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I rischi e l’esposizione dei lavoratori nell’industria metalmeccanica

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Presentazione sul tema: "I rischi e l’esposizione dei lavoratori nell’industria metalmeccanica"— Transcript della presentazione:

1 I rischi e l’esposizione dei lavoratori nell’industria metalmeccanica
coherence 15 annisullefrontiere dellascienza Patrizio Carrai

2 Cenni di lavorazione Il settore metalmeccanico è costituito da aziende artigianali o industriali con varie tipologie di lavorazione tra cui officine dove si lavora il metallo e altre dove si trasforma attraverso operazioni di fusione.

3 lavorazioni Nel primo caso rientrano le operazionidi: • saldatura;
• smerigliatura; • taglio; • verniciatura; • tornitura; • fresatura; • stampaggio; •cesoiamento/ calandratura/foratura

4 operazioni Alcune operazioni dette “plastiche” modificano la forma del metallo. Le machine per lavorazioni plastiche agiscono per “urti” (magli), o per pressioni continue (presse, laminatoi trafile). A seconda del modo con cui la deformazione si svolge nel tempo, si hanno processi stazionari (laminazione, trafilatura) o non stazionari (stiratura, stampaggio, ecc..). Le macchine maggiormente utilizzate in queste operazioni sono: troncatrici, mole, trapani, presse, rifilatrici.

5 RISCHI NELLE INDUSTRIE METALMECCANICHE
80-90% ossidi metallici Fe, Mn, Ni, Cr e di carbonio. Ozono, gas nitrosi (irritanti). Effetti sulla cute: ustioni , eritemi, tumori della pelle. Problemi oculari: congiuntivite, cataratta SALDATURA Fumi Raggi UV e IR VERNICIATURA La saldatura è accompagnata da un’intensa formazione di fumi, di calore e di “luce”: si producono vapori nitrosi, ozono, monossido di carbonio, dispersione di fumi metallici, radiazioni ultraviolette (UV). l’azione tossica dei fumi di saldatura DOVUTA alla verniciatura o altro e sia per la composizione del metallo da saldare-tipo di saldatura e metallo da saldare-tempo di esposizione e caratteristiche di esposizione ossidi metallici e ossido di carbonio. Ad esempio nella saldatura ad anidride carbonica si ha una maggiore produzione di monossido di carbonio che può causare mal di testa, vertigini, allucinazioni con astenia, paralisi, turbe cardiache, colore acceso della cute, coma, alterazioni cardiache mentre i fumi da ozono e gas nitrosi causano irritazione della faringe, laringe e trachea, complicazioni ai bronchi. Tra i costituenti dei fumi, alcuni, come gli ossidi di ferro, calcio quantitativamente prevalenti, sono meno dannosi per la salute; altri, quali il manganese, il cromo ed il nichel, sono nocivi anche se presenti in modesta quantità. Durante la saldatura si possono verificare ustioni e incendi se non si applicano le dovute cautele. Le sostanze chimiche che compongono le vernici appartengono a diverse famiglie chimiche, quali: idrocarburi benzenici, chetoni, alcoli esteri, derivati alogenati, idrocarburi alifatici, isocianati. IlD.Lgs81/08, aggiornato dalD.Lgs106/09 prevede delle prescrizioni minime di protezione dei lavoratori contro i rischi per la salute e la sicurezza derivanti dall’esposizioni a radiazioni ottiche artificiali, con particolare riguardo ai rischi dovuti agli effetti nocivi sugli occhi e sulla cute, introducendo dei valori limite di esposizione. Infortuni Rumore e vibrazioni Tagli, schegge, corpuscoli, traumi. Uditivi eextrauditivie sindrome diRaynaund MACCHINE e UTENSILI 5

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9 fonderie Nella seconda tipologia si effettuano operazioni di fusione di metalli puri o di leghe come le acciaierie. Nellefonderie si utilizzano forni a temperature elevate, oltre 800°C

10 FUSIONE metalli primari (Cu, Zn). Ottoni binari (Cu-Zn); Leghe Cu-Cr-Zn e Cu-Ni-P. La fusione della carica solida avviene all’interno di forni elettrici ad induzione sia di tipo a crogiolo sia di tipo acanala. Il metallo liquido viene trasferito, mediante canali, in forni di attesa e solidificato in placche e/o barre con l’utilizzo di una macchina di colata verticale costituita da una lingottiera (tubo di rame di grosso spessore) raffreddata esternamente ad acqua dove si ha il passaggio del metallo daliquidoasolido. 10.240Kg 10

11 Rischi fonderie Nelle operazioni di fusione i rischi maggiormente presenti sono microclima, temperatura elevata, infortuni derivanti da schizzi di materiale incandescente, polverifini eultrafini.

12 rischi Vista la varietà dei rischi, mi soffermosolo sull’esposizione relativaad alcuni particolari rischi come quello del rumore, polveri fini eultrafini.

13 Rischio rumore importantifattori di rischio connessi all’utilizzo di macchine e utensili sono il rumore e le vibrazioni, presenti in particolare in prossimità di presse eccentriche, laminatoi,tronchettatrici, trapani e smerigliatrici.

14 Postazioni 12 Camion posto guida 69,2 13
Rumore ambientale banco taglio 87,4 14 Postazione sagomatrice Plenet 20 91,3 15 Ufficio 75,8 16 Postazione saldatura esterna 17 Postazione mola esterna 18 Postazione utensili esterna 19 Postazione trapano esterna 20 Rumore fondo cantiere esterno 21 Postazione magazzino bobine esterno 22 Postazione magazzini reti elettrosaldate

15 esposizione Tabella 4- Livello di esposizione al rumore dei lavoratori nelle 8 ore lavorative. LEx,8h(dB) Incertezza totale Lavoratore A 88,3 0,6 Lavoratore B 84,6 Lavoratore C 84,4 Lavoratore D 83,7 Lavoratore E 83,2 Lavoratore F 88,6 0,7 Lavoratore G 85,2 Lavoratore H 87,9

16 rumore

17 saldatura

18 composizione Tra i costituenti dei fumi, alcuni, come gli ossidi di ferro, calcio quantitativamente prevalenti, sono meno dannosi per la salute; altri, quali il manganese, il cromo ed il nichel, sono nocivi anche se presenti in modesta quantità

19 Fumi di saldatura I fumi sono composti da particelle dei materiali usati e contengono dall’80 al 90 % di ossidi metallici e ossido di carbonio. Ad esempio nella saldatura ad anidride carbonica si ha una maggiore produzione di monossido di carbonio che può causare mal di testa, vertigini, allucinazioni con astenia, paralisi, turbe cardiache, colore acceso della cute, coma, alterazioni cardiache mentre i fumi da ozono e gas nitrosi causano irritazione della faringe, laringe e trachea, complicazioni ai bronchi. Tra i costituenti dei fumi, alcuni, come gli ossidi di ferro, calcioquantitativamenteprevalenti, sono meno dannosi per la salute; altri, quali il manganese, il cromo ed il nichel, sono nocivi anche se presenti in modesta quantità

20 tossicità l’azione tossica dei fumi di saldatura risulta più forte se i pezzi in saldatura risultano aver subitoprecedenti trattamenti di verniciaturao altro e a causa della composizione del metallo da saldare. Iltipo e la quantità di inquinanti che si sviluppano durante tale operazione dipendono da diversi fattori, quali il tipo di saldatura e la percentuale di metalli pesanti presenti nei materiali saldati, il tempo di esposizione e le caratteristiche dell’ambiente di lavoro.

21 Polveri e fumi Durantequeste operazionisi sviluppano polveri di varia dimensione, mentre nelle operazioni di saldatura si sviluppanofumicomposti da particelleultrafinie altresostanze che hanno azione irritante e tossica nell’organismo umano

22 Valutazione dei rischi
Polveri e metalli tossici Per valutare l’esposizionedei lavoratori a polveriinalabili sonostati effettuati campionamenti personali e di centro ambiente con selettore IOMin zone dove si effettuavano operazioni disaldaturaed èstata effettuata un ulteriore analisi sui filtri delle polveri inalabiliperrilevare i metalli presenti nelle polveri stesse.

23 Centro ambiente tra le due saldature
Polveri inalabili Zona Quantità pesata mg/m³ Centro ambiente tra le due saldature 0.33 punteggiatura 2.65 saldatura 6.38

24 Metalli pesanti OPERATORE CENTRO AMBIENTE MIN MAX Cromo TLV= 500 µg/m3
OPERATORE CENTRO AMBIENTE MIN MAX Cromo TLV= 500 µg/m3 1,9 5,4 1 Nichel TLV= 1500 1,3 2,4 0,4 Piombo TLV= 50 0,3 1,2 Nd Manganese TLV= 200 83,1 148,4 7,4 Rame TLV=200 0,7 18,1 Ferro TLV=1000 18,8 28,6 7,5

25 particelleultrafini Le particelleultrafini(PUF) chesi possono sviluppare durante processi di lavorazione quali smerigliatura, taglio, lucidatura possono essere assorbite dal corpo umano per inalazione, ingestione e per via dermica, lavia di esposizione più comune alle particelleaerodispersenegli ambienti di vita e di lavoro è quellainalatoria. Leparticelle fini edultrafinipenetrano nell’apparato respiratorioe il particolato di dimensioni inferiore a 4 µm. raggiunge gli alveoli.

26 Saldatura senza aspirazione

27 Saldaturacon aspirazione

28 Fonderia ottone

29 fonderie

30 composizionedel particolato inalabile (valori di esposizione a metalli pesanti);le postazioni di campionamento sono state scelte in base alle zone vicino al forno a sale dove stazionano gli operatori campione zona Rame µg/m³ Cadmio Zinco Cromo Piombo Polveri respirabili Statico Zona1 forno operatore 0.34 ND 0.31 0.04 Zona2 forno operatore 0.62 051 0.23 0.19 Polveri inalabili Statico iom Zona3 forno operatore 0.22 0.16 Zona4 forno operatore 0.83 0.53 0.05

31 Polveriultrafini Per questa misuraè statoutilizzato lo strumento FastMobilityParticleSizerTMSpectrometer( modello 3091 FMPS,TSI,Shoreview, MN,USA, strumentocon elevato potere risolutivo dimensionale e temporale che permette di campionare, conteggiare e fornire la distribuzione dimensionale di particelle con dimensioni da 5,6 a nm.Con campionamento che avvieneogni secondo.

32 Studi epidemiologici Gli studi epidemiologici su lavoratori esposti a particelle fini e PUF hanno riportato decrementi nella funzione polmonare, sintomi respiratori negativi, patologie ostruttive croniche e fibrosi. Inoltre, alcuni studi hanno riscontrato aumento di incidenza di cancro polmonare tra i lavoratori esposti a PUF emessi dai diesel o da fumi di saldatura.

33 PUF E’ stata studiata anche l’evoluzione temporale di particelle sub- micrometriche (6-523 nm) ed in particolare è stato monitorizzato il comportamento delle particelle nel modo di nucleazione (6-16 nm) ed il relativo diametro medio geometrico (GMD) prima, durante e dopo le operazioni di saldatura

34 molatura

35 Andamento delle particelle totali, fini e delle PUF nell’area della fornacedurante le operazioni di colata dello zinco.

36 saldatura

37 discussione La Figuramostral’andamento delle PUF durante operazioni di saldatura con l’utilizzo di un aspiratore (a) e durante operazioni di taglio con fiamma ad acetilene-ossigeno (T °C) con (b) e senza (c) aspiratore. L’utilizzo di un aspiratore, in ambedue le operazioni, abbatte notevolmente l’emissione diPUF. Nel caso in questione, è interessante la violenta emissione durante la fase di taglio senza l’utilizzo dell’aspirazione (c) : le PUF hanno un picco notevole, specie quelle a granulometria 6-16 nanometri (max. 5×106 particelle cm-3), che hanno poi una evoluzione diversa. Infatti, le particelle tra nanometri tendono a ritornare a valori costanti sebbene con distribuzione diversa, mentre aumenta il numero di particelle tra nm per i processi di nucleazione

38 conclusioni Queste esperienze fatte in alcune ditte metalmeccaniche hanno mostrato sperimentalmente che rischi di tipologia recente come quella dellenanoparticellee PUF è molto evidente La ricerca di nuovi metodi di campionamento dovrà indirizzare verso più specifiche analisi dell’esposizione dei lavoratori

39 Grazie dell’attenzione vi saluto col mio gatto quantistico che ama stare nelle scatole


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