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KARL MARX (1818-1883). DOTTRINA DI KARL MARX: 1.LARGA DIFFUSIONE 2.INFLUENZATO VITA SOCIALE POLITICA E CULTURALE DI MOLTI STATI.

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1 KARL MARX ( )

2 DOTTRINA DI KARL MARX: 1.LARGA DIFFUSIONE 2.INFLUENZATO VITA SOCIALE POLITICA E CULTURALE DI MOLTI STATI

3 VICENDE BIOGRAFICHE 1818 (TREVIRI) IN UNA FAMIGLIA EBRAICA COSTRETTA POI A CONVERTIRSI STUDI UNIVERSITARI (DIRITTO) A BONN E BERLINO COLLABORA CON LA GAZZETTA RENANA E GLI ANNALI TEDESCHI

4 1844 SCRIVE PER LA CRITICA DELLA FILOSOFIA DEL DIRITTO DI HEGEL E LA QUESTIONE EBRAICA. INCONTRA ENGELS INSIEME AD ENGELS SCRIVE LA SACRA FAMIGLIA. CRITICA DELLA CRITICA E L’IDEOLOGIA TEDESCA

5 1847 ADERISCE ALLA LEGA DEI GIUSTI, CHE DIVERRÀ POI LEGA DEI COMUNISTI 1848 REDIGE IL MANIFESTO DEL PARTITO COMUNISTA 1849 LONDRA DIVIENE LA SUA PATRIA DI ADOZIONE 1867 PRIMO VOLUME DE IL CAPITALE (II 1885; III 1894) 1883 MUORE A LONDRA

6 MARX-ENGELS CONDIVISIONE DI PENSIERO E BATTAGLIE ATTENZIONE ALLA NUOVA REALTÀ ECONOMICA

7 POLITICA “STUDIO DELLE TENSIONI, DEI CONTRASTI, DELLE LOTTE E DEI CONFLITTI FRA LE CLASSI, DIVENTA UNA VERA E PROPRIA SCIENZA DELLA STORIA NESSO FRA GLI AVVENIMENTI POLITICI DEI DIVERSI PAESI E NAZIONI, IN QUANTO PARTECIPI DI UN PROCESSO DI SVILUPPO STORICO, CHE HA IL SUO FONDAMENTO NELLA DINAMICA ECONOMICO-SOCIALE DELLE FORME E DELLE FORZE PRODUTTRICI”

8 MARX VERSUS HEGEL FEUERBACH: ROVESCIA I TERMINI DELLA DIALETTICA HEGELIANA MARX-INIZIO DELLA FILOSOFIA: IL REALE, L’UOMO CONCRETO. HEGEL- INIZIO DELLA FILOSOFIA: L’ASSOLUTO O DIO

9 UOMO INFLUENZATO DALL’AMBIENTE È IN GRADO DI TRASFORMARE IL MONDO PRODUCE LA STORIA IL CAMBIAMENTO DIPENDE DALLA CONDIZIONE ECONOMICA O MEGLIO DAI RAPPORTI DI PRODUZIONE

10 “L’UNDICESIMA TESI SU FEUERBACH” I FILOSOFI HANNO FINORA SOLTANTO INTERPRETATO IL MONDO IN DIVERSI MODI, MENTRE ORA SI TRATTA DI TRASFORMARLO IL FILOSOFO HA IL COMPITO NON SOLTANTO DI SPECULARE, MA ANCHE DI AGIRE NELLA REALTÀ

11 LA STRUTTURA ECONOMICA MODIFICA QUELLE CHE SONO LE ATTIVITÀ SPIRITUALI NELLA “SACRA FAMIGLIA” DI MARX DEL 1845, DICE: MENTRE L’UOMO COMUNE E IL FILOSOFO REALISTA PENSANO CHE ESISTANO PRIMA LE MELE, LE PERE, LE MANDORLE REALI E POI IL CONCETTO DI FRUTTO HEGEL PENSA CHE ESISTA PRIMA IL CONCETTO DI FRUTTO E POI I FRUTTI CONCRETI, COME SUE MANIFESTAZIONI NECESSARIE. MARX PARTE DALLA REALTà PER ARRIVARE ALLE COSTRUZIONI FILOSOFICHE, ARTISTICHE O DI DIRITTO LA STRUTTURA ECONOMICA INFLUENZA TUTTE LE MANIFESTAZIONI DEL PENSIERO CHE PER MARX SONO SOVRASTRUTTURE

12 SOCIETÀ BORGHESE UGUAGLIANZA: RIGUARDA LA LA CONDIZIONE POLITICA NON QUELLA SOCIO-ECONOMICA L'UOMO SCISSO/ALIENATO: UGUAGLIANZA DI TUTTI COME CITTADINI MA DISEGUAGLIANZA COME UOMO PRIVATO.

13 SEPARAZIONE CONTRADDIZIONE HEGEL PROPONE UN SUPERAMENTO DELLA SEPARAZIONE CONTRADDIZIONE CHE RIMANE SUL TERRENO SPECULATIVO MARX RITIENE CHE POSSA ESSERE SUPERATA SOLO CON UN ATTO CONCRETO E RIVOLUZIONARIO HEGEL ACCETTA E GIUSTIFICA LO STATUS QUO, MARX È CONVINTO DELLA NECESSITÀ DEL SUO RIVOLGIMENTO

14 HEGEL E MARX: ACCUSANO IL MONDO MODERNO- BORGHESE, PORTATORE DI ISTANZE INDIVIDUALISTICHE, DI AVER FRAMMENTATO L’UNITÀ, DISTRUTTO LA TOTALITÀ ORGANICA RECUPERO DELL’IDEA COLLETTIVA DELLA CITTÀ STATO LIBERTÀ DEGLI ANTICHI

15 I DIRITTI INDIVIDUALI NATI DALLA RIVOLUZIONE FRANCESE PORTATA UNIVERSALE MA IN REALTÀ NASCONDONO UN’ASSIMETRIA DI POTERE FRA LE CLASSI “NON SONO ALTRO CHE I DIRITTI DEL MEMBRO DELLA SOCIETÀ BORGHESE, CIOÈ DELL’UOMO EGOISTA, DELL’UOMO SEPARATO DALL’UOMO E DALLA COMUNITÀ” PROPONE UN ATTO RIVOLUZIONARIO CHE PONGA FINE ALLA SCISSIONE CARATTERISTICA PRINCIPALE DELLA SOCIETÀ BORGHESE

16 DIRITTI ALCUN VALORE UNIVERSALE= STRUMENTO DEL DOMINIO DI CLASSE

17 Materialismo storico LO SVILUPPO STORICO DIPENDE DALL’ORGANIZZAZIONE DELLA STRUTTURA ECONOMICA UN NUOVO CICLO STORICO SI APRE AL PASSAGGIO DA UNA FORMA DI ORGANIZZAZIONE ECONOMICA AD UN’ALTRA

18 Materialismo storico PER COMPRENDERE LA STORIA BISOGNA ANALIZZARE I FATTORI MATERIALI DI PRODUZIONE NON QUELLI SPIRITUALI

19 Materialismo dialettico TESI E ANTITESI: SONO RAPPRESENTATE DA FATTORI REALI, DA CLASSI SOCIALI IN LOTTA FRA LORO I RAPPORTI ECONOMICI DI PRODUZIONE SI MANIFESTANO COME SCONTRO FRA CLASSI ANTITETICHE. OGNI CLASSE GENERA AL SUO INTERNO LA PROPRIA ANTITESI E DAL LORO CONFLITTO EMERGE UNA NUOVA EPOCA STORICA

20 ESSENZA UMANA: NON DETERMINABILE ASTRATTAMENTE. ESSENZA DELL'UOMO: DIPENDE DALLE CONCRETE CONDIZIONI STORICHE DELLA SUA ESISTENZA “NON È LA COSCIENZA DEGLI UOMINI CHE DETERMINA IL LORO ESSERE MA È, AL CONTRARIO, IL LORO ESSERE SOCIALE CHE DETERMINA LA LORO COSCIENZA”

21 SI PARTE DAL RAPPORTO ECONOMICO perché LA PRIMA NECESSITà DEGLI UOMINI è QUELLA DI PRODURRE BENI PER ALIMENTARSI E PROTEGGERSI IDEE, RELIGIONE MORALE DIRITTO,ISTITUZIONI, CULTURA, DERIVANO DALLE CONDIZIONI MATERIALI DI VITA, NON SONO UN PRODOTTO AUTONOMO DELLA MENTE.

22 STRUTTURA ECONOMICA DELLA SOCIETÀ: è L’INSIEME DEI RAPPORTI DI PRODUZIONE

23 “I RAPPORTI SOCIALI SONO INTIMAMENTE CONNESSI ALLE FORZE PRODUTTIVE. IMPADRONENDOSI DI NUOVE FORZE PRODUTTIVE GLI UOMINI CAMBIANO IL LORO MODO DI PRODUZIONE, LA MANIERA DI GUADAGNARSI LA VITA, CAMBIANO TUTTI I LORO RAPPORTI SOCIALI. IL MULINO A BRACCIA VI DARÀ LA SOCIETÀ COL SIGNORE FEUDALE E IL MULINO A VAPORE LA SOCIETÀ CON IL CAPITALISTA INDUSTRIALE”

24 LO SCONTRO FRA BORGHESI E PROLETARI RAPPRESENTA L’ULTIMA FORMA DI ANTAGONISMO L'ANTAGONISMO VERRÀ SUPERATO DALLE STESSE FORZE PRODUTTIVE CREATE DALLA BORGHESIA PRIMA DITTATURA DEL PROLETARIATO E POI SOCIETÀ COMUNISTA

25 SOCIALISMO SCIENTIFICO PARTENDO DALLA CONCEZIONE SCIENTIFICA DELLA STORIA SI PROPONE DI RIVOLUZIONARE LA SOCIETÀ

26 MANIFESTO DEL PARTITO COMUNISTA "I FILOSOFI HANNO FINORA SOLTANTO INTERPRETATO IL MONDO IN DIVERSI MODI; ORA SI TRATTA DI TRASFORMARLO" (CFR. 11° TESI SU FEUERBACH). RIVENDICA CHE QUELLO CHE CONTA NON È TANTO LA SOLA TEORIA QUANTO L’AZIONE, E L’AZIONE RIVOLUZIONARIA (PRAXIS).

27 PUBBLICATO NEL 1848, SCARSA FORTUNA INTERESSE DOPO COMUNE DI PARIGI 1871 DOPO RIVOLUZIONE RUSSA TESTO BASE PER CAPI DELLA TERZA INTERNAZIONALE 1948 CENTENARIO – ORAMAI UN CLASSICO DEL PENSIERO POLITICO

28 L’INDUSTRIALIZZAZIONE SOPPIANTA GRADUALMENTE L’AGRICOLTURA FORMAZIONE DI UNA NUOVA CLASSE: IL PROLETARIATO. MIGRAZIONE DALLE CAMPAGNE ALLA CITTÀ (CENTRI INDUSTRIALI)=NASCITA DI QUARTIERI DEGRADATI SORGE LA “QUESTIONE SOCIALE”

29 SU COMMISSIONE DELLA LEGA DEI COMUNISTI ALLA REDAZIONE DEL TESTO COLLABORÒ ATTIVAMENTE ANCHE ENGELS RENDERE NOTE A TUTTI LE FINALITÀ DI QUESTO MOVIMENTO, IN TAL MODO SI SAREBBE POTUTO COINVOLGERE TUTTO IL PROLETARIATO E SI SAREBBERO COSÌ POTUTI OTTENERE GLI OBIETTIVI RIVOLUZIONARI

30 Uno spettro si aggira per l'Europa: lo spettro del comunismo. Tutte le potenze della vecchia Europa si sono coalizzate in una sacra caccia alle streghe contro questo spettro: il papa e lo zar, Metternich e Guizot, radicali francesi e poliziotti tedeschi. ……. È gran tempo che i comunisti espongano apertamente a tutto il mondo la loro prospettiva, i loro scopi, le loro tendenze, e oppongano alla favola dello spettro del comunismo un manifesto del partito.

31 LO SPETTRO L’UTILIZZO DELLA PAROLA SPETTRO RICHIAMA ALLA MENTE IL LINGUAGGIO DELLA SUPERSTIZIONE MEDIEVALE PROCESSI PER STREGONERIA: LA TESI CHE LO SPETTRO SI POTESSE IMPADRONIRE DI QUALCUNO ANCHE CONTRO LA SUA VOLONTÀ

32 STRUTTURA I.BORGHESI E PROLETARI II.PROLETARI E COMUNISTI III.LETTERATURA SOCIALISTA E COMUNISTA IV.POSIZIONE DEI COMUNISTI DI FRONTE AI DIVERSI PARTITI DI OPPOSIZIONE

33 La storia di ogni società è stata finora la storia di lotte di classe. Uomo libero e schiavo, patrizio e plebeo, barone e servo della gleba, membro di una corporazione e artigiano, in breve oppressore e oppresso si sono sempre reciprocamente contrapposti, hanno combattuto una battaglia ininterrotta, aperta o nascosta, una battaglia che si è ogni volta conclusa con una trasformazione rivoluzionaria dell'intera società o con il comune tramonto delle classi in conflitto.

34 La moderna società borghese, sorta dal tramonto della società feudale, non ha superato le contrapposizioni di classe. Ha solo creato nuove classi al posto delle vecchie, ha prodotto nuove condizioni dello sfruttamento, nuove forme della lotta fra le classi. La nostra epoca, l'epoca della borghesia, si caratterizza però per la semplificazione delle contrapposizioni di classe. L'intera società si divide sempre più in due grandi campi nemici, in due grandi classi che si fronteggiano direttamente: borghesia e proletariato. …………

35 La borghesia ha giocato nella storia un ruolo altamente rivoluzionario. La borghesia ha distrutto i rapporti feudali, patriarcali, idillici dovunque abbia preso il potere. Essa ha spietatamente stracciato i variopinti lacci feudali che legavano la persona al suo superiore naturale, e non ha salvato nessun altro legame fra le singole persone che non sia il nudo interesse, il crudo "puro rendiconto".

36 La borghesia non può esistere senza rivoluzionare continuamente gli strumenti di produzione, dunque i rapporti di produzione, dunque tutti i rapporti sociali. La prima condizione di esistenza di tutte le precedenti classi industriali era invece la conservazione immutata del vecchio modo di produzione.

37 Le armi con cui la borghesia ha annientato il feudalesimo si rivoltano ora contro la borghesia stessa. Ma la borghesia non ha solo forgiato le armi che la uccidono; ha anche prodotto gli uomini che imbracceranno queste armi: i lavoratori moderni, i proletari.

38 Questi lavoratori, che devono vendersi un poco alla volta, sono una merce come qualsiasi altro articolo in commercio e sono perciò ugualmente esposti a tutte le alterne vicende della concorrenza, a tutte le oscillazioni del mercato. Il lavoro dei proletari ha perso ogni tratto di autonomia e quindi ogni stimolo per il lavoratore a causa dell'espansione delle macchine e della divisione del lavoro. Il lavoratore diventa un mero accessorio della macchina. Da lui si pretende solamente il più facile, il più monotono, il più elementare movimento. Il suo costo è limitato quasi esclusivamente ai mezzi di sostentamento di cui egli necessita per sopravvivere e per garantire il futuro della sua razza.

39 Tutti i movimenti sono stati finora movimenti di minoranze o nell'interesse di minoranze. Il movimento proletario è il movimento autonomo della stragrande maggioranza nell'interesse della stragrande maggioranza. Il proletariato, ceto infimo dell'attuale società, non si può sollevare, non può elevarsi, senza far saltare in aria l'intera costruzione dei ceti che formano la società ufficiale.

40 Qual è il rapporto tra comunisti e proletari? I comunisti si distinguono dai restanti partiti proletari solo perché, d'un lato, nelle diverse lotte nazionali dei proletari essi pongono in evidenza e affermano gli interessi comuni di tutto il proletariato, indipendentemente dalla nazionalità; dall'altro, perché essi esprimono sempre l'interesse complessivo del movimento nelle diverse fasi in cui si sviluppa la lotta fra proletariato e borghesia.

41 I comunisti sono pertanto nella pratica la parte più decisa e più avanzata dei partiti operai di ogni paese, e dal punto di vista teorico essi sono anticipatamente consapevoli delle condizioni, del corso e dei risultati complessivi del movimento proletario. Il primo compito dei comunisti è identico a quello di tutti gli altri partiti proletari: costituzione del proletariato in classe, annientamento del dominio della borghesia, conquista del potere politico da parte del proletariato.

42 Proprietà privata

43 Voi inorridite perché noi vogliamo eliminare la proprietà privata. Ma nella vostra società esistente la proprietà privata è abolita per i nove decimi dei suoi membri; anzi, essa esiste proprio in quanto non esiste per quei nove decimi. Voi ci accusate dunque di voler abolire una proprietà che verte necessariamente sulla mancanza di proprietà della stragrande maggioranza della popolazione. In una parola, voi ci accusate di voler abolire la vostra proprietà. È proprio quello che vogliamo. Il comunismo non impedisce a nessuno di appropriarsi dei prodotti della società, impedisce solo di sottomettere il lavoro altrui per mezzo di tale appropriazione.

44 famiglia

45 Gli stereotipi borghesi sulla famiglia e sull'educazione, sull'affettuoso rapporto fra genitori e figli, diventano tanto più nauseanti quanto più per i proletari vengono spezzati tutti i vincoli familiari e i figli sono trasformati in semplici articoli di commercio e strumenti di lavoro. "Ma voi comunisti volete introdurre la comunanza delle donne!", strepita in coro contro di noi l'intera borghesia. Il borghese vede in sua moglie un puro strumento di produzione. Egli sente dire che gli strumenti di produzione devono essere sfruttati in comune e non può naturalmente fare a meno di pensare che il destino della comunanza toccherà anche alle donne.

46 Non gli viene in mente che si tratta proprio di abolire la posizione delle donne come puri strumenti di produzione. D'altronde non c'è nulla di più ridicolo del moralissimo orrore del nostro borghese per la pretesa comunanza ufficiale delle donne fra i comunisti. I comunisti non hanno bisogno di introdurre la comunanza delle donne, giacché essa è quasi sempre esistita. Non contento del fatto che le mogli e le figlie dei suoi proletari siano a sua disposizione - per tacere della prostituzione ufficiale - i nostri borghesi trovano sommo piacere nel sedurre reciprocamente le rispettive mogli.

47 socialismo

48 Il proletariato userà il suo potere politico per strappare progressivamente alla borghesia tutti i suoi capitali, per centralizzare tutti gli strumenti di produzione nelle mani dello Stato, dunque del proletariato organizzato in classe dominante, e per moltiplicare il più rapidamente possibile la massa delle forze produttive. In un primo momento ciò può accadere solo per mezzo di interventi dispotici sul diritto di proprietà e sui rapporti di produzione borghesi, insomma attraverso misure che appaiono economicamente insufficienti e inconsistenti, ma che nel corso del movimento si spingono oltre i propri limiti e sono inevitabili strumenti di trasformazione dell'intero modo di produzione.

49 Queste misure saranno naturalmente differenti da paese a paese. Per i paesi più sviluppati potranno comunque essere molto generalmente prese le misure seguenti: 1.Espropriazione della proprietà fondiaria e impiego della proprietà fondiaria per le spese dello Stato. 2.Forte imposta progressiva. 3.Abolizione del diritto di successione. 4.Confisca della proprietà di tutti gli emigrati e ribelli. 5.Centralizzazione del credito nelle mani dello Stato attraverso una banca nazionale dotata di capitale di Stato e monopolio assoluto. 6.Centralizzazione di ogni mezzo di trasporto nelle mani dello Stato. 7.Moltiplicazione delle fabbriche nazionali, degli strumenti di produzione, dissodamento e miglioramento dei terreni secondo un piano sociale. 8.Uguale obbligo di lavoro per tutti, costituzione di eserciti industriali, specialmente per l'agricoltura. 9.Unificazione dell'esercizio dell'agricoltura e dell'industria, misure volte ad abolire gradualmente la contrapposizione26 di città e campagna Educazione pubblica e gratuita di tutti i bambini. Abolizione del lavoro dei bambini nelle fabbriche nella sua forma attuale. Fusione di educazione e produzione materiale, ecc., ecc.

50 Una volta sparite, nel corso di questa evoluzione, le differenze di classe, e una volta concentrata tutta la produzione nelle mani degli individui associati, il potere pubblico perderà il suo carattere politico. Il potere pubblico in senso proprio è il potere organizzato di una classe per soggiogarne un'altra. Quando il proletariato inevitabilmente si unifica nella lotta contro la borghesia, erigendosi a classe egemone in seguito a una rivoluzione, e abolendo con la violenza, in quanto classe egemone, i vecchi rapporti di produzione, insieme a quei rapporti di produzione esso abolisce anche le condizioni di esistenza della contrapposizione di classe, delle classi in genere, e così anche il suo proprio dominio in quanto classe. Al posto della vecchia società borghese con le sue classi e le sue contrapposizioni di classe, subentra un'associazione in cui il libero sviluppo di ciascuno è condizione del libero sviluppo di tutti.

51 Proletari di tutti i paesi, unitevi!

52 TEORIA ECONOMICA (IL CAPITALE) “STUDIA LE LEGGI FONDAMENTALI DELL’ECONOMIA CAPITALISTICA PER INTENDERNE LA DINAMICA, IL PROCESSO DI SVILUPPO E L’ESITO FINALE MODO CON CUI OPERANO LE FORZE PRODUTTIVE, PER POTERLE GOVERNARE SECONDO UN PIANO RAZIONALE, CHE EVITI L’ANARCHIA DELLA PRODUZIONE, E QUINDI LE CRISI E I GRAVISSIMI PROBLEMI SOCIALI CHE AD ESSE SONO CONNESSE”

53 MODO DI PRODUZIONE BORGHESE- CAPITALISTICO È IL FRUTTO DI UNO SPECIFICO CAMMINO STORICO AL SUO INTERNO ESISTE Già QUELLO CHE LO PORTERà ALLA DISSOLUZIONE FINE DEL MODO DI PRODUZIONE BORGHESE = FINE DEI MODI DI PRODUZIONE ANTAGONISTICI

54 CONTRADDIZIONI SISTEMA CAPITALISTA RICCHEZZA PER LE CLASSI POSSIDENTI E MISERIA PER LE CLASSI LAVORATRICI LIBERA CONCORRENZA = CRISI DI SOVRAPPRODUZIONE= CHIUSURA DI INDUSTRIE, LICENZIAMENTI, DISOCCUPAZIONE, CADUTA DEI SALARI AI LIVELLI DI MERA SUSSISTENZA

55 ANALISI ECONOMICA CAPISALDI: 1.LA TEORIA DEL VALORE 2.LA LEGGE DI SVILUPPO DELLA SOCIETÀ CAPITALISTICA

56 TEORIA DEL VALORE/LAVORO IL VALORE DI UNA MERCE È DATO DAL LAVORO OCCORSO PER PRODURLA: VALORE = LAVORO SCAMBIO MERCI IN BASE ALLA COMPARAZIONE DEL LAVORO OCCORSO PER PRODURLE LAVORO=MERCE

57 VALORE DELLA FORZA-LAVORO EQUIVALE AL VALORE DEI MEZZI DI SUSSISTENZA NECESSARI PER CONSENTIRE ALLA FORZA-LAVORO DI ESISTERE FORZA-LAVORO: MERCE PARTICOLARE perché CREA LAVORO GRAZIE ALLA PRODUZIONE DI ALTRA MERCE

58 PLUS VALORE “SALARIO DELL’OPERAIO: CORRISPETTIVO DEL LAVORO VENDUTO, CORRISPONDE AL TEMPO DI LAVORO NECESSARIO A PRODURRE I BENI NECESSARI ALLA SUSSISTENZA ED A RIPRODURSI COME FORZA LAVORO; MA L’OPERAIO, AVENDO CEDUTO LA SUA ENERGIA LAVORATIVA AL CAPITALISTA, LAVORA PER UN PERIODO DI TEMPO SUPERIORE A QUELLO RICHIESTO PER LA PRODUZIONE DEI BENI CHE GLI SONO NECESSARI: ABBIAMO QUINDI UN PLUSLAVORO E QUINDI UN PLUSVALORE, DI CUI SI APPROPRIA IL CAPITALISTA E CHE COSTITUISCE IL FONDAMENTO DEL PROCESSO DI ACCUMULAZIONE CAPITALISTICA E DELL’INCREMENTO DELLA RICCHEZZA.”

59 SPIEGAZIONE SCIENTIFICA DELLO SFRUTTAMENTO CAPITALISTA: POSSESSORE DEI MEZZI DI PRODUZIONE LAVORATORE: POSSIEDE SOLO LA FORZA DELLE SUE BRACCIA CHE È COSTRETTO A VENDERE

60 PROFITTO PLUSVALORE – QUOTA CAPITALE COSTANTE CAPITALISTA: INVESTE IN CAPITALE VARIABILE (SALARI) + CAPITALE COSTANTE (MACCHINARI) SAGGIO DI PROFITTO DIVERSO DAL SAGGIO DI PLUS-VALORE

61 PRODUZIONE MERCANTILE DENARO: MEZZO DI SCAMBIO DI PRODOTTI FORMULA: M-D-M QUINDI MERCE- DENARO- MERCE AVVIENE FRA MERCI EQUIVALENTI= NESSUN PROFITTO

62 PRODUZIONE CAPITALISTICA SUA RAGIONE D’ESSERE È ILPROFITTO FORMULA D-M-D' (DENARO-MERCE- DENARO), DOVE D' >D

63 CAPITALISTA: COMPRA FORZA LAVORO CHE SERVE PER PRODURRE MERCI CHE IL CAPITALISTA RIVENDERÀ PER DENARO FINE: ACCRESCIMENTO DEL CAPITALE; PRODUZIONE DI PROFITTO; PROFITTO VIENE REINVESTITO LA SOCIETÀ CAPITALISTICA: NON HA COME FINE L’INTERESSE COLLETTIVO MA IL PROFITTO PRIVATO

64 PRODUZIONE CAPITALISTICA DOMINATA DALLA LOGICA DEL PROFITTO LIBERA CONCORRENZA INCREMENTO ED ESPANSIONE DELLE FORZE PRODUTTIVE

65 COME ACCRESCERE IL PLUS-VALORE? AUMENTANDO LA GIORNATA LAVORATIVA, AUMENTA LA PRODUZIONE E DI CONSEGUENZA IL PLUS-VALORE LIMITI OGGETTIVI: RESISTENZA UMANA INNOVAZIONE TECNOLOGICA

66 CRISI DI SOVRAPPRODUZIONE, OFFERTA DI MERCI SUPERA LA DOMANDA SUL MERCATO AUMENTO DELLA DISOCCUPAZIONE

67 CADUTA TENDENZIALE DEL SAGGIO DI PROFITTO CON L’INCREMENTO DEGLI INVESTIMENTI IN CAPITALE COSTANTE (MACCHINE E MATERIE PRIME)

68 CADUTA TENDENZIALE DEL SAGGIO DI PROFITTO LA CONCORRENZA CRISI CICLICHE NETTA SCISSIONE TRA DUE CLASSI: DA UN LATO LA CLASSE DEI CAPITALISTI, SEMPRE PIÙ RISTRETTA E SEMPRE PIÙ RICCA; DALL'ALTRO LATO LA CLASSE PROLETARIA, SEMPRE PIÙ NUMEROSA E SEMPRE PIÙ POVERA FENOMENO INTERNAZIONALE

69 SUONA L'ULTIMA ORA DELLA PROPRIETÀ PRIVATA CAPITALISTICA. GLI ESPROPRIATORI VENGONO ESPROPRIATI

70 LA SOCIETÀ DI DOMANI COMUNISMO: NASCE ALLA FINE DEL PROCESSO DI SVILUPPO DELLE FORME PRODUTTRICI PROLETARIATO SI APPROPRIA DELLE FORZE PRODUTTIVE OGNI INDIVIDUO PARTECIPA ALLA DIREZIONE E AL CONTROLLO DELLE FORZE PRODUTTRICI ABOLITE TUTTE LE CONTRADDIZIONI FONDATE SULLA VECCHIA DIVISIONE DEL LAVORO E SULLA PROPRIETÀ PRIVATA

71 ABOLIZIONE DELLO STATO LA PRODUZIONE: ORGANIZZATA DALL’ASSOCIAZIONE DEI LIBERI LAVORATORI SVILUPPO ATTITUDINI ALTERNANZA COMPITI NO MONOTONIA

72 RIVOLUZIONE PROLETARIA DITTATURA DEL PROLETARIATO COMUNISMO

73 SOCIETÀ SOCIALISTA: SOCIALIZZAZIONE DEI MEZZI DI PRODUZIONE “DA CIASCUNO SECONDO LE SUE CAPACITÀ A CIASCUNO SECONDO IL SUO LAVORO” SOCIETÀ COMUNISTA: VIENE SOCIALIZZATO IL PRODOTTO DEL LAVORO “DA CIASCUNO SECONDO LE SUE CAPACITÀ, A CIASCUNO SECONDO I SUOI BISOGNI”

74 SOCIETÀ COMUNISTA SENZA CLASSI REALE EGUAGLIANZA SOCIETÀ SENZA MISERIA, SENZA CARESTIE SENZA GUERRE SENZA INCERTEZZA PER IL FUTURO

75 CODIZIONE FEMMINILE ENGELS F. Engels, L’origine della famiglia, della proprietà privata e dello Stato LA DONNA NELLA FAMIGLIA RICOPRE IL RUOLO CHE NELLA SOCIETÀ È QUELLO DEL PROLETARIO E IL MARITO IL RUOLO DEL BORGHESE

76 NELLA FAMIGLIA LA DONNA SI TROVA IN UNA CONDIZIONE DI SCHIAVITÙ PALESE O NASCOSTA

77 ELIMINAZIONE DELLE DISCRIMINAZIONI GIURIDICHE = PUÒ VERO RAPPORTO UOMO-DONNA UOMO (bread winner) detiene il potere economico e comanda

78 Riferimenti bibliografici G. Bedeschi, Introduzione a Marx, Laterza, Roma-Bari 1981 M. D’Addio, Storia Delle Dottrine Politiche, vol. II, Genova, ECIG, 1996, pp K. Marx, F. Engels, Manifesto del partito comunista, Torino, Einaudi, 1998 C. Galli (a cura di), Manuale di storia del pensiero politico, Bologna, Il Mulino, 2001, pp


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