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La tutela dei minori nel sistema radiotelevisivo e nei nuovi mezzi di comunicazione 1 Lucia Musselli- Università degli Studi di Milano 21/03/12.

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1 La tutela dei minori nel sistema radiotelevisivo e nei nuovi mezzi di comunicazione 1 Lucia Musselli- Università degli Studi di Milano 21/03/12

2 Lucia Musselli- Università degli Studi di Milano 2 La tutela dei minori nei servizi audiovisivi: le fonti multilivello Art. 17 Conv. New York del 1989 sui diritti del fanciullo rapporto minori e mass-media  canone di ampia informazione finalizzata a promuovere il benessere sociale, spirituale, morale dell’utente. Dir. 89/552/CEE Direttiva Televisione senza frontiere così come modificata da: Dir. 97/36/CE Dir. 2007/65/CE “Direttiva Servizi di media audiovisivi (SMA)”. Atti di soft law (ad es. Libro Verde 1996 e Racc. 98/560/CE del Consiglio e 2006/952/CE del PE e Consiglio) 21/03/12

3 Lucia Musselli- Università degli Studi di Milano 3 Le fonti costituzionali interne Art. 31 2° c. Costituzione La Repubblica “protegge…l’infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo” Artt. 30 e 31 Cost. che letti congiuntamente con il 2 e 3 configurano un favor minoris come cittadino in formazione (Bessone). 21/03/12

4 Lucia Musselli- Università degli Studi di Milano 4 Le fonti normative in materia di tv e minori L. 223/1990; L. 249/1997; L. n. 112/2004 e D.lgs. 177/2005 (Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici (TUSMAR)); D.lgs. 44/2010 di recepimento Dir. 2007/65/CE. 21/03/12

5 Lucia Musselli- Università degli Studi di Milano 5 Le disposizione del Tusmar La tutela dei minori compare tra i “principi fondamentali” (art. 3):  “Promozione e tutela del benessere, dell’armonico sviluppo fisico, psichico e morale dei minori” “I servizi di media audiovisivi prestati dai fornitori di servizi di media soggetti alla giurisdizione italiana rispettano la dignità umana e non contengono alcun incitamento all'odio basato su razza, sesso, religione o nazionalità” (art. 32 c.5). 21/03/12

6 Lucia Musselli- Università degli Studi di Milano 6 Tutela dei minori nell’art. 34 del T.U. L’art. 34 disciplina la tutela dei minori nella programmazione audiovisiva utilizzando la tecnica della graduated regulation: A) Divieto di trasmissioni di trasmissioni che “anche in relazione all’orario di trasmissione, possano nuocere gravemente allo sviluppo fisico, psichico o morale dei minori o che presentano scene di violenza gratuita o insistita o efferata ovvero pornografiche” Sono fatte salve le “norme speciali per le trasmissioni ad accesso condizionato che comunque impongano l’adozione di un sistema di controllo specifico e selettivo che vincoli alla introduzione del sistema di protezione tutti i contenuti di servizi per adulti. 21/03/12

7 Lucia Musselli- Università degli Studi di Milano 7 B) art. 34 c. 2 Divieto di trasmissioni che “possano nuocere allo sviluppo fisico, mentale o morale dei minorenni” A meno che la scelta dell’orario della trasmissione o qualsiasi altro accorgimento tecnico escludano “normalmente” la presenza di minori; Necessità di avvertenza acustica o simbolo visivo laddove tali programmi potenzialmente pregiudizievoli siano trasmessi. 21/03/12

8 Le novità introdotte ad opera del D.lgs. N. 44 del 2010 La classificazione dei contenuti; La disciplina dei servizi audiovisivi “per adulti”. 21/03/12Lucia Musselli- Università degli Studi di Milano 8

9 9 La classificazione dei contenuti Il D.lgs. 44/2010 di recepimento della Dir. 2007/65 ha introdotto l’obbligo della classificazione dei contenuti: Procedimento: definizione criteri da parte del Comitato media e minori, d’intesa con l’AGCOM, successivo recepimento di tale atto in un D.M (D.M ); Da una certa classificazione derivano diverse conseguenze giuridiche. 21/03/12

10 La disciplina dei servizi per adulti Questi sono, ai sensi dell’art. 34 c.3: Film vietati ai minori di 18 anni; Film a cui è stato negato il nulla-osta per trasmissione in pubblico; Film classificati a visione per soli adulti. Non possono essere trasmessi dalle ore 7 alle 23. Lucia Musselli- Università degli Studi di Milano 10 21/03/12

11 La disciplina dei servizi per adulti ad accesso condizionato Art. 34 c.5 demanda all’AGCOM (con procedura di coregolamentazione) l’individuazione deli “accorgimenti tecnici” per escludere la visione da parte dei minori dei servizi per adulti; Apporto dei soggetti interessati. Lucia Musselli- Università degli Studi di Milano 11 21/03/12

12 Adozione Del. N. 220/11/CSP Agcom (All. A): Visione dei programmi dei servizi per adulti solo mediante l’inserimento di un codice segreto personale specifico e individualizzato; Le modalità per l’impostazione del codice segreto debbono essere comunicate all’utente maggiorenne in via riservata. Punto debole: possibilità per l’utente adulto di disabilitare stabilmente la funzione di controllo parentale (art. 3). 21/03/12Lucia Musselli- Università degli Studi di Milano 12

13 Lucia Musselli- Università degli Studi di Milano 13 Le altre previsioni dell’art. 34 1) Le emittenti televisive e (i fornitori di contenuti) sono tenute a rispettare le disposizioni a tutela dei minori contenute nel Codice di autoregolamentazione media e minori (c. 6-7); Applicazione di specifiche misure a tutela dei minori nella fascia e all’interno dei programmi direttamente rivolti ai minori; 2) Disciplina dell’impiego dei minori nei programmi televisivi (c. 8, D.M.n. 218/2006). 3) Realizzazione campagne educative per i minori ed i genitori c. 9 (Media education); 21/03/12

14 Lucia Musselli- Università degli Studi di Milano 14 L’enforcement delle norme art. 35 Tusmar Soggetti competenti: AGCOM  Commissione per i servizi e i prodotti; Comitato TV e minori. Potestà sanzionatoria dell’AGCOM  Sanzioni tra e Euro o nei casi più gravi sospensione efficacia concessione od autorizzazione. A tali sanzioni viene data pubblicità anche mediante comunicazione nei notiziari in ore di massimo o buon ascolto 21/03/12

15 La digitalizzazione: il mutamento di paradigma La c.d. convergenza tecnologica facendo venir meno la corrispondenza tra mezzi e contenuti ha determinato rilevanti conseguenze tra cui la: Dematerializzazione Disintermediazione  ’    ’    21/03/12Lucia Musselli- Università degli Studi di Milano 15

16 La nascita di nuove categorie di servizi Video-On-Demand (VOD), la Catch-up-TV, La Internet Protocol Television (IPTV), la Web TV; Nuove figure soggettive: gli “aggregatori di contenuti” che si affiancano alle figure dei fornitori di servizi di media, dei fornitori di servizi interattivi associati o dei servizi ad accesso condizionato (D.lgs. N. 177/2005). Quali regole giuridiche gli si applicano? 21/03/12Lucia Musselli- Università degli Studi di Milano 16

17 Le conseguenze di tali cambiamenti sui minori Molte opportunità: Fattori positivi di socializzazione, crescita personale, facilità del reperimento delle informazioni; Molti rischi: Minore come destinatario della comunicazione (content) Minore come partecipante ad un’attività comunicativa (contact) Minore come attore (conduct) 21/03/12Lucia Musselli- Università degli Studi di Milano 17

18 Internet e minori: i due piani d’indagine A) The “dark side of the internet”: profili di carattere penale Child pornography; Cyber-bullying; Online grooming Distinzione tra illegal content e harmful content Adozione di Atti a livello internazionale (Convenzione sul cybercrime del 2001 e Conv. di Lanzarote del 2007 sui reati sessuali aventi ad oggetto minori). 21/03/12Lucia Musselli- Università degli Studi di Milano 18

19 B) Tutela dei minori con riferimento ai servizi audiovisivi su internet laddove i contenuti non siano penalmente rilevanti: La direttiva SMA (Dir. 2007/65/CE) introduce la nuova categoria di servizi di media audiovisivi (servizi lineari e non lineari + comunicazioni commerciali audiovisive) Applicabilità a tutti i SMA di “regole orizzontali” a tutela dei minori (art. 3-ter e art. 3-sexies lett.g)). 21/03/12Lucia Musselli- Università degli Studi di Milano 19

20 Le fonti: Il livello sovranazionale Conv. ONU del 1989 (art. 17); Art 24 Carta di Nizza  “   ”             21/03/12Lucia Musselli- Università degli Studi di Milano 20

21 Safer Internet Programme Promozione di sistemi di “autoregolamentazione” Autoregolamentazione “delegata” dal diritto comunitario; Finanziamenti per campagne di sensibilizzazione; Creazione di un network di hot-line europee che raccolgono segnalazioni; Safer Internet centres nazionali che agiscono all’interno del circuito INSAFE Per l’Italia EASY (Adiconsum e Save the Children Italy). 21/03/12Lucia Musselli- Università degli Studi di Milano 21

22 Il livello interno Art. 31 Cost., da bilanciarsi con l’art. 21; Normativa penalistica: pornografia minorile; Normativa extrapenale: fallimento esperienza del Codice di autoregolamentazione internet-minori sottoscritto nel 2003; Esperienza positiva del Codice di autoregolamentazione televisione e minori approvato nel /03/12Lucia Musselli- Università degli Studi di Milano 22

23 Problemi aperti La protezione dei minori su internet si intreccia con il problema più ampio della “inernet regulation”; La difficile perimetrazione della categoria dei SMA non lineari cioè a richiesta La direttiva SMA ci dice che non sono SMA una serie di servizi tra cui: “i messaggi di posta elettronica inviati ad un numero limitato di persone, i servizi in cui il contenuto audiovisivo è meramente incidentale e non ne costituisce finalità principale i giochi on line, i motori di ricerca” (Cons. 18). Agcom del. 607/2010 sembra escludere gli “User Generated Content” Applicabilità a servizi come YouTube? Problema del “controllo editoriale” 21/03/12Lucia Musselli- Università degli Studi di Milano 23

24 Qualche conclusione Alternativa tra: Demandare alle famiglie il controllo con al limite l’ausilio della tecnica (filtraggio dei contenuti); Abbandono delle forme tradizionali di “command and control” a favore di Self-regulation o co-regulation; Modelli più articolati che vedono un coinvolgimento dei pubblici poteri fondate su strumenti di “soft-regulation” “cocktail of different regulatory approaches” (Prosser, 2007) 21/03/12Lucia Musselli- Università degli Studi di Milano 24


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