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PSR LAZIO 2014-2020 Indirizzi strategici regionali per la programmazione di sviluppo rurale Uso efficace ed efficiente delle risorse FEASR nel nuovo periodo.

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Presentazione sul tema: "PSR LAZIO 2014-2020 Indirizzi strategici regionali per la programmazione di sviluppo rurale Uso efficace ed efficiente delle risorse FEASR nel nuovo periodo."— Transcript della presentazione:

1 PSR LAZIO Indirizzi strategici regionali per la programmazione di sviluppo rurale Uso efficace ed efficiente delle risorse FEASR nel nuovo periodo di programmazione

2 Indice degli argomenti 1.La programmazione La nuova programmazione 3.Verso il PSR La Strategia della Regione Lazio

3 PSR Lazio 1. Programma di sviluppo rurale

4 PSR FEASR Asse 1 Competitività Asse 2 Ambiente e Gestione del territorio Asse 3 Diversificazione Economica e Qualità della vita Asse 4 LEADER Unico sistema di Programmazione finanziamento – monitoraggio - controllo PSR Lazio

5 PSR 2007/ Avanzamento spesa Frosinone

6 PSR 2007/ Avanzamento spesa Latina

7 PSR 2007/ Avanzamento spesa Rieti

8 PSR 2007/ Avanzamento spesa Roma

9 PSR 2007/ Avanzamento spesa Viterbo

10 PSR 2007/ Avanzamento spesa Province/Lazio

11 2. La nuova programmazione

12 Il Quadro Strategico Comune (QSC) Strategia Europa 2020 Piano decennale per la crescita sviluppata dall'Unione europea che vuole colmare le lacune del nostro modello di crescita e creare le condizioni per un diverso tipo di sviluppo economico, più intelligente, sostenibile e solidale. Cinque gli obiettivi da realizzare: 1. Occupazione 2. Ricerca e sviluppo 3. Cambiamenti climatici e sostenibilità energetica 4. Istruzione 5. Lotta alla povertà e all’emarginazione

13 Il Quadro Strategico Comune (QSC) Traspone gli obiettivi Europa 2020 negli 11 obiettivi tematici e nelle priorità per ogni Fondo a livello nazionale. È applicabile per i fondi FESR, FSE, FEASR, FEAMP (fondi SIE - Fondi strutturali e di Investimento Europei). 1. Ricerca e innovazione 2. Tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) 3. Competitività delle Piccole e Medie Imprese (PMI) 4. Transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio 5. Adattamento ai cambiamenti climatici e prevenzione e gestione dei rischi 6. Tutela dell'ambiente ed efficienza delle risorse 7. Trasporto sostenibile e rimozione delle strozzature nelle principali infrastrutture di rete 8. Occupazione e sostegno alla mobilità dei lavoratori 9. Inclusione sociale e lotta alla povertà 10. Istruzione, competenze e apprendimento permanente 11. Potenziamento della capacità istituzionale e amministrazioni pubbliche efficienti

14 Il Quadro Strategico Comune (QSC) Accordo di Partenariato (AP) (Reg.(UE) n.1303/2013) Elaborato a livello nazionale è il punto centrale della programmazione nazionale, indica l'uso che si deve fare dei fondi per raggiungere gli obiettivi della Strategia PRESENTAZIONE AP ENTRO IL 22 APRILE 2014 AP definisce le modalità per garantire : l'allineamento con la strategia dell'Unione per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva; un'efficace e efficiente attuazione dei Fondi SIE; la Condizionalità Ex-ante – Comune a tutti i Fondi QSC – Specifica allo Sviluppo rurale un Approccio Integrato allo sviluppo territoriale – Territoriale (urbano, rurale, costiero e di pesca) – Approccio Leader

15 Il Quadro Strategico Comune (QSC) Sviluppo Rurale (PSR): FEASR (Reg. (UE) n. 1305/2013) La strategia d’intervento mira all’innovazione e alla competitività settoriale e allo sviluppo dei territori rurali. Prevede 6 priorità e 18 Focus area di intervento. Programmi Operativi Obiettivi trasversali: Innovazione, Ambiente e Cambiamenti climatici 1. Promuovere IL TRASFERIMENTO DI CONOSCENZE e l’ INNOVAZIONE nel settore agricolo e forestale e nelle zone rurali; 2. Potenziare la COMPETITIVITÀ dell'agricoltura in tutte le sue forme e la redditività delle aziende agricole; 3. Promuovere l’organizzazione della FILIERA AGROALIMENTARE e la gestione dei rischi nel settore agricolo; 4. Preservare, ripristinare e valorizzare gli ECOSISTEMI dipendenti dall' AGRICOLTURA e dalle FORESTE ; 5. Incentivare l' USO EFFICIENTE DELLE RISORSE e il passaggio a un'economia a BASSE EMISSIONI di carbonio e resiliente al clima; 6. Promuovere l’INCLUSIONE SOCIALE, la riduzione della povertà e lo sviluppo economico nelle zone rurali. FESR – FSE – FEAMP

16 Priorità e Focus Area La nuova programmazione abbandona lo schema degli Assi, abbracciando una nuova logica

17 Relazione tra Articoli/Misure, sottomisure e Focus Area Il PSR è articolato in MISURE E SOTTOMISURE che concorrono agli obiettivi previsti dalle PRIORITA’ e dalle FOCUS AREA

18 3. Verso il PSR

19 19 Dott. Roberto Aleandri L’articolo 5 del regolamento UE “Disposizioni comuni" (1303/2013) dispone che ogni Stato membro organizza, per l'accordo di partenariato e per ciascun programma, conformemente al proprio quadro istituzionale e giuridico, un Partenariato con: 1. le autorità cittadine e le altre autorità PUBBLICHE competenti 2. le parti ECONOMICHE e SOCIALI 3. i pertinenti organismi che rappresentano la SOCIETÀ CIVILE, compresi i partner ambientali, le organizzazioni non governative e gli organismi di promozione dell'inclusione sociale, della parità di genere e della non discriminazione Il partenariato rappresenta uno dei principi chiave per l'attuazione dei Fondi del QSC dell'UE I partner saranno coinvolti nelle attività di predisposizione del PSR , in particolare: 1. nella DEFINIZIONE e la SELEZIONE delle priorità e dei relativi obiettivi specifici; 2. Nell'ANALISI DEL CONTESTO e dell'identificazione dei fabbisogni; l'assegnazione dei finanziamenti; 3. nella definizione degli INDICATORI SPECIFICI DEI PROGRAMMI ; 4. nell'applicazione dei PRINCIPI ORIZZONTALI quali definiti agli articoli 7 e 8 del regolamento (UE) n. 1303/2013; 5. nella composizione del COMITATO DI SORVEGLIANZA. Coinvolgimento del Partenariato

20 Analisi di contesto 1. Situazione socio-economica delle aree rurali 2. Competitività del comparto agroalimentare 3. Ambiente, clima e sostenibilità Fabbisogni Individuati 43 fabbisogni sulla base delle 6 priorità europee per lo sviluppo rurale Analisi SWOT Individuazione dei punti di forza e di debolezza e messa a fuoco delle minacce e delle opportunità Azioni preliminari al percorso partenariale

21 Coinvolgimento del Partenariato Il processo di consultazione si articola in 3 fasi: FASE 1 Il partenariato viene consultato per “consolidare” una visione comune dei fabbisogni individuati nel corso dell’analisi di contesto/analisi SWOT e per finalizzare la gerarchizzazione dei fabbisogni espressi dalle aree rurali regionali sui quali è necessario intervenire; in questa fase si terrà conto anche dei risultati della consultazione online FASE 2 Si passerà al consolidamento dei fabbisogni e della strategia e alla definizione delle misure d’intervento; in questa fase si terrà conto anche dei risultati della consultazione online FASE 3 Completamento del Programma di Sviluppo Rurale (PSR) corredato della Valutazione ex- ante e della Valutazione Ambientale Strategica (VAS) in tutti gli aspetti richiesti dalla normativa comunitaria

22 Coinvolgimento del Partenariato : consultazione on-line E’ stata attivata la consultazione on-line per la condivisione della strategia I documenti di lavoro sono disponibili sul sito internet regionale (www.agricoltura.regione.lazio.it)www.agricoltura.regione.lazio.it 1.Compilazione guidata della scheda fabbisogni 2. Compilazione guidata della scheda misure/sottomisure 3. Altri contributi del partenariato 4. AGRIDEE, compilazione di una scheda per individuare le linee guida strategiche della programmazione I documenti dovranno essere inviati alla casella mail: La consultazione on-line è contestuale ai tavoli partenariali da svolgere nelle 5 province laziali Si concluderà nel mese di aprile dopo l’ultimo tavolo provinciale (Roma 14 aprile) Si pone l’obiettivo di definire e consolidare la strategia del PSR Modalità di consultazione

23 Coinvolgimento del Partenariato – Consultazione on line CONDIVISIONE DEI FABBISOGNI E LORO GERARCHIZZAZIONE ESITO DELLA PRIMA CONSULTAZIONE Solo 11 soggetti hanno partecipato alla consultazione N. scheda fabbisogno FABBISOGNOMEDIA F12 Migliorare l'accesso al credito e le tecniche di gestione del credito 4,64 F29 Favorire la diffusione di pratiche agricole per la riduzione del rischio di erosione e l’incremento del contenuto di sostanza organica nei suoli 4,45 F17 Sostenere la cooperazione tra i produttori locali4,36 F28 Gestione e manutenzione del reticolo idrografico e delle reti di drenaggio 4,36 F9 Incentivare gli investimenti a supporto della competitività e innovazione 4,27 F22 Consolidare ed estendere ordinamenti e metodi di produzione con caratteristiche di maggiore sostenibilità ambientale 4,27 F36 Ridurre i livelli di emissione di gas ad effetto serra da inputs agricoli (fertilizzanti azotati) e da deiezioni zootecniche 4,27

24 N. Scheda FABBISOGNOMEDIA F12 Migliorare l'accesso al credito e le tecniche di gestione del credito4,64 F29 Favorire la diffusione di pratiche agricole per la riduzione del rischio di erosione e l’incremento del contenuto di sostanza organica nei suoli4,45 F17 Sostenere la cooperazione tra i produttori locali4,36 F28 Gestione e manutenzione del reticolo idrografico e delle reti di drenaggio4,36 F9 Incentivare gli investimenti a supporto della competitività e innovazione4,27 F22 Consolidare ed estendere ordinamenti e metodi di produzione con caratteristiche di maggiore sostenibilità ambientale4,27 F36 Ridurre i livelli di emissione di gas ad effetto serra da inputs agricoli (fertilizzanti azotati) e da deiezioni zootecniche4,27 F11 Promuovere la partecipazione a regimi di qualità comunitari e regimi di certificazione nelle aziende agricole4,18 F27 Riqualificare, in chiave multifunzionale, i paesaggi rurali compromessi4,18 F6 Accrescere le competenze dei giovani nel settore agricolo e forestale4,09 F13 Favorire i processi di ricambio generazionale interno alle aziende4,09 F32 Adozione di tecniche e processi ad elevata efficienza energetica nelle aziende agricole e nell'agro-industria4,09 F33 Recupero e valorizzazione dei sottoprodotti e degli scarti dell'agricoltura, della selvicoltura e dell'industria alimentare4,09 F34 Sviluppare le bioenergie con l’adozione di sistemi a basse emissioni di sostanze inquinanti e limitando la sottrazione di suolo agricolo4,09 F42 Migliorare la qualità e l’accessibilità delle ICT nelle aree rurali4,09 F3 Favorire l’adozione e la diffusione dell’innovazione per migliorare la sostenibilità ambientale aziendale4,00 F10 Stimolare la diversificazione delle attività agricole e non agricole nelle aree rurali4,00 F14 Agevolare l‟accesso al capitale fondiario da parte di giovani agricoltori4,00 F16 Favorire lo sviluppo dei canali di commercializzazione legati alla vendita diretta e alla filiera corta4,00 F18 Miglioramento dell’integrazione e dell’efficienza di filiera4,00 F31 Diffusione dei sistemi irrigui ad alta efficienza 3,91 F39 Favorire la realizzazione di azioni innovative di sistema nella erogazione di servizi essenziali alle popolazioni rurali 3,91 F40 Migliorare la capacità progettuale degli attori locali 3,91 F41 Organizzare e valorizzare il patrimonio storico, culturale, architettonico e ambientale delle aree rurali 3,91 F2 Promuovere nuove forme di conoscenza e sostenere l’interazione e la cooperazione tra le aziende 3,82 F24 Tutelare e valorizzare la diversità genetica agricola e forestale 3,82 F4 Aumentare la coerenza delle attività di ricerca con le esigenze del mondo agricolo e rurale 3,73 F26 Sostenere le misure di conservazione per le aree tutelate e le specie minacciate 3,73 F43 Stimolare l’utilizzo delle ICT nelle aree rurali 3,73 F5 Garantire l’accrescimento delle competenze in tutte le fasi del ciclo vitale dell’impresa agricola e forestale 3,64 F15 Promozione delle produzioni a marchio di qualità e marchi regionali 3,64 F23 Migliorare e favorire la gestione sostenibile delle foreste anche in chiave multifunzionale 3,64 F25 Ridurre l’impatto delle specie vegetali e animali invasive e problematiche e ripristinare gli ecosistemi 3,64 F30 Razionalizzazione dell'uso delle risorse idriche e promozione dello stoccaggio a livello intra- e inter-aziendale 3,64 F21 Mantenere e ripristinare le formazioni erbose e gli elementi del paesaggio agro-pastorale della tradizione 3,55 F19 Miglioramento delle tecniche di Risk Management 3,45 F1 Sostenere un sistema dell’offerta formativa regionale basato sulle vocazioni dei territori di riferimento e delle caratteristiche aziendali 3,36 F7 Sostenere i processi di riconversione verso produzioni orientate al mercato 3,18 F8 Incentivare i processi di ricomposizione fondiaria 3,09 F20 Promuovere l'utilizzo dei sistemi assicurativi agricoli 3,09 F37 Salvaguardare e migliorare il patrimonio forestale e la provvigione dei boschi in relazione alla capacità di sequestro del carbonio 2,91 F35 Incentivare filiera bosco-legno-energia e relative infrastrutture a supporto su scala locale 2,82 F38 Massimizzare la funzione di sequestro e stoccaggio del carbonio nei prodotti legnosi 2,45

25 4. La strategia della Regione Lazio

26 Impostazione della Strategia Il Regolamento FEASR (1305/2013) all’art. 8 detta i Contenuti dei programmi di sviluppo rurale. Ogni programma di sviluppo rurale dovrà comprendere una descrizione della strategia finalizzata a dimostrare: 1. la previsione di obiettivi appropriati basati sugli indicatori comuni (art. 69) o di indicatori specifici; 2. la SELEZIONE DELLE MISURE sostenuta dalla valutazione ex ante di cui alla lettera a) e dall'analisi di cui alla lettera b); 3. che la ripartizione delle risorse finanziarie tra le varie misure del programma è GIUSTIFICATA e IDONEA a realizzare gli obiettivi prefissati; 4. che le esigenze connesse a particolari condizioni sono prese in considerazione e affrontate mediante SPECIFICI INSIEMI DI MISURE o attraverso i SOTTOPROGRAMMI TEMATICI ; 5. che il programma sia orientato verso l’ INNOVAZIONE : PEI in materia di produttività e sostenibilità dell'agricoltura, esigenze specifiche delle zone Natura 2000, mitigazione dei cambiamenti climatici e loro adattamento; 6. che sono state prese disposizioni per assicurare una sufficiente capacità di consulenza sui requisiti normativi e su azioni connesse all'innovazione;

27 Strategia del PSR nella regione Lazio La strategia del PSR sarà orientata al raggiungimento di 3 obiettivi fondamentali: 1. stimolare la competitività del settore agricolo, forestale e agroalimentare; 2. garantire una gestione sostenibile delle risorse naturali; 3. contribuire alla realizzazione di uno sviluppo territoriale equilibrato delle comunità rurali, che comprenda anche la creazione e il mantenimento di posti di lavoro. Le azioni perseguite riguarderanno le 6 Priorità dello sviluppo rurale e le 18 aree tematiche (focus aree)

28 La competitività del sistema agricolo e forestale è un obiettivo fondamentale del PSR, declinato su più livelli corrispondenti alle priorità dello sviluppo rurale: ricambio generazionale; aumento della professionalità degli imprenditori; innovazione; sostegno alle filiere; supporto alla commercializzazione. Competitività Azioni Consentire la presentazione di progetti su bandi multimusura; Favorire l’accesso ai Pacchetti integrati aziendali (giovani, qualità, montagna, energia…) ; Incoraggiare la creazione di Progetti integrati di Filiera; Incentivare il ricambio generazionale.

29 Gestione sostenibile delle risorse naturali L’agricoltura rappresenta uno strumento di gestione dei territori rurali nell’ottica della difesa e della conservazione dell’ambiente naturale. Rappresenta inoltre un valido mezzo di contrasto allo spopolamento delle aree marginali. Competitività e sostenibilità sono strettamente connesse privilegiando le operazione innovative La nuova politica agro-ambientale dovrà incentivare pratiche sostenibili compatibili e funzionali all’aumento del reddito delle aziende. Azioni: Potenziare l’agricoltura biologica di qualità; Favorire la conservazione della biodiversità; Favorire i Progetti integrati di filiera; Sostenere tecniche e pratiche agro-silvo-pastorali sostenibili; Favorire il benessere animale; Incentivare l’uso sostenibile della risorsa acqua; Ottimizzare e ridurre l’uso delle risorse energetiche; Sostenere l’agricoltura nelle aree montane.

30 Sviluppo territoriale Le nuove sfide del mercato, la volatilità dei prezzi, lo sviluppo di nuove tecnologie, le innovazioni di prodotto e di processo impongono alle aziende agricole un continuo aggiornamento e nuovi metodi di conduzione dell’azienda orientati allo sviluppo di modelli di cooperazione. Tutti gli attori del mondo agricolo saranno opportunamente stimolati affinché ci sia un continuo scambio di informazioni ed esperienze e si generino forme di associazionismo e collaborazione volte a favorire lo sviluppo territoriale. Azioni: Favorire la commercializzazione e le esportazioni; Incoraggiare la costituzione di nuove forme di organizzazione tra produttori; Promuovere azioni di formazione e di accompagnamento agli imprenditori agricoli; Dare impulso alla costituzione di Progetti integrati di Filiera; Sostenere lo sviluppo di nuove attività, anche inerenti alla creazione di servizi annessi; Incoraggiare l’avvio di attività non agricole (turismo, ristorazione, imprese culturali, etc.).

31 Leader – ambiti tematici Parallelamente alle azioni di sviluppo territoriale verranno attuati i PSL, le cui strategie saranno definite dai GAL, che saranno concentrati nelle aree rurali (Aree b, c, e d) per il miglioramento del benessere delle comunità. la diversificazione economica nelle aree rurali la competitività delle aziende la cura e tutela del paesaggio il turismo sostenibile la valorizzazione di beni culturali e del patrimonio artistico legato al territorio l’accesso ai servizi pubblici essenziali Gli ambiti tematici si baseranno sulla combinazione di Misure/sottomisure e riguarderanno:

32 Regionalizzazione e Convergenza Coerenza I° Pilastro – Scelte nazionali Pagamento accoppiato Greening STRATEGIA NAZIONALE Nuove superfici ammissibili Agricoltore attivo e soglie minime

33 La scelta delle misure da attivare I fabbisogni emersi in fase di analisi, correlati alle priorità/focus area alla quale gli stessi concorrono, giustificano l’attivazione dell’intero set delle 19 misure disponibili Per il perseguimento della strategia diviene fondamentale: - l’allocazione delle risorse - l’individuazione dei criteri di selezione dei progetti

34 Ripartizione risorse sviluppo rurale Italia Quota FEASR Tasso di partecipa zione FEASR Spesa pubblicaQuota StatoQuota Regioni €%€%€%€% Massimale nazionale totale Gestione del rischio , ,760 Biodiversità animale , ,430 Piano irriguo , ,150 Rete Rurale Nazionale , ,720 Totale programma nazionale , ,06 Totale programmi regionali , , Strategia – Risorse Finanziarie PSR 2014/2020 Programmi Nazionali

35 PSR Lazio€ (Milioni di Euro) % Spesa pubblica780,14 Quota FEASR336,4043,12 Quota Stato310,6239,82 Quota Regione133,1217,06 Strategia – Risorse Finanziarie disponibili per il PSR Lazio 2014/2020 Le dotazioni per il PSR del Lazio, su base nazionale, sono aumentate rispetto al periodo sia in termini percentuali che assoluti (+79 Meuro)

36 Ipotesi di ripartizione finanziaria per Obiettivi Tematici Obiettivi Tematici Fondi SIE (art. 9 reg. 1303/2013) Proposta DPS Ripartizione storica risorse Ripartizione documento strategico cabina regia definitivo (28/2/2014) Ripartizione Percentuale Ripartizione percentuale 1) rafforzare la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l'innovazione 4,80%1,87%4,00% 2) migliorare l'accesso alle TIC, nonché l'impiego e la qualità delle medesime 1,30%0,80%5,20% 3) promuovere la competitività delle PMI, del settore agricolo (per il FEASR) e del settore della pesca e dell'acquacoltura (per il FEAMP) 42,40%51,53%44,80% 4) sostenere la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio in tutti i settori 11,50%3,97%9,00% 5) promuovere l'adattamento al cambiamento climatico, la prevenzione e la gestione dei rischi 17,70%28,53%22,00% 6) preservare e tutelare l'ambiente e promuovere l'uso efficiente delle risorse 9,40%0,75%3,00% 7) promuovere sistemi di trasporto sostenibili ed eliminare le strozzature nelle principali infrastrutture di rete 0,00% 8) promuovere un'occupazione sostenibile e di qualità e sostenere la mobilità dei lavoratori 2,90%0,70%1,50% 9) promuovere l'inclusione sociale e combattere la povertà e ogni discriminazione 6,20%7,84%7,00% 10) investire nell'istruzione, nella formazione e nella formazione professionale per le competenze e l'apprendimento permanente 1,30%1,22%1,00% 11) rafforzare la capacità istituzionale delle autorità pubbliche e delle parti interessate e un'amministrazione pubblica efficiente 0,00% 0 TOTALE RISORSE FEASR ASSEGNATE PER OBIETTIVI TEMATICI97,50%97,21%97,50% ASSISTENZA TECNICA2,50% TOTALE RISORSE FEASR ,00%

37 Attribuzione delle risorse per Priorità/Focus Area e corrispondenza con gli OT Priorità/Focus AreaObiettivi TematiciRipartizione finanziaria %Spesa Pubblica €Quota FEASR € Priorita 1OT 1A1: rafforzare ricerca, sviluppo tecnologico e innovazione 1,50% , ,00 1B1: rafforzare ricerca, sviluppo tecnologico e innovazione 2,50% , ,00 1C10: investire in competenze, istruzione e apprendimento permanente 1,00% , ,00 TOTALE Priorità 1 5,00% , ,00 Priorita 2OT 2A3: promuovere competitività di piccole e medie imprese, settore agricolo, della pesca e dell'acquacoltura 13,40% , ,00 2B3: promuovere competitività di piccole e medie imprese, settore agricolo, della pesca e dell'acquacoltura 15,90% , ,00 TOTALE Priorità 2 29,30% , ,00 Priorita 3OT 3A3: promuovere competitività di piccole e medie imprese, settore agricolo, della pesca e dell'acquacoltura 13,00% , ,00 3B3: promuovere competitività di piccole e medie imprese, settore agricolo, della pesca e dell'acquacoltura 2,50% , ,00 TOTALE Priorità 3 15,50% , ,00 Priorita 4OT 4A 5:promuovere adattamento al cambiamento climatico, prevenzione e la gestione dei rischi 6: tutelare ambiente e promuovere uso efficiente delle risorse 4,50% , ,00 4B 5:promuovere adattamento al cambiamento climatico, prevenzione e la gestione dei rischi 6: tutelare ambiente e promuovere uso efficiente delle risorse 13,50% , ,00 4C 5:promuovere adattamento al cambiamento climatico, prevenzione e la gestione dei rischi 6: tutelare ambiente e promuovere uso efficiente delle risorse 4,00% , ,00 TOTALE priorità 4 22,00% , ,00 Priorità 5OT 5A6: tutelare ambiente e promuovere uso efficiente delle risorse 3,00% , ,00 5B4: sostenere la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio in tutti i settori 3,00% , ,00 5C4: sostenere la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio in tutti i settori 2,00% , ,00 5D4: sostenere la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio in tutti i settori 1,00% , ,00 5E4: sostenere la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio in tutti i settori 3,00% , ,00 TOTALE priorità 5 12,00% , ,00 Priorità 6OT 6A8: promuovere l'occupazione e sostenere la mobilità dei lavoratori 1,50% , ,00 6B9: promuovere l'inclusione sociale e combattere la povertà 7,00% , ,00 6C2: migliorare l'accesso ITC e loro impiego e qualità 5,20% , ,00 TOTALE priorità 6 13,70% , ,00 ASSISTENZA TECNICA 2,50% , ,00 TOTALE100,00% , ,00

38 Giovani AgricoltoriPiccole AziendeZone Montane Filiere Corte Donne nelle zone rurali Cambiamenti climatici e biodiversità Sottoprogrammi attivabili Strumenti Sottoprogrammi: si attivano in base alla rilevanza strategica del tema e al valore aggiunto che il sottoprogramma può generare rispetto alle procedure ed agli strumenti ordinari attivabili nell'ambito del PSR.

39 Alcune considerazioni il tema "FILIERE CORTE“ può giustificare l'attivazione di un SOTTOPROGRAMMA, oltreché per la rilevanza strategica, per la possibilità di innalzare fino al 10% il livello di contribuzione erogabile per gli interventi da effettuarsi lungo la filiera; nel contempo NON TROVANO ADEGUATA MOTIVAZIONE il sottoprogramma GIOVANI E DONNE. Fermo restando l'assoluta centralità e rilevanza del tema, le specifiche misure di intervento già previste nel programma ed eventuali strumenti, quali la progettazione integrata aziendale (pacchetto giovani) possono essere riproposti e attivati nell'ambito del PSR; per quanto riguarda il programma "AREE MONTANE" si ritiene che il sostegno è adeguatamente garantito RAFFORZANDO, anche in termini significativi, i livelli di aiuto erogabili con le indennità compensative, per le quali si possono raggiungere livelli di contribuzione sino a 450€/ha;

40 Dalla zonizzazione alla nuova proposta Per il programma di sviluppo rurale , la metodologia proposta dalla regione per collocare i comuni negli ambiti territoriali definiti dal PSN aveva classificato i 378 comuni del Lazio. Rosso - Poli urbani (A):17 Verde - Aree rurali ad agricoltura intensiva e specializzata (B): 38 Giallo - Aree rurali intermedie (C): 214 Marrone - Aree con problemi complessivi di sviluppo (D):109 Totale comuni378 Azioni preliminari - Zonizzazione regionale

41 Proposta Regione Lazio La zonizzazione è stata condotta sulla base di un ampio “set” di indicatori di natura demografica e economica, calcolati per singolo comune. Aree d’interesseEx-anteEx-post Rosso - Poli urbani (A):175 Verde - Aree rurali ad agricoltura intensiva e specializzata (B):3824 Giallo - Aree rurali intermedie (C): Marrone - Aree con problemi complessivi di sviluppo (D): Totale comuni378

42 Zonizzazione - Proposta Regione Lazio

43 Zonizzazione regionale - Alcune considerazioni - La zonizzazione assume carattere preclusivo esclusivamente per gli interventi previsti nella Priorità 6 dello sviluppo rurale. Tale classificazione potrà essere utilizzata nell’ambito dei criteri di selezione - stabiliti dalla Regione e condivisi con il partenariato - per l’attribuzione di priorità o maggiori punteggi ai fini della valutazione dei progetti - Gli interventi per la diversificazione nelle aziende agricole (agriturismo, agricoltura sociale, fattorie didattiche, ecc.) essendo ricondotti alla priorità 2 dello sviluppo rurale, a differenza dell’attuale programmazione, possono essere realizzati sull’intero territorio regionale. Questo aspetto è ancora in fase di approfondimento con il Ministero e la Commissione Europea - la proposta regionale prevede una notevole riduzione del numero dei comuni classificati come “poli urbani”. In particolare alcuni capoluoghi di provincia (Viterbo e Rieti) ora classificati come “poli urbani” sono, in ragione delle spiccate "caratteristiche rurali“ classificati come comuni rurali (Area C)

44 Rafforzamento della capacità amministrativa e semplificazione delle procedure Un obiettivo strategico per la prossima programmazione che richiama quello che orizzontalmente è oramai individuato come il principale elemento di innovazione nella fase gestionale e attuativa del Programma è il "rafforzamento della capacità amministrativa" Tale obiettivo, in sintesi, può essere declinato nei tre aspetti di seguito richiamati: SEMPLIFICAZIONE DELL'AZIONE AMMINISTRATIVA REVISIONE DELLE CONDIZIONI E DEI REQUISITI DI ACCESSO ALLE MISURE ED INTRODUZIONE DI PROCESSI DI "AUTOMATIZZAZIONE GESTIONALE" MAGGIORE EFFICIENZA DEI SISTEMI INFORMATIVI

45 1. Analisi contesto 2. SWOT 6. Accordo di partenariato (AP) 5. Strategia PSR 3. Fabbisogni 7. Bozza di programma 8. Programma definitivo con VAS e valutazione Ex ante 9. Negoziato con UE Cronoprogramma Gennaio 2014 Marzo aprile aprile luglio 2014Entro 6 mesi 4. DSP

46 GRAZIE DELL’ATTENZIONE Roberto Aleandri


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