali dubbi relativi anche ai contenuti delle materie. Molti insegnanti sono particolarmente attenti alla presenza di un alunno disabile in classe e si rapportano con lui direttamente, senza la mia “mediazione”. Essi non lo trattano con pietismo ma lo riconoscono nella sua peculiarità e nei suoi punti di forza. Ad esempio, viene valorizzata la passione di M. per la musica tanto che, alla fine di ogni anno scolastico, viene organizzato un concerto in cui si esibisce la sua band.

8 Poiché è fondamentale il raccordo con il contesto classe, ho cercato di far riflettere M. su alcuni suoi comportamenti e lui, pur negando, in realtà ha cercato di smussare i lati più eccessivi del suo comportamento. Del resto si è fatto riflettere anche i compagni sull’origine dell’esuberanza del loro compagno, sensibilizzandoli. Passata questa fase, i compagni hanno cercato di “farsi carico” di M. nelle materie in cui non sono presente e in gita si offrono per spingere la sedia a rotelle e a portarlo con loro la sera. Poiché è fondamentale il raccordo con il contesto classe, ho cercato di far riflettere M. su alcuni suoi comportamenti e lui, pur negando, in realtà ha cercato di smussare i lati più eccessivi del suo comportamento. Del resto si è fatto riflettere anche i compagni sull’origine dell’esuberanza del loro compagno, sensibilizzandoli. Passata questa fase, i compagni hanno cercato di “farsi carico” di M. nelle materie in cui non sono presente e in gita si offrono per spingere la sedia a rotelle e a portarlo con loro la sera. E’ stato fondamentale anche il mio ruolo nella classe. Inizialmente infatti venivo considerata come l’insegnante esclusiva dell’alunno disabile e gli alunni non mi tenevano in considerazione. E’ stato svolto un grande lavoro di chiarimento e lentamente gli alunni mi hanno individuata come loro punto di riferimento, anche per chiarire eventuali dubbi specifici sulle materie che non “osano” chiedere all’insegnante curricolare. E’ stato fondamentale anche il mio ruolo nella classe. Inizialmente infatti venivo considerata come l’insegnante esclusiva dell’alunno disabile e gli alunni non mi tenevano in considerazione. E’ stato svolto un grande lavoro di chiarimento e lentamente gli alunni mi hanno individuata come loro punto di riferimento, anche per chiarire eventuali dubbi specifici sulle materie che non “osano” chiedere all’insegnante curricolare. E’ stato necessaria la comunicazione e la collaborazione tra scuola e famiglia sia per uno scambio di informazioni relative all’alunno sia per far partecipe la famiglia dell’evoluzione scolastica, di eventuali problemi o progetti che coinvolgessero il loro figlio. E’ stato necessaria la comunicazione e la collaborazione tra scuola e famiglia sia per uno scambio di informazioni relative all’alunno sia per far partecipe la famiglia dell’evoluzione scolastica, di eventuali problemi o progetti che coinvolgessero il loro figlio.

9 STRATEGIE DIDATTICHE ADOTTATE Dopo un primo periodo di rifiuto, l’alunno ha accettato che l’insegnante di sostegno scriva gli appunti al suo posto così da permettergli di concentrarsi nella spiegazione e non disperdere energie nella scrittura. Tale strategia non deve dunque essere intesa come misura che mina all’ autonomia dell’alunno, ma come rimedio fondamentale per non avere appunti incompleti e spiegazione compresa solo parzialmente. Dopo un primo periodo di rifiuto, l’alunno ha accettato che l’insegnante di sostegno scriva gli appunti al suo posto così da permettergli di concentrarsi nella spiegazione e non disperdere energie nella scrittura. Tale strategia non deve dunque essere intesa come misura che mina all’ autonomia dell’alunno, ma come rimedio fondamentale per non avere appunti incompleti e spiegazione compresa solo parzialmente. In particolare, per quanto riguarda la spiegazione: Prima della proposta di un nuovo argomento, vengono recuperati i prerequisiti indispensabili per la comprensione della lezione. Prima della proposta di un nuovo argomento, vengono recuperati i prerequisiti indispensabili per la comprensione della lezione. Vengono anticipati gli argomenti che poi verranno sviluppati dall’insegnate curricolare, dandone fin da subito una visione d’insieme. Vengono anticipati gli argomenti che poi verranno sviluppati dall’insegnate curricolare, dandone fin da subito una visione d’insieme. Vengono rispiegati gli argomenti più complicati non eliminando le difficoltà ma graduandole e servendosi di esempi. Vengono rispiegati gli argomenti più complicati non eliminando le difficoltà ma graduandole e servendosi di esempi. Viene posta attenzione sulle formule e sui simboli nuovi esplicitando le nuove regole formali. Importante per compensare in parte i problemi di discalculia è cercare l’applicazione di sottoabilità meccaniche e risolutive. Viene posta attenzione sulle formule e sui simboli nuovi esplicitando le nuove regole formali. Importante per compensare in parte i problemi di discalculia è cercare l’applicazione di sottoabilità meccaniche e risolutive. Vengono poste all’alunno continue domande per appurare l’avvenuta comprensione dei contenuti e chiarire eventuali dubbi. Vengono poste all’alunno continue domande per appurare l’avvenuta comprensione dei contenuti e chiarire eventuali dubbi.

10  Vengono predisposti materiali didattici che individuano e rendono espliciti i concetti chiave dei vari argomenti per sopperire all’incapacità di avere una visione organica e d’insieme di un argomento e per facilitare la memorizzazione di formule.  In caso di necessità, nei testi dei compiti in classe vengono ingranditi grafici, figure o circuiti.  Durante le ore di ed. fisica (materia a lui inaccessibile) l’alunno svolge un lavoro fondamentale di studio assistito utile a chiarire dubbi, fare esercizi ed organizzare lo studio domestico. Senza l’ausilio di queste indispensabili ore, sarebbe necessario che l’alunno fosse seguito a casa da un insegnante privato.  Durante i periodi di assenza da scuola, presente in classe per prendere gli appunti (correlati da commenti di chiarimento) che poi ho convertito in formato elettronico ed immediatamente spedito via .  Durante i periodi di assenza da scuola, sono sempre stata presente in classe per prendere gli appunti (correlati da commenti di chiarimento) che poi ho convertito in formato elettronico ed immediatamente spedito via .  Quando M. è tornato a scuola, in caso di necessità, sono state svolte ore pomeridiane per spiegare gli argomenti svolti in sua assenza non capiti dagli appunti.

11 CONCLUSIONI Grazie alla rete di relazioni (insegnante di sostegno-insegnanti curricolari; insegnanti curricolari-alunno disabile; insegnante di sostegno-classe; compagni-alunno disabile; scuola-famiglia; scuola- asl) in questi anni si è notata sicuramente un’evoluzione positiva ed una maturazione del carattere dell’alunno. Anche dal punto di vista scolastico, ad un iniziale disordine operativo e non consapevolezza sul proprio grado di preparazione è subentrata lentamente una fase di autocoscienza l’orgoglio di raggiungere risultati positivi. Grazie alla rete di relazioni (insegnante di sostegno-insegnanti curricolari; insegnanti curricolari-alunno disabile; insegnante di sostegno-classe; compagni-alunno disabile; scuola-famiglia; scuola- asl) in questi anni si è notata sicuramente un’evoluzione positiva ed una maturazione del carattere dell’alunno. Anche dal punto di vista scolastico, ad un iniziale disordine operativo e non consapevolezza sul proprio grado di preparazione è subentrata lentamente una fase di autocoscienza e l’orgoglio di raggiungere risultati positivi. Le strategie adottate si possono replicare in quanto nel nostro Istituto spesso gli alunni diversamente abili seguono programmi curricolari e dunque bisogna affinare tecniche per mediare (in vari modi, a seconda della disabilità) l’insegnamento delle discipline attuato dai docenti con metodologie che lo rendano accessibile anche all’alunno disabile. Le strategie adottate si possono replicare in quanto nel nostro Istituto spesso gli alunni diversamente abili seguono programmi curricolari e dunque bisogna affinare tecniche per mediare (in vari modi, a seconda della disabilità) l’insegnamento delle discipline attuato dai docenti con metodologie che lo rendano accessibile anche all’alunno disabile.

12 In particolare, la personalizzazione della lezione (dal recupero dei prerequisiti alla presentazione “globale” dell’argomento passando poi allo “smembramento” dei obiettivi in unità elementari), è una tecnica a mio avviso applicabile al contesto classe e non solo all’alunno disabile. In particolare, la personalizzazione della lezione (dal recupero dei prerequisiti alla presentazione “globale” dell’argomento passando poi allo “smembramento” dei obiettivi in unità elementari), è una tecnica a mio avviso applicabile al contesto classe e non solo all’alunno disabile. Fondamentale è anche la predisposizione delle schede di aiuto disciplinare perché questi mediatori permettono all’alunno disabile di usare la minima quantità di risorse (tempo e lavoro) per raggiungere gli obiettivi didattici. Fondamentale è anche la predisposizione delle schede di aiuto disciplinare perché questi mediatori permettono all’alunno disabile di usare la minima quantità di risorse (tempo e lavoro) per raggiungere gli obiettivi didattici. La risorsa insegnate di sostegno deve essere presente in classe anche in caso di assenza l’insegnante dell’alunno disabile. In primo luogo perché l’insegnante di sostegno è un insegnante di classe e dunque in queste occasioni può essere ancora di più un punto di riferimento per i compagni. Inoltre si prendono gli appunti per lo studente disabile, correlandoli di spiegazioni che sicuramente i compagni non sono in grado di cogliere; spedendo poi gli appunti per posta elettronica, si ha la possibilità di rendere subito disponibile gli argomenti svolti in sua assenza. La risorsa insegnate di sostegno deve essere presente in classe anche in caso di assenza l’insegnante dell’alunno disabile. In primo luogo perché l’insegnante di sostegno è un insegnante di classe e dunque in queste occasioni può essere ancora di più un punto di riferimento per i compagni. Inoltre si prendono gli appunti per lo studente disabile, correlandoli di spiegazioni che sicuramente i compagni non sono in grado di cogliere; spedendo poi gli appunti per posta elettronica, si ha la possibilità di rendere subito disponibile gli argomenti svolti in sua assenza.


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