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L’ANZIANO FRAGILE A DOMICILIO: I RISCHI DI CADUTA SERVIZIO SOTTOCENERINO DI GERIATRIA Ospedale regionale di Lugano Dr. med. Fabiano Meroni SIMPOSIO Associazione.

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1 L’ANZIANO FRAGILE A DOMICILIO: I RISCHI DI CADUTA SERVIZIO SOTTOCENERINO DI GERIATRIA Ospedale regionale di Lugano Dr. med. Fabiano Meroni SIMPOSIO Associazione PIPA 23 ottobre 2014 Sementina, Centro Ciossetto

2 I „Giganti“: indicatori di fragilità Immobilità CaduteIncontinenza Intellectual impairment Depressione Malnutrizione Isaacs 1992 Pag. 2

3 Pag. 3 Il concetto di “fragilità” nell’anziano

4 Caratteristiche della fragilità basata su criteri prevalentemente funzionali ► perdita involontaria di peso (almeno 4.5 Kg nell’ultimo anno) ► affaticamento eccessivo (in almeno 3/7) ► riduzione forza muscolare (Handgrip) (  < 5.85 Kg -  < 3.37 Kg)‏ ► ridotta attività fisica (valutabile con PASE)‏ ► riduzione della velocità del cammino (> 7 sec. a percorrere 4.57 m)‏ C’è fragilità quando sono presenti almeno 3 dei 5 item riportati. Quando sono presenti meno di 3 item si può parlare di pre-frail. Pag. 4 Bandeen-Roche K, Xue QL, Ferrucci L, Walston J, Guralnik JM, Chavas P, et al. Phenotype of frailty: characterization in the women’s health and aging studies. J Gerontol A Biol Sci Med Sci 2006;61: Fried LP, Tangen CM, Walston J, Newman AB, Hirsch C, Gottdiener J, et al. Frailty in older adults. Evidence for a phenotype. J Gerontol 2001;56:M146-7.

5 Pag. 5 Fragilità e conseguenze  aumentata vulnerabilità per eventi avversi; (Buchner 1992, Rockwood 2000, Ferrucci 2003, Fried 2004)  disabilità transitoria (Rockwood 2000, Schuurmans 2004) ;  involuzione multisistemica (Buchner 1992, Fried 2001, 2004) ;  riduzione delle capacità adattative; (Campbell 1997, Carlson 1998, Ferrucci 2002, Fretwell 1990, Fried 2001)  presentazione atipica delle malattie (Jarrett 1995) ;  deficit in ADL e IADL (Tennstedt 1994, Woodhouse 1997) ;  elevato rischio di deterioramento fisico e cognitivo (Boyle 2010, Daniels 2010, British Columbia 2008, Robinson 2009).

6 Invecchiamento e cammino (Elble 1997)  velocità media (5 – 15%)  lunghezza del passo  o = cadenza  del tempo di doppio supporto Pag. 6

7 Pag. 7 Cadute nell’anziano: il peso del problema  L’incidenza delle cadute e la gravità delle loro complicazioni aumentano costantemente dopo i 60 anni e sono molto alte in soggetti di 80 e + anni.  Il 35-40% degli anziani di > 65 anni residenti in comunità cade almeno una volta ogni anno e la metà di loro è vittima di cadute multiple.  Dopo i 75 anni questi tassi sono ancora più alti.

8  Popolazione anziana a domicilio: range cadute per persona media: 0.7  Popolazione in H (istituzionalizzata, in riabilitazione): range per letto media 1.5 media 1.5  Ca. 50% di coloro che cadono presentano cadute multiple (Tinetti, J Am Geriar Soc, 1995) > 1/3 dei soggetti > 65 aa cadono almeno 1 volta per anno (Tinetti)‏ Epidemiologia /1 Incidenza annua Pag. 9

9 Epidemiologia /2... e morbilità associate (Tinetti, JAGS 1995)‏ : cadute ripetute 40% istituzionalizzazioni : cadute ripetute 40-73% cadute: 40-73% cadute: sindrome ansiosa del dopo-caduta % cadute: (di cui il 3% rimane a terra per più di 3 minuti)‏ % cadute: incapacità di rialzarsi (di cui il 3% rimane a terra per più di 3 minuti)‏ 30-55% cadute: (contusioni, ematomi)‏ lesioni minori (contusioni, ematomi)‏

10 Pag. 10 Cadute, fratture e morbilità associate  5-10% cadute:  5-10% cadute: trauma maggiore frattura femore 1-2% frattura femore 1-2% altre fratture 3-5% altre fratture 3-5% TTC / lacerazioni 2-10% TTC / lacerazioni 2-10%  50% delle # femore prossimale riporta una disabilità a lungo termine  Mortalità dopo 12 mesi : 20 – 24%  25% richiede istituzionalizzazione in lungo degenza Senin 2000

11 Pag. 11 Fattori di rischio: i risultati di 16 studi... - Debolezza muscolare - Precedenti cadute - Disturbi del cammino - Disturbi dell’equilibrio - Uso di ausili ortopedici - Deficit visivo - Artrosi - Dipendenza nelle ADL - Depressione - Decadimento cognitivo - Età > 80 anni Rubenstein 2002

12 Pag. 12 Fattori intrinsechi Fattori intrinsechi il paziente il paziente Fattori intrinsechi Fattori intrinsechi il paziente il paziente Caduta Eziologia multifattoriale Fattori estrinseci Fattori ambientali

13 Pag età 2. disturbi dell’equilibrio / marcia 3. visus 4. disturbi cognitivi 5. artrosi 6. ipotensione ortostatica 7. disturbi del ritmo cardiaco 8. anemia 9. malattie croniche 10. antecedenti di ictus 11. precedenti cadute I. fattori di rischio intrinsechi

14 Pag medicamenti con effetti sul SNC (> 4  rischio aumentato x2)‏ - alcool - calzature inaproppriate - mezzi ausiliari inappropriati II. fattori di rischio estrinseci

15 Pag. 15 Cadute farmaco-correlate

16 Pag. 16 Ruolo controverso e probabilmente limitato (Carter 1997, Sattin 1992)‏ (Carter 1997, Sattin 1992)‏ Fattori più frequentemente implicati nelle cadute: o stuoie e tappeti o illuminazione notturna insufficiente o WC troppo bassi o senza corrimano o sedie troppo basse o scale senza ringhiera o gradini pericolosi o letto troppo basso Lowery 2000 Lowery 2000 III. fattori di rischio ambientali

17 Pag. 17 > 90% delle fratture del femore prossimale: dovute a osteoporosi > 95% delle fratture del femore prossimale: dovute a una caduta Cadute, osteoporosi e fratture devono essere gestite assieme ! > 90% delle fratture del femore prossimale: dovute a osteoporosi > 95% delle fratture del femore prossimale: dovute a una caduta Cadute, osteoporosi e fratture devono essere gestite assieme ! Cadute e fratture nell’anziano

18 Pag. 18 Fratture e osteoporosi < 25% dei pazienti con osteoporosi ricevono un’adeguata terapia !< 25% dei pazienti con osteoporosi ricevono un’adeguata terapia ! > 50% dei pazienti che iniziano una terapia, la sospendono entro l’anno ! > 50% dei pazienti che iniziano una terapia, la sospendono entro l’anno ! Fino al 95% dei pazienti con una recente frattura non sono sottoposti a valutazione della densità osseaFino al 95% dei pazienti con una recente frattura non sono sottoposti a valutazione della densità ossea Dei pazienti con frattura del femore prossimale solo il 6% alla dimissione e il 12% nei cinque anni successivi ricevono un‘adeguata terapia anti-osteoporotica.Dei pazienti con frattura del femore prossimale solo il 6% alla dimissione e il 12% nei cinque anni successivi ricevono un‘adeguata terapia anti-osteoporotica. Formiga 2005

19 Pag. 19 Declino cognitivo e cadute Falls Rate (per Community Days) MMSE Score Gleason et al. Amsterdam 2008

20 Pag. 20 Demenza e disturbi motori Fattori di rischio in gioco: alta prevalenza e gravità  Processo neurodegenerativo  deficit cognitivo  disturbi dell’equilibrio e del cammino  Disfunzione autonoma centrale  ipotensione ortostatica  ipersensibilità del seno carotideo  Fattori estrinseci  psicofarmacoterapia  ambiente Vissen 1983, Campbell 1983, Tinetti 1988, Thapa 1995, Tanaka 1995, Passant 1997, Lundin-Olsen 1997, Prettyman 1998, Franssen 1999, Chong 1999, Waite 2000, Hauer 2003

21 Pag. 21 funzioni visuo-spaziali funzioni fronto-esecutive e... in casa: Funzioni visuo-spaziali e cadute Diverso profilo cognitivo e motorio in soggetti anziani che cadono Diverso profilo cognitivo e motorio in soggetti anziani che cadono … fuori domicilio : Hausdorff 2006, Eriksson 2006

22 La sindrome del dopo-caduta Murphy and Isaacs 1982 Deficit alla deambulazione senza anomalie neurologiche o ortopediche:  difficoltà a stare in piedi o a camminare senza aiuto  manifestazioni di paura e di ansia  cammino a piccoli passi e curvato in avanti La paura di cadere e la sindrome del dopo-caduta sono all’origine di una auto-imposta limitazione funzionale e costituiscono un fattore di rischio autonomo di caduta ! Pag. 22

23  Depressione  Incapacità funzionale  Limitazione dell’autonomia nelle ADL  Isolamento sociale  Declino funzionale  Riduzione della fitness cardiovascolare  Aumento della mortalità  Ridotta stabilità posturale dinamica Pag. 23 La paura di cadere

24 Effetto diretto della frattura/trauma Autolimitazione da parte del paziente stesso (paura di cadere) “Post Fall Syndrome” DISABILITA’ Ridotta confidenza durante la deambulazione Ulteriore declino funzionale Depressione, perdita di fiducia in se stessi Isolamento sociale CADUTA Pag. 24

25 LA PREVENZIONE Pag. 25

26 Prevention of Falls in Older Persons: Clinical Practice Guideline (http://www.medcats.com/FALLS/frameset.htm) from the American Geriatrics Society. Prevention falls algorithm Pag. 26

27 Intervento multidimensionale Nell’anziano in comunità Nell’anziano ospedalizzato Nell’anziano in lungo-degenza 20-45% ? Kannus 2005 Pag. 27

28 Esercizio fisico esercizi centrati su: esercizi centrati su: equilibrio  equilibrio rafforzamento muscolare  rafforzamento muscolare Tai Chi Tai Chi 15-50% Carter 2001, Cumming 2002, Gillespie 2003, Chang 2004 Pag. 28

29 Barriere architettoniche Le modifiche ambientali più raccomandate rimozione di tappeti tappetini antisdrucciolo in bagno corrimano sulle scale 39% Pag. 29

30 Calzature più sicure Allarme Pag. 30

31 Ruolo del calcio e della Vitamina D 20% Pag. 31

32 Chirurgia del cristallino > 2 cadute: consultazione oftalmologica [Ivers 1998] Efficacia dell’intervento di cataratta [Harwood 2005] 34% Pag. 32

33 I protettori dell‘anca Pag. 33

34 oLe cadute (con le loro complicanze) sono un fenomeno molto frequente nell'anziano. oEsse si associano ad una aumentata mortalità, morbilità, limitazione funzionale e istituzionalizzazione in lungodegenza. oI pazienti con demenza cadono ancora più frequentemente. oL’identificazione dei fattori di rischio di caduta è il presupposto per ogni intervento preventivo. Pag. 34 Per concludere….

35 Pag. 35 GRAZIE DELL’ATTENZIONE


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