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Turismo e conoscenza I parte Corso di Sociologia del turismo Facoltà SEA - a.a. 2005 - 2006 E. Martini.

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1 Turismo e conoscenza I parte Corso di Sociologia del turismo Facoltà SEA - a.a E. Martini

2 1. Evoluzione dello sviluppo Il cambiamento paradigmatico dell’economia Dal “paradigma ortodosso”: i sistemi economici SE sono “macchine” alla base funzioni di produzione, quantità, prezzi, costi Al “paradigma eterodosso”: i SE sono basati sulle “relazioni” alla base comunicazione e coordinamento (beni relazionali) Il cambiamento investe un triplice aspetto: Innovazione tecnologica non codificabilità, apprendimento, evoluzione Organizzazioni riflessività organizzativa, convenzioni, interdipendenze non mercantili e qualità relazionale Territori endogenizzazione, ambiente selettivo, sistemi locali/regionali

3 2. ICT, new, net, knowledge based economy ICT informatica telecomunicazioni Le trasformazioni tecnologiche, poi, sono state così profonde da riguardare le relazioni tra tutti gli agenti economici che adoperano le reti e le nuove tecnologie Net economy New economy Il nuovo modello di economia si sviluppa intorno alla diffusione delle ICT: è un’economia più aperta, globale che punta sul ruolo della comunicazione e dell’innovazione tecnologica

4 Knowledge based economy l’economia, oggi, diventa sempre più economia della conoscenza, risorsa strategica la cui gestione risulta cruciale per il successo e la competitività delle imprese e dei territori su cui esse operano 2. ICT, new, net, knowledge based economy

5 3. Caratteri della conoscenza La conoscenza non è riconducibile a merce essa è in grado di produrre valore e vantaggi competitivi in ragione della sua differenza specifica tentare di normalizzare la proprietà della conoscenza significa perdere il 90% delle sue capacità generative di valore Interpretare in positivo le proprietà della risorsa conoscenza in modo da utilizzarle al meglio producendo valore grazie ad un loro impiego consapevole e organizzato

6 3. Caratteri della conoscenza conoscenza veritàutilità Fattore produttivo (no merce, no capitale) Essa svolge la sua funzione cognitiva alla scoperta della verità solo se mantiene la sua autonomia nel processo in cui viene prodotta e in quello in cui si propaga

7 4. Le tre capacità della conoscenza di creare valore 1. Capacità di interpretare le esperienze, rendendole apprezzabili sotto il profilo del coinvolgimento emotivo dei soggetti in gioco 2. Capacità di moltiplicare gli usi e il valore ottenuto dalla conoscenza di partenza 3. Capacità di auto-regolare i rapporti sociali tra attori che si mettono in condizione di condividere la conoscenza e le sue conseguenze economiche La conoscenza può alimentare l’interpretazione, la moltiplicazione e l’autoregolazione solo se viene trasformata, immettendola in un ciclo produttivo dove appositi dispositi la validano, la virtualizzano, la trasferiscono nel tempo e nello spazio

8 1. Conoscenza personale La Old Education si basa sulla conoscenza personale 100 studenti di una classe imparano tutti contemporaneamente 100 pagine di un libro EFFETTO DI RIDODANZA non richiesto dalla natura del compito ma creato artificialmente dalle regole dell’apprendimento

9 2. Conoscenza personale Le regole dell’apprendimento comportano copiaresuggerire Ogni studente deve studiare solo con le proprie forze tutte le 100 pagine, impiegando un tempo totale pari a ore di lavoro (se si suppone un’ora di lavoro per pagina)

10 3. Conoscenza sociale La New Education si basa sulla conoscenza sociale 100 studenti di una classe imparano una sola delle 100 pagine del libro Nell’agorà della classe ogni studente completerà la sua conoscenza con il restante 99% della conoscenza di tutti gli studenti

11 3. Conoscenza sociale benefici Avere a disposizione più tempo libero da dedicare ad altri interessi Avere a disposizione più tempo per imparare nuove cose effetti CondivisioneMoltiplicazione La conoscenza può essere condivisa senza costi perché non si consuma con l’uso. Ed è l’unica risorsa che può essere moltiplicata attraverso la condivisione

12 3. Conoscenza sociale La condivisione rende sapiente il collettivo senza che diventino sapienti i singoli individui(specialisti). La conoscenza collettiva può essere impiegata per aumentare la produttività o l’utilità a vantaggio del singolo utilizzatore Il meccanismo del ri-uso aumenta il valore generato da ciascuna conoscenza senza aumentarne i costi

13 4. Limiti della conoscenza sociale Nella new education nessun studente conoscerà il libro nella sua interezza La divisione del lavoro di apprendimento Conoscenza impoverita Mentre la conoscenza personale consuma tempo, quella sociale fa risparmiare tempo ma deve utilizzare un insieme di dispositivi artificiali che consentono di: - condividere le conoscenze possedute dalla classe rendendole accessibili a tutti gli altri membri - motivare i singoli membri a produrre conoscenza destinata ad altre persone e non solo a se stessi

14 4. Limiti della conoscenza sociale Conoscenza personale Auto-motivante: il desiderio di apprendere è tutt’uno con l’esigenza di rispondere ai propri bisogni Conoscenza sociale Le conoscenze dello specialista sono prodotte perché siano utili anche agli altri Perdita di senso dell’apprendimento

15 4. Limiti della conoscenza sociale Affinchè qualcuno studi è necessario che siano predisposti meccanismi che rendano conveniente farlo Motivazioni: economiche, etiche, sociali, di prestigio,... La conoscenza per diventare moltiplicabile deve essere trasferita in un mondo artificiale, costruito in modo da rendere possibile e conveniente la condivisione

16 4. Limiti della conoscenza sociale Ma un soggetto collettivo è in grado sempre di motivare i singoli membri ad agire nell’interesse comune? Ciascun specialista dipende, per le sue prestazioni, dal comportamento e dal sapere degli altri Il circuito della conoscenza sociale si può inceppare anche se una solo funzione richiesta dalla divisione del lavoro non viene svolta o viene svolta male

17 4. Limiti della conoscenza sociale Come è possibile fidarsi del comportamento degli altri? La fiducia nasce dalle motivazioni che ognuno attribuisce agli altri

18 4. Limiti della conoscenza sociale Ciascuno sente il valore dell’interesse comune e si regola di conseguenza Se c’è spirito di corpo Il gruppo avrà un’identità collettiva Gemeinschaft L’identità comunitaria è fattore decisivo per portare le singole persone a produrre e condividere le conoscenze

19 4. Limiti della conoscenza sociale Con l’avvento della new education si è perso il senso del gruppo: i rapporti non sono più face to face Gesellschaft Rapporti impersonali, anonimi, basati sullo scambio piuttosto che sull’appartenenza comune La comunità perde le radici e al suo posto arriva la società degli individui auto-interessati che stanno insieme perché scambiano merci e servizi tra loro, ma che non fanno niente per niente

20 5. Conoscenza proprietaria Se il mediatore della condivisione diventa il denaro La conoscenza per essere moltiplicata diventa conoscenza proprietaria, capace di produrre una rendita a favore del possessore Si crea un mercato della conoscenza in cui essa viene prodotta e ceduta per denaro, non per liberalità o identificazione col gruppo sociale

21 5. Conoscenza proprietaria E chi non può o non è disposto a pagare? Rimane escluso dal circuito cognitivo e dai suoi benefici Ed è questa esclusione dei non paganti che che dà valore alla conoscenza proprietaria trasformando una risorsa sociale in un capitale privato Il sapere non è più liberamente disponibile ma diventa scarso, anche se in maniera artificiale

22 5. Conoscenza proprietaria Mantenere il controllo del circuito di uso della conoscenza serve ad impedire comportamenti opportunistici ed è il primo passo per escludere dalla conoscenza i non paganti L’acquirente potrebbe non limitarsi ad usare la conoscenza acquisita ma anche rivenderla ad altri - magari a prezzi più bassi - facendo concorrenza al produttore originario Se si vuole costruire un sistema efficiente di propagazione e riproduzione bisogna impedire il libero ri-uso della conoscenza da parte degli acquirenti (es. il copyright)

23 1. Il significato dell’economia cognitiva ieri oggi La produzione di merci a mezzo di merci La produzione di valore a mezzo di conoscenza o produzione di conoscenza a mezzo di conoscenza

24 1. Il significato dell’economia cognitiva lavoroLavoro cognitivo Speso per produrre, trasformare, trasferire o usare conoscenze lavoratori Knowledge workers Una risorsa cognitiva che deve essere remunerata non per la fatica ma per le competenze distintive apportate al processo lavorativo o per i risultati raggiunti

25 1. Il significato dell’economia cognitiva capitale capitale cognitivo Assume natura immateriale, invisibile Capitale relazionale della rete Capitale sociale del territorio Cultura internalizzata negli individui e nelle pratiche sociali (simboli, artefatti e istituzioni)

26 Le nuove fonti di produttività Quando l’economia comincia ad impiegare lavoro cognitivo che produce conoscenze propagabili ad una miriade di applicazioni… …servono canali di propagazione adeguati e un’organizzazione istituzionale che sia corrispondente ai nuovi bisogni Se queste condizioni si verificano la produzione viene messa in moto da conoscenze che generano più valore (utilità) del lavoro speso nella trasformazione energetica della terra o del metallo

27 Le nuove fonti di produttività Lavoro energetico Lavoro cognitivo Non si lavora più per realizzare apprendimenti rapidi ma per produrre conoscenze che diventeranno: Obiettivo di lungo periodo Eccedenze cognitive Capitale cognitivo Conoscenze da usare in tempi differiti Conoscenze da “conservare” perché potrebbero diventare utili in futuro

28 Le nuove fonti di produttività La conoscenza alimenta altra conoscenza e quindi nuove e potenziali fonti di produttività, non disponibili in precedenza, che costituiscono il marchio di fabbrica della knowledge based economy

29 Le nuove fonti di produttività 1. Uso generalizzato di energia artificiale...sia nel consumo che nella produzione. Abbassa i costi e aumenta l’utilità ritraibile dal consumo di oggetti materiali

30 Le nuove fonti di produttività...ossia dell’utilità ottenuta da prestazioni cognitive che vengono fornite direttamente all’utilizzatore senza la mediazione di un oggetto materiale. 2. La dilatazione del consumo immateriale

31 Le nuove fonti di produttività ossia quel modo di produrre valore che passa non per la prestazione materiale ma per il significato che questo acquista nel corso di un’esperienza di produzione o di consumo. Nella società contemporanea si consumano significati e non oggetti 3. L’economia delle esperienze* *Pine II, Gilmore, 1999

32 Le nuove fonti di produttività... il lavoro cognitivo prestato per produrre oggetti materiali, immateriali, esperienze può produrre valore a seconda nel numero dei ri-usi della conoscenza. Più si espande il bacino del ri-uso e più si incrementa la specializzazione del lavoro cognitivo, più il costo di riproduzione si abbasserà fino a comprimersi del tutto. 4. Il moltiplicatore

33 Le nuove fonti di produttività...ossia la possibilità di trovare, nella propagazione delle conoscenze, cose diverse da quelle che si stavano inizialmente cercando 5. La serendipty* * Merton, Baber, 1992

34 I sei cambiamenti dell’economia 1. Nuovo regime di proprietà delle forze produttive Con la modernità la forza produttiva primaria cessa di essere quella della terra e diventa il lavoro cognitivo, ceduto dietro prestazione di denaro. Ma la conoscenza difficilmente può essere di proprietà esclusiva anche se acquistata con denaro, perché: - è una risorsa sociale, nel senso che la sua validità e il suo valore dipendono dal circuito socialmente condiviso che ne valida, diffonde e rigenera i contenuti “Le idee sono tali in quanto puoi comunicarle agli altri, se le tieni per te non servono a nulla, anzi non sono nemmeno idee” BIANCIARDI - è una risorsa personale, legata a capacità non alienabili dalla mente e del corpo del lavoratore.

35 I sei cambiamenti dell’economia 2. Funzione attiva del territorio, nell’incremento delle conoscenze utili allo sviluppo A) Il territorio diventa depositario di conoscenze localizzate che, essendo legate all’esperienza di chi opera o vive il contesto locale, sono condivise dai vari stakeholders. B) Il territorio è catalizzatore di esternalità che sono prodotte localmente grazie alla contiguità fisica, alla condivisione del contesto locale, ai simboli, ai codici che sono impliciti nell’esperienza localizzata E’ il territorio che si fa rete (Perulli, 1998), estendendo i circuiti di relazione accessibili in ciascuno dei suoi punti

36 I sei cambiamenti dell’economia 2. Funzione attiva del territorio, nell’incremento delle conoscenze utili allo sviluppo Nell’economia della conoscenza società, territori e persone hanno una chiave diretta di accesso alla forza produttiva della conoscenza condivisa, scavalcando i confini della proprietà e, se ci sono le condizioni, essi possono dar vita a forme di sviluppo bottom-up, che partono dal “darsi da fare” di persone che usano le rete sociali per entrare autonomamente nei circuiti produttivi e partecipare ai loro frutti produttivistici (Bonomi, 2002)

37 I sei cambiamenti dell’economia 3. Diverso ruolo delle persone sia nella produzione che nel consumo Le persone non sono più “contenitori” di lavoro o di potere d’acquisto ma cellule dell’organismo sociale della conoscenza. Esse sviluppano, partecipando al processo di produzione della conoscenza, una rete di rapporti parallela a quella del mercato. Rete interpersonale si scambiano riconoscimento reciproco,cooperazione e legame sociale Rete di mercato si scambiano prestazioni utili e diritti di proprietà Capitalismo personale: usa le risorse e le reti personali come mezzi a cui appoggiare la divisione del lavoro cognitivo, mettendo al centro le persone e la loro capacità di iniziativa

38 I sei cambiamenti dell’economia 3. Diverso ruolo delle persone sia nella produzione che nel consumo La conoscenza viene prodotta e usata non da individui isolati ma da persone che vivono in reti interpersonali dense di significati condivisi (Habermas, 1981, 1999) e in comunità (Micelli, 2000) Il senso del lavoro non è soltanto quello di guadagnare un salario (sussistenza); è qualcosa di più complesso che va costruito entro la comunità degli uomini che lavorano. L’imprenditore, il manager si muovono perché spinti da valori, motivazioni, passioni, senso etico e professionale.

39 I sei cambiamenti dell’economia 4. Nuova concezione del tempo La conoscenza esiste solo nel tempo; il suo emergere e decadere segna il tempo, rendendo ogni momento diverso dai precedenti e dai successivi. Le conoscenze non si distribuiscono nel tempo in ordine sparso ma sono organizzate in percorsi (paths) e in traiettorie riconoscibili (Dosi, 1982).

40 I sei cambiamenti dell’economia 4. Nuova concezione del tempo IRREVERIBILE La conoscenza emerge dando luogo a fenomeni in precedenza confusi e con il suo emergere crea irreversibilità: ogni conoscenza prodotta successivamente non sarà più prodotta allo stesso costo di prima La conoscenza è un fenomeno irreversibile e dissipativo DISSIPATIVO L’ordine creato dalla conoscenza è soggetto a naturale decadimento entropico. Per mantenere la validità della conoscenza nel corso del tempo bisogna continuamente aggiornarla, adattarla, re-inventarla, sostenendo dei costi (che portano a dissipare risorse)

41 I sei cambiamenti dell’economia 5. Flusso di esternalità, discontinuità, asimmettrie che si manifestano nel corso della propagazione Il proliferare di figure coinvolte nella propagazione di conoscenza genera esternalità (sotto forma di copiatura, imitazione, soluzioni alternative…) che traducono gli investimenti compiuti dai produttori di nuova conoscenza in benefici a vantaggio di altri (imitatori, utilizzatori non autorizzati,..). Ciò produce evidentemente asimmettrie tra i diversi soggetti alterando il gioco competitivo a danno di alcuni e a favore di altri. Ne deriva discontinuità nel processo di creazione e propagazione del valore della conoscenza. Processo di propagazione stop-and-go: può subire accelerazioni o decelerazioni improvvise a seconda della natura dei contesti “attraversati”; dipende, quindi, dal contesto, dal tempo e dal caso

42 I sei cambiamenti dell’economia 6. Emergere della complessità nella costruzione del mondo socio-economico Il mondo attuale è caratterizzato da forte complessità. E’ complesso nel senso che contiene fenomeni eccedenti la capacità di regolazione di cui disponiamo (Rullani, 1996). COMPLESSITA’ Varietà eccedente la nostra capacità di rilevare e classificare opportunamente le varianti con cui si presenta un fenomeno Variabilità nel tempo, che va oltre le nostre capacità di adattamento e risposta flessibile Indeterminazione che impedisce di programmare il modo con cui si svilupperanno fenomeni e corsi d’azione (rischio e incertezza)

43 I sei cambiamenti dell’economia 6. Emergere della complessità nella costruzione del mondo socio-economico Per ridurre l’incertezza c’è bisogno di un forte impiego si conoscenza esplorazione esplorando lo spazio delle possibilità, la conoscenza aiuta ad identificare mondi possibili e a governare la loro costruzione artificiale rendendola compatibile con la complessità, che comunque rimane sullo sfondo

44 I sei cambiamenti dell’economia 6. Emergere della complessità nella costruzione del mondo socio-economico Problem solving arriva ad una soluzione che se funziona non richiede nuovi investimenti in conoscenza Esplorazione non finisce mai; serve per la manutenzione del sistema artificiale che la conoscenza precedente ha creato e per la sua evoluzione, rispondendo ad una complessità che rimane attiva, non potendo mai essere definitivamente messa sotto controllo

45 Economia della conoscenza: un modello a 3D Data una conoscenza Φ impiegata a fini economici, le prestazioni rilevanti per la generazione del valore e dei vantaggi competitivi sono i seguenti: -l’efficacia con cui la conoscenza interpreta i bisogni e le opportunità presenti nei vari contesti d’uso, dando luogo, in ciascun impiego di Φ, ad un valore economico vl’efficacia -la moltiplicazione degli usi, che accresce il valore complessivamente prodotto man mano che Φ si propaga, dando luogo ad un numero n crescente di re-impieghimoltiplicazione -l’appropriazione dei frutti ottenuti con l’impiego della conoscenza, regolando il processo in modo da attribuire a ciascun soggetto della filiera una quota p del valore prodotto, sufficiente a mantenerlo attivo e partecipe nella funzione svoltal’appropriazione

46 Economia della conoscenza: un modello a 3D Si tratta di aspetti distinti ma strettamente complementari: la prestazione cognitiva richiesta alla conoscenza deve, infatti, renderla efficace, moltiplicabile e appropriabile allo stesso tempo Il valore di una conoscenza scaturisce dall’azione congiunta dei tre drivers che la qualificano, quindi, nelle tre dimensioni Nel dettaglio: V = f(v,n) Valore generato complessivamente dalla filiera E = f(v,n,p) Valore estratto cha va a ciascun particolare soggetto della filiera

47 Economia della conoscenza: un modello a 3D Nel valore V confluiscono tutte le attività generate dalla filiera cognitiva della conoscenza Φ ; esso è la somma delle utilità generate dal riuso di Φ nei diversi impieghi: - l’utilità addizionale ottenuta dai suoi utilizzatori. Φ genera altra Φ (utilità mercantile) - l’utilità addizionale che la conoscenza genera a favore di alcuni soggetti che partecipano alla sua produzione e propagazione (utilità intrinseca)

48 Economia della conoscenza: un modello a 3D Esiste un prezzo massimo che i soggetti utilizzatori o produttori sarebbero disposti a pagare per avere accesso all’uso della produzione o alla produzione di Φ. Esso misura l’utilità assegnata da ciascun soggetto all’esperienza cognitiva legata a Φ. In regime di concorrenza il prezzo monetario pagato effettivamente sarà quasi sempre inferiore al prezzo teorico: la differenza costituisce una rendita psicologica che resta a vantaggio dell’utilizzatore o del produttore

49 Economia della conoscenza: un modello a 3D EFFICACIA: creare utilità (v) a vantaggio dell’utilizzatore (produttore o consumatore) E’ l’utilità che conferisce Valore aggiunto, certificando il suo carattere innovativo e creando l’apprezzamento nell’utilizzatore L’efficacia (l’utilità creata) non è frutto di un processo meccanico di impiego di una conoscenza data in partenza. La conoscenza deve essere interpretata creativamente dagli attori ed è solo attraverso questo atto di interpretazione creativa che può diventare efficace

50 Economia della conoscenza: un modello a 3D L’efficacia si manifesta in due modi molto differenti 1. Un miglioramento oggettivo 2. Un apprezzamento soggettivo Nelle prestazioni dei processi (minori costi a parità di risultato) Nelle prestazioni dei prodotti (nuove funzionalità) Delle conoscenze di cui si fa esperienza, grazie alla partecipazione emotiva

51 Economia della conoscenza: un modello a 3D Il conoscere diventa processo di apprendimento che consente di fare esperienza del mondo e di se stessi la conoscenza fa lavorare il consumatore (perché chiede di investire il suo tempo, il suo denaro, e la sua attenzione per prepararsi al consumo) e trasforma il lavoratore in un consumatore dell’esperienza lavorativa l’apprendimento mediante esperienza definisce il senso che il soggetto-lavoratore e il soggetto-consumatore assegnano alle proprie attività (N.B. rapporto tra bisogni, desideri e rischi)

52 Economia della conoscenza: un modello a 3D In definitiva: v = Prezzo (monetario) che il consumatore finale della conoscenza paga ai suoi fornitori + rendita (psicologica) che il consumatore finale ottiene se riesce a pagare un prezzo più basso dell’effettiva utilità ritraibile dalle conoscenze acquistate da terzi + il valore intrinseco (psicologico) che produttori e consumatori assegnano all’esperienza cognitiva che hanno fatto

53 Economia della conoscenza: un modello a 3D MOLTIPLICAZIONE: il valore dato alla conoscenza dagli utilizzatori si propaga man mano che si allarga il bacino di ri-uso (n), sia nel tempo che nello spazio il valore della conoscenza complessivamente generato dalla propagazione di Φ cresce al crescere di n ma come aumentare il valore di n ?

54 Economia della conoscenza: un modello a 3D 1. Aumentando i volumi dei prodotti che si ottengono applicando una stessa tecnologia a più e diversi processi produttivi 2. Aumentando il bacino geografico o il periodo di tempo in cui la stessa conoscenza viene impiegata nella soluzione di problemi simili 3. Sviluppando nuove applicazioni a problemi e campi inizialmente non considerati ma in cui Φ si rivela comunque utile

55 Economia della conoscenza: un modello a 3D Ciò che fa della conoscenza una risorsa assolutamente peculiare è la sua replicabilità che si realizza a costi decrescenti. Riproducibilità: a costo costante, dei beni materiali ottenuti da lavorazioni industriali (che si ripetono secondo uno standard) Replicabilità: ovvero riproducibilità a costo zero, delle conoscenze relative a processi cognitivi

56 Economia della conoscenza: un modello a 3D APPROPRIAZIONE/REGOLAZIONE: il valore generato dall’efficacia e dalla moltiplicazione della conoscenza messa in circolazione come bene pubblico si traduce in esternalità che vanno a vantaggio di tutti gli utilizzatori mentre il produttore iniziale rimane in perdita se i costi sostenuti eccedono i ricavi Si crea, allora, un problema di convenienza e motivazione perché la conoscenza acquisti valore è necessario escludere i fruitori non paganti o comunque non autorizzati dal legittimo proprietario.

57 Economia della conoscenza: un modello a 3D REGIME DI REGOLAZIONE SOCIALE della filiera cognitiva: che governi l’appropriazione privata dei benefici e che, limitando gli accessi, consenta di internalizzare i benefici generati dalla conoscenza, rendendo sostenibili gli investimenti nella sua produzione e propagazione Soluzione? La condivisione della conoscenza ispirata a logiche cooperativiste e non di opportunismo

58 Economia della conoscenza: un modello a 3D Tutti i sistemi in cui la conoscenza non è né privata, né pubblica ma è condivisa hanno istituzioni che: - regolano l’accesso di nuovi membri condizionandolo al rispetto di requisiti di ingresso - rendono trasparenti i comportamenti tenuti dai singoli membri - disciplinano le scelte favorendo la cooperazione e il rispetto delle regole - intervengono sulle uscite di chi ha avuto comportamenti opportunistici e sul recupero di chi ha agito senza colpa

59 Rappresentazione del modello: il triangolo delle Bermude Max v Max nMax p Conoscenza personale: Conoscenza personale: intensa Conoscenza sociale: Conoscenza sociale: condivisibile Conoscenza proprietaria: Conoscenza proprietaria: esclusiva E i =(v,n,p)

60 Un sistema economico su tre livelli Economia premoderna Unico livello produzione di utilità a mezzo di energie Utilità pre- cognitiva U Terzo livello Meta-apprendimento Primo livello Applicazione ai processi energetici Secondo livello Apprendimento E u Energia senza investimento cognitivo Economia moderna Conoscenza a mezzo di conoscenza Utilità a mezzo di conoscenza Utilità a mezzo di energia

61 Un sistema economico su tre livelli Trasformazioni cognitiveTrasformazioni energetiche Meta conoscenza K 2 Conoscenza K 1 Energia E u +E m Valore utile U 0 U 1 U 2 Mediatori cognitivi che producono metaconoscenze conoscenze e applicazioni energetiche

62 Apprendimento evolutivo e logico-formale In tema di apprendimento è utile analizzarne due forme opposte e complementari che rispondono al gap tra le astrazioni contenute nella conoscenza codificata (esplicita)e la complessità del mondo reale, con la sua conoscenza implicita (tacita) apprendimento logico-formale: procedendo per verifica di ipotesi seleziona teorie che sono già in partenza espresse in forma generale ed astratta, alimentando una continua produzione di conoscenza esplicita apprendimento evolutivo: procedendo per prova ed errore sperimenta e seleziona soluzioni uniche fortemente legate alla pratica e al contesto in cui questa si svolge, alimentando la produzione di conoscenza implicita


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