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La manovra delle leve di merchandising CAP VII MARKETING DISTRIBUTIVO.

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Presentazione sul tema: "La manovra delle leve di merchandising CAP VII MARKETING DISTRIBUTIVO."— Transcript della presentazione:

1 La manovra delle leve di merchandising CAP VII MARKETING DISTRIBUTIVO

2 Gli obiettivi e i vincoli del merchandising +IL MERCHANDISING CONSISTE NELL’ALLESTIMENTO E NELLA GESTIONE DELLA CAPACITA’ DI VENDITA PER AUMENTARE IL SELL OUT DI PUNTO VENDITA E MODIFICARE LA SUA STRUTTURA A FAVORE DEI PRODOTTI A PIU’ ALTA MARGINALITA’  LE DUE DIMENSIONE DELLA CAPACITA’ DI VENDITA +SOSTITUIBILITA’ TRA COSTO DELLO SPAZIO ESPOSITIVO E COSTO LOGISTICO ( stock e movimentazione ) +LA DISTRIBUZIONE VERTICALE DELLO STOCK *DIMENSIONE DEL PUNTO VENDITA * AMPIEZZA E PROFONDITA’ DELL’ ASSORTIMENTO +LE DECISIONI LOGISTICHE ( punto di consegna, frequenza di rifornimento, dimensione dello stock ai diversi livelli ) : *SONO ORIENTATE ALLA MINIMIZZAZIONE DEI COSTI PER UN DATO LIVELLO DI SERVIZIO SCELTO COME OBIETTIVO *VENGONO ASSUNTE A MONTE DELL’UTILIZZO DELLO SPAZIO ESPOSITIVO DI CUI RAPPRESENTANO UN VINCOLO *SONO DI FATTO GUIDATA DAL TASSO DI ROTAZIONE SENZA CONSIDERARE L’IMPERFETTA SOSTITUIBILITA’ DEI DUE FATTORI AI FINI DEI RISULATI DI VENDITA

3 Gli obiettivi e i vincoli del merchandising +LA SEPARAZIONE DELLE SCELTE LOGISTICHE RISPETTO ALLE SCELTE ESPOSITIVE : *RISPONDE ALLA NECESSITA’ DI SEMPLIFICARE LA GESTIONE *IMPLICA UNA MINOR EFFICACIA PER LA RINUNCIA A DIFFERENZIARE LA SCORTA PER I PRODOTTI CHE HANNO LA STESSA ROTAZIONE, MA UNA DIVERSA SENSIBILITA’ ALL’ESPOSIZIONE +LA NECESSITA’ DI GERARCHIZZARE IL PROCESSO DECISIONALE ( vincoli, strumenti, obiettivi,incentivi ): *LE DECISIONI DI LUNGO PERIODO *LE DECISIONI DI BREVE PERIODO +AL MERCHANDISER SPETTA IL COMPITO DI: *ALLESTIRE LA CAPACITA’ DI VENDITA PER QUANTO ATTIENE AL LAYOUT DELLE ATTREZZATURE E AL LAYOUT MERCEOLOGICO *INDIVIDUARE E SELEZIONARE LE ALTERNATIVE DI UTILIZZO DELLA CAPACITA’ DI VENDITA (quantità e qualità espositiva )

4 Gli obiettivi e i vincoli del merchandising +L’OBIETTIVO OPERATIVO DEL MERCHANDISER E’ LA MAX DEL MARGINE COMPLESSIVO PER UNITA’ DI SPAZIO : *MARGINE LORDO *MARGINE NETTO *MARGINE DI CONTRIBUZIONE +LA RILEVANZA DELLA SCELTA DEL MARGINE +L’IMPATTO TRASVERSALE DELLA OTTIMIZZAZIONE DELLA PERFORMANCE NELL’UTILIZZO DELLO SPAZIO ESPOSITIVO : *DEPOSIZIONAMENTO E ROTTURA DI STOCK DEL LEADER *LAYOUT MERCEOLOGICO E DELLE ATTREZZATURE ORIENTATO ALL’AUMENTO DEL TEMPO DI ACQUISTO +GLI INTERVENTI NECESSARI PER LIMITARE LA DISCREZIONALITA’ DEL RESPONSABILE DI FUNZIONE E ASSICURARE L’EFFICIENZA LATERALE *GERARCHIA *BEST PRACTICES

5 Gli obiettivi e i vincoli del merchandising +I VINCOLI ORIZZONTALI POSTI DAL MARKETING *MERA COMUNICAZIONE DI ASSORTIMENTO E PREZZI *COORDINAMENTO E COGESTIONE PER LE PROMOZIONI +L’IMPORTANZA DEL RUOLO DEL MERCHANDISER : *CRESCITA DEGLI ACQUISTI D’IMPULSO *COSTO ELEVATO DI UNA RISORSA SCARSA E ANELASTICA +INDUSTRIA E DISTRIBUZIONE HANNO INTERESSI : *CONVERGENTI NELLA MANOVRA DELLE LEVE DI MERCHANDISING PER AUMENTARE GLI ACQUISTI D’IMPULSO A LIVELLO DI CATEGORIA *DIVERGENTI NELLA MANOVRA DELLE LEVE DI MERCHANDISING PER INFLUIRE SULLA VISIBILITA’ E SULL’ACQUISTO D’IMPULSO DELLE MARCHE ALL’INTERNO DI UNA DATA CATEGORIA +LA CONCORRENZA SPAZIALE DELLE MARCHE IN PUNTO VENDITA : * E’ TRASVERSALE *SI ESPRIME NELL’OFFERTA DI CONTRIBUTI E SERVIZI GRATUITI +ACQUISTI D’IMPULSO, SOVRANITA’ DEL CONSUMATO RE E RUOLO DEL MERCHANDISER

6 QUESITI PER LA VERIFICA DELL’APPRENDIMENTO  In cosa consiste la capacità di vendita di un’insegna ?  Lo spazio espositivo e il servizio logistico sono perfettamente sostituibili sul piano dei risultati di vendita?  Quali sono i fattori che spiegano il diverso numero di referenze per n1000 MQ di superficie espositiva nel supermercato italiano e americano?  E’ corretto gestire separatamente la leva logistica e la leva dello spazio espositivo?  La manovra delle leve di merchandising è orientata al breve o al lungo periodo?  Che cosa si intende per breve e lungo periodo nella prassi manageriale?

7 QUESITI PER LA VERIFICA DELL’APPRENDIMENTO  In cosa consiste il ruolo del merchandiser?  Che cosa si intende per gerarchizzazione del processo decisionale?  Quali sono i limiti del processo di gerarchizzazione gestionale?  Come si può impedire che l’ottimizzazione della performance della funzione di merchandising vada a scapito della performance di altre funzioni aziendali?  L’industria di marca e la distribuzione hanno gli stessi interessi in materia di manovra delle leve di merchandising?  Che cosa intendiamo per acquisto d’impulso?  Gli acquisti d’impulso sono “ razionali “?

8 Organizzazione del punto vendita e visibilità delle categorie +IL CONTRIBUTO DEL PUNTO VENDITA ALLA FORMAZINE DELLA DOMANDA DIPENDE DALLA CONTENUTA PROGRAMMAZIONE DEGLI ACQUISTI +GLI ACQUISTI D’IMPULSO POSSONO ESSERE AUMENTATI :  allungando la permanenza del consumatore nel punto vendita;  aumentando la superficie visitata; *migliorando la visibilità delle categorie e delle marche +LE LEVE DI MERCHANDISING : *SEGMENTAZIONE DELL’ASSORTIMENTO IN CATEGORIE *CONTESTUALIZZAZIONE DELLE CATEGORIE *LAYOUT DELLE ATTREZZATURE *LAYOUT MERCEOLOGICO *DISPLAY MERCEOLOGICO *QUANTITA’ E QUALITA’ DELL’ESPOSIZIONE +DIVERSI SPAZI DI MANOVRA A SECONDA DEL LIVELLO DI PROGRAMMAZIONE DEGLI ACQUISTI : *QUANTITA’ DI SPAZIO / LIVELLO DI SERVIZIO LOGISTICO *QUALITA’ DELL’ESPOSIZIONE E CONSEGUENTE VISIBILITA’

9 Organizzazione del punto vendita e visibilità delle categorie +LE DUE PROSPETTIVE DEL MERCHANDISNG : *DI BREVE PERIODO (livello tattico per influire sul comportamento di acquisto del consumatore che si trova all’interno del punto vendita ) *DI LUNGO PERIODO ( livello strategico per influire sulla scelta del punto vendita e fidelizzare il consumatore all’insegna all’insegna ) +LE LEVE DEL MERCHANDISING STRATEGICO *SEGMENTAZIONE E CONTESTUALIZZAZIONE PER COMUNICARE LA VARIETA’ DELL’ASSORTIMENTO *LA VISIBILITA’ DELLE CATEGORIE  Le politiche di merchandising dovrebbero essere la traduzione operativa delle strategie competitive e del posizionamento strategico assunto dall'insegna. In questo senso, il merchandising “completa" il processo di differenziazione dell'insegna e contribuisce alla creazione dell’immagine del punto vendita. +IL TRADE OFF TRA ESIGENZE DELL’OFFERTA ( max esposizione, riduzioe dei costi e differenze inventariali, orientamento flusso della clientela ) E ESIGENZE DELLA DOMANDA ( qualità del servizio ) *IL LAYOUT A GRIGLIA *IL LAYOUT A ISOLE *I MODELLI INTERMEDI

10 QUESITI PER LA VERIFICA DELL’APPRENDIMENTO  Quali sono le principali conseguenze dell'aggregazione sul piano espositivo di categorie diverse sul piano merceologico, ma omogenee sul piano della funzione d'uso, momento di consumo, ecc... ?  Per quali ragioni, fino ad oggi, le aziende commerciali non hanno assegnato al merchandising un ruolo strategico di differenziazione e di fidelizzazione del cliente all'insegna?  Quali sono i fattori che hanno contribuito ad assegnare al punto vendita un ruolo crescente nella creazione della domanda finale?  La classificazione in chiave di marketing delle categorie merceologiche secondo logiche in grado di creare valore per il consumatore finale è destinata a sviluppare una dimensione conflittuale o collaborativa nel rapporti con l'industria di marca?  Quali sono le principali difficoltà che derivano dall'organizzare il layout merceologico secondo il criterio della destinazione d'uso/momento di consumo?

11 Allocazione dello spazio espositivo alle categorie +La produttività dello spazio è definita non solo in funzione del valore "intrinseco" delle diverse aree di vendita, ma anche delle scelte di layout merceologico implementate. +ALLOCAZIONE DELLA QUALITA’ ESPOSITIVA : *CATEGORIE AD ACQUISTO PROGRAMMATO NELLE AREE FREDDE *CATEGORIE AD ACQUISTO D’IMPULSO NELLE AREE CALDE *CATEGORIE AD ALTA MARGINALITA’ E/O AD ACQUISTO D’IMPULSO NELLA 1° SEZIONE DI GONDOLA +NELLA GESTIONE DELLA QUALITA’ ESPOSITIVA, L’OBIETTIVO DEL SERVIZIO DEVE PREVALERE SUGLI OBIETTIVI ECONOMICI (cosmesi) +LA ALLOCAZIONE DELLA QUANTITA’ DI SPAZIO : *BASSA FREAQUENZA IN QUANTO LA VARIABILITA’ DELLO ASSORTIMENTO RIGUARDA SOPRATTUTTO LE MARCHE / REFERENZE *OPPORTUNITA’ DI SUPERARE LA REGOLA DI ASSEGNARE LO SPAZIO IN FUNZIONE DELLA SEMPLICE INCIDENZA NELLE VENDITE *A PARITA’ DI ROTAZIONE MEDIA, E’ OPPORTUNO DIFFERENZIARE L’ESPOSIZIONE IN FUNZIONE DEL COMPORTAMENTO DI ACQUISTO, DEL TASSO DI CRESCITA E DELLA MARGINALITA’ UNITARIA *RIDURRE L’ESPOSIZIONE DELLE LINEE SOVRASTOCCATE E LIBERARE SPAZIO PER DIVERSIFICARE L’ASSORTIMENTO O CREARE NUOVE CATEGORIE SUL PIANO ESPOSITIVO

12 QUESITI PER LA VERIFICA DELL’APPRENDIMENTO  L’esposizione delle categorie merceologiche può essere gestita sia sul piano della quantità che della qualità ?  E’ corretto attribuire alle categorie merceologiche uno spazio equivalente alla loro incidenza nel fatturato ?  Quali sono gli elementi che determinano la visibilità delle categorie ?  Per quali motivi il display di categoria dev’essere realizzato in verticale ? 

13 Il display merceologico +IL DISPALY DI CATEGORIA DEV’ESSERE VERTICALE +Dai segmenti di consumo ai segmenti espositivi per renderre visibile la varietà assortimentale +ALL’INTERNO DELLA CATEGORIA SI PUO’ OPTARE PER DUE DIVERSE SOLUZIONI DI DISPLAY : *DISPLAY VERTICALE DI SEGMENTO E ORIZZONTALE DI MARCA *DISPLAY VERTICALE DI MARCA E ORIZZONTALE DI SEGMENTO +LE DUE SOLUZIONI DI DISPLAY INCIDONO SULLA VISIBILITA’ E SULLA GESTIONE DELLA QUALITA’ *Le preferenze dell’industria *Le preferenze della distribuzione *Il condizionamento della politica assortimentale *Il condizionamento del consumatore che può ricercare la marca ( categorie concentrate ) o il segmento di consumo +ESEMPIO DI DISPLAY DELLA CATEGORIA YOGURT ( F7.3/1-2-3 )( F7.3/1-2-3 )

14 QUESITI PER LA VERIFICA DELL’APPRENDIMENTO  Per quali ragioni, fino ad oggi, poche imprese commerciali sono state in grado di gestire la quantità, e la qualità dello spazio espositivo alle marche secondo corretti principi economici?  Quali sono i punti di forza e di debolezza connessi ai diversi modelli di display illustrati?  L'organizzazione del display secondo nuovi criteri, maggiormente coerenti con le logiche della domanda, è facilmente imitabile dalle aziende concorrenti?

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18 Allocazione dello spazio espositivo alle marche +LA MANOVRA RIGUARDA QUANTITA’ E QUALITA’ +L’OBIETTIVO DELLA MAX DEL MARGINE COMPLESSIVO PER UNITA’ DI SPAZIO E’ PERSEGUITO COMBINANDO LA REDDITIVITA’ (margine unitario) E LA PRODUTTIVITA’ (vendite per unità di spazio) : *LA SENSIBILITA’ DELLE DIVERSE MARCHE ALLA QUANTITA’ E ALLA QUALITA’ DELL’ESPOSIZIONE IN PUNTO VENDITA *SENSIBILITA’ DELLE VENDITE DI UNA DATA MARCA : ALLA QUANTITA’ DI SPAZIO (F 7.5/1)(F 7.5/1) ALLA QUALITA’ ESPOSITIVA (T 7.5/1)(T 7.5/1) +DISALLINEAMENTO DI INTERESSI IDM - GDO : *L’OTTICA DI PRODOTTO DEL FORNITORE *L’OTTICA DI CATEGORIA DEL DISTRIBUTORE *LA PROMOZIONE ESPOSITIVA DELLE MARCHE CHE MOSTRANO LA MAGGIOR SENSIBILITA’ E MARGINALITA’ UNITARIA *CONCORRENZA SPAZIALE DEI FORNITORI DI MARCHE FORTI : SCARSA IMPORTANZA DELLA QUANTITA’ GRANDE IMPORTANZA DELLA QUALITA’

19 Allocazione dello spazio espositivo alle marche + GLI INCONVENIENTI DELLA CONCORRENZA SPAZIALE : *PER IL DISTRIBUTORE ( difficile valutare l’adeguatezza dei contributi, possibile concentrazione industriale e dipendenza della insegna ) *PER IL FORNITORE ( imitabilità, insostenibilità del vantaggio espositivo) +LOGICA ECONOMICA DI ALLOCAZIONE DELLO SPAZIO: *ATTRIBUIRE PIU’ FACINGS AI PRODOTTI PIU’ SENSIBILI, CHE SONO QUELLI MAGGIORMENTE ACQUISTATI D’IMPULSO *L’UTILIZZO DELLA CURVA DI CONCENTRAZIONE PER INDIVIDUARE I PRODOTTI AD ACQUISTO D’IMPULSO *MARGINE UNITARIO COME FATTORE PER INDIVIDUARE I PRODOTTI PIU’ SENSIBILI ALL’ESPOSIZIONE *IL VANTAGGIO DI UN’UNICO CRITERIO ALLOCATIVO ( aumento delle vendite di categoria e modifica della loro struttura ) *IL CRITERIO DELL’UGUAGLIANZA DEI RICAVI MARGINALI ( margine complessivo realizzato per l’ultima unità di spazio assegnato )

20 Allocazione dello spazio espositivo alle marche +LINEARE SQUILIBRATO DA OTTIMIZZARE (F 7.5/2)(F 7.5/2) +IL MIGLIORAMENTO E’ PROGRESSIVO E CON RENDIMENTI DECRESCENTI (F7.5/3)(F7.5/3) +FORMALIZZAZIONE DELL’EQUILIBRIO (F 7.5/4)(F 7.5/4) +PER APPLICARE CORRETTAMENTE LA LOGICA MARGINALISTICA, OCCORREREBBE TENER CONTO DELLA QUALITA’ ESPOSITIVA : *POSIZIONANDO I PRODOTTI A SCAFFALE IN FUNZIONE DEL MARGINE UNITARIO *ALLOCANDO LA QUANTITA’ DI SPAZIO IN FUNZIONE DELLE VENDITE PONDERATE + REGOLE EMPIRICHE E LOGICA ECONOMICA: *DATI STORICI E PROGRESSIVA RIDUZIONE DELLA VARIANZA DEL RENDIMENTO DELLO SPAZIO ESPOSITIVO *IMPATTO ORGANIZZATIVO DELL’ATTIVAZIONE DI UNA FUNZIONE DI MERCHANDISING

21 Allocazione dello spazio espositivo alle marche +LA SCELTA DEL PARAMETRO DA OTTIMIZZARE : *RILEVANZA AI FINI DEL RISULTATO (lordo, netto, di contribuzione ) *IMPOSSIBILITA’ DELL’USO DEL MARGINE DI CONTRIBUZIONE *INOPPORTUNITA’ DELL’IMPIEGO DEL MARGINE NETTO-NETTO PROGRESSIVO PER L’ISTERESI PROMOZIONALE *MEGLO UTILIZZARE IL MARGINE AL NETTO DEL FUORI FATTURA, MA AL LORDO DEI CONTRIBUTI POROMOZIONALI +LA GESTIONE ESPOSITIVA DELLE PROMOZIONI : *FUORI GONDOLA O INTESTA DI GONDOLA *SPAZIO DEDICATO NEL LINEARE *SPAZIO LIBERABILE ELIMINANDO SOVRASTOCK

22 Allocazione dello spazio espositivo alle marche +LE OPZIONI DEL SOFTWARE DI ALLOCAZIONE : *COEFFICIENTE DI SERVIZIO E SOVRASTOCK ( erraticità della domanda,minimo di visibilità, rifornimento per cartoni interi, riempimento ) *DIFFERENZIAZIONE DELLA FREQUENZA DI RIFORNIMENTO PER RIDURRE IL SOVRASTOCK E MODIFICARE LA STRUTTURA DEL FATTURATO A FAVORE DEI PRODOTTI PIU’ CONVENIENTI *DISPLAY VERTICALE/ORIZZONTALE E VERTICALE/VERTICALE *AGGREGAZIONE PER MARCA (alimentari ) E FUNZIONE D’USO (cosmetici ) AI FINI DELLA GESTIONE DELLA QUALITA’ *IMPUT DEL VALORE ESPOSITIVO DEI RIPIANI E GESTIONE AUTOMATICA DELLA QUALITA’ VARIANDO GLI ESPOSITORI *RETTANGOLARIZZAZIONE DEL LINEARE +I PASSI SUCCESSIVI DELLA ALLOCAZIONE : *STOCK MINIMO IN FUNZIONE DELLE VENDITE *POSIZIONAMENTO A SCAFFALE DELLO STOCK MINIMO IN BASE AL MARGINE UNITARIO *EVIDENZIAZIONE E SEGNALAZIONE DELLO SPAZIO LIBERO AL MARKETING PER L’UTILIZZO DI MEDIO-LUNGO PERIODO *RIALLOCAZIONE DELLO SPAZIO LIBERO DI CIASCUN SCAFFALE IN BASE AL MARGINE UNITARIO

23 Allocazione dello spazio espositivo alle marche +ESEMPIO DI ALLOCAZIONE COMPUTERIZZATA DELLO SPAZIO ALLE MARCHE DEL PET FOOD *LA SITUAZIONE DI SQUILIBRIO INIZIALE (F 7.5/5-6-7)(F 7.5/5-6-7) *IL POSIZIONAMENTO DELLE MARCHE (F 7.5/8)(F 7.5/8) *I FACINGS MINIMI DI VISIBILITA’ E SERVIZIO *LA GESTIONE DELLA QUALITA’ ESPOSITIVA (T 7.5/2)(T 7.5/2) *UTILIZZO DELLO SPAZIO LIBERATO RETTANGOLARIZZANDO E RIALLOCANDO IN BASE AL MARGINE UNITARIO (F 7.5/9)(F 7.5/9) *IMPLEMENTAZIONE E RISULTATI (T 7.5/3)(T 7.5/3) +PER MIGLIORARE ULTERIORMENTE LA PERFORMANCE OCCORRE RIMUOVERE I VINCOLI

24 Allocazione dello spazio espositivo alle marche +LA GESTIONE DELLO SPAZIO A PUNTO VENDITA *MANUTENZIONE DELLO SCAFFALE E IMPLEMENTAZIONE DELLA PLANOGRAFIA COMPUTERIZZATA *STAMPA DELLA PLANOGRAFIA A PUNTO VENDITA *SOLUZIONE OTTIMALE PER GLI IPER +LA GESTIONE DELLO SPAZIO IN CENTRALE NELLA FASE SPERIMENTALE DEL MERCHANDISING +LA GESTIONE DELLO SPAZIO A LIVELLO DI CEDI *ORDINATO COME VENDUTO *FREQUENZA DI ALLOCAZIONE E DI RIFORNIMENTO *FREQUENZA DI INSERIMENTO E ALLOCAZIONE *RISERVA DI SPAZIO PER INSERIMENTI E PROMOZIONI, INVIO DI PRODOTTI NON ORDINATI E SUPPORTO ALLA MANUTENZIONE CON ETICHETTE DI MERCHANDISING

25 QUESITI PER VERIFICARE L’APPRENDIMENTO  Quale obiettivo persegue il merchandiser nell’assegnare lo spazio espositivo alle marche e alle referenze di una data categoria merceologica ?  Quali sono i vincoli che il merchandiser deve rispettare nella ottimizzazione della performance di categoria ?  Quali sono i fattori che determinano la diversa sensibilità delle vendite di due marche all’aumento della loro esposizione ?  Gli interessi di industria e distribuzione nello sfruttamento della sensibilità delle vendite all’esposizione sono allineati ?  La concorrenza spaziale delle marche riguarda la quantità o la qualità dell’esposizione ?

26 QUESITI PER VERIFICARE L’APPRENDIMENTO  Il distributore trae beneficio dalla rivalità spaziale delle marche ?  La concorrenza spaziale può portare ad un vantaggio competitivo consistente e stabile per il fornitore ?  Cosa si intende per ricavo medio e ricavo marginale dello spazio espositivo ?  Che cosa si intende per lineare squilibrato ?  L’ottimizzazione di un lineare può essere realizzata una volta tanto ?  Come mai l’industria di marca offre al distributore incentivi per migliorare la qualità dell’esposizione e non per aumentare i facings ? 

27 QUESITI PER VERIFICARE L’APPRENDIMENTO E’ possibile gestire contemporaneamente la qualità e la quantità dell’esposizione ?  Quale parametro è opportuno assumere come obiettivo della ottimizzazione del lineare : il margine lordo, netto, di contribuzione ?  E’ opportuno riconoscere al merchandising completa autonomia nella definizione : - del coefficiente di servizio ? - del tipo di display ? - del tipo di raggruppamento dei prodotti ?  Da cosa dipende il sovrastock fisiologico dei prodotti ?  Quali sono le routine operative di gestione della quantità e della qualità espositiva ?

28 QUESITI PER VERIFICARE L’APPRENDIMENTO  Come può essere utilizzato lo spazio liberato con la ottimizzazione del lineare ?  Come può essere gestito sul piano espositivo l’inserimento di nuovi prodotti e la promozione delle vendite ?  Dove è opportuno localizzare la gestione dello spazio espositivo : - nel punto vendita ? - nel centro di distribuzione ? - nella sede centrale ?

29 Fig. 7.5/1 Fig. 7.5/1 - Elasticità delle vendite dei prodotti grocery rispetto allo spazio espositivo

30 Tab. 7.5./1 Tab. 7.5./1 - Esempio di pesi assegnabili alle diverse possibili localizzazioni dei prodotti di una stessa linea

31 Fig. 7.5/2 Fig. 7.5/2 - Pet food - Lineare squilibrato. Margine complessivo per metro lineare Fonte: B. Luceri, 1991.

32 Fig. 7.5/3Fig. 7.5/3- Riequilibrio del lineare

33 Fig. 7.5/4 - Fig. 7.5/4 - Logica economica di allocazione dello spazio ai prodotti di una data famiglia

34 Fig. 7.5/5 - Pet food. Vendite e margine complessivo per marca

35 Fig. 7.5/6 - Pet food - Margine complessivo per metro lineare

36 Fig. 7.5/7 Fig. 7.5/7 - Pet food. Sovra/sottostock per marca - Situazione iniziale

37 Tab. 7.5/2 Tab. 7.5/2 - Posizionamento a scaffale delle diverse marche di pet food

38 F 7.5/8- F 7.5/8- Posizionamento a scaffale delle diverse marche di pet food (segue)

39 Fig. 7.5/9 Fig. 7.5/9 - Pet food - Prima riallocazione

40 Tab. 7.5/3 - Risultati del test prima/dopo Penelope (segue)

41 Tab. 7.5/3 bisTab. 7.5/3 bis- Risultati del test prima/dopo Penelope (segue) Incrementi sul periodo precedenteI-II faseII-III fase Prezzi venduti25,77%23% Margine complessivo21,44%20,80% Margine compl./Ml35,93%19,97%


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