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06.02.2015Pagina 1 www.enricoferrero.it Pagina 1 Enrico Maria Ferrero Elementi di Sanità pubblica veterinaria 6 febbraio 2015 Dipartimento di Scienze Veterinarie.

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1 Pagina 1 Pagina 1 Enrico Maria Ferrero Elementi di Sanità pubblica veterinaria 6 febbraio 2015 Dipartimento di Scienze Veterinarie e Sanità Pubblica Scuola di Specializzazione in Sanità Animale, allevamento e produzioni zootecniche

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3 Pagina 3 Gli elementi di base dell'ordinamento giuridico L’Ordinamento giuridico Norma e disposizione Le fonti del diritto e i loro rapporti La produzione normativa nazionale e comunitaria

4 Pagina 4 L’ordinamento giuridico Gruppo organizzato ed effettivamente produttore di norme proprie e cioè un gruppo di soggetti che per interessi comuni si organizza, conferendo a una autorità dei poteri, e dandosi delle norme che hanno una effettiva vigenza. Le componenti primarie dell'ordinamento sono quindi la plurisoggettività (complesso dei componenti il gruppo) l'organizzazione la normazione

5 Pagina 5 L’ordinamento giuridico E’ un complesso organico di norme che regolano: l’organizzazione dello Stato i rapporti giuridici della comunità a cui si riferisce

6 Pagina 6 Gli ordinamenti giuridici e le fonti del diritto Crisi dell’indipendenza esterna: l’ordinamento comunitario e le organizzazioni internazionali L’ordinamento italiano Crisi della sovraordinazione interna: i poteri regionali e locali

7 Pagina 7 Caratteristiche del diritto OBBLIGATORIETA’ UNITA’ COERENZA COMPLETEZZA

8 Pagina 8 Obbligatorietà Per un corretto rapporto sociale tra gli individui in uno Stato è importante che le norme che lo regolano siano obbligatorie per tutti gli individui che lo compongono. Per rendere effettivo questo principio è necessario che siano previste norme correttive per chi non osserva gli obblighi imposti e che queste norme vengano applicate.

9 Pagina 9 Unità e coerenza Le norme che regolano un ordinamento giuridico devono essere tra loro coordinate. Le norme non devono essere in contrasto tra loro e, quando ciò accade è l’ordinamento stesso che deve predisporre adeguati meccanismi per risolvere ogni possibile antinomia, in modo da conferire all’ordinamento il carattere della coerenza.

10 Pagina 10 Completezza L’insieme delle norme esistenti in un ordinamento giuridico deve essere in grado di risolvere ogni possibile caso concreto e quindi non vi dovrebbero essere lacune o vuoti legislativi. Ma le norme sono un prodotto umano per cui questi caratteri peccano di ottimismo e devono essere considerati una direttrice, un obiettivo da realizzare non solo da parte del legislatore, ma anche dalla dottrina e della giurisprudenza.

11 Pagina 11 Le fonti del diritto  Fonti sulla produzione  Fonti di produzione  Fonti di cognizione

12 Pagina 12 Esempio: Art Cost. “ Ciascuna Camera adotta il proprio regolamento a maggioranza assoluta dei suoi componenti” L’art. 64 è fonte sulla produzione Il testo definitivo deliberato dalla Camera o dal Senato è fonte di produzione Il testo inserito nella raccolta ufficiale delle leggi e decreti della Repubblica è fonte di cognizione

13 Pagina 13 Fonti di produzione: le fonti atto Trattati internazionali Norme comunitarie (regolamenti, direttive, decisioni, raccomanda- zioni) Costituzione e leggi costituzionali Leggi ordinarie dello Stato Decreti legislativi Decreti legge Statuti e Leggi regionali Regolamenti Consuetudini Circolari

14 Pagina 14 Le fonti atto nel nostro ordinamento Art. 1 delle Disposizioni sulla legge in generale: “Sono fonti del diritto le leggi, i regolamenti, [le norme corporative], gli usi”. Art. 288 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea (ex art. 249 Trattato CE)

15 Pagina 15 Il Trattato sull’U.E. ed i regolamenti comunitari L’adesione del nostro paese, con gli altri paesi europei, all’Unione Europea (ente sovranazionale) ha comportato una limitazione della sovranità dello Stato e la conseguente possibilità, nelle materie previste dal Trattato, di esercitare diretti poteri normativi all’interno dei singoli Stati membri. Queste norme si collocano pertanto, nella gerarchia delle fonti, ad un livello sovraordinato rispetto alla stessa Costituzione

16 Pagina 16 I Trattati istitutivi Si pongono al vertice dell’Ordinamento Giuridico Comunitario Hanno natura di veri e propri accordi internazionali fra diversi Stati Traggono origine alla volontà congiunta degli Stati Membri

17 Pagina 17 Gli effetti dei Trattati Immodificabili dagli atti emanati dagli organi comunitari Producono effetti diretti all’interno dei singoli Stati, quando sono: - sufficientemente dettagliati e - non sono subordinati ad atti interni degli Stati

18 Pagina 18 Pagina 18 Gli atti normativi comunitari T.F.U.E., art. 288 Il regolamento ha portata generale. Esso è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri La direttiva vincola lo Stato membro cui è rivolta per quanto riguarda il risultato da raggiungere, salva restando la competenza degli organi nazionali in merito alla forma e ai mezzi

19 Pagina 19 Gli atti normativi comunitari T.F.U.E., art. 288 La decisione è obbligatoria in tutti i suoi elementi per i destinatari da essa designati Le raccomandazioni e i pareri non sono vincolanti

20 Pagina 20 I Regolamenti Comunitari Caratterizzati da: generalità astrattezza validità erga omnes diretta applicabilità all’interno degli Stati membri

21 Pagina 21 Le Direttive Obbligano gli Stati Membri per ciò che riguarda il risultato da raggiungere Gli Stati membri sono liberi nella scelta della forma e dei mezzi Di norma sono applicate ricorrendo a fonti del diritto interno degli Stati membri

22 Pagina 22 Le Direttive dettagliate Sono direttamente applicabili all’interno Stati membri se: pongono obblighi precisi, senza margini di discrezionalità pongono a carico dei destinatari obblighi negativi creano in capo ai singoli dei diritti chiaramente individuabili

23 Pagina 23 Le Decisioni Sono atti vincolanti a carattere individuale obbligatori per: Stati membri o singoli a cui sono rivolte

24 Pagina 24 I Pareri Atti rivolti da un’istituzione comunitaria ad un destinatario Hanno ad oggetto un questione determinata Non sono vincolanti Invito a mantenere un determinato comportamento

25 Pagina 25 Le Raccomandazioni Sono rivolte agli Stati membri Contengono un invito a tenere un determinato comportamento Non pongono obblighi di risultato

26 Pagina 26 La Costituzione e le Leggi Costituzionali La Costituzione e le Leggi Costituzionali sono fonti gerarchicamente superiori nel nostro ordinamento.Costituzione La Costituzione deve formalmente la sua posizione sovraordinata rispetto alle altre leggi dello Stato, alla sua natura di Costituzione rigida. Infatti per modificarla è previsto uno speciale procedimento detto di revisione costituzionale (art. 138) che è diverso dal normale procedimento di formazione delle leggi.

27 Pagina 27 La Costituzione E’ la carta su cui si fonda tutto l’ordinamento giuridico Ad essa e a i suoi principi si devono conformare tutte le leggi In caso di contrasto prevale sempre la Costituzione e la legge incostituzionale viene cancellata dall’ordinamento La Costituzione può essere modificata solo con una procedura aggravata

28 Pagina 28 Caratteristiche della Costituzione Entrata in vigore il 1° gennaio 1948 è: –SCRITTA, perché consacrata in un documento formale –LUNGA, perché include i principi fondamentali dello Stato e i diritti fondamentali dei cittadini –RIGIDA, perché non è possibile modificarla con legge ordinaria –VOTATA perché adottata attraverso l’Assemblea Costituente

29 Pagina 29 La Costituzione è un complesso di norme che sono alla base dell’ordinamento della Repubblica. Queste norme stabiliscono chi debba esercitare il potere ed in che modo. Non solo stabilisce delle norme, ma fissa anche i principi generali orientando l’interpretazione di altre disposizioni. Vincola la produzione legislativa e determina l’illegittimità delle disposizioni ad essa contrarie

30 Pagina 30 Le leggi costituzionali (artt Cost.) In particolare le Leggi di Revisione Costituzionale hanno la funzione di modificare la stessa Costituzione. ciò che le caratterizza è il procedimento di approvazione che richiede una doppia deliberazione di ciascuna delle camere ad intervallo non inferiore a tre mesi e nella seconda deliberazione, alternativamente, una maggioranza qualificata dei due terzi ovvero la maggioranza assoluta e la possibilità di un voto popolare nella forma del referendum.

31 Pagina 31 Le Leggi ordinarie dello Stato Le leggi ordinarie, intese come fonti di produzione del diritto, sono quel procedimento di formazione di norme giuridiche che è regolato dall’art. 70 ss. Cost. (l’iniziativa del governo o di ciascun membro del Parlamento o dei consigli regionali o l’iniziativa popolare, l’approvazione separata da parte di ciascuno dei rami del Parlamento, la promulgazione da parte del Presidente della Repubblica); I Decreti-legge (art. 77 comma 2° della Cost.); I Decreti legislativi (art. 76 Cost.).

32 Pagina 32 La Legge ordinaria (artt Cost.) E’ la legge approvata dal Parlamento dopo presentazione e discussione. Viene promulgata dal Capo dello Stato ed entra in vigore quindici giorni dopo la sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

33 Pagina 33 La Legge ordinaria (artt Cost.)  La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere (Art. 70)  L'iniziativa delle leggi appartiene al Governo, a ciascun membro delle Camere ed agli organi ed enti ai quali sia conferita da legge costituzionale. Il popolo esercita l'iniziativa delle leggi, mediante la proposta, da parte di almeno cinquantamila elettori, di un progetto redatto in articoli (Art. 71)

34 Pagina 34 La Legge ordinaria (artt Cost.)  Ogni disegno di legge, presentato ad una Camera è, secondo le norme del suo regolamento, esaminato da una commissione e poi dalla Camera stessa, che l'approva articolo per articolo e con votazione finale  Il regolamento stabilisce procedimenti abbreviati per i disegni di legge dei quali è dichiarata l'urgenza

35 Pagina 35 La Legge ordinaria (artt Cost.) Può altresì stabilire in quali casi e forme l'esame e l'approvazione dei disegni di legge sono deferiti a commissioni, anche permanenti, composte in modo da rispecchiare la proporzione dei gruppi parlamentari. Anche in tali casi, fino al momento della sua approvazione definitiva, il disegno di legge è rimesso alla Camera, se il Governo o un decimo dei componenti della Camera o un quinto della commissione richiedono che sia discusso e votato dalla Camera stessa oppure che sia sottoposto alla sua approvazione finale con sole dichiarazioni di voto. Il regolamento determina le forme di pubblicità dei lavori delle commissioni

36 Pagina 36 La Legge ordinaria (artt Cost.) −La procedura normale di esame e di approvazione diretta da parte della Camera è sempre adottata per i disegni di legge in materia costituzionale ed elettorale e per quelli di delegazione legislativa, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali, di approvazione di bilanci e consuntivi (Art. 72 Cost.)

37 Pagina 37 La Legge ordinaria (artt Cost.) Le leggi sono promulgate dal Presidente della Repubblica entro un mese dall'approvazione Se le Camere, ciascuna a maggioranza assoluta dei propri componenti, ne dichiarano l'urgenza, la legge è promulgata nel termine da essa stabilito Le leggi sono pubblicate subito dopo la promulgazione ed entrano in vigore il quindicesimo giorno successivo alla loro pubblicazione, salvo che le leggi stesse stabiliscano un termine diverso (Art. 73)

38 Pagina 38 La Legge ordinaria (artt Cost.) Il Presidente della Repubblica, prima di promulgare la legge, può con messaggio motivato alle Camere chiedere una nuova deliberazione Se le Camere approvano nuovamente la legge, questa deve essere promulgata (Art. 74)

39 Pagina 39 I Decreti Legislativi (d.lgs.) (art. 76 Cost.) Sono emanati dal Governo sulla base di una precedente legge delega espressa dal Parlamento che ne limita i confini, la materia e i tempi di attuazione

40 Pagina 40 I Decreti Legge (D.L.) (art. 77 comma 2° della Cost.) Vengono utilizzati per affrontare situazioni particolari di emergenza. Sono emanati dal Governo e devono essere convertiti in legge dal Parlamento entro 60 giorni, pena la decadenza

41 Pagina 41 La ripartizione del potere legislativo tra Stato e Regioni

42 Pagina 42 GLI ORGANI REGIONALI Consiglio regionale (= potere legislativo) Presidente della Giunta regionale (= vertice dell’esecutivo e capo della Regione) Giunta regionale (= potere esecutivo)

43 Pagina 43 L’art. 117 Cost. La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali.

44 Pagina 44 L’art. 117 Cost. Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie: a) politica estera e rapporti internazionali dello Stato; rapporti dello Stato con l'Unione europea; diritto di asilo e condizione giuridica dei cittadini di Stati non appartenenti all'Unione europea; b) immigrazione; c) rapporti tra la Repubblica e le confessioni religiose; d) difesa e Forze armate; sicurezza dello Stato; armi, munizioni ed esplosivi; e) moneta, tutela del risparmio e mercati finanziari; tutela della concorrenza; sistema valutario; sistematributario e contabile dello Stato; perequazione delle risorse finanziarie; f) organi dello Stato e relative leggi elettorali; referendum statali; elezione del Parlamento europeo;

45 Pagina 45 g) ordinamento e organizzazione amministrativa dello Stato e degli enti pubblici nazionali; h) ordine pubblico e sicurezza, ad esclusione della polizia amministrativa locale; i) cittadinanza, stato civile e anagrafi; l) giurisdizione e norme processuali; ordinamento civile e penale; giustizia amministrativa; m) determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale; n) norme generali sull'istruzione; o) previdenza sociale; p) legislazione elettorale, organi di governo e funzioni fondamentali di Comuni, Province e Città metropolitane; q) dogane, protezione dei confini nazionali e profilassi internazionale; r) pesi, misure e determinazione del tempo; coordinamento informativo statistico e informatico dei dati dell'amministrazione statale, regionale e locale; opere dell'ingegno; s) tutela dell'ambiente, dell'ecosistema e dei beni culturali.

46 Pagina 46 Sono materie di legislazione concorrente quelle relative a: rapporti internazionali e con l'Unione europea delle Regioni; commercio con l'estero; tutela e sicurezza del lavoro; istruzione, salva l'autonomia delle istituzioni scolastiche e con esclusione della istruzione e della formazione professionale; professioni; ricerca scientifica e tecnologica e sostegno all'innovazione per i settori produttivi; tutela della salute; alimentazione; ordinamento sportivo; protezione civile; governo del territorio; porti e aeroporti civili; grandi reti di trasporto e di navigazione; ordinamento della comunicazione; produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell'energia; previdenza complementare e integrativa; armonizzazione dei bilanci pubblici e coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario; valorizzazione dei beni culturali e ambientali e promozione e organizzazione di attività culturali; casse di risparmio, casse rurali, aziende di credito a carattere regionale; enti di credito fondiario e agrario a carattere regionale. Nelle materie di legislazione concorrente spetta alle Regioni la potestà legislativa, salvo che per la determinazione dei principi fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato. Spetta alle Regioni la potestà legislativa in riferimento ad ogni materia non espressamente riservata alla legislazione dello Stato.

47 Pagina 47 Le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, nelle materie di loro competenza, partecipano alle decisioni dirette alla formazione degli atti normativi comunitari e provvedono all'attuazione e all'esecuzione degli accordi internazionali e degli atti dell'Unione europea, nel rispetto delle norme di procedura stabilite da legge dello Stato, che disciplina le modalità di esercizio del potere sostitutivo in caso di inadempienza. La potestà regolamentare spetta allo Stato nelle materie di legislazione esclusiva, salva delega alle Regioni. La potestà regolamentare spetta alle Regioni in ogni altra materia. I Comuni, le Province e le Città metropolitane hanno potestà regolamentare in ordine alla disciplina dell'organizzazione e dello svolgimento delle funzioni loro attribuite.

48 Pagina 48 Le leggi regionali rimuovono ogni ostacolo che impedisce la piena parità degli uomini e delle donne nella vita sociale, culturale ed economica e promuovono la parità di accesso tra donne e uomini alle cariche elettive. La legge regionale ratifica le intese della Regione con altre Regioni per il migliore esercizio delle proprie funzioni, anche con individuazione di organi comuni. Nelle materie di sua competenza la Regione può concludere accordi con Stati e intese con enti territoriali interni ad altro Stato, nei casi e con le forme disciplinati da leggi dello Stato.

49 Pagina 49 Le Leggi Regionali (l.r.) Le Leggi Regionali sono il prodotto dell’autonomia, anche legislativa che la Cost. riconosce alle Regioni nelle materie indicate all’art 117; vengono emanate dal Consiglio regionale Statuti delle Regioni ordinarie (approvati con Legge regionale) Statuti delle Regioni a Statuto Speciale (approvati con Legge Costituzionale).

50 Pagina 50 Il potere regolamentare

51 Pagina 51 I Regolamenti I Regolamenti sono una fonte normativa sottordinata alla legge, non possono contenere norme contrarie alle disposizione di legge. Vengono emanati dal governo o da altre autorità nei limiti delle rispettive competenze e in conformità di leggi che attribuiscano loro potere regolamentare (es. Regioni, Province, Comuni, Banca d’Italia, Consob etc.). Regolamenti governativi di esecuzione: emanati per regolare materie già regolate dalla Legge; Regolamenti governativi indipendenti: destinati a regolare materie non regolate dalla Legge.

52 Pagina 52 LA POTESTA’ REGOLAMENTARE Materie di legislazione statale esclusiva > regolamenti statali, salva delega alle Regioni Materie di legislazione concorrente e regionale esclusiva > regolamenti regionali Disciplina dell’organizzazione e dello svolgimento delle funzioni attribuite ai Comuni e alle Province > regolamenti comunali e provinciali, regolamenti locali

53 Pagina 53 Usi o consuetudini  Consistono nella pratica uniforme e costante di dati comportamenti (cosiddetto usus) seguita con la convinzione che quei comportamenti siano giuridicamente obbligatori (opinio iuris atque necessitatis)  Es. Si parla di usi giuridici in relazione ai contratti di borsa, contratti atipici non disciplinati dal Codice Civile

54 Pagina 54 Le circolari  Non sono fonti del diritto, ma prevedono norme di comportamento o l’interpretazione di una norma  Circolano all’interno della pubblica amministrazione e obbligano a rispettarne il contenuto i dipendenti sottoposti gerarchicamente all’organo che ha emesso la circolare

55 Pagina 55 L'applicazione in concreto delle fonti del diritto L'importanza della distinzione tra i concetti di disposizione e norma L'interpretazione delle fonti del diritto I criteri utili per risolvere le antinomìe

56 Pagina 56 La norma giuridica − E' quel precetto obbligatorio rivolto alla generalità delle persone che si trovano in quella determinata situazione di fatto prevista dalla norma − Deve provenire da un organo riconosciuto dallo Stato − Deve essere generale ed astratta − Deve essere obbligatoria

57 Pagina 57 Disposizione e norma − La DISPOSIZIONE è intesa come proposizione normativa o frammento di testo esprimente una proposizione normativa − La NORMA è intesa com e risultato del processo interpretativo della disposizione medesima

58 Pagina 58 Interpretazione delle fonti atto (differenza tra disposizione e norma) Disposizione ▼ Interpretazione ▼ Norma

59 Pagina 59 Importanza della distinzione − La norma può essere modificata pur mantenendo ferma una disposizione legislativa nella generalità dei suoi significati − Questo si verifica in modo particolare nelle sentenze interpretative della Corte Costituzionale e nella interpretazione delle disposizioni da parte della giurisprudenza

60 Pagina 60 Un esempio di interpretazione Disposizione: Art. 59 Cost.: Il Presidente della Repubblica può nominare senatori a vita cinque cittadini che hanno illustrato la patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario Interpretazione: il Presidente è organo, o titolare dell’organo? Norma A: I senatori di nomina presidenziale non possono essere più di cinque Norma B: Ogni nuovo Presidente può nominare cinque senatori

61 Pagina 61 Regole sull'interpretazione Nell'applicare la legge non si può ad essa attribuire altro senso che quello fatto palese dal significato proprio delle parole secondo la connessione di esse (interpretazione letterale o grammaticale) e dalla intenzione del legislatore (interpretazione teleologica) Se una controversia non può essere decisa con una precisa disposizione, si ha riguardo alle disposizioni che regolano casi simili o materie analoghe (interpretazione analogica; problema diverso delle lacune; presupposto completezza ordinamento) Se il caso rimane ancora dubbio, si decide secondo i principi generali dell'ordinamento giuridico dello Stato (interpretazione sistematica)

62 Pagina 62 Criteri di composizione dei conflitti tra le norme Il problema delle antinomie criterio cronologico criterio gerarchico criterio della competenza  Libertà del gruppo sociale di rinnovare le proprie norme  conseguenza dei rapporti di potere fra componenti dell’organizzazione e fra ordinamenti  conseguenza dell’affermarsi di una higher law che distribuisce le competenze

63 Pagina 63 Criterio della competenza Esemplificazione  Art. 117 Cost. Spetta alle regioni la potestà legislativa in riferimento ad ogni materia non espressamente riservata alla legislazione dello Stato  Può la legge statale, in quanto gerarchicamente sovraordinata alla legge regionale, regolare materie non espressamente ad essa riservate?  No: violerebbe la Costituzione  Deve allora dirsi che la legge regionale è gerarchicamente sovraordinata alla legge statale?  No: perché la legge statale prevale nelle materie ad essa riservate

64 Pagina 64 Come rendere effettivo il diritto Illeciti e sanzioni

65 Pagina 65 L’illecito Ogni comportamento contra legem, cioè la violazione di un precetto da parte di un soggetto, costituisce un illecito L’illecito, a seconda delle conseguenze che ne discendono, può essere penale, amministrativo, disciplinare, civile

66 Pagina 66 La diversa reazione dell’ordinamento giuridico  Il criterio dell’allarme sociale  La distinzione tra fatti rilevanti per il diritto e per l’etica  Le diverse scelte operate dal legislatore nel tempo e nello spazio

67 Pagina 67 L’elemento psicologico art.43 c.p. −Il dolo: l’evento è previsto e voluto −La preterintenzione: l’evento è previsto ma è più grave di quello voluto −la colpa: l’evento, anche se previsto, non è voluto e si verifica a causa di negligenza, imprudenza, imperizia o per inosservanza di leggi, regolamenti, ordini

68 Pagina 68 Le cause di non imputabilità  Sono rappresentate da quelle situazioni in cui il soggetto è incapace di intendere e di volere (malattia, età, ubriachezza, sostanze stupefacenti, intossicazione cronica da alcool o stupefacenti, sordomutismo)

69 Pagina 69 Le cause di non punibilità Il caso fortuito o forza maggiore Il costringimento fisico L'errore di fatto Il consenso dell’avente diritto

70 Pagina 70 Le cause di non punibilità L'esercizio di un diritto o adempimento di un dovere La difesa legittima L'uso legittimo delle armi Lo stato di necessità

71 Pagina 71 Le sanzioni  Amministrative  Penali

72 Pagina 72 Le sanzioni penali  Quando l’infrazione di un precetto normativo costituisce un reato (delitti e contravvenzioni) l’ordinamento reagisce prevedendo l’applicazione di sanzioni penali Le pene principali sono (art.17 c.p.):  Per i delitti: l’ergastolo, la reclusione, la multa  Per le contravvenzioni: l’arresto e l’ammenda

73 Pagina 73 Il procedimento penale − Le attività di polizia giudiziaria − II rinvio a giudizio − Il processo − l'applicazione della pena

74 Pagina 74 CLASSIFICAZIONE DELLA POLIZIA GIUDIZIARIA  Ufficiali ed agenti a competenza generale illimitata  Ufficiali ed agenti a competenza generale limitata (limiti spazio-temporali)  Ufficiali ed agenti a competenza speciale (limiti per territorio, materia e temporali)

75 Pagina 75 ART. 112 COSTITUZIONE Obbligatorietà dell’azione penale Il pubblico ministero ha l’obbligo di esercitare l’azione penale.

76 Pagina 76 ART. 112 COSTITUZIONE Obbligatorietà dell’azione penale In presenza di un reato perseguibile d’ufficio o in presenza di una querela di parte, è obbligatorio iniziare un procedimento penale Sebbene l’obbligo sia rivolto al Pubblico Ministero (P.M.) dobbiamo affermare che la polizia giudiziaria nell’esercizio delle sue funzioni non ha potere discrezionale: la sua attività è vincolata dalla legge per la quale è sempre prevalente l'interesse pubblico all'accertamento del reato e all'individuazione del colpevole

77 Pagina 77 Art. 55 C.P.P La polizia giudiziaria deve anche di propria iniziativa, prendere notizia dei reati, impedire che vengano portati a conseguenze ulteriori, ricercarne gli autori, compiere tutti gli atti necessari per assicurare le fonti di prova e raccogliere quant’ altro possa servire per l’applicazione della legge penale.

78 Pagina 78 art 361 c.p. (Omessa denuncia di reato da parte di pubblico ufficiale) “Il pubblico ufficiale il quale omette o ritarda di denunciare all’Autorità giudiziaria o ad altra autorità che a quella ha l’obbligo di riferire, un reato di cui ha avuto notizia nell’esercizio o a causa delle sue funzioni, è punito … La pena è della reclusione fino a un anno se il colpevole è un ufficiale od agente di polizia giudiziaria che ha avuto comunque notizia di un reato del quale doveva fare rapporto”

79 Pagina 79 L’INFORMATIVA DI P. G. −L'informativa consiste in una fonte di conoscenza destinata al P.M., atta a consentirgli l'iscrizione della notizia di reato nell'apposito registro previsto dall'art. 335 del C.P.P.

80 Pagina 80 CONTENUTO dell’informativa  Deve contenere gli elementi essenziali del fatto e gli altri elementi raccolti, l'indicazione delle fonti di prova e delle l'attività compiute, il giorno e l'ora dell'acquisizione della notizia. Deve inoltre contenere, qualora sia stato possibile acquisirli, i dati identificativi od ogni altro elemento identificativo dell'indagato, della persona offesa e di coloro che sono in grado di riferire su circostanze utili per la ricostruzione dei fatti. (art. 347 c.p.p.).

81 Pagina 81 Il processo penale: le fasi ( L’incidente probatorio ) L’udienza preliminare Il rinvio a giudizio Il processo vero e proprio La sentenza L’appello

82 Pagina 82 L'incidente probatorio Nel processo penale la formazione della prova è riservata alla fase del giudizio Esiste il rischio che alcune prove, la cui assunzione non è rinviabile, non entrino a far parte della documentazione processuale L'art. 392 c.p.p. prevede l'incidente probatorio che rappresenta una parentesi all'interno della fase delle indagini preliminari in cui, nel contraddottorio delle parti e alla presenza del giudice, si forma la prova che verrà poi usata nel corso del giudizio

83 Pagina 83 L'udienza preliminare Alla fine delle indagini il P.M., sulla base delle prove raccolte, chiede al giudice per le indagini preliminari (GIP) o l'archiviazione del procedimento o il rinvio a giudizio della persona sottoposta alle indagini, formulando l'imputazione Se il giudice per l'udienza preliminare (GUP) ritiene fondata la richiesta di archiviazione pronuncia sentenza di non luogo a procedere, altrimenti emette un decreto che dispone il giudizio (rinvio a giudizio)

84 Pagina 84 Il processo penale: i soggetti L’imputato Il pubblico ministero La difesa Il giudice Le parti civili

85 Pagina 85 Il processo Si svolge in pubblico dibattimento La prova si forma davanti al giudice che si colloca in una posizione di terzietà rispetto a difesa ed accusa Il giudice del dibattimento non conosce nulla dello sviluppo delle indagini o dei fatti di causa Il giudice conosce solo l'imputazione, i precedenti penali dell'imputato e la sua situazione di detenzione o meno, nonché l'esito degli atti irripetibili in dibattimento (perquisizioni, ecc.) e i verbali dell'incidente probatorio

86 Pagina 86 Il processo Il dibattimento si apre con un'esposizione introduttiva delle parti Ha quindi luogo l'audizione dei testi, prima quelli richiesti dal P.M., poi quelli indicati dalla difesa Le domande devono essere su fatti specifici e il testimone ha l'obbligo di dire la verità e di raccontare tutto ciò che sa sui fatti L'esame dell'imputato avviene dopo l'audizione di tutti i testi e ha luogo solo se lo stesso vi acconsente L'udienza si chiude con la requisitoria del P.M. e gli interventi conclusivi delle difese

87 Pagina 87 La sentenza −Al termine del pubblico dibattimento si avrà la decisione del giudice, che viene presa in camera di consiglio (senza l'intervento delle parti) −Il provvedimento finale che decide nel merito il processo è la sentenza, che può essere di assoluzione o di condanna −La sentenza è composta da due parti distinte: −Il dispositivo (decisione vera e propria) che va letto al termine del processo −La motivazione (in cui il giudice spiega il ragionamento che lo ha portato alla decisione) che può essere resa nota anche in un tempo successivo

88 Pagina 88 L'appello Contro la sentenza di primo grado l'imputato e il P.M. possono proporre appello, per cui l'appello non può esserci senza l'impulso di almeno una delle parti Nel corso del giudizio di secondo grado si discuterà solamente di quelle parti di sentenza e dei motivi impugnati con l'atto di appello Avverso le sentenze di secondo grado pronunciate in appello è proponibile ricorso in Cassazione Il giudizio di appello può rivalutare il merito dei fatti, il ricorso in Cassazione no L'impugnazione delle sentenze ne sospende l'esecutività

89 Pagina 89 Le sanzioni amministrative

90 Pagina 90 La sanzione amministrativa Si sostanzia quando l’infrazione di un precetto normativo prevede che la reazione dell’ordinamento venga affidata alla Pubblica Amministrazione Questa applicherà una misura afflittiva con effetti incidenti limitatamente alla sfera dei suoi rapporti con il trasgressore

91 Pagina 91 I due tipi di sanzioni amministrative Sanzioni ripristinatorie o reali: colpiscono la res illicita e mirano a reintegrare l’interesse pubblico leso (ex. ordine di demolizione di un edificio abusivo); vengono applicate a prescindere da qualsiasi imputabilità e da qualsiasi stato soggettivo di dolo, colpa o volontarietà dell’inadempiente Sanzioni afflittive: colpiscono l’autore dell’illecito

92 Pagina 92 Le sanzioni amministrative di tipo afflittivo Pecuniarie o equivalenti (ad es. il pagamento di una somma di denaro oppure la confisca di beni provenienti da attività illecite) Interdittive (ad es. la revoca o la decadenza di un’autorizzazione oppure la chiusura di esercizi commerciali)

93 Pagina 93 Le sanzioni afflittive pecuniarie Disciplinate da una legge dello Stato (legge 24 novembre 1981 n. 689 “Modifiche al sistema penale”) che pone una serie di princìpi generali La legge n. 689 ha applicato alla materia princìpi di derivazione penalistica Anche il procedimento di applicazione appare analiticamente disciplinato nel rispetto del contraddittorio

94 Pagina 94 Le sanzioni afflittive interdittive Chiusura temporanea dello stabilimento o dell'esercizio Sospensione Revoca della licenza o dell'autorizzazione Chiusura definitiva

95 Pagina 95 La sanzione amministrativa in concreto 1. L’accertamento 2. La contestazione 3. Il verbale 4. Il pagamento in misura ridotta 5. L’obbligo del rapporto 6. Gli scritti difensivi 7. La richiesta di audizione personale 8. Le controdeduzioni 9. La valutazione da parte dell’autorità competente 10. L’ordinanza ingiunzione 11. La recidiva 12. Il giudizio di opposizione

96 Pagina 96 I princìpi posti dal c.p. e dalla legge n. 689 per l’applicazione delle sanzioni amministrative Principio di legalità Divieto di retroattività Elemento soggettivo Esclusione della responsabilità Concorso di persone Non trasmissibilità agli eredi

97 Pagina 97 Il principio di legalità ed il divieto di retroattività Nessuno può essere assoggettato a sanzioni amministrative se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima della commissione della violazione

98 Pagina 98 L’elemento soggettivo Per essere soggetti ad una sanzione amministrativa non è necessario aver commesso il fatto con dolo, è sufficiente averlo commesso con colpa, ma è pur sempre necessaria la coscienza e la volontà dell’azione L’errore sul fatto esclude la responsabilità, ma solo quando l’errore non è determinato da colpa dell’agente

99 Pagina 99 I casi di esclusione della responsabilità Non risponde della violazione chi ha commesso il fatto: Nell’adempimento di un dovere Nell’esercizio di una facoltà legittima In stato di necessità Per legittima difesa

100 Pagina 100 Il concorso di persone Salvo diversa disposizione di legge, ogni persona che concorre in una violazione amministrativa soggiace alla sanzione per questa stabilita.


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