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Prof.ssa Ing. Ester Franzese, prof.ssa ing. Francesca Franzese 1 1.

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Presentazione sul tema: "Prof.ssa Ing. Ester Franzese, prof.ssa ing. Francesca Franzese 1 1."— Transcript della presentazione:

1 Prof.ssa Ing. Ester Franzese, prof.ssa ing. Francesca Franzese 1 1

2 22 La certificazione obbligatoria (certificazione di conformità o marcatura CE facoltativa per tutti gli altri prodotti e per il Sistema Qualità. Norme di prodotto proprietà fisiche, dimensionali, chimiche o alle modalità per verificare che il prodotto garantisca determinate prestazioni Norme di sistema qualità descrivono il modo in cui si svolgono le diverse attività aziendali per garantire che tutti i prodotti che escono dall'Azienda presentino il medesimo livello qualitativo.

3 Prof.ssa Ing. Ester Franzese, prof.ssa ing. Francesca Franzese 3 3 La certificazione ISO 9000 garantisce il cliente sul rispetto (= conformità) tra ciò che l'azienda dice di produrre e ciò che poi effettivamente produce.

4 Prof.ssa Ing. Ester Franzese, prof.ssa ing. Francesca Franzese 4 Requisiti (prestazioni, dimensioni, sicurezza, servizi) Azienda Prodotto Rispetto dei requisiti

5 Prof.ssa Ing. Ester Franzese, prof.ssa ing. Francesca Franzese 5 Il concetto di Qualità è quindi da intendere in termini relativi e non assoluti.

6 Prof.ssa Ing. Ester Franzese, prof.ssa ing. Francesca Franzese 6 E' l'imprenditore che decide su quale fascia o livello di Qualità collocare i propri prodotti e/o servizi, secondo le esigenze del mercato e della sua clientela.

7 Prof.ssa Ing. Ester Franzese, prof.ssa ing. Francesca Franzese 7 Il paradosso connesso alla ISO 9000 sta nel fatto che comunque un'azienda può essere certificata anche se produce articoli e/o servizi di basso livello.

8 Prof.ssa Ing. Ester Franzese, prof.ssa ing. Francesca Franzese 8 Viceversa ci possono essere aziende che producono articoli di alto livello qualitativo ma non essere certificabili in quanto non rispettano quello che dichiarano nei contratti di vendita. Esistono infatti aziende talmente disorganizzate da non garantire ad esempio il rispetto delle date di consegna della merce, oppure consegnano prodotti che non rispettano i requisiti tecnici previsti nel contratto o con percentuali di difettosità diverse da quelle stabilite, etc.

9 Prof.ssa Ing. Ester Franzese, prof.ssa ing. Francesca Franzese 9 E’ l'insieme delle caratteristiche di un prodotto (e/o processo e/o servizio) che soddisfa le esigenze, sia espresse che implicite, di chi lo compra. E’ l'insieme delle caratteristiche di un prodotto (e/o processo e/o servizio) che soddisfa le esigenze, sia espresse che implicite, di chi lo compra.

10 Prof.ssa Ing. Ester Franzese, prof.ssa ing. Francesca Franzese 10 richieste implicite: richieste non espresse in quanto ai nostri occhi devono comunque essere soddisfatte

11 Prof.ssa Ing. Ester Franzese, prof.ssa ing. Francesca Franzese 11 1.esigenze espresse: chiediamo al venditore che abbia un motore affidabile, un'ottima ripresa e poi che usi benzina verde, che sia rosso, che abbia un portacasco e un portabagagli, etc. 2. esigenze implicite: che abbia due ruote, un manubrio, etc. sono richieste che ovviamente non facciamo al venditore in quanto pensiamo che sia scontato che uno scooter le abbia già. Supponiamo di voler acquistare uno scooter (= prodotto). ci troviamo di fronte a:

12 Prof.ssa Ing. Ester Franzese, prof.ssa ing. Francesca Franzese 12 Un altro esempio di Qualità di Prodotto? Bidone della spazzatura a napoli. 1.esigenze espresse: lo vogliamo molto grande, resistente. 2. esigenze implicite: vogliamo antiodore, ignifugo, respingente (per le macchine che parcheggiano)

13 Prof.ssa Ing. Ester Franzese, prof.ssa ing. Francesca Franzese 13 Offrire un prodotto o servizio con un buon rapporto qualità/prezzo non significa necessariamente che questo sia di "Prima Qualità" o di "Alta Qualità". Costruire automobili di qualità non significa che tutte le aziende debbano costruire Ferrari: ci sono clienti che chiedono le Ferrari ma anche quelli che vogliono le utilitarie. L'importante è costruire: - Ferrari "di Qualità": cioè con caratteristiche che soddisfino le aspettative richieste da chi vuole questo tipo di automobili, - ma anche utilitarie "di Qualità", - berline "di Qualità", - station wagon "di Qualità", e così via.

14 Prof.ssa Ing. Ester Franzese, prof.ssa ing. Francesca Franzese 14 Un'azienda (come una scuola) dovrebbe quindi conoscere le aspettative dei propri clienti, per poterle poi meglio soddisfare. Ci si dovrebbe in sostanza chiedere: cosa si aspettano i nostri clienti da noi? i nostri clienti sono soddisfatti dei nostri servizi? E perché? esiste in azienda qualcuno che si occupa specificatamente di reclami, lamentele e delle più svariate problematiche che interessano il cliente? queste informazioni vengono poi utilizzate per poter migliorare i nostri servizi nel tempo e in che modo?

15 Prof.ssa Ing. Ester Franzese, prof.ssa ing. Francesca Franzese 15 In sostanza, offrire un servizio "di Qualità", indipendentemente dal livello scelto dall'imprenditore, significa soddisfare le esigenze/aspettative dei propri clienti ( customer satisfaction). In sostanza, offrire un servizio "di Qualità", indipendentemente dal livello scelto dall'imprenditore, significa soddisfare le esigenze/aspettative dei propri clienti ( customer satisfaction).

16 Prof.ssa Ing. Ester Franzese, prof.ssa ing. Francesca Franzese 16 Un sistema qualità, come tutti i sistemi di gestione aziendale, ha come oggetto l'organizzazione aziendale ed è regolamentato dalle NORME.

17 Prof.ssa Ing. Ester Franzese, prof.ssa ing. Francesca Franzese 17 E’ un insieme di documenti e moduli di registrazione che impongono ad ogni persona in azienda di eseguire il proprio lavoro in base a cio' che lei stessa ha definito su un pezzo di carta (chiamato "procedura"), documentando e registrando tutte le operazioni che fa abitualmente.

18 Prof.ssa Ing. Ester Franzese, prof.ssa ing. Francesca Franzese 18 Tutto questo meccanismo ha lo scopo di responsabilizzare chi sbaglia imporre di lavorare sempre nel modo previsto, controllare ciò che si fa mentre lo si fa e non dopo, interagire meglio con i colleghi impegnati in altri funzioni, individuare dove si sbaglia, quando e perché, eliminare le cause di errore per raggiungere gli obiettivi di miglioramento

19 Prof.ssa Ing. Ester Franzese, prof.ssa ing. Francesca Franzese 19  SERIE DI NORME EMESSE DALL’INTERNATIONAL ORGANIZATION FOR STANDARDIZATION (ISO) E RICONOSCIUTE A LIVELLO INTERNAZIONALE  UN MODELLO CHE AIUTA A SVILUPPARE UN SISTEMA DI GESTIONE PER LA QUALITA’(SGQ)  UNO STRUMENTO CHE OFFRE LA POSSIBILITA’ DI RICONOSCIMENTI ESTERNI (CERTIFICAZIONE)

20 Prof.ssa Ing. Ester Franzese, prof.ssa ing. Francesca Franzese 20  ISO 9000: SISTEMI DI GESTIONE PER LA QUALITA’: fondamenti e terminologia. Fornisce i principi e i concetti fondamentali dei sistemi di gestione per la Qualità e ne specifica la terminologia. Sostituisce ISO 8402

21 Prof.ssa Ing. Ester Franzese, prof.ssa ing. Francesca Franzese 21  ISO 9001: 2000 SISTEMI DI GESTIONE PER LA QUALITA’: requisiti. Sostituisce ISO 9001,9002 e 9003 (ed. 94) Specifica i requisiti (distinti in quattro categorie) di un modello di Sistema di Gestione per la Qualità in qualsiasi tipo di organizzazione al fine di dimostrare la sua capacità a fornire prodotti conformi ai requisiti dei clienti ed alle prescrizioni regolamentari; può essere utilizzata ai fini della certificazione o per uso interno o contrattuale; è altresì finalizzata ad accrescere la soddisfazione dei clienti. Le ISO 9001:2000 si basano sul Sistema di Gestione della Qualità in rapporto alla gestione dei processi (ciclo di Deming) e alla soddisfazione dei clienti.

22 Prof.ssa Ing. Ester Franzese, prof.ssa ing. Francesca Franzese 22  ISO SISTEMI DI GESTIONE PER LA QUALITA’: linee guida per il miglioramento delle prestazioni. Fornisce le linee guida complementari ai requisiti della ISO 9001, per migliorare l’efficacia e l’efficienza di un sistema di gestione per la Qualità e le prestazioni di un’organizzazione; il suo scopo è il conseguimento di un miglioramento progressivo attraverso la soddisfazione dei clienti e delle altre parti interessate.  ISO 19011: linee guida per le verifiche dei sistemi di gestione per la qualità e per l’ambiente. Sostituisce ISO 30011

23 Prof.ssa Ing. Ester Franzese, prof.ssa ing. Francesca Franzese 23 (UNI EN ISO 9000:2000)  ORIENTAMENTO AL CLIENTE  LEADERSHIP  COINVOLGIMENTO DEL PERSONALE  APPROCCIO PER PROCESSI  APPROCCIO SISTEMICO ALLA GESTIONE  MIGLIORAMENTO CONTINUO  DECISIONI BASATE SU DATI DI FATTO  RAPPORTO DI RECIPROCO BENEFICiO CON I FORNITORI

24 Prof.ssa Ing. Ester Franzese, prof.ssa ing. Francesca Franzese Basare le proprie scelte sull’analisi dei bisogni formativi espressi dagli alunni, dalle loro famiglie e dalla realtà sociale 2. Definire la politica della Scuola, individuando le principali finalità e gli obiettivi della sua azione formativa 3. Svolgere un’attenta autoanalisi delle risorse umane e materiali disponibili nell’Istituto e della loro utilizzazione, individuando i punti di forza e quelli di debolezza dell’organizzazione 4. Creare, nell’ambiente di lavoro, un clima sereno, favorevole e di collaborazione

25 Prof.ssa Ing. Ester Franzese, prof.ssa ing. Francesca Franzese Coinvolgere il personale scolastico, individuando con precisione ruoli, mansioni e responsabilità degli operatori 6. Definire in modo chiaro e preciso i processi volti ad assicurare la qualità del servizio in rapporto all’efficacia delle azioni e all’efficienza dell’organizzazione 7. Monitorare in modo sistematico il grado di soddisfazione dei clienti esterni ed interni, operando un costante controllo sull’andamento e sugli esiti dei processi attuati 8. Rivedere i processi e le azioni, correggendo le disfunzioni e le non conformità rilevate nell’ottica del miglioramento continuo

26 Prof.ssa Ing. Ester Franzese, prof.ssa ing. Francesca Franzese 26 ASSICURARE IL RISPETTO DEI REQUISITI AL GESTIRE UN’ORGANIZZAZIONE STABILENDO POLITICHE E OBIETTIVI DI MIGLIORAMENTO I CONCETTI SI SPOSTANO DALLA CONFORMITA’ ALL’EFFICACIA.

27 Prof.ssa Ing. Ester Franzese, prof.ssa ing. Francesca Franzese 27 Un sistema di gestione aziendale se ben attuato consente all'azienda di essere più competitiva, aumentandone efficacia, efficienza ed elasticità. Ma cosa significano questi termini?

28 Prof.ssa Ing. Ester Franzese, prof.ssa ing. Francesca Franzese 28 Efficacia : fare bene le cose giuste la prima volta, fare sempre bene le cose giuste, fare le cose giuste senza sprecare tempo e denaro Efficienza: fare nella giusta maniera le cose che il cliente chiede Elasticità: essere in grado di adeguarsi rapidamente ai cambiamenti

29 Prof.ssa Ing. Ester Franzese, prof.ssa ing. Francesca Franzese 29 i costi e i tempi Competitività del prodotto più competitivo B fornisce un prodotto/ servizio migliore di A, spendendo quanto A Costo e tempo X A B C1C2

30 Prof.ssa Ing. Ester Franzese, prof.ssa ing. Francesca Franzese 30 i costi e i tempi Competitività del prodotto più competitivo B fornisce un prodotto o servizio come A spendendo meno X1 A B X2 C

31 Prof.ssa Ing. Ester Franzese, prof.ssa ing. Francesca Franzese 31 PROCESSO : insieme di attività correlate o interagenti che trasformano elementi in ingresso in elementi in uscita LE ORGANIZZAZIONI DEVONO DEFINIRE E GESTIRE I PROCESSI ED IL LORO COLLEGAMENTO AFFINCHE’ RISULTINO EFFICACI; MOLTO SPESSO L’ELEMENTO IN USCITA DI UN PROCESSO COSTITUISCE L’ELEMENTO D’ INGRESO PER IL PROCESO SUCCESSIVO

32 Prof.ssa Ing. Ester Franzese, prof.ssa ing. Francesca Franzese 32 (Infrastrutture, uomini, metodi e misure)

33 Prof.ssa Ing. Ester Franzese, prof.ssa ing. Francesca Franzese 33 Vantaggio: Migliore e maggiore gestione e controllo delle interazioni tra processi Svantaggio: difficoltà nella progettazione ed individuazione dei processi Tutti i processi devono essere coerenti con gli obiettivi dell’organizzazione ed essere progettati ad hoc. L’efficacia ed efficienza dei processi possono essere valutate attraverso processi di riesame, interni od esterni.

34 Prof.ssa Ing. Ester Franzese, prof.ssa ing. Francesca Franzese 34 Processi per la gestione pianificazione strategica definire le politiche fissare gli obiettivi fornire informazioni assicurare la disponibilità delle necessarie risorse riesami direzionali

35 Prof.ssa Ing. Ester Franzese, prof.ssa ing. Francesca Franzese 35 Processi realizzativi Processi di misura, analisi e miglioramento produrre quanto previsto dall’organizzazione monitoraggio e audit, azioni correttive e preventive

36 Prof.ssa Ing. Ester Franzese, prof.ssa ing. Francesca Franzese 36 Dopo aver raggiunto i requisiti pianificati del processo, l’organizzazione dovrebbe concentrare i suoi sforzi sulle azioni necessarie per portare, su basi continuative, le prestazioni dei processi verso livelli più elevati. Dovrebbero essere definite e messe in atto le modalità per i miglioramenti agendo su: semplificazione, aumento di efficienza, miglioramento dell’efficacia, riduzione dei tempi e verificare l’efficacia dei miglioramenti.

37 Prof.ssa Ing. Ester Franzese, prof.ssa ing. Francesca Franzese 37 Il miglioramento è un'attività continua che mira ad una sempre più alta efficacia ed efficienza del processo. Gli sforzi per il miglioramento dovrebbero essere indirizzati alla costante ricerca di opportunità per il miglioramento, piuttosto che all'attesa di un problema che ne riveli l'opportunità.

38 Prof.ssa Ing. Ester Franzese, prof.ssa ing. Francesca Franzese 38 Gli obiettivi del miglioramento della qualità devono essere definiti in modo da consentire una misurazione dei progressi. Essi devono quindi essere chiaramente comprensibili, ambiziosi e pertinenti. Le strategie per raggiungere questi obiettivi devono essere comprese e concordate da tutti coloro che debbono lavorare insieme per raggiungerli.

39 Prof.ssa Ing. Ester Franzese, prof.ssa ing. Francesca Franzese 39 La gestione e risoluzione di un problema segue il principio PDCA: 1) Pianificare 2) Fare 3) Verificare 4) Agire

40 Prof.ssa Ing. Ester Franzese, prof.ssa ing. Francesca Franzese 40 ACT PLAN Agire per Pianificare migliorare cosa fare e in modo come farlo continuo CHECK DO Monitorare Attivare e misurare i processi i risultati pianificati Ruota DI DEMING P=Plan=Pianifica: si determinano analiticamente e quantitativamente quali sono i maggiori problemi di un processo aziendale o di un'attività e come essi possono essere corretti e quindi si prepara un piano; D=Do=attua: si mette in atto il piano elaborato, C=Check=controlla: si verificano i risultati del piano, confrontandoli con quelli che si attendevano, per confermare quantitativamente e analiticamente che il piano funziona e si migliorano le prestazioni; A=Act=riesamina: si attuano le modifiche, se queste sono necessarie.

41 Prof.ssa Ing. Ester Franzese, prof.ssa ing. Francesca Franzese 41 Ricerca delle cause potenziali Individuazione delle cause reali Individuare le possibili soluzioni Consolidamento Sperimentazione e controllo dei risultati ottenuti Attuare l’intervento Pianificare l’intervento Analisi del problema Individuazione del problema

42 Prof.ssa Ing. Ester Franzese, prof.ssa ing. Francesca Franzese 42 Esistono vari strumenti che permettono una più efficace gestione del problem solving, ognuno dei quali peculiare per le varie fasi di attività. Gli strumenti di problem solving “classici” sono 7. 1) Brainstorming 2) Foglio raccolta dati 3) Diagramma di Pareto 4) Diagramma causa-effetto 5) Diagramma di correlazione 6) Istogramma 7) Carta di controllo

43 Prof.ssa Ing. Ester Franzese, prof.ssa ing. Francesca Franzese 43 FaseStrumenti utili Individuazione del problema Foglio raccolta dati - Correlazione - Carte di controllo - Istogramma - stratificazione Analisi del problemaBrainstorming – stratificazione Individuazione causeBrainstorming - Causa effetto -Pareto - Correlazione Azioni da apportarePareto - Causa effetto -Brainstorming Sperimentazione e controllo dati Carte di controllo - Istogramma - Correlazione

44 Prof.ssa Ing. Ester Franzese, prof.ssa ing. Francesca Franzese 44 E' una tecnica di identificazione. Permette ad un gruppo di persone di esprimere il maggior numero di idee nel più breve tempo possibile, lasciando che le idee siano patrimonio di tutti. Permette di individuare idee spontanee, creative e numerose, in relazione ad un problema definito, sufficientemente limitato ed aperto a soluzioni. Viene condotto da un animatore, che espone il problema. Ciascun partecipante scrive un numero minimo di idee e quindi a turno le idee vengono proposte all’animatore che la trascrive su una lavagna, senza interpretarle. Le idee così raccolte vanno razionalizzate, individuando delle categorie principali.

45 Prof.ssa Ing. Ester Franzese, prof.ssa ing. Francesca Franzese 45 Possibili utilizzi: - Individuare possibili soluzioni di tipo progettuale o di sviluppo - Individuare possibili problematiche inerenti un’attività da svolgere - Individuare possibili soluzioni per il conseguimento di un obiettivo

46 Prof.ssa Ing. Ester Franzese, prof.ssa ing. Francesca Franzese 46 Esempio: Individuazione delle cause per cui Marandola viene chiamato BISCIA:

47 Prof.ssa Ing. Ester Franzese, prof.ssa ing. Francesca Franzese 47 E’ una tecnica di identificazione che costituisce un primo passo per valutare la situazione e decidere il piano di intervento sulla base di un chiaro quadro dei fatti. Anche il questionario di soddisfazione dei clienti è un esempio di raccolta dati

48 Prof.ssa Ing. Ester Franzese, prof.ssa ing. Francesca Franzese 48 Consente sia di individuare il problema sia di analizzarlo. Lo scopo è scomporre i dati in categorie o classificazioni per permettere di mettere a fuoco l’azione correttiva più indicata. Consiste nel tentare di suddividere un dato che normalmente viene gestito in forma aggregata, ma che in tale forma non fornisce indicazioni utili per l’analisi del problema e per la sua risoluzione.

49 Prof.ssa Ing. Ester Franzese, prof.ssa ing. Francesca Franzese 49 I fattori di raggruppamento omogeneo possono essere inerenti: - Il tempo - L’operatore - I materiali - L’attrezzatura Esempio: Correlazione fra non conformità e turni di lavoro

50 Prof.ssa Ing. Ester Franzese, prof.ssa ing. Francesca Franzese 50 Permette di mettere in evidenza la quantità di fattori che concorrono ad uno stesso problema, permettendo di selezionare quali interventi devono essere presi per primi o scegliere solo pochi fattori importanti da tenere in considerazione Il metodo si applica bene laddove poche cause siano responsabili della maggior parte dell’effetto finale. Consiste in un grafico a barre, nel quale le quantità misurate vengono ordinate in sequenza decrescente.

51 Prof.ssa Ing. Ester Franzese, prof.ssa ing. Francesca Franzese 51 1) Individuare il problema e gli elementi ad esso collegati 2) Misurare gli elementi 3) Ordinare gli elementi 4) Rappresentare gli elementi in istogrammi 5) Costruire le distribuzioni cumulative 6) Interpretare i risultati

52 Prof.ssa Ing. Ester Franzese, prof.ssa ing. Francesca Franzese 52 Andiamo ad analizzare il processo di produzione di uno stabilimento che produce pezzi meccanici per automobili. Supponiamo che ogni giorno dallo stabilimento escano un certo numero di prodotti difettosi. Si vuole stabilire quale tipologia di difetti, riscontrati in produzione, incide maggiormente sulla difettosità dei prodotti.

53 Prof.ssa Ing. Ester Franzese, prof.ssa ing. Francesca Franzese 53 Nel nostro caso il primo difetto rappresenta il 42% della difettosità ed assieme al secondo difetto ricopre ben il 74% della difettosità globale; è evidente come una azione correttiva sul processo debba rivolgersi, in maniera prioritaria, verso le prime due tipologie di difetti.

54 Prof.ssa Ing. Ester Franzese, prof.ssa ing. Francesca Franzese 54 Rappresentazione grafica utilizzata per descrivere la concatenazione a diversi livelli tra un effetto e tutte le possibili cause che lo influenzano. le varie cause che determinano un problema (effetto), vengono messe in ordine e correlate, fornendo una guida per l’identificazione e la selezione delle cause più probabili, per una ulteriore analisi.

55 Prof.ssa Ing. Ester Franzese, prof.ssa ing. Francesca Franzese 55 Fasi di attività 1)definire il problema (effetto) che si vuole analizzare 2) Identificare tutte le possibili cause che producono o possono influire sull’effetto 3) Tracciare una linea orizzontale con l’effetto che si sta analizzando 4) Tracciare dalla linea orizzontale dei segmenti inclinati con le possibili cause “fondamentali” 5) Suddividere le cause emerse al punto 2 tra quelle fondamentali 6) Individuare le cause ricorrenti e raccogliere dati ulteriori per valutare la frequenza

56 Prof.ssa Ing. Ester Franzese, prof.ssa ing. Francesca Franzese 56

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58 Prof.ssa Ing. Ester Franzese, prof.ssa ing. Francesca Franzese 58 problema materiali persone mezzimetodi

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61 Prof.ssa Ing. Ester Franzese, prof.ssa ing. Francesca Franzese 61 L’obiettivo è di evidenziare cosa succede ad un variabile quando un’altra variabile cambia, per valutare la dipendenza fra esse e individuare possibili correlazioni causa – effetto. Pur non essendo sufficiente per provare che una variabile è causa dell’altra, permette di individuarne la relazione e l’intensità. Il diagramma di correlazione viene costruito utilizzando un diagramma cartesiano, con le due variabili rappresentate dai due assi. E’ sempre possibile effettuare valutazioni statistiche di dettaglio; tuttavia la visione grafica d’insieme permette una comunicazione più immediata.

62 Prof.ssa Ing. Ester Franzese, prof.ssa ing. Francesca Franzese 62 Per costruire il diagramma è necessario raccogliere un numero adeguato di coppie di dati di cui si vuole valutare la correlazione e costruire il diagramma “a punti”. Il grado di raggruppamento dei punti e la loro “inclinazione” sul diagramma indica la presenza o meno di correlazione e il grado di influenza di una variabile sull’altra. Esempio: Legame fra prezzo di un prodotto e vendite prezzo vendite

63 Prof.ssa Ing. Ester Franzese, prof.ssa ing. Francesca Franzese 63 L’istogramma è uno strumento che permette di visualizzare una distribuzione di frequenza di dati, per avere una prima valutazione sulla centratura e/o la dispersione dei dati stessi.

64 Prof.ssa Ing. Ester Franzese, prof.ssa ing. Francesca Franzese 64 Gli eventi che si ripetono sono destinati a produrre dei risultati che variano nel tempo. L’istogramma evidenzia l’entità di tali variazioni che sono insite in qualsiasi Processo. Il numero di rilevazioni deve essere statisticamente sufficiente (> 50 dati). Il punto maggiormente critico consiste nella identificazione delle classi in cui suddividere i dati (che corrisponderanno alle barre dell’istogramma).

65 Prof.ssa Ing. Ester Franzese, prof.ssa ing. Francesca Franzese 65 A partire dall’intervallo (R) dei dati (differenza fra il valore minimo e quello massimo) si effettua la divisione in classi secondo la seguente regola: L’ampiezza della classe viene solitamente stabilita secondo la formula: Dove R è l’intervallo (range) dei dati e K è il numero di classi H= R / K

66 Prof.ssa Ing. Ester Franzese, prof.ssa ing. Francesca Franzese 66 CLASSI FREQUENZA

67 Prof.ssa Ing. Ester Franzese, prof.ssa ing. Francesca Franzese 67 L’obiettivo consiste nell’evidenziare l’andamento delle variazioni di un processo in esame, per valutare se esso rientra entro determinati parametri di controllo. Noto il livello di variabilità naturale del processo, la carta di controllo permette di evidenziare se vi sono delle cause sistematiche che portano il processo al di fuori dei limiti di accettabilità.

68 Prof.ssa Ing. Ester Franzese, prof.ssa ing. Francesca Franzese 68 costruzione carta per la media e per il campo di variazione (range) Si richiede di porre sotto controllo statistico un processo automatico per la produzione di imbuti cilindrici. In particolare occorre controllare il diametro interno degli imbuti. A tal fine, si decide di estrarre 25 campioni o sottogruppi di numerosità 5 ciascuno ad intervalli regolari di una settimana: k= 25 n = 5. Si procede quindi alla valutazione della variabilità del processo tramite la costruzione della carta per R, ottenuta riportando i dati del range nella colonna verde

69 Prof.ssa Ing. Ester Franzese, prof.ssa ing. Francesca Franzese 69 Si calcolano i valori di X medio e R medio ottenendo rispettivamente: X = 74,0014 R = 0,2268

70 Prof.ssa Ing. Ester Franzese, prof.ssa ing. Francesca Franzese 70 Prof.ssa Ing. Ester Franzese Corso di aggiornamento ' Norme per la gestione di sistemi di qualità' 70


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