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Antonio Chiomenti © 2002 - 2005 Introduzione alla Gestalt Antonio Chiomenti e Eugenio Lampacrescia Introduzione alla Gestalt.

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1 Antonio Chiomenti © Introduzione alla Gestalt Antonio Chiomenti e Eugenio Lampacrescia Introduzione alla Gestalt

2 Antonio Chiomenti © Introduzione alla Gestalt Gestalt - Agenda Le origini culturali e filosofiche. Le leggi della percezione. Obiettivo della Gestalt. Fritz Perls – Biografia. Perls in terapia. Le emozioni. Perls e lo studio del sè. La relazione tra figura e sfondo. Perls e lo studio del sè.La relazione tra figura e sfondo. Definizione di Gestalt. Perls e la psicoanalisi. Gestalt, transfert e controtransfert. Perls e la psicoanalisi.Gestalt, transfert e controtransfert. Il ciclo del contatto (sano) e le sue fasi. Le interruzioni del ciclo del contatto. Le tecniche e il processo di cambiamento per strutturare un funzionale “ciclo del contatto”. Le tecniche e il processo di cambiamento per strutturare un funzionale “ciclo del contatto”.

3 Antonio Chiomenti © Introduzione alla Gestalt Gestalt Da dove nasce Forma unitaria di struttura significativa Gestaltung Dare una struttura significativa Il campo percettivo è caratterizzato da uno sfondo e una figura : sfondo e figura sono collegati Ciò che viene percepito ( = l’oggetto ) è una forma e dipende da : fattori esterni ( = contesto ) fattori interni ( = individuali ) Il nostro campo percettivo si organizza spontaneamente sotto forma di strutture significative ( = Gestaltung ) Un elemento cambia significato se cambia contesto, quindi un comportamento va compreso nel suo contesto Il tutto è diverso dalla somma delle parti Perls Il significato viene creato dalla figura in primo piano (percezione) contrapposta allo sfondo (realtà) Perls Perls L’oggetto dell’ambiente che in un dato momento viene percepito in primo piano è quello che dovrebbe servire a soddisfare il bisogno primario in quel dato momento Perls

4 Antonio Chiomenti © Introduzione alla Gestalt Da dove nasce Gestalt Fritz Salomon Perls FENOMENOLOGIA Il COME, il DOVE e il QUANDO hanno un’importanza maggiore del ( = precedono il ) PERCHÈ La consapevolezza del processo precede il discorso sulle cause I fattori individuali conferiscono al contesto ambientale e all’esperienza un significato unico e irripetibile La coscienza del proprio se corporeo è un’esperienza irripetibile ESISTENZIALISMO Le esperienze concrete precedono le teorie La singolarità dell’esistenza La responsabilità personale (scelgo, non DEVO) = scegliere è intrinseco alla natura umana, dà significato e struttura (forma) alla vita Response Ability = Abilità (capacità) di risposta (adattamento) Gestalt come “terapia dell’ovvio” (Perls), del fenomeno così come si presenta La DESCRIZIONE è più importante dell’INTERPRETAZIONE

5 Antonio Chiomenti © Introduzione alla Gestalt Da dove nasce TAOISMO Il pesce ( = l’essere umano ) non può essere concepito senza l’acqua ( = il suo contesto ) TANTRISMO (BUDDISMO VAJRAYANA) Cerca l’illuminazione QUI E ORA BUDDISMO Se incontri il Buddha sulla tua strada, uccidilo! ( = non introiettare modelli…sii responsabile di te stesso! ) Il saggio vive all’interno del flusso di coscienza, consapevole che tutto è uno Non spingere il fiume… Esso scorre da solo! Gestalt Fritz Salomon Perls

6 Antonio Chiomenti © Introduzione alla Gestalt Obiettivo Gestalt Integrazione tra ciò che è consapevole e ciò che ancora non lo è ( = lavorare sulla consapevolezza ) Punto di equilibrio tra istinto e capacità organizzativa (responsabilità personale) Percepire le connessioni tra passato, presente e futuro nel “QUI E ORA” Essere come stare meglio (in modo armonico e fluido) in relazione con l’ambiente “Autodeterminarsi” = sperimentare per adattarsi creativamente all’ambiente, ad essere se stesso e quindi liberi dai condizionamenti sociali SENTO SONO CONSAPEVOLE SCELGO SPERIMENTO SONO AL MONDO (CAMBIO)

7 Antonio Chiomenti © Introduzione alla Gestalt Biografia Nasce l’8 luglio 1893 a Berlino. Ultimo di tre figli. Suo padre è un commerciante di vini, violento, collerico ed infedele cronico, spesso in viaggio, assente psicologicamente. La madre è un ebrea tradizionalista amante dell’arte e del teatro, passione che trasmetterà a Fritz. La sorella maggiore Elsa è quasi cieca e pertanto iperprotetta dalla madre. La seconda sorella, “un maschio mancato”, rimarrà legata a Fritz per tutta la vita. Il clima familiare è violento e Fritz svilupperà un odio sempre più profondo per il padre (si rifiuterà di andare al suo funerale) Gestalt Fritz Salomon Perls

8 Antonio Chiomenti © Introduzione alla Gestalt Biografia 1906 (13) : è espulso da tutte le scuole, il padre lo manda a lavorare in una pasticceria 1907 (14) : si iscrive in una scuola speciale, molto più tollerante, dove sviluppa la passione per il teatro che non lo abbandonerà per tutta la vita 1916 (23) : partecipa alla prima guerra mondiale come volontario nella croce rossa. Sarà ferito in modo grave alla fronte, sviluppando disturbi del comportamento dissociativi e depersonalizzazione. Non si riprenderà mai totalmente dal trauma di vedere i suoi compagni finire a martellate i soldati nemici gasati nelle trincee. Gestalt Fritz Salomon Perls

9 Antonio Chiomenti © Introduzione alla Gestalt Biografia Gestalt Fritz Salomon Perls 1921 (28) : si laurea in medicina alla Fridrick Wilhelm Universität di Berlino e diventa neuropsichiatra. Di fatto il suo interesse principale resta il teatro. Resta impressionato da Max Reinhardt. Frequenta regolarmente i caffè letterari di Berlino ed è qui che incontra Friedlander filosofo importantissimo nella sua formazione. Friedlander sviluppa il concetto di pensiero differenziale indicando con questo termine un pensiero non lineare (causa-effetto) che tiene conto dell’esistenza degli opposti da una posizione di neutralità e della necessità di guardare ai fenomeni da un punto zero. Evitando una visione unilaterale acquisiamo una capacità di comprensione molto più profonda. Secondo Naranjo il concetto di coscienza indifferenziata di Perls si avvicina al concetto di vuoto del buddismo vahayana. Reinhardt insegnava ai suoi attori il metodo dell’identificazione totale con il personaggio, l’arte di ascoltare con tutti i sensi, con la bocca, gli occhi, il naso e persino la pelle. Comprendeva bene l’importanza del ritmo, delle tensioni e del silenzio tanto che la prosa si trasformava in musica. Reinhardt mostrava a ogni attore come interpretare i personaggi usando la loro specificità individuale. Aiutava l’attore a scoprire il suo potenziale.

10 Antonio Chiomenti © Introduzione alla Gestalt Biografia 1925 (32) : continua ad abitare con la madre, è trasandato, si definisce “abbrutito dalla masturbazione”. A causa delle ferite di guerra si sente abulico e depresso. Teme per la sua fertilità (32-36) : incontra Lucy, una donna conosciuta in una corsia di ospedale con la quale sperimenta ogni forma di sessualità: la relazione dura qualche mese. Nel frattempo decide di rivolgersi ad una psicoanalista. Sceglie Karen Horney che gli resterà amica per tutta la vita. La Horney lo invita a distaccarsi da Lucy e a recarsi a Francoforte presso l’istituto Kurt Goldstein dove dal 1926 lavora sui disturbi della percezione con i cerebrolesi. Goldstein riteneva che il comportamento individuale tende all’integrità organismica e all’autorealizzazione per quanto l’organismo possa sembrare danneggiato. Incontra Laura Posner che diventerà sua moglie. Conosce Buber e altri pensatori esistenzialisti. Gestalt Fritz Salomon Perls

11 Antonio Chiomenti © Introduzione alla Gestalt Biografia Gestalt Fritz Salomon Perls (32-36) : a Francoforte segue una seconda analisi con Clara Happel la quale dopo un anno dichiara chiusa l’analisi. Si reca allora a Vienna e comincia a lavorare come psicoanalista sotto la supervisione di Helene Deutsch. Torna a Berlino e riprende un ciclo di analisi con Eugen Harnick psicoanalista ortodosso, innamorato della neutralità, che “per 18 mesi 5 volte alla settimana mi vede senza analizzarmi” 1930 (37) : dietro consiglio della Horney intraprende una analisi con Wilhelm Reich. Finalmente si sente compreso e ritrova la sua energia vitale Reich sviluppa la sua analisi sul presente, conduce una terapia attiva toccando il corpo dei pazienti. Consente l’espressione dell’aggressività e parla di politica. Sarà presto espulso dalla società psicoanalitica e successivamente arrestato e rinchiuso in manicomio dal governo americano (38) : nasce il primo figlio di Perls, una bambina

12 Antonio Chiomenti © Introduzione alla Gestalt Biografia Gestalt Fritz Salomon Perls 1933 (40) : fugge in Sudafrica a causa delle persecuzioni naziste contro gli ebrei. In Sudafrica fonda l’Istituto di Psicoanalisi e diventa presto molto ricco. In seguito dirà di questo periodo “ero diventato un freddo calcolatore come la maggior parte degli analisti di mia conoscenza” 1936 (43) : si reca al congresso internazionale di psicoanalisi a Praga. Ha elaborato una relazione sui primi conflitti orali a cui viene dedicata una scarsa attenzione. Freud lo riceve solo per pochi minuti e Reich non si ricorda di lui. E’ molto deluso tuttavia continua ad elaborare i suoi concetti 1940 (47) : pubblica il primo libro “Ego Hunger and Aggression” (L’io, la fame, l’aggressività) L’importanza del momento presente, quella del corpo La ricerca di un approccio più sintetico che analitico La contestazione della nevrosi di transfert L’importanza di sostenere un contatto autentico e diretto con il cliente L’esposizione delle tecniche di concentrazione e di visualizzazione Il principio di responsabilità, l’individuazione degli evitamenti al contatto pieno

13 Antonio Chiomenti © Introduzione alla Gestalt Biografia Gestalt Fritz Salomon Perls (49-53) : scoppia la seconda guerra mondiale e si arruola nuovamente. Le occasioni di infedeltà si moltiplicano ed egli progressivamente si distacca dalla famiglia fino ad allontanarsene completamente (53-58) : si reca a New York dove prosegue la sua carriera di analista fino al 1951, anno in cui esce “Terapia della Gestalt”. Egli si va interessando sempre di più alla terapia di gruppo e frequenta sempre di più gli ambienti anarchici e bohemienne della città circa (58) : incontra Paul Goodman, poeta e scrittore anarchico che diventerà successivamente uno dei pensatori del gruppo dei sette che comprenderà Perls, Laura Goodman, Isadore Fromm, Paul Wiesz, Elliot Shapiro e Sylvester Eastman.

14 Antonio Chiomenti © Introduzione alla Gestalt Biografia Gestalt Fritz Salomon Perls (59-62) : comincia a girare l’America cercando di diffondere il suo metodo. In questo modo conosce diversi terapeuti che lo arricchiscono molto, la Selver che gli trasmette il metodo della presa di coscienza sensoriale, Moreno lo psicodramma, Ron Hubbard che sostiene la catarsi nel presente. In questo tempo matura la crisi fra i suoi allievi e lui stesso e abbandona il gruppo dei sette (63-66) : si rifugia in California. Stanco, depresso, ha quasi abbandonato la professione. Incontra Marty, una donna di 37 anni sua paziente per un disturbo sessuale, che Perls seduce e coinvolge in esperienze sessuali audaci e senza limiti e sembra riprendersi per un periodo. Purtroppo lei, ossessionata dalla sua gelosia, lo lascia per uno più giovane e lui ricomincia a vagare per l’America. In questo periodo assume droghe tutti i giorni.

15 Antonio Chiomenti © Introduzione alla Gestalt Biografia Gestalt Fritz Salomon Perls (67-70) : si reca in Israele dove vive semplicemente dipingendo e poi ancora in Giappone per 10 mesi in un monastero Zen (71-74) : incontra Michael Murphy che lo invita a Big Sur in una splendida residenza sita fra colline e acque termali soprannominata Esalen a tenere una serie di conferenze sulla terapia della Gestalt. È l’inizio della fama. Fritz si stabilizza lì e anno dopo anno sistematizza la sua teoria, incontrando un numero di persone sempre più grande 1968 (75) : conquista la copertina del Times. Perls filma le sessioni di lavoro e incontra esperti da tutto il mondo. Intorno a lui si raccolgono numerosi terapeuti.

16 Antonio Chiomenti © Introduzione alla Gestalt (75-77) : ancora una volta si trasferisce, questa volta in Canada nell’isola di Vancouver dove impone la regola ferrea “niente bambini”. Finalmente vive secondo le sue regole facendo vita comunitaria con altre 30 persone che lo hanno seguito Biografia Gestalt Fritz Salomon Perls Dichiara: “Finalmente sono in pace per la prima volta nella vita e non ho bisogno di battermi contro gli altri” Il 14 marzo del 1970 di ritorno da una serie di viaggi in Europa, colpito da infarto cardiaco, viene ricoverato in ospedale a Chicago dove si era recato per una dimostrazione e dopo una settimana muore. Le sue ultime parole furono “non dirmi cosa devo fare” rivolto ad una infermiera che gli ordinava di restare a letto.

17 Antonio Chiomenti © Introduzione alla Gestalt Perls in terapia Perls era attentissimo e presentissimo nella relazione. Valorizzava molto l’intuizione del momento e sulla base di questa intuizione svolgeva la sua azione tutta finalizzata a farti sentire la tua stessa presenza. Far sì che il cliente “si sentisse” : attenzione al presente (come, in che modo, quando). Confrontazione dei giochi e delle manipolazioni. Costringeva a prendere coscienza dei giochi. L’attualizzazione, essere quello che si è, è possibile solo nell’incontro reale con il mondo. Rispetto totale per l’unicità dell’esperienza di ogni singolo cliente. Attenzione alle sfere del dolore e del piacere (la coscienza è ristretta, l’essere non è, nella misura in cui rifiutiamo il dolore o il piacere). Gestalt Le emozioni perls “non esistono emozioni negative… le emozioni SONO …e basta”

18 Antonio Chiomenti © Introduzione alla Gestalt Perls e lo studio del sé Lo studio della maniera in cui una persona funziona nel suo ambiente, lo studio di ciò che accade al confine-contatto tra l’individuo e il suo ambiente. Ed è qui, a questo confine-contatto, che gli eventi psicologici si verificano. I nostri pensieri, le nostre azioni, il nostro comportamento, le nostre emozioni, sono il nostro modo di sperimentare questi eventi di confine. Il confine tra l’individuo e il mondo è chiamato confine-contatto. Perls (1973) La persona ha bisogno di dare un significato alle sue percezioni / esperienze / esistenza e definirle in termini di totalità significative

19 Antonio Chiomenti © Introduzione alla Gestalt Perls e lo studio del sé Il sé è una funzione del campo organismo / ambiente Poiché il campo cambia continuamente, il sé deve cambiare continuamente se vuole sopravvivere Il ciclo del contatto serve a questo scopo L’uomo sano, attraverso il contatto, dà a Cesare quel che è di Cesare e trattiene per sé ciò che è suo ( = confine ) Il sé è quella parte della persona che rappresenta il punto di unione tra l’organismo e l’ambiente ed è quella parte della persona che: sente è consapevole orienta aggredisce manipola l’appropriatezza dell’ambiente e dell’organismo Perls (1951) Perls (1969)

20 Antonio Chiomenti © Introduzione alla Gestalt La relazione tra figura e sfondo La buona esperienza è quella della percezione di una figura chiara ( = Gestalt ) dopo l’altra… immediatamente distinta e distinguibile dallo sfondo e di forte interesse Quando un bisogno è soddisfatto l’oggetto che ne ha permesso il soddisfacimento non rimane permanentemente in figura, ma passa sullo sfondo cedendo la dimensione di figura ( = Gestalt ) a un altro bisogno e quindi a un altro oggetto idoneo a soddisfarlo La sequenza di momenti ( = processo ) nell’alternanza figura-sfondo costituisce il cd. Ciclo dell’esperienza o ciclo della formazione e distruzione della figura ( = Gestalt ) o ciclo del contatto. Clarkso n (1988)

21 Antonio Chiomenti © Introduzione alla Gestalt Gestalt Fritz Salomon Perls In ambito terapeutico, scopo della Gestalt è far scoprire, esplorare, sperimentare alla persona la sua propria forma, il suo modello, la sua interezza Entità strutturale ( forma ) che è diversa dalla somma delle sue parti e a cui il sé conferisce nel suo divenire un attributo di forma significativa ( = Gestaltung ) in quanto ritenuta idonea a soddisfare un bisogno che può riportare l’organismo in omeostasi Definizione di Gestalt Petruska Clarkson Gestalt Cousenling 1988 Le persone possono permettersi di diventare quello che già sono e quello che potenzialmente possono diventare

22 Antonio Chiomenti © Introduzione alla Gestalt Gestalt Fritz Salomon Perls Perls e la psicoanalisi Perls non era d’accordo con la visione di Freud dell’apparato mentale diviso in ego, id e superego Sottolineò l’interezza o integrità della personalità e vide l’io come il qui-ed-ora dell’esperienza della persona L’eccitamento è la fonte della vita ed è valutato positivamente nella sua funzione di predisporre la persona all’azione finalizzata al soddisfacimento dei propri bisogni (critica alla visione del super-io come fonte di ansia in rapporto al “calderone ribollente delle istanze antisociali dell’es”) Il concetto dell’inconscio come regione inaccessibile della personalità è sostituito dall’alternanza figura/sfondo del concetto funzionale di consapevolezza (sfondo come “inconsapevole in questo momento”) Clarkson (1988)

23 Antonio Chiomenti © Introduzione alla Gestalt Gestalt e transfert Permettere al cliente di elaborare i meccanismi transferali ( = blocchi al contatto attuale ) Rivivendo liberamente il transfert il cliente separa la relazione distruttiva che origina il transfert ( = di cui non importa cercare il perché ) da quella positiva col counselor che gli permette di elaborarlo Gestalt e controtransfert Le reazioni emozionali del counselor verso il cliente possono essere distruttive ( = mancanza contatto autentico qui-e-ora col cliente ) Possono essere distruttive se: provengono da affari non conclusi del counselor provengono da emozioni/atteggiamenti del counselor simili a quelli di persone significative del passato del cliente si crea confluenza (fusione emotiva) col cliente Clarkson (1988)

24 Antonio Chiomenti © Introduzione alla Gestalt Gestalt Fritz Salomon Perls Il ciclo del contatto-ritiro e le sue fasi Il ciclo del contatto come “ ciclo continuo del SE’ ” Il ciclo del contatto ( o dell’istinto o dell’esperienza ) è la rappresentazione della mente umana come processo ( quindi non una struttura alla Freud ) funzionale e finalizzata a conservare l’ omeostasi ( = l’equilibrio ) all’interno di un dato ambiente dell’organismo di cui la mente fa parte La mente è come una membrana di una cellula… …funzionale a garantire PROTEZIONE e SCAMBIO rispetto all’ambiente circostante Il sé si identifica con la mente Mente e corpo sono uno La mente non è una struttura ( = non è l’ essere…) La mente è un processo ( = … ma l’essere al mondo ) … un processo ( = flusso ) di scambio e adattamento creativo tra individuo ( = organismo ) e ambiente quindi : la vita è un processo di contatto tra un organismo e l’ambiente Principio di autoregolazione organismica (Perls) Flusso di alternanza ciclica tra creazione e distruzione di Gestalt che si succedono al succedersi dei bisogni dell’organismo

25 Antonio Chiomenti © Introduzione alla Gestalt Gestalt Fritz Salomon Perls Sento Sono consapevole Sono eccitato (responsabile) Contatto Sono soddisfatto Mi ritiro (riposo) Le fasi del contatto sano Sentire Essere consapevole Precontatto (contatto preliminare) Essere eccitato Contattare Essere soddisfatto Contatto pieno ( momento del contatto) Riposarsi Post-contatto (assimilazione) L’organismo è mobilitato da uno stimolo interno o esterno L’organismo prepara le sue risorse ad affrontare l’ambiente a seguito di una decisione responsabile Il momento della sana confluenza tra IO (organismo) e TU (ambiente) nel QUI E ORA Integrazione dell’esperienza, omeostasi, equilibrio, crescita, preparazione/disponibilità ad un nuovo ciclo del contatto Il contatto avviene al confine tra sé e ambiente I preziosi momenti della gratificazione del contatto, assaporare il piacere del godimento Decido come agire Agire Contatto ( decido di agire) Generare una serie di opzioni tra cui scegliere Scegliere una opzione di contatto (in setting di counseling) Sperimentare nuovi sentimenti, atteggiamenti, risorse rimettendo in azione affari non conclusi del passato Il vuoto è necessario ad accogliere un nuovo “pieno”

26 Antonio Chiomenti © Introduzione alla Gestalt Le interruzioni del ciclo del contatto Un meccanismo di interruzione del ciclo di contatto diventa un automatismo, un’abitudine, un comportamento inconsapevole e quindi non passa attraverso la coscienza, attraverso la mente Modificare il comportamento patologico MENTRE si agisce Quindi? Affare non concluso (tra il sé e l’ambiente) Affare non concluso (tra il sé e l’ambiente) Il sé è uno: un blocco emotivo si può ripercuotere in un blocco o dolore fisico Le interruzioni di un ciclo del contatto diventano patologiche solo se e quando vengono usate cronicamente, in maniera inappropriata, su oggetti impossibili o inesistenti, quando comportano un impoverimento della consapevolezza e quando impediscono l’integrazione di bisogni ed esperienze (Perls) I meccanismi di interruzione sono correlati tra loro Il mal-essere può essere visto come un disturbo nel flusso del ciclo di formazione della Gestalt o come una disfunzione in una o più fasi del ciclo.

27 Antonio Chiomenti © Introduzione alla Gestalt Perls Un organismo vivente è fatto di strutture adattabili, plastiche ( es. il cervello) …quindi è possibile fare diversamente una cosa… Un nuovo apprendimento si può affiancare ad uno vecchio e, alla lunga, sostituirlo Un organismo vivente è fatto di strutture adattabili, plastiche ( es. il cervello) …quindi è possibile fare diversamente una cosa… Un nuovo apprendimento si può affiancare ad uno vecchio e, alla lunga, sostituirlo Le tecniche e il processo di cambiamento per strutturare un funzionale “ciclo del contatto”

28 Antonio Chiomenti © Introduzione alla Gestalt Le tecniche e il processo di cambiamento per strutturare un funzionale “ciclo del contatto” L’atteggiamento del Counselor Per il buon esito della relazione è fondamentale l’atteggiamento, l’orientamento, le aspettative del Counselor rispetto al cliente Counselor e cliente (si) sperimentano INSIEME Risultati non prevedibili Quali tecniche? La tecnica è secondaria rispetto alla relazione terapeutica Inventare di volta in volta “esperimenti appropriati” allo stato di crescita/integrazione del cliente Sperimentare nella relazione Non si interpreta (importa il COME) Il Counselor deve essere orientato alla sua continua crescita personale (sviluppo delle sue potenzialità per poter invitare il cliente a sviluppare le sue) “Un terapeuta della Gestalt non usa tecniche; egli applica se stesso in (e ad) una situazione con tutte le capacità professionali e le esperienze di vita che ha accumulato e integrato. Ci sono tanti stili quanti sono i terapeuti ed i clienti che scoprono se stessi, ed insieme inventano la loro relazione” Perls citato da E.W.Smith

29 Antonio Chiomenti © Introduzione alla Gestalt Il paradosso della Gestalt Gestalt Una persona sta cambiando nel momento in cui comincia a saper stare nel punto in cui è Le tecniche e il processo di cambiamento per strutturare un funzionale “ciclo del contatto”

30 Antonio Chiomenti © Introduzione alla Gestalt Le interruzioni del ciclo del contatto Sensazione Consapevolezza Mobilizzazione energia Azione Soddisfazione Ritiro Egotismo Proiezione TU IO TU IO Introiezione Retroflessione Deflessione Confluenza IO TU Meccanismi di formazione della nevrosi (Perls) Proiezione Retroflessione Introiezione Confluenza IO TU I Polster (1974) Goodman ( ) Desensibilizzazione IOTU Quasi tutti i tipi di interruzioni del ciclo del contatto possono verificarsi in ogni fase del ciclo del contatto anche se ognuno di essi ricorre prevalentemente in una di esse. Il nevrotico è l’individuo “che non riesce a trattenere per sé ciò che è suo” Contatto

31 Antonio Chiomenti © Introduzione alla Gestalt Le interruzioni del ciclo del contatto Io evito, tralascio, trascuro di sentire me stesso e/o gli stimoli ambientali: il mio sé è anestetizzato ed insensibile Desensibilizzazione All’esistenza di un dolore, uno stimolo, un disagio o un piacere viene impedito di emergere in figura Un trauma, una violenza nella fase infantile possono per adattamento all’ambiente indurre la vittima a “non sentire” l’ambiente stesso, il proprio fisico, gli stimoli che esso trasmette, per evitare di ripetere l’esperienza del dolore fisico e/o emotivo vissuto nell’infanzia attraverso il contatto violento con l’ambiente: il blocco è dunque un adattamento che l’organismo ha elaborato a scopo difensivo. La persona non sente l’ambiente Un trauma, un’esperienza emotivamente insopportabile (violenza) crea una barriera Non sono stanco! Posso resistere quanto voglio!

32 Antonio Chiomenti © Introduzione alla Gestalt Desensibilizzazione Come superare questa interruzione… Lavorare sul sentire Lavorare sulla base sensoriale Tecniche, domande o coinvolgimento fisico che aiutino il cliente ad ancorarsi ai propri sensi. Usare mezzi espressivi Disegno, pittura, lavoro con materiali plasmabili, ecc. (quando è difficile l’espressione verbale). Giochi Esperienze ludiche che facciano riassaporare il senso del piacere (quando il cliente appare in una condizione depressa). Le interruzioni del ciclo del contatto

33 Antonio Chiomenti © Introduzione alla Gestalt Deflessione Non assecondo l’impatto dello stimolo proveniente dall’ambiente o da se stesso, evito la sensazione La persona non aderisce mai alla situazione, parla costantemente in modo tangenziale delle questioni, non dà spazio alla consapevolezza di ciò che sente In termini evolutivi è il momento in cui il bambino, intorno ai 3 anni, acquisisce la competenza relazionale al contatto, cioè la capacità di stabilire fino in fondo altre relazioni stabili e durature con altri adulti diversi dalla figura materna. Se questa capacità non viene adeguatamente sviluppata, il bambino acquisisce la paura del contatto e non riesce ad utilizzare pienamente le risorse che l’ambiente gli mette a disposizione. La persona devia dal contatto con l’ambiente Atteggiamento di fuga, di evitamento, di manovra di diversione. “Mi ami?” “Cosa intendi per amore?” Le interruzioni del ciclo del contatto

34 Antonio Chiomenti © Introduzione alla Gestalt Come superare questa interruzione… Deflessione Continuum di consapevolezza Verbalizzare tutte le esperienze man mano che si stanno vivendo con le parole “ In questo momento io sono consapevole… ” per accrescere il funzionamento integrato del sé inteso come “unità corpo-mente”. Lavorare sulla consapevolezz a Usare il linguaggio della responsabilità Valorizzare il potere della parola e anche del lapsus (Perls), individuare nella situazione che mi capita (es: sto reagendo con violenza a una provocazione) cio che di quella situazione è mio (es: es: ho consentito che quella provocazione mi toccasse realmente) : non possiamo scegliere la situazione ma possiamo scegliere il modo di reagire ad essa (Frankl). Cambiare linguaggio per cambiare la prospettiva, il punto di vista: dato che il corpo è uno, il “movimento verbale” provoca un movimento complessivo della persona. Le interruzioni del ciclo del contatto

35 Antonio Chiomenti © Introduzione alla Gestalt Come superare questa interruzione… Deflessione Portare in figura il non verbale Descrivere al cliente il suo non-verbale mentre parla di qualcosa/qualcuno, oppure farglielo osservare in video, oppure richiedergli di enfatizzare un certo suo movimento. Ridirezionare l’energia deflessa Lavorare sugli atteggiamenti verbali e/o non verbali che alimentano la deflessione (es: abbassare lo sguardo nell’incrociare una persona attraente dell’altro sesso). Dare spazio ai sensi Sviluppare la consapevolezza sensoriale (odorare, gustare, osservare con attenzione, toccare, ascoltare) aiutando a riportare in figura ciò che solitamente resta sullo sfondo della percezione del cliente. Lavorare sulla consapevolezza Le interruzioni del ciclo del contatto

36 Antonio Chiomenti © Introduzione alla Gestalt Io attribuisco a me ( faccio miei ) le regole, le norme, i dettami altrui senza averli contattati, elaborati e integrati Introiezione Abitudini, ideali, tendenze, opinioni imposti dall’esterno e che vanno a formare un IO poco spontaneo. Sono i tanti “devo”, i “bisogna” che impediscono di compiere un’azione idonea a soddisfare un proprio bisogno. In termini di sviluppo del bambino l’introiezione rappresenta la fase compresa tra i 6 e i 10 mesi circa, fase in cui il bambino necessita di avere buoni introietti, cioè spiegazioni e regole di base sul funzionamento del mondo, da parte della madre. Nella misura in cui la madre sarà in grado di permettere al bambino di introiettare del "cibo" buono, egli imparerà a simbolizzare e codificare le sue sensazioni e quindi a riconoscere come buone le sue emozioni. A questo punto sarà pronto a far uscire fuori la sua energia e le sue emozioni sicuro che la madre potrà accoglierle. L’ambiente invade la persona Per costringersi a mangiare tutto il bambino deve reprimere ( = non sentire ) il disgusto. Devi mangiare tutto il piatto! Le interruzioni del ciclo del contatto

37 Antonio Chiomenti © Introduzione alla Gestalt Come superare questa interruzione… Introiezione Dialoghi topdog / underdog Il topdog ( in termini di AT: GN - ): 1.emette giudizi (negativi) sulla vita, sul comportamento e sui sentimenti attuali della persona; 2.rappresenta le regole introiettate da bambini e da adulti. L’underdog è la parte bambina, quella dei bisogni, assillata e oppressa dal topdog, quella che, come Pinocchio, fa buoni propositi che poi (spesso) non mantiene. Topdog e underdog vengono messi a confronto, in dialogo tra loro (es: con la tecnica delle due sedie /cuscini) per favorire una integrazione delle due parti e un superamento del conflitto. Lavorare sulla mobilizzazione Le interruzioni del ciclo del contatto

38 Antonio Chiomenti © Introduzione alla Gestalt Come superare questa interruzione… Introiezione Lavorare sulla mobilizzazione Esperimenti col mangiare, masticare, digerire, vomitare Far sperimentare al cliente come mangia: in senso figurato (come assimila idee, valori, ruoli, ecc.); In senso letterale (come assimila il cibo, con quale velocità). Esternare i “DEVO” / “DOVREI” Come dovrebbe essere il counselor Quali sono i “DEVO” / “DOVREI” in cui crede il cliente Quali sono i “DEVO” / “DOVREI” che perseguitano il cliente Scegliere quali “DEVO” / “DOVREI” mantenere e quali buttare via Le interruzioni del ciclo del contatto

39 Antonio Chiomenti © Introduzione alla Gestalt Come superare questa interruzione… Introiezione Mettere in azione Chi prova il senso di colpa inscena un vero e proprio processo, dando voce alla persecuzione del giudice interno, gli dà vita, lo agisce, lo esteriorizza, lo separa da sé, espellendo i giudizi introiettati. Separarsi dal genitore introiettato Scenario simile al precedente. In questo caso si possono ad esempio mettere per iscritto tutti i risentimenti che si provano verso un genitore. Dopodichè si esterna la propria ribellione al controllo psicologico del genitore introiettato. Infine ci si prepara ad agire in direzioni e con scelte non gradite al proprio genitore e che vengano percepite come essenziali per il proprio benessere. Lavorare sulla mobilizzazione Le interruzioni del ciclo del contatto

40 Antonio Chiomenti © Introduzione alla Gestalt Proiezione Io rifiuto il mio vissuto e il mio comportamento e lo attribuisco ad un’altra persona o a un elemento a me esterno Le proprie caratteristiche comportamentali non vengono sperimentate nell’azione e riconosciute come nostre e vengono attribuite ( = proiettate) all’ ambiente. In termini di sviluppo del bambino è la fase che segue l'introiezione. Se il bambino è riuscito ad appropriarsi della propria energia agirà nell'ambiente proiettando su di esso tutta la sua forza e le sue emozioni, investirà l'adulto delle emozioni che prova ed inizierà a dare spazio alla sua sana aggressività intesa come capacità di essere soggetto attivo e non più passivo, "succube" degli introietti della madre. Se l'adulto non si impaurirà delle emozioni del bambino e sarà in grado di riconoscerle e di accettarle, anche il bambino potrà riappropriarsi delle proprie emozioni e della propria energia riconoscendole (consapevolezza) ed agendole in termini più funzionali. La persona invade l’ambiente Linguaggio indeterminato e generalizzazioni… Gli altri mi rifiutano… Gli uomini vogliono solo il sesso… Le interruzioni del ciclo del contatto

41 Antonio Chiomenti © Introduzione alla Gestalt Come superare questa interruzione… Proiezione Brainstorming Formulare per iscritto ipotesi di scelta di azione senza giudizi, censure, critiche Indicato per chi ha un genitore normativo negativo molto sviluppato e condizionante (“Fai la cosa giusta!”) L’atmosfera del setting deve essere distesa e “giocosa” Esperimenti di polarizzazione Enfatizzare le contrapposizioni ( = polarità ) all’interno del sé ( = “Faccio questo o quello?” ) Farle dialogare ( = viverle nel qui-e-ora ) Giungere a un compromesso o ( meglio ) integrazione e superamento Lavorare sulla scelta di azione Le interruzioni del ciclo del contatto

42 Antonio Chiomenti © Introduzione alla Gestalt Come superare questa interruzione… Proiezione Lavorare sulla scelta di azione Appropriarsi di caratteristiche proiettate Riconoscere e riportare nell’ambito della propria consapevolezza una qualità o un tratto che appartiene al cliente e che non vuole riconoscere come proprio e proietta sul mondo Fantasie guidate Esercizio di immaginazione evocato o incoraggiato dal counselor Facilita nel cliente l’esplorazione ( protetta ) di nuove possibilità di azione, sentimenti, pensiero utili alla situazione Il cliente “si dà il permesso di…” Le interruzioni del ciclo del contatto

43 Antonio Chiomenti © Introduzione alla Gestalt Come superare questa interruzione… Proiezione Lavorare sul sogno Tutto è uno: non esiste l’inconscio come parte inaccessibile della mente (Perls) Ogni sogno rappresenta la persona (intera): gli elementi del sogno (personaggi, oggetti, ecc.) sono parti proiettate del sé e quindi integrabili Si lavora col sogno se esso emerge in figura nel qui-e-ora Il cliente sceneggia uno o alternativamente tutti gli elementi del sogno come se stesse sognando ora Per la crescita della persona non serve un’interpretazione “esterna” del sogno, ma conta solo quella elaborata liberamente ( = proiettata ) dal cliente Ogni sogno può avere un messaggio esistenziale per il sognatore (Jung e Perls), nel momento in cui si riescono a integrarne gli elementi ( = riconoscerli come parti di sé ) Lavorare sulla scelta di azione Le interruzioni del ciclo del contatto

44 Antonio Chiomenti © Introduzione alla Gestalt Retroflessione Faccio a me stesso ciò che ho cercato di fare agli altri o che vorrei gli altri facessero nei miei confronti La persona spende le proprie energie rinunciando allo scambio tra se stesso e l’ambiente esterno. Produce una scissione (separazione) tra una parte che vuole qualcosa e una parte che mantiene un ferreo controllo. In termini di sviluppo del bambino la retroflessione è il momento in cui il bambino sperimenta la sua autonomia rispetto all'adulto. Se l'adulto lo ha riconosciuto nelle sue emozioni, nella sua energia e nella sua capacità di farcela ad affrontare il mondo anche senza il suo aiuto, il bambino potrà ora diventare consapevole della propria forza e della sua capacità di andare avanti. Lo sperimentare l'autonomia, senza per questo essere abbandonato dall'adulto, permetterà successivamente, nella fase del contatto pieno, al bambino di ritrovare il piacere di "reincontrare" l'adulto, questa volta in un rapporto più "paritario", in un rapporto in cui cioè il bambino ora ha molto meno bisogno dell'adulto ed ha un Sé ben strutturato e definito nella sua personalità. La persona si isola dall’ambiente La persona si autogratifica ( = si autoaccarezza ) o si autopunisce Sono cattivo verso di me per non essere punito dagli altri… Le interruzioni del ciclo del contatto

45 Antonio Chiomenti © Introduzione alla Gestalt Come superare questa interruzione… Retroflessione Mobilizzare i muscoli Distendere il cliente e fargli notare dove c’è tensione e dove c’è rilassamento Far focalizzare la consapevolezza sulla propria respirazione Lavorare sulla direzione dell’ azione Indagare e redirezionare il comportamento maldiretto Consapevolizzare il comportamento di retroflessione ( = verso se stesso ) Redirezionare il comportamento di retroflessione verso l’esterno (es. contro un cuscino) Le interruzioni del ciclo del contatto

46 Antonio Chiomenti © Introduzione alla Gestalt Come superare questa interruzione… Retroflessione Compiere l’atto inibito Agire l’atto inibito ( es. strangolare un cuscino ) stimola e libera l’azione verso l’esterno ( = con parole, urla, ecc. ) Darsi il permesso di giocare ( = esprimersi liberamente ) come i bambini Lavoro di espressione affettiva ( = catarsi ) Consapevolizzare il comportamento di retroflessione ( = verso se stesso ) Redirezionare il comportamento di retroflessione verso l’esterno (es. contro un cuscino) Esprimere pienamente e liberamente il sentimento trattenuto con l’energia e violenza che comprimono all’interno Lavorare sulla direzione dell’ azione Le interruzioni del ciclo del contatto

47 Antonio Chiomenti © Introduzione alla Gestalt Come superare questa interruzione… Retroflessione Accettare la perdita della fantasia irrealizzabile Accettare che il counselor non sia più “magico” e che purtuttavia può essere ( ancora ) di aiuto Accettare quel che è ( come elaborare una perdita ) Collegare Mantenere equilibrio e integrazione tra sfida ( = raggiungere il più alto livello di adattamento possibile qui-e-ora ) e sostegno ( = rispettare l’integrità personale – e quindi i limiti – del cliente ) Ascoltare, accettare, comprendere Lavorare sulla direzione dell’ azione Le interruzioni del ciclo del contatto

48 Antonio Chiomenti © Introduzione alla Gestalt Egotismo Meccanismo di interruzione del ciclo del contatto non teorizzato da Perls e riconosciuto solo da alcuni autori (es. Goodman) Il termine egotismo è di origine inglese (Egotism) e la sua valenza può essere identificata col concetto di eccessiva importanza concessa a se stessi ed alle proprie esperienze di vita, parlare in modo eccessivo di sé. La parola è stata diffusa in Europa da Stendhal, il quale intitolò uno dei suoi capolavori Souvenirs d'égotisme (scritto nel 1832, pubblicato nel 1892). Fonte: Attenzione eccessiva e compiaciuta per il proprio io, sopravvalutazione di sé che può giungere fino alla negazione del contatto e al “desiderio della scomparsa degli altri che pur sono necessari per il riconoscimento e l'omaggio alla potenza” Philip Leon - L'etica della potenza o il problema del male - Laterza 1937 La persona è spettatore (aliena) rispetto a sè e al suo oggetto La persona rimane troppo centrata sul proprio sé da non riuscire a stare nell’ambiente e godere del contatto Però che udito! Ho sentito mio figlio che piange… ( però la mamma non si muove per accudire il figlio ) Le interruzioni del ciclo del contatto

49 Antonio Chiomenti © Introduzione alla Gestalt Come superare questa interruzione… Egotismo Mettere a fuoco la figura Vedere / ascoltare dove il cliente si dà il permesso di diventare uno con l’oggetto Tecniche di movimento per l’armonizzazione e l’integrazione corpo-mente- spirito come il Tai-Chi ( Tai = alta / Chi = sommità ) Lavorare sul mantenimento del contatto Instaurare la fiducia nel fluire e rifluire dell’organismo Lavorare sulla fiducia nella propria saggezza intuitiva per sostenere adeguatamente il proprio benessere e comprendere i propri ritmi vitali Apprezzare la soddisfazione Darsi tempo per poter avviare la fase del ritiro dal contatto in essere Stare in contatto, godere, descrivere, assimilare Le interruzioni del ciclo del contatto

50 Antonio Chiomenti © Introduzione alla Gestalt Come superare questa interruzione… Egotismo Abbandonare l’iper-controllo Meditazioni / visualizzazioni sull’infinità di spazio e tempo e sulla relativa “insignificanza” dell’individuo ( tecniche gestaltiche di amplificazione delle polarità ) Smitizzare l’immensità del proprio sè Lavorare sul mantenimento del contatto Accettare l’abbastanza bene (“cavalli differenti per corse differenti”) Non accettarlo nasce sempre da un confronto con gli altri e/o un modello ideale Accettarlo significa integrare in sé l’unicità del modello della propria vita: essa così com’è acquista forma nel momento in cui se ne coglie l’unicità Le interruzioni del ciclo del contatto

51 Antonio Chiomenti © Introduzione alla Gestalt Confluenza Non riesco più a separarmi dall’oggetto con cui sono venuto in contatto La persona non riesce a completare il ciclo e iniziarne un altro, separando il suo sé dall’oggetto del contatto e quindi vive uno stato di desensibilizzazione del sè e di indefinitezza dei confini del sé. In termini di sviluppo del bambino corrisponde ai primi sei mesi di vita, ed indica il bisogno del bambino di sentire la madre confluire con lui, cioè essere attenta e presente al soddisfacimento dei suoi bisogni primari, essere disponibile sempre e comunque a "raggiungere" il bambino nel suo bisogno e soddisfarlo. Tenere in piedi oltre la sua durata ragionevole questo meccanismo di contatto impedisce la differenziazione per cui inibisce lo sviluppo del bambino e l’evoluzione della madre. La persona non è in grado di vivere il vuoto e iniziare un nuovo contatto La persona si sente terrorizzata dall’idea di non essere accudita e di essere abbandonata Non mi lasciare… Non mi abbandonare… Tienimi sempre con te… Le interruzioni del ciclo del contatto

52 Antonio Chiomenti © Introduzione alla Gestalt Come superare questa interruzione… Confluenza Lavorare sul senso del confine Dichiarare le proprie preferenze personali (Io sono in quanto preferisco…) Allenare il senso della separatezza del sé dall’ambiente (esercizi di disaccordo, rifiuto e definizione del sé) Recitazione Recitare situazioni “difficili” prima che si verifichino, assumendo anche i ruoli dei soggetti/oggetti con cui si potrebbe “confluire” Anticipare scenari di provocazioni reali o immaginarie ( = rafforza il senso di autostima ) Lavorare sull’abbandon o del contatto Le interruzioni del ciclo del contatto

53 Antonio Chiomenti © Introduzione alla Gestalt Come superare questa interruzione… Confluenza Lavorare sull’abbandon o del contatto Gestire la perdita del vecchio sé / Salutare Rispettare e lasciar sentire ancora gli ultimi respiri del vecchio sé Dare la possibilità di dire addio al proprio vecchio sé, a persone ( = anche al counselor ), eventi, situazioni ( = lutti evitati e non elaborati in passato ) importanti per la propria vita  Confluenza NO, ma integrazione SÍ!  Sedia vuota per separarsi dall’affare non concluso Le interruzioni del ciclo del contatto


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