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economia storia scienzearte Contesto economico sociale italiano Contesto economico sociale Beneventano.

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Presentazione sul tema: "economia storia scienzearte Contesto economico sociale italiano Contesto economico sociale Beneventano."— Transcript della presentazione:

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2 economia storia scienzearte

3 Contesto economico sociale italiano Contesto economico sociale Beneventano

4 CONTESTO ECONOMICO SOCIALE ITALIANO INDUSTRIA sviluppo settori siderurgico, chimico e meccanico il pil aumentò da 4,6 a 16,7 miliardi di lire solo in 4 anni grande crescita di colossi industriali (ILVA, FIAT, ANSALDO, BREDA) mobilitazione industriale (ministero per le armi e le munizioni) occupazione femminile CETO MEDIO-BORGHESE inferiorità economica rispetto alle altre classi sociali perde il ruolo di guida del paese scontro con ceto operaio e con quella fascia di uomini che si arricchirono grazie alla guerra

5 CASSE DELLO STATO debiti bellici: - 15 miliardi di lire con l’Inghilterra - 9 miliardi con USA - 49 miliardi con altre 5 nazioni europee diminuzione del valore della lira FIGURA DELL’ OPERAIO rivolte operaie le condizioni lavorative peggiorano Scontro con il ceto borghese aumento del costo della vita

6 CONTESTO ECONOMICO SOCIALE BENEVENTANO Assetto sociale diviso in: grande blocco agrario composto dalla massa contadina Intellettuali della piccola e media borghesia Grandi proprietari terrieri L’ economia si fondava sull’ agricoltura come in tutto il resto del meridione Tuttavia mancava: un’ equa distribuzione dei territori smistamento dei crediti agrari PRIMA DELLA GUERRA

7 Per fronteggiare la mancanza di lavoratori occupati sul fronte aumentò l’ utilizzo di mezzi e macchinari per la lavorazione dei campi Iniziarono i nuovi esperimenti di aratura con mezzi a vapore a scoppio e anche elettrici Mutò l’ istruzione scolastica che si focalizzò soprattutto su una preparazione di tipo tecnico relativa a tali macchinari Ad opera della provincia di Benevento e della camera del commercio, il consorzio granario provinciale si occupò dello smistamento e della distribuzione di cereali e farina quali elementi fondamentali per la nutrizione della popolazione agricola beneventana Per facilitare tale diffusione furono ripristinate le vie di comunicazione come nuovi tronchi ferroviari, nuove strade e regolamentazione dei corsi d’ acqua DURANTE LA GUERRA

8 -EVENTI -BATTAGLIE -CRITICHE -CRONOLOGIA DEL CONFLITTO

9 EVENTI PREMONITORI DELLA GUERRA Inizio 1900: politica aggressiva di Guglielmo II, corsa al riarmo; 1904: alleanza franco-inglese; 1905: prime tensioni in Marocco tra Germania e Francia; 1907: triplice intesa (Russia, Francia, Gran Bretagna); 1911: nuova crisi in Marocco tra Germania e Francia; 1912: guerra italo-turca e conquista della Libia da parte dell’ Italia; prima crisi balcanica, sconfitta la Turchia; 1913: seconda crisi balcanica, Serbia rafforzata, Bulgaria vicina alla Germania.

10 EVENTI STORICI BRIGATA BENEVENTO Costituita nel marzo 1915, XIV Corpo D'Armata parte della 27a divisione fanteria comprendeva il 133° e 134° reggimento fanteria Anno 1915 Dopo vari spostamenti, prima a Risano (presso Pavia di Udine) poi tra San Valentino e San Lorenzo, la brigata ingagia la battaglia, fra Redipuglia e Soleschiano (nei pressi di Manzano). Qui il 133° resiste il 24 luglio ad una violenta puntata nemica, mentre il 134° partecipa all'offensiva per la conquista di Monte Sei Busi. Il contegno ed il «magnifico slancio» con cui quest'ultimo reggimento mosse alla conquista della posizione, valse alla sua Bandiera la medaglia d'argento al valor militare. Dopo un periodo trascorso tra riposo, esercitazioni e diversi spostamenti, la Brigata viene inviata ad ottobre nei pressi di Santa Lucia dove trascorre l'ultimo periodo dell'anno nel vano tentativo di conquistare quelle posizioni. Anno 1916 Tra il gennaio e il maggio la Brigata rimane impegnata sulle posizioni di Santa Lucia, sventando diverse puntate nemiche. La Brigata comincia il suo spostamento verso la Val d'Antenne, che raggiunge il 14 maggio: lì il 133° viene destinato come riserva divisionale, mentre il 134° intraprende una lunga azione offensiva che lo porta, il 1° luglio, sulle pendici nordorientali del Monte Colombara, a rincalzo della Brigata "Rovigo". Successivamente alla Brigata "Benevento", riunitasi nel settore di Monte Palo, viene affidata la difesa di quell'area. Tra il 14 e il 15 agosto la Brigata è protagonista di un accanito e sanguinosissimo scontro per la conquista di posizioni nell'area del pianoro di Santa Caterina: nel secondo giorno di combattimenti, in cui opera il solo 134°, la controffensiva austriaca è tale da costringere gli uomini a ripiegare sulle loro linee di partenza. Il giorno seguente la Brigata viene sostituita e a fine mese è quindi inviata a Resiutta, dove rimane per il resto dell'anno a difesa dei sottosettori di Chiusaforte e Dogna.

11 Anno 1917 Tra il gennaio e l'ottobre la "Benevento" si alterna nei turni di sorveglianza nel settore dell'Alto Fella. Il 29 ottobre, per via dell'intensa pressione austriaca, si attesta in posizione difensiva. Il 4 novembre riceve l'ordine di ripiegare nella conca di San Francesco: la preponderanza numerica del nemico blocca qualsiasi possibilità di fuga per gli uomini della Brigata, che solo a costo di gravissime perdite riescono ad aprirsi un parziale varco al fine di sfuggire dall'accerchiamento austriaco. Il 21 novembre la Brigata "Benevento" è disciolta a San Pietro in Giù: i suoi elementi vengono assegnati ad altre unità come complementi.

12 Cronologia del conflitto La cronologia riportata riguarda i momenti salienti della Grande Guerra LA GUERRA LAMPO (1914) L'inizio della 1 guerra mondiale, pensata come una guerra lampo, avviene nel giugno: il pretesto per lo scoppio della guerra fu dato, a Sarajevo, dall’assassinio dell’arciduca ed erede al trono Francesco Ferdinando e della moglie Sofia, da parte di un indipendentista slavo. 23 luglio: ultimatum austro-ungarico alla Serbia. 28 luglio: l’Austria e l’Ungheria dichiarano guerra alla Serbia. 1 agosto: la Germania dichiara guerra alla Russia. 2 agosto: l’Italia si dichiara neutrale, decidendo in questo modo di non partecipare al conflitto. 3 agosto: la Germania dichiara guerra alla Francia, invade il Belgio, mettendo in atto il piano Schlieffen. 4 agosto: l’Inghilterra dichiara guerra alla Germania.

13 GUERRA DI TRINCEA (1915) La guerra di trincea ha rappresentato una caratteristica tipica e unica del primo conflitto mondiale. A differenza delle operazioni di assedio utilizzate nei secoli precedenti, la prima guerra mondiale rappresenta un elemento di novità, infatti le trincee degli opposti schieramenti correvano lungo tutto il fronte, rendendo impossibile condurre una guerra di movimento. 26 aprile: la delegazione italiana firma il Patto di Londra. In cambio di determinati riconoscimenti a livello territoriale, dichiara di entrare in guerra a fianco della Triplice Intesa. 7 maggio: i sottomarini tedeschi affondano il transatlantico inglese Lusitania. L’indiscriminata guerra sottomarina tedesca si arresta, temendo l’ingresso in guerra degli Stati Uniti in seguito alle varie proteste per la morte dei cittadini americani a bordo. 23 maggio: l’Italia dichiara guerra all’Austria. 24 maggio: l’esercito italiano si posiziona sulla linea del fronte.

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15 GUERRA DI POSIZIONE (1916) L'uso delle nuove tecnologie impiegate negli armamenti avrebbero portato uno stato a vincere sull’altro in tempi molto stretti. In realtà fin la Prima Guerra Mondiale si rivelò più lunga di quanto ci si aspettasse e divenne presto una guerra di posizione in cui le linee contrapposte si disputarono per anni pochi chilometri. 21 febbraio: ha inizio la battaglia di Verdun. 1 luglio: battaglia della Somme. 28 agosto: l’Italia dichiara guerra alla Germania. La Romania si schiera a fianco della Triplice Intesa. 16 settembre: sul fronte delle Somme fanno la loro comparsa, per mano degli inglesi, i primi carri armati.

16 RIVOLUZIONE RUSSA (1917) Il 1917 è l'anno della rivoluzione russa, o rivoluzione rossa, che portò la Russia, stremata da tre anni di guerra ad uscire a causa dei moti rivoluzionari interni. Lo Zar Nicola II sarà costretto ad abdicare e verrà quindi trucidato con l'intera famiglia dai rivoluzionari bolscevichi, segnando la fine definitiva dello zarismo. 1 febbraio: la Germania inizia la sua indiscriminata guerra sottomarina. 8 marzo: ha inizio la rivoluzione russa. 15 marzo: la zar Nicola II è costretto ad abdicare. Si forma un governo provvisorio. 2 aprile: gli Stati Uniti dichiarano guerra alla Germania. 19 luglio: contrattacco degli imperi centrali ai danni delle armate russe, che si sfaldano. 1 agosto: il papa Benedetto XV lancia un appello per fermare “l’inutile strage”. 24 ottobre: un forte attacco austro-tedesco sfonda il fronte italiano a Caporetto. 6 novembre: i bolscevichi prendono il potere, sotto la guida di Lenin. 9 novembre: Armando Diaz prende il posto di Luigi Cadorna alla guida dell’esercito italiano. 7 dicembre: gli Stati Uniti dichiarano guerra all’impero Austro-Ungarico. 10 dicembre: le truppe italiani, capeggiate da Luigi Rizzo, affondano la corazzata austriaca Wien.

17 CROLLO DEGLI IMPERI (1918) Dopo 4 anni e tre mesi di combattimenti, nel 1918 la prima guerra mondiale termina lasciando sul campo 37 milioni di morti, i civili morti furono 10 milioni. Le nazioni vincitrici, in base agli accordi presi tra il , data che segna l'ingresso degli Stati Uniti, ridisegnano la geografia dell'Europa. 3 gennaio: il presidente americano Wilson enuncia i suoi 14 punti per il mantenimento della pace mondiale. 3 marzo: Russia e Germania firmano il trattato di pace di Brest-Litovsk. 21 marzo: offensiva della Germania sulle Somme. 10 giugno: Luigi Rizzo affonda la corazzata austriaca Santo Stefano. 3 novembre: l’esercito italiano entra a Trento ed Trieste. 4 novembre: Italia ed Austria firmano un armistizio a Villa Giusti, mentre in Germania si susseguono diversi moti rivoluzionari. 9 novembre: abdica il Kaiser Guglielmo II. Nasce così la repubblica di Weimar.

18 LE BATTAGLIE PIU’ SANGUINOSE Battaglia di Tennenburg (1914): - prima battaglia della guerra che vide la vittoria tedesca sull’ impero russo - vittime: tedeschi russi Verdun (21 febbraio 1916) - ricordata come la battaglia più sanguinosa della prima guerra mondiale combattuta tra Francia e Germania, si concluse con una vittoria francese - vittime: francesi tedeschi Battaglia delle Somme (luglio-novembre 1916) -Coalizione anglo-francese cercò di sfondare la linea tedesca. Si concluse con una vittoria strategica da parte degli alleati: costruirono delle gallerie sotto le linee tedesche e le fecero esplodere. Entra in “scena” il carro armato. - vittime: francesi inglesi / tedeschi Battaglia di Caporetto (1917) -Grandissima disfatta dell’ esercito italiano. Le forze austro-tedesche sfondarono il fronte italiano - vittime: italiani ( prigionieri) austriaci e tedeschi Battaglia di Vittorio Veneto “… E LA VITTORIA SCIOLSE LE ALI AL VENTO” (24 ottobre 1918) - Vittoria decisiva dell’ esercito italiano sulle forze austriache - Vittime: italiani austriaci ( prigionieri)

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21 CRITICHE 1. Situazione europea e italiana prima del conflitto 2. La guerra di trincea 3. Prima guerra moderna 4. Un’ inutile strage

22 SCIENZE

23 Guerra chimica “Grande” Innovazioni belliche La chimica della guerra Nuove malattie

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25 “L’ Assassino nascosto” La scarsa igiene “Lo scemo di guerra” L ‘ aiuto della medicina Fecero del loro meglio?

26 La “spagnola” Sintomi Vaccini per tutti Sopravvissuti Le altre epidemie

27 Provvedimenti sanitari L’ ora d’ oro Trasporto dei feriti Strutture sanitarie Sangue “malato”

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29 Condizioni di vita L’ alimentazione Condizioni igieniche Strutture sanitarie Standard di vita

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31 LUOGHI CONNESSI ALLA GUERRA ARCHITETTURA E URBANISTICA MONUMENTI DELLA GRANDE GUERRA

32 MONUMENTI Un monumento (dal latino monumentum, "ricordo", da monère, "ricordare") ai caduti è un'opera architettonica di grande valore artistico e storico a ricordo di tutti coloro che in guerra hanno perso la vita.latinoarchitettonica Il monumento ai caduti di Benevento è situato in piazza 4 Novembre, meglio conosciuta come Piazza Castello e fu Inaugurato nel 1929 dal Re e gli alti ufficiali. La struttura è così composta: La statua della vittoria alata che brandisce una spada è posta sulla sommità di un basamento sul quale sono scritte ed incise le battaglie che vengono ricordate come l’Adamello, settore che durante la Guerra Bianca ebbe il peso strategico maggiore, registrando azioni belliche e gli eventi più significativi. (L'espressione Gebirgskrieg in tedesco, ovvero "Guerra di montagna", individua il particolare contesto e l'insieme di eventi del fronte italiano durante la prima guerra mondiale combattuta nel sulle Alpi del Tirolo meridionale tra le truppe del Regno d'Italia e dell'Impero Austro- ungarico) tedescofronte italianoprima guerra mondialeAlpiTirolo meridionaleRegno d'ItaliaImpero Austro- ungarico Compare qui anche la scritta XXIV maggio MCMXV che ricorda l’entrata in guerra dell’Italia. Quattro fontane, infine, sono alla base del monumento e le bocchette da cui esce l'acqua sono a forma di testa di lupa.

33 Il monumento ai caduti di Benevento, Piazza Castello

34 Il Vittoriano, a Roma, è uno dei monumenti più significativi della prima guerra mondiale in quanto dopo di essa, l'Altare della Patria, disegnato dallo scultore Angelo Zanelli venne scelto per ospitare la tomba del Milite Ignoto; si tratta di un soldato italiano morto durante la guerra che a causa delle gravi ferite non fu possibile riconoscere, proprio per questo motivo egli rappresenta tutti i soldati che morirono durante la guerra. Il milite ignoto fu tumulato nel monumento il 4 novembre del 1921 e da allora la sua tomba è sempre vigilata da un picchetto d'onore e da due fiamme che ardono perennemente. Il monumento è alto 81 m, largo 135m ed ha una superficie totale di metri quadrati. Esso presenta una struttura dinamica e semplice nella concezione generale ma assai complessa nei particolari. L'artistica cancellata d'accesso è opera di Manfredo Manfredi. Ai lati si trovano due gruppi scultorei in bronzo dorato, con soggetti ispirati al pensiero di Giuseppe Mazzini. Il Pensiero (a sinistra della scalinata). Rappresentato da un genio alato che Mette in fuga la Discordia e la Tirannide. Ai suoi piedi giace il Popolo, incitato ad alzarsi dalla dea Minerva. L'Azione (a destra della scalinata). Rappresentata da un'amazzone, che solleva la bandiera nazionale, mentre un leone ruggisce, una donna si getta contro il nemico, un giovane garibaldino si prepara all'assalto e un popolano grida alla riscossa. Percorrendo la scala si trovano, simmetricamente, due Leoni Alati e due Vittorie Alate.Milite Ignoto1921picchetto d'onoreManfredo ManfrediGiuseppe MazziniMinerva

35 Sulla sommità della scalinata è situato l'Altare della Patria, sotto alla statua della Dea Roma; questa indica che, fondamentale era avere la città eterna come capitale d'Italia. Sul terrazzo dell'Altare si trovano i seguenti gruppi scultorei, che simboleggiano i valori ideali degli Italiani: La Forza; La Concordia; Il Sacrificio; Il Diritto; Dopo il ripiano su cui è posto l'Altare della Patria, la scalinata si divide in due rampe simmetriche. Entrambe conducono a due ripiani da cui partono due ulteriori rampe che convergono verso il basamento della statua di Vittorio Emanuele e alla terrazza delle città redenti, ossia Trieste, Trento, Gorizia, Pola, Zara e Fiume. Alla base si trovano due altari simili a quelli delle città redenti, che recano il motto: "ET FACERE FORTIA" (a sinistra) "ET PATI FORTIA" (a destra). Sulla terrazza si trova un macigno proveniente dal Monte Grappa, per rappresentare tutti i luoghi ove i soldati italiani combatterono durante la Grande Guerra. L'altare è sovrastato da una grande statua della dea Roma. Il bassorilievo a sinistra dell'Altare rappresenta il Trionfo del Lavoro, con le seguenti allegorie: l'Agricoltura; il Genio; l'Industria; Il secondo bassorilievo, a destra dell'Altare, simboleggia il Trionfo dell'amor patrio; è composto dalle seguenti allegorie: tre Figure femminili; il Genio dell'Amore di Patria e l'Eroe; il Braciere del fuoco sacro della Patria, appeso ad una trave, elemento presente simmetricamente anche nel corteo del Lavoro.

36 Altare della Patria

37 I LUOGHI CONNESSI ALLA GUERRA Italia Nel 1922 Dario Lupi, sottosegretario alla Pubblica Istruzione, propose la creazione in tutti i centri abitati d’Italia di un Parco o Viale della Rimembranza, per ricordare e onorare i caduti della prima guerra mondiale. Il 27 Dicembre 1922 il ministero della Pubblica Istruzione inviò a tutti i Provveditori agli studi una lettera circolare con la quale veniva chiesto alle scolaresche d’Italia di farsi iniziatrici di una nobile idea: quella di creare in ogni città, la Strada o il Parco della Rimembranza. Per ogni caduto nella grande guerra, bisognava piantare un albero, su ognuno di questi dovevano essere posti 3 regoli in legno dei colori della barriera nazionale, con affissa sul regolo bianco una targhetta contenente i dati del caduto.

38 Parco della Rimembranza di Torino Il Parco della Rimembranza, noto come Parco della Maddalena, è un vasto giardino pubblico cittadino del Colle della Maddalena. Ha una estensione superiore a 90 ettari e ospita oltre alberi. Venne inaugurato con una solenne cerimonia il 20 settembre 1925 alla presenza del re Vittorio Emanuele III, per celebrare la vittoria italiana nella prima guerra mondiale ed i caduti torinesi.1925 Esso conserva la memoria dei caduti torinesi: accanto ad ogni albero è affissa una targa con il nome di un caduto della Grande Guerra. Il parco è celebre soprattutto perché ospita il monumento della Vittoria Alata, costruzione in bronzo, opera di Edoardo Rubino e commissionato nel 1928 dal senatore Giovanni Agnelli che decise di donarlo alla città per commemorare il decimo anniversario della vittoria dell'Italia nella prima guerra mondiale.

39 Villa Glori (Roma) Villa Glori è un parco di 25 ettari nella città di Roma, nel Municipio II, nel quartiere Parioli. Villa Glori non nasce come villa suburbana, ma come spazio rustico destinato a vigna e caccia, tanto che il costruito più antico è rappresentato da un casale fortificato. Nel 1923 il terreno di proprietà Glori fu destinato a parco pubblico per commemorare i caduti della Grande guerra e chiamato "Parco della Rimembranza". La progettazione fu affidata all'architetto Raffaele De Vico, e consistette nella realizzazione del piazzale centrale e di un tessuto di viali e nella messa a dimora di oltre alberi. L'inaugurazione avvenne nel 1924.

40 Nel nostro territorio Le date storiche nelle insegne stradali che corrispondono a episodi fondamentali della prima guerra mondiale nel nostro territorio sono: IV Novembre: La data, che celebra la fine vittoriosa della guerra, commemora la firma dell'armistizio siglato a Villa Giusti​ (Padova) con l'Impero austro-ungarico ed è divenuta la giornata dedicata alle Forze Armate. In questa giornata si intende ricordare, in special modo, tutti coloro che, hanno sacrificato il bene supremo della vita per un ideale di Patria e di attaccamento al dovere. XXIV Maggio: Il 24 maggio le truppe italiane oltrepassano il confine italo-austriaco, dirette alla conquista delle cosiddette terre irredente del Trentino, del Friuli, della Venezia Giulia. L’Italia entra dunque in guerra a fianco dell’Intesa. La via che, invece, celebra personaggi connessi alla guerra è: Via Armando Diaz: Militare di carriera, ebbe il comando del XXIII Corpo d'Armata durante la I Guerra Mondiale; dopo la disfatta di Caporetto sostituì Luigi Cadorna come comandante in capo dell'esercito italiano. Nel 1922 fu scelto come ministro della guerra da Mussolini.

41 ARCHITETTURA DEL 900 A partire dagli anni che precedettero la prima guerra mondiale si svilupparono numerosi movimenti aventi, come comune denominatore, il rifiuto della tradizione. Dapprima confinati alla letteratura e alla pittura, questi gruppi di avanguardia si estesero presto anche all'architettura. Si ricordano il Futurismo in Italia (Antonio Sant'Elia), l'Espressionismo in Germania (Fritz Höger) e il De Stijl nei Paesi Bassi. In particolare, il movimento De Stijl, fondato nel 1917, dette vita al Neoplasticismo, uno stile caratterizzato dall'esaltazione dei piani e dei setti murari, spesso colorati diversamente, accostati in modo tale da compenetrarsi tra loro, senza tuttavia chiudere tridimensionalmente l'angolo del volume. Queste teorie e le opere realizzate in seno al movimento De Stijil influenzarono notevolmente gli altri gruppi avanguardistici. Esempio di architettura di quel periodo in Italia è Piazza Roma di Benevento.

42 ARTE CONTEMPORANEA L'arte contemporanea è caratterizzata da opere prodotte con tecniche e linguaggi interdipendenti: videoarte, pittura, fotografia, scultura, arte digitale, disegno, musica, happening, fluxus, performance, installazioni. L'arte contemporanea non va confusa con i lavori dell'arte moderna, nonostante le tendenze e i movimenti si possano direttamente riferire al modernismo. Molte delle direzioni dell'arte moderna sono coinvolte nell'esplorazione base della pittura, per esempio del colore, del colpo di pennello e della tela di canapa.

43 STRADE IN ITALIA NEL PRIMO 900 Nei primi anni del 1900 in Italia inizia la costruzione delle prime strade con asfalto.

44 STRADE DI OGGI Oggi la rete stradale in Italia conta circa km.

45 RETE FERROVIARIA 1900 Concluso il primo conflitto mondiale, anche le ferrovie italiane ne uscirono gravemente dissestate e usurate; si diede così inizio a un radicale rinnovo e ammodernamento. Nel 1936 lo Stato esercitava direttamente km., le private km. TOTALE KM

46 RETE FERROVIARA OGGI dati al: 31 dicembre 2014 LINEE FERROVIARIE IN ESERCIZIO km LUNGHEZZA COMPLESSIVA DEI BINARI km

47 DIARIO DELLA GUERRA Parte Prima Oggi papà è molto agitato. Tutti in famiglia sono molto agitati. Ho sentito da Papà che qualcuno è morto. Non capisco il motivo di tutto questo caos. Ogni tanto qualcuno muore, è stata proprio la Mamma a dirmelo. Ha detto che era una cosa triste, ma naturale. Quindi perchè tanta agitazione? Forse è un parente, un amico? Non è qualcuno che conosciamo, non direttamente almeno, mi ha rimproverato Ambra quando glie l'ho chiesto,ma è uno davvero molto importante. Pensavo che la morte fosse uguale per tutti, ma a quanto pare mi sbagliavo. Alcuni sono più importanti di altri, siano essi in vita o meno. Anche la Vecchia Signora ha detto che è "solo un nobile in meno", e che "qualcun'altro morirà per questo". "Molti qualcuno..." ha detto Mamma. Ovviamente l'ha detto sottovoce, pensando che io,come gli altri,non la sentissi. Ma Mamma parla sempre sottovoce e io ho imparato ad ascoltarla. Perchè di solito Mamma ha ragione. "Se l'è andata a cercare." ha detto invece Ambra. Sottovoce ma a voce abbastanza alta da farsi sentire da tutti. Rispettosa ma ascoltata. Non ho mai capito come faccia, io non ci riesco. "Il Vangelo dice: non dare le perle ai porci, che ti si rivolteranno contro." ha rincarato la Vecchia Signora martoriando ulteriormente un crocifisso fra le mani. Non sono sicura di aver capito, ma Federico dice che era un uomo molto tollerante. Deve essere pericoloso essere tolleranti, se la gente arriva perfino a tentare di ucciderti per questo.

48 Oggi Papà ha detto che rimarremo neutrali. Non so cosa significhi. Ambra dice che è una grande porcheria, che il governo e smidollato e che, invece di rubare braccia all'agricoltura per mandarle a scuola dovrebbe usarle per tenere alto il nostro onore. Usano tutti il noi ultimamente, come se loro, chiunque essi siano, ci avessero fatto un torto personale di qualche genere. Papà dice che ci hanno rubato qualcosa. Federico tace come sempre. Sono andata a controllare se tutti i miei pastelli fossero ancora al loro posto e ne manca uno, il rosso. Che siano stati loro? Mamma dice che rimanere neutrali è come quando due persone litigano e tu ti tieni fuori dai guai. Non vedo cosa ci sia di male in questo. Ma non bisognerebbe provare a fermarli? Mamma mi ha guardato con un sorriso triste e ha detto che è impossibile. Continuo a non capire. Oggi Ambra sembra raggiante. Siamo in guerra ha detto. Il dado è tratto. Non ho afferrato bene cosa centri la minestra, ma stando a quel che mi ha detto Mamma la guerra è quando molte persone si picchiano a vicenda. Spero che ci sia almeno un motivo valido, ma francamente mi sembra una cosa molto stupida. La Vecchia Signora brontola dal suo antro e Federico non sembra molto contento. Coi suoi amici sussurrava qualcosa sullo scappare. Da chi? Non lo so, ma da come ne parlava deve essere qualcuno di molto cattivo. Il Signore con la Bombetta è piombato in casa a sorpresa e si è autoinvitato a cena. Ha mangiato più lui che tutti noi messi assieme. Anche lui è felice. Sono tutti felici, tranne alcuni, come Federico. Il verde è sparito dalla scatola dei colori. Il Signore con la Bombetta afferma che la guerra è una grande occasione, che l'industria fiorirà,che avremo molti vantaggi. Gli operai si risolleveranno contro la casta impugnando i risultati della loro battaglia. Sembra sicuro di vincere, contro loro, gli infami, gli usurpatori.

49 Devono avergli fatto un torto molto grave. Forse gli hanno rubato la bombetta. Oggi Papà e Federico sono partiti. Arruolati per la guerra. Mamma piange. Ambra è raggiante. Torneranno presto, ha detto,sarà una vittoria veloce. Una cosa gloriosa. Mi fermo qui per oggi, o macchierò il diario di lacrime. Oggi è arrivata una lettera da Federico. Sembra che la guerra stia andando bene. Hanno perso molti uomini. Ma per una giusta causa. Il fronte non avanza. Ma è questione di tempo. La fine è lontana. Ma vinceremo. Vi voglio bene. Stranamente questa è l'unica frase a non avere una sua antitesi. Intanto qui le cose si fanno difficili. Il cibo scarseggia, non ci sono più uomini a lavorare in fabbrica o nei campi. La gente è scontenta. Gli stessi che manifestavano per la guerra ora si lamentano della sua durata. Come sempre è colpa del Governo. E di loro. Mamma fa la spola fra casa e lavoro. Ieri Ambra gli ha urlato contro, ha detto di essere disgustata dalla sua mancanza di onore. Una donna non dovrebbe sporcarsi le mani di olio o frequentare simili posti. I giornali dicono che le donne al lavoro perdono la loro femminilità, si mettono strane idee in testa e tradiscono l'onore della famiglia. Lo dicono gli esperti, quindi deve essere per forza vero. Sarà il marciapiede il suo prossimo passo? gli ha domandato ieri. Intende forse chiedere soldi alla gente per strada? Non mi piace l'idea che Mamma chieda l'elemosina,ma che altro potremmo fare? Aspettare, ha detto Ambra, aspettare.

50 Oggi la guerra è finita. Ambra è comunque arrabbiata. Siamo stati traditi, dice. Promesse non rispettate, patti infranti, non so che altro. Si è andata a iscrivere da qualche parte. Non so dove. Ha detto che risorgeremo, ci vendicheremo di loro. Ancora loro! Dev'essere una congiura. La Vecchia Signora se n'è andata un anno fa, nel sonno. Dalla scatola di pastelli manca il bianco. Sparito anche lui. Saranno stati loro, come sempre. Federico è tornato. Ma non ha più una gamba e a ogni rumore sobbalza. Ha lo sguardo spiritato. Ambra dice che ha fatto il suo dovere, che il Paese è orgoglioso del suo sacrificio. Papà non è tornato. L'Uomo con la Bombetta ha annunciato che è un eroe. Mamma però piange, non sembra felice. Nessuno sembra davvero felice alla fine. Mi domando quando tornerà papà. Parte Seconda Ho freddo. Il che è una cosa positiva, perchè vuol dire che sono ancora vivo. Ma a questo punto, non so se questo sia un bene o un male. Devo smettere di pensarci o diventerò pazzo. Bisogna concentrarsi sui bisogni primari, qui in trincea. Chiedersi se domani respirerai ancora o se verrai freddato a tradimento da un cecchino nemico non porta a nulla di concreto. Sopravvivere un altro giorno. Mettere qualcosa sotto i denti. Queste sono le cose a cui pensare.

51 Tieni la testa bassa o sei morto,qui in trincea. Sembra molto logico ora. Ma nessuno ce l'aveva detto, ed è così che se ne sono andati i più stupidi. In realtà sono molte le cose che non ci avevano detto. Per esempio che la guerra non l'avremmo combattuta in pianura, col sole sulla fronte e una sventolante bandiera a guidarci,morendo da eroi, bensì nelle fosse, tombe già scavate, strisciando nel fango, per finire la nostra vita come vermi. Ci avevano assicurato che sarebbe stata una cosa veloce, quasi una passeggiata, una vittoria lampo, sicura. Diamine. Non vedo la mia famiglia da...quanto? Me ne sono dimenticato. Ci hanno dato berretti da indossare, come se la stoffa potesse fermare le pallottole, scarpe inutilizzabili già alla prima settimana e luride borracce di legno. Le tende sono inutili con la pioggia e l'unica soluzione è scavarsi un riparo nella terra con le unghie, se non si vuole correre il rischio di non svegliarsi più. Non abbiamo pinze tagliafili, ovviamente. A cosa sarebbero servite, in un glorioso campo di battaglia? Ma ora, mentre tentiamo di rimuovere le recinzioni del nemico, esposti a chiunque sappia usare un arma da fuoco, ci farebbero davvero comodo. Quando l'assalto chiama, dopo giorni passati a studiare non so cosa delle strategie nemiche, usciamo dalle fosse e ci lanciamo sugli avversari, del tutto scoperti. Morire sembra così facile qui. Le nostre mitragliatrici non funzionano, ogni tanto si inceppano, e più passa il tempo più i nuovi arrivati sono giovani ed impreparati.

52 Su in montagna dicono sia anche peggio: niente fonti di riscaldamento, eccetto qualche fornelletto da campo, niente occhiali per proteggerti dal sole (che nella vita quotidiana potrebbero sembrare un vezzo, ma qua fanno la differenza fra vivere e morire) e splendide uniformi grigio-verdi, che nel bianco della neve non forniscono certo un adeguata mimetizzazione. Almeno il cibo è abbondante. Bhe, abbondante è una parola grossa.... ma qui ogni miglioramento è un lusso. Se fosse anche minimamente commestibile,invece che duro come le pietre o molle come gelatina informe, sarebbe preferibile, ma non si può avere tutto dalla vita, no? Farlo arrivare fin qui dalle retrovie, nel cuore della notte, è già difficile di per se. Se sei in prima linea hai diritto a qualcosa in più e prima di ogni assalto puoi avere anche liquore e cioccolata. Ovviamente potrebbe essere il tuo ultimo pasto. L'acqua invece scarseggia, ma puoi sempre riempirti lo stomaco con qualche motto patriottico, ben impresso sulle scatole delle razioni.

53 In guerra certe cose assumono un valore immenso, o lo perdono del tutto, a seconda dell'individuo. Non dovrei fare, figuriamoci condividere, simili riflessioni: Luigi Cadorna ha imposto un regime estremamente severo, e scherzare su certe cose qui può costarti la vita. Ogni lettera spedita a casa viene sempre controllata e, nel caso contenga critiche verso i superiori, dubbi sulla strategia militare adottata, informazioni non pubblicate dai giornali o, più in generale, manchi di esprimere entusiasmo verso la guerra, si rischia il carcere militare. Rifiutarsi di lanciarsi all'attacco vuol dire essere fucilati alle spalle dai carabinieri. Disertare può costarti la vita. Trasgredire a un ordine può costarti la vita. Perfino tornare in ritardo dopo una licenza può costarti la vita. Molti non resistono alla vita in Trincea, alle sue regole, ai continui assalti, alla situazione che peggiora ogni giorno di più. Alcuni si ribellano. Allora i generali decimano: prendono soldati a caso e li condannano a morte, come nel caso della Brigata Catanzaro, ribellatasi dopo continue missioni suicide. Altri, tanti, si infliggono ferite più o meno gravi (si sparano a una mano, assumono sostanze potenzialmente mortali) oppure si fingono pazzi, per ottenere una licenza medica e tornare a casa. Non sempre funziona e qualcuno alla fine da di matto per davvero. I più furbi e i codardi sono direttamente scampati alla leva, fuggendo all'estero o imboscandosi nelle campagne. Quelli davvero disperati si consegnano al nemico, preferendo la prigione alla trincea.

54 E' strano come le persone reagiscano a questo tipo di vita. Siamo a costante contatto con la morte,ogni secondo può essere l'ultimo. Basta una pallottola al posto giusto, un frammento di granata al momento sbagliato ed è tutto finito. Forse è per questo che santini e figurine hanno così tanta diffusione in trincea. Si prega la Vergine Maria di proteggerci, di avere pietà per i caduti, di darci qualcosa, un paradiso dopo la morte, che possa giustificare questo inferno in terra. Di fermare le pallottole dirette al cuore, se il cartoncino con su scritto "fermati!" che vi abbiamo apposto sopra non funziona. Forse anche di perdonarci. Il rapporto col nemico è...controverso. Siamo qui per ucciderci a vicenda, per volere di Dio o capriccio dell'Uomo, e lo facciamo, fin troppo bene se è per questo. Eppure, di nascosto, scambiamo tabacco e cibo, ci accordiamo su tacite tregue, magari a Natale, portandoci perfino piccoli doni, arrivando, per quanto assurdo, in quella mistica Vigilia, a incontrarci, a bere, a cantare col nemico. A comprendere quanto sia assurdo seguire gli ordini del Re per noi semplici Pedoni, che poco o meno ci guadagniamo da questa guerra,a chiederci se tutto ciò possa finire,anzi a domandarsi per quale assurda ragione ci troviamo qui,tutti sulla stessa barca,costretti a combattere fra noi come schiavi al Colosseo. Il resto del tempo continuiamo ad ammazzarci l'un l'altro, come se nulla fosse. Comunque, ora mi sento meglio, non ho più freddo. E' tanto, che non mi sento così bene, da... non me lo ricordo più.

55 Però sono... stanco, molto stanco. Penso che mi concederò una pausa, una cosa breve, giusto per riprendere le forze, prima del prossimo assalto. Anche se il generale non vuole e il nemico insidioso mi tiene sotto mira. Dovrei almeno scavarmi un riparo, il cielo è nuvoloso, pare venga a piovere. Ma sono troppo stanco. Penso che mi fermerò un attimo qui...solo...solo per un po’...


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