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Le Reti LAN: componenti attivi Descrizione dei principali componenti attivi di rete: Hub, Switch, Bridge, Router Fornaro Raffaele

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Presentazione sul tema: "Le Reti LAN: componenti attivi Descrizione dei principali componenti attivi di rete: Hub, Switch, Bridge, Router Fornaro Raffaele"— Transcript della presentazione:

1 Le Reti LAN: componenti attivi Descrizione dei principali componenti attivi di rete: Hub, Switch, Bridge, Router Fornaro Raffaele

2 Laboratorio di tecnologie informatiche 2 La nascita delle reti Negli anni 60’ i mainframe gestivano in modo centralizzato più terminali che non avevano capacità elaborativa autonoma, il sistema era costoso e poco affidabile. Poi accadde che … nel 1981 IBM commercializza il primo Personal Computer con sistema operativo MS-DOS: è lo scoppio della rivoluzione!

3 Laboratorio di tecnologie informatiche 3 Che cosa è una rete? Una rete informatica è un insieme di computer connessi tra di loro per mezzo di cavi o antenne che colloquiano scambiandosi dati, fornendo servizi e condividendo risorse attraverso una serie di protocolli e standard. Agli inizi degli anni ’80 vengono stabiliti degli standard per la comunicazione tra computer e vengono realizzate le prime estensioni ai sistemi operativi che ne permettono l’implementazione. Quindi nascono le prime interconnessioni di computer dotati di capacità elaborativa autonoma, che condividono tra loro risorse e forniscono servizi

4 Laboratorio di tecnologie informatiche 4 Perchè una rete?  centralizzare programmi essenziali. Spesso gli utenti devono poter accedere allo stesso programma in modo che possano lavorarvi simultaneamente.  istituire sistemi di backup automatico dei file.  condividere periferiche costose, come stampanti, scanner, plotter.  inoltrare dati tra utenti senza l'uso di ulteriori supporti. Inoltre vi sono meno limitazioni sulle dimensioni del file che può essere trasferito attraverso una rete.

5 Laboratorio di tecnologie informatiche 5 Caratteristiche di una Rete  Scalabilità: dopo la creazione della rete, l’aggiunta di nuovi posti di lavoro o l’attivazione di nuovi servizi è economica e con costi dilazionati nel tempo.  Alta Affidabilità: con una rete è possibile disporre di risorse alternative in caso di necessità a costi notevolmente ridotti  Risparmio: costi hardware e software per la realizzazione di un sistema distribuito di gran lunga inferiori.

6 Laboratorio di tecnologie informatiche 6 Tipologie di rete  LAN (Local Area Network ) è una rete limitata ad un zona circoscritta come una stanza di un ufficio, fino ad arrivare alle dimensioni di un campus (1m – 2km).  MAN (Metropolitan Area Network ) si definisce così un gruppo di LAN collegate nell'ambito di un’area geografica, come una città, mediante linea telefonica o altro tipo di cablaggio (ad es. linea dedicata, fibre ottiche, collegamento wireless, ecc..) (2km - 10Km).  WAN (Wide Area Network ) è l’insieme dei dispositivi che permettono la connessione delle reti locali e delle reti metropolitane connesse al livello nazionale e mondiale

7 Laboratorio di tecnologie informatiche 7 La comunicazione nelle reti Comunicazione: trasferimento di informazioni secondo convenzioni (protocolli) prestabilite. Un protocollo definisce il formato e l’ordine dei messaggi scambiati tra le entità in una rete, le azioni in risposta ai messaggi ricevuti o altri eventi Quindi un protocollo:  E’ un’insieme di regole che governano il trasferimento dei dati  Definisce cosa và comunicato, come e quando và comunicato

8 Laboratorio di tecnologie informatiche 8 La comunicazione nelle reti Le reti di calcolatori sono organizzate secondo un modello a strati, con ogni strato costruito su quello inferiore. La stratificazione rappresenta un possibile modo di suddividere l’insieme di regole per la comunicazione in rete in una serie di protocolli più semplici (suite di protocolli) i quali, combinati, realizzano funzioni di rete via via più complesse Ciascun livello N fornisce servizi al livello superiore N+1:  usando le proprie funzioni e i servizi del livello inferiore N-1;  mascherando al livello N+1 i dettagli di come questi servizi sono realizzati

9 Laboratorio di tecnologie informatiche 9 Modello ISO/OSI 7 Applicazione In esso risiedono i programmi applicativi (appartenenti al sistema operativo o scritti dagli utenti) attraverso i quali l’utente finale utilizza la rete 6 Presentazione Gestisce la sintassi dell’informazione da trasferire, la formattazione e trasformazione dei dati: codifica, decodifica, compressione, crittografia, ecc. 5 Sessione Definisce le funzioni per l’instaurazione, il mantenimento e la conclusione delle sessioni di comunicazione e la consegna delle informazioni tra due applicativi 4 Transporto Definisce le funzioni per assicurare la corretta consegna del messaggio, per la rilevazione degli errori del livello precedente e l’eventuale correzione. 3 Rete Definisce le funzioni di instradamento dei dati tra le reti e provvede ad instradamenti alternativi in caso di guasti 2 Data-Link E’ suddiviso in due sottolivelli. Il sottolivello MAC (Media Access Control) definisce le funzioni per la trasmissione dei dati sul mezzo fisico, l’individuazione univoca della scheda di rete (MAC Address) e la rilevazione degli errori eventualmente verificatisi a Livello 1. Il sottolivello LLC (Logical Link Control) collega il livello Data-link con i livelli superiori, gestisce il framing, effettua il controllo di errore e del flusso dei dati. 1 Fisico Definisce il mezzo fisico, il tipo di connettore e le specifiche elettriche per la trasmissione dei dati. Open System Interconnection, sviluppato dalla ISO nei primi anni 80

10 Laboratorio di tecnologie informatiche 10 Vantaggi di un modello a strati facilità di attuare cambiamenti su uno strato senza alterare i restanti;  Ogni livello comunica con quelli adiacenti tramite una specifica interfaccia;  Riduzione della complessità: ogni livello è come un Black Box che fornisce dei servizi ai livelli superiori e maschera come questi servizi sono implementati.  Ogni strato deve compiere un compito diverso dagli altri e la sua struttura non è vincolata da quella degli altri livelli;

11 Laboratorio di tecnologie informatiche 11 Modello OSI: esempio pratico

12 Laboratorio di tecnologie informatiche 12 Modello OSI: esempio pratico

13 Laboratorio di tecnologie informatiche 13 Componenti di una rete 1 Phisical 3 Network 2 Data Link 4 Transport 6 Presentation 5 Session 7 Application 1 Phisical 3 Network 2 Data Link 4 Transport 6 Presentation 5 Session 7 Application HOST 1HOST 2 Nelle reti informatiche alcuni apparati hanno funzionalità esclusivamente orientate a garantire il funzionamento, l'affidabilità e la scalabilità della rete stessa.

14 Laboratorio di tecnologie informatiche 14 HUB L’hub (letteramente in inglese fulcro, mozzo) e un dispositivo che funge da nodo di smistamento di una rete di computer, organizzata prevalentemente a stella. Un hub inoltra i dati in arrivo da una qualsiasi delle sue porte su tutte le altre (ripetitore multiporta). Questo permette a due dispositivi di comunicare attraverso l'hub come se questo non ci fosse, a parte un piccolo ritardo di microsecondi nella trasmissione. Tutti i computer collegati allo stesso HUB appartengono allo stesso dominio di collisione e condividono la stessa banda.

15 Laboratorio di tecnologie informatiche 15 HUB Un hub è un dispositivo di livello fisico nel modello OSI, in quanto ritrasmette semplicemente i segnali elettrici e non i dati. 1 Phisical 3 Network 2 Data Link 4 Transport 6 Presentation 5 Session 7 Application 1 Phisical 3 Network 2 Data Link 4 Transport 6 Presentation 5 Session 7 ApplicationHUB L'appartenenza al livello fisico implica che il traffico si considera per bit, cioè per semplice sequenza di stati logici uno e zero, non raggruppati in nessun modo. Operando a livello 1, inoltre, l’hub non gestisce l'arbitraggio dell'accesso al mezzo trasmissivo, e lascia questo compito agli host collegati.

16 Laboratorio di tecnologie informatiche 16 LAN a stella I computer sono connessi ad un HUB centrale e i dati sono inviati dal computer trasmittente attraverso l’Hub a tutti i computer della rete. In caso di interruzione di uno dei cavi di connessione di un computer all’Hub, solo quel computer verrà isolato dalla rete. In caso di mancato funzionamento dell’Hub tutte le attività di rete saranno interrotte. L’HUB rende la rete espandibile (basta collegare un altro Hub all’Hub iniziale) e consente il controllo centralizzato del traffico sulla rete mediante led luminosi che permettono la diagnostica di ogni ramo della rete

17 Laboratorio di tecnologie informatiche 17 HUB: dominio di collisione Nel gergo delle reti LAN, un hub crea un unico dominio di collisione, unendo tutti i calcolatori connessi alle sue porte che concorrono per accedere allo stesso mezzo trasmissivo. Quindi se due calcolatori collegati a porte diverse trasmettono contemporaneamente, si verifica una collisione, e la trasmissione deve essere ripetuta, per cui si può avere un rapido decadimento delle prestazioni della rete in situazione di traffico intenso. PC0 >>PC4 PC6 >>PC1

18 Laboratorio di tecnologie informatiche 18 HUB: dominio di collisione Operando nell'ambito del medesimo dominio di collisione, il traffico di qualsiasi nodo viene replicato su tutte le porte dell'hub, sottraendo quindi la banda disponibile in egual misura ad ogni utenza della rete. L’hub non distingue i segmenti di LAN e ritrasmette tutti i segnali che riceve. In pratica la LAN nel suo complesso va vista come un‘unica rete.

19 Laboratorio di tecnologie informatiche 19 HUB: dominio di collisione Quanto più è ampio un dominio di collisione, tanto più probabili sono le collisioni, e quindi anche il decadimento della velocità di trasmissione all'interno del dominio. È dunque importante limitare la proliferazione dei nodi all'interno di uno stesso dominio di collisione. Dispositivi come switch e bridge, invece, possono essere usati per dividere un dominio di collisione in parti più piccole e quindi più efficienti. Poiché dispositivi come l’ hub si limitano a inoltrare ogni trasmissione ricevuta a tutti i nodi cui sono collegati, espandere una rete tramite simili dispositivi porta a creare domini di collisione sempre più ampi e quindi meno performanti.

20 Laboratorio di tecnologie informatiche 20 HUB: esempi ed esercizi Esempio che mostra come cresce il dominio di collisione all’aumentare degli hub e degli host collegati Esempio di due LAN basate su HUB e collegate da un repeater L’azienda NewDesign è una piccola società specializzata nel settore della grafica. L’azienda è collocata al primo piano di un edificio ed è organizzata in: Un open space dove lavorano i designer Tre uffici dove si trova il personale della direzione La Lan aziendale è partizionata di due reti una per l’open space ed una per gli uffici. In particolare nella rete dell’open Space sono presenti 6 PC e 2 stampanti a colori a cui possono accedere i PC della direzione e nella rete degli uffici sono presenti 3 PC e una stampante. Descrivere con Packet Tracer la rete di NewDesign specificando come varia il dominio di collisione al variare delle componenti attive scelte L’azienda NewDesign è una piccola società specializzata nel settore della grafica. L’azienda è collocata al primo piano di un edificio ed è organizzata in: Un open space dove lavorano i designer Tre uffici dove si trova il personale della direzione La Lan aziendale è partizionata di due reti una per l’open space ed una per gli uffici. In particolare nella rete dell’open Space sono presenti 6 PC e 2 stampanti a colori a cui possono accedere i PC della direzione e nella rete degli uffici sono presenti 3 PC e una stampante. Descrivere con Packet Tracer la rete di NewDesign specificando come varia il dominio di collisione al variare delle componenti attive scelte

21 Laboratorio di tecnologie informatiche 21 Ripartizione del dominio di collisione Per evitare di portare le collisioni a livelli vertiginosi compromettendone il funzionamento, si è deciso di "segmentarle" cioè suddividerle in diversi domini di collisione. COME? usando un altro oggetto, più sofisticato e costoso di un hub, che funge da ponte tra i due domini, lasciando passare solo il traffico incrociato e filtrando tutte le collisioni e tutto il traffico che deve rimanere all'interno di un solo dominio di collisione.

22 Laboratorio di tecnologie informatiche 22 Il Bridge Collega tra loro due o più segmenti di una rete dello stesso tipo, regolando il passaggio dei frame da uno all'altro sulla base dell'indirizzo di destinazione contenuto in questi ultimi.

23 Laboratorio di tecnologie informatiche 23 Bridge:Filtering La tecnica di ritrasmettere solo i pacchetti che devono effettivamente transitare da una LAN ad un'altra LAN, viene definita “filtering” Questa funzionalità permette di ottenere un traffico globale sulla LAN estesa, superiore a quello massimo ammesso per ogni singola LAN.

24 Laboratorio di tecnologie informatiche 24 Bridge:Store and Forward La trasmissione dei messaggi avviene con una modalità di "store and forward" cioè il pacchetto è ricevuto dal bridge, e poi eventualmente ritrasmesso. Questo permette di superare i limiti sulle distanze massime e sul numero massimo di sistemi collegabili in una rete locale, in quanto tali limiti sono tipicamente dettati dal livello fisico

25 Laboratorio di tecnologie informatiche 25 Il Bridge : dispositivo di livello 2 1 Phisical 3 Network 2 Data Link 4 Transport 6 Presentation 5 Session 7 Application 1 Phisical 3 Network 2 Data Link 4 Transport 6 Presentation 5 Session 7 Application 1 Phisical 2 Data Link HOST 1HOST 2BRIDGE E’ grado di leggere le intestazioni di frame Ethernet, ne esaminano il contenuto, e selezionano il link d’uscita sulla base dell’indirizzo destinazione

26 Laboratorio di tecnologie informatiche 26 Il Bridge : come lavora Quando riceve un frame, legge l'indirizzo di provenienza e costruisce una tabella di mappatura delle varie macchine collegate a ciascun segmento detta forwarding table. MAC AddressPORT 00000CAAAAAA CCCCCCC CBBBBBB CDDDDDD2

27 Laboratorio di tecnologie informatiche 27 Il Bridge : come lavora Quando il bridge riceve un frame su una delle proprie porte, ha quattro possibili alternative: Se l'indirizzo di destinazione appartiene a una macchina che si trova sullo stesso segmento da cui la trama arriva, il bridge scarta il frame. 1 Se l'indirizzo di destinazione si trova su un segmento diverso rispetto a quello da cui il frame arriva, il bridge lo invia sul segmento di destinazione. 2

28 Laboratorio di tecnologie informatiche 28 Il Bridge : come lavora Quando il bridge riceve un frame su una delle proprie porte, ha quattro possibili alternative: Se l'indirizzo di destinazione indicato non compare in alcun modo all'interno della forwarding table, il frame viene spedito a tutti i segmenti a cui il bridge è collegato, con la sola eccezione di quello da cui è arrivato. 3 Se infine il frame è destinato al bridge medesimo, viene intercettato e consegnato ai circuiti interni che dovranno interpretarlo. 4

29 Laboratorio di tecnologie informatiche 29 Il Bridge : come lavora Vediamo un esempio su come lavora il bridge: 00000CAAAAAA 00000CDDDDDD 00000CCCCCCC 00000CBBBBBB Mac AddressPort Porta 1 Porta 2 Inizialmente la tabella è vuota

30 Laboratorio di tecnologie informatiche 30 Il Bridge : come lavora Supponiamo che L’host A debba spedire un ping a B: 00000CAAAAAA 00000CDDDDDD 00000CCCCCCC 00000CBBBBBB Mac AddressPort Porta 1 Porta CAAAAAA 1 Non sa nulla di B e manda il messaggio e tutti

31 Laboratorio di tecnologie informatiche 31 Il Bridge : come lavora Quando B risponde al ping di A: 00000CAAAAAA 00000CDDDDDD 00000CCCCCCC 00000CBBBBBB Porta 1 Porta 2 Mac AddressPort 00000CAAAAAA CBBBBBB1 Non passa alla porta 2 e viene appreso il MACAddress di B

32 Laboratorio di tecnologie informatiche 32 Il Bridge : come lavora Supponiamo che l’host A debba spedire un ping a C: 00000CAAAAAA 00000CDDDDDD 00000CCCCCCC 00000CBBBBBB Porta 1 Porta 2 Mac AddressPort 00000CAAAAAA CBBBBBB 1 Non sa nulla di C e manda il messaggio e tutti

33 Laboratorio di tecnologie informatiche 33 Il Bridge : come lavora Ora C risponde ad A 00000CAAAAAA 00000CDDDDDD 00000CCCCCCC 00000CBBBBBB Porta 1 Porta 2 Mac AddressPort 00000CAAAAAA CBBBBBB CCCCCCC Viene appreso il MACAddress di D

34 Laboratorio di tecnologie informatiche 34 Il Bridge : come lavora Appena D comunica sulla rete: 00000CAAAAAA 00000CDDDDDD 00000CCCCCCC 00000CBBBBBB Porta 1 Porta 2 Mac AddressPort 00000CAAAAAA CBBBBBB CCCCCCC 00000CDDDDDD3

35 Laboratorio di tecnologie informatiche 35 Esempi Vediamo degli esempi di lavoro con i bridge mediante l’utilizzo del software PaketTracer

36 Laboratorio di tecnologie informatiche 36 Esercizio guidato

37 Laboratorio di tecnologie informatiche 37 Bridge  Cosa succede se un bridge non funziona correttamente? Il punto debole in una LAN è proprio il nodo di interconnessione in quanto se un bridge si guasta la LAN viene scollegata dal resto della rete.

38 Laboratorio di tecnologie informatiche 38 Bridge: esempio esempio

39 Laboratorio di tecnologie informatiche 39 Bridge  Per ovviare a questo inconveniente si possono creare percorsi alternativi.

40 Laboratorio di tecnologie informatiche 40 Problema…  I pacchetti rischiano di seguire dei percorsi ciclici e moltiplicarsi. esempio

41 Laboratorio di tecnologie informatiche 41 Spanning tree Organizziamo i bridge mediante uno spanning tree, disabilitando alcuni percorsi. Costruiamo una struttura ad albero facendo attenzione che non vi siano percorsi ad anello. disabilitato

42 Laboratorio di tecnologie informatiche 42 Spanning tree: algoritmo 1. Elezione del root bridge: si identifica la radice dell'albero, cioè il root bridge. Il root bridge è per definizione il bridge che ha ID minore; 2. Selezione della root port: per ogni bridge si identifica la porta più "conveniente“ per interconnettere il bridge verso il root bridge. 3. Selezione del designated bridge: per ogni LAN si sceglie quale bridge è designato a interconnettere la LAN con il root bridge. Ogni LAN ha un solo designated bridge che è il bridge "più vicino" al root bridge e che si incaricherà di trasmettere i pacchetti verso il root bridge.

43 Laboratorio di tecnologie informatiche 43 Spanning tree: algoritmo Al termine di questi tre passi si può procedere alla messa in stato di blocking delle porte che non sono né root né designated. Questo processo avviene periodicamente per cui se si scollega o si rovina un bridge si ricostruisce lo spanning tree e la rete continua a funzionare.

44 Laboratorio di tecnologie informatiche 44 Switch  Lo switch è un’evoluzione del bridge.  E’ un bridge a più porte.  E’ un'apparecchiatura che collega tra loro diversi segmenti logici di una rete  Consente il passaggio d'informazioni dall'uno all'altro segmento di rete  Filtra il traffico presente su di un ramo di rete impedendo che si riversi tutto sugli altri rami.

45 Laboratorio di tecnologie informatiche 45 Esempio esempio

46 Laboratorio di tecnologie informatiche 46 Switch  Simile al bridge lo switch acquisisce la conoscenza degli indirizzi MAC dei nodi collegati ad ogni porta ed indirizza i frames solo alla porta del nodo di destinazione.  Lo switch crea (dinamicamente) in ogni istante un percorso dedicato per i frames in transito sulla rete come se le due porte implicate nel traffico fossero tra loro fisicamente collegate e nel contempo distinte dal traffico che si svolge sulle altre porte.

47 Laboratorio di tecnologie informatiche 47 Switch : dispositivo di livello 2 1 Phisical 3 Network 2 Data Link 4 Transport 6 Presentation 5 Session 7 Application 1 Phisical 3 Network 2 Data Link 4 Transport 6 Presentation 5 Session 7 Application 1 Phisical 2 Data Link HOST 1HOST 2SWITCH

48 Laboratorio di tecnologie informatiche 48 Differenza tra switch e bridge  Lo switch deve disporre almeno di due porte, nelle configurazioni più comuni ne troviamo almeno 8.  Lo switch esegue tutte le proprie elaborazioni in hardware e non via software non rallenta il fluire del traffico tra i segmenti Si dice che la connessione è wire speed, cioè lasci transitare i frame alla velocità massima consentita dal tipo di conduttore usato per il cablaggio.

49 Laboratorio di tecnologie informatiche 49 Esempio Rete connessa da un HUB, l'hub lo possiamo paragonare ad un megafono. Rete connessa con uno SWITCH, possiamo paragonare lo switch alla centrale telefonica: alziamo il telefono, selezioniamo un numero ed in quel momento verrà stabilita una connessione dedicata tra noi ed il destinatario.

50 Laboratorio di tecnologie informatiche 50 Tecniche di commutazione  Store and Forward  Il frame in arrivo viene esaminato per intero  Il frame viene memorizzato  I frame corrotti vengono scartati ed inoltrati solo quelli integri  Viene introdotto un ritardo a causa della complessa elaborazione richiesta

51 Laboratorio di tecnologie informatiche 51 Tecniche di commutazione  Cut-Through  Legge solo la parte inziale del frame, contenente origine e destinazione  Il frame viene immediatamente inviato verso la destinazione senza alcun controllo  I frame corrotti vengono comunque inoltrati.  Si introduce il minimo ritardo proprio per la mancanza di verifiche sull'integrità dei frame

52 Laboratorio di tecnologie informatiche 52 Tecniche di commutazione  Fragment-free switching  E’ un compromesso tra le due tecniche precedenti.  Si leggono i primi 64 bytes del frame che contengono l’header e si inizia ad inviare il frame prima di poter leggere il campo dati ed il campo checksum in modo da rilevare solo alcune anomalie.

53 Laboratorio di tecnologie informatiche 53 Esempio Store and Forward Cut-ThroughFragment-free

54 Laboratorio di tecnologie informatiche 54 Esercizio guidato

55 Laboratorio di tecnologie informatiche 55 Routers Nella tecnologia delle reti informatiche un router, in inglese letteralmente instradatore, è un dispositivo di rete che si occupa di instradare pacchetti tra reti diverse ed eterogenee. Un router lavora al livello 3 (rete) del modello ISO/OSI, ed è quindi in grado di interconnettere reti di livello 2 eterogenee, come ad esempio una LAN ethernet.

56 Laboratorio di tecnologie informatiche 56 Il funzionamento generale La funzione di instradamento è basata sugli indirizzi di livello 3 (rete) del modello ISO/OSI, a differenza dello switch che instrada sulla base degli indirizzi di livello 2 (collegamento). Gli elementi della tabella di instradamento non sono singoli calcolatori ma reti locali. Questo permette di interconnettere grandi reti senza crescite incontrollabili della tabella di instradamento.

57 Laboratorio di tecnologie informatiche 57 Il funzionamento generale ClasseNumero di retiNumero di Host A12616,777,216 B16,38465,535 C2,097, D (MULTICAST)N/A

58 Laboratorio di tecnologie informatiche 58 Il funzionamento generale Il processo di routing si occupa della costruzione della tabella di routing. Questa tabella è composta da un insieme di righe ciascuna delle quali definisce, per ogni sottorete di destinazione, il next- hop, che corrisponde al router successivo, nel percorso verso la destinazione finale, al quale verranno inviati i pacchetti.

59 Laboratorio di tecnologie informatiche 59 Il funzionamento generale Il forwarding è invece il processo che determina lo smistamento dei pacchetti verso una delle interfacce d’uscita del router. Esso permette di selezionare la direzione (interfaccia d’uscita del router) verso cui inviare il pacchetto, sulla base delle informazioni fornite dal processo di routing. Al processo di forwarding è possibile associare una tabella di forwarding che tenga conto di questa corrispondenza fra indirizzo di destinazione e interfaccia d’uscita dal router.

60 Laboratorio di tecnologie informatiche 60 Il funzionamento generale In presenza di un guasto su un link fisico o di una modifica della topologia della rete (o nella fase iniziale di start up, al momento dell’ "accensione" della rete), i router si scambiano informazioni di controllo (tramite i messaggi di routing) sulla base di algoritmi definiti nelle specifiche dei protocolli di routing. Al termine di queste operazioni, ciascun router della rete avrà una propria tabella di forwarding coerenti con quelle presenti sugli altri apparati.

61 Laboratorio di tecnologie informatiche 61 Il funzionamento generale Non appena un router riceve un pacchetto, analizza l’indirizzo IP di destinazione, consulta la propria tabella di forwarding e (sulla base dell’indirizzo di destinazione) decide dove instradarlo, cioè su quale interfaccia di uscita inviarlo.

62 Laboratorio di tecnologie informatiche 62 Routing statico Le tabelle di routing possono essere inserite manualmente dal gestore della rete direttamente sui router, tramite comandi opportuni, e in questo caso la tabella sarà statica, cioè modificabile mediante intervento diretto del gestore di rete.

63 Laboratorio di tecnologie informatiche 63 Routing dinamico Le tabelle di routing sono costruite secondo una modalità dinamica, sulla base delle informazioni che i router si scambiano fra di loro.

64 Laboratorio di tecnologie informatiche 64 Routing Gli ambiti d’utilizzo delle due tipologie di rotocollo sono molto differenti e, in generale, si può ritenere che i protocolli di routing dinamici siano più usati in reti con molti router, ovvero in quelle reti ove una maggiore scalabilità e una maggiore tolleranza ai guasti sono dei requisiti fondamentali. Al contrario, i protocolli di routing di tipo statico sono usati in reti di piccole dimensioni utilizzate, per lo più, come accesso verso reti di transito maggiori.

65 Laboratorio di tecnologie informatiche 65 Routing

66 Laboratorio di tecnologie informatiche 66 Autonomous System, (AS) Un sistema autonomo (Autonomous System, AS), è un gruppo di router e reti sotto il controllo di una singola e ben definita autorità amministrativa. (provider, aziende, enti pubblici...) Un'autorità amministrativa si contraddistingue sia per motivi informatici (specifiche policy di routing), sia per motivi amministrativi.

67 Laboratorio di tecnologie informatiche 67 Autonomous System, (AS)

68 Laboratorio di tecnologie informatiche 68 EGP Exterior Gateway Protocols (EGP), sono quelli che gestiscono la comunicazione fra i vari AS di cui Internet è composta. Gli EGP comunicano fra di loro di fatto con un unico protocollo, il BGP4, che costituisce la vera spina dorsale di Internet e ne permette la stessa esistenza come network globale.

69 Laboratorio di tecnologie informatiche 69 IGP Interior Gateway Protocols (IGP), sono i protocolli di routing che vengono utilizzati all'interno di un Autonomous System, servono per gestire il flusso di pacchetti fra i router dello stesso AS, quindi del network di un singolo ente. Esistono diversi protocolli di questo tipo (I più utilizzati sono OSPF e EIGRP, ma esistono anche RIP, IGRP e IS-IS) e fondamentalmente la loro scelta dipende dai network administrator di un AS e non influisce sui rapporti con altri AS.

70 Laboratorio di tecnologie informatiche 70 Distance Vector e Link State Per quanto riguarda i protocolli (IGP) possono essere suddivisi in due classi principali: Distance Vector Link State.

71 Laboratorio di tecnologie informatiche 71 Distance-vector I protocolli distance-vector sono protocolli di routing dinamico nei quali i router presenti nella rete si scambiano fra di loro messaggi contenenti informazioni che possono essere considerate righe di una tabella di routing.

72 Laboratorio di tecnologie informatiche 72 Link-state Nei protocolli link-state, al contrario, i router si scambiano reciprocamente delle informazioni sulla topologia della rete, cioè ogni router si scambia delle "mappe" della rete, ciascuna della quali rappresenta una "fotografia" dal punto di vista di quel dato router.


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