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Corso di Specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità nella scuola dell’infanzia, nella scuola primaria e nella scuola.

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Presentazione sul tema: "Corso di Specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità nella scuola dell’infanzia, nella scuola primaria e nella scuola."— Transcript della presentazione:

1 Corso di Specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità nella scuola dell’infanzia, nella scuola primaria e nella scuola secondaria di I° e II° grado A.A. 2013/2014 L’osservazione per l’insegnante in azione Francesca Pascolini luglio /2014

2 Ho letto uno ad uno i resoconti delle vostre 111 osservazioni e li ho analizzati secondo CRITERI che ho individuato proprio nelle vostre scritture. Francesca Pascolini – /07 /2014

3 Luca è in aula, i banchi sono disposti a semicerchio, i compagni sono seduti, è presente un insegnante. Luca è all’interno dello spazio delimitato dai banchi, non indossa la maglietta (37) Francesca Pascolini – /07 /2014

4 “Luca è seduto di fronte a un termosifone da solo poi passa al centro della classe durante l’ora di lezione cerca di porsi al centro dell’attenzione. Prima togliendosi la maglia, poi lanciando ogni oggetto che trova davanti a sé. (3) Luca viene messo o vuole stare al centro mentre si svolge la lezione (9) Francesca Pascolini – /07 /2014

5 linguaggio definitorioo assuma una pratica complessa Uno stesso comportamento assume significati diversi a seconda che l’osservatore utilizzi un linguaggio definitorio o assuma una pratica complessa, non definitoria, aperta alla possibilità … Laura Arcangeli, Il silenzio come possibilità per una didattica speciale,… Francesca Pascolini – /07 /2014

6 A lui viene poi dato un materiale differente con delle forme geometriche che lancerà in aria e addosso ai compagni colpendone alcuni. (3) Luca prende degli oggetti dalla cattedra e dal pavimento e li lancia in aria, forse per attirare l’attenzione...è seduto sul pavimento a dorso nudo, ha accanto una scatola con delle formine colorate. Le lancia in aria e verso i compagni (8) Il bambino tira gli oggetti anche verso i compagni e l’insegnante dice di abbassare la testa quando lui tira gli oggetti verso di loro (48) Quando l’insegnante consegna al bambino le forme geometriche le appoggia a terra vicino a lui… il bambino le lancia contro il muro e in direzione dei compagni che schivano gli oggetti mettendosi le mani sulla testa (49) I lanci degli oggetti non sono rivolti verso una direzione particolare o un punto particolare, né verso un bambino particolare. (88) Francesca Pascolini – /07 /2014

7 Poi l’insegnante si avvicina al bambino che in quel momento è al centro della classe con una scatola di forme colorate. Vuole farlo giocare lì seduto per terra e non sul suo banco. (1) Francesca Pascolini – /07 /2014

8 L’osservazione è un processo selettivo, un guardare mirato orientato e condotto dagli obiettivi dalle ipotesi più o meno esplicite, dai quadri di riferimento teorici, grazie ai quali si sceglierà cosa, come e quando osservare… L’osservazione è un processo selettivo, un guardare mirato orientato e condotto dagli obiettivi, dalle ipotesi più o meno esplicite, dai quadri di riferimento teorici, grazie ai quali si sceglierà cosa, come e quando osservare… Laura Arcangeli, Il silenzio come possibilità per una didattica speciale,… Francesca Pascolini – /07 /2014

9 La nuova insegnante accarezza il bambino dolcemente e ripetutamente. L’esito di questa azione è sorprendente: il bambino è seduto, calmo, silenzioso: ora sembra sereno e rassicurato (88) Francesca Pascolini – /07 /2014

10 L’insegnante è dietro di lui….(1) Una seconda maestra lo accarezza..(7) Lui si calmerà solo quando l’insegnante specializzata lo coccolerà con affetto parlandogli…(3) Una “signora” lo accarezza e gli dice parole gentili (5) L’insegnante di sostegno lo rassicura….(9) un’altra figura (credo un’educatrice) mette in atto un’attività di contenimento (10) Una donna adulta lo accarezza (11) C’è una docente diversa dalla precedente (14) Gian luca è seduto al banco, è immobile. La madre (?) lo accarezza sulla nuca (16) Francesca Pascolini – /07 /2014

11 Il bisogno di chiudere i fatti dentro una spiegazione “certa” è sempre presente … Francesca Pascolini – /07 /2014

12 Chi è Luca? Non cerca contatti oculari con altre persone e tende a rimanere isolato. Forse soffre di spettro autistico. E’ senza maglia. (…) l’insegnante di classe cerca di farlo alzare … ma il bambino reagisce negativamente e urla via, via. A mio parere è significativo che, durante questa azione il bambino non abbia guardato negli occhi l’insegnante. Ciò rinforza l’ipotesi di autismo. (88) Francesca Pascolini – /07 /2014

13 … senza maglietta…. …. fuori banco… …seduto a terra… …lancio di oggetti… (tutti) Francesca Pascolini – /07 /2014

14 Il bambino sembra dimostrare indifferenza nei confronti della maestra che tenta di raccogliere le formine sparse per la classe, tanto è vero che nel momento in cui esse vengono riposte nella scatola, egli la svuota e ricomincia a lanciarle (68) Francesca Pascolini – /07 /2014

15 Dopo i lanci, Luca sembra voler stabilire contatto visivo con i compagni, cercandoli con lo sguardo e con la prossemica, senza richiamare l’attenzione con la voce. (77) L’insegnante sembra forse disorientata di fronte al comportamento di L; raccoglie qua e là gli oggetti lanciati dal bimbo,… luca forse cerca di attirare su di sé l’attenzione sia dei compagni che dell’insegnante. Sembra non esserci molta relazione interazione tra Luca i compagni e la maestra.(80) Francesca Pascolini – /07 /2014

16 Attività: Colorare all’interno degli spazi vuoti della figura di un bambino precedentemente disegnato (non si capisce se disegnata dall’insegnante o dai bambini). Luca è a petto nudo, non partecipa all’attività … (47) Francesca Pascolini – /07 /2014

17 Aula: disposizione a ferro di cavallo dei banchi. Ciascun bambino eccetto A sembra seduto al suo posto…. Insegnante: gira tra i banchi/si muove nell’aula. Distribuisce fotocopie e dà istruzioni Classe: alterna momenti di silenzio a momenti di voci sovrapposte… Bambino: all’inizio è seduto a terra da solo, poi cammina liberamente (senza un percorso individuabile)…. Insegnante --- A (83) Francesca Pascolini – /07 /2014

18 Abbiamo a che fare con una infinità di variabili che possiamo cogliere solo in minima parte “un atteggiamento di sospensione, di non presunzione di conoscenza di ciò che si mostra, che appare… l’altro non si mostra tutto qui e ora e ci chiede tempo, tanto tempo per conoscerlo” 1 1. Arcangeli L., il silenzio come possibilità per una didattica speciale, Morlacchi, Perugia 2009, p.27 Francesca Pascolini – /07 /2014

19 Oltre all’immaginazione c’è la fantasia Oltre all’immaginazione c’è la fantasia … “Un esempio di cos’è la fantasia ce lo offre Vigotskij. L’esempio è preso da un racconto di Puskin “In riva al golfo c’è una quercia verde; su quella quercia c’è una catena d’oro: e giorno e notte, un gatto sapiente, legato a quella catena, gira e rigira a tondo. Se procede verso destra, esso intona una canzoncina;verso sinistra, racconta una favola. Quello è il paese delle meraviglie. Là lo gnomo va errando intorno e la silfide sta appollaiata sui rami; là, per ignoti sentieri, si scorgono orme di animali mai veduti e una piccola isba, sospesa su zampe di gallina, se ne sta là senza finestre e senza porte”. Commenta Vigotskij “ la piccola isba sospesa su zampe di gallina non esiste, di certo, fuorchè nella favola, ma gli elementi con cui questa immagine fiabesca è stata costruita, sono stati presi dalla reale esperienza umana e soltanto la loro combinazione reca l’impronta d’una costruzione fiabesca”. 1 Invece nella “immaginazione”, alla fine del processo la combinazione degli elementi deve essere riportabile “alla realtà” cioè a uno o più di uno dei modi possibili di inquadrarla” Invece nella “immaginazione”, alla fine del processo la combinazione degli elementi deve essere riportabile “alla realtà” cioè a uno o più di uno dei modi possibili di inquadrarla” 2 1.Vigotskij L., immaginazione e creatività nell’età infantile, ed riuniti, Roma 1990, p Sclavi M., Arte di ascoltare e mondi possibili. Come si esce dalle cornici di cui siamo parte, Bruno Mondadori,Milano 2003, pp. 75,76 Francesca Pascolini – /07 /2014

20 Scrittura Quale relazione c’è tra osservazione e diario di bordo? Francesca Pascolini – /07 /2014

21 L’osservazione descrittivafornisce dati L’osservazione descrittiva fornisce dati il diario di bordo può contenere OsservazioniNarrazioniValutazioniIntuizioni Espressione di vissuti emotivi Ipotesi operative Francesca Pascolini – /07 /2014

22 Osservazione descrittiva (…) Luca è a torso nudo, si alza, cammina, si risiede per terra. Prende della carta, la stringe nelle mani, la lancia. La maestra mette sul pavimento (al centro del ferro di cavallo) un contenitore di plastica con dentro forme di plastica di vari colori e forme, le avvicina a Gianluca, non parla con il bambino. Gianluca lancia gli oggetti in varie direzioni, svuota il contenitore, accompagna i gesti con emissione di suoni, la maestra raccoglie le tessere, le ripone nel contenitore, Gianluca le afferra e le lancia in alto, verso le pareti esterne, …prende il contenitore e lo sbatte sul pavimento… la maestra… lo allontana fisicamente dagli oggetti che sta lanciando prendendolo e trascinandolo per un braccio…. dà indicazione ai compagni su come svolgere l’attività in corso…dice ai bambini di abbassare la testa… (16)

23 Osservazione descrittiva Lancia, scaglia, fa rotolare ( una corsista durante il dibattito )….. Francesca Pascolini – /07 /2014

24 L’osservazione non è fine a se stessa ma è fondamentale per documentare il processo Luca sceglie? Francesca Pascolini – /07 /2014

25 domande (nel diario) aiutano a riflettereobiettivi e delle strategie … Le domande (nel diario) aiutano a riflettere sulla scelta degli obiettivi e delle strategie che verranno utilizzate … Francesca Pascolini – /07 /2014

26 Ogni volta che ci troviamo di fronte ad un fenomeno complesso, da più prospettive lo vediamo più adeguata sarà la sua comprensione… … dar voce al dubbio … …una lettura adeguata va formulata non in termini di “è questo” ma in termini di varie possibilità… Francesca Pascolini

27 Osservare per ricercare il funzionamento di Luca Francesca Pascolini – /07 /2014 SA FARE…. SA FARE SE… NON SA ANCORA FARE…

28 NON DESCRIVIAMO UNA PERSONA MA UN’INTERAZIONE Gli indicatori dell’ICF ai fini della ricerca in progress, per costruire- valutare- riprogettare l’azione educativa… Francesca Pascolini – /07 /2014

29 ….I rimandi all’ICF che partono dall’osservazione sono sempre provvisori “La condizione di salute –benessere non è uno stato completo, ma il frutto di un continuo adattamento al fine di promuoverla, è legata ai diversi contesti di vita del soggetto e quindi non comprensibile a prescindere da questi (… ) è un processo aperto in continua definizione, un valore da perseguire (…) Ogni soggetto ha una sua identità che perciò deve essere riconosciuta non attribuita, ha una propria auto-organizzazione interna della quale bisogna comprendere l’equilibrio e il cambiamento, la qualità degli scambi con l’esterno (…) la mappa che famiglia, scuola, servizi possono costruirne non può che essere una continua riformulazione, una ipotesi in divenire e non un quadro rigido all’interno del quale chiudere un “territorio”.[1][1] [1] Arcangeli L., Il Silenzio come possibilità per una didattica speciale, Morlacchi, Perugia 2009, p [1] Francesca Pascolini – /07 /2014

30 ALCUNE LINEE GUIDA EMERSE ATTRAVERSO IL LAVORO FATTO INSIEME L’OSSERVAZIONE : processo dinamico e ricorsivo Il Nome di colui che svolge l’osservazione; la data dell’osservazione; il tempo dedicato: ora di inizio e ora in cui è terminata (15 – 20 minuti circa) Descrizione del contesto [1]Ricerca degli obiettivi ed esplicitazione delle ipotesi di lavoro[1] Trascrizione dell’osservazione al più presto per non perdere memoria di quanto osservato Utilizzo di un linguaggio descrittivo Distinzione tra momento descrittivo e momento interpretativo Auto-osservazione Confronto intersoggettivo Confronto delle aspettative con l’esito dell’osservazione (autovalutazione ) IL DIARIO DI BORDO: La scrittura come scoperta di sapere pedagogico-didattico. Osservazioni; domande; riflessioni sui percorsi e sui processi di apprendimento- insegnamento osservati; intuizioni; ipotesi operative; espressione di vissuti emotivi; valutazioni… Francesca Pascolini – /07 /2014

31 Riferimenti bibliografici ARCANGELI L., Il silenzio come possibilità per una didattica speciale, Morlacchi, Perugia 2009 MANTOVANI S., (a cura di), La ricerca sul campo in educazione. I metodi qualitativi, Bruno Mondadori, Milano 1998 CANEVARO A. CHIANTERA A. COCEVER E. PERTICARI P., (a cura di), Scrivere di educazione, Carocci, Roma 2000 COCEVER E. CHIANTERA A., (a cura di), Scrivere l’esperienza in educazione, CLUEB, Bologna 1996 MORTARI L. Apprendere dall’esperienza. Il pensare riflessivo nella formazione, Carocci, Roma 2003 MORTARI L., Cultura della ricerca e pedagogia, Prospettive epistemologiche, Carocci, Roma 2007 LANEVE C., Scrittura e pratica educativa. Un contributo al sapere dell’insegnamento, Erickson, Trento 2009 IANES D., La diagnosi funzionale secondo l’ICF, Erickson, Trento 2004 SCLAVI M., Arte di ascoltare e mondi possibili. Come si esce dalle cornici di cui siamo parte, Bruno Mondadori, Milano 2003 PALMIERI C. PRADA G., La diagnosi educativa. La questione della conoscenza del soggetto nelle pratiche pedagogiche, Franco Angeli, Milano 2005 ROSSI C., Antropologia culturale. Appunti di metodo per la ricerca nei “mondi contemporanei”, Guerini, Milano 2003 COTTINI L., Didattica speciale e integrazione scolastica, Carocci, Roma 2004 OMS, Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute, Versione per bambini e adolescenti, Erickson, Trento 2007


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