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CENTRO E PERIFERIE 31/03/2015. Il "sistema dell’economia" mondiale ha, al suo "centro", una limitata serie di Stati, che gode di un alto livello di sviluppo.

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Presentazione sul tema: "CENTRO E PERIFERIE 31/03/2015. Il "sistema dell’economia" mondiale ha, al suo "centro", una limitata serie di Stati, che gode di un alto livello di sviluppo."— Transcript della presentazione:

1 CENTRO E PERIFERIE 31/03/2015

2 Il "sistema dell’economia" mondiale ha, al suo "centro", una limitata serie di Stati, che gode di un alto livello di sviluppo. 31/03/2015

3 Quello che è rappresentato in questo planisfero tematico non è la divisione geografica tra nord e sud del mondo, ma una divisione economica.

4 Nel "sistema dell’economia" mondiale, vi è poi una "periferia" composta da Stati più deboli, i quali forniscono a quelli del centro le risorse materiali e la manodopera a basso prezzo. Si tratta di Stati che vengono sfruttati da quelli del centro. 31/03/2015

5 La Terra è ricca di risorse varie ed abbondanti, ma non sono distribuite in modo equo fra tutti i paesi del mondo. 31/03/2015

6 RISORSE DISEGUALI = CONSUMI DISEGUALI

7 Anche in passato il sistema economico era rappresentato da un centro ed una periferia. I Paesi sottomessi erano considerati territori di conquista sottoposti al pagamento di tributi e allo sfruttamento economico. 31/03/2015

8 IMPERIALISMO Il termine è di uso recente e designa la politica d’espansione (territoriale, economica o politica) degli Stati, generalmente quelli industrialmente più avanzati; esso è stato attribuito anche ad alcune fasi della storia antica, in particolare esso è stato attribuito allo Stato romano per indicare la sua continua espansione e il suo atteggiamento nei confronti dei popoli assoggettati. 31/03/2015

9 ROMA FA CADERE LA MASCHERA E SI VOTA ALL’IMPERIALISMO Alla fine del III secolo a.C. e nei primi decenni del II secolo a.C., la sua politica espansionistica, quella che l’aveva indotta prima ad uscire dai ristretti confini del Lazio, poi a estendere la propria egemonia sulla penisola, la portò a diventare padrona di tutte le terre del bacino del Mediterraneo. 31/03/2015

10 Roma e il suo impero 31/03/2015

11 A PROPOSITO DELLA SOTTOMISSIONE DEI POPOLI A ROMA… Cartagine, era lo sbocco principale dei prodotti africani; il suo porto era affollato di navi, i suoi frutteti, i vigneti, i campi erano tra i più lussureggianti del mondo. Pur adempiendo scrupolosamente agli obblighi impostile dal trattato di pace con Roma, sollevava sospetti e timori. 31/03/2015

12 Un giorno Catone capitò in Senato con un cesto di bellissimi fichi freschi. Invece di cominciare, secondo il suo solito, a dire: “Cartagine deve essere distrutta!”, si volse ai senatori e offrì quei frutti. I senatori accettarono e mangiarono. Quando il cestino restò vuoto Catone, col suo miglior sorriso, domandò: “Erano buoni?” 31/03/2015

13 Fra i Romani che maggiormente temevano il rifiorire di Cartagine c’era Catone il Censore. Costui diceva a tutti coloro con i quali parlava: “Cartagine deve essere distrutta”, ma i senatori non davano peso alle sue parole: pensavano infatti che Cartagine era lontana e non poteva dar noia. 31/03/2015

14 Tutti risposero di sì: erano così freschi! Nella polpa rossa brillava persino una goccia zuccherina… “Ebbene” dice Catone, facendosi improvvisamente serio, “ieri mattina pendevano ancora dall’albero, in un frutteto di Cartagine…” 31/03/2015

15 I senatori si fecero pensosi: davvero Cartagine non è molto lontana da Roma… Se rialzasse la testa, sarebbe un guaio… E ricordarono con angoscia Annibale quando scorrazzava per l’Italia. Ricordarono con sgomento che, dopo Canne, accorsero sotto le armi anche giovinetti di tredici, quattordici anni, perchè gli uomini erano in gran parte morti. Catone vide quei capi chini, quelle fronti corrucciate, e sorrise: finalmente aveva raggiunto il suo scopo; li aveva convinti. 31/03/2015

16 L’occasione del conflitto fu offerta da Cartagine stessa, che stanca di subire le soverchierie di Massinissa, re della confinante Numidia, a un nuovo strappo di territorio gli mosse guerra, violando così le condizioni di pace dell’anno 201. I Romani allora sbarcarono in Africa, per punirla. 31/03/2015

17 Sbigottiti, i Cartaginesi tentarono di placare il potente nemico, accettando tutte le sue condizioni: consegna di ostaggi e di tutte le armi e le navi da guerra. Ma, ottenuto ciò, i consoli intimarono ai Cartaginesi di sgomberare la città, la quale doveva essere distrutta; essi potevano costruirne un’altra, purchè non fortificata e distante dal mare almeno quindici miglia. 31/03/2015

18 Il crudele comando provocò la disperata resistenza dei Cartaginesi, che difesero eroicamente, per due anni, la loro patria. Alla fine furono costretti ad arrendersi e Cartagine venne rasa al suolo. Sulle rovine della città i Romani sparsero del sale: ciò significava che essa non doveva più risorgere… e mai più risorse. La luce di una grande civiltà si spegneva così nel Mediterraneo e si affermava sempre più quella di Roma. 31/03/2015

19 Sallustio, uno storico romano, nelle Historiae, aveva scritto che "i romani fanno la guerra a tutti, ma sopratutto a quelli la cui disfatta promette spoglie opime: osando, ingannando, passando da una guerra all'altra si sono ingranditi". Tuttavia, pur sembrando condividere il punto di vista del nemico, non intende porre in discussione l'imperialismo romano, in quanto ritiene che l'ordine di Roma (la "pax romana") sia l'unica garanzia di sopravvivenza per tutti. 31/03/2015

20 Tacito, un grande storico di Roma, nell’Agricola, parla di Càlagaco, un capo che riuscì a riunire sotto il suo comando tutte le tribù della Caledonia (l’attuale Scozia). Qust’ultimo, prima di combattere, per infondere coraggio ai suoi uomini pronuncia un discorso in cui propone due alternative: la libertà o la morte. I romani, infatti, sono visti come insaziabili dominatori. 31/03/2015

21 Significativa è la frase che Tacito fa pronunciare al capo caledone a proposito della pax romana: "là dove fanno il deserto gli danno il nome di pace". Questa frase è utilizzata anche oggi per definire la politica imperialista delle grandi potenze. La pax romana era una pace imposta con la forza e volta al dominio e alla sottomissione di un popolo conquistato. 31/03/2015

22 Le diverse interpretazioni dell’imperialismo romano 31/03/2015 La storiografia ha dato letture diverse dell’imperialismo romano, proprio per la complessità del fenomeno e per la sua unicità nel mondo antico. Alcuni storici, fra i quali T. Mommsen, hanno sostenuto la tesi dell’imperialismo difensivo, come “un risultato che s’impose al governo romano senza, e forse anche contro la sua volontà”, a sottolineare che le azioni belliche furono il risultato di molti fattori e non di una scelta politica aggressiva.

23 Altri, soprattutto nell’Ottocento, hanno sostenuto la tesi opposta, ovvero hanno considerato l’imperialismo come il risultato di una politica volutamente aggressiva e depredatoria. Altri ancora, fra cui G. De Sanctis e J. Carcopino, ritengono che i Romani si votarono all’imperialismo solo dopo aver già attuato diverse conquiste, per motivi economici o politici o militari. 31/03/2015

24 Recentemente alcuni studiosi, fra i quali F. De Martino e F. Càssola, hanno posto l’accento sull’importanza dei fattori economici e hanno ritenuto che furono i gruppi finanziari e i loro sostenitori, numerosi anche nell’aristocrazia senatoria a premere per una politica espansionistica a Roma, considerando la guerra come primario strumento di ricchezza e sfruttamento. 31/03/2015

25 I Romani furono capaci di creare un dominio così vasto anche per merito di alcune loro caratteristiche e peculiarità che gli altri popoli non avevano, prima fra tutte la capacità di annettere nuovi popoli in modo che essi si sentissero “giustamente” vincolati a Roma. Solo così Roma non creò soltanto schiavi e oppressi, ma sudditi che si identificavano in chi deteneva il potere 31/03/2015

26 La loro organizzazione territoriale è un capolavoro di equilibrio, di dare e avere, di soluzioni diverse con i popoli vinti, di autonomia e dipendenza. Tale diversità di condizioni fu utilizzata in parte dai Romani come strumento di dominio, che si esplicitò nella nota massima divide et impera (dividi e comanda). 31/03/2015

27 E ORA… Nel sistema dell’economia mondiale, che cosa si intende per centro e periferia? Quali sono i paesi che fanno parte del centro e quali quelli della periferia? Che cosa significa il termine “Imperialismo” riferito ai Romani? Quali conseguenze ebbe la politica imperialistica messa in atto da Roma? 31/03/2015

28 Quale significato ha il discorso che Catone tiene di fronte ai senatori romani? Che cosa pensano Tacito e Sallustio a proposito della politica espansionistica di Roma? Qual è la tesi di Mommsen sull’imperialismo romano? Secondo alcuni studiosi, l’imperialismo romano fu dovuto a fattori economici. Che cosa significa? Quale strategia seguirono i Romani nell’annettere nuovi popoli? 31/03/2015


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