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Presentazione sul tema: ""— Transcript della presentazione:

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3 I CONTROLLI NELL’INDUSTRIA ALIMENTARE

4 ORGANIZZAZIONE DELL’ASL PER LA SICUREZZA ALIMENTARE

5 Decreto Legislativo 517/93 Art. 7 (Dipartimenti di prevenzione) Le regioni istituiscono presso ciascuna unità sanitaria locale un dipartimento di prevenzione cui sono attribuite le funzioni attualmente svolte dai servizi delle unità sanitarie locali ai sensi degli articoli 16, 20 e 21 della legge 23 dicembre 1978, n Il dipartimento è articolato almeno nei seguenti servizi: a) igiene e sanità pubblica; b) prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro; c) igiene degli alimenti e della nutrizione d) veterinari, articolati distintamente nelle tre aree funzionali della sanità animale, dell'igiene della produzione, trasformazione, commercializzazione, conservazione e trasporto degli alimenti di origine animale e loro derivati, e dell'igiene degli allevamenti e delle produzioni zootecniche. I servizi veterinari si avvalgono delle prestazioni e della collaborazione tecnico-scientifica degli istituti zooprofilattici sperimentali. La programmazione regionale individua le modalità di raccordo funzionale tra i dipartimenti di prevenzione e gli istituti zooprofilattici per il coordinamento delle attività di sanità pubblica veterinaria.

6 Legge Regionale 31/97 Articolo 8 5. In ogni ASL di norma, le attività socio - sanitarie sono organizzate nei seguenti dipartimenti: a) dipartimento di prevenzione; b) dipartimento dei servizi sanitari di base; c) dipartimento per le attività socio - sanitarie integrate (ASSI). Il dipartimento dei servizi sanitari di base assume il coordinamento della medicina specialistica. 7. Il dipartimento di prevenzione, organismo di coordinamento, è organizzato nei seguenti servizi: igiene e sanità pubblica; prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro; igiene degli alimenti e della nutrizione; sanità animale; igiene della produzione, trasformazione, commercializzazione, conservazione e trasporto degli alimenti di origine animale e loro derivati; igiene degli allevamenti e delle produzioni zootecniche; medicina preventiva nelle comunità.

7 LEGGE REGIONALE N. 32/2002 Articolo 3. Alla legge regionale 11 luglio 1997, n. 31 (Norme per il riordino del servizio sanitario regionale e sua integrazione con le attività dei servizi sociali) sono apportate le seguenti modifiche: a) il comma 5 dell’articolo 8 è sostituito dal seguente: “5. In ogni ASL le attività socio-sanitarie sono organizzate nei seguenti dipartimenti: a) dipartimento di prevenzione medico; b) dipartimento di prevenzione veterinario; c) dipartimento dei servizi sanitari di base; d) dipartimento per le attività socio-sanitarie integrate (A.S.S.I.). In ogni ASL è altresì assicurato il coordinamento funzionale fra le attività comuni del dipartimento di prevenzione medico e del dipartimento di prevenzione veterinario, in particolare per la sicurezza degli alimenti.”; b) il comma 7 dell’articolo 8 è sostituito dal seguente: “7. Il dipartimento di prevenzione medico, organismo di coordinamento, è organizzato nei seguenti servizi: 1) igiene e sanità pubblica; 2) prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro; 3) igiene degli alimenti e della nutrizione; 4) medicina preventiva nelle comunità.”; c) dopo il comma 7 dell’articolo 8 è aggiunto il seguente: “7 bis. Il dipartimento di prevenzione veterinario, organismo di coordinamento, è organizzato nei seguenti servizi: 1) sanità animale; 2) igiene della produzione, trasformazione, commercializzazione, conservazione e trasporto degli alimenti di origine animale e loro derivati; 3) igiene degli allevamenti e delle produzioni zootecniche. Il dipartimento di prevenzione veterinario ha funzioni di programmazione, coordinamento, supporto e verifica delle attività di sanità pubblica veterinaria che vengono svolte sul territorio dai distretti di medicina veterinaria.”;

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11 COMPITI DEL SIAN Registrazione delle attività del settore alimentare ai sensi dell’art. 6 del Regolamento CE 852/2004.

12 COMPITI DEL SIAN Controllo ufficiale dei prodotti alimentari e dei requisiti strutturali e funzionali delle imprese di produzione, preparazione, confezionamento, deposito, trasporto, somministrazione e commercio di prodotti alimentari di competenza e bevande.

13 COMPITI DEL SIAN Sorveglianza e indagini per gli specifici aspetti di competenza sui casi presunti o accertati di infezioni, intossicazioni,tossinfezioni alimentari.

14 COMPITI DEL SIAN Tutela delle acque destinate al consumo umano. Sorveglianza nella commercializzazione e nell'utilizzo dei prodotti fitosanitari

15 COMPITI DEL SIAN Prevenzione delle intossicazioni da funghi. Attività di consulenza e controllo proprie dell'Ispettorato Micologico

16 IL CONTROLLO UFFICIALE

17 REGOLAMENTO CE N.882/2004 del 29 aprile 2004

18 IL CONTROLLO UFFICIALE DEFINIZIONE QUALSIASI FORMA DI CONTROLLO ESEGUITA DALL’AUTORITA’ COMPETENTE PER LA VERIFICA DELLA CONFORMITA’ ALLA NORMATIVA IN MATERIA DI..ALIMENTI..MANGIMI..SALUTE E BENESSERE ANIMALE

19 IL CONTROLLO UFFICIALE PREMESSE LA RESPONSABILITÀ PRINCIPALE DELLA SICUREZZA DEI PRODOTTI ALIMENTARI È IN CAPO ALL’OPERATORE DEL SETTORE ALIMENTARE

20 IL CONTROLLO UFFICIALE PREMESSE L’OPERATORE DEVE GARANTIRE LA SICUREZZA DEI PROPRI PRODOTTI PREDISPONE ED ATTUA PROCEDURE OPERATIVE NE VERIFICA L’EFFICACIA MEDIANTE CONTROLLI E MONITORAGGI

21 IL CONTROLLO UFFICIALE PREMESSE L’OPERATORE DEVE DISPORRE DI UN SISTEMA CHE ASSICURI LA TRACCIABILITÀ E LA RINTRACCIABILITÀ DEI PRODOTTI CHE METTE IN COMMERCIO

22 IL CONTROLLO UFFICIALE PREMESSE L’OPERATORE DEVE PROVVEDERE AL BLOCCO, AL RITIRO O AL RICHIAMO DEI PRODOTTI MESSI IN COMMERCIO, SE C’E’ O PUO’ ESSERCI PERICOLO PER LA SALUTE DEI CONSUMATORI, IN SEGUITO AL CONSUMO DI TALI PRODOTTI.

23 IL CONTROLLO UFFICIALE PREMESSE OPERATORE DEL SETTORE ALIMENTARE: LA PERSONA FISICA O GIURIDICA RESPONSABILE DI GARANTIRE IL RISPETTO DELLE DISPOSIZIONI DELLA LEGISLAZIONE ALIMENTARE NELL'IMPRESA ALIMENTARE POSTA SOTTO IL SUO CONTROLLO

24 IL CONTROLLO UFFICIALE PREMESSE IMPRESA ALIMENTARE SOGGETTO PUBBLICO O PRIVATO, CON O SENZA FINI DI LUCRO, CHE SVOLGE UNA ATTIVITÀ CONNESSA AD UNA DELLE FASI DI PRODUZIONE, TRASFORMAZIONE E DISTRIBUZIONE DI ALIMENTI STABILIMENTO OGNI UNITÀ DI UN'IMPRESA

25 IL CONTROLLO UFFICIALE PREMESSE AUTORITA’ COMPETENTE L’AUTORITA’ CENTRALE COMPETENTE PER L’ORGANIZZAZIONE DEI CONTROLLI O QUALSIASI ALTRA AUTORITA’ CUI E’ CONFERITA TALE COMPETENZA

26 IL CONTROLLO UFFICIALE IN ITALIA L’AUTORITA’ COMPETENTE E’ IL MINISTERO DELLA SALUTE LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME LE AZIENDE SANITARIE LOCALI

27 IL CONTROLLO UFFICIALE IL MINISTERO DELLA SALUTE È L’AUTORITÀ CENTRALE DELLO STATO A CUI SPETTANO:  compiti di indirizzi generali e coordinamento in materia di sicurezza alimentare;  l’elaborazione e l’adozione dei piani pluriennali di controllo;  la supervisione e il controllo sulle attività degli organismi che esercitano le funzioni conferite dallo stato

28 IL CONTROLLO UFFICIALE 3. individuazione degli standard di funzionamento delle ASL (procedure per svolgimento controlli, organizzazione interna, piani di formazione, ecc.) 4. supervisione su attività delle ASL 5. compiti autorizzativi e di controllo, qualora previsto dall’organizzazione regionale

29 IL CONTROLLO UFFICIALE COMPITI DELLE AZIENDE SANITARIE LOCALI 1. Pianificazione 2. Programmazione 3. Esecuzione a livello locale dei controlli ufficiali

30 IL CONTROLLO UFFICIALE DEVE ESSERE PROGRAMMATO 1. SULLA BASE DELLA VALUTAZIONE DEI RISCHI CONNESSI ALL’ATTIVITA’ DELL’IMPRESA 2. SULLA BASE DELLA SERIE STORICA DEI CONTROLLI 3. EPISODI DI ALLERTA

31 IL CONTROLLO UFFICIALE..E’ EFFETTUATO SENZA PREAVVISO AD ECCEZIONE DEGLI AUDIT..RIGUARDA TUTTE LE FASI

32 IL CONTROLLO UFFICIALE - PREREQUISITI 1. DISPONIBILITA’ DI UN SISTEMA INFORMATIVO E DOCUMENTALE CHE COMPRENDA ALMENO..L’ANAGRAFICA DEGLI OPERATORI (numero, dimensioni, tipologia, …)..LA RILEVAZIONE DELL’ATTIVITÀ SVOLTA CON I RELATIVI ESITI

33 IL CONTROLLO UFFICIALE - PREREQUISITI 2. PIANIFICAZIONE DEL LAVORO..BASATA SULLA CATEGORIZZAZIONE DEL RISCHIO RELATIVO DELLE IMPRESE ALIMENTARI..CHE STABILISCA FREQUENZE APPROPRIATE DELL’ATTIVITÀ DI CONTROLLO

34 IL CONTROLLO UFFICIALE - PREREQUISITI 3. PROCEDURE DOCUMENTATE PER L’ESECUZIONE DEI CONTROLLI UFFICIALI CHE COMPORTANO INFORMAZIONI E ISTRUZIONI AL PERSONALE 4. FORMAZIONE, ADDESTRAMENTO ED AGGIORNAMENTO DEL PERSONALE DEPUTATO AI CONTROLLI UFFICIALI 5. AUDIT INTERNI 6. DISPONIBILITA’ ANALITICHE

35 IL CONTROLLO UFFICIALE LA CATEGORIZZAZIONE DEL RISCHIO DELLE IMPRESE ALIMENTARI CONSENTE DI CLASSIFICARE LE DIVERSE REALTÀ AZIENDALI IN BASE AL RISCHIO RELATIVO DI SICUREZZA ALIMENTARE.

36 IL CONTROLLO UFFICIALE LA CATEGORIZZAZIONE DEL RISCHIO DELLE IMPRESE ALIMENTARI 1. ORIENTA IL CONTROLLO UFFICIALE 2. NE AUMENTA L’EFFICACIA 3. EVITA SPRECHI DI RISORSE

37 IL CONTROLLO UFFICIALE SONO OGGETTO DEL CONTROLLO IMPIANTI, ATTREZZATURE, INSTALLAZIONI, MACCHINARI SISTEMI E MEZZI DI TRASPORTO MATERIALI DESTINATI A VENIRE A CONTATTO CON GLI ALIMENTI

38 IL CONTROLLO UFFICIALE SONO OGGETTO DEL CONTROLLO MATERIE PRIME, SEMILAVORATI E PRODOTTI FINITI MODALITÀ DI LAVORAZIONE (anche quelle relative agli animali) E IGIENE OPERATIVA DOCUMENTI E REGISTRAZIONI (procedure, anagrafi, registri..)

39 IL CONTROLLO UFFICIALE GLI STRUMENTI DEL CONTROLLO UFFICIALE IL MONITORAGGIO LA SORVEGLIANZA IL CAMPIONAMENTO E L’ANALISI LA VERIFICA L’ISPEZIONE L’AUDIT

40 IL CONTROLLO UFFICIALE MONITORAGGIO Definizione da Reg. CE 882/04: “la realizzazione di una sequenza predefinita di osservazioni o misure al fine di ottenere un quadro d’insieme della conformità alla normativa in materia di mangimi e di alimenti, di salute e di benessere degli animali.”

41 IL CONTROLLO UFFICIALE - MONITORAGGIO E’ rappresentato da misurazioni sistematica di una varietà di indicatori. Può essere utilizzato, ad esempio, per determinare il livello di prevalenza di un agente patogeno in una popolazione animale o in un prodotto alimentare. L’attività di monitoraggio permette di impostare successivamente un piano di sorveglianza che preveda specifiche misure di controllo e sia in grado di valutarne anche l’effetto

42 IL CONTROLLO UFFICIALE SORVEGLIANZA Definizione da Reg. CE 882/04: “l’osservazione approfondita di una o più aziende del settore dei mangimi e degli alimenti, di operatori del settore dei mangimi e degli alimenti, oppure delle loro attività.”

43 IL CONTROLLO UFFICIALE- SORVEGLIANZA SI INTENDE LA RACCOLTA DI DATI E LA LORO ANALISI, INTERPRETAZIONE E DIFFUSIONE AL FINE DI VALUTARE L’EVOLUZIONE NEL TEMPO DI UN DETERMINATO FENOMENO STRUMENTO CHE CONSENTE DI VALUTARE ANCHE L’EFFICACIA DELLE MISURE DI CONTROLLO ADOTTATE (OVVERO QUANTO INCIDONO SULL’EVOLUZIONE DEL FENOMENO IN ESAME).

44 IL CONTROLLO UFFICIALE DIFFERENZA TRA MONITORAGGIO E SORVEGLIANZA MONITORAGGIO Registrazione di dati riferiti ad un fenomeno SORVEGLIANZA utilizza le informazioni raccolte (eventualmente attraverso il monitoraggio), per verificare l’andamento di un fenomeno rispetto a requisiti o norme per prendere le conseguenti decisioni.

45 IL CONTROLLO UFFICIALE - CAMPIONAMENTO Definizione da Reg. CE 882/04: “Campionamento per l’analisi: il prelievo di un mangime o di un alimento oppure di una qualsiasi altra sostanza necessaria alla loro produzione, trasformazione e distribuzione o che interessa la salute degli animali, per verificare, mediante analisi, la conformità alla normativa in materia di mangimi e di alimenti e alle norme sulla salute degli animali”..

46 IL CONTROLLO UFFICIALE - CAMPIONAMENTO IL CAMPIONAMENTO E L’ANALISI RAPPRESENTANO UNA VERIFICA PUNTUALE: SONO UTILIZZATI PREVALENTEMENTE IN SEDE DI ISPEZIONE O DI MONITORAGGIO.

47 IL CONTROLLO UFFICIALE - CAMPIONAMENTO CAMPIONE: SOTTOINSIEME DI UNA TOTALITÀ DI ELEMENTI ASSUNTO A RAPPRESENTARE LA TOTALITÀ STESSA. QUINDI, LA DISTRIBUZIONE DEI CARATTERI/VARIABILI OSSERVATI NEL CAMPIONE CORRISPONDE A QUELLA DELLA POPOLAZIONE STESSA.

48 IL CONTROLLO UFFICIALE - CAMPIONAMENTO IL VALORE DI UN CAMPIONE DIPENDE DALLA CORRETTA MODALITÀ DI ESECUZIONE DELLO STESSO FORMAZIONE DEL CAMPIONE PRELIEVO CONSERVAZIONE CONSEGNA AL LABORATORIO

49 IL CONTROLLO UFFICIALE - VERIFICA Definizione da Reg. CE 882/04: “il controllo, mediante esame e considerazione di prove obiettive, volto a stabilire se siano stati soddisfatti requisiti specifici.”

50 IL CONTROLLO UFFICIALE - VERIFICA PUO’ ESSERE UN MOMENTO DI CONTROLLO A SÉ STANTE O ANCHE COSTITUIRE PARTE DELL’ISPEZIONE O DELL’AUDIT. 1. ESEMPIO DI VERIFICA A SÉ STANTE IL CONTROLLO DOCUMENTALE O CON PRELIEVO CAMPIONARIO SU UNA PARTITA DI ALIMENTI INTRODOTTA IN UNO STABILIMENTO DA PAESI COMUNITARI. 2. ESEMPIO DI VERIFICA INSERITA NELL’AMBITO DI UN’ISPEZIONE CONTROLLO SULLA GESTIONE DELLA RINTRACCIABILITA’

51 IL CONTROLLO UFFICIALE - ISPEZIONE Definizione da Reg. CE 882/04: “l’esame di qualsiasi aspetto relativo ai mangimi, agli alimenti, alla salute e al benessere degli animali per verificare che tali aspetti siano conformi alle prescrizioni di legge relative ai mangimi, agli alimenti, alla salute e al benessere degli animali”

52 IL CONTROLLO UFFICIALE - ISPEZIONE CONTROLLO DI UNO O PIÙ REQUISITI SPECIFICI, RIFERITI A SINGOLI ASPETTI AL FINE DI STABILIRNE LA CONFORMITÀ ALLA NORMATIVA. LA CONFORMITÀ È RELATIVA SOLO AL PRECISO MOMENTO IN CUI VIENE ESEGUITA L’ISPEZIONE.

53 IL CONTROLLO UFFICIALE LA RELAZIONE FINALE DOPO ISPEZIONE AL TERMINE DELL‘INTERVENTO (ispezione, verifica) DEVE ESSERE REDATTA UNA RELAZIONE COMPLETA SUI CONTROLLI EFFETTUATI E SUGLI ESITI DEI CONTROLLI.

54 IL CONTROLLO UFFICIALE CONTENUTO MINIMO: 1. la data, l'ora di inizio e di termine e il luogo di svolgimento dell'ispezione 2. gli estremi dell'impresa alimentare sottoposta a controllo come risultanti dal provvedimento di riconoscimento o dalla registrazione 3. estremi anagrafici e qualifica/ruolo di chi assiste all’ispezione in rappresentanza dell'impresa

55 IL CONTROLLO UFFICIALE CONTENUTO MINIMO: 4. obiettivo dell'ispezione verifica della sussistenza dei requisiti o verifica della risoluzione di non conformità rilevate nel corso di un precedente controllo

56 IL CONTROLLO UFFICIALE CONTENUTO MINIMO: 5. campo dell'ispezione dettagliare tutti gli aspetti sottoposti a controllo, descrivendoli in modo da assicurarne l'identità in modo univoco. Evitare generalizzazioni non riferibili ad ambiti ispettivi delimitati e riconoscibili, segnalare se, nel corso dell'ispezione, fossero emerse condizioni o situazioni tali da modificare o integrare il campo dell'ispezione

57 IL CONTROLLO UFFICIALE CONTENUTO MINIMO: 6. Le modalità di controllo impiegate (misurazioni, osservazioni dirette, interviste ecc.) e le eventuali altre forme di controllo ufficiale condotte contestualmente (per esempio campionamenti)

58 IL CONTROLLO UFFICIALE CONTENUTO MINIMO: 7. il nome, la qualifica, l'ente di appartenenza degli incaricati che hanno svolto il controllo 8. le risultanze ispettive Le risultanze ispettive sono documentate come per gli audit. Ogni documentazione ritenuta utile viene registrata e allegata alla relazione

59 IL CONTROLLO UFFICIALE CONTENUTO MINIMO: 9. eventuali dichiarazioni del rappresentante dell'impresa alimentare 10.firma degli operatori che hanno eseguito i controlli e dei soggetti rappresentanti l'impresa alimentare, ovvero i motivi per cui questi ultimi non sottoscrivono il verbale di ispezione.

60 CONTROLLO UFFICIALE - AUDIT Definizione da Reg. CE 882/04: “un esame sistematico e indipendente per accertare se determinate attività e i risultati correlati siano conformi alle disposizioni previste, se tali disposizioni siano attuate in modo efficace e siano adeguate per raggiungere determinati obiettivi.”

61 CONTROLLO UFFICIALE - AUDIT Termine inglese che si traduce con “verifica, controllo del bilancio” Deriva dal latino “auditus”che significa audizione, ascolto

62 CONTROLLO UFFICIALE - AUDIT ATTIVITÀ ATTA A DETERMINARE TRAMITE INDAGINE L’ADEGUATEZZA ED ADERENZA DI UN PROCESSO O ORGANIZZAZIONE A STABILITE PROCEDURE, ISTRUZIONI OPERATIVE, SPECIFICHE, STANDARD ED ALTRI REQUISITI FUNZIONALI E A VERIFICARNE L’APPLICAZIONE.

63 CONTROLLO UFFICIALE - AUDIT L’AUDIT E’ L’ESAME SISTEMATICO E INDIPENDENTE PER ACCERTARE SE 1. DETERMINATE ATTIVITÀ E I RISULTATI CORRELATI SIANO CONFORMI ALLE DISPOSIZIONI PREVISTE 2. SE TALI DISPOSIZIONI SIANO ATTUATE IN MODO EFFICACE E SIANO ADEGUATE PER RAGGIUNGERE DETERMINATI OBIETTIVI.

64 CONTROLLO UFFICIALE - AUDIT STRUMENTO PER LA SORVEGLIANZA DELLA QUALITÀ SU UNA INTERA ORGANIZZAZIONE, SU ALCUNE SUE PARTI OVVERO SU SUOI PROCESSI. IDENTIFICA LE AREE CHE HANNO CARENZE E LE AZIONI CHE DEVONO ESSERE IMPLEMENTATE PER CORREGGERLE.

65 CONTROLLO UFFICIALE - AUDIT VERIFICA LE CAPACITÀ DELL’OPERATORE 1. DI INDIVIDUARE LE AREE DA MIGLIORARE 2. DI RISPETTARE NEL TEMPO I REQUISITI DEL PROPRIO PROCESSO PRODUTTIVO 3. DI RAGGIUNGERE DETERMINATI OBIETTIVI PREFISSATI.

66 CONTROLLO UFFICIALE - AUDIT ART 3 REGOLAMENTO 882/04 2. I CONTROLLI UFFICIALI SONO ESEGUITI SENZA PREAVVISO, SALVO QUALORA SIA NECESSARIA UNA NOTIFICA PRELIMINARE DELL’OPERATORE DEL SETTORE DEI MANGIMI E DEGLI ALIMENTI, COME NEL CASO DEGLI AUDIT.

67 CONTROLLO UFFICIALE - AUDIT L’AVVISO PUÒ ESSERE FORMALE O INFORMALE SERVE A: NOTIFICARE ALL’OPERATORE L’INTENZIONE DI CONDURRE UN AUDIT SULL’ATTIVITÀ SOTTO IL SUO CONTROLLO COMUNICARE L’OBIETTIVO, IL CAMPO, I CRITERI DELL’AUDIT PERMETTERE ALL’OPERATORE DI PREDISPORRE QUANTO NECESSARIO PER CONSENTIRE LA CONDUZIONE DELL’AUDIT

68 CONTROLLO UFFICIALE - AUDIT FASI DELL’AUDIT: 1 PROGRAMMAZIONE 2 PIANIFICAZIONE 3 SVOLGIMENTO 4 RELAZIONE DEL RAPPORTO FINALE 5 ATTIVITÀ SUCCESSIVE E CONSEGUENTI ALLA CONCLUSIONE DELL’AUDIT

69 CONTROLLO UFFICIALE - AUDIT PROGRAMMAZIONE I controlli ufficiali devono essere programmati sulla base di: valutazione dei rischi identificati dati precedenti relativi agli operatori

70 CONTROLLO UFFICIALE - AUDIT PROGRAMMAZIONE di solito riguarda tutti gli aspetti del processo produttivo può riguardare anche singoli aspetti o processi

71 CONTROLLO UFFICIALE - AUDIT PIANIFICAZIONE Nell’attività di pianificazione dell’audit si devono definire: 1Obiettivo è lo scopo per cui è condotto l’audit 2Campo definisce la localizzazione fisica, l’attività, i processi per la conduzione dell’audit 3Criteri sono le norme,le procedure o i requisiti di riferimento per la conduzione dell’audit 4Gruppo di audit si identificano i componenti del gruppo

72 CONTROLLO UFFICIALE - AUDIT SVOLGIMENTO 1 Riunione di apertura tra gruppo di audit e operatore alimentare 2 Raccolta delle evidenze 3 Formulazione delle risultanze 4 Riunione finale con l’operatore alimentare

73 CONTROLLO UFFICIALE - AUDIT SVOLGIMENTO 1 Riunione di apertura tra gruppo di audit e operatore alimentare si espone gli obiettivi dell’audit si specifica il campo dell’audit si forniscono informazioni sulle modalità di conduzione dell’audit si prende visione di eventuale documentazione si richiede la collaborazione della ditta

74 CONTROLLO UFFICIALE - AUDIT SVOLGIMENTO 2 Raccolta delle evidenze Le evidenze sono ogni tipo di informazione verificabile che può essere raccolta e che sia attinente con l’oggetto e i criteri dell’audit

75 CONTROLLO UFFICIALE - AUDIT SVOLGIMENTO 2 Raccolta delle evidenze modalità di raccolta: osservazione diretta delle attività in svolgimento interviste agli operatori esame di documenti o registrazioni misurazione con strumenti propri Tutte le evidenze raccolte devono essere registrate nel rapporto di audit

76 CONTROLLO UFFICIALE - AUDIT SVOLGIMENTO 3 Formulazione delle risultanze I riscontri raccolti devono essere valutati al fine di esprimerne la conformità Trattandosi di pronunciare un giudizio di conformità le risultanze dovranno essere “conforme” o “non conforme” evitando formule intermedie Sono di norma presentate e discusse nella riunione finale

77 CONTROLLO UFFICIALE - AUDIT REDAZIONE RAPPORTO FINALE Contenuti: 1obiettivo e campo dell’audit 2l’organizzazione oggetto dell’audit e suoi rappresentanti 3l’organizzazione responsabile della conduzione dell’audit e i componenti del gruppo audit 4i criteri dell’audit 5le modalità di conduzione dell’audit 6i reparti, le attività, le documentazioni e le registrazioni esaminate

78 CONTROLLO UFFICIALE - AUDIT REDAZIONE RAPPORTO FINALE Contenuti: 7 le risultanze 8 le conclusioni 9 i tempi fissati per la risoluzioni delle non conformità 10 le eventuali raccomandazioni Il rapporto finale debitamente firmato, deve essere trasmesso all’impresa alimentare

79 IL CONTROLLO UFFICIALE GLI ASPETTI CONSIDERATI DA ISPEZIONE (ANCHE VERIFICA) E AUDIT SONO ANALOGHI CAMBIANO MODALITÀ DI CONDUZIONE E FINALITÀ

80 IL CONTROLLO UFFICIALE ISPEZIONE E VERIFICA: FOTOGRAFIA DELLA SITUAZIONE ATTUALE AUDIT: VALUTAZIONE SULLA CAPACITÀ DELL’OPERATORE DI GESTIRE IL PROCESSO PRODUTTIVO GARANTENDO IL RAGGIUNGIMENTO DEGLI OBIETTIVI DI SICUREZZA ALIMENTARE.

81 IL CONTROLLO UFFICIALE AZIONI SUCCESSIVE ALL’AUDIT, ALLE VERIFICHE E ALLE ISPEZIONI SE SONO EVIDENZIATE NON CONFORMITA’ OPERATORE DEVE ADOTTARE AZIONI CORRETTIVE.

82 IL CONTROLLO UFFICIALE POSSIBILI PROVVEDIMENTI 1. l’imposizione di qualsiasi azione necessaria per la sicurezza degli alimenti o la conformità alla normativa in materia di alimenti e di salute e benessere degli animali; 2. la restrizione o il divieto di immissione sul mercato, di importazione o esportazione di alimenti;

83 IL CONTROLLO UFFICIALE 3. il monitoraggio e, se necessario, la decisione del richiamo, del ritiro e/o della distruzione di alimenti; 4. l’autorizzazione dell’uso di alimenti per fini diversi da quelli previsti originariamente;

84 IL CONTROLLO UFFICIALE 5. la sospensione dell’attività o la chiusura, totale o parziale, per un appropriato periodo di tempo; 6. la sospensione o il ritiro del riconoscimento dello stabilimento

85 IL CONTROLLO UFFICIALE SE NON CONFORMITA’ COMPORTANO L’ADOZIONE DI PROVVEDIMENTI AMMINISTRATIVI O GIUDIZIARI, 1. IMMEDIATA CONTESTAZIONE ALL’OPERATORE 2. REDAZIONE DI APPOSITI ATTI, DISTINTI DALLA RELAZIONE 3. NOTIFICA ALL’OPERATORE

86 REGOLAMENTO CE N.854/2004 del 29 aprile 2004

87 IL CONTROLLO UFFICIALE Art. 1 - Campo di applicazione 1. Il presente regolamento stabilisce norme specifiche per l’organizzazione di controlli ufficiali sui prodotti di origine animale. 2. Esso si applica soltanto per le attività e le persone alle quali si applica il regolamento (CE) n. 853/2004.

88 IL CONTROLLO UFFICIALE Stabilisce compiti del veterinario ufficiale e modalità specifiche di controllo per:  CARNI FRESCHE Stabilisce modalità specifiche di controllo per  MOLLUSCHI BIVALVI VIVI  PRODOTTI DELLA PESCA  LATTE CRUDO E PRODOTTI LATTIERO-CASEARI TRASFORMATI Stabilisce le procedure per l’importazione di alimenti di origine animale

89 IL CONTROLLO UFFICIALE COMPITI DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME 1. indirizzo e coordinamento attività delle ASL 2. elaborazione e adozione piani regionali di controllo, condivisi tra i Servizi medici e veterinari

90 IL CONTROLLO UFFICIALE PRINCIPALI RIFERIMENTI PER L’APPLICAZIONE A LIVELLO REGIONALE CIRCOLARE 52/SAN/2005 Introduzione dell’obbligo di registrazione e riconoscimento per le imprese del settore alimentare

91 IL CONTROLLO UFFICIALE DECRETO DIREZIONE GENERALE DELLA SANITÀ DEL 5/10/2006 Approvazione delle procedure per l’esecuzione dei controlli ufficiali mediante audit …..

92 IL CONTROLLO UFFICIALE DECRETO DIREZIONE GENERALE DELLA SANITÀ 719 DEL 7/02/2007 Approvazione delle procedure per l’esecuzione dei controlli ufficiali mediante ispezione ….

93 IL CONTROLLO UFFICIALE DECRETO DIREZIONE GENERALE DELLA SANITÀ DEL 18/9/2007 Documentazione delle non conformità rilevate ….. e della verifica della completezza ed efficacia delle azioni correttive adottate dall’operatore ….

94 IL CONTROLLO UFFICIALE Complesso dei provvedimenti in materia di semplificazione amministrativa, in particolare: LEGGE REGIONALE 8/2007 D.G.R. 4502/2007 D.G.R. 4922/2007 CIRCOLARE 32/SAN/2007

95 LEGGE REGIONALE N. 8 del 2 Aprile 2007

96 Art Sono abolite le autorizzazioni e gli adempimenti di cui all’allegato B. 2. In conformità ai regolamenti comunitari in materia di sicurezza alimentare, regolamento (CE) n. 852/2004, regolamento (CE) n. 853/2004, n. 854/2004, regolamento (CE) n. 882/2004, gli operatori del settore notificano alle Aziende sanitarie locali (ASL), ai fini della registrazione, ciascuno stabilimento che esegua una qualsiasi delle fasi di produzione, trasformazione e distribuzione di alimenti, oppure, nel caso in cui sussista l’obbligo del riconoscimento, presentano alle ASL la relativa istanza

97 Allegato B Autorizzazioni sanitarie di cui all’articolo 2 della Legge 283/1962 e agli articoli 25, 26 e 44 del DPR 327/80

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100 CASO DI TOSSINFEZIONE 12 soggetti 8 sintomatici (sintomi: vomito e nausea) insorgenza sintomi ore dopo la consumazione del pasto luogo di consumo pasto self-service

101 CASO DI TOSSINFEZIONE Alimenti consumati:  riso in insalata  cotolette  patate alla parigina  dolce (tiramisù)

102 CASO DI TOSSINFEZIONE Ipotesi germi? Stafilococco Bacillus Cereus

103 CASO DI TOSSINFEZIONE Risultato analisi: cotoletta esito negativo patate esito negativo tiramisù esito negativo riso ufc/g di Bacillus Cereus


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