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Bilancio e analisi di bilancio nell’impresa agro-alimentare

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Presentazione sul tema: "Bilancio e analisi di bilancio nell’impresa agro-alimentare"— Transcript della presentazione:

1 Bilancio e analisi di bilancio nell’impresa agro-alimentare
Andrea Fantini Università degli Studi di Teramo Economia e gestione dell’impresa agroalimentare Corso di Laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari

2 L’impresa e l’attività gestionale (1)
Impresa: organizzazione che svolge una data attività economica per produrre beni e servizi da vendere sul mercato e perseguire uno scopo di lucro (o mutualistico) Per svolgere l’attività economica: vengono effettuate delle operazioni che sono legate tra di loro da relazioni di interdipendenza. La gestione dell’azienda è l’insieme delle operazioni aziendali che possono essere così riassunte:  Operazioni di finanziamento (acquisizione di risorse liquide da destinare ad operazioni di investimento) Operazioni di investimento (acquisti di fattori) Operazioni di trasformazione economico-tecnica Operazioni di disinvestimento (ritorno di investimenti in forma liquida mediante vendite di beni e servizi)

3 L’impresa e l’attività gestionale (2)
La gestione presenta tre aspetti:  Aspetto economico: descrive i costi sostenuti e i ricavi conseguiti per effetto dello svolgimento delle operazioni di gestione Costi: oneri collegati all’acquisto di fattori produttivi per svolgere l’attività Ricavi: proventi collegati alla vendita dei beni e servizi prodotti dall’azienda   Aspetto finanziario: è rappresentato da uscite di cassa (pagamenti in moneta per gli acquisti di fattori) e entrate di cassa (riscossione di denaro dalla vendita di beni e servizi) ma anche da debiti e crediti Il sostenimento dei costi può non coincidere con l’uscita di cassa. Questo si verifica quando gli acquisti sono fatti con dilazione di pagamento, quando il fornitore cioè ci consente di pagare in un momento successivo all’acquisto, facendo quindi sorgere un debito (Debiti v/fornitori). Il conseguimento dei ricavi può non coincidere con le entrate. Questo si verifica quando le vendite sono realizzate concedendo credito ai clienti, di cui in tal caso siamo fornitori, consentendo loro di pagare in un momento successivo alla vendita (Crediti v/clienti). Aspetto tecnico: riguarda la trasformazione fisico-tecnica dei fattori produttivi

4 L’impresa e l’attività gestionale (3)
Le operazioni di gestione non sono mai isolate e vengono svolte in un intervallo di tempo, definito ciclo   Ciclo economico: inizia con il sostenimento del costo di acquisto dei fattori e finisce con il conseguimento del ricavo di vendita dei prodotti Ciclo finanziario: va dal momento in cui vi è una uscita monetaria (pagamento di fattori) a quello in cui si ha una entrata monetaria (dalla vendita di beni e servizi). L’uscita può essere contestuale all’acquisto o successiva nel caso di debito. L’entrata può essere contestuale alla vendita o successiva nel caso di credito. Ciclo tecnico: processo di trasformazione fisico-tecnica; ha inizio con l’utilizzo di fattori produttivi e termina con la produzione di prodotti o servizi vendibili (che entrano in magazzino). 

5 I cicli tecnico economico e finanziario
Ciclo economico Ciclo di gestione o finanziario Ciclo tecnico Acquisto fattori (costo; nasce debito) Prodotto entra in magazzino Vendita (ricavo; nasce credito) Estinzione debito (uscita di cassa) Riscossione credito (entrata di cassa)

6 L’impresa e l’attività gestionale (4)
Diventa sempre più importante tenere sotto controllo sia il ciclo finanziario, sia il ciclo economico per conoscere in qualsiasi momento:  la situazione di liquidità e solvibilità dell’impresa per riuscire a determinare il prezzo del prodotto che mi consenta di coprire i costi, di avere una remunerazione come imprenditore (stipendio direzionale) e come rischio di impresa (profitto) Le operazioni di gestione vengono riassunte nel Bilancio

7 Il bilancio aziendale Bilancio: strumento utilizzato per
valutazione dei risultati dell’attività di impresa e struttura patrimoniale e finanziaria Impostare correttamente la pianificazione Informare i terzi sulla situazione gestionale (strumento di pubblicità) Bilancio comunitario composto di tre prospetti Stato patrimoniale, Conto economico, Nota integrativa Confluiscono in esso i dati della contabilità Conto economico: confluiscono i costi e i ricavi Stato patrimoniale: descrive l’aspetto finanziario e il patrimonio a disposizione in un dato momento Nota integrativa: documento che integra il bilancio con informazioni sui criteri di valutazione, composizione e dettaglio di talune poste di bilancio Arco temporale di riferimento: anno solare (12 mesi) o annata agraria (per aziende di coltivazione) Principi di redazione (correttezza, chiarezza, competenza economica, ecc..) Competenza economica: inscrivere solo costi e ricavi dell’esercizio; imputare all’esercizio solo costi che hanno concorso a formare i ricavi dell’esercizio o imputare solo ricavi che discendono dai costi di esercizio. Manovre di aggiustamento a fine esercizio per correggere imputazioni di ricavi e costi non corrette (vedi ammortamento, ratei e risconti, rimanenze). Per impresa agricola non vi è obbligo di redazione del bilancio Utilità del bilancio (analisi gestionale, pianificazione, concessione di crediti) Rimanenze finali sono prodotti rimasti in magazzino e non venduti. Ma per produrli ho sostenuto costi. Per il principio di competenza, posso contabilizzare solo costi che hanno prodotti ricavi. Se non faccio aggiustamenti, violo il principio. Allora che faccio? Metto il valore delle rim finali fra i ricavi in modo da annullare l’effetto dei costi (ipotesi: costi sostenuti = valore presumibile di vendita dei prodotti) Le rimanenze finali diventano nell’esercizio successivo rimanenze iniziali. Quindi all’inizio di ogni esercizio ho anche rim iniziali. Queste sono prodotti che verranno venduti. Ottengo quindi ricavi. Ma i costi per produrli li ho sostenuti nell’esercizio precedente. Quindi devo fare aggiustamenti. Considero il valore delle rim iniziali come costi di fine esercizio in modo da eliminare l’effetto dei ricavi. Ammortamento: acquisto un impianto. Sostengo un costo. Tuttavia l’impianto non si consuma subito. L’uso del fattore fisso dà luogo a prodotti e quindi ricavi. Per non violare principio di competenza dovrò imputare come costo solo la quota di consumo o deprezzamento (quota di ammortamento) relativo all’esercizio.

8 Tipologie di bilancio e stakeholders
Bilancio preventivo (inizio esercizio amministrativo) Strumento di programmazione per la valutazione di alternativi modelli di gestione Bilancio consuntivo (fine esercizio amministrativo) Evidenziazione del risultato economico e della struttura patrimoniale e finanziaria Bilancio medio conguagliato Considera diversi esercizi amministrativi giungendo a determinare valori medi di produzione ottenuti e di mezzi tecnici impiegati (capacità produttiva media dell’azienda) Soggetti interessati all’elaborazione del bilancio: Imprenditore (strumento di valutazione e pianificazione) Economista (indagini a carattere settoriale) Politico (definizione di provvedimenti di politica economica) Funzionario di banca (conoscere la situazione patrimoniale, giudicare possibilità di concedere credito) Stato (per salvaguardare gli interessi dei soci e della comunità; per fini tributari)

9 Analisi di Bilancio Definizione Obiettivi Strumenti di analisi
Insieme di tecniche di analisi delle caratteristiche gestionali di una impresa in un dato anno e mediante il raffronto dei risultati contabili tra aziende diverse o tra anni diversi della stessa azienda Obiettivi Migliorare la conoscenza dei meccanismi che portano alla formazione del reddito aziendale e al razionale utilizzo delle risorse. Favorire il processo di pianificazione e programmazione aziendale Strumenti di analisi Analisi per componenti Indici di redditività Leva finanziaria Catene di indici Indici (quozienti) finanziari Indici del ciclo di gestione (o finanziario) Una corretta analisi di bilancio prevede la riclassificazione

10 RICLASSIFICAZIONE DI BILANCIO
Riclassificare significa raggruppare e sommare le voci dei prospetti contabili rispettando determinate logiche di aggregazione Obiettivi: Uniformare i bilanci che hanno diversa forma e contenuto Schematizzare le informazioni semplificando l’opera di lettura ed interpretazione dei risultati contabili Favorire una corretta analisi di bilancio Tecniche di schematizzazione Conto economico (reddito netto si ottiene come differenza fra ricavi e costi) Schema scalare basato sul Reddito Lordo (ricavi – costi variabili) Stato patrimoniale (reddito netto è pari alla variazione del capitale netto) Sezioni divise a liquidità crescenti e provenienza-permanenza delle fonti

11 Le gestioni economiche dell’impresa
Insieme di eventi (fatti amministrativi) dell’azienda che danno luogo a costi e ricavi A) Gestione caratteristica (o tipica) Tutti gli eventi che rientrano nell’attività specifica di un’impresa e si presentano quindi regolarmente B) Gestione extra-caratteristica (o atipica) Eventi non ascrivibili nella normale gestione caratteristica che si presentano regolarmente in ogni esercizio amministrativo Tipi di gestione extra-caratteristica Gestione finanziaria (proventi finanziari e oneri finanziari; legata non solo alla gestione caratteristica ma anche alla strategia finanziaria e alle modalità di ricorso al capitale di terzi) Gestione extra-caratteristica non finanziaria: Risultati di attività svolte con i fattori produttivi che non riguardano l’attività specifica dell’impresa (costi e ricavi derivanti da servizi esterni con macchine di proprietà – contoterzismo attivo – o servizi agrituristici) Gestione ordinaria = gestione caratteristica + gestione extra-caratteristica (insieme di eventi che si presentano regolarmente indipendentemente dal legame con l’attività dell’impresa) C) Gestione straordinaria Insieme di fatti amministrativi aventi carattere di straordinarietà e imprevedibilità (crediti non riscossi, furti e calamità naturali) Non si presentano regolarmente e non riguardano l’attività specifica dell’impresa

12 EXTRA-CARATTERISTICA
Conto economico riclassificato: Schema scalare a reddito lordo RGC=RO’ CARATTERISTICA GESTIONE ORDINARIA GESTIONE RGO=RO’+RGE IRAP Imposte sulle attività produttive 4,27% ICI Imposta comunale sugli immobili IRPEG imposta sui redditi delle persone giuridiche IRES 33% Anticipazioni colturali finali: spese colturali per l’anno successivo. Diventeranno anticipazioni colturali iniziali nell’anno successivo. Rimanenze finali: prodotti realizzati nell’anno di riferimento ma invenduti, rimasti in magazzino. Diventeranno rimanenze iniziali nell’anno successivo. Anticipazioni colturali iniziali: costi sostenuti nell’anno precedente per l’anno di riferimento. Rimanenze iniziali: prodotti realizzati l’anno precedente e non venduti. Sono le rimanenze finali dell’anno prima. RIM FIN-RIM INIZIALI = Variazione scorte Reimpieghi (tolti dalla PV perché vengono utilizzati per la produzione, se introdotti come ricavi verrebbero conteggiati due volte) i ricavi di vendita e i costi di acquisto si scrivono al netto di resi, ribassi e abbuoni le rimanenze iniziali e le rimanenze finali non sono iscritte distintamente, ma come differenza tra i due valori. Un incremento delle rimanenze è un componente positivo di reddito e deve essere detratto dal costo della produzione; una diminuzione delle rimanenze è un componente negativo di reddito e deve essere aggiunto al costo della produzione. EXTRA-CARATTERISTICA GESTIONE STRAORIDINARIA GESTIONE RGE=RGF+RGNF

13 Quota di ammortamento Stima monetaria della misura in cui il capitale (fattori produttivi fissi) si è consumato durante un periodo (deprezzamento) Cause del deprezzamento Senescenza (usura per l’uso) Obsolescenza (superamento dovuto al progresso tecnologico) Inadeguatezza tecnica (cambiamento dei programmi produttivi che rende necessario acquisire nuove attrezzature) Obiettivo contabile: principio di competenza economica L’uso di fattori fissi ha prodotto beni e servizi che sono stati venduti sul mercato (conseguimento di ricavi). Il principio di competenza prevede che vengano registrati tutti i costi che hanno concorso alla formazione dei ricavi (costo uso fattori fissi = quota ammortamento) Obiettivo economico: ricostituire un importo monetario che consenta l’acquisto di un capitale fisso sostitutivo di quello consumato Inserendo un costo discrezionale nel conto economico i profitti distribuibili fra i proprietari si riducono. La parte di profitto che non viene distribuita (corrispondente alla quota di ammortamento) viene accantonata in un fondo che servirà a sostenere spese future per l’acquisto di un bene sostitutivo. L’ammortamento è quindi una forma di autofinanziamento. Procedura di ammortamento lineare V(0) = valore a nuovo della macchina V(1) = Valore residuo (di realizzo) n = numero di anni di vita di utilizzazione Quota = (V(0)-V(1))/n Valore attuale bene durevole (stato patrimoniale riclassificato) Valore acquisto – somma quote di ammortamento (Fondo ammortamento)

14 Stato patrimoniale IL C.E. non consente di esprimere valutazioni complete sulla gestione d’azienda Occorre conoscere la struttura patrimoniale e finanziaria dell’impresa che discende dallo Stato patrimoniale

15 STATO PATRIMONIALE RICLASSIFICATO
CRITERIO PROVENIENZA E PERMANENZA FONTI CRITERIO LIQUIDITA’ CRESCENTE IMPIEGHI FINANZIARI FONTI DI FINANZIAMENTO CAPITALE FISSO CAPITALE DI TERZI - Immobilizzazioni materiali - Passività correnti (debiti a breve) - Terreni - Passività consolidate (debiti a m/l termine, fondo TFR, fondo pensione) - Piantagioni, fabbricati.. (netto) CAPITALE PROPRIO - Impianti, macchinari, attrezzature (netto) - Capitale netto (o sociale) - Bestiame in allevamento (netto) - Riserve di capitale - Immobilizzazioni immateriali (netto) - Utile di esercizio - Immobilizzazioni finanziarie CAPITALE CIRCOLANTE - Disponibilità (finanziarie) - rimanenze finali prodotti, materie prime, prodotti in corso di lavorazione - Liquidità differite (crediti a breve) - Liquidità immediate (banca c/c, cassa) TOTALE Proviene dal CE Due sezioni: Attivo (investimenti); Passivo (finanziamenti) Criterio liquidità crescente: possibilità di convertire in tempi brevi il valore inserito nel bilancio in denaro liquido. Criterio permanenza fonti e provenienza: permanenza significa il tempo entro cui le le risorse sono restituite. Breve periodo (entro l’anno) medio-lungo periodo (oltre anno). Provenienza significa risorse di terzi o risorse proprie.

16 Analisi per componenti
Analisi degli aggregati di bilancio espressi in termini percentuali Conto economico Componenti principali rapportate alla PV Giudizi sull’incidenza delle componenti di costo (costi variabili e fissi) e sulla redditività delle gestioni Stato patrimoniale Componenti principali rapportate al totale impieghi (o fonti) Giudizi sul grado di elasticità della struttura Giudizi sul grado di capitalizzazione Giudizi sulla solvibilità finanziaria di breve periodo (equilibrio finanziario di breve periodo) Giudizi sul grado di adeguatezza delle risorse finanziarie di m/l periodo rispetto agli investimenti effettuati in capitale fisso (equilibrio finanziario di m/l periodo)

17 CONTO ECONOMICO: ANALISI COMPONENTI
Incidenza CV e CF Redditività gestioni Per ogni € di beni e servizi venduti ottengo un guadagno di circa 50 centesimi dopo aver coperto tutti i costi (caratt., extra-caratt., straordinari e fiscali)

18 STATO PATRIMONIALE: ANALISI COMPONENTI
Elastica? (CC/TOT) Capitalizzata? (CP/TOT) Solvibile? (LD+LI) / PCORR Risorse finanziarie m/l adeguate a investimenti in CF? (PCONS+CP) / CF

19 Vantaggi e svantaggi dell’analisi per componenti
Offre informazioni utili per la valutazione della gestione economica, patrimoniale e finanziaria Immagine dei fenomeni gestionali non è influenzata dalle dimensioni aziendali Sono possibili sia comparazioni nello spazio ( con altre imprese) che nel tempo (con la stessa impresa negli anni precedenti) Svantaggio Non offre informazioni sul rapporto fra gestione economica e gestione finanziaria e patrimoniale (non mette in relazione il CE con lo SP)

20 Indici della redditività (1)
Misure della redditività dei capitali aziendali considerata come capacità degli investimenti effettuati di generare componenti economiche positive e quindi reddito Sono rapporti fra reddito (CE) e valore dei capitali (SP) Accorgimenti Si dovrebbe considerare la media dei valori dei capitali tra inizio e fine esercizio poiché nel corso dell’esercizio si possono verificare forti variazioni dovute ad acquisizioni e cessioni Se per il calcolo della redditività si utilizza RN, togliere i costi impliciti legati al lavoro (perché interessa calcolare la sola redditività dei capitali investiti) Nelle imprese in cui imprenditore apporta lavoro occorre sottrarre dal RN il compenso alle diverse componenti di lavoro Lavoro manuale: si applica una tariffa oraria commisurata al mercato moltiplicata per le ore prestate Lavoro direttivo: 3-6% della PV (ipotesi impegno organizzativo proporzionale al volume d’affari)

21 Indici della redditività (2)
ROE (return on equity): redditività del capitale proprio; reddito prodotto dall’investimento di un € di CP. Espresso in % assume la forma di un tasso di rendimento da confrontare con i rendimenti di impieghi alternativi (es. banca). Misura la convenienza ad investire il proprio capitale nell’azienda o al di fuori dell’azienda. ROI (return on investments): redditività degli investimenti totali; reddito legato alle attività caratteristiche derivante dall’investimento di 1 € di capitale ROD (return on debts): costo del denaro preso a prestito nel corso dell’anno. Espresso in % è assimilabile a un tasso di interesse medio pagato dall’azienda ROS (return on sales): redditività delle vendite; reddito legato alla gestione caratteristica derivante da 1 € di PV. Maggiore è il valore, migliore è la capacità dell’azienda di limitare i costi dei fattori della produzione (costi variabili e fissi).

22 La leva finanziaria ROI – ROD: indica se l’azienda è stata in grado di generare un reddito sufficiente per pagare gli interessi sui debiti Prende il nome di leva finanziaria in quanto consente di evidenziare in che modo l’indebitamento concorre nella formazione del reddito. ROI > ROD RO ha coperto il costo del denaro e vi è un margine a favore dell’impresa. Indebitamento ha ripercussioni positive sul reddito (effetto leva positivo). ROI < ROD RO non ha coperto il costo del denaro. Indebitamento ha ripercussioni negative sul reddito (effetto leva negativo). Impresa deve ridurre il ricorso ai debiti se intende migliorare i risultati gestionali ROI = ROD Nessun effetto leva. Indebitamento neutrale.

23 La catena di Indici Isolatamente considerati, gli indici di redditività non consentono di individuare i motivi alla base dei risultati ottenuti Per questo, vengono calcolate le cosiddette “catene di indici” Catena di indici: tecnica che consente di impostare una lettura logico-interpretativa degli indici (di ricercare i fattori che hanno generato un dato indice) Procedura basata sulla costruzione di relazioni aritmetiche per scomporre l’informazione iniziale in più informazioni. Un indice è espresso come prodotto di due o più quozienti: Es: a/b = a/c * c/b Indice alla sinistra = indice capofila Indici alla destra = anelli della catena di indici

24 Catene di ROE e ROI Fattori redditività gestione complessiva: gestione caratteristica, extra-caratteristica (finanziaria e non) Incidenza gestione caratteristica (=ROI) Incidenza gestione extra-caratteristica e straordinaria Livello di indebitamento Fattori redditività gestione caratteristica: redditività vendite, turn over del capitale investito Redditività vendite (ROS) Rotazione del capitale investito: velocità con cui le risorse finanziarie si tramutano in produzione vendibile

25 Indici finanziari Sono indici di valutazione dell’equilibrio finanziario aziendale che va analizzato da due punti di vista: Provenienza delle fonti Valutazione rapporto CP e CT Forte disequilibrio (rapporto troppo alto o troppo basso) può avere conseguenze negative sulla gestione. Maggiore è l’incidenza delle fonti esterne, maggiore è l’influenza di soggetti esterni sulla gestione aziendale. Maggiore è l’incidenza delle fonti proprie, maggiore è il rischio connesso alla perdita di risorse proprie e minore è la possibilità di sfruttare la leva finanziaria. Conformità dei tempi Valutazione della solvibilità finanziaria (breve periodo) Valutazione del grado di adeguatezza delle risorse di m/l con gli investimenti fissi effettuati (della capacità di finanziare il capitale fisso con fonti di durata uguale o superiore alla vita economica dei beni durevoli I beni producono reddito per la loro intera vita economica e questo reddito deve servire a restituire debiti di durata simile. Se i tempi di restituzione dei debiti sono più brevi di quelli degli investimenti, si avrà una crisi di liquidità.

26 INDICI FINANZIARI: Provenienza delle fonti
Indice  => Indebitamento  Indice va da 1 a +oo Quota di risorse esterne su capitale investito. Indice va da 0 (azienda indipendente) a 1 (azienda dipendente) Valori estremi sono da considerarsi negativi in quanto una totale autonomia finanziaria potrebbe non sfruttare appieno la leva finanziaria e aumentare la rischiosità, mentre il ricorso massiccio a finanziamenti esterni causerebbe una pericolosa dipendenza dell’azienda da soggetti esterni che, se di numero ridotto, influenzerebbero pesantemente le scelte aziendali

27 INDICI FINANZIARI: Conformità dei tempi
Capacità di far fronte agli impegni finanziari immediati (deve essere >=1,5 perché non tutti i crediti sono immediatamente esigibili) BREVE PERIODO Simile al primo con la differenza che si considerano anche le scorte, come risorse potenzialmente convertibili in denaro nel breve periodo (valore suggerito >=1,8) Se COPF >= 1, i beni durevoli sono stati correttamente finanziati con debiti di m/l. Se COPF < 1, parte investimenti finanziata con risorse da restituire nel breve periodo (crisi di liquidità) MEDIO-LUNGO PERIODO Indici di struttura allargato Se IS>=1, equilibrio finanziario, tuttavia occorre valutare effetto leva finanziaria e avversità al rischio

28 Indici del ciclo di gestione (1)
Gli indici del ciclo di gestione sono indici di durata media che assieme consentono di valutare l’estensione temporale del ciclo finanziario: periodo che va dal momento in cui si ha uscita monetaria (estinzione debito) al momento in cui si ha entrata monetaria (riscossione credito) Consentono di valutare se mediamente l’impresa ha le risorse provenienti dalla vendita dei prodotti per far fronte ai propri debiti legati all’acquisto di fattori (indici che misurano la solvibilità) Distinguiamo i seguenti indici: Indice di durata clienti; Indice di durata fornitori; Indice di durata magazzino; Indice di durata del ciclo di gestione o finanziario.

29 Indici del ciclo di gestione (2)
Ciclo economico Ciclo di gestione o finanziario (DM+DC-DF>0) Ciclo tecnico Acquisto fattori (costo; nasce debito) Prodotto entra in magazzino Vendita (ricavo; nasce credito) Estinzione debito (uscita di cassa) Riscossione credito (entrata di cassa) Durata magazzino Durata fornitori Durata clienti In questa situazione ipotetica, le entrate sono successive alle uscite. L’impresa potrebbe avere difficoltà ad estinguere i debiti (potenziale crisi di liquidità).

30 Indici del ciclo di gestione (2)
Periodo che va dal momento uscita al momento entrata (si va indietro nel tempo. Quindi è negativo) Ciclo economico Ciclo di gestione o finanziario (DM+DC-DF<0) Ciclo tecnico Acquisto fattori (costo; nasce debito) Riscossione credito (entrata di cassa) Prodotto entra in magazzino Vendita (ricavo; nasce credito) Estinzione debito (uscita di cassa) Durata magazzino Durata clienti Durata fornitori In questa situazione ipotetica, le entrate sono antecedenti alle uscite. E’ la situazione migliore perché impresa ha le risorse per finanziare le uscite

31 Indici del ciclo di gestione (3)
Come si calcolano gli indici del ciclo di gestione? Numero medio di giorni che intercorrono dal momento in cui i prodotti finiscono in magazzino al momento in cui vengono venduti (tempo medio di giacenza scorte in magazzino) Numero medio di giorni che intercorrono dal momento in cui i prodotti vengono venduti (nasce un credito) al momento in cui i crediti vengono riscossi (tempo medio di riscossione crediti) Numero medio di giorni che intercorrono dal momento in cui i fattori produttivi vengono acquistati (nasce un debito) al momento in cui i debiti vengono estinti (tempo medio di estinzione debito)

32 Indici del ciclo di gestione (3)
il numero medio di giorni che intercorrono dal momento in cui i debiti legati all’acquisto di fattori vengono estinti e il momento in cui i crediti legati alla vendita di prodotti vengono riscossi Indice < 0 equilibrio nel ciclo finanziario poiché i debiti vengono estinti in un momento successivo a quello in cui si riscuotono i crediti (dispongo della liquidità necessaria per far fronte ai debiti). Indice = 0 equilibrio nel ciclo finanziario poiché nello stesso momento si riscuotono i crediti e si estinguono i debiti. Indice > 0 esistenza di uno squilibrio nel ciclo finanziario poiché i crediti vengono riscossi in un momento successivo a quello in cui i propri debiti vanno liquidati.

33 Economic Value Added (1)
EVA (Valore aggiunto economico) Indicatore dell’economista americano Bennet Stewart per calcolare il valore creato dall’azienda confrontare investimenti alternativi Quanto rimane del reddito operativo dopo aver coperto il costo del capitale impiegato

34 Economic Value Added (2)
EVA=NOPAT-WACC*CI NOPAT (Net operating Profit After Taxes)=Reddito operativo dopo le imposte WACC (Weighted Average Cost of Capital)=Costo medio ponderato del capitale WACC=OF/CT * (CT/CI) + Ke * (CP/CI) Ke=remunerazione attesa del capitale proprio (costo opportunità – profitto minimo che perderei se non investissi nell’attività di impresa) EVA=(NOPAT/CI – WACC) * CI (NOPAT/CI) è approssimabile con il ROI EVA=(ROI-WACC) * CI EVA>0 => Azienda ha creato valore EVA<0 => Azienda ha distrutto valore Analogamente calcolando: ROI/WACC Se ROI/WACC>1 => Azienda ha creato valore Se ROI/WACC<1 => Azienda ha distrutto valore

35 Economic Value Added (3)
Obiettivo nel Business Game Massimizzare VA degli EVA VA risente delle dimensioni aziendali Valore attuale del valore aggiunto economico generato dall’investimento di 1 €


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