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Autorizzazione integrata ambientale Migliori tecniche disponibili (BAT) Autorizzazione integrata ambientale (AIA) Migliori tecniche disponibili (BAT) dott.ssa.

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Presentazione sul tema: "Autorizzazione integrata ambientale Migliori tecniche disponibili (BAT) Autorizzazione integrata ambientale (AIA) Migliori tecniche disponibili (BAT) dott.ssa."— Transcript della presentazione:

1 Autorizzazione integrata ambientale Migliori tecniche disponibili (BAT) Autorizzazione integrata ambientale (AIA) Migliori tecniche disponibili (BAT) dott.ssa Manuela Molinaro B&P avvocati

2 INDICE 1.Principi generali 2.Procedimento, condizioni e durata dellAIA 3.Le BAT (Best available Techniques) 4.Il regime sanzionatorio

3 1. Principi generali La Direttiva 96/61 (IPPC) La sua difficile attuazione: dal D. Lgs. n. 372/1999 al Codice ambientale (D. Lgs. n. 152/2006) recentemente modificato LAIA come strumento di semplificazione procedurale LAIA come strumento per evitare il trasferimento dellinquinamento tra le diverse matrici ambientali LAIA come veicolo di diffusione delle BAT (Best Available Techniques)

4 Un nuovo (?) approccio: riduzione e prevenzione integrata dellinquinamento (c.d. IPPC) gli effetti perversi della legislazione ambientale settoriale: rimozione dellinquinamento da un fattore ambientale allaltro e shopping autorizzatorio il nuovo approccio integrato del legislatore comunitario del 1996

5 IPPC – Normativa di riferimento Direttiva 96/61/CE D.Lgs. 372/99 (prima attuazione) D.M. 24/7/02 (scadenze impianti statali) D.M. 23/11/01 (comunicazione ex art. 10) L. 39/02 (com. 2001) L. 289/02 (fin. 2003) D.L. 355/03 (proroga al 30/4/05) L. 306/03 (com. 2003) Circolare 13/7/04 (interpretazione all. I)

6 IPPC – Normativa di riferimento L. 308/04 (delega testi unici ambientali) D.Lgs. 59/05 (in S.O. n. 72 alla G.U. n. 93 del 22/4/05) D.Lgs. 152/06 (c.d. testo unico ambientale) D.M. 19/04/06 (termini per la presentazione delle domande di autorizzazione integrata ambientale per gli impianti di competenza statale) D.M. 29/01/07 (D.Lgs. 18 febbraio 2005, n Linee guida per l'individuazione e l'utilizzazione delle migliori tecniche disponibili) D.M. 7/02/07 (Formato e modalità per la presentazione della domanda di autorizzazione ambientale integrata di competenza statale - ex. D.Lgs. 59/2005 – Ippc)

7 IPPC – Normativa di riferimento D.M. 15/02/07 (Istituzione Commissione ex D.Lgs 59/ Ippc/Aia - per individuazione e uso delle migliori tecniche disponibili) D.P.R. 90/2007 (Regolamento per il riordino degli organismi operanti presso il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare […]: disciplina la composizione e il funzionamento della Commissione istruttoria per lAIA – IPPC) D.L. 180/2007 (proroga termini al 31 marzo 2008) L. 243/2007 (conversione del d.l. 180/2007 – scadenza presentaz. domande al 31 gennaio 2008) D.Lgs. 4/2008 (c.d. correttivo del D.Lgs. 152/2006) Direttiva 2008/1/CE

8 La direttiva 96/61/CE Passaggio della legislazione ambientale comunitaria dallapproccio settoriale a quello integrato: novità (quasi) assoluta (unico precedente: direttiva 85/337/CEE in materia di valutazione di impatto ambientale (VIA), istituto avente anchesso carattere globale e trasversale) Le normative settoriali restano in vigore: la sostituzione riguarda solo determinate attività - quelle tassativamente elencate nellallegato I della direttiva 96/61/CE, individuate sul presupposto che esse abbiano un grande potenziale di inquinamento a livello locale e di conseguenza a livello trasfrontaliero (considerando n. 27)

9 La direttiva 96/61/CE Specifici obiettivi: superamento dellapproccio normativo settoriale in quantoapprocci distinti nel controllo delle emissioni nellaria, nellacqua o nel terreno possono incoraggiare il trasferimento dellinquinamento tra i vari settori ambientali anziché proteggere lambiente nel suo complesso (considerando n. 7) stabilire misure intese ad evitare oppure, qualora non sia possibile, ridurre le emissioni di determinate attività industriali nellaria, nellacqua e nel terreno, comprese le misure relative ai rifiuti, per conseguire un livello elevato di protezione dellambiente nel suo complesso (art. 1).

10 La direttiva 96/61/CE Tesi dottrinale (Fonderico): dalla direttiva 96/61/CE possono estrapolarsi principi (di origine giurisprudenziale) validi in generale anche per altri procedimenti autorizzatori ambientali Es. - pr. di economia degli oneri documentali (art. 6, par. 2) - pr. dellintegrazione e del pieno coordinamento delle procedure autorizzatorie (art. 7) - pr. di trasparenza e di partecipazione del pubblico (art. 15)

11 La direttiva 96/61/CE Caratteri del provvedimento di AIA ricavabili dalla direttiva: a) forma scritta b) durata a tempo determinato c) contenuto di tipo conformativo d) riferimento alle migliori tecniche disponibili (artt. 2, 3, 8, 9, 11, 13)

12 Il primo recepimento della direttiva: il D. Lgs. 372/99 Novità del D. Lgs. 372: linvenzione della autorizzazione integrata ambientale (AIA) Difetti del D. Lgs. 372 e ragioni del suo fallimento: dubbi sullautorità competente inapplicabilità agli impianti nuovi dubbi sulle autorizzazioni ambientali assorbite dallAIA mancata individuazione delle BAT e del calendario per gli impianti esistenti

13 Il D. Lgs. 59/2005 L. 306/2003 (legge comunitaria 2003), art. 22: delega al Governo per riforma disciplina IPPC Tra i principi e criteri direttivi: -estensione delle disposizioni agli impianti nuovi e sostanzialmente modificati -indicazione (esemplificativa) delle autorizzazioni settoriali sostituite dallAIA

14 Il D. Lgs. 59/2005 Scelta dellesecutivo: abrogazione integrale del decreto 372/99, sostituito dal decreto 59/2005 Caratteri del D.Lgs. 59/2005: -conferma dellefficacia sostitutiva dellAIA rispetto alle autorizzazioni settoriali -estensione della disciplina agli impianti nuovi e sostanzialmente modificati -individuazione più chiara dellautorità competente (con distinzione tra AIA di competenza statale e regionale) -espressa elencazione delle attività da considerarsi sostituite dallAIA (carattere non tassativo)

15 Il D. Lgs. 59/2005 Aspetti importanti e innovativi: -accentuazione delle forme di partecipazione del pubblico al processo decisionale di rilascio dellAIA (dir. 2003/35/CE, attuativa della Convenzione di Aarhus del 1998) -possibilità di integrare o sostituire i valori limite di emissione con parametri o misure tecniche equivalenti – riferite allapplicazione delle migliori tecnologie disponibili (senza obbligo di utilizzare una tecnica o tecnologia specifica) -maggiore coordinamento fra AIA e sistemi di certificazione o registrazione ambientale; valorizzazione di questi ultimi -espressa disciplina della c.d. volturazione dellautorizzazione -mancata previsione, per gli impianti nuovi, dellobbligo di attendere le linee guida in materia di BAT ai fini del rilascio della AIA

16 Impianti soggetti ad AIA Impianti IPPC: unità tecniche permanenti in cui sono svolte una o più attività elencate nellall. I al decreto e attività accessorie (come definite dalla circolare 13/7/04) attività energetiche, produzione e trasformazione dei metalli, industria dei prodotti minerali, industria chimica, gestione dei rifiuti, altre attività Impianti IPPC espressamente soggetti ad AIA: non più solo gli impianti esistenti ai sensi del previgente D.Lgs. 372/99, ma anche gli impianti nuovi o sostanzialmente modificati

17 Modifica sostanziale E definita sostanziale (art. 2, c. 1, l. n) la modifica dellimpianto che, secondo un parere motivato dellautorità competente, potrebbe avere effetti negativi e significativi per gli esseri umani o per lambiente. In particolare, per ciascuna attività per la quale lallegato I indica valori di soglia, è sostanziale una modifica che dia luogo ad un incremento del valore di una delle grandezze, oggetto della soglia, pari o superiore al valore della soglia stessa (incremento 100%)

18 Semplificazione amministrativa LAIA attua una significativa semplificazione amministrativa perchè sostituisce ad ogni effetto ogni altro visto, nulla osta, parere o autorizzazione in materia ambientale previsti dalle disposizioni di legge e dalle relative norme di attuazione.. (PROBLEMA DEL RAPPORTO CON LA «VIA») (art. 5, c. 14, D.Lgs. 59/05)

19 Semplificazione amministrativa LAIA sostituisce in ogni caso le autorizzazioni elencate nellALLEGATO II: -Emissioni in atmosfera (DPR 203/88) -Scarichi di acque reflue (D.Lgs. 152/99) -Realizzazione o modifica di impianti di smaltimento o recupero rifiuti (Art. 27 D.Lgs. 22/97) -Esercizio di impianti di smaltimento o recupero rifiuti (Art. 28 D.Lgs. 22/97) -Smaltimento di apparecchi contenenti PCB-PCT (D.Lgs. 209/99) (segue)

20 Semplificazione amministrativa (segue) -Raccolta ed eliminazione di oli usati (D.Lgs. 95/92) -Utilizzo agronomico dei fanghi di depurazione (D.Lgs. 99/92), qualora lattività di spandimento sia connessa con unattività IPPC -Comunicazione ex art. 33 del D.lgs. 22/97 per gli impianti di recupero rifiuti non ricadenti nella categoria 5 dellallegato I, ferma restando la possibilità di utilizzare successivamente le procedure semplificate (senza richiedere – si deve ritenere – la modifica dellAIA) Lelenco contenuto nellallegato II deve ritenersi non esaustivo. Del resto, la L. delega prevedeva la «indicazione esemplificativa delle autorizzazioni già in atto, da considerare assorbite nellautorizzazione integrata»

21 Semplificazione amministrativa LAIA sostituisce inoltre le autorizzazioni uniche previste: - dalla normativa in materia di centrali per la produzione di energia elettrica di potenzialità superiore a 300 MW termici (dd.ll. 7/2002 e 239/2003, convertiti con ll. 55/2002 e 290/2003) - dalla normativa in materia di produzione di energia da fonti rinnovabili (d.lgs. 387/2003) (art. 1, commi 3 e 5, d.lgs. 59/2005)

22 Semplificazione amministrativa Eccezioni: espressa esclusione dellefficacia sostitutiva dellAIA (norma eccezionale, perciò da interpretare restrittivamente) in relazione a - adempimenti previsti dal D.lgs. 334/99 (c.d. Seveso-bis) per gli stabilimenti a rischio di incidente rilevante - autorizzazioni previste dalla normativa di recepimento della direttiva n. 2003/87/CE (c.d. Emission Trading), che, in attuazione del protocollo di Kyoto, ha introdotto a livello comunitario il sistema dello scambio delle quote di emissione dei c.d. gas a effetto serra

23 AIA e certificazione ambientale Ai fini della presentazione della domanda possono essere utilizzati i documenti del SGA a norma ISO o EMAS (art. 5, c. 5) Sono previsti ulteriori benefici a favore degli impianti registrati EMAS o certificati ISO (durata maggiore AIA - rinvio) I principi generali stabiliti dallart. 3, cui le condizioni dellAIA dovranno conformarsi, attengono ad aspetti generalmente disciplinati da un SGA (miglioramento continuo – BAT, efficienza del consumo energetico, procedure di emergenza, autocontrollo, limitazione della produzione di rifiuti)

24 La direttiva 2008/1/CE IL "CODICE" EUROPEO IPPC La nuova direttiva 2008/1/CE riunisce in un unico testo le norme previste dalla direttiva 96/61/CE e dai successivi provvedimenti di modifica ed integrazione (la direttiva 96/61/CE è espressamente abrogata!) Il nuovo provvedimento è entrato in vigore il 18 febbraio 2008 Non apporta innovazioni dal punto di vista sostanziale, ma razionalizza e chiarisce il quadro normativo di riferimento

25 2. Procedimento, condizioni e durata dellAIA Dalla presentazione della domanda al rilascio dellAIA Durata dellAIA e agevolazioni per gli impianti certificati I valori di emissione che possono essere imposti con AIA La partecipazione del pubblico I rapporti tra AIA e VIA (Valutazione di Impatto Ambientale)

26 Autorità competente Per gli impianti di competenza statale (all. V): Ministro dellAmbiente Per gli altri impianti, è individuata dalle normative regionali di attuazione (generalmente è la Provincia, già competente per il rilascio delle autorizzazioni ambientali di settore)

27 Procedimento di AIA Domanda Autorità competente comunica avvio del procedimento Pubblicazione dellannuncio su un quotidiano Osservazioni sulla domanda Convocazione (facoltativa!) della conferenza di servizi Eventuale presentazione di documentazione integrativa Lautorità competente rilascia lAIA entro 150 gg da presentazione della domanda, o si applica il potere sostitutivo del Governo Calendari locali + 30 gg Entro 30 gg Entro 15 gg Entro 30 gg

28 Procedimento di AIA Contenuto della domanda (art. 5, comma 1) a) impianto, tipo e portata delle attività; b) materie prime e ausiliarie, sostanze e energia usata o prodotta dallimpianto; c) fonti di emissione dellimpianto; d) stato del sito di ubicazione dellimpianto; e) tipo e entità delle emissioni dellimpianto in ogni settore ambientale, nonché identificazione degli effetti significativi delle emissioni sullambiente; f) tecnologia utilizzata e altre tecniche in uso per prevenire le emissioni dallimpianto oppure per ridurle; g) misure di prevenzione e di recupero dei rifiuti prodotti dallimpianto; h) misure previste per controllare le emissioni nellambiente; i)eventuali principali alternative prese in esame dal gestore, in forma sommaria; ….

29 Procedimento di AIA Contenuto della domanda (art. 5, comma 2) La domanda deve contenere anche: una sintesi non tecnica dei dati di cui alle lettere da a) a l) del comma 1 lindicazione delle informazioni che ad avviso del gestore non devono essere diffuse per ragioni di –riservatezza industriale, commerciale o personale, –di tutela della proprietà intellettuale, –di pubblica sicurezza o di difesa nazionale (tenendo conto delle indicazioni contenute nell'articolo 12 della legge 24 ottobre 1977, n. 801). In tale caso il richiedente fornisce allautorità competente anche una versione della domanda priva delle informazioni riservate, ai fini dellaccessibilità al pubblico

30 Procedimento di AIA CALENDARI PER LA PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE Lautorità competente stabilisce il calendario delle scadenze per la presentazione delle domande di AIA per gli impianti esistenti e per gli impianti nuovi già dotati di altre autorizzazioni ambientali alla data di entrata in vigore del decreto 59/2005 I calendari sono pubblicati: –sullorgano ufficiale regionale –nella Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana, nel caso di impianti che ricadono nellambito della competenza dello Stato (art. 5, comma 3)

31 Partecipazione del pubblico Il decreto 59/2005 ha accentuato le forme di partecipazione del pubblico al processo decisionale di rilascio dellAIA Allo stesso tempo sono state dettate nuove regole a garanzia della posizione del gestore, soprattutto ai fini della tutela del segreto industriale (Ad es.: il già visto art. 5, c. 2 prevede il deposito di una domanda di AIA priva delle informazioni riservate, da poter consegnare agli eventuali richiedenti; lart. 5, c. 16 disciplina i casi in cui lautorità può negare laccesso)

32 Procedimento di AIA FORME DI PUBBLICITÀ Analogamente a quanto stabilito dalla normativa in materia di VIA, il gestore deve provvedere, a propria cura e spese, alla pubblicazione su un quotidiano –a diffusione provinciale o regionale –a diffusione nazionale nel caso di progetti di competenza statale di un annuncio contenente lindicazione: - della localizzazione dell'impianto - del nominativo del gestore stesso - dellufficio presso il quale è possibile prendere visione degli atti e trasmettere le osservazioni. Le osservazioni possono essere presentate dai soggetti interessati in forma scritta entro trenta giorni dalla data di pubblicazione dellannuncio. (art. 5, commi 7 e 8)

33 Procedimento di AIA CONFERENZA DI SERVIZI Lautorità competente può convocare unapposita conferenza di servizi (il correttivo - D.lgs. 4/ trasforma il precedente obbligo in una facoltà!) In tal caso, invita le amministrazioni aventi competenza in materia ambientale a parteciparvi (e comunque, nel caso di impianti di competenza statale, i Ministeri dellinterno, della salute e delle attività produttive - oggi, dello sviluppo economico) (art. 5, c.10)

34 Procedimento di AIA Lautorità competente: –nellambito della conferenza di servizi, o comunque –entro 60 giorni dalla pubblicazione dellannuncio di cui allart. 5, co. 7 acquisisce: -le prescrizioni del Sindaco di cui agli articoli 216 e 217 del Regio decreto 1265/1934 (Testo unico delle leggi sanitarie) relativamente alle industrie classificate come insalubri (art. 5, c.11) -per gli impianti di competenza statale, il parere dellAPAT -per gli impianti di competenza regionale, il parere dellARPA [in caso di inosservanza delle prescrizioni contenute nellAIA, lautorità competente, ove si manifestino situazioni di pericolo o di danno per la salute, deve darne comunicazione al Sindaco ai fini dellassunzione delle eventuali misure ai sensi dellart. 217 del citato Testo unico (art. 11, c. 10)]

35 Procedimento di AIA Nel caso non sia stata convocata la Conferenza di servizi, trascorsi 60 giorni dalla pubblicazione dellannuncio di cui allart. 5, co. 7, senza che siano state espresse le prescrizioni del Sindaco indicate o i pareri APAT/ARPA, lAutorità competente può rilasciare comunque lAIA IL PROCEDIMENTO DEVE CONCLUDERSI, CON IL RILASCIO O DINIEGO DELLAIA, ENTRO 150 GIORNI DALLA PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA

36 AIA Individua le misure da porre in essere (condizioni/prescrizioni) al fine di prevenire il verificarsi di situazioni di inquinamento, inibire o comunque diminuire la produzione di rifiuti, utilizzare in modo efficiente lenergia, prevenire gli incidenti e limitarne le conseguenze Stabilisce valori limite di emissione per le sostanze inquinanti di cui allall. III, nonché valori di emissione/immissione sonora, in base alle migliori tecniche disponibili (BAT) e tenendo conto dellubicazione geografica dellimpianto e delle condizioni ambientali locali. I limiti non possono essere meno restrittivi di quelli fissati dalle norme statali o dalle Regioni

37 AIA Indica i requisiti di controllo delle emissioni, specificando la metodologia, la frequenza di misurazione e la procedura di valutazione (art. 7, commi 3 e 6, d. lgs. 59/2005) prevede lobbligo per il gestore di comunicazione di tali dati allAutorità competente prima di dare attuazione alle prescrizioni contenute nellAIA (art. 11, comma 10, d. lgs. 59/2005) detta prescrizioni relativamente alle eventuali condizioni diverse da quelle di normale esercizio (avvio e arresto impianto, emissioni fuggitive, malfunzionamenti, arresto definitivo) (art. 7, comma 7, d. lgs. 59/2005)

38 AIA I valori limite di emissione: -possono essere fissati anche per determinati gruppi, famiglie o categorie di sostanze, segnatamente quelle di cui all'allegato III; -si applicano di norma nel punto di fuoriuscita delle emissioni dallimpianto; -devono essere determinati senza considerare le eventuali diluizioni. (principi indicati dallart. 2, d. lgs. 59/2005)

39 Durata dellAIA LAIA ha validità per cinque anni; se limpianto è registrato EMAS per otto; se limpianto è certificato ISO per sei. Sei mesi prima della scadenza deve essere richiesto il rinnovo Il rinnovo è rilasciato entro 150 giorni.

40 Durata dellAIA LAIA può essere assoggettata a riesame se: –linquinamento prodotto rende necessaria la definizione di nuovi limiti –le BAT hanno subito modifiche sostanziali che permettono una riduzione delle emissioni a costi sostenibili –la sicurezza del processo o dellattività richiede limpiego di altre tecniche –lo esigono nuove disposizioni legislative

41 Attuazione dellAIA da parte del gestore Prima di dare attuazione alle prescrizioni dellAIA, il gestore ne informa lAutorità competente Il gestore trasmette i dati relativi ai controlli delle emissioni secondo le scadenze fissate dallAIA e comunica tempestivamente gli inconvenienti/incidenti che possano influire sulla qualità dellambiente Il gestore fornisce allAutorità di controllo tutta lassistenza necessaria durante le ispezioni

42 Attuazione dellAIA da parte del gestore Il gestore avrebbe dovuto adeguarsi alle prescrizioni dellAIA entro i termini fissati dallAutorità competente e comunque entro il 30/10/07 (ora 31/03/08) Il gestore comunica allAutorità leventuale progettazione di modifiche dellimpianto (caratteristiche, funzionamento, potenziamento), che possano produrre conseguenze sullambiente Nel caso in cui intervengano variazioni nella titolarità della gestione dellimpianto, il vecchio gestore e il nuovo gestore ne danno comunicazione entro trenta giorni allautorità competente, anche nelle forme dellautocertificazione

43 Termine per ladeguamento alle prescrizioni dellAIA da parte del gestore Il termine originariamente fissato dal D.Lgs 59/2005 era il Il decreto-legge 180/2007 ha prorogato tale termine al , ma solo per gli impianti relativamente ai quali la domanda fosse stata presentata nei termini La legge di conversione 243/2007 ha confermato la proroga al 31 marzo 2008, stabilendo che gli impianti esistenti dovevano presentare la domanda di AIA allautorità competente entro il 31 gennaio 2008

44 AIA e VIA Molti impianti IPPC sono soggetti anche alla normativa sulla VIA Direttiva 97/11/CE: si è riconosciuta agli Stati membri la possibilità di prevedere una procedura unica per soddisfare i requisiti della direttiva 85/337/CEE e quelli della direttiva 96/61/CE

45 AIA e VIA D.lgs. 59/05: alcune disposizioni riguardavano il coordinamento fra AIA e VIA -art. 5, c. 12: in caso di impianti sottoposti a VIA, il termine per il rilascio dellAIA (150 gg) è sospeso fino alla conclusione della procedura. In ogni caso, lAIA non può essere rilasciata prima della conclusione della VIA -art. 7, c. 2: le informazioni o conclusioni emerse nel corso del procedimento di VIA devono essere prese in considerazione per il rilascio dellAIA -art. 18, c. 3: lallegato V può essere modificato anche per assicurare il coordinamento tra le procedure di rilascio dellAIA statale e quelle in materia di VIA

46 AIA e VIA Inoltre, molte previsioni del D.lgs. 59/05 presentano analogie sostanziali con la disciplina della VIA Ad esempio: -partecipazione del pubblico -obbligo di esporre le principali alternative prese in esame dal gestore nellambito della relazione tecnica allegata alla domanda di AIA -obbligo di pubblicazione dellannuncio riguardante la localizzazione dellimpianto -commissione istruttoria tecnica statale

47 AIA e VIA Il proponente di opere o interventi sottoposti contemporaneamente a VIA e ad AIA aveva la facoltà di ottenere che la procedura di valutazione dellimpatto ambientale fosse integrata nel procedimento autorizzativo (art. 34, D.lgs. 152/2006) D.lgs. 152/2006, versione originaria COORDINAMENTO TRA LE DUE PROCEDURE: PROCEDURA DI VIA ASSORBITA IN QUELLA DI AIA COORDINAMENTO SUBORDINATO A UNA SCELTA DISCREZIONALE DEL PROPONENTE

48 AIA e VIA Nuove modalità di semplificazione e coordinamento tra procedure di AIA e VIA: le procedure autorizzative in campo ambientale devono essere integrate allinterno della procedura di VIA. TRA TALI PROCEDURE AUTORIZZATIVE RIENTRA ESPRESSAMENTE ANCHE QUELLA DI AIA (nuovo art. 4, D.lgs. 152/2006) La disciplina di Via, Vas e IPPC è stata riscritta dallart. 1, comma 3, del correttivo (D.Lgs. n. 4/2008)

49 AIA e VIA Nuova definizione di Provvedimento di VIA: provvedimento, obbligatorio e vincolante, adottato dallautorità competente in conclusione della fase di valutazione nel processo di VIA, che sostituisce o coordina tutte le autorizzazioni, le intese, le concessioni, le licenze, i pareri, i nulla osta e gli assensi comunque denominati in materia ambientale e di patrimonio culturale. (nuovo art. 5, lettera o) )

50 AIA e VIA VIA DI COMPETENZA STATALE Il correttivo ha previsto che, per i progetti: la cui valutazione di impatto ambientale è di competenza statale, e ricadenti nel campo di applicazione dellallegato V del D.lgs. 59/2005, il provvedimento di valutazione di impatto ambientalefaccia luogo dellautorizzazione integrata ambientale (art. 10, primo comma, del D.lgs. 152/2006) Dunque, il provvedimento di VIA sostituisce quello di AIA

51 AIA e VIA VIA DI COMPETENZA REGIONALE Le Regioni o le Province autonome: dovranno prevedere meccanismi di coordinamento della procedura di AIA allinterno di quella di VIA; qualora lautorità competente a pronunciarsi sulla compatibilità ambientale di un progetto sia anche la stessa chiamata a rilasciare lAIA, potranno prevedere che il provvedimento di VIA faccia luogo anche di tale ultima autorizzazione

52 3. Le BAT (Best available Techniques) Cosa sono le BAT Chi individua le BAT e dove si possono reperire E obbligatorio adottare le BAT? Vantaggi collegati alla adozione delle BAT Quali sono le condizioni per il rilascio di AIA in mancanza delle BAT?

53 La definizione di BAT Le BAT sono un insieme di tecnologie e procedure che: si evolvono continuamente sulla base dello sviluppo tecnico-economico consentono di agganciare il regime autorizzatorio a limiti dinamici, che mutano nel tempo in stretta correlazione con il progresso tecnologico e lo sviluppo economico svincolano lautorizzazione da limiti permanenti, generali e predeterminati

54 La definizione di BAT tecniche: sia le tecniche impiegate sia le modalità di progettazione, costruzione, manutenzione, esercizio e chiusura dell'impianto disponibili: le tecniche sviluppate su una scala che ne consenta l'applicazione in condizioni economicamente e tecnicamente valide nell'ambito del pertinente comparto industriale, prendendo in considerazione i costi e i vantaggi, indipendentemente dal fatto che siano o meno applicate o prodotte in ambito nazionale, purché il gestore possa avervi accesso a condizioni ragionevoli migliori: le tecniche più efficaci per ottenere un elevato livello di protezione dell'ambiente nel suo complesso (art. 2, D.lgs. 59/2005, mutuata dalla direttiva)

55 La definizione di BAT I valori limite di emissione, i parametri e le misure tecniche equivalenti fissati in sede di AIA devono far riferimento allapplicazione delle migliori tecniche disponibili (art. 7, comma 4, d. lgs. 59/2005) Non sussiste, tuttavia, lobbligo di utilizzare una tecnica o una tecnologia specifica

56 La definizione di BAT Per particolari situazioni locali, lAutorità competente potrà peraltro imporre nellAIA misure più rigorose di quelle ottenibili con le BAT (art. 8) Lautorità competente – la cui discrezionalità risulta in tal modo attenuata – deve considerare anche i criteri per la determinazione delle BAT indicati nellallegato IV del d. lgs. 59/2005: tra questi figurano, al punto n. 12, i c.d. «BREF» (BAT Reference Documents): informazioni pubblicate dalla Commissione europea ai sensi dellart. 16, paragrafo 2 della direttiva 96/61/CE o da organizzazioni internazionali

57 La definizione di BAT BREF: –documenti di riferimento per la determinazione delle BAT, predisposti dallEuropean IPPC Bureau –hanno carattere non vincolante –informano le autorità competenti in materia di IPPC, gli operatori industriali, la Commissione CE e il pubblico circa i frutti dello scambio di informazioni tra gli Stati membri, le industrie interessate al «processo di Siviglia» e le organizzazioni non governative interessate alle migliori tecniche disponibili –possono essere utilizzati come guida per determinare le condizioni delle autorizzazioni basate sulle MTD

58 La definizione di BAT I Ministri dellambiente, delle attività produttive (oggi, dello sviluppo economico) e della salute, sentita la Conferenza Unificata Stato-Regioni-Città, ed autonomie locali, con il supporto di una Commissione di esperti (da istituirsi con decreto dei Ministri dellambiente, delle attività produttive e della salute), fissano con decreto delle linee guida per lindividuazione e lutilizzo delle migliori tecniche disponibili (art. 4, d. lgs. 59/2005)

59 La definizione di BAT Esistono due tipologie di linee guida: linee guida generali e trasversali (o orizzontali): relative a problematiche comuni a tutti i settori linee guida settoriali (o verticali): riguardanti profili specifici di particolari settori produttivi.

60 Le migliori tecniche disponibili In mancanza delle linee guida, per gli impianti nuovi lautorità competente rilascia comunque lAIA tenendo conto dellall. IV (art. 7, c. 5, del D. Lgs. 59/05) Per le discariche, i requisiti tecnici si considerano soddisfatti anche ai fini della normativa IPPC quando siano soddisfatti quelli di cui al D. Lgs. 36/03 (art. 4, c. 4, del D. Lgs. 59/05)

61 Le migliori tecniche disponibili In applicazione della disposizione di cui allart. 3, comma 2, del previgente d. lgs. 372/1999 fu adottato il decreto 31 gennaio 2005 (recante le «linee guida per lindividuazione e lutilizzazione delle migliori tecniche disponibili») Il D.M riguarda le sole attività IPPC descritte ai punti 1.3., 2.1., 2.2., 2.3., 2.4., 2.5. e 6.1. dellallegato I (oggi, nei relativi punti dellallegato I del d. lgs. 59/2005)

62 Le migliori tecniche disponibili Il D.M. 31 gennaio 2005 Specifica che «la scelta delle migliori tecniche è compiuta dal gestore proponente» sulla base: –delle linee guida specifiche –dei criteri di cui allallegato IV –dei principi comunitari dellapproccio integrato, di precauzione e di prevenzione A tale decreto si sono in seguito aggiunti altri provvedimenti (Decreti Ministeriali 29 gennaio 2007) riguardanti specifici comparti.

63 Le migliori tecniche disponibili DD.MM. 29 gennaio 07: stabiliscono linee guida per lindividuazione e lutilizzazione delle migliori tecniche disponibili per le attività IPPC, in materia di gestione dei rifiuti raffinerie allevamenti, macelli e trattamento di carcasse fabbricazione di vetro, fritte vetrose e prodotti ceramici

64 DUE DECISIONI DELLA CORTE COSTITUZIONALE SUL CONCETTO DI MIGLIORE TECNICA DISPONIBILE CORTE COST. N. 127/1990: riguarda in particolare la sopportabilità dei costi delle MTD CORTE COST. N. 312/1996: ha esplicitamente riferito la nozione di migliori tecniche disponibili, che limpresa ha lobbligo di adottare, non soltanto alle applicazioni tecnologiche generalmente praticate, ma anche agli accorgimenti organizzativi e procedurali altrettanto genericamente acquisiti (in tal senso è significativa, nella direttiva comunitaria, lutilizzazione della parola tecniche, anziché di quella tecnologie ).

65 4. Il regime sanzionatorio Le sanzioni previste dal D. Lgs. n. 59/2005 Parziale sostituzione di alcune sanzioni previgenti e più gravi Problemi di costituzionalità?

66 Sanzioni (penali e amministrative) Il d.lgs. 59/2005 (art. 16) punisce linosservanza della disciplina in esso contenuta mediante tre tipologie di sanzioni: - - amministrative interdittive - amministrative pecuniarie - penali di natura contravvenzionale (alla pari del precedente D.lgs. 372/1999)

67 Sanzioni amministrative Inosservanza delle prescrizioni autorizzatorie o esercizio dellattività in assenza di autorizzazione Lautorità competente adotta, a seconda della gravità delle infrazioni, i seguenti provvedimenti: a) diffida, assegnando un termine entro il quale devono essere eliminate le irregolarità; b) diffida e contestuale sospensione dellautorizzazione per un tempo determinato, qualora si manifestino anche situazioni di pericolo per lambiente c) revoca dellAIA e ordine di chiusura dellimpianto, in caso di mancato adeguamento alle prescrizioni imposte con la diffida e in caso di reiterate violazioni che determinino situazioni di pericolo e di danno per lambiente (art. 11, comma 9, D.lgs. 59/2005)

68 Sanzioni amministrative Violazione da parte del gestore di obblighi di comunicazione o documentali È punita con sanzione amministrativa pecuniaria – esclusa dal beneficio del pagamento in misura ridotta di cui allart. 16, comma 7, legge 689/1981 (art. 16, commi 4, 5 e 6, D.lgs. 59/2005)

69 Sanzioni penali Costituisce reato (sempre oblazionabile): lesercizio di una delle attività di cui allallegato I del d. lgs. 59/2005 in assenza di AIA, o dopo che la stessa sia stata sospesa o revocata (comma 1),o dopo lordine di chiusura dellimpianto (comma 3) il mancato rispetto delle prescrizioni contenute nellAIA o di quelle ulteriori imposte dallautorità competente (comma 2) (salvo che «il fatto costituisca più grave reato»)

70 Sanzioni penali Esercizio dellattività senza AIA: arresto fino a 1 anno o ammenda da 2500 a Inosservanza delle prescrizioni dellAIA: ammenda da 5000 a (oltre a diffida, sospensione e revoca dellautorizzazione) Prosecuzione dellattività dopo lordine di chiusura: arresto da 6 mesi a 2 anni o ammenda da 5000 a Inosservanza degli obblighi di comunicazione previsti dal decreto: sanzioni amministrative pecuniarie da 2500 a (esclusione del beneficio del pagamento in misura ridotta di cui allart. 16 L. 689/81)

71 Regime sanzionatorio Per gli impianti rientranti nel campo di applicazione del d. lgs. 59/2005: a decorrere dalla data di rilascio dellAIA non si applicano le sanzioni previste da norme di settore (art. 16, comma 10, D.lgs 59/2005)

72 - FINE PRESENTAZIONE - GRAZIE PER LATTENZIONE


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