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La fede, che è un dono, deve essere accolta, scelta, infine protetta e alimentata. Deve essere messa soprattutto in pratica. " Se uno mi vuole servire,

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Presentazione sul tema: "La fede, che è un dono, deve essere accolta, scelta, infine protetta e alimentata. Deve essere messa soprattutto in pratica. " Se uno mi vuole servire,"— Transcript della presentazione:

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3 La fede, che è un dono, deve essere accolta, scelta, infine protetta e alimentata. Deve essere messa soprattutto in pratica. " Se uno mi vuole servire, mi segua! " (GV 12,26)

4 Gesù conduce al suo completamento l'alleanza di Dio con l'umanità. Già, il profeta annuncia in Israele l'iscrizione della Legge in fondo al cuore. Gesù rivela questo amore nella sua pienezza: " Quando sarò elevato da terra, attirerò tutti a me " (Gv 12,32).

5 Tutta l'economia religiosa del Vecchio Testamento riposa sulla Legge, scritta ed orale, che costituisce il cuore dell‘Alleanza.

6 All'epoca del dono di questa legge a Mosé, Dio ha preso il suo popolo per mano per portarlo fuori dell'Egitto.

7 Il salmo 50 è il grande salmo della penitenza. Tuttavia, l'accento non cade sul sentimento dell'errore ma sul rinnovamento interiore che dà il perdono. " Donaci, Signore, un cuore nuovo. " " Crea in me, o Dio un cuore puro. "

8 La Lettera agli ebrei è per noi difficile perché interpreta la vita di Gesù a partire da uno schema sacrificale. Se Gesù ha supplicato Dio di salvarlo della morte, e pensiamo istintivamente che Egli non è stato esaudito poiché è morto, e di quale morte! Ora, la Lettera dice "che Egli fu esaudito", risuscitando.

9 Il racconto del vangelo di Giovanni rievocato nella liturgia di questo giorno sembra a prima vista sconcertante. Ma ad un esame più approfondito, è di una ricchezza incredibile. A Gerusalemme, la folla acclama Gesù stendendo dei rami al suo passaggio. " Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! " (Gv 12,13).

10 Come ogni uomo normale davanti alla morte, Gesù è sconvolto: " Cosa dovrei dire? Padre, salvami da quest’ora? Ma no! È per questo che sono giunto a quest’ora! Padre, glorifica il tuo nome! "

11 Per parlare della sua morte prossima, Gesù utilizza una piccola parabola talmente semplice che ci sembra aneddotico. È il chicco di grano che si semina in terra e che deve morire per portare " molto frutto."

12 Cari fratelli e sorelle, quanto desidero che i luoghi in cui si manifesta la Chiesa, le nostre parrocchie e le nostre comunità in particolare, diventino delle isole di misericordia in mezzo al mare dell’indifferenza! Anche come singoli abbiamo la tentazione dell’indifferenza. Siamo saturi di notizie e immagini sconvolgenti che ci narrano la sofferenza umana e sentiamo nel medesimo tempo tutta la nostra incapacità ad intervenire. Che cosa fare per non lasciarci assorbire da questa spirale di spavento e di impotenza?

13 In primo luogo, possiamo pregare nella comunione della Chiesa terrena e celeste. Per questo, cari fratelli e sorelle, desidero pregare con voi Cristo in questa Quaresima: “ Rendi il nostro cuore simile al tuo ” (Supplica dalle Litanie al Sacro Cuore di Gesù). Allora avremo un cuore forte e misericordioso, vigile e generoso, che non si lascia chiudere in se stesso e non cade nella vertigine della globalizzazione dell’indifferenza. Papa Francesco

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